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E come dicono i Toscani: Non ti mettere in cammino, se la bocca non sa di vino.

Oggi vi porto alla scoperta di una regione a me cara, la Toscana. A me cara per i suoi piatti unici, tipici quali il pâté di fegatini di pollo, da spalmare rigorosamente su fettine di pane sciapo (o sciocco), la pappa al pomodoro, il caciucco livornese, il peposo, fino ai cantucci di Prato. A me cara per i suoi vini superbi quali il Chianti, il Brunello di Montalcino, il Nobile di Montepulciano, la Vernaccia di San Gimignano ed il Vin Santo. Per chi, come me, in estate non sceglie tra il mare e la montagna, ma tra le cozze pelose pugliesi e gli gnocchetti tirolesi, anche la collina andrà benissimo, specialmente se innaffiata da un buon Chianti. La Toscana è una delle regioni italiane più conosciuta nel mondo per la bellezza antica e ispiratrice di visioni idilliache. Immaginatevi la scena: dolci colline su cui si ergono casali solitari contornati da cipressi. Scoscesi promontori ventosi che si congiungono con l’azzurro del cielo. Oppure silenziose cittadine rinascimentali, che sembrano quasi aspettare il passaggio improvviso di Dante o di Leonardo. E noi persi con lo sguardo all’orizzonte mentre sorseggiamo un magnifico Brunello. Che bella immagine! Ma dopo questo viaggio poetico, ci è venuta fame… andiamo a vedere cosa bolle in pentola. La Cucina Toscana è una delle più antiche tra le cucine regionali italiane. Ancora oggi, molti dei piatti tipici mantengono la loro ricetta originale. Come quasi tutte le cucine tradizionali italiane anche quella toscana è caratterizzata da preparazioni semplici, con ingredienti di facile reperibilità e di origine contadina. Quando si parla della cucina toscana impossibile non citare insaccati e formaggi, come il pecorino toscano, la finocchiona o i salumi di Cinta Senese, realizzati con le carni del tipico maiale nero allevato sulle colline senesi. La carne, preparata in molti modi diversi, è tra le cose che chiunque vada in Toscana deve assaggiare. Una su tutte: la leggendaria bistecca alla fiorentina, realizzata con carni di razza Chianina, tipica appunto della Val di Chiana. Si chiama fiorentina per il particolare taglio e per la cottura, necessariamente al sangue. E poi i secondi di carne alla griglia, gli arrosti, la selvaggina, i piatti a base di pesce della cucina livornese (caciucco in primis), le verdure della campagna lucchese e di quella pisana; assai generosa la produzione di dolci: castagnaccio, brigidini, panforte, ricciarelli, cantucci di Prato… C’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma quali sono i piatti tipici toscani da assaggiare almeno una volta nella vita? Sicuramente lantipasto più famoso della regione è il crostino nero, dove i protagonisti sono i fegatini di pollo che, insieme ad acciughe e capperi, danno vita a un pâté liscio, cremoso e avvolgente. Da spalmare rigorosamente su fettine di pane toscano. Poi bisogna assaporare la pappa al pomodoro, divenuta famosa grazie al romanzo “Il giornalino di Gian Burrasca”, scritto nel 1912 da Vamba. Ingredienti semplici e genuini, per un piatto che mette d’accordo tutti, grandi e piccini: pane raffermo, pomodori succosi e maturi, olio extravergine di oliva toscano, basilico e aglio. Come non provare la ribollita, una zuppa a base di fagioli (borlotti, toscanelli o cannellini) e cavolo nero, oppure ll primo piatto per antonomasia: i pici, una pasta tipica del Senese. Sono degli spaghettoni a sezione quadrata realizzati con un semplicissimo impasto a base di farina di grano tenero acqua e sale. Ma come potrei dimenticare di citare il sapore unico del caciucco, la più celebre zuppa di pesce della tradizione italiana, originaria di Livorno. Piatto originariamente povero, realizzato dai pescatori per utilizzare il pesce di minore valore commerciale, prevede l’utilizzo di circa 67 specie ittiche differenti (in genere scorfani, gallinelle, gattucci, seppie, polpi e cicale), cucinate a fuoco moderato in un succulento sugo a base di pomodoro, vino rosso e brodo di pesce. Ma cosa ne dite di provare anche il peposo? Un umido di carne morbidissimo e piccantissimo (peposo), che si scioglie in bocca. Ma dovrei continuare ancora a parlare del Lampredotto, del Castagnaccio, dei Cantucci, ma ci vorrebbe troppo tempo. Tutte queste pietanze succulente sono facilmente abbinabili grazie alla produzione vinicola toscana che è così ampia da proporre abbinamenti con qualsiasi portata, carne, pesce o vegetariana, dall’antipasto al dolce. E come dicono i Toscani: Non ti mettere in cammino, se la bocca non sa di vino.

(fonte foto:rete internet)