Viaggio nell’armonia: intervista al tenore Raffaele Beneduce

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Esploriamo il mondo affascinante e vibrante dell’opera e dei concorsi canori attraverso gli occhi e la voce di un giovane e talentuoso tenore, Raffaele Beneduce, classe ’82, originario di Pomigliano d’Arco. Insegnante di canto lirico e moderno, musicoterapeuta, docente di sostegno, l’artista ha realizzato diversi progetti musicali. L’ultimo è l’Ep “Dal pop alla lirica” (foto).

 

Come hai iniziato il tuo percorso nel mondo dell’opera e dei concorsi canori?

“All’età di 20 anni mi sono avvicinato al mondo della musica iscrivendomi al Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia. Ho partecipato a vari concorsi l’ultimo è strato il Concorso lirico internazionale Rina De Tata, arrivando in finale”.

 

Quali sono state le sfide più significative che hai affrontato durante le competizioni passate?

“La sfida più interessante è stata un concerto in Svizzera all’età ai 21 anni. É stata una competizione molto interessante superata a pieni voti”.

 

Come selezioni i brani che interpreterai e quali sono i criteri che guidano questa scelta?

“Riguardo ai brani d’opera, seleziono quelli più adatti alla mia voce. Ogni lirico ha una peculiarità, non si sceglie a caso, scelgo attraverso studi specifici dello spartito e della musica”.

 

Puoi parlarmi del tuo approccio alla preparazione vocale e come ti mantieni in forma per le esibizioni?

“Lo studio nel canto è importantissimo. Ogni giorno, anche per quindici minuti, faccio esercizi di respirazione e suoni gravi per mantenere la voce al top”.

 

Quali sono le tue influenze musicali e come hanno plasmato il tuo stile di interpretazione?

“Le mie influenze musicali sono senz’altro la musica classica, ma da anni non disdegno la musica pop. Infatti il 14 febbraio scorso è uscito il mio EP musicale dal titolo “Dal pop alla lirica” con un inedito e cover italiane e classiche napoletane”.

 

Ci sono particolari emozioni o messaggi che cerchi di trasmettere attraverso la tua voce e le tue esibizioni?

“Mi emoziono ogni volta che canto. Attraverso le mie esibizioni mi immedesimo nel mio stato interiore per poter esprimere al meglio le emozioni e farle arrivare alla gente”.

 

 

Hai qualche aneddoto interessante o divertente da condividere riguardo alle tue esperienze sui palcoscenici dei concorsi?

“No”.

 

Come ti senti riguardo alla responsabilità di introdurre e interpretare nuovi brani nell’ambito dell’opera? Quali sono i tuoi obiettivi e progetti futuri nel mondo della musica lirica?

“È sempre una responsabilità perché sono dei brani particolari musicalmente da studiare rispetto al pop. I miei obiettivi sono di mettersi in mostra con altri concorsi importanti e preparare concerti estivi”.

 

Come credi che l’opera possa continuare ad evolversi e coinvolgere nuove generazioni di appassionati?

“Rendere l’opera più accessibile, sia fisicamente che economicamente, è fondamentale per coinvolgere nuovi appassionati: investire nella formazione di nuove generazioni riguardo all’opera può aiutare a sviluppare un interesse duraturo. Le scuole, le università ed i programmi educativi possono organizzare corsi, workshop e presentazioni per introdurre l’opera ai giovani in modo coinvolgente. Sarebbe anche utile promuovere spettacoli interattivi, progetti multidisciplinari o collaborazioni con artisti contemporanei. L’innovazione può attrarre un pubblico più ampio e mantenere viva la rilevanza dell’opera, sfruttando in particolare le tecnologie digitali. Le trasmissioni in streaming, le app interattive ed i contenuti online possono rendere l’opera più accessibile, consentendo a un pubblico più vasto di connettersi con quest’arte”.