Si trova a Pomigliano ed avrà fino a 60 iscritti. Ma si conta di ampliare molto la platea.
Per il momento è stato concepito per accogliere fino a 60 bimbi, dai tre mesi ai cinque anni d’età, ma il primo asilo nido del polo industriale più importante del Mezzogiorno, il polo di Pomigliano, ha l’ambizione di raggiungere entro breve tempo la quota considerevole degli oltre 200 iscritti. La struttura, privata, gestita da un’azienda che si chiama “La Casa del Bambino”, sarà inaugurata l’1 settembre ed è il frutto di una collaborazione tra la titolare della piccola impresa, Carmen Liotti, e il sindacato dei metalmeccanici Uilm Campania. Ieri la signora Liotti ha stipulato la convenzione che legherà questa iniziativa ai lavoratori che potranno usufruire di prezzi scontati grazie agli sforzi messi in campo dall’organizzazione di categoria guidata dal segretario regionale Giovanni Sgambati. “Il progetto è importante – spiega il sindacalista – a questo punto le lavoratrici potranno lasciare i propri figli a scuola nei turni di lavoro e, cosa fondamentale, a due passi da dove lavorano”. Il nuovo asilo nido privato si trova in uno dei padiglioni del consorzio Il Sole, un consorzio, anche questo privato, che raccoglie una serie di aziende, medie e piccole, in un’area recintata attigua ad alcune delle fabbriche più grandi e importanti d’Italia: la Fiat, l’Alenia e l’Avio. “Le mamme operaie – aggiunge con soddisfazione Sgambati – potranno usufruire di una struttura aperta direttamente nell’area industriale”. Si tratta di un servizio molto competitivo. A Pomigliano esiste da tempo un asilo nido, che è rigorosamente comunale e che è ubicato in una zona semiperiferica della città. E’ un impianto che ha sempre funzionato bene, in base alle voci raccolte in zona. Ma l’asilo nido appena realizzato nel cuore del polo delle fabbriche è stato progettato proprio per le lavoratrici degli stabilimenti. La Casa del Bambino aprirà alle 5 e 30 e chiuderà alle 22 e 30. E’ un’estrema flessibilità dei turni di lavoro che combacia perfettamente con quelli delle fabbriche, che aprono e chiudono proprio nell’orario previsto dal nuovo asilo. Probabilmente uno dei fattori che hanno favorito la nascita di questo servizio è stato un decreto emanato dal governo a marzo, relativo alla detassazione dei premi di produzione, uno strumento con il quale le aziende “coprono” il dieci per cento della detassazione del premio destinato al lavoratore garantendo servizi di welfare, di “stato” sociale, quale è, appunto, l’asilo nido. “A ogni modo – aggiunge Sgambati – contiamo di sostenere ulteriormente questo servizio stipulando accordi durante le vertenze sindacali con le aziende, accordi che prevedano anche welfare per i lavoratori”. L’asilo nido del polo industriale di Pomigliano si preannuncia con una serie di caratteristiche moderne. Sono previste l’assistenza pediatrica e un rete di videosorveglianza, interna ed esterna. Telecamere allo scopo di prevenire qualsiasi abuso, visto che negli ultimi tempi le cronache sono state zeppe di brutte vicende riguardanti proprio gli asili e, in particolare, i maltrattamenti del personale ai danni dei bambini. Ora però si attende la nuova struttura alla prova del nove. Tra poco più di un mese ne sapremo di più. La sfida è iniziata. Il polo delle grandi fabbriche ora può contare su un servizio fondamentale. “Un’ottima iniziativa, davvero importante”, commenta nel frattempo Francesco Nicodemo, responsabile della comunicazione di palazzo Chigi.



