Acerra, scoperta serra artigianale di marijuana: sequestro da record

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ACERRA. Una serra artigianale nascosta tra la vegetazione e coltivata con settanta piante di marijuana, alte in media due metri: è quanto hanno scoperto, nella tarda mattinata di oggi, 25 settembre 2025 i Carabinieri della Stazione di Cancello, nel casertano, al termine di una mirata attività investigativa condotta nei pressi del comune di Acerra.   A finire nei guai è stato un 47enne del napoletano, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato sorpreso dai militari mentre si trovava all’interno di un terreno in località Pezzalonga di Acerra, dove era stata realizzata la coltivazione.   Il blitz è scattato a seguito di un prolungato servizio di osservazione, controllo e pedinamento, che ha permesso ai Carabinieri di individuare il sito nascosto nella macchia verde e monitorarne gli accessi.   Una volta effettuato l’accesso al fondo agricolo, i militari hanno rinvenuto e sequestrato 70 piante di marijuana, oltre a una roncola utilizzata per la cura della coltivazione e allo smartphone in uso al 47enne.   Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro. L’Autorità Giudiziaria, informata dai Carabinieri, ha disposto la denuncia in stato di libertà del coltivatore che dovrà rispondere di produzione, coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.   Le piante, che se immesse sul mercato avrebbero potuto fruttare decine di migliaia di euro, sono state estirpate e custodite in attesa delle successive disposizioni.

Marigliano, ricevuto in Municipio il giovane aggredito

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  “Come istituzioni e come cittadini dobbiamo assumerci la responsabilità di non girarci mai dall’altra parte di fronte ad ogni gesto di violenza, di ogni tipo di sopraffazione. Dobbiamo difendere sempre la dignità delle persone. Marigliano è una città che crede nella pace, nella libertà, nel rispetto per gli altri, nella solidarietà, nei diritti di ciascuno”: è quanto dichiara il sindaco di Marigliano Gaetano Bocchino, che questa mattina, con l’amministrazione comunale, ha incontrato in municipio il giovane pakistano aggredito lunedì sera con una mazza da baseball e con un pugno in bocca. “Abbiamo voluto ricevere la giovane vittima dell’aggressione in forma riservata, lontano dai riflettori, per ascoltare la sua testimonianza, esprimergli personalmente la vicinanza dell’amministrazione comunale e assicurargli tutto il sostegno possibile, umano e istituzionale. A nome dell’intera città condanno con fermezza l’accaduto che rappresenta un ulteriore motivazione a percorrere la prioritaria strada della tutela della sicurezza della comunità con tutto ciò che un’amministrazione ha il potere di fare in tema di controllo, repressione e soprattutto di prevenzione. Ecco perché proprio in queste ultime ore, così come accade dal primo giorno del nostro insediamento, abbiamo avuto un altro costruttivo confronto con i rappresentanti delle forze dell’ordine del territorio”, ha concluso il primo cittadino.

Acerra, coca nascosta nella cassaforte del bagno: arrestate due donne

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Acerra: nascondono droga in casa. Arrestate due donne dalla Polizia di Stato. Proseguono i servizi straordinari predisposti dalla Questura di Napoli per contrastare i fenomeni di detenzione e traffico di sostanze stupefacenti. Nella serata di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto due donne, di cui una 60enne acerrana e una 44enne napoletana, quest’ultima con precedenti di polizia, anche specifici, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti. In particolare, gli agenti della Squadra Mobile e del Commissariato di Acerra, con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania, durante i servizi all’uopo predisposti, hanno effettuato un controllo presso l’abitazione della 60enne, dove hanno sorpreso anche la 44enne ed hanno rinvenuto 22 involucri di cocaina del peso di circa 32 grammi e 270 euro, suddivisi in banconote di vario taglio. Inoltre, nel bagno dell’appartamento, gli operatori hanno scoperto, ben nascosta dietro un termosifone, una cassaforte al cui interno sono stati trovati altri 120 grammi della stessa sostanza ed un bilancino di precisione. Per tali motivi, le indagate sono state tratte in arresto dal personale operante.

Ciclista di Pomigliano muore per evitare cinghiale: tragedia a Polvica

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Un drammatico incidente stradale si è verificato questa mattina all’alba nella parte meridionale di Polvica, tra  San Felice a Cancello e Nola A perdere la vita è stato un uomo di 62 anni, Franco E., ciclista appassionato e residente a Pomigliano d’Arco. Secondo le prime ricostruzioni, il sessantaduenne stava percorrendo in bicicletta il tratto che collega la frazione Cancello con l’area di Polvica, non lontano da un distributore di carburante. All’improvviso un cinghiale avrebbe attraversato la carreggiata, costringendo il ciclista a una brusca sterzata per non investirlo. La manovra, però, lo avrebbe portato a finire nella traiettoria di un furgone che sopraggiungeva proprio in quel momento, con conseguenze purtroppo fatali. La via Polvica è stata immediatamente interdetta al traffico per consentire i rilievi delle forze dell’ordine. Non si tratta del primo episodio di pericolo in quella zona: più volte, infatti, sono stati segnalati incidenti e disagi dovuti alla presenza dei cinghiali sulla strada.

Una Nessuna Centomila: il grande evento contro la violenza di genere arriva a Napoli

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Oggi, giovedì 25 settembre, Piazza del Plebiscito sarà il cuore pulsante di una serata che unisce spettacolo e impegno civile: per la prima volta al Sud Italia approda Una Nessuna Centomila, la manifestazione simbolo contro la violenza sulle donne.

Il palco partenopeo ospiterà un cast eccezionale con Annalisa, Ariete, BigMama, Brunori Sas, Coez, Elisa, Elodie, Emma, Ermal Meta, Fiorella Mannoia, Anna Foglietta, Francesca Michielin, Francesco Gabbani, Gaia, Gigi D’Alessio, Malika Ayane, Noemi, Paola Turci, Rkomi, Rose Villain e Veronica Gentili. Ospite d’eccezione anche Amadeus. Non solo concerti: la serata sarà arricchita da duetti inediti e performance pensate ad hoc per l’evento.

Il progetto, nato con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e sostenere concretamente i centri antiviolenza, ha già dato prova della sua efficacia nelle precedenti edizioni. Nel 2022 al Campovolo furono raccolti circa 2 milioni di euro, poi destinati a realtà territoriali, mentre l’anno scorso l’Arena di Verona registrò il tutto esaurito e nuovi fondi a sostegno delle donne vittime di abusi.

Anche a Napoli, i proventi della serata – detratte le spese organizzative – saranno devoluti a strutture e associazioni impegnate quotidianamente nel supporto e nella protezione delle vittime.

La manifestazione, organizzata da Friends & Partners con il sostegno della Regione Campania, della Fondazione Campania dei Festival e del Comune di Napoli, si preannuncia come uno degli appuntamenti più sentiti dell’anno. Per favorire la partecipazione è attiva una convenzione con Trenitalia che consente di raggiungere il capoluogo campano con sconti fino al 75% sui biglietti Frecciarossa.

Oggi a Napoli non ci sarà solo musica, ma anche un messaggio forte: la lotta contro la violenza di genere passa anche dalla cultura e dalla condivisione.

fonte foto: napolike.it

Mariglianella sotto choc: Daniele trovato morto

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  Mariglianella si è svegliata immersa nel dolore: un adolescente di 17 anni, Daniele, è stato trovato morto dopo ore di angoscia e ricerche. Il giovane era scomparso mercoledì sera da via Napoli, mentre percorreva la strada in bicicletta. Da quel momento nessuno aveva più avuto sue notizie. La famiglia, non vedendolo rientrare, aveva lanciato subito l’allarme. La zia, visibilmente preoccupata, era intervenuta durante la trasmissione “Chi l’ha visto?”, chiedendo aiuto ai cittadini: “Era da me, poi è andato via e non è più tornato. Ha il cellulare spento e non sappiamo dove sia”. L’appello aveva commosso il pubblico e mobilitato le ricerche. Gli indizi erano pochi: gli abiti che indossava, jeans e maglietta nera, e la bicicletta con cui era uscito. Nonostante gli sforzi di parenti, amici e forze dell’ordine, la notte è trascorsa senza notizie. Nelle prime ore del mattino, però, la speranza ha lasciato spazio alla disperazione: Daniele è stato trovato senza vita. Le prime ricostruzioni parlano di un gesto volontario, ipotesi che ha lasciato sgomenta l’intera comunità. La notizia si è diffusa rapidamente, gettando nello sconforto compagni di scuola, conoscenti e cittadini. In tanti si sono stretti attorno ai genitori e ai familiari, incapaci di accettare una perdita così precoce. Mariglianella oggi piange il suo ragazzo, mentre resta aperto l’interrogativo sul perché un giovane, all’apparenza come tanti, abbia potuto compiere un simile atto.

Tentato omicidio all’uscita di scuola, scatta arresto

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È stato arrestato un ragazzo di 22 anni per un tentato omicidio di un minore risalente al 2024

Martedì sera il Commissariato di Ponticelli ha notificato l’arresto ad un ragazzo di 22 anni che nel 2024 ha tentato di uccidere un minore.

Lo stato di arresto è stato emesso dal gip su richiesta della settima sezione della Procura, coordinata dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli ed il ragazzo attualmente si trova in carcere.

Il 22enne, successivamente rintracciato dai poliziotti a casa, avrebbe agito con un complice minorenne.

Le indagini sono partite a seguito della denuncia da parte della vittima che, subito dopo essere uscito da scuola come ogni giorno si è visto avvicinato da 2 ragazzi in sella ad un motorino.

Dalle dichiarazioni della vittima, questa non era la prima volta che vedeva questi ragazzi. Infatti, lo avevano seguito più volte e, con motivazioni futili, gli avevano rivolto degli sguardi minacciosi.

Da lì lo hanno seguito fino a casa dove uno dei due lo ha aggredito, colpendolo con pugni al volto fino a farlo cadere a terra.

Grazie alle urla di un passante che ha assistito alla scena i giovani sono scappati ma, dopo poco, sono tornati per finire il “lavoro”.

Il ragazzo di 22 anni che è stato arrestato, a quanto rivelano le indagini, avrebbe tirato fuori una pistola per poi sparare 4 colpi verso il minorenne, che però non lo hanno raggiunto.

Grazie agli accertamenti svolti dalla Polizia si è potuto risalire all’identità dei colpevoli, scoprendo che uno dei due fosse minorenne.

Oltre all’accusa di tentato omicidio, gli viene contestato  il concorso in lesioni personali aggravate e detenzione di porto d’armi.

Ottaviano, problema aule al Liceo Diaz, la risposta del sindaco Simonetti

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Riceviamo dal Sindaco di Ottaviano e pubblichiamo Caro Professore, la ringrazio per l’attenzione e per la passione con cui ha voluto riportare all’opinione pubblica la questione degli spazi e delle strutture del Liceo Classico “A. Diaz”. Condivido il valore che lei attribuisce a questa scuola, che non è solo patrimonio di Ottaviano, ma dell’intero territorio vesuviano. Tengo a precisare che la mia Amministrazione è sempre vicina al mondo della scuola: non solo alle scuole primarie e secondarie di primo grado, che sono di competenza diretta del Comune, ma anche agli istituti superiori, pur essendo di competenza della Città Metropolitana. Proprio per questo, circa un anno fa, insieme all’assessore all’istruzione Virginia Nappo e ai dirigenti scolastici, ci siamo recati negli uffici della Direzione Scuole della Città Metropolitana per sollecitare soluzioni adeguate sia per il Liceo “A. Diaz” sia per l’ISIS De’ Medici. Abbiamo ereditato una situazione complessa, caratterizzata da fitti passivi molto elevati. Ho subito dichiarato la disponibilità della mia Amministrazione a collaborare per individuare percorsi risolutivi, arrivando anche a proporre la visita di immobili idonei, come la struttura delle Suore al Carmine, valutabile per un eventuale acquisto da parte della Città Metropolitana. Purtroppo questa ipotesi non ha trovato seguito. Non ci siamo però fermati. Stiamo continuando a cercare soluzioni, stimolando costantemente chi ha la competenza diretta a intervenire e ribadendo che la nostra comunità non può e non deve rinunciare a garantire condizioni dignitose a studenti, docenti e famiglie. L’Amministrazione comunale continuerà a fare la propria parte, con determinazione e senso di responsabilità. Perché il futuro del Liceo “A. Diaz”, così come quello di tutte le scuole del nostro territorio, rappresenta il futuro stesso della nostra comunità. Con stima, Biagio Simonetti Sindaco di Ottaviano

“Storia di un abbraccio” vince il premio Giancarlo Siani

In occasione di un evento dedicato al ricordo del giornalista Giancarlo Siani, ucciso il 23 settembre 1985, è stato premiato il libro “Storia di un abbraccio” di Lucia Montanino e Cristina Zagaria, vincitore del Premio Siani 2025.

Durante l’incontro, Paolo Siani, fratello del giornalista, ha ricordato come Giancarlo sia stato assassinato, sottolineando come fosse considerato un “impiccione” perché con i suoi articoli – in particolare quelli su Torre Annunziata – raccontava le dinamiche della camorra, compreso l’arresto di un boss. Un lavoro svolto sempre con coraggio e passione.

A chiudere l’evento è stato Roberto Napoletano, direttore de Il Mattino, che ha ribadito come Giancarlo Siani rappresenti già oggi un modello, aggiungendo che Napoli è cambiata e che i giornalisti contemporanei devono avere la forza di denunciare.

Il libro vincitore, “Storia di un abbraccio”, narra una vicenda autobiografica toccante, nella quale emerge la forza del perdono. Lucia, una donna di Somma Vesuviana, era sposata con Gaetano, originario di Ottaviano e detto “il biondo”. I due erano profondamente innamorati: Gaetano inizialmente prestava servizio nella Guardia di Finanza, ma per stare accanto alla moglie decise di lasciare l’incarico e lavorare per una società di vigilanza privata. Durante un turno, però, venne ucciso da una banda di giovani balordi. Tra loro c’era anche Angelo (nome di fantasia), minorenne all’epoca dei fatti. Con il raggiungimento della maggiore età, sarebbe stato trasferito al carcere di Poggioreale, dove rischiava di non avere alcun futuro.

Lucia, nel frattempo, intraprese un difficile percorso di elaborazione del dolore. Un giorno, nel carcere minorile di Nisida, si trovò faccia a faccia proprio con Angelo: inaspettatamente i due si abbracciarono. Quel gesto di perdono fu interpretato come un modo per mantenere vivo il ricordo di Gaetano.

Oggi Lucia è conosciuta come “ambasciatrice del perdono”.

La Panda va forte, ma Stellantis ferma Pomigliano

Dal 29 settembre lo stabilimento Giambattista Vico di Pomigliano d’Arco rallenterà ancora. Come riporta il Corriere del Mezzogiorno, Stellantis ricorrerà al contratto di solidarietà: una settimana di stop per la linea della Panda e due per Tonale e Hornet. L’azienda parla di una misura “necessaria” per adeguare la produzione alla domanda, ma dietro questa scelta si intravede il segnale di una crisi più profonda.

La Panda resta l’auto più venduta in Italia e continua a crescere in Europa, ma lo stabilimento campano non riesce più a saturare gli organici come in passato, quando si lavorava anche su tre turni. Sul fronte Alfa Romeo pesa invece il calo delle immatricolazioni in Europa e soprattutto il crollo del diesel, che ha indebolito il progetto Tonale, pensato per rilanciare il marchio.

La situazione ricade direttamente sui lavoratori. Crescenzo Auriemma (Uilm) denuncia che la cassa integrazione ha raggiunto livelli che non si vedevano dal 2010, erodendo stipendi e premi di risultato. Dalla Fiom, Mauro Cristiani e Mario Di Costanzo avvertono: “Non si possono definire investimenti le sole risorse destinate agli esodi incentivati. Servono nuove produzioni prima del 2029 per salvare Pomigliano”.

Allarme analogo dalla Fim: “I dipendenti ormai lavorano due giorni a settimana – ricordano Biagio Trapani e Aniello Guarino – la transizione ecologica non può trasformarsi in desertificazione industriale”.

Il nodo riguarda anche l’indotto: officine, logistica e aziende di componentistica rischiano di scomparire, come nel caso Trasnova, destinata a chiudere a fine anno con la perdita della commessa Stellantis.

La contraddizione resta evidente: Stellantis registra utili miliardari e sposta produzioni all’estero, mentre in Campania si moltiplicano solo ammortizzatori sociali. Il sito di Pomigliano, che produce l’auto simbolo delle vendite italiane, resta sospeso in un limbo: troppo importante per essere dismesso, ma sempre più fragile senza certezze sul futuro.