Ottaviano, il sindaco Federico vara la giunta: ecco la squadra che guiderà la città

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Nomina ufficiale per i cinque assessori della nuova amministrazione. Vincenzo Miranda sarà il vicesindaco. Assegnate le deleghe, prende il via il nuovo corso amministrativo.   OTTAVIANO – La nuova amministrazione comunale è ufficialmente al lavoro. A pochi giorni dall’insediamento, il sindaco Ferdinando Federico ha nominato la giunta che lo affiancherà nel governo della città per i prossimi cinque anni, completando così uno dei primi e più importanti passaggi della nuova consiliatura. Con un decreto di nomina sono stati individuati i cinque assessori chiamati a guidare i principali settori dell’attività amministrativa. Il ruolo di vicesindaco è stato affidato a Vincenzo Miranda, che seguirà un ampio pacchetto di deleghe comprendente Turismo, rapporti con il Parco Nazionale del Vesuvio, GAL e DMO, Politiche sanitarie, Fondi europei, Società partecipate, rapporti con enti terzi, Agricoltura, valorizzazione delle frazioni e attuazione delle linee programmatiche dell’amministrazione. Entrano a far parte dell’esecutivo anche Vincenzo Caldarelli, cui sono stati affidati Lavori pubblici, Urbanistica, Patrimonio, Verde pubblico, Arredo urbano, Dissesto idrogeologico, Piano urbanistico comunale e infrastrutture; Pasquale Iervolino, che seguirà le Politiche sociali, il Lavoro, la Formazione, i rapporti con il Consorzio Welfare Vesuviano, il Servizio civile e il Trasporto urbano; Virginia Nappo, delegata alla Pubblica istruzione, all’Edilizia scolastica, ai rapporti con gli istituti del territorio, al Trasporto scolastico, alle Politiche dell’infanzia, ai Servizi demografici e alla Pubblica illuminazione; e Anna Romano, che si occuperà di Sport, Spettacoli, Impiantistica sportiva, Pari opportunità, Attività produttive, Mercati, Fiere, SUAP, Tributi, Economato e rapporti con le periferie. Con la nomina della giunta si apre ufficialmente una nuova fase amministrativa per Ottaviano, reduce da mesi particolarmente complessi. Dopo la crisi politica che aveva portato, lo scorso anno, allo scioglimento anticipato del Consiglio comunale e all’arrivo del commissario prefettizio, le elezioni amministrative hanno restituito alla città un governo pienamente eletto dai cittadini. Nel messaggio con cui ha annunciato la composizione dell’esecutivo, il sindaco Federico ha sottolineato di aver scelto una squadra composta da persone chiamate a mettere competenze e impegno al servizio della comunità, con l’obiettivo di affrontare le sfide amministrative che attendono il territorio. Per la nuova amministrazione si apre ora la fase più impegnativa: trasformare il programma elettorale in azioni concrete. Tra i temi che attendono l’esecutivo figurano il rilancio delle opere pubbliche, la valorizzazione del patrimonio ambientale e turistico, il potenziamento dei servizi sociali, il sostegno al tessuto produttivo e l’attenzione alle politiche scolastiche e giovanili. Con la definizione della giunta si completa, dunque, il quadro istituzionale del nuovo governo cittadino. Nelle prossime settimane saranno i primi provvedimenti dell’amministrazione Federico a delineare le priorità del mandato e a misurare la capacità della squadra di tradurre in risultati le aspettative della comunità ottavianese.

Spaccio alla stazione della Circum di San Giuseppe Vesuviano, preso 19enne

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San Giuseppe Vesuviano – Proseguono con successo i controlli della Polizia di Stato sul territorio. Nel corso del weekend, gli agenti del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano hanno arrestato un ragazzo di 19 anni, gravemente indiziato del reato di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’operazione è scattata durante un servizio di prevenzione e contrasto allo spaccio predisposto dagli uomini del commissariato. Nel transitare in via Trieste e Trento, nei pressi della stazione della Circumvesuviana, i poliziotti hanno notato un giovane che stava effettuando una sospetta cessione di droga. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, il 19enne, dopo aver ricevuto una banconota dall’acquirente, avrebbe prelevato qualcosa dalla tettoia d’ingresso della stazione ferroviaria per poi consegnarlo al cliente. Una scena che non è sfuggita ai poliziotti, intervenuti immediatamente per bloccare entrambi. Il presunto pusher è stato trovato in possesso di 380 euro in contanti, suddivisi in banconote di diverso taglio, ritenuti verosimile provento dell’attività di spaccio. L’acquirente, invece, aveva con sé la dose di hashish appena acquistata. Gli accertamenti sono proseguiti con la perquisizione dell’area utilizzata come nascondiglio. Sulla tettoia della stazione gli agenti hanno rinvenuto un involucro contenente circa 10 grammi di hashish e un bilancino di precisione, materiale compatibile con l’attività di confezionamento e vendita della sostanza stupefacente. Al termine delle formalità di rito, il giovane è stato arrestato con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. L’acquirente è stato invece segnalato all’autorità amministrativa e sanzionato per detenzione di sostanza stupefacente destinata ad uso personale. L’operazione rientra nei servizi straordinari di controllo del territorio predisposti dalla Polizia di Stato per contrastare il fenomeno dello spaccio di droga e garantire maggiore sicurezza nelle aree più sensibili della città.

Somma. Giunta Svanera, colpo di scena al momento della firma: Calvanese rinuncia, entra Rosalba De Nicola

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Dopo giorni  e giorni di confronti, riunioni e trattative con le forze politiche che hanno sostenuto la sua elezione, la sindaca Svanera ha finalmente varato la nuova giunta comunale. La firma dei decreti di nomina era fissata per questa mattina alle ore 10 e, fino a poche ore prima, sembrava che tutto fosse stato definito.
La sorpresa è arrivata proprio al momento della convocazione. Tutti gli assessori designati si sono presentati, tranne il rappresentante indicato da Avanti CDU- PSI , il giovane avvocato Domenico Calvanese. Per lui era già stato predisposto il decreto di nomina, insieme a quello degli altri componenti della giunta, con l’assegnazione della delega all’Ecologia, una delega considerata tra le più delicate dell’esecutivo e che, secondo molti è ambita ma particolarmente complicata.
Dopo alcune ore di attesa è arrivata la comunicazione ufficiale della rinuncia. «Per motivi strettamente personali», ha dichiarato Calvanese ai nostri microfoni. «Avevo dato la mia disponibilità ad assumere qualsiasi delega, ma non quella all’Ecologia.»
Una decisione che ha costretto la sindaca a rivedere l’intero iter delle nomine. Il decreto, inizialmente predisposto in forma unitaria, è stato modificato per consentire la sostituzione del componente indicato da Avanti CDU-PSI. Sono quindi riprese le consultazioni con il gruppo politico, al cui interno da tempo non sono mancati confronti e dissidi.
Al termine delle interlocuzioni, la scelta è ricaduta su Rosalba De Nicola, che entra così a far parte della squadra di governo.
La soluzione individuata sembra aver riportato serenità all’interno di Avanti CDU- PSI , dove nelle ultime settimane non erano mancate tensioni e perplessità durante il confronto sui nomi da proporre alla sindaca. Con la nomina di Rosalba De Nicola la vicenda appare, almeno per il momento, ricomposta.
La nuova giunta può così iniziare il proprio percorso amministrativo. Resta da vedere se gli equilibri raggiunti in queste ore sapranno resistere alla prova dei fatti. Per ora, tutto è bene quel che finisce bene. O, almeno, è quello che la città si augura.

Lotto, colpaccio in centro a Pomigliano

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Dalla rapina a David Neres alla guerra tra clan: nuova ordinanza per due indagati

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  Erano già finiti in carcere per la rapina ai danni del calciatore del Napoli David Neres. Oggi per due di loro arriva una nuova ordinanza della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che li ritiene gravemente indiziati di aver preso parte a un episodio di estrema violenza maturato nell’ambito della faida tra i clan Iadonisi e Troncone. L’operazione è stata eseguita dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli su disposizione del Gip del Tribunale di Napoli. Le accuse contestate sono tentato omicidio plurimo in concorso, porto e detenzione di arma clandestina, ricettazione e rapina, tutti reati aggravati dal metodo mafioso. Gli investigatori hanno ricostruito quanto accaduto il 1° marzo 2024 a Fuorigrotta. Secondo la ricostruzione accusatoria, gli indagati avrebbero affrontato alcuni esponenti del clan Troncone in una violenta rissa degenerata in sparatoria. Uno dei due avrebbe esploso quattro colpi di pistola ad altezza d’uomo con una Beretta 92S dalla matricola abrasa, per poi impossessarsi del motociclo delle vittime. L’inchiesta ha inoltre documentato, sotto il profilo indiziario, come i capi detenuti del clan Troncone continuassero a impartire ordini agli affiliati rimasti in libertà. I due arrestati erano già destinatari di un’altra misura cautelare per la rapina aggravata commessa il 1° settembre 2024 ai danni dell’esterno offensivo del Napoli David Neres Campos, vicenda che aveva avuto grande eco nazionale. Il provvedimento rappresenta una misura cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari e potrà essere impugnato. Vale per gli indagati il principio di presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Maxi operazione interforze ad Ottaviano: verifiche su attività commerciali e soggetti ai domiciliari

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La presenza delle forze dell’ordine sul territorio resta alta ad Ottaviano, dove nella giornata di ieri è stato effettuato un nuovo servizio straordinario di controllo finalizzato al contrasto dei reati e al rafforzamento della sicurezza urbana.   L’operazione, coordinata dalla Polizia di Stato, ha visto impegnati gli agenti del Commissariato di San Giuseppe Vesuviano, affiancati dai militari dell’Arma dei Carabinieri, dalla Guardia di Finanza e dal personale della Polizia Locale. Un’attività congiunta che ha interessato diversi punti del territorio comunale attraverso posti di controllo e verifiche mirate.   Nel corso del servizio sono state identificate complessivamente 466 persone, delle quali 63 risultate con precedenti di polizia. Gli operatori hanno inoltre sottoposto a controllo 172 veicoli, procedendo al sequestro amministrativo di due mezzi e contestando cinque violazioni al Codice della Strada, emerse durante gli accertamenti effettuati sulle principali arterie cittadine.   I controlli non hanno riguardato soltanto la circolazione stradale. Le forze dell’ordine hanno infatti eseguito verifiche anche nei confronti di quattro esercizi commerciali, con l’obiettivo di accertare il rispetto delle normative vigenti, e hanno controllato nove persone sottoposte a misure restrittive o a misure alternative alla detenzione, verificando il rispetto delle prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria.   L’attività rientra nel più ampio piano di prevenzione e controllo del territorio predisposto dalla Questura di Napoli, che nelle ultime settimane ha intensificato i servizi straordinari nei comuni dell’area vesuviana. L’obiettivo è aumentare la percezione di sicurezza tra i cittadini, contrastare i fenomeni di illegalità diffusa e garantire una presenza costante delle forze dell’ordine nelle aree ritenute maggiormente sensibili.   I controlli proseguiranno anche nei prossimi giorni con ulteriori servizi interforze programmati su tutto il territorio.

Pomigliano, movida, la Polizia Municipale: “No ai post allarmistici sui social”

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Riceviamo e pubblichiamo Tra interventi tempestivi, il sequestro di un’arma a un minore e il contrasto al vandalismo. L’appello alle famiglie: «La sicurezza richiede la collaborazione di tutti, i post allarmistici danneggiano i servizi d’emergenza». POMIGLIANO D’ARCO – Una presenza costante, vigile e pronta a intervenire su ogni situazione di potenziale criticità. L’ultimo fine settimana ha visto le pattuglie della Polizia Municipale di Pomigliano d’Arco impegnate in prima linea in un articolato piano di controllo del territorio e monitoraggio della “movida” cittadina, operando interamente con le sole proprie forze professionali e strumentali. Il bilancio delle attività operative sul campo racconta una notte di intensa vigilanza attiva, articolata in diverse fasi cruciali e interventi mirati tra le aree verdi e le piazze centrali della movida pomiglianese, a dimostrazione dell’efficacia della rete di controllo attivata dal Comando. Cronaca degli interventi della notte Le attività hanno preso il via alle ore 21:00, quando gli operatori della centrale operativa, attraverso il sistema cittadino di videosorveglianza, hanno individuato un gruppo di malintenzionati sul ciglio del fossato del parco pubblico “Giovanni Paolo II”. I soggetti erano intenti a sradicare alcune piante decorative, danneggiando il patrimonio verde comune. Immediato l’invio delle pattuglie dei motociclisti: l’arrivo tempestivo dei centauri della Municipale ha interrotto l’azione vandalica, mettendo in fuga i giovani che, sfruttando l’oscurità, si sono dileguati tra la fitta vegetazione del parco. Successivamente, intorno alle 22:00, una pattuglia in transito lungo via Roma è stata bruscamente allertata da alcuni passanti per forti urla provenienti da un appartamento privato. Gli agenti hanno prontamente richiesto il supporto via radio di una seconda pattuglia e, appiedatisi, hanno perlustrato l’area per individuare con esattezza lo stabile interessato; la situazione, tuttavia, si è tacitata e normalizzata nel giro di pochi istanti prima che potessero configurarsi ulteriori pericoli. La criticità maggiore si è manifestata alle 22:40, a seguito di una segnalazione riguardante un ragazzo armato di coltello all’interno del Parco Giovanni Paolo II. Ben tre pattuglie si sono portate immediatamente sul posto. Sebbene le prime informazioni raccolte dai presenti indicassero che il giovane si fosse già allontanato, il dispositivo di sicurezza è rimasto sul chi vive: due pattuglie si sono disposte a presidio fisso della Villa Comunale, mentre una terza ha proseguito il pattugliamento dinamico delle aree limitrofe. Proprio quest’ultima unità, poco prima delle 23:00, transitando in Piazza Giovanni Leone, ha notato un insolito afflusso di ragazzi che convergevano rapidamente verso lo slargo compreso tra il negozio di telefonia e il bar locale. Portatisi tempestivamente sul punto per sedare sul nascere qualunque accenno di disordine, gli agenti hanno accertato la presenza di due adolescenti che stavano parlando amichevolmente. Uno dei due ha spiegato di aver ricevuto poco prima uno schiaffo da una ragazza; i due giovani si sono poi abbracciati e salutati civilmente sotto l’occhio attento degli agenti, che hanno videofilmato la scena a riprova della totale assenza di tensioni. Il sequestro del coltello e l’affidamento del minore Mentre la situazione in Piazza Leone si mostrava del tutto serena, la vigilanza all’interno del Parco Giovanni Paolo II dava i suoi frutti. Via radio, le pattuglie rimaste a presidiare l’area verde comunicavano di aver individuato il ragazzo segnalato in precedenza. Ricevuto il supporto delle altre unità confluite sul posto, gli agenti hanno bloccato il giovane. Quest’ultimo, vistosi ormai scoperto e additato dai presenti, ha tentato di disfarsi dell’arma bianca gettandola a terra. Il coltello – un modello a scatto di genere proibito – è stato immediatamente recuperato e sottoposto a sequestro. Il giovane, identificato come S.M.V., di anni 13 e di origine rumena e residente a Somma Vesuviana, è stato accompagnato presso gli uffici del Comando di Polizia Municipale. Contattata immediatamente la tutrice legale – la nonna del ragazzo anch’essa di origine rumene – ed espletate le formalità e le pratiche di rito previste dalla legge per i minori degli anni quattordici, il tredicenne è stato affidato alla congiunta. Il servizio di controllo è poi proseguito regolarmente e senza ulteriori sussulti fino alle ore 02:00. La distorsione social e il centralino in tilt Accanto alla cronaca dei fatti reali, l’Amministrazione e il Comando intendono porre l’accento su un fenomeno collaterale ma estremamente dannoso: la diffusione incontrollata di notizie false e allarmistiche sulle piattaforme social. Nel corso della serata, infatti, sono apparsi su diversi gruppi locali post fortemente allarmati che parlavano in modo distorto di una presunta «pericolosa maxirissa a Piazza Primavera» (Piazza Giovanni Leone) con il coinvolgimento di «ragazzi armati», strumentalizzando l’episodio per denunciare presunte lacune dell’Amministrazione e una totale assenza di controlli sul territorio. I fatti documentati e accertati nell’immediatezza dalle forze dell’ordine smentiscono categoricamente tale narrazione: nessun tumulto collettivo si è verificato in piazza, bensì un banale e isolato screzio interpersonale risoltosi con un singolo schiaffo e un successivo abbraccio pacificatore. La pubblicazione di tali contenuti, palesemente privi di riscontro, ha generato una ingiustificata ondata di panico tra la cittadinanza. Di conseguenza, il centralino della Polizia Municipale è andato completamente in tilt a causa delle centinaia di telefonate ricevute da genitori preoccupati o in cerca di rassicurazioni. Questo afflusso massiccio di chiamate informative ha purtroppo saturato le linee telefoniche, ostacolando e mettendo a serio rischio la ricezione di reali telefonate di emergenza da parte di cittadini in condizioni di effettiva e urgente necessità. La Polizia Municipale ribadisce che i servizi di monitoraggio e contrasto ai fenomeni di microcriminalità e vandalismo vengono costantemente pianificati ed eseguiti con dedizione e sacrificio. Appare tuttavia evidente come la sicurezza urbana sia un percorso condiviso: in quest’ottica, si rende indispensabile che anche le famiglie facciano attivamente la propria parte, esercitando il necessario controllo sui comportamenti dei propri figli, piuttosto che limitarsi a lamentare sterili carenze istituzionali o ad alimentare una dannosa cassa di risonanza virtuale che si traduce in un oggettivo ostacolo per la gestione dei veri servizi di emergenza.  

Somma, “DiVino Borgo”: al Casamale un viaggio tra vino, tradizione e sapori della Campania

Valorizzare il territorio attraverso le sue eccellenze enogastronomiche, promuovere la cultura del vino e del buon cibo e contribuire alla riscoperta di uno dei luoghi più suggestivi della città. Con questi obiettivi prende vita DiVino Borgo, la nuova kermesse enogastronomica che animerà la Casa del Popolo, nel cuore del Borgo Casamale, trasformando il centro storico in un punto d’incontro tra produttori, chef, appassionati e cittadini.
La manifestazione nasce dalla volontà di raccontare il patrimonio agroalimentare campano partendo dalle eccellenze del territorio vesuviano. Protagonisti saranno prodotti simbolo come il Pomodorino del Piennolo del Vesuvio DOP, l’Albicocca Pellecchiella e il baccalà, inseriti in un percorso gastronomico che si estenderà alle migliori produzioni regionali.
Accanto alla proposta culinaria, il vino sarà il filo conduttore dell’intera manifestazione. I visitatori avranno l’opportunità di degustare una selezione di etichette provenienti dalle più importanti aree vitivinicole della Campania: dai vini del Vesuvio, come il Lacryma Christi del Vesuvio, il Caprettone e il Piedirosso, fino ai vini ottenuti da vitigni autoctoni locali, passando per le produzioni della Costiera Amalfitana con varietà quali Falanghina, Ginestra e Pepella, per arrivare infine ai vini del Cilento e al Paestum IGP da uve Fiano.
DiVino Borgo non si propone soltanto come un evento dedicato alle degustazioni, ma come un progetto di valorizzazione del territorio destinato a svilupparsi nel tempo. L’intento degli organizzatori è quello di creare una rete di collaborazione tra produttori, operatori del settore e istituzioni, favorendo una crescita culturale, scientifica ed economica capace di dare maggiore visibilità alle eccellenze locali e di rafforzarne la presenza sui mercati regionali e nazionali.
Il percorso prenderà avvio con questa prima edizione, che rappresenta l’inizio di una programmazione più ampia volta a consolidare nel tempo un appuntamento di riferimento per il panorama enogastronomico campano.
La degustazione sarà accessibile attraverso un ticket di 15 euro, comprensivo di tre finger food di mare, un assaggio di primo piatto e tre calici di vino a scelta tra quelli proposti dalle aziende partecipanti.
Saranno presenti le aziende Azienda Agricola Perna, Vesuvio Taste, Azienda Agricola Alessio Francesco, Azienda Agricola Gaia, Casa Esposito Winery, Tenuta Augustea e Villa Dora, mentre la proposta gastronomica sarà curata dalla Lady Chef Rossella D’Avino di Seafood Sixtynine (Vomero) e dallo Chef Nunzio Di Lorenzo
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L’iniziativa è ideata e organizzata da Antonio Felaco, Antonio Maiello, Antonio Nicchia e Nicola D’Avino, con l’obiettivo di fare di DiVino Borgo un appuntamento capace di coniugare cultura, identità territoriale e promozione delle eccellenze campane, contribuendo al tempo stesso alla valorizzazione del Borgo Casamale e del suo patrimonio storico e sociale.
L’evento si  terrà sabato 18 luglio 2026 alle ore 20:30 presso la Casa del Popolo sul Borgo Casamale a Somma Vesuviana.

Qualche nota storica su un problema cronico del Vesuviano: la fornitura pubblica dell’acqua

I problemi di oggi – lavori che non finiscono mai, guasti, interruzioni improvvise del servizio di fornitura – ci spingono a ricordare che nel territorio ancora oggi restano, talvolta tutelate, talvolta “offese” – le reliquie dell’acquedotto augusteo: esse ci fanno capire a che livello sia giunta la politica sociale di Roma antica. Correda l’articolo l’immagine della “piscina mirabilis” di Bacoli, che di quell’acquedotto era una struttura cardinale.     Nel 1865,  quando ci furono i primi annunzi del colera, Vincenzo Paladini, vice presidente del Consiglio di Sanità della Provincia di Napoli, insistette nella sua relazione al prefetto sulla necessità di potenziare la tutela dell’igiene pubblica e privata, e parafrasando il testo delle relazioni che  De Renzi aveva scritto in occasione dell’epidemia del ’36-’37, sostenne che  cause occasionali allo sviluppo del colera sono gli errori dietetici e in generale tutti i disordini che possono anche indirettamente cagionare una indigestione , e tra questi figurano principalmente gli errori della traspirazione, le veglie protratte, tutti gli eccessi valevoli a prostrare le forze vitali e i patemi d’animo suscitati dalla minaccia del male. Suggerì, anche lui, di mangiare farinacei e carne di bue, e di astenersi dalle sostanze di non facile digestione, e piuttosto lubricative, come le carni di pesce e di maiale, le lumache, i datteri di mare poco freschi, le uova del barbo e del luccio, i legumi secchi, le bietole, i peperoni e i baccalari. Bisognava curare la pulizia personale e purificare senza sosta l’aria delle case non con profumi inutili che bastano appena a mascherare i cattivi odori, ma con l’uso di recipienti a larga superficie e a basso fondo, in cui si terrà del cloruro di calce, senza versarvi degli acidi, onde impedire il rapido sviluppo del cloro, che offende gli organi della respirazione. Per mesi non si tennero né fiere né mercati e – provvedimento nuovo e liberale- si ordinò ai preti di far tacere le campane e di portare il viatico in totale silenzio, senza il frastuono dei campanelli, onde non eccitare nella notte una pericolosa prostrazione morale dei cittadini. Nemmeno una nota sulla disastrosa condizione della fornitura dell’acqua agli abitanti del Vesuviano. Vincenzo Paladini si limitò a copiare quello che avevano scritto, in simili situazioni, gli “ufficiali” borbonici, anche essi indifferenti ai consigli e alle riflessioni dei medici borbonici. Per fortuna nel 1865 il ministro Torelli cercò “di farsi un concetto esatto” della condizione in cui si trovava l’acqua potabile in tutto il territorio nazionale in rapporto alla quantità, alla qualità, alla distanza dalla fonte, al numero dei pubblici lavatoi, di cui si auspicava l’incremento, che avrebbe giovato non solo alla salute della classe delle lavandaie, ma anche alla buona conservazione e alla pulizia della biancheria. L’acqua arrivò nelle case del Vesuviano “di qua” nel primo decennio del sec. XX. Nel ” progetto di massima ” sottoposto, nel 1897, all’attenzione dei membri del ” Consorzio per la distribuzione dell’acqua di Serino “, che comprendeva Somma, Ottajano, San Giuseppe, Scafati, Boscoreale, Boscotrecase e Torre del Greco l’ ing. Benedetto Marzolla previde una dotazione massima di 30 litri d’acqua per abitante, essendo ” lungi dal sospettare che nei Municipi sorga l’idea di offrire ai cittadini il lusso di fontane ornamentali e di eseguire l’innaffiamento di strade e giardini con l’acqua del Serino “. L’acqua del Serino serviva solo per bere: ed era già molto per una terra in cui intorno all’acqua si scrivevano, da secoli, pagine di inettitudine e di corruzione assurde, tetragone anche ai colpi mortali delle epidemie di colera, tifo, vaiolo, e a quelli, non meno micidiali, del comico. Intorno al 1840 le autorità ottajanesi annunciarono a quelle centrali che era stata trovata, tra le lave di Terzigno, una inesauribile sorgente di acqua purissima, e chiesero un migliaio di ducati per le cisterne e i pozzi. Da Napoli mandarono sul posto Antonio Francesconi, ” archi­tetto di dettaglio ” della Sezione Ponti e Strade, che di lì a poco, con Luigi Cangiano e Carlo Parascandolo, e sotto la guida di Luigi Giura, avrebbe lavorato a una pianta generale della città di Napoli, e nel 1861 avrebbe aperto via Duomo. Arrivato a Terzigno, Francesconi cercò la copiosa sorgente, e non la trovò; e quando chiese lumi, gli risposero candidamente che si era “pietrificata”. Fu pietrificato anche il Marzolla, quando Henry Petot gli strappò l’appalto per l’acquedot­to vesuviano, presentando un progetto che pareva troppo simile al suo. Si ricorse in tribunale; ci fu l’intervento di due uomi­ni di pace, gli on. prof. Alessandro Guarracino e avv. Roberto Gargiulo. Infine il 6 aprile 1910 i rappresentanti dei Comuni superstiti del Consorzio, e cioè, per Ottajano, Gustavo Durelli, Ernesto Menichini e Luigi Scudieri, per San Giuseppe il Regio Com­missario conte Ferdinando Rodriguez e il dott. Ferdinando D’ Ambrosio, per San Gennaro Ves.no il Regio Commissario conte Caracciolo di Sarno, il Commissario Regio di Somma Vesuviana, e  per Boscotrecase il Sindaco cav. Giovanni Balzani, il  comm. Raffaele Carico e l’avv. Giuseppe Tedesco firmarono la pace, non solo con il Marzolla, ma anche con l’ ing. Pasquale Cozzolino, anche lui ispiratore, con un suo progetto, dei progetti del Petot. Fu placato il Cozzolino con lire 7000, e il Marzolla, con ” la direzione e sorveglianza dei lavori, che la Compagnia di Liegi deve eseguire per conto dei Comuni, mercé il corrispettivo del solo 6%, che viene dato dalla Compagnia stessa “. La storia è sempre la stessa. (FONTE FOTO: RETE INTERNET)  

Cultura e impresa nel vesuviano: quando gli imprenditori diventano alleati dell’archeologia

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Se la ricerca scientifica, tutela, amministrazione locale e iniziativa imprenditoriale – spiega l’archeologo prof. Antonio De Simone – continueranno a procedere nella stessa direzione, Somma Vesuviana potrà diventare non soltanto un centro di eccellenza per gli studi archeologici, ma anche un modello di sviluppo culturale e civile, capace di generare nuove opportunità per l’intero territorio.     Tanti sono i parchi archeologici e i piccoli siti disseminati nei centri vesuviani, tra cui la splendida Villa augustea di Somma Vesuviana, il parco archeologico di Longola, l’Antiquarium di Boscoreale e così via. Questo patrimonio culturale potrebbe rappresentare un’opportunità di crescita economica, occupazionale e sociale. Un esempio ci viene fornito da Avella che ha trasformato il suo immenso patrimonio storico in un vero e proprio motore economico. Per trasformare, però, questo potenziale in sviluppo servono però idee, investimenti e una visione condivisa. È qui che il mondo dell’impresa può fare la differenza. Per anni la tutela dei beni archeologici è stata considerata una competenza quasi esclusiva delle istituzioni pubbliche. Oggi, invece, si afferma sempre più un modello basato sulla collaborazione tra pubblico e privato, nel quale gli imprenditori, in particolare, possono fornire il proprio contributo non solo con risorse economiche, ma anche fornendo competenze manageriali, esaltando capacità di innovazione e reti di relazioni. E allora investire nella cultura significherebbe investire nel territorio.   Un sito archeologico valorizzato, come quello di Somma Vesuviana, attira tanti visitatori, alimenta il turismo interno, sostiene le attività ricettive locali con i bed & breakfast, favorisce la ristorazione. Lo si nota facilmente durante le aperture straordinarie che si tengono l’ultimo sabato di ogni mese, quando la Villa Augustea di Somma Vesuviana viene regolarmente aperta al pubblico dalla Pro Loco in collaborazione con gli enti di ricerca e le istituzioni. Resta il fatto che ogni euro destinato alla valorizzazione del patrimonio può produrre ricadute positive sull’intera economia locale, generando occupazione e nuove opportunità soprattutto per i giovani. Il turismo culturale, comunque, sta cambiando volto. I turisti cercano sempre più esperienze autentiche, capaci di raccontare l’identità dei luoghi. In questo scenario, al di là degli ultimi fondi giapponesi che hanno destato una profonda ammirazione tra il pubblico, gli imprenditori sommesi stanno giocando un ruolo cruciale nel salvataggio e nella valorizzazione soprattutto del sito sommese. Oltre a sostenere le campagne di scavo dell’Università di Tokyo con raccolte fondi straordinarie, hanno donato terreni per ampliare l’area archeologica e costruito le scale di sicurezza per permettere le visite al pubblico: un vero esempio di virtuosismo di successo, che non solo ha già avuto la sua concretizzazione in diverse realtà italiane con un sincero dialogo tra amministrazioni e imprese, ma che ha permesso di restaurare monumenti, finanziare campagne di scavo, organizzare mostre ed eventi e migliorare l’accessibilità dei siti.
Prof. Masanori Aoyagi con l’imprenditore Fiore Di Palma e signora
Esperienze che dimostrano come la collaborazione tra pubblico e privato possa produrre benefici concreti quando è guidata da trasparenza, competenza e responsabilità condivisa. La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: costruire un modello di sviluppo nel quale la cultura non venga considerata un costo, ma un investimento strategico. Gli imprenditori possono essere protagonisti di questo cambiamento, contribuendo a rendere l’archeologia non solo memoria del passato, ma motore di innovazione, occupazione e crescita sostenibile. In un Paese come l’Italia, dove il patrimonio archeologico è tra i più ricchi al mondo, il dialogo tra cultura e impresa non rappresenta più un’opzione, ma una necessità. Perché custodire il passato significa anche creare opportunità per il futuro. Su questo argomento, abbiamo sentito l’archeologo prof. Antonio De Simone in riferimento agli scavi della cosiddetta Villa augustea: Professore, dopo i risultati raggiunti e il sostegno dimostrato dal mondo imprenditoriale, quale dovrebbe essere oggi il prossimo passo per fare della Villa augustea di Somma Vesuviana un patrimonio stabile del territorio? Insomma gli imprenditori hanno fatto la loro parte. Adesso a chi tocca?Credo che oggi siamo entrati in una fase nuova della storia di questo scavo. Per molti anni il nostro obiettivo è stato la ricerca scientifica; oggi, senza abbandonare questo impegno, dobbiamo guardare anche alla valorizzazione di quanto è stato riportato alla luce. Le ricerche, infatti, hanno ormai assunto una dimensione internazionale. La collaborazione tra l’Università di Tokyo e gli atenei che operano sul territorio, come l’Università Suor Orsola Benincasa, rappresenta un modello di cooperazione scientifica destinato a proseguire ancora per molti anni, con risultati che potranno arricchire in modo significativo la conoscenza della storia del Vesuvio e dell’età romana. Ma già oggi una parte importante di questo straordinario complesso monumentale è visibile e suscita l’interesse di migliaia di visitatori durante le aperture al pubblico. È giunto quindi il momento di accompagnare la ricerca con un programma di restauro, di messa in sicurezza e di sistemazione dell’area, affinché il monumento possa essere fruito in condizioni sempre migliori. Questo è un compito che compete alla Soprintendenza, nella quale confidiamo affinché possa procedere con la necessaria sollecitudine. Accanto a questo si apre un’altra sfida, altrettanto importante: la gestione del sito. Qui il ruolo del Comune appare decisivo. L’amministrazione comunale può diventare il punto di riferimento di un progetto capace di coinvolgere stabilmente le energie migliori del territorio, a cominciare dagli imprenditori che, in tutti questi anni, non hanno mai fatto mancare il loro sostegno alle campagne di scavo, contribuendo concretamente alla crescita del progetto. Se ricerca scientifica, tutela, amministrazione locale e iniziativa imprenditoriale continueranno a procedere nella stessa direzione, Somma Vesuviana potrà diventare non soltanto un centro di eccellenza per gli studi archeologici, ma anche un modello di sviluppo culturale e civile, capace di generare nuove opportunità per l’intero territorio.”