La devastante crisi economica e le casse comunali vuote sono il primo problema. Poi c’è via Cesare Augusto. Poi ci sono i costi dei servizi. Poi c’è il Puc. E si avvicina il momento delle scelte strategiche:
Lo dico senza spirito polemico: come un dato di fatto. Il più grande elettore dell’avv. Luca Capasso è stato il sindaco uscente, dott. Mario Iervolino. Credo che il dottore lo sappia da sempre: un giorno lo ammetterĂ pubblicamente. La paralisi dell’ Amministrazione durante il secondo mandato, il disfacimento del PD, alcuni gravi errori di strategia e di tattica hanno aperto alla vittoria dell’ avv. Capasso una strada a una sola ampia corsia. Senza fioriera. E con marciapiedi ridotti. Del resto, gli Ottavianesi, anche quando gli affidarono la fascia e la sedia per la seconda volta, ” avvertirono ” il dott. Iervolino che non erano soddisfatti di come andavano le cose.
E il film con le immagini dei primi mesi dell’Amministrazione Capasso ha un solo tema: l’antitesi tra la ” presenza ” del sindaco di oggi e ” la lontananza ” del sindaco di ieri. Oggi per l’opinione pubblica assumono un rilievo vistoso anche interventi che dovrebbero essere normali: gli alberi potati, le luci pubbliche che si accendono, le strade liberate dalle erbacce. Oggi qualcosa si muove, ieri tutto era fermo: questo pensa l’opinione pubblica. Non so cosa farĂ l’ Amministrazione Capasso quando dovrĂ confrontarsi con i problemi strutturali, quando i cittadini chiederanno, oltre alla “presenza”, oltre alla potatura degli alberi, risposte immediate e corrette a questioni molto più complesse. Molto dipende da come il sindaco riuscirĂ a mantenere compatta l’armata che egli ha guidato alla vittoria e che lo ha portato alla vittoria.
E’ un’armata composita, raccoglie guerrieri di scuole diverse, e, al di lĂ del valore dei singoli, che non è in discussione, il modo con cui è stata composta la Giunta e l’attribuzione a un consigliere di un fascio di deleghe assai robuste sembrano piuttosto un indizio di debolezza che di forza. Sembrano: ma può darsi che le apparenze siano ingannevoli. Il tempo svelerĂ il profilo vero delle cose.
Per capire quale idea di Ottaviano abbia l’ Amministrazione Capasso, rivolgeremo qualche domanda al sindaco e, poi, nel tempo, a assessori e a consiglieri. Il sindaco mi riceve nel suo ufficio. Non sarĂ la solita intervista, in cui uno domanda e l’altro risponde. E’ uno schema che in alcune circostanze non funziona: spesso la domanda orienta la risposta, e la risposta condiziona la domanda successiva. In questa situazione è più utile per tutti un discorso continuo. Indico al sindaco i temi che considero interessanti. Egli parla a voce alta, irruento: ma quando è necessario sa placare il tono, e usare con buona arte le pause. Certe pause potrebbero dire più delle parole. Ma mi astengo deliberatamente dall’interpretare. Mi limito ad ascoltare. Il sindaco non riesce a star seduto: si vede che è una sedia che scotta.
Egli parte dallo stato della cassa: ripete ciò che ha giĂ detto, che dentro ci ha trovato un milione e mezzo di euro. Una miseria, considerata anche la massa dei debiti fuori bilancio, 330.000 euro. Che fare ? Non aumenterò di un euro i tributi comunali, dichiara il sindaco: anzi è nostra intenzione ridurre la pressione fiscale, che Ottaviano, stremata dalla crisi, non riesce più a sopportare. Prima di tutto, bisogna cancellare assolutamente l’uso del procedimento di somma urgenza nell’ appaltare lavori di manutenzione di strade e di strutture pubbliche: perciò è necessario pianificare gli interventi, e sfruttare al massimo le competenze del personale stipendiato dal Comune. Il sindaco cita, a mo’ di esempio, il lavoro degli stradini: stanno rappezzando il manto di alcune strade con l’asfalto che vanno a comprare, ogni giorno, da un fornitore privato: pagano in contanti, con i soldi della spesa corrente.
Il sindaco ritiene che solo il turismo sia in grado di riportare in vita l’economia di Ottaviano, e che la Montagna e il Palazzo Medici siano i perni del progetto. Bisogna decidere a cosa destinare, una volta che sia stato ristrutturato e sistemato, il piano del Palazzo che il capitolato riserva al Comune. I giardini verranno aperti al pubblico il sabato e la domenica: la Pro Loco ha garantito il suo impegno diretto. Ma prima bisogna sciogliere il nodo della sicurezza. Intanto, è stato giĂ installato, nel Palazzo, un contatore dell’energia elettrica che sarĂ controllato direttamente dal Comune, e c’è l’impegno dell’ Ente Parco a costruire nel giardino i servizi igienici. Il sindaco dichiara di non essere contrario all’idea di dare in affitto la scuderia per matrimoni e per feste private: ma prima bisogna allestire un arredo che sia idoneo. Nell’immediato, si organizzeranno i mercatini di Natale e in vari luoghi di Ottaviano si allestiranno scene di luci artistiche.
All’inizio mi sono permesso di dire al sindaco che, a prima vista, non c’è nulla di nuovo nel sistema, chiamiamolo così, del “Puc” e dell’edilizia privata: pare, a prima vista, che la giostra di architetti, tecnici, ingegneri sia oggi la stessa di ieri. Faccio mie le parole di un lettore del nostro giornale: c’è gente che non perde mai le elezioni. Che resta sempre a cavallo. Ma forse esagero io, ed esagera il lettore. E’ fatale che i tecnici e i ” mastri ” dell’edilizia stiano sempre dalla parte dell’ Amministrazione. Ma il sindaco Capasso chiude immediatamente e risolutamente la questione: i rapporti con i professionisti napoletani che stanno approntando l’edizione definitiva del ” Puc ” li tengo solo io; i professionisti napoletani stanno valutando, in questo momento, le osservazioni degli Ottavianesi e l’incidenza, sul quadro generale, di norme emanate da poco; quando la nuova, e si spera, ultima edizione del ” Puc ” verrĂ completata e sigillata, organizzeremo un incontro pubblico e quei professionisti risponderanno a tutte le domande. Qui finisce il colloquio. Ringrazio il sindaco per la disponibilitĂ .
LA CITTA’ INVOLONTARIA