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Il Consiglio dei Ministri di oggi ha approvato il decreto sulla Terra dei Fuochi, introducendo nell’ordinamento italiano il reato di commistione dei rifiuti. Soddisfazione del mondo politico e non. Letta: “Risposta senza precedenti”.

Oggi la Campania torna a sperare. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato il decreto sulla Terra dei Fuochi, dando quindi un senso a mesi e mesi di manifestazioni e lotte in prima linea, degli abitanti di una zona destinata al collasso. “Eppure qualcosa di muove”, per la Campania non è stata scritta ancora la parola fine. Lo ha lasciato intendere il ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo, nel tweet in cui ha comunicato la decisione presa in Cdm. “Con il decreto legge viene introdotto nell’ordinamento italiano il reato di combustione dei rifiuti” – ha spiegato poi il ministro in conferenza stampa, aggiungendo che “è stata inoltre stabilita la perimetrazione delle aree agricole interessate e della campagna”.

Via libera anche allo sblocco dei 600 milioni per le bonifiche, che si aggiungeranno ai 300 milioni già destinati dalla Regione Campania, mentre viene prevista anche la possibilità di usare i militari”. De Girolamo, tuttavia,si guarda bene dal lasciarsi andare a facili entusiasmi e precisa: “quello di oggi non è un punto d’ arrivo ma un inizio, un nuovo inizio per la Campania”. Incisivo anche il commento del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando: “Il decreto sulla Terra dei Fuochi , afferma un principio fondamentale: tutela dell’ ambiente è tutt’uno con lotta alla criminalità organizzata”, scrive su twitter il ministro, precisando che ora “lo Stato ha iniziato il cammino per riconquistare la fiducia dei cittadini di quei territori”. “Nel provvedimento – sottolinea ancora Orlando – è previsto che l’autorità giudiziaria informi direttamente gli amministratori locali sugli sversamenti illegali, si offre alle forze ordine e alla magistratura degli strumenti in più per la repressione dei reati legati a situazioni di criticità ambientale”.

E sebbene resti la consapevolezza che la strada da percorrere sia tutta in salita, oggi politici e non parlano di un autentico “successo”. Lo lascia intendere lo stesso Presidente del Consiglio Enrico Letta: “Per la prima volta il governo affronta il problema della terra dei fuochi”. Il provvedimento “va in Parlamento” ma è “già norma da oggi”. Si tratta di “una risposta senza precedenti, forte, netta” per “recuperare tempo perduto”. Ad esprimere invece l’entusiasmo a nome dei campani, il governatore della Regione Stefano Caldoro, che su twitter annuncia “l’inizio di un cammino comune per la Terra dei Fuochi”.

Soddisfatto anche il presidente della Commissione Ambiente alla Camera Realacci: “Questo provvedimento permetterà di affrontare meglio l’emergenza bonifiche, di alzare l’asticella della legalità e di rafforzare l’azione di contrasto alle ecomafie e ai clan che si sono arricchiti con lo smaltimento illegale di rifiuti”, rivela Realacci che poi sottolinea come “in Campania sono almeno quindici i clan che hanno tratto profitto da questo “traffico sporco”, praticamente due squadre di calciotto che si contendono il titolo di campioni dell’orrore di cui fanno parte: gli Alfieri, i Belforte, Bidognetti, Birra-Iacopino, i Casalesi, i Crimaldi, i Fabbrocino e i Galasso, e ancora i La Torre, i Mallardo, i Marfella, i Mazzacane, Moccia-Maione, i Nuvoletta e gli Schiavone”.

Quella di oggi è quindi una vittoria anche contro la camorra, come fa notare Pina Picierno, responsabile Lotta alle mafie e Legalità del Partito Democratico e membro della Commissione Antimafia: “Il decreto per la Terra dei fuochi rappresenta, finalmente, un cambiamento di direzione. Un segnale concreto per restituire speranza e dignità ad una terra per troppo tempo martoriata e umiliata dall’assenza e dal disinteresse colpevole dei governi che si sono succeduti in questi anni”, conclude Picierno.

Più scettico invece, un personaggio simbolo della lotta contro lo sversamento di rifiuti tossici in Campania, Don Maurizio Patriciello: “Ben venga la repressione, ma ora serve la mappatura delle terre inquinate”, commenta il parroco, esortando i politici all’azione: “Ora servono interventi a monte, leggi in grado di bloccare il fenomeno dei depositi abusivi sulle nostre terre di rifiuti provenienti da tutto il territorio italiano”, conclude Don Patriciello, facendosi inconsapevolmente portavoce del timore comune a gran parte dei campani. Perchè nonostante il successo di oggi, resta forte il dubbio che alle “parole” non seguano “fatti”, e che, come spesso avviene, i riflettori si spengano non appena i “rumors” trovino di meglio di cui alimentarsi.