Sospetta meningite a Marigliano. Muore insegnante di una scuola elementare. Allarme in città

Muore nella notte per sospetta meningite una insegnante di una scuola elementare situata nella frazione di Faibano di Marigliano.  Scatta la profilassi. E anche la psicosi. Nelle farmacie del posto intanto sta andando a ruba il Ciproxin 500. Muore nella notte per sospetta meningite una insegnante di una scuola elementare situata nella frazione di Faibano di Marigliano.  Scatta la profilassi. E anche la psicosi. Stamattina la corsa  al distretto di Marigliano dell’Asl. Numerose le persone preoccupate del contagio che si sono rivolte all’ufficio di prevenzione collettiva, dove gli addetti non hanno voluto nè confermare nè smentire il presunto caso di meningite. “Non rilasciamo dichiarazioni. Deve aspettare il comunicato del Comune”, hanno detto. “Il sindaco è in riunione”, riferiscono al Palazzo di città. Nella sede centrale della scuola, al centro di Marigliano, non ci sono alunni. In parte sono andati in gita, gli altri non sono entrati. Le insegnanti si confrontano sull’accaduto. Sono preoccupate e ragionano su come comportarsi a fronte del caso che si è verificato.”Abbiamo fornito l’elenco dei bambini al dirigente del distretto di Marigliano dell’Asl. Stamattina presto abbiamo ricevuto la notizia. Subito ci siamo attivati. Ho dato disposizioni alla collaboratrice del plesso di Faibano comunicare che gli alunni non avrebbero fatto lezione”, ha raccontato la dirigente scolastica del primo circolo didattico, Elisa De Luca. Sono 96 gli alunni del plesso di Faibano, l’istituto “Monsignore Esposito”, sui più di mille di tutto il primo circolo didattico “Siani”.  La docente che è deceduta nella notte e’ una 58enne residente a Marigliano. Era rimasta in servizio fino a martedì. Si era assentata il giorno dopo da un incontro scolastico e ieri per malattia. Oggi la  triste notizia. “Il sindaco ha detto che predisporrà la disinfestazione dei plessi, che si  farà nei giorni di chiusura per il Carnevale”. “In città -ha poi aggiunto – si è creato un po’ di allarmismo in tutti gli istituti. L’Asl ci ha assicurato che la scuola dovrà funzionare regolarmente. Il rischio c’è solo in caso di contatto diretto”. Nelle farmacie del posto intanto sta andando a ruba il Ciproxin 500.

Somma Vesuviana, diffida al Comune da parte dell’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche.

Il presidente dell’Accademia, Biagio Esposito, ha fatto pervenire una diffida al viceprefetto Carolina Iovino, chiedendole di andare avanti con la procedura di affidamento del campetto di Rione Trieste e degli spazi circostanti, ritenendo illegittima la determina con la quale l’amministrazione Piccolo aveva annullato l’affidamento.  Era novembre 2016 quando l’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche presieduta da Biagio Esposito si vide affidare il campo da calcetto di Rione Trieste e lo spazio adiacente, aggiudicandosi il bando per manifestazione di interesse alla stipula di un contratto di partenariato sociale che ne prevedeva la manutenzione e la valorizzazione. L’assegnazione avvenne per «mano» della commissione comunale nominata con determina dirigenziale e presieduta dalla responsabile di posizione organizzativa Monica D’Amore. Il canone previsto (900 euro) era un’offerta di poco maggiore (150 euro) rispetto alla sola altra associazione che aveva manifestato interesse.
Biagio Esposito
Un affidamento che seguiva di poche settimane l’altro «punto» messo a segno dall’Accademia, ossia l’aver ottenuto in comodato d’uso, stavolta dalla Curia di Nola, la chiesa sconsacrata di Santa Maria di Costantinopoli dove sono ormai al via i lavori di messa in sicurezza per farne una struttura polifunzionale e restituirla alla città. Ma il 17 gennaio scorso, nel giorno stesso in cui l’ex sindaco Pasquale Piccolo rassegnava le dimissioni che poi – non revocate- avrebbero portato al commissariamento dell’ente, appariva sul sito web ufficiale del comune una comunicazione firmata dal responsabile di posizione organizzativa, l’architetto Monica D’Amore. L’atto ufficiale informava che le proposte erano da ritenersi inidonee e che dunque l’affidamento è stato revocato. Il presidente dell’Accademia, Biagio Esposito, scriveva poco dopo sui social: «Sono colpi di coda di amministratori locali, ancora una volta saremo costretti a ricorrere alle autorità giudiziarie per far valere le regole della legalità e di un diritto. Colpi di coda del signor sindaco di Somma Vesuviana contro di noi, vincitori di una regolare gara di appalto: pur di non affidarsi all’Accademia Vesuviana di Tradizioni etnostoriche, come da giusto verbale di aggiudicazione gara, oggi si pubblica una determina di rettifica e di annullamento di assegnazione. Noi, come prescrive la legge, abbiamo già dato mandato ai nostri avvocati amministrativisti e penalisti, per vederci riconoscere il diritto di legittimi assegnatari». Nel documento si leggeva: «entrambe le offerte della procedura in parola, non sono idonee a conseguire gli indirizzi dell’Ente, vista la comunicazione n.22747 dell’assessorato allo Sport e al Patrimonio che comunicava la volontà di implementare l’area in premessa dotandola di tutto quanto necessario per consentirne un uso pieno e continuo nel tempo, affinché la stessa possa diventare un impianto sportivo a tutti gli effetti». Dunque, saltava l’affidamento definitivo e si decideva di andare verso una nuova delibera di giunta (ndr, ma non c’è più una giunta) finalizzata a fornire indirizzi per bandire una nuova procedura pubblica per individuare il soggetto idoneo. Stando così le cose, il presidente dell’Accademia Biagio Esposito ha presentato una diffida alla commissaria prefettizia che al momento guida il Comune di Somma Vesuviana, il viceprefetto Carolina Iovino, facendone avere copia anche al segretario generale Annalisa Raimo e alla stessa responsabile, l’architetto D’Amore. Il documento è stato protocollato il 21 febbraio scorso e diffida l’amministrazione dall’annullare la determina e invita a completare l’iter procedurale della gara informale e stipulare il relativo contratto con l’Accademia. «La decisione di non ritenere valida la proposta dell’associazione – dice Esposito – è del tutto immotivata e non sorretta da alcuna ragione di pubblico interesse, anzi risulta gravemente violato il principio costituzionale di buon andamento che impegna la pubblica amministrazione ad adottare atti il più possibile rispondenti ai fini da conseguire. Perciò la determina del 16 gennaio scorso (firmata un giorno prima della pubblicazione, ndr) è del tutto illegittima e in violazione della normativa di riferimento».  

Unesco, Paolo Russo: “Ora legge equipara beni immateriali a quelli materiali”

Una grande opportunità per la città di Nola.
“Un gran bel giorno per Nola, per tutti i siti immateriali tutelati dall’Unesco, per l’Italia ed anche una bella pagina per il lavoro del Parlamento. La mia proposta di legge per equiparare i beni immateriali tutelati dall’Unesco a quelli immateriali, cui è seguita anche quella del collega Mazzoli,  è stata definitivamente approvata anche dal Senato ed é quindi legge dello Stato”: così il deputato di Forza Italia Paolo Russo.
“Ai beni materiali si equiparano, come è naturale che sia, i beni immateriali tutelati dall’Unesco come la Dieta mediterranea, l’Opera dei pupi siciliani, il Canto a tenore della cultura pastorale sarda, l’artigianato tradizionale del violino a Cremona, la celebrazione delle grandi culture professionali a spalla di Nola, Sassari, Palmi e Viterbo,  la pratica tradizionale di coltivare la vite ad alberello di Pantelleria,  ai beni materiali. Grazie al Governo – aggiunge Paolo Russo – grazie a tutti i gruppi parlamentari, maggiormente  a quelli diffidenti e recalcitranti,  che hanno reso possibile questa approvazione in sede legislativa. Quando il Parlamento fa il Parlamento aiuta cittadini e territori. Proprio così l’avevo pensata questa norma quando ne cominciai a parlare col collega Fioroni. Un successo, una gran gioia”.
“Tocca ora a Nola – conclude il deputato –  essere all’altezza degli investimenti con comportamenti etici e che valorizzino in chiave di conservazione, diffusione ed incoming turistico il lavoro sin qui fatto. Manca come sempre la Regione che dovrà prendere atto di questa nostra grande realtà”

Somma Vesuviana si tinge di musica

L’Associazione Culturale Musicale “Antonio Seraponte” insieme alle Associazioni ADA e Pensiero Libero, hanno elaborato un Progetto di Musica ed Integrazione Sociale, che il CSV di Napoli non ha avuto esitazioni ad approvare, valutandolo come “progetto innovativo”. 
L’Associazione Culturale Musicale “Antonio Seraponte” insieme alle Associazioni ADA e Pensiero Libero avvieranno oggi la fase divulgativa/promozionale che interesserà tutte le Istituzioni scolastiche di Somma Vesuviana e si concluderà il giorno 9 Marzo alle ore 10 presso la Sala Consiliare del Comune, dove saranno illustrati tutti i dettagli del progetto, attraverso una Conferenza Pubblica alla quale parteciperanno le Istituzioni locali, le Associazioni del territorio e le Redazioni del Mediano e della Provincia online.
Il progetto avrà il compito di aiutare i bambini, i giovani e gli adulti attraverso il linguaggio della musica, come espressione fondamentale per la crescita della comunità sommese.
Consapevoli che fare musica insieme, rappresenta la strada privilegiata per offrire occasioni di apprendimento del sapere e del linguaggio musicale, nella prospettiva di valorizzare la personalità di ognuno, soprattutto giovani e ragazzi.
Si prefigge altresì di fornire le basi per una formazione educativa – musicale per realizzare un Complesso Bandistico, riprendendo la storia della Grande Banda di Somma Vesuviana.
Il Corso si terrà due giorni a settimana, a partire dal 13 marzo, presso la sede di Mediterraneo Sociale, sita nel Convento dei Padri Trinitari.

“Non mi chiamo Tonino”, al Summarte va in scena Paolo Caiazzo

A gran richiesta arriva al teatro Summarte di Somma Vesuviana, un gradito ritorno! Dopo l’enorme richiesta di pubblico, Paolo Caiazzo sarà di scena oggi venerdì 24 febbraio alle ore 21.00 con “Non mi chiamo Tonino”. Il comico partenopeo più amato dagli spettatori del piccolo schermo, nonché mattatore di Made in Sud, saluterà il pubblico del teatro di via Roma con la sua comicità fatta di esilaranti battute.  “Giovane in pensione!!! Mi danno i soldi perché ‘a capa mia non è buona…e loro mi danno i soldi a me!!” Questa una delle tante frasi esilaranti proposte da Caiazzo nello spettacolo. Il protagonista è un uomo comune marchiato e riconosciuto dalla società come mente poco attendibile. Con questo si costruisce un alibi per poter parlare, spesso con lingua tagliente, del mondo dei sani di mente. Scruta ed analizza comportamenti manie e fatti di cronaca con estrema lucidità evidenziandone gli aspetti poco razionali. Fino a giungere alla conclusione che “Il mondo è pieno di piccole e grandi follie… ma allora i matti quali sono?” Media Partner radio punto nuovo.

La strada per il Sahara passa per l’oasi di Tozeur

Il set di Guerre Stellari
La Tunisia un Paese tranquillo che fa sognare, dove il cielo è sempre limpido ed azzurro, dove si può scoprire l’eccezionale patrimonio culturale e le tradizioni originarie, dove si possono apprezzare i paesaggi inondati di luce e le meraviglie del mare. la Tunisia guarda con fiducia al futuro e i dati forniti dall’Ente del Turismo Tunisino degli arrivi dei turisti sono confortanti: nel 2015 hanno visitato la Tunisia 1.304.253 turisti europei (compresi i russi); nel 2016 il numero è salito a 1.415.334, con un significativo più 8,5%. Il turismo da lavoro ad un milione di persone che si sono trovate in difficoltà a causa della crisi del comparto. Confortanti anche i dati del turismo verso il Grande Sud del paese, nella regione di Tozeur/Gafsa: arrivi 5461 visitatori, grazie all’aeroporto internazionale, dal primo gennaio 2016 al primo gennaio 2017, con un incremento del 41,03%, la durata media del soggiorno è stata di 1,70.  Per le strade di Tozeur, cittadina alle porte del deserto,  si è svolto in questi giorni il trentottesimo Festival delle Oasi, coinvolgendo gli abitanti e i visitatori che hanno ballato insieme al ritmo di antichi strumenti musicali delle tribù nomadi. Tamburi e pifferi sono stati suonati da gruppi folcloristici in vistosi costumi, provenienti anche da altri paesi africani. Di sera mille luci hanno rischiarato le cupole e i palazzi della tranquilla cittadina che per quattro giorni è stata la capitale della  danza, della musica e delle espressioni artistiche più vere, in uno dei luoghi più attraenti del Paese. Il turismo sahariano è fra quelli più suggestivi: si può infatti praticate il quad tra le dune di Onk Jmel; il carro a vela sullo Chott el-Jerid; il trekking a piedi sulle piste dell’Atlas o in cammello di un’ora oppure di otto giorni, tra un’oasi e l’altra; il golf in un impressionante scenario di rocce e di palme; è possibile poi provare l’emozione di  sciare sulle dune.
Datteri in mostra al Festival di Tozeur
La sabbia è come il mare, nasconde tesori e segreti e andarli a scoprire crea emozioni  affascinanti.Una emozione del tutto particolare si prova nel visitare l’antico quartiere “Ouled Hadef” con le sue viuzze strette, gli alti muri, i passaggi a volta che formano un dedalo di ombre e luci. I biondi mattoni di argilla e sabbia sono posizionati con una particolare tecnica per sfruttare una maggior superficie ombrata, formando disegni geometrici davvero bellissimi. Una curiosità: le porte d’ingresso delle case sono a due battenti; quello destro ha due battiporta, uno in alto per gli uomini e uno in basso per i bambini. La porta di sinistra ha un solo battente ed è per le donne. I battiporta hanno dei suoni diversi, in tal modo il padrone di casa potrà sapere chi bussa alla porta.
Il Governatore di Tozeur
In questo singolare museo privato si possono vedere  numerose testimonianze della civiltà tunisina, nonché visitare la galleria d’arte con una collezione di pitture antiche e moderne. Il museo, sicuramente il più interessante di tutto il Sud del paese,  ospita una collezione di oggetti d’arte del periodo che va dal XVII sec. al XX sec., provenienti dalla Tunisia e dalle principali regioni dell’impero Ottomano. Inoltre tutte le sere viene presentato uno spettacolo  che racconta la storia delle Mille e una Notte. La visita ai palmeti, fra i più belli della Tunisia, è davvero suggestiva, si può effettuare in calesse o in bici; vi sono centinaia di migliaia di palme da dattero, alcuni dicono siano centomila alberi, altri trecentomila. Per avere dei frutti che raggiungano una dolcezza ottimale, occorre che per  la maturazione vi sia una  temperatura di circa trenta o quaranta gradi. I datteri freschi sono più salutari e meno calorici. Quelli essiccati hanno una concentrazione zuccherina più elevata e possono essere conservati fino  a sei mesi. I datteri sono ricchi di sali minerali e vitamine, nonché di fibre,  da sempre vengono utilizzati dalle popolazioni africane per combattere la fatica. Il set cinematografico dove sono state girate alcune scene di uno degli episodi di Star Wars: “Una nuova speranza”,  è poco distante da Tozeur. Il luogo è da anni abbandonato. Sono in tutto circa venti  costruzioni su 10mila metri quadrati dove George Lucas  ambientò il “porto spaziale” di Mos Espa.  

Terzigno: presentazione del Piano di Insediamento Produttivo il 24/02/2017.

Al Convegno dal titolo “Il PIP: quali opportunità per il territorio?” parteciperanno numerosi tecnici e politici Il Piano di Insediamento Produttivo, approvato dalla Giunta Comunale (Delibera n. 7) lo scorso 20 Gennaio, conforme al vigente Piano Urbanistico Comunale (PUC), consentirà agli operatori commerciali di insediarsi nella zona di Terzigno a valle del Territorio comunale, in prossimità dell’uscita della Strada Statale del Vesuvio, la SS.268, evitando così le difficoltà di viabilità del traffico cittadino. Il Piano attuativo, l’insieme delle norme tecniche che descrivono la zona di territorio comunale destinata allo sviluppo industriale, è stato realizzato con una fattiva collaborazione tra l’Ufficio di Piano, appositamente costituito, dell’Area Tecnica Comunale e del Dipartimento di Ingegneria Civile, Design, Edilizia e Ambiente dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Un incontro tra tecnici e politici per presentare il PIP si terrà venerdì 24 Febbraio 2017 alle ore 18.30, nella Sala Consiliare dell’Ente. Al convegno dal titolo “Il PIP: quali opportunità per il territorio?” interverranno, oltre al sindaco, Francesco Ranieri, l’assessore alle Attività Produttive, Rosalba Boccia, anche il senatore Domenico Auricchio, l’europarlamentare Fulvio Martusciello, i consiglieri regionali Mario Casillo e Carmine Mocerino, oltre che l’assessore all’Urbanistica e vicepresidente della Regione Campania, Fulvio Bonavitacola. Per affrontare la discussione tecnica del Piano saranno presenti: il prof. ing. Alessandro Mandolini (professore ordinario di Geotecnica e direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile, Design, Edilizia e Ambiente dell’Univ. della Campania “L. Vanvitelli”), il prof. arch. Loreto Colombo (professore ordinario di Tecnica e Pianificazione Urbanistica del Dip. di Architettura dell’Univ. di Napoli “Federico II”), il prof. ing. Salvatore Losco (ricercatore di Tecnica e Pianif. Urbanistica del Dip. di Ingegneria Civile dell’Univ. della Campania “L. Vanvitelli”), il prof. Massimo Lo Cicero (economista) ed infine i tecnici comunali: l’ing. Giuseppe Terracciano (resp. Area Tecnica del Comune di Terzigno) e i due progettisti dell’Ente, l’ing. Francesco Auricchio e l’arch. Celestino Casalvieri. A condurre i lavori vi sarà il presidente del Consiglio Comunale di Terzigno, Giuseppe De Simone.  

Sclerosi multipla: è il momento di ripensare l’approccio da seguire per una complicanza indotta da una terapia

  I pazienti trattati con Natalizumab, un anticorpo monoclonale, possono sviluppare raramente una pericolosa infezione cerebrale. Una ricerca dell’I.R.C.C.S. Neuromed mostra come il sistema più diffuso oggi per affrontare questa complicanza potrebbe non dare vantaggi concreti, e anzi essere dannoso Uno dei farmaci usati nella sclerosi multipla recidivante remittente, la forma più frequente, è il Natalizumab, un anticorpo monoclonale capace di diminuire la risposta immunitaria. In circa un caso su mille, però, i pazienti trattati con questa molecola, proprio a causa dell’abbassamento delle difese, sviluppano una grave infezione cerebrale, la leucoencefalopatia multifocale progressiva. Il trattamento più diffuso consiste nell’eliminare dal sangue il farmaco nel modo più veloce possibile, filtrandolo con la plasmaferesi. Ma ora una ricerca condotta dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), in collaborazione con Università italiane e con gli Spedali Civili di Brescia, mostra come la plasmaferesi potrebbe non avere concreti effetti positivi. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Neurology, ha preso in esame 49 articoli scientifici internazionali contenenti i dati di 193 pazienti colpiti da leucoencefalopatia multifocale progressiva. A questi sono stati aggiunti 34 pazienti italiani, i cui dati clinici sono stati raccolti e resi disponibili da un gruppo di studio nazionale costituitosi a questo proposito. “Analizzando tutti i dati raccolti – dice il professor Diego Centonze, Responsabile dell’Unità Operativa di Neurologia I e dell’Unità di Neuroriabilitazione del Neuromed – abbiamo potuto avere un quadro molto chiaro di come si è evoluta la situazione dei pazienti. La leucoencefalopatia multifocale progressiva, causata dal virus JC, presente in larga parte della popolazione e che diventa pericoloso solo di fronte a situazioni di depressione immunitaria, è una patologia gravissima, frequentemente mortale. L’idea alla base del trattamento di plasmaferesi è di eliminare dal sangue il farmaco, ripristinando rapidamente l’azione del sistema immunitario. Ma le nostre analisi hanno mostrato che questo intervento non si traduce in un reale beneficio del paziente, né dal punto di vista della mortalità, né da quello della disabilità futura. Al contrario, tale trattamento potrebbe peggiorare l’esito dell’infezione, favorendo una risposta infiammatoria esagerata nel cervello”. In altri termini, la rapida eliminazione del natalizumab dal sangue attraverso la plasmaferesi non dà benefici maggiori di quelli che si ottengono dalla semplice sospensione del farmaco. “Considerando i costi e i rischi associati alla plasmaferesi – continua Centonze – dobbiamo valutare con molta cautela il suo impiego in quei pazienti trattati con natalizumab che sviluppano questa complicanza. Ciò a cui ora dobbiamo puntare è una maggiore personalizzazione della terapia. I pazienti dovranno essere vagliati attentamente, caso per caso, prima di decidere come agire”.  

Distretto idrico Sarnese Vesuviano, eletto coordinatore senza maggioranza

Rete comitati: “Chiudere adesso la disastrosa stagione Gori e ripubblicizzare il servizio”
Un coordinatore eletto senza avere la maggioranza dei componenti nel neoinsediato Consiglio del distretto Sarnese Vesuviano. Finisce così l’ultima sfida sul fronte acqua nel costituendo Ente Idrico Campano: su 30 aventi diritto nel segreto dell’urna sono usciti solo 15 voti per Felice Rainone, sostenuto dal patto trasversale PD-Forza Italia, nominato su indicazione del sindaco dimissionario di Nola Geremia Biancardi, 10 per Raffaele De Simone, sindaco di Roccarainola ed espresso dalla lista “Comuni per l’acqua pubblica”, appoggiata dai comitati civici. Quattro gli assenti alla votazione, mentre è stata registrata anche una scheda bianca.
Un dato politico molto significativo, visto che sulla carta il neoeletto coordinatore poteva contare su una solida maggioranza. Anche perché il prossimo appuntamento per il Consiglio del distretto Sarnese Vesuviano, che comprende 76 Comuni delle province di Napoli e Salerno per una popolazione complessiva di un milione e mezzo di abitanti, è previsto per l’8 marzo con l’importante scelta dei quattro componenti che, oltre al coordinatore, faranno parte del comitato esecutivo regionale dell’Ente Idrico.
“Alla prima seduta del Consiglio distrettuale l’accordo pseudo-istituzionale a sostegno della gestione privatizzata sembra già andato in frantumi – sottolineano gli attivisti della Rete civica per l’acqua pubblica – una vicenda paradossale, considerati i numeri a disposizione, che dimostra ancora una volta l’assoluta mancanza di credibilità e autorevolezza dei manovratori che dall’alto delle loro poltrone stanno mantenendo artificialmente in vita da anni un’azienda di fatto già fallita. Spiace che non sia stata accolta da tutti l’opportunità di scegliere Raffaele De Simone, candidato dal gruppo “Comuni per l’acqua pubblica” e conoscitore attento delle questioni relative al servizio idrico, come coordinatore di garanzia con il compito di guidare la ripubblicizzazione. In ogni caso – continuano i rappresentanti dei comitati – adesso l’unica strada percorribile  rimane la liquidazione nel più breve tempo possibile del gestore privato GORI SpA con il conseguente affidamento del servizio ad una azienda speciale consortile interamente pubblica e partecipata esclusivamente dai Comuni, nel rispetto della volontà popolare espressa con i referendum del 2011. Non è più tempo di farse e giochi di prestigio”.
Rete civica per l’acqua pubblica – Distretto Sarnese Vesuviano

“ERA ZETELLA, MA!”: in scena La filodrammatica dell’UICI

Ercolano 25 febbraio (ore 20,30) 26 febbraio (ore 18,30) Teatro MAV – via 4 Novembre Nell’ambito delle celebrazioni della X giornata nazionale del Braille, La filodrammatica delle rappresentanze di Portici ed Ercolano dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti diretta da Bruno Mirabile e composta da attori non vedenti, ipovedenti ed amici dell’Unione, ancora una volta cercherà di divertire il pubblico, portando in scena “ERA ZETELLA, MA!”: commedia di due atti di Eduardo Scarpetta. La rappresentazione, che venerdì 24 febbraio verrà realizzata in anteprima per gli anziani residenti ad Ercolano per volere del locale assessorato alle politiche sociali, è patrocinata dai comuni di Ercolano e Portici ed è organizzata in collaborazione con “Radio Siani”, “cooperativa sociale Bambù ONLUS” e diversi imprenditori locali. L’intero incasso verrà utilizzato per finanziare le attività dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.