Presentazione ricerche su beni confiscati “Storie per bene. Le esperienze di riutilizzo dei beni confiscati alle mafie”

Due ricerche che fotografano le esperienze di riutilizzo sociale in Campania e in Italia
Giovedì 2 marzo, alle ore 11, presso la sede della Fondazione Polis della Regione Campania (Napoli, via Raffaele De Cesare 28), saranno presentate due importanti ricerche sul tema delle esperienze di riutilizzo dei beni confiscati.  L’iniziativa è promossa da Libera e dalla stessa Fondazione Polis.
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie è impegnata da anni nei processi di valorizzazione dei beni confiscati alle mafie soprattutto in percorsi di partecipazione e inclusione sociale attraverso i quali accompagna cooperative, associazioni, comitati civici in progetti di riutilizzo. Oltre al monitoraggio dei beni confiscati non ancora riutilizzati, nell’ultimo anno Libera ha deciso di orientare la sua attenzione anche alle esperienze di riutilizzo. Da questa premessa nascono i due importanti studi che verranno presentati: Il primo, promosso da Libera con il sostegno della Fondazione Italiana Charlemagne, dal titolo “BeneItalia. Economia, welfare, cultura, etica: la generazione di valori nell’uso sociale dei beni confiscati alle mafie”, ha permesso di rintracciare, in tutto il territorio nazionale, 524 realtà sociali impegnate nella gestione di attività su beni confiscati. Con il secondo studio dal titolo “I beni confiscati come opportunità di sviluppo”, invece, promosso da Libera Campania e Fondazione Polis, è stata analizzata la situazione campana con dati entusiasmanti: 78 pratiche di riutilizzo censite su tutto il territorio regionale che in media occupano 5 persone, su cui operano mediamente 15 volontari e 16541 beneficiari complessivamente.
Entrambi gli studi sono importanti per rappresentare lo stato dell’arte del riutilizzo sociale dei beni confiscati ma soprattutto raccontano uno spaccato dell’Italia operosa e virtuosa, che in molti territori si impone come modello socio-economico alternativo a quello mafioso.  Ad oltre venti anni dall’approvazione della legge sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, oggi i dati raccolti ci mostrano la bontà del cammino intrapreso. Emergono anche alcuni ostacoli, che le ricerche hanno voluto stigmatizzare affinché possa essere messa a sistema una più ampia e qualificata gestione dei beni confiscati alle mafie.
Un quadro articolato che necessita di politiche pubbliche di sistema e di un lavoro organizzato da parte dei soggetti gestori dei beni al fine di realizzare un nuovo welfare, praticando un modello di sviluppo sostenibile e solidale. Questi lavori di ricerca dimostrano che ci sono le possibilità di mutamenti profondi e radicali e per questo è necessario percorrere una strada.
 

Somma Vesuviana. Compostiera di comunità, il M5S chiede al Commissario di aderire all’avviso pubblico regionale

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La Regione Campania demanda ai Comuni la volontà di ricevere ed installare una Compostiera di Comunità. Il Costo dell’impianto sarà a carico della Regione e la sua istallazione comporterà una riduzione della Tari di almeno il 20%. I grillini invitano il commissario prefeizio a rispondere all’avviso pubblico regionale.   Di seguito la nota stampa di Meetup Amici di Beppe Grillo Somma Vesuviana” “MENTRE GLI ALTRI PENSANO AL BENE DELLA PROPRIA LISTA NOI PENSIAMO AL BENE DELLA CITTA’ C’è una grossa opportunità per i Comuni campani e per i cittadini, la Regione Campania ha deciso con un avviso pubblicato il 22 Febbraio 2017 sul Burc n°22 di demandare ai Comuni la volontà di ricevere ed installare una Compostiera di Comunità (cd. anche di Quartiere). Il Costo dell’impianto sarà a carico della Regione e la sua istallazione comporterà una riduzione della Tari di almeno il 20%. Le domande di adesione da parte dei comuni dovranno pervenire in Regione Campania entro il 13 Marzo 2017. A Somma Vesuviana negli ultimi mesi si è vista un’impennata verticale del costo di smaltimento rifiuti ed un deciso crollo della raccolta differenziata, tutte cose che andranno ad incidere sul costo del servizio. In un ottica di risparmio per i cittadini e tutela dell’ambiente il “Meetup Amici di Beppe Grillo Somma Vesuviana”, al fine di sollecitare il nostro Comune a fare immediata richiesta di adesione all’avviso pubblico della Regione Campania, ha depositato in data odierna, una richiesta all’Ecc.mo Commissario Prefettizio Dott.ssa Carmela Iovino al fine di sollecitare il nostro Comune a fare immediata richiesta di adesione all’avviso pubblico della Regione Campania.”

Somma Vesuviana, lavori in corso per le liste: si prospetta una tornata amministrativa incandescente

Celestino Allocca, Pasquale Piccolo, Salvatore Rianna e qualche altra sorpresa in serbo per i sommesi che presto andranno alle urne.  
Celestino Allocca
  Montagne innevate, sfondo che più celeste non si può e una «C» ricorrente che è quella dell’iniziale del nome del candidato sindaco Celestino Allocca, figlio del già sindaco Ferdinando. «Per la Cultura del benessere civile di Somma, per esserCi e ppartenerCi nel senso e nel sapore di un Colore che sa di Cielo sereno ed armonioso»: è il poetico endorsement di «Noi Liberi» ad Allocca.
Pasquale Piccolo
Il candidato dalle rosee (pardon, celesti) speranze dovrà affilare le armi per una battaglia che non si preannuncia facile, scontrandosi nell’arena delle elezioni comunali con il sindaco dimissionario Pasquale Piccolo al lavoro sulle liste sin da quando ha deciso di mollare Palazzo Torino per «liberarsi» di scomodi alleati.  
Salvatore Rianna
Ci sarebbe però un terzo contendente: altro candidato sindaco, pur se non ancora ufficialmente uscito allo scoperto, sarà Salvatore Rianna, ad oggi assessore nella giunta del sindaco Luca Capasso ad Ottaviano. Il commercialista sommese, già segretario del vecchio Ppi poi approdato alla Margherita, già consigliere comunale (con i sindaci Vincenzo D’Avino e Ferdinando Allocca con la Lista Cuore), già assessore, fu escluso dalle primarie del centrosinistra nel 2014 ed ebbe poi a definire quell’esperienza «una guerra tra bande». Intorno al suo nome si starebbero concentrando un bel po’ di moderati e professionisti.
Giuseppe Auriemma
E mentre Forza Italia, una cui parte sarebbe già tra le fila di Allocca, aspetta – così dice il coordinatore cittadino, Antonio Granato, «la decisione del partito», il Pd ha incontrato la scorsa settimana i consiglieri uscenti e i segretari politici del gruppo di opposizione che nell’ultimo anno di amministrazione ha collaborato. «In settimana ci rivedremo – dice il segretario Pd, Peppe Auriemma – per capire se vi possa essere un’intesa anche per le prossime amministrative». «Il clima per ora sembra buono – continua Auriemma- e tutti si sono detti disponibili a sondare le possibilità di un percorso comune, vedremo se le intenzioni si riveleranno altrettanto possibiliste. Non siamo, ovviamente, partiti dal nome di un possibile candidato sindaco, bensì dalla necessità di condividere un percorso di discontinuità amministrativa e politica: nomi non ne sono stati avanzati ma è stato ribadito che occorre uno spirito di corpo e che bisogna mettere le velleità personali dopo il bene comune».
Tancredi Cimmino
Intanto, abbiamo chiesto a Tancredi Cimmino (sindaco di Somma Vesuviana negli anni ’80,  deputato prima e senatore poi con i Cristiano Democratici negli anni 90 poi rieletto con l’Udeur e in seguito transitato nella dipietrista Italia dei Valori) come immagina il futuro di Somma Vesuviana: «Auspico la formazione di una squadra competente che voglia solo ed esclusivamente il bene di Somma Vesuviana – risponde Cimmino – io posso esserci direttamente o indirettamente, purché la nostra città abbia finalmente un sindaco che governi. E che lo si lasci lavorare».   a cura di Carmela D’Avino e Daniela Spadaro          

Ma il Napoli non ha giocato peggio dell’Atalanta: semplicemente non ha segnato per primo

Gli azzurri perdono al San Paolo contro i bergamaschi e la partita diventa subito un romanzo Per gran parte del campionato abbiamo letto, da più parti, che il Napoli è condannato a giocare bene: solo così sarebbe in grado di portare a casa il massimo risultato. Le vittorie striminzite, magari sofferte, agguantate senza giocare meglio dell’avversario, agli azzurri non sono concesse: alla Juventus sì, alla Roma pure. Ma al Napoli no. Da sabato sera, quando la squadra di Sarri ha perso al San Paolo 2 a 0 contro l’Atalanta, sappiamo pure che al Napoli è stata inflitta un’altra condanna: segnare per primo. Le rimonte non le sa fare. E infatti sabato il Napoli non ha giocato peggio dell’Atalanta: il Napoli, semplicemente, non ha segnato prima dell’avversario. Se il pallone tirato in porta da Insigne con il solito, delizioso tocco fosse finito in porta invece che sulla traversa i catenacciari neroazzurri non avrebbero avuto vita facile. Sì, perché l’Atalanta è venuta in terra partenopea ad esibire un ottimo catenaccio: modernissimo e aggressivo, fatto a centrocampo anziché nella propria area, ma pur sempre catenaccio. Siccome il calcio, da quando esiste, richiede a chi ne scrive sempre un certo sforzo narrativo, ora dobbiamo raccontare il romanzo dell’Atalanta: la favoletta di 11 calciatori partiti per salvarsi che ora sognano l’Europa. E dobbiamo raccontare di azzurri fragilini, pronti a perdere la bussola perché il loro presidente cattivone li ha sgridati invece di lodarli, con loro che corrono su twitter a sfoggiare l’orgoglio ma poi si smarriscono in campo. E, ancora, dobbiamo raccontare di un allenatore maestro (Sarri) che ha perso la sfida con un altro maestro (Gasperini), facendo finta di non sapere che entrambi, nella loro lunga carriera, hanno collezionato soddisfazioni ma anche batoste, promozioni ed esoneri e che, insomma, si può anche sbagliare, si può anche perdere rimanendo bravi allenatori. Dobbiamo romanzare una partita, solo perché il pallone di Insigne è finito appena alto sopra la traversa. Per fortuna sta arrivando la Juventus ed è già l’ora di un altro romanzo.

Una fetta di migliaccio, “ceniero, ciuotto e marpione”, vi illuminerà sulla “cazzimma” del Napoli che, perdendo, ha sfottuto l’Atalanta

Due rari aggettivi napoletani per indicare certe qualità particolari del migliaccio. Le oscure origini di “ceniero”. L’esultanza eccessiva per una vittoria può rivelare il disagio di un complesso di inferiorità. La “cazzimma” della percezione e la “cazzimma” dell’azione. La complicata storia della vergine Atalanta, troppo ingenua, o troppo furba. Non sono tifoso del Napoli, ma è di antica data, e di solide fondamenta, la mia avversione all’ Atalanta. Sabato sera, dopo la partita, non riuscivo a trovare una qualche accettabile spiegazione di ciò che era successo, della doppia metamorfosi, del Napoli svilito in squadretta e dei bergamaschi che parevano il Santos di Pelè. Stamattina, mentre facevo colazione con una cospicua fetta di un fantastico migliaccio, ho visto in Tv la scena dell’accoglienza trionfale che i tifosi bergamaschi hanno riservato ai giocatori e all’allenatore nell’aeroporto di Orio, anzi di Orio al Serio: nei nomi ci sono sempre dei segni. Ho visto e ho capito. Il Napoli ha voluto perdere, perché  i 5000 tifosi bergamaschi esprimessero e manifestassero, con il loro crepitante entusiasmo, tutto il bilioso disagio del complesso di inferiorità di cui essi soffrono nei confronti di Napoli e del Napoli e che li ha indotti a scegliere la città del Vesuvio e la sua squadra come “nemici” assoluti e metafisici. E’ una storia antica: uno si crea un avversario grande e importante, per apparire anche lui importante e grande, in un gioco di specchi che spesso è allucinante. Nel 1946 il premier inglese Clement Attle, durante un discorso in Parlamento, nominò più volte Churchill, che era presente, indicandolo ogni volta come il “mio avversario, il mio avversario Churchill”: Churchill prese la parola e disse al premier: “lei è presuntuoso anche nello scegliersi gli avversari”. Dunque Sarri e i suoi hanno sfottuto l’Atalanta, che, ingenua  come la mitica cacciatrice di cui porta il nome, è caduta nella trappola e ha segnato i due gol. Una “cazzimma” doppia, quella del Napoli: perché la sconfitta condizionerà anche i giocatori della Juve, i quali martedì scenderanno in campo, per la partita di Coppa Italia, distesi, rilassati e distratti:… questi napoletani hanno perso con l’Atalanta, figurati con noi…. Ancora una volta il migliaccio napoletano ha dimostrato la sua capacità di affinare, in chi sa gustarlo, quella “cazzimma” della percezione che è essenziale per cogliere, decifrare e capire la “cazzimma” dell’azione, nascosta, assai spesso, nelle radici degli atti e dei comportamenti di chi ci sta intorno.E’ un dolce subdolo, il migliaccio: il semolino, la ricotta, il latte e il burro, impastati e ammassati, rendono il suo corpo “ceniero e ciuotto”: che sono due aggettivi della nostra lingua napoletana, usciti oggi dall’uso, ma ancora carichi di senso per quelli della mia generazione. “Ciuotto”, anzi “ciuotto ciuotto”, è il ventre gonfio di cibo: nel toscano “ciotto” c’è l’idea della massa, e il piede “ciotto” zoppica, proprio perché è massiccio. Ma il compatto corpo del migliaccio è “ceniero”: da ragazzo ho sentito molti anziani che usavano questo termine, e tutti con lo stesso significato di “morbido, tenero”. Pompeo Sarnelli nella sua “Posilicheata” augura a una giovane donna che la sua gola sia sempre” mollese”, e la sua mano “pastosa”, e il suo petto “ceniero”.  Dunque, una morbidezza delicata e voluttuosa, che, diceva il Puoti, “acconsente al tatto”, come la morbidezza di un guanciale: e in una canzone di Nicolardi “ceniera” è l’erba del prato, e “ceniera” è la ragazza che su quell’erba è sdraiata. Non si sa da dove provenga la parola napoletana: non credo che abbia un qualche nesso con la “cenere”, come pensano, con molta cautela, sia D’Ascoli che Zazzera. Renato De Falco propone senza convinzione “kynarion”, che in greco significa “cagnolino”, “cucciolo”- il simbolo della tenerezza -, dopo aver respinto fermamente l’ipotesi che il termine venga dal greco “kinaidos”, connesso a una mollezza non tattile, ma gestuale: la mollezza dissoluta dell’effeminato. In ogni caso, se il migliaccio fosse solo “ceniero e ciuotto”, non sarebbe diventato un dolce del Carnevale. In realtà, dietro la maschera della morbidezza fatta di ricotta e semolino, scattano, improvvisi, dalle scorze di limone e di arancia guizzi allappanti che svegliano le parti del gusto intorpidite dal latte: il migliaccio diventa malizioso e furbo, un “marpione”. I bocconi non sono una noiosa e paciosa ripetizione di sapori e odori, ma sollecitano l’attenzione e l’attesa, sfidano i sensi, li costringono a vigilare: capisci che quando il mondo ti si presenta nella forma della semola e della ricotta, proprio allora ti conviene non fidarti delle apparenze, e prepararti a difenderti da chi cerca di farti “mangiare il limone”: e non c’è migliore difesa dell’attacco preventivo. Questo è il fondamento della “cazzimma”. Il quadro di Guido Reni descrive il momento culminante della sfida tra la cacciatrice Atalanta, una vergine protagonista di storie complicate, e Ippomene. La vergine promette al padre che sposerà chi riuscirà a batterla in una gara di corsa. I pretendenti sconfitti verranno uccisi. E sebbene non siano pochi quelli che hanno perso la gara e la vita, Ippomene sfida Atalanta: durante la corsa, su consiglio di Venere, egli fa cadere a terra, uno alla volta, tre pomi d’oro massiccio. Atalanta si ferma a raccogliere i pomi, e Ippomene conquista la vittoria e la vergine. I giudici di gara non si sono accorti del trucco: anche nel mito gli arbitri vedevano solo ciò che volevano vedere. Il quadro potremmo intitolarlo: “La cazzimma di Ippomene”: ma sono convinto che in questa storia la “cazzimma” è stata tutta di Atalanta. Nel migliaccio toscano non c’è la scorza di limone, e dunque non c’è il principio della “cazzimma”: la prova definitiva della grave assenza è stata fornita dal tecnico e dai giocatori della Fiorentina nella partita contro il Borussia.  

Nella Basilica dello Spirito Santo, Napoli protagonista di cinque seminari sulla storia della città 

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 3 marzo alle ore 17.30 con il Professor Luigi Gallo e la Napoli greca.

Da venerdì 3 marzo (h 17.30) alla Basilica dello Spirito Santo, Napoli sarà protagonista di un ciclo di seminari, dedicati ai diversi periodi storici che l’hanno vista protagonista. “Napoli, storia di una città: dalle origini all’età contemporanea” è il titolo del ciclo di cinque seminari che, a marzo, dal 3 al 29, saranno tenuti dal Professor Luigi Gallo, docente di Storia Greca presso l’Università di Napoli L’Orientale, dalla Professoressa Alfredina Storchi, docente di Storia Romana presso l’Università di Napoli Federico II, dal Professor Giovanni Vitolo, docente di Storia Medievale presso l’Università di Napoli Federico II, dal Professor Luigi Mascilli Migliorini, docente di Storia Moderna presso l’Università di Napoli L’Orientale e dalla Professoressa Francesca Canale Cama, docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. Cinque luminari dei maggiori Atenei partenopei mettono le proprie conoscenze al servizio della città e dei suoi cittadini. L’intento degli appuntamenti è prettamente divulgativo, in continuità con lo spirito di apertura della Basilica dello Spirito Santo. L’idea è di permettere alla cittadinanza di conoscere la storia e i luoghi, come la Basilica, che rendono unica Napoli. I seminari sono ad ingresso libero (è consigliata la prenotazione) e aperti a persone di tutte le età, turisti e non, che abbiano curiosità e desiderio di saperne di più della magica Partenope. L’organizzazione del ciclo dei seminari è a cura dell’Associazione Medea Art.

Il primo appuntamento è fissato per venerdì 3 marzo alle ore 17.30 con il Professor Luigi Gallo e la Napoli greca.

NAPOLI, STORIA DI UNA CITTÀ:

DALLE ORIGINI ALL`ETÀ CONTEMPORANEA

Basilica dello Spirito Santo

Venerdì 3/03/2017 Prof. Luigi Gallo docente di Storia Greca,

Università di Napoli L’Orientale

Mercoledì 8/03/2017 Prof. Alfredina Storchi docente Storia Romana,

Università di Napoli Federico II

Martedì 14/03/2017 Prof. Giovanni Vitolo docente Storia Medievale,

Università di Napoli Federico II

Mercoledì 22/03/2017 Prof. Luigi Mascilli Migliorini docente di Storia Moderna,

Università di Napoli L’Orientale

Mercoledì 29/03/2017 Prof. Francesca Canale Cama docente di Storia Contemporanea, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

Ingresso libero – tutti i seminari inizieranno alle 17.30

Brusciano, strepitoso successo per il Carnevale a Scuola

Nei panni di Pulcinella, l’attore Angelo Iannelli.

Si è svolto Venerdi 24 Febbraio, a Brusciano presso la scuola dell’infanzia Dante Alighieri, il tradizionale carnevale scolastico. Kermesse fortemente voluta da tutto il corpo docenti, per rallegrare i tantissimi bambini per il giorno più atteso dell’anno. In un salone vestito a festa tra coriandoli, palloncini colorati, maschere da mille colori. Mattatore della giornata è stato Pulcinella, l’attore poliedrico bruscianese Angelo Iannelli, noto come l’ambasciatore del sorriso, che con bravura ha coinvolto i bambini, instaurando con loro un vero rapporto di amicizia attraverso monologhi, cantastorie e giochi  divertentissimi. Con ironia e trasporto i bimbi si sono dimostrati interessati alla maschera più importante al mondo, indossata dai più grandi artisti internazionali simbolo della speranza e del riscatto. 

Per l’occasione ha duettato con un’altra maschera secolare ormai scomparsa: Arlecchino, interpretata dall’animatrice Angelica Amato. La meravigliosa giornata si è conclusa con l’allegria degli alunni  che  hanno cantato e ballato tra mille sorrisi “A Città e Pullecenella”. 

Tutto il corpo docenti soddisfatto ha premiato l’attore Angelo Iannelli, ringraziandolo per la sua collaborazione e per l’ottima riuscita della manifestazione.

 

Napoli, scandalo assenteismo al Loreto Mar: 99 indagati, 55 dipendenti ai domiciliari

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Tra i “furbetti del cartellino”, scoperti loro malgrado dalla scia lasciata dai propri cellulari,  anche un aspirante chef, che nell’orario lavorativo prestava servizio presso il ristorante “Villa Minieri” di Nola. A mettere nei guai i cosiddetti “furbetti del cartellino” dell’ospedale “Loreto Mare” di Napoli, dove lo scorso venerdì 55 dipendenti sono stati raggiunti da un’ordinanza di arresti domiciliari (quasi tutti però dovranno recarsi al lavoro) è stata anche la tecnologia. Non solo attraverso i tradizionali appostamenti, pedinamenti e intercettazioni telefoniche i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità sono riusciti a stabilire che alcuni degli indagati non erano in ospedale, dove però la loro presenza era stata “certificata” invece da altri colleghi che avevano ‘strisciato’ i loro badge. I militari hanno ricostruito gli spostamenti seguendo la ‘scia’ lasciata dai loro telefonini, che nel corso della giornata hanno agganciato diverse celle telefoniche. L’inchiesta è partita nel 2014 a seguito di un esposto anonimo contro tre medici che erano impiegati in ospedale con il “regime di esclusività”, che non consente di poter svolgere attività privata.

Spaccio e detenzione di stupefacenti, due arresti tra Acerra e Pomigliano

Controlli  a tappeto dei militari nel week-end. Un arresto per spaccio a Pomigliano. Ad Acerra invece un 19enne è finito in manette per detenzione di cocaina e crack.   Blitz dei militari nel Napletano. I carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna hanno tratto in arresto Pasquale Rea, un 55enne del luogo già noto alle ffoo trovato in possesso nel corso di perquisizione domiciliare di 6 dosi di crack. Intanto, con mirate perquisizioni, sono stati rinvenuti e sequestrati 489 grammi di droghe di vario tipo (marijuana, cocaina, hashish e kobret), trovate occultate in edifici del complesso di edilizia popolare “ex legge 219”. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo. Ad Acerra, invece, i militari hanno tratto in arresto Carlo Brasile, un 19enne del luogo, trovato in possesso 18 dosi di sostanze stupefacenti (6,5 grammi di cocaina e 0,6 di crack) e di 110 euro ritenuti provento d’illecita attività. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.

Scuola: studenti di Marcianise in finale al “Gran Premio di Matematica Applicata” 2017

All’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano sfida a colpi di quiz per vincere la XVI edizione della competizione realizzata dal Forum ANIA -Consumatori in collaborazione con l’Ateneo milanese Da Marcianise a Milano per conquistare la finalissima del “Gran Premio di Matematica Applicata” 2017. Protagoniste dell’impresa, tre studentesse dell’istituto superiore Padre Salvatore Lener che mercoledì 22 febbraio, nella sede dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si sono giocati a colpi di numeri e quiz la finale del concorso educativo organizzato dal Forum ANIA- Consumatori in collaborazione con l’Ateneo milanese e patrocinio del Consiglio Nazionale degli Attuari. La competizione, rivolta agli studenti degli ultimi due anni delle scuole superiori, ha l’obiettivo di valorizzare le competenze logico-matematiche dei ragazzi, sensibilizzandoli sui risvolti concreti di una disciplina fondamentale per la loro formazione. Infatti, la conoscenza delle applicazioni pratiche della matematica nella vita reale costituisce una base importante per affrontare efficacemente situazioni complesse e prendere in futuro delle decisioni importanti in ambito finanziario. L’iniziativa sta ottenendo un successo sempre maggiore e quest’anno è riuscita a coinvolgere oltre 7.500 studenti, 104 istituti superiori, 38 province e 12 regioni, da Nord a Sud della penisola. I 426 studenti che avevano superato la prima manche hanno affrontato in sede di finale quiz e problemi di logica, quesiti a risposta chiusa e aperta dove l’abilità specifica consiste nella capacità di applicare modelli matematici astratti alla vita reale. Ora una giuria di esperti selezionerà i vincitori della competizione che saranno premiati assieme ai loro docenti nel corso della cerimonia di premiazione di sabato primo aprile, sempre presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, alla presenza di rappresentanti del mondo accademico, delle istituzioni e del settore assicurativo.