L’Istituto Comprensivo Gaetano Donizetti di Pollena Trocchia ospita per il secondo anno consecutivo le Finali provinciali di Area dei “Giochi matematici del Mediterraneo”.
Si è svolta nella mattinata di sabato 18 marzo, la finale provinciale dei giochi matematici del mediterraneo, che darà ai primi classificati la possibilità di accedere alla finale nazionale che si terrà a Palermo il 6 maggio. Istituite dall’Accademia Italiana per la Promozione della Matematica «Alfredo Guido», le “Olimpiadi di matematica”, patrocinate dall’Università degli Studi di Palermo, sono aperte agli alunni di 3° 4° e 5° classe di Scuola Primaria; di 1°, 2° e 3° classe della Scuola Secondaria di 1° grado; delle 1° e 2° classi della Scuola Secondaria di 2° grado. Volute fortemente dal fondatore e primo presidente dell’A.I.P.M. (Accademia Italiana per la Promozione della Matematica), nascono nel 2010 dalla collaborazione di un gruppo di appassionati docenti, motivati dall’amore per la disciplina e la sua promozione verso gli studenti. Uno spirito che dura ancora oggi e che ha portato i giochi da subito a livello nazionale.
A questa importante manifestazione, apre le porte l’Istituto Comprensivo Gaetano Donizetti di Pollena, che ospita le finali provinciali per il secondo anno consecutivo.
Presenti ad accogliere gli studenti, il dirigente scolastico Angela Rosauro, la coordinatrice professoressa Maria Luisa Fontanella, la vice preside Rosa Coppola, il responsabile del Plesso Scuola Media Viviani il professore Gennaro Acampora. I saluti d’apertura del sindaco Francesco Pinto non potevano mancare a sottolineare la vicinanza delle istituzioni al territorio e ai cittadini.
Dai 10 ai 20 quesiti, un tempo massimo che andava da 60 ai 120 minuti. «Le prove tutte di livello piuttosto alto, sono state affrontate con forte determinazione dai ragazzi. Certo un po’ di tensione, ma è normale che sia così» il commento di Autilia La Marca, una delle insegnanti presenti durante le prove. Presente alla premiazione svoltasi in una palestra gremita di facce entusiaste ed emozionate, anche l’assessore alla cultura del comune di Pollena, Margherita Romano: «E’ stato molto emozionante, una bellissima esperienza vedere tanti ragazzi provenienti da ogni provincia. –dice- Spero che certe manifestazioni si ripetano sempre più spesso, perché i ragazzi hanno bisogno di queste sane competizioni». E di sana competizione parla anche il dirigente scolastico Angela Rosauro: «Io ci credo in queste manifestazioni, perché riportano il principio sportivo, onesto di una gara, in altre discipline. E’ un momento gioioso che aiuta i ragazzi a mettersi in gioco, a misurarsi su un terreno di lealtà. Lo stesso formalismo della competizione, rende la giusta importanza a quello che è stato un momento di incontro e gioco, ma anche e soprattutto un momento in cui ci si è misurati, con le proprie capacità. La gara che è una misurazione delle competenze acquisite, che mette alla prova studenti e scuole, promuove quella che non può che fare bene e cioè la sana competizione che è un incentivo ad andare avanti, sempre».
Gli studenti sono stati premiati con attestati e medaglie: una menzione particolare per l’istituto napoletano “De Amicis”, tra i più premiati tra tutte le province partecipi. Per tutti i vincitori, l’accesso alla finale del 6 maggio in territorio siciliano.
Pollena Trocchia, finale provinciale delle Olimpiadi di Matematica all’Istituto Donizetti
L’Istituto Comprensivo Gaetano Donizetti di Pollena Trocchia ospita per il secondo anno consecutivo le Finali provinciali di Area dei “Giochi matematici del Mediterraneo”.
Si è svolta nella mattinata di sabato 18 marzo, la finale provinciale dei giochi matematici del mediterraneo, che darà ai primi classificati la possibilità di accedere alla finale nazionale che si terrà a Palermo il 6 maggio. Istituite dall’Accademia Italiana per la Promozione della Matematica «Alfredo Guido», le “Olimpiadi di matematica”, patrocinate dall’Università degli Studi di Palermo, sono aperte agli alunni di 3° 4° e 5° classe di Scuola Primaria; di 1°, 2° e 3° classe della Scuola Secondaria di 1° grado; delle 1° e 2° classi della Scuola Secondaria di 2° grado. Volute fortemente dal fondatore e primo presidente dell’A.I.P.M. (Accademia Italiana per la Promozione della Matematica), nascono nel 2010 dalla collaborazione di un gruppo di appassionati docenti, motivati dall’amore per la disciplina e la sua promozione verso gli studenti. Uno spirito che dura ancora oggi e che ha portato i giochi da subito a livello nazionale.
A questa importante manifestazione, apre le porte l’Istituto Comprensivo Gaetano Donizetti di Pollena, che ospita le finali provinciali per il secondo anno consecutivo.
Presenti ad accogliere gli studenti, il dirigente scolastico Angela Rosauro, la coordinatrice professoressa Maria Luisa Fontanella, la vice preside Rosa Coppola, il responsabile del Plesso Scuola Media Viviani il professore Gennaro Acampora. I saluti d’apertura del sindaco Francesco Pinto non potevano mancare a sottolineare la vicinanza delle istituzioni al territorio e ai cittadini.
Dai 10 ai 20 quesiti, un tempo massimo che andava da 60 ai 120 minuti. «Le prove tutte di livello piuttosto alto, sono state affrontate con forte determinazione dai ragazzi. Certo un po’ di tensione, ma è normale che sia così» il commento di Autilia La Marca, una delle insegnanti presenti durante le prove. Presente alla premiazione svoltasi in una palestra gremita di facce entusiaste ed emozionate, anche l’assessore alla cultura del comune di Pollena, Margherita Romano: «E’ stato molto emozionante, una bellissima esperienza vedere tanti ragazzi provenienti da ogni provincia. –dice- Spero che certe manifestazioni si ripetano sempre più spesso, perché i ragazzi hanno bisogno di queste sane competizioni». E di sana competizione parla anche il dirigente scolastico Angela Rosauro: «Io ci credo in queste manifestazioni, perché riportano il principio sportivo, onesto di una gara, in altre discipline. E’ un momento gioioso che aiuta i ragazzi a mettersi in gioco, a misurarsi su un terreno di lealtà. Lo stesso formalismo della competizione, rende la giusta importanza a quello che è stato un momento di incontro e gioco, ma anche e soprattutto un momento in cui ci si è misurati, con le proprie capacità. La gara che è una misurazione delle competenze acquisite, che mette alla prova studenti e scuole, promuove quella che non può che fare bene e cioè la sana competizione che è un incentivo ad andare avanti, sempre».
Gli studenti sono stati premiati con attestati e medaglie: una menzione particolare per l’istituto napoletano “De Amicis”, tra i più premiati tra tutte le province partecipi. Per tutti i vincitori, l’accesso alla finale del 6 maggio in territorio siciliano.
Il Comune di San Giuseppe Vesuviano tra i partecipanti al premio IRA 2016
Riconosciuta la validità delle azioni in materia ambientale e di sviluppo sostenibile.
Arriva un importante riconoscimento per il Comune di San Giuseppe Vesuviano selezionato, tra le città aderenti al Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, per partecipare al premio IRA – Italian Resilience Award – grazie alle politiche ambientali adottate sino ad oggi ed agli sforzi compiuti in materia di sviluppo sostenibile e per star attuando politiche vicine al concetto di resilienza, capaci, dunque,di intercettare i cambiamenti e di innescare percorsi di transizione e adattamento all’insegna della condivisione.
Il Comune di San Giuseppe Vesuviano, già aderente all’associazione Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, costituita da Regioni ed enti locali che si attivano per migliorare la gestione dell’ambiente e per fare dello sviluppo sostenibile un passo verso un futuro più equo, è stato, difatti, inserito nella pubblicazione dei partecipanti al premio IRA 2016.
Il premio IRA – Italian Resilience Award – ideato da Primaprint e Kyoto Club, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, ANCI, Coordinamento delle Agende 21 Locali e Borghi Autentici d’Italia, si propone di dimostrare come l’idea di sharing economy sia strettamente connessa al concetto di resilienza, ovvero alla capacita di ottimizzare risorse ed energie nelle situazioni di stress e crisi ambientali, facendo emergere quelle realtà territoriali e industriali che meglio riescono a interpretare i cambiamenti ecologici, sociali ed economici in corso attraverso un approccio propositivo.
Nel caso di San Giuseppe Vesuviano, la partecipazione è stata fondata su tre azioni originate del progetto complessivo “Io amo la mia città San Giuseppe Vesuviano”. La misura “Scuole ed ambiente” coinvolge le scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio in un programma di formazione a 360 gradi sull’ambiente e, per quanto riguarda le scuole secondarie, si sviluppa in un percorso di alternanza scuola-lavoro nel cui ambito gli studenti formati diventano tutor a supporto dell’attività del progetto nelle altre scuole. Le misure “Family card” ed “Io amo la mia città”, invece, sono invece rivolte a tutti i cittadini ed alle attività commerciali presenti sul territorio. In parte già concretizzate, prevedono, per il prosieguo, la consegna ai cittadini di una card che consente di acquisire punti per le azioni virtuose messe in campo ed una nuova campagna di informazione e sensibilizzazione.
Giornata mondiale dell’acqua, erogazione gratuita presso gli impianti di Pomigliano D’Arco, Camposano e Cimitile
L’iniziativa è volta alla divulgazione e sensibilizzazione nell’utilizzo delle case dell’acqua per fini ambientali.
Acquatec, di concerto con la GORI, in occasione della “Giornata Mondiale dell’Acqua”, prevista per mercoledì 22 marzo, comunica che sarà possibile prelevare gratuitamente l’acqua presso tutte le Case dell’Acqua GORI ubicate nei Comuni di Pomigliano D’arco, Camposano e Cimitile a partire dalla mattina di martedì 21 fino alla notte di giovedì 23 marzo.
L’iniziativa promossa da Acquatec e GORI ha lo scopo di sensibilizzare e divulgare l’utilizzo delle strutture erogatrici pubbliche disincentivando l’acquisto di acqua imbottigliata ed evitare così lo spreco di plastica.
La promozione riguarderà le Case dell’Acqua di Pomigliano d’Arco (Viale Grosseto e Piazza Primavera), Camposano (piazza I Maggio) e Cimitile (via Giovanni Paolo II).
Somma Vesuviana, a Palazzo Torino il convegno ” Fondi Europei per le attività professionali: quali opportunità?”
Il convegno è stato promosso ed organizzato dai consiglieri comunali uscenti Umberto Parisi e Vittorio De Filippo con il supporto degli ordini degli Avvocati e dei Commercialisti di Nola.
<>. E’ questo l’argomento del convegno che si terrà lunedì prossimo, dalle 16,30, nella Sala Consiliare di Palazzo Torino a Somma Vesuviana. Ad organizzare l’evento i consiglieri comunali uscenti Umberto Parisi e Vittorio De Filippo con il supporto degli ordini degli Avvocati e dei Commercialisti di Nola. <> fanno sapere De Filippo e Parisi. <>. Il parterre sarà d’eccezione: oltre ai presidenti dei due Ordini professionali, Francesco Urraro e Domenico Ranieri, interverranno l’assessore regionale alla Formazione Professionale Chiara Marciani; il consigliere regionale Alfonso Longobardi e Francesco Iovino, Consigliere delegato all’Osservatorio sulle Professioni della Città Metropolitana. A moderare Gaetano Di Matteo.
L’evento è inserito nel programma di F.P.C. 2017 dell’Ordine dei Commercialisti e degli Avvocati di Nola e permetterà ai partecipanti di maturare i relativi crediti formativi.
Somma Vesuviana, sicurezza alimentare: i carabinieri sequestrano 500 kg di dolci
Proseguono in modo serrato i controlli dei carabinieri finalizzati a contrastare violazioni in materia di sicurezza alimentare.
Proseguono senza sosta le attività di controllo dei carabinieri della locale stazione, diretta dal comandante Raimondo Semprevivo, per la tutela della salute e della sicurezza del cittadino. Sotto la lente d’ingrandimento dell’Arma, in collaborazione con il personale dell’A.S.L. Napoli Sud, il laboratorio di una pasticceria di via Marigliano, dove sono stati sequestrati ben 500 kg. di zeppole, babà e rustici, pronti per essere messi in vetrina alla vigilia della festa del papà. I dolci non solo erano privi delle indicazioni sulla tracciabilità, ma erano stati anche congelati in quantità industriali senza l’utilizzo dell’abbattitore di temperatura. All’esercente è stata fatta una multa di 1500 euro e gli sono stati concessi venti giorni di tempo per mettere a norma di legge il laboratorio.
Elezioni a Somma Vesuviana, ecco il laboratorio politico dell’Udc: “Pronti a coalizione su un programma condiviso”
Una coalizione che parta dall’Udc e si allarghi ad altre realtà politiche e a componenti della società civile: è il progetto al quale sta lavorando la sezione di Somma Vesuviana dell’Unione dei Democratici Cristiani e di Centro in vista delle imminenti elezioni amministrative.
Qualche giorno fa l’Udc ha tenuto il congresso, con l’elezione a segretario cittadino di Luigi Molaro. Ora l’annuncio di un progetto politico e programmatico per Somma Vesuviana, aperto a chi condivide alcune tematiche che il partito ha messo tra le priorità per la città: la manutenzione delle strade per migliorare la viabilità, la sicurezza per i cittadini, la realizzazione di un parco comunale nell’area di via Giulio Cesare, la riorganizzazione del settore lavori pubblici, lo sviluppo ed il rilancio dell’occupazione con il completamento dell’area Pip.
Spiega Peppe Nocerino, consigliere comunale uscente: “Il nostro è un laboratorio politico, alle nostre cinque idee programmatiche aggiungeremo i contributi di chi vuole dialogare con noi, fino a formare una coalizione capace di fondarsi sulle cose da fare e sugli obiettivi concreti”.
L’Udc sta incontrando altri esponenti politici, oltre a cittadini provenienti dal mondo delle professioni e della società civile: “Siamo aperti al confronto, ma la base di partenza deve essere la condivisione del programma”
«Abbiamo avuto il coraggio di alzare la testa»: la testimonianza di uno degli imprenditori che a Ercolano ha sfidato il racket
Denunciano e fanno incastrare gli estorsori. Gli imprenditori di Ercolano, in quella che era una delle terre del “racket”, non sono rimasti in silenzio, e nella lotta contro la camorra stanno vincendo. Le rivelazioni delle vittime sono state fondamentali anche nelle indagini che hanno portato agli arresti eseguiti ieri dai carabinieri della compagnia di Torre del Greco. I militari dell’Arma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale del Riesame di Napoli su richiesta della Dda partenopea nei confronti di 13 persone, tutte già detenute. Sono accusate, a vario titolo, di estorsione e tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Tra coloro che in città negli ultimi anni si sono opposti alle richieste estorsive c’è Pasquale De Prete, un imprenditore edile. Da poche settimane è presidente dell’associazione antiracket di Ercolano. «Io denunciai dieci anni fa un reato di estorsione. Il mio caso è abbastanza semplice – racconta oggi – Si presentarono e mi chiesero i soldi, denunciai e li arrestarono. Nella nostra organizzazione però ci sono altri associati che hanno subito ripetute violenze, anche fisiche. A un’imprenditrice le incendiarono il forno». In questo decennio qualcosa è cambiato nella città degli Scavi. Le vittime hanno avuto il coraggio di ribellarsi, trovando nelle istituzioni il supporto necessario per risalire la china e nel lavoro di magistrati e carabinieri il modo per allentare la morsa degli estorsori, molti dei quali sono finiti in carcere. E sono tutti già detenuti i tredici esponenti dei due clan di camorra che a Ercolano si contrappongono per il controllo degli affari illeciti, i “Birra-Iacomino” e gli “Ascione-Papale”, nei confronti dei quali i carabinieri hanno eseguito ieri l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale del Riesame di Napoli. Ad incastrarli: intercettazioni, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e, soprattutto, denunce di imprenditori e commercianti ercolanesi che superando la paura hanno deciso di raccontare quanto erano costretti a subìre. Le indagini sono state svolte tra il 2009 e il 2013 dai militari dell’Arma e hanno confermato la contrapposizione tra le due organizzazioni criminali nel controllo delle estorsioni: decine gli episodi documenti, alcuni efferati.
A risultare determinante in questa battaglia vincente è stata la sinergia che si è venuta a creare tra imprenditori, forze dell’ordine e istituzioni. Lo conferma il neopresidente dell’antiracket locale: «Quello di Ercolano – sostiene – è un modello virtuoso perché effettivamente i commercianti si sono stufati, hanno avuto il coraggio di alzare la testa, hanno trovato le istituzione pronte a recepire questa voglia. Poi abbiamo trovato delle personalità di spicco, sia nelle forze dell’ordine che nella magistratura che hanno reso possibile questo. Quello che abbiamo imparato a nostre spese è che le forze dell’ordine e la magistratura hanno bisogno dell’input, della denuncia, del particolare, della dichiarazione». «È la collaborazione tra i vari soggetti che conta. Ognuno fa il suo dovere: le forze dell’ordine, l’imprenditore, la magistratura». È questo l’antidoto per Del Prete, il “segreto” del “modello Ercolano”.
Fino a qualche anno fa gli scontri armati tra i clan insaguinavano l’asfalto, i residenti avevano paura di uscire in strada. Ora la città «non è un’isola felice», ma i colpi inflitti alle cosche malavitose stanno facendo sentire la differenza. «Ci sarà qualche cosa di residuale – dice Del Prete – Il fenomeno del racket è difficile da estirpare completamente, perché è insito nella cultura di un certo strato sociale, quindi c’è da aspettarsi che un abbassarsi della guardia possa favorire la ripresa, anche perché sia i boss che i gregari sono stati assicurati alla giustizia, quindi vedendo che c’è un vuoto di potere qualcuno potrebbe pensare di approfittarne e sostituirsi a loro. È una possibilità un po’ remota, perché le forze dell’ordine sono continuamente vigili. Noi come società civile, come imprenditori e commercianti, facciamo del nostro meglio nel segnalare ogni possibile anomalia, quindi al momento la situazione è abbastanza sotto controllo». Sulla base di quanto racconta Del Prete, ci sarebbe qualcuno a Ercolano pronto a colmare quei posti lasciati vuoti da crimininali finiti dietro le sbarre, ma, «non hanno dall’altra parte l’adesione, allora si tratta di fenomeni che vengono spenti immediatamente, anche perché non c’è quella forza che c’era prima, che avevano prima i clan: l’imprenditore si sentiva anche più intimorito da una forza così massiccia e dalla “mancanza” dello Stato, e quindi probabilmente diventava più facilmente preda di queste dinamiche».
“La Baita del re”, a Ottaviano, prepara per il Real Circolo Francesco II un menù che è un omaggio a Napoli capitale del Regno
Nella “locanda di Peppe” presso “La Baita del Re“ i membri del Real Circolo Francesco II troveranno “alimenti” che fanno parte della civiltà culinaria di Napoli capitale: le vongole, le cipolle, il baccalà, la sfogliatella. E nel “luogo” vedranno i resti di ville “pompeiane” e i segni della potenza e del fasto dei Medici, principi di Ottajano.
Domenica sera, i membri del Real Circolo Francesco II di Borbone parteciperanno a un rito religioso che si terrà a San Giuseppe Vesuviano, per la festa del Patrono della città, e che vedrà la presenza anche della delegazione campana del sacro Ordine Costantiniano di San Giorgio. Prima, per il pranzo di mezzogiorno, saranno ospiti della “ Locanda da Peppe” presso l’ hotel “Baita del Re”, in un “luogo” in cui si addensano le memorie di Napoli capitale del Regno delle due Sicilie, di Luigi de’ Medici, onnipotente capo del governo durante gli anni di Francesco I, e di Giuseppe IV Medici, che fu l’ultimo Intendente della Napoli dei Borbone.
Per l’evento il patron e lo chef della “Locanda da Peppe” hanno preparato un menù che Ferdinando II e suo figlio avrebbero certamente gradito e avrebbero consigliato anche alle regine dei salotti della capitale: Paolina Lafferronnays, moglie di Augusto Craven; la principessa di Camporeale; la Bevere di Ariano, moglie del conte Giuseppe De la Feld; la duchessa di Bovino, figlia di Carlo Filangieri : zuppa di farro su polpo arrostito; scarole mbuttunate con baccalà in tempura all’essenza di limone; pizza cresciuta; mafaldine alla re Ferdinando II; assaggio di paccheri con coccio vongole e pomodorini; dentice al limone con patate o carpaccio di baccalà; babà, sfogliatella e tortino all’amaretto.
E’ un menù raffinato e colto: le note del passato sono inserite armoniosamente nei “piatti” di oggi e vengono destinate ad accendere quella parte della memoria che confina con l’immaginazione e sollecita il gusto. Alessandro Dumas padre, che non perdeva occasione per denigrare la cucina napoletana, dovette arrendersi davanti alle vongole, soprattutto alle “sommacchie” e alle “mezzanelle” che davano alla pasta un sapore intenso e nello stesso tempo delicato, un sapore singolare, che nel 1840 l’anonimo autore francese di una “guida” dedicata a Ercolano e a Pompei definì “magico”. A questa magia si riferiva forse Raffaele Viviani quando nel sonetto “Faciteme magnà” scriveva che alla “primma forchettata” di spaghetti a vongole “ ti ha scustà, / si no svenisce mentre l’arravuoglie”. Ma i paccheri, nonostante il nome, ti tengono su meglio dei vermicelli: per quanto sia “magico”, il profumo delle vongole accompagnate da paccheri e da pomodorini ti inebria, ma non ti fa svenire.
Sebbene il Gorani abbia ceduto troppo alla fantasia nelle pagine dedicate a Ferdinando prima IV e poi I, non si può negare che il passatempo prediletto dal re fosse fare il pescatore e il venditore del pesce che riusciva a pescare a Posillipo e a Santa Lucia. I “luciani” erano maestri nel preparare “ ‘o brodo ‘e purpo”, ma nella taverna “Mergoglino”, dove Ferdinando si divertiva a fare il tavernaro, si portavano in tavola, arrostiti, i polpi pescati tra le rocce che circondano Castel dell’Ovo. Le mafaldine alla Ferdinando II sono condite da una “bolognese” in cui è intensa la presenza della cipolla: e allora è utile ricordare i provvedimenti che il re adottò in favore non solo dei “maccaronari” di Torre Annunziata, ma anche dei contadini di Avella che seminavano nei loro campi la “cipolla dolce”; e quando gustiamo il carpaccio di baccalà, ricordiamoci che proprio la politica finanziaria di Ferdinando fece sì che tra il 1849 e il 1852 si riducesse il costo “al minuto” dello “stocco verace”, dei “mossilli nuovi” e delle “scelle” dei “baccalari”.
Dicono alcuni studiosi che la sfogliatella entra di diritto tra le dieci “rarità” che Napoli ha donato al mondo. La conchiglia, a cui si ispira la forma del dolce, è il segno dei pellegrini che da secoli vanno al santuario di Santiago di Compostela, è l’immagine con cui il culto di Mitra e poi il Cristianesimo rappresentarono la forza vitale del battesimo. Ovviamente, fu la mistica della vita spirituale – e solo questa – che suggerì alle monache di dare alla prima sfogliatella riccia, alla madre di tutte le sfogliatelle ricce, quella forma particolare: in quale cucina di convento, e quando sia avvenuto il primo parto, non si sa. A dire di Nello Oliviero, il dolce è nell’elenco di leccornie che Cienzo, protagonista di un racconto di G.B. Basile, teme di perdere allontanandosi da Napoli. “ Chi sa se vi vedrò più – si lamenta Cienzo- mattoni di zucchero, muri di pasta reale, in cui le pietre sono di manna e le porte e le finestre di pizze sfogliate. “.Cienzo era preoccupato, a buona ragione: la sfogliatella, grazie alla perfezione della forma e alla pienezza del contenuto, riuscì ad essere la delizia e della terra e del cielo. Nella poesia “ ‘ E sfugliatelle “ Ferdinando Russo immagina che l’antico convento napoletano della Croce di Lucca invii ai Santi del Paradiso un cesto pieno di croccanti conchiglie, e che San Francesco e San Ciro, che stanno discutendo animatamente, si calmino temendo che il Signore non li inviti all’assaggio.
La sfogliatella è, nella forma e nella sostanza, simbolo di nostalgia, di fede e di speranza: niente meglio di questo dolce può suggellare il pranzo che è stato preparato, per i membri del Real Circolo, in quel magico luogo “vesuviano”.
Somma Vesuviana, Antonio Pentangelo nuovo commissario cittadino di Forza Italia
«Qui il partito ha un forte radicamento, faremo sintesi». Antonio Granato: «C’è volontà di unire tutte le anime del centrodestra».
Sarà Antonio Pentangelo, già vicepresidente della ex Provincia di Napoli nonché coordinatore e poi capogruppo di Forza Italia in consiglio metropolitano, il nuovo commissario di Forza Italia a Somma Vesuviana. Il coordinatore regionale del partito in Campania, Domenico De Siano, lo ha nominato ieri in sostituzione di Antonio Granato, consigliere uscente e candidato sindaco nelle scorse amministrative del 2014. Una scelta in vista delle prossime elezioni di primavera e che punta al rilancio del partito. «Affrontiamo con l’entusiasmo di sempre questa ulteriore stagione elettorale in una realtà politica particolarmente importante per il nostro partito – afferma de Siano – certi che il valore e l’esperienza di Antonio Pentangelo, cui faccio i miei migliori auguri di buon lavoro, sapranno garantire, attraverso il rilancio dell’azione politica sul territorio, ottimi risultati”. La decisione, come conferma Granato, è stata presa nel corso di un incontro tenutosi ieri mattina. «La volontà è unire non solo tutte le anime del partito, ma tutte quelle del centrodestra – dice l’ex consigliere – Pentangelo riuscirà a fare sintesi e valutare eventuali alleanza, ovviamente io sono parte in causa essendo tra i papabili candidati alla carica di sindaco e non era dunque il caso continuassi a ricoprire l’incarico di commissario». «Conosco bene il territorio di Somma Vesuviana- dice il neo commissario Pentangelo – e Forza Italia ha in quella città un forte radicamento, nelle prossime settimane faremo incontri e delineeremo le strategie per trovare una sintesi».
Il Comune di San Giuseppe Vesuviano promuove un ciclo di incontri sul futuro energetico
L’iniziativa fa parte delle attività dell’Ufficio Comune per la Sostenibilità Ambientale
Lunedì 20 marzo 2017, dalle ore 11:30 alle ore 14:00, la Sala Consiliare del Comune di San Giuseppe Vesuviano ospiterà un confronto tra amministratori, tecnici e funzionari comunali sul futuro energetico del territorio.
L’incontro, promosso dall’Ufficio Comune per la Sostenibilità Ambientale, a cui aderiscono i Comuni di Palma Campania e San Gennaro Vesuviano, con San Giuseppe Vesuviano capofila, è solo il primo di un ciclo di sei tavole rotonde, finalizzate ad avvicinare, far interagire e dialogare tutti gli stakeholder del territorio, soggetti portatori di interessi in materia ambientale, tra cui imprese private, professionisti, tecnici, cittadini e pubblica amministrazione.
Nell’incontro di lunedì sarà delineato lo scenario complessivo di operatività, verranno individuati gli obiettivi comuni e le migliori strategie per raggiungerli. La partecipazione è libera.
“Abbiamo dimostrato sino ad ora di essere capaci di porre in essere politiche ambientali di elevato valore, che vanno ben oltre la gestione delle singole problematiche presenti – commenta Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano – Queste attività proiettano il nostro sguardo verso il futuro e verso le necessità ed i bisogni delle nuove generazioni. Stiamo operando, al contempo, per migliorare ulteriormente i risultati raggiunti in termini di differenziazione dei rifiuti e per intensificare il controllo del territorio, al fine di stroncare ogni forma di smaltimento illecito dei rifiuti”.

