Riscoprire la foresta di Roccarainola, escursione ecologica promossa da Legambiente Nola

Domenica 26 marzo, il circolo Legambiente “La Cicala” Nola propone l’ennesimo evento per gli appassionati della natura: protagonista questa volta è la Foresta Demaniale di Roccarainola, per una passeggiata naturalista  da località Fosso Agnone fino al Vivaio di Costa Grande. Luogo di incontro dell’ escursione ecologica è la collina di Roccarainola nei pressi del ristorante “Il Saraceno” alle ore 9.15, per procedere poi con i propri mezzi fino all’ingresso della foresta. Il dislivello della passeggiata è pressoché irrilevante. Il percorso è di 6 km circa. Il tempo di percorrenza è di 4 ore tra andata,  ritorno e visita al vivaio. Le infrastrutture riguardano l’area attrezzata per pic-nic e sentieri segnalati. Il percorso è adatto a tutti, anche ai più piccoli, ma non per quelli in passeggino. Si raccomanda abbigliamento comodo, bottiglina d’acqua e animali solo al guinzaglio. All’inizio del sentiero si potrà osservare la coltivazione sperimentale del castagno da frutto, poi si attraverserà la località Costa di Pietra dove vegetano roverella, carpino bianco, carpino nero, orniello e acero. Nel sottobosco si noteranno felci, pungitopo, arbusti della macchia mediterranea con alloro, biancospino e piante aromatiche come l’origano. Proseguendo, si giungerà ai punti panoramici della località Dottoriello, poi, si percorrerà Costa Grande per arrivare, infine, al vivaio. Il Vivaio Costa Grande è uno dei sedici vivai regionali presenti in Campania. Si estende su una superficie di circa due ettari, sistemata in 11 terrazze, dove le piante vengono coltivate in vasi, fitocelle o “a radice nuda”. Il castagno, il leccio, il pino d’Aleppo, il corniolo, il rosmarino, il lentisco oltre ad altre numerose varietà di piante, sono utilizzate per il rimboschimento e per accrescere il patrimonio forestale. Partecipazione gratuita per i soci Legambiente, già coperti da assicurazione. Per i non tesserati è previsto un contributo di adesione di 2 €.  

Vincere e soffrire, questione di carattere: quello che serve al Napoli in questa fase

Gli azzurri battono l’Empoli in trasferta con qualche difficoltà. Ma anche Juventus e Roma non brillano Juventus, Roma e Napoli conquistano tre vittorie faticose, ma fanno un significativo passo avanti rispetto a Lazio e Inter, che addirittura si fermano. Sarà un caso, ma le prime tre del campionato si prendono i tre punti con qualche patema di troppo: il Napoli (che è la squadra di cui si scrive in questa rubrica) fa tre gol nel primo tempo contro l’Empoli e poi rischia la clamorosa rimonta, soffrendo fino agli ultimi minuti. Immaginando che si possa trattare delle prime avvisaglie di una stanchezza possibile (o, nel caso della Juventus, di uno stato psicologico che inevitabilmente rende più importante la partita di Champions col Barcellona che una di un campionato già vinto), resta da capire quali fattori esterni potrebbero aiutare o penalizzare gli azzurri nella rincorsa al secondo posto e quindi all’accesso diretto in Champion’s League. Stringi stringi dovrebbero essere due: il carattere e la sorte. La seconda ci è potenzialmente avversa: il calendario favorisce la Roma, se non altro perché il Napoli deve ancora incontrare Juventus e Inter. Salvo scivoloni dei giallorossi, l’andamento delle giornate potrebbe aiutarli. E poi la differenza reti negli scontri diretti mette la Roma sopra il Napoli anche in caso di parità di punti a fine stagione. Resta da aggrapparsi al carattere, alla capacità di vincerle tutte con la forza dei nervi laddove non ci si arriva col gioco e la tecnica, alla bravura nel gestire la sofferenza, più o meno come è avvenuto ieri ad Empoli. Riuscirci non è facile e, comunque, anche se dovesse arrivare il terzo posto sarebbe un successo: chi lo avrebbe mai pronosticato con un Pipita in meno?

Alla riscoperta della Napoli Egiziana

Napoli è stata sempre legata da epoca remota all’Egitto. Reperti si trovano non solo nel Museo Nazionale, la cui collezione egiziana è stata da poco riaperta al pubblico, ma anche passeggiando per il centro storico. Un esempio notissimo è quello del “Corpo di Napoli”, emblematica statua raffigurante il fiume Nilo – più volte danneggiata e restaurata – poco distante dalla Cappella Sansevero e Piazza San Domenico in cui sono ancora misteriosi i simboli voluti dal Marchese per la Cappella funebre dei suoi avi. Caratteristici poi i luoghi dell’antica Regio Nilensis, quartiere Alessandrino di Neapolis, con le chiese intitolate al Nilo. Gli Egiziani: un popolo misterioso e glorioso che per millenni ha fatto parlare di sé e continua a farlo in ogni angolo della Terra. Negli ultimi tempi nel nostro paese si è considerata questa meta come da scartare perché ritenuta non sicura.  L’Egitto non è meno sicuro di tante altre destinazioni, che mai hanno avuto rinunce da parte dei turisti e attende con fiducia gli italiani, da sempre considerati i migliori turisti che l’Egitto possa avere. I turisti giapponesi, cinesi, tedeschi, francesi, spagnoli e tanti altri hanno continuato a visitare l’Egitto, anche in numero rilevante. Proprio per sfatare questa paura, l’Ente del Turismo Egiziano in Italia ha predisposto dal sei al tredici marzo un Fam Trip nell’Egitto Classico, in tutta sicurezza data dai massimi controlli negli hotel, nei musei e in aeroporto,  organizzato dal tour operator Interline International Travel, a cui hanno partecipato oltre venti agenti di viaggio del Lazio, della Sardegna, della Sicilia, della Basilicata, delle Marche, dell’Emilia Romagna, del Veneto, della Lombardia e del Piemonte, in pratica provenienti quasi da ogni dove dello stivale. Un programma di otto giorni  durante il quale i nostri connazionali hanno navigato sul Nilo per 4 notti, scendendo dalla nave per visitare gli splendidi siti di Karnak, Luxor, Edfu, Komombo e rimanere stupiti non soltanto davanti a tutti quegli antichi monumenti ricchi di storia, ma anche  di fronte  alle bellezze naturali di Assuan, soprattutto quando l’imbarcazione si è diretta  da Luxor verso la città dove è sepolto l’Aga Khan con le stupende case nubiane multicolori. Una escursione al  monumento di Ramses II  ad  Abu Simbel, che fu trasportato in un luogo sicuro per non essere sommerso dalle acque della grande diga. Il Cairo affascina poi per i tesori che racchiude: le piramidi di Cheope, Kefren e Micerino; la sfinge; la barca solare del faraone Cheope; la piramide a gradoni a Sakkara; la piccola sfinge e la grandiosa statua di Ramses II a Menphis. Il viaggio non poteva essere completo senza la visita al Museo Egizio, con i suoi cinquemila reperti ritrovati quali corredo funebre  del faraone-ragazzo  Tutankhamon. Ma il Cairo è anche una città moderna con palazzi di pregio che quasi nascondono la moschea blu e il vasto mercato del Khan el Khalili, dove è consuetudine offrire ai visitatori il tè alla menta. L’Ente del Turismo Egiziano in Italia, al fine di promuovere il paese, sta organizzando numerosi eventi che stanno riscuotendo molto interesse da parte degli italiani. Gli agenti di viaggio che hanno partecipato all’educational hanno così potuto vedere con i propri occhi le stupende bellezze che questa terra racchiude e constatare il livello di sicurezza assicurato ai turisti, anche se passeggiando da soli. Certamente vedremo gli italiani tornare alla scoperta di quelle che furono le nostre comuni origini europee in un paese che merita di essere visitato.     Harry di Prisco        

21 marzo: Libera chiama, Radio Siani risponde presente

Martedì 21 marzo l’associazione Libera contro le mafie, come ogni anno dal 1995, celebrerà la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie. “Luoghi di speranza, testimoni di bellezza”: questo il tema che legherà tutte le manifestazioni che, nel primo giorno di primavera, si terranno in tutta Italia per ricordare le vittime innocenti delle mafie. Il corteo del comitato regionale della Campania quest’anno si terrà a Ponticelli, periferia est di Napoli, presso il Parco Conocal, teatro in questi anni di violenza e marginalizzazione socio-culturale. Oltre alle tante associazioni aderenti, sarà presente l’intero staff di Radio Siani per seguire il corteo ma anche per raccontarlo a chi non potrà essere presente. «Quest’anno la giornata del 21 marzo è ancora più importante perché finalmente è stata riconosciuta dalle istituzioni come giornata nazionale in ricordo delle vittime innocenti delle mafie e poi – afferma Giuseppe Scognamiglio, presidente della cooperativa dedicata a Giancarlo Siani- perché essere in quel parco della periferia orientale di Napoli sarà ancora più significativo perché si tratta di un luogo in cui la speranza può finalmente tornare come la primavera.  Tuttavia la vera sfida ricomincia dal 22 in tutti quei luoghi di impegno già vissuti e quelli ancora da liberare, insieme, per scrivere una pagina nuova della nostra storia in cui la memoria e l’impegno siano il centro della nostra azione quotidiana. Noi di Radio Siani siamo sempre felici e pronti a dare il nostro contributo a giornate belle ed importanti come quella del 21 marzo organizzato da Libera» . LA COOPERATIVA GIANCARLO SIANI La Cooperativa Siani nasce nel 2012 con la maturazione di diverse esperienze nel campo del volontariato. Opera in due sedi: un immobile sede della radio ed un fondo agricolo, entrambi confiscati alla camorra ed intitolati alla memoria di Giancarlo Siani, giornalista campano ucciso dalla camorra. L’impegno si divide tra la radio, presenza ormai consolidata nel tempo e sul territorio, megafono di riscatto sociale, e l’impegno nel settore agricolo e apistico, curato da professionisti provenienti dalla facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli. La cooperativa collabora con quest’ultima per lo sviluppo di un’agricoltura in perfetto equilibro con l’ambiente e nel pieno rispetto dei valori disciplinari di “Slow Food”. Non solo food ma anche progetti di recupero per ragazzi disagiati e grazie alla collaborazione con vari istituti scolastici di Ercolano, la Coop Siani promuove percorsi di crescita personale e lavorativi attraverso le attività della radio e del fondo agricolo. L’incasso derivante dalla vendita della nuova confezione regalo sarà totalmente devoluta al sostegno della attività della cooperativa.

Cicciano: contrasto dello spaccio nei pressi di Istituti scolastici

Carabinieri arrestano per droga un 18enne e denunciano 16enne. In tasca 20 spinelli, a casa il resto
I Carabinieri della Stazione di Cicciano hanno tratto in arresto per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio il 18enne Fabio Auriemma, di Marigliano, incensurato e hanno denunciato in stato di libertà per lo stesso reato un 16enne di Mariglianella.
Perquisendo i due, i Carabinieri hanno trovato nelle tasche di Auriemma un pacchetto di sigarette contenente 20 spinelli di tabacco misto a marijuana e in quelle del 16enne un porta sigarette contenente 8 dosi di marijuana.
La perquisizione estesa in casa dell’arrestato ha portato poi a rinvenire, nascosti nell’armadio della camera da letto del ragazzo, una scatola metallica contenente 12 dosi di hashish, 28 spinelli di tabacco e marijuana, un barattolo di vetro contenente un panetto di hashish, un bilancino, 10 stecche di tabacchi di contrabbando e circa 50 euro in banconote di vario taglio ritenuti provento di attività illecita.
Il tutto è stato sequestrato.
L’arrestato è stato giudicato con il rito direttissimo e sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Morta sotto la lampada abbronzante: la vittima viveva a Pomigliano

La tragedia si è consumata ieri in un centro abbronzante di Casavatore. A perdere la vita Veronica Mascia, 37 anni, moglie e madre di due bambine di 4 e 9 anni. Originaria di Napoli, con la famiglia viveva a Pomigliano d’Arco da diversi anni. La donna era arrivata con il marito al “Sole Pe ‘tte” nel primo pomeriggio per fare una lampada abbronzante. Non era la prima volta, secondo quanto si è appreso. Ieri, però, da quella cabina in cui era entrata per una seduta total body non usciva più. Quando un’addetta ha aperto la porta era accasciata a terra, esanime. Il marito l’ha presa e portata in macchina fino al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni in Bosco di Napoli, dove però è arrivata senza vita. A nulla sono valsi i tentativi di rianimazione dei medici, che hanno potuto solo dichiararne il decesso. Sul caso è stato aperto un fascicolo penale. Indagano i carabinieri, coordinati dalla procura di Napoli Nord. Il pm ha disposto l’autopsia sul cadavere e il sequestro del centro abbronzante.

Giudici e divieti per l’energia pulita.

Sui pannelli  fotovoltaici si pronuncia il Consiglio di Stato. Una storia italiana  dove prevale l’interesse generale.   Vuoi liberarti da energie pesanti, migliorare l’ambiente? Prima di fare ogni cosa è prudente rivolgersi ad un giudice. Nonostante le decine di norme che obbligano l’Italia ad incentivare le fonti rinnovabili, un privato cittadino o un’azienda devono  fare i conti con la cronica burocratite italica. Non prendere iniziative, non investire denari, se non è noto cosa pensano Sindaci, Soprintendenze (quelle che Renzi voleva abolire) e Tribunali. Storie di ordinaria cattiveria. Il Consiglio di Stato si è pronunciato su una sentenza del Tar  di Brescia che aveva respinto un ricorso per collocare pannelli fotovoltaici su una casa. In un paesino del lago di Garda, la Soprintendenza ai beni culturali aveva bocciato i pannelli ritenendoli non conformi ad alcune prescrizioni. Secondo i giudici del Tar le installazioni non avrebbero coperto l’intero tetto della casa, non sarebbero state esposte anche al nord (?) e il loro colore – che orrore! –  era diverso dalla copertura dell’abitazione. Il Comune aveva sostenuto le stesse ragioni con la conclusione che il progetto è rimasto fermo sulla carta per sei anni. Dinieghi sproporzionati ed illogici ha, invece, stabilito la sentenza del Consiglio di Stato, dando, quindi, il via libera ai lavori. I giudici romani hanno trovato anche il modo di canzonare i colleghi lombardi del primo grado di giudizio. Gli hanno ricordato che lo sviluppo delle energie rinnovabili va favorito e non affatto ostacolato. Il sistema è condizionato da una serie di obblighi dello Stato, da un interesse generale per abbattere inquinamento e costi. Finché saranno in vita le Soprintendenze devono tutelare beni artistici, monumentali e paesaggistici, ma buon senso e pragmatismo, da che mondo è mondo, non hanno mai provocato danni. Spesso servono a migliorare le leggi. La vicenda lombarda tradotta nel gelido lessico giuridico dice che è “eccessivo, sproporzionato e illogico – alla luce dell’esigenza legislativamente riconosciuta d’incentivare la produzione di energia con fonti rinnovabili –  che la Soprintendenza esiga…. La posa di pannelli fotovoltaici, oltre che favorita dal legislatore, non arreca alcun degrado all’ ambiente circostante”. Di dinieghi e del colore dei tetti, perciò, nemmeno a parlarne, quando c’è un interesse pubblico superiore.  Il guaio è che in questa storia ci sono anche gli interessi di un’azienda e di privati cittadini, riconosciuti con sei anni di ritardo.

I ragazzi (napoletani) della Luna

La storia di tre ragazzi, la storia di un sogno che parla di speranza e di futuro.   Andare sulla Luna con una lattina, per studiare le radiazioni cosmiche grazie ai cianobatteri. Si può, anzi, si farà: entro fine anno. È l’idea di tre studenti napoletani, i giovanissimi vincitori della competizione mondiale Lab2Moon: Mattia Barbarossa (16 anni), Dario Pisanti (22 anni) e Altea Nemolato (18 anni). In altre parole il Team Space4Life. Il trio del Sud Italia – appena rientrato da Bangalore (India) per ritirare il premio – ha sbaragliato gli oltre 3.000 progetti rivali nella competizione Lab2Moon, indetta dalla compagnia spaziale indiana, privata, Team Indus. Se tutto andrà secondo i piani, il 30 dicembre Team Indus lancerà il suo rover lunare a bordo del razzo PSLV-XL dell’Indian Space Research Organization (ISRO), grazie al Google Lunar X Prize. E sul rover lunare sarà installato “Radio-Shield”: è così che il team napoletano ha chiamato l’esperimento scientifico. Un esperimento che potrebbe essere il primo italiano, e persino europeo, a giungere sulla superficie lunare. Nato quasi per caso da un’idea di Mattia Barbarossa, e progredito grazie all’incontro con Dario Pisanti al Nasa Spaceapp Challenge di Napoli, il progetto del team Space4Life è semplice, ma allo stesso tempo brillante. Consiste in un contenitore delle dimensioni di una lattina di Coca-cola, e dal peso di 250 grammi, all’interno del quale è inserita una colonia di cianobatteri del genere Synechococcus sp., noti per le loro capacità fotosintetiche. Ma la cosa più sorprendente è che il progetto “Radio-Shield” è stato realizzato senza alcun sostegno pubblico o privato, trovando solo in seguito l’appoggio del Center for Near Space (CNS), centro di competenza spaziale dell’Italian Institute for the Future, con sede a Napoli. L’obiettivo del Team Space4Life è quello di riuscire a risolvere con i cianobatteri il problema delle radiazioni spaziali: i raggi cosmici che possono danneggiare il nostro Dna, una delle principali preoccupazioni per il futuro dell’esplorazione e dell’espansione umana nello spazio profondo. A proteggerci da questi, sulla Terra, c’è l’atmosfera e il campo magnetico terrestre, ma nello spazio l’uomo non ha protezioni. «Con i cianobatteri» spiega Altea Nemolato dell’ITIS-LS Francesco Giordani di Caserta, che nel team è l’esperta di biologia e genetica, «potremmo proteggerci da alti livelli di esposizione da radiazioni, come quelli che si riscontrano sulla Luna». Secondo Dario Pisanti, l’unico laureando dei tre, che studia ingegneria aerospaziale all’Università di Napoli Federico II, «i cianobatteri possiedono una capacità di protezione dalle radiazioni superiore al piombo. E rispetto al piombo una colonia di cianobatteri è molto più leggera, economica ed ecologica». Secondo Mattia Barbarossa, il più giovane del gruppo e vero ideatore dell’esperimento, in futuro si potrà costruire uno “scudo” contro le radiazioni, sovrapponendo strati di colonie di cianobatteri per «ricoprire lo scafo dell’astronave che porterà i primi astronauti su Marte, o di una stazione abitata nello spazio cis-lunare». I cianobatteri, dunque, potrebbero essere la soluzione. E «se lo scudo si dovesse rompere sarebbe possibile ricrearlo». Quella del Team Space4Life «è un’idea unica, sia per l’utilità nei futuri viaggi dell’uomo nello spazio che per l’approfondimento con cui è stata progettata» sottolinea Sheelika Ravishankar di TeamIndus. «Hanno considerato ogni aspetto e ogni possibile imprevisto». Al giovanissimo team non resta che lavorare sodo, a stretto contatto con l’India, per far sì che tutto fili liscio e “imbarcare” il loro sogno su un volo di sola andata per la Luna. Un sogno che parla di speranza, di un Sud che ha voglia di riscatto, di giovani brillanti che con impegno e sacrificio hanno solo bisogno di un’opportunità.

Salvini, Napoli e l’equilibrio di libertà mancate

La vera domanda è: dove finisce la libertà dei napoletani di essere rispettati e dove inizia quella di Salvini di insultarli? Si chiama Art. 21. No, non mi sto confondendo con il 31 ex duo di rapper oggi solo J-AX. 21, il numero è quello giusto ed è il numero dell’articolo costituzionale italiano che sancisce la libertà di espressione, e di pensiero prim’ancora, di ogni individuo esistente. È chiaro che la libertà di ognuno finisce dove inizia quella degli altri. È chiaro credo. Ora dalla teoria di educazione civica passiamo alla pratica, dall’articolo passiamo a Salvini, per capirci. Polemiche a iosa sulla sua venuta, polemiche a bizzeffe sulla sua andata. E in mezzo una città a ferro e fuoco. Chiariamo: l’articolo di cui sopra è sacrosanto, per tutti, persino se si chiamano Salvini. Ma la vera domanda è: dove finisce la libertà dei napoletani di essere rispettati e dove inizia quella di Salvini di insultarli? No, perché, la questione è tutta lì, è tutta nella compensazione reciproca di libertà: Matteo, l’omonimo, da un lato, Napoli, quella unica nel suo genere, dall’altro. La condanna agli scontri dei facinorosi è chiara, dovuta e scontata. È ovvio. Ma è altrettanto scontato dover ospitare un ospite per nulla gradito? Dove finisce la libertà di Salvini di invocare il Vesuvio a lavar Napoli come nei più beceri cori da ultrà avversari e dove inizia la libertà dei napoletani di ripagarlo con la stessa identica moneta? Non lo chiedo ai Napoletani che lo monetine gliele avrebbero lanciate, appresso però. Lo chiedo a chi lo ha voluto, a chi lo ha accolto, a chi lo ha ascoltato e applaudito. Ecco, loro sono sul serio incomprensibili, molto più di Salvini, che in fondo è un politico, e fa il suo mestiere. Ma i napoletani? Ecco chiediamolo a loro, a quelli che con l’accento napoletano della Sanità, poesia pura, gridano “Forza” agli incolori: impopolari in Patria, all’ombra del Vesuvio, non graditi nelle terre del torinese, e dunque eterni ignavi nel limbo delle italiane contraddizioni.

Studio Armony by Tandem, oasi di bellezza e creatività

Creatività, originalità e passione sono il mantra dello studio tandem by armony diretto da Antonio Caniello, parrucchiere di origine anastasiane dalle idee innovative e in continua evoluzione (guarda il video).

Arte e creatività, innovazione ed esperienza, una favola che si rinnova di generazione in generazione, firmata Antonio Caniello! Ecco le chiavi del successo di Studio Armony by Tandem di Somma Vesuviana, sito in via Venezia 12. Un salone che si affida a veri professionisti del settore dell’hair style e make-up, garantendo a tutte le clienti la bellezza assicurata, fatta di qualità, competenza e gentilezza. Studio Armony by tandem di Somma Vesuviana, nasce dall’esperienza di Antonio Caniello,  un vero artista del settore che ha iniziato ad amare questo lavoro dall’ età di nove anni. La sua passione è nata guardando lavorare un hair style che aveva un salone vicino al negozio dei suoi genitori, titolari di un’attività totalmente diversa. Un Antonio giovanissimo ha iniziato a gestire il suo primo salone a soli 13 anni, diventando punto di riferimento di un noto parrucchiere dell’epoca di nome Pierino Roccolano. Qui ha iniziato a far carriera e poi successivamente a calcare le passerelle delle sfilate, preparando le acconciature delle modelle. Ha collaborato con “Club Partenope”, gruppo moda molto in voga negli anni ’70 e solo otto anni dopo, nel ’78, appunto, ha gestito il salone dell’hair style Antoine nella centralissima via Chiaia nella città partenopea. Qui ha avuto grandi successi, lavorando per personaggi dello spettacolo e della moda. Per la prima volta infatti, ha curato il ciuffo a Cristiano Malgioglio! E’ negli anni 80 che Antonio apre il suo primo salone “Tonio” che poi prende il nome di “Tandem” con l’entrata nello staff anche di persone della famiglia di Caniello. Negli anni ’90 arriva a Somma Vesuviana, dove il successo si triplica e la fama di Antonio e del suo staff diviene sempre più forte. Il salone prende il nome di “Sudio Armony by tandem” ed entra a far parte anche del gruppo moda master GMB, gruppo moda BES, diventando punto di riferimento della moda, con la partecipazione in sfilate internazionali e in progetti di creazioni di stile avallate da professionisti del settore.

Ad oggi il salone cura la donna a 360° sia nell’hair style che nel make-up e si avvale del talento creativo ed artistico di Antonio Caniello a seguito di una lunga carriera professionale. Studio Armony by Tandem è sempre al passo con la moda, con la modernità dei tempi e con le nuove tendenze. Due componenti principali sono dedizione e ricercatezza, quelle che l’art director Antonio Caniello, ha trasmesso ai suoi collaboratori, in primis  ai figli Carmine Caniello, Ciro Caniello e Annalisa Caniello  e a tutto lo staff (parrucchieri: Luisa Maione e Carla Guercia; make-up artist: Gina Mosca). Una passione e un amore che nasce da professionisti dell’immagine che sanno rispondere alle più svariate esigenze, consigliando e guidando le donne alla ricerca di uno stile unico. Dal taglio al colore, dalle acconciature al trucco, il fine ultimo del lavoro è il giusto valore da dare alla bellezza femminile. Ogni donna che entra nel salone diventa un perfetto mix di eleganza e originalità. Le acconciature riescono come per magia a rendere unico un volto valorizzandone l’espressione e accentuandone ogni particolare facendo emergere la vera personalità della cliente che si affida alle mani sapienti di Caniello e del suo staff. Lo Studio Armony by tandem prende il suo nome dall’ armoniosità stessa della donna, un salone armonico che troverete in via Venezia 12 Somma Vesuviana e che diventerà la vostra oasi di bellezza e creatività. ARTICOLO DAL CONTENUTO ESCLUSIVAMENTE PUBBLICITARIO