San Giuseppe Vesuviano: flash mob del I circolo didattico “Insieme per la legalità”
21 marzo, “Giornata della Legalità”, per ricordare le vittime innocenti
In tutta Italia si celebra la giornata della memoria e dell’impegno, in ricordo delle vittime delle mafie, fortemente voluta dal Parlamento italiano.
Il primo Circolo Didattico di San Giuseppe Vesuviano ha pensato di onorare questa ricorrenza che, simbolicamente coincide con l’inizio della primavera, risveglio di natura e coscienza, con un ricco calendario di eventi:
• alle ore 9.30, i bambini della Scuola dell’Infanzia, in continuità con gli alunni delle classi prime, saranno protagonisti, in piazza, con laboratori creativi, giochi ed attività ecosostenibili.
• alle ore 10:00, nella sala del Consiglio Comunale di San Giuseppe Vesuviano, lo scrittore Tonino Scala presenterà il libro “Samir, il postino tunisino”, alla presenza degli alunni delle classi V del 1° Circolo Didattico di San Giuseppe Vesuviano, del Dirigente Scolastico, dott.ssa Maria Rosaria Fornaro, del Sindaco, avv. Vincenzo Catapano e delle Istituzioni cittadine.
• alle ore 12:00, in piazza Risorgimento, si terrà un flash mob per ricordare le vittime innocenti di una guerra infinita, quella delle mafie, che trova terreno fertile nell’ indifferenza e nell’omertà.
I ragazzi della scuola indosseranno dei guanti bianchi, simbolo di purezza d’animo e di rispetto contro ogni forma di sopraffazione e di abuso.
In piazza, grazie alla presenza di una webcam che irradia in tutto il mondo la città di San Giuseppe Vesuviano, la manifestazione sarà visibile a tutti coloro che si collegheranno, da ogni parte del mondo, al sito del Comune (www.comune.sangiuseppevesuviano.na.it)
Il primo Circolo Didattico di San Giuseppe Vesuviano invita tutti in piazza, cittadini, scuole e istituzioni del territorio per partecipare a questa iniziativa e dare il proprio contributo ad una giusta causa.
Brusciano: Secondo appuntamento con la prevenzione gratuita al seno
Come da calendario continua anche nel 2107 la prevenzione al seno.
L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giosy Romano mette a disposizione delle donne di Brusciano screening gratuiti di prevenzione del tumore al seno. La campagna di prevenzione realizzata con la collaborazione dell’associazione Underforty Women Breast Care Onlus si svolgerà nei locali del Comune nelle mattinate del 21e 22 marzo a partire dalle ore 09.30. Le visite eco-guidate saranno effettuate da una equipe di specialisti del settore altamente qualificati. Una iniziativa proposta dall’Amministrazione comunale, con l’intento di stimolare le persone del territorio, circa la prevenzione verso questa così importante patologia.
Giovani Democratici in piazza per il fine-vita
Appuntamento a domenica 19 marzo, in Piazza Duomo, dalle 9.30 alle 13.00.
Le ultime settimane hanno richiamato l’attenzione dell’opinione pubblica sui temi cruciali del fine-vita. La vicenda di Dj Fabo si è intrecciata con l’approdo alla Camera dei deputati del disegno di legge in materia di disposizione anticipata di trattamento (il cosiddetto “testamento biologico”) e di consenso informato. Da quasi un decennio in Italia, dal caso Welby al caso Englaro fino ai giorni nostri, tanto il dibattito pubblico, quanto gli addetti ai lavori hanno preferito alzare muri ideologici, trincerarsi dietro visioni etiche sempre più inconciliabili, cercare lo scontro, piuttosto che l’incontro, la sintesi tra diritto alla salute e diritto a disporre di sé secondo coscienza, con l’unico risultato di lasciare il nostro Paese come uno dei pochi in Europa e nel mondo occidentale senza una precisa legislazione sull’argomento. In questo scontro acceso, drammaticamente scollegato dalla realtà, gli unici a rimetterci sono i cittadini, che ad oggi possono solo sperare in interventi giurisprudenziali singoli qualora, messi in una situazione fisicamente insostenibile, decidessero di esercitare il proprio diritto a chiederne la fine. Come bene ha scritto Enrico Mentana, “si evitino pantomime sulla scia dell’emozione per l’addio di dj Fabo. Volete legiferare su eutanasia e casi estremi? Fatelo seriamente e non sulla spinta dei titoloni, per poi dimenticarvene quando le notizie scompaiono”.
Siamo consapevoli che si tratta di temi delicati, che coinvolgono la visione personale che ciascuno di noi coltiva sulla propria vita; è per questo che domenica 19 marzo 2017 saremo in Piazza Duomo per parlarne con la cittadinanza, per capire e per aiutare a capire. Sarà con noi Rosa Criscuolo, tesoriere dell’Associazione Radicale “Per la grande Napoli”.
Il circolo GD Nola
Il Comune di San Giuseppe Vesuviano aderisce alla “Primavera del Welfare”
Il 20 ed il 21 marzo, a Napoli, la due giorni di lavori.
Il 20 e 21 marzo presso il Centro congressi della Stazione Marittima di Napoli si svolgerà la “Primavera del Welfare”, gli stati generali dei servizi sociali organizzati dalla Regione Campania, primo grande appuntamento di un processo partecipato, aperto e condiviso che vuole ripensare le politiche del welfare come politiche di sviluppo della comunità locale e di coesione sociale.
Una due giorni di lavori, nella cornice di quattro scenari illustrati da esperti del settore e dodici tavoli tematici di approfondimento: la nuova governance; economia sociale e sviluppo locale; fragilità, politiche attive del lavoro e inclusione sociale; la comunicazione del sociale; politiche per il ben-essere; minori, responsabilità familiari ed educative; infanzia e servizi dell’istruzione; politiche di integrazione ed accoglienza; risorse per il welfare; promuovere la comunità e la sostenibilità ambientale; innovazione sociale; rilevazione dei bisogni e monitoraggio.
Il Comune di San Giuseppe Vesuviano, costantemente impegnato nel fronteggiare tutte le forme di disagio sociale e nel garantire risposte adeguate e coerenti con le difficoltà dei tempi attraverso le professionalità che operano nel campo dei servizi sociali, aderirà all’evento, ponendosi come obiettivo l’ulteriore crescita dei servizi offerti attraverso una programmazione partecipata e condivisa.
L’Ufficio Interventi Sociali dell’Ente, in particolare, prenderà parte a due tavoli tecnici: “economia sociale e sviluppo locale” ed “innovazione sociale”. Il Sindaco e gli esponenti della Giunta comunale, invece, parteciperanno alla sessione plenaria dedicata anche agli amministratori degli enti locali.
“Abbiamo investito risorse importanti nei servizi sociali erogati dall’Ente – dichiara Vincenzo Catapano, sindaco del Comune di San Giuseppe Vesuviano – ponendo la nostra attenzione sulla dignità della persona ed invertendo la rotta rispetto al mero assistenzialismo a cui si assisteva in passato. Esprimo forte apprezzamento per gli stati generali del 20 e 21 marzo e mi auguro che consentano di rintracciare soluzioni sempre più innovative ed all’avanguardia nell’assistenza e nella restituzione di una più alta qualità di vita alle fasce sociali più deboli ed in difficoltà”.
Acerra, licenziato vigile urbano per falsa attestazione dell’orario in servizio
L’accaduto è stato ricostruito dal Comando della Polizia Municipale di Acerra.
Licenziato un vigile urbano, dipendente del Comune di Acerra, per falsa attestazione dell’orario in servizio nel turno di lavoro, così come accertato dal Comando della Polizia Municipale di Acerra che ha svolto le indagini sui fatti accaduti a febbraio scorso.
L’Ufficio Provvedimenti Disciplinari del Comune di Acerra riunito oggi, dopo un ampio approfondimento delle memorie difensive, ha irrogato ad un dipendente del Comune di Acerra la sanzione disciplinare del licenziamento, in applicazione di quanto stabilito nel comma 3 bis del dlgs 165/2001, così come modificato dal Decreto Madia n.116/2016. Le contestazioni al dipendente comunale sono partite da fatti accertati nel corso delle indagini del Dirigente della Polizia Municipale, l’Ufficio provvedimenti disciplinari non ha individuato elementi giustificativi dalla memoria difensiva depositata dall’avvocato del dipendente.
A febbraio scorso, infatti, è stato avviato il procedimento di sospensione cautelare dal servizio, dopo che il Comando della Polizia municipale aveva avviato delle indagini accertando la falsa attestazione della propria presenza e di aver effettuato anche del lavoro straordinario nella stessa giornata, falsificando l’orario di entrata in servizio.
Al dipendente, dopo la contestazione dei fatti, sono stati concessi quindici giorni per presentare memorie difensive, al termine dei quali l’Ufficio provvedimenti disciplinari ha deciso per l’immediato licenziamento.
San Vitaliano, picchia un compagno di allenamenti con una mazza, i carabinieri gli trovano in auto anche un machete
Una lite iniziata in chat, poi l’incontro e l’aggressione: la vittima salvata dall’arrivo dei militari.
Il litigio è cominciato in chat, come hanno poi accertato i militari. I protagonisti sono due compagni di allenamento, amici solo in apparenza, visto come è poi finita. Sebastiano D. R., 36 anni di Marigliano è l’aggressore, la vittima ne ha 26. I due hanno iniziato una conversazione in chat e si sono dati appuntamento ma al momento dell’incontro il 36 enne si è presentato con una pesante mazza con la quale si è accanito pesantemente sull’amico provocandogli una ferita alla testa e diverse contusioni. A salvare il più giovane dei due soltanto l’arrivo dei carabinieri che sono riusciti a bloccare l’aggressore, constatando che in auto aveva anche un’altra arma: un machete.
Sebastiano D. R. sarà processato per direttissima, la vittima è stata medicata invece al pronto soccorso del Santa Maria della Pietà di Nola, per lui una prognosi di dieci giorni.
Somma Vesuviana: schiaffo dato al figlio scatena la rissa. Carabinieri arrestano 2 uomini e denunciano il minore
Una rissa scatenata da uno stupido scherzo di un ragazzino ha portato all’arresto di due adulti. Coinvolti nella colluttazione anche i militari di Somma Vesuviana.
Un gioco fatto per divertirsi o semplicemente per passare il tempo, non è andato giù ad un commerciante di Piazza San Francesco a Somma Vesuviana, che si è visto rovesciare gli scatoloni accatastati fuori la sua attività.
L’uomo per tutta risposta ha dato uno schiaffo ad uno dei ragazzini, un 14enne del posto, che ha riferito l’accaduto al padre. In pochi minuti l’uomo ha scatenato la rissa. I militari, allertati da una telefonata, si sono precipitati sul posto, cercando di domare la lite, ma sono finiti aggrediti anche loro.
I 2 adulti sono stati comunque arrestati per rissa aggravata e resistenza a pubblico ufficiale, mentre il minore è stato denunciato per gli stessi reati. Al termine delle formalità di rito sono stati tradotti ai domiciliari.
Somma Vesuviana, appello alla città per la Viribus Unitis
Tancredi Cimmino: «Anche la politica deve fare la sua parte». Peppe Nocerino: «Occorre che la politica ne stia fuori, solo così si eviteranno strumentalizzazioni».
Si è tenuto ieri, nella sala Santa Caterina di piazza Vittorio Emanuele III, un incontro dedicato al centenario della Viribus Unitis. Gaetano Molaro, presidente della società e sostenitore finanziario principale della stessa, ha lanciato infatti l’ennesimo appello alla città per organizzare al meglio la festa del centenario, prevista per settembre. Ma la città non c’era. A parte gli amici e i sostenitori storici della squadra sommese travolta da numerosi problemi economici, in sala erano presenti l’ex sindaco Piccolo, qualche esponente politico e qualche possibile candidato sindaco. «È da oltre un anno che invito e chiedo la collaborazione per capire come organizzare questo evento ma- ha detto amareggiato Molaro- ad oggi mi ritrovo da solo e con pochissimi amici e con un’auto in palio ma senza aver venduto tutti i biglietti. Serve un comitato e soprattutto serve che tutta la città senta l’importanza di questo evento. Spero che in questa sede venga fuori un comitato organizzativo».
Il senatore Tancredi Cimmino, altro sostenitore della squadra, ha dichiarato di aver parlato del centenario anche con il commissario prefettizio, Carolina Iovino, la quale si sarebbe detta disponibile a dare un contributo per l’evento. «Inoltre- ha continuato Cimmino – ne ho discusso anche con il presidente della federazione dei dilettanti per ottenere la I° categoria». «Per la festa della Viribus Unitis bisogna dare un taglio diverso, che non sia politico e quindi- dichiara Peppe Nocerino nel suo intervento – che corra il rischio di essere strumentalizzato. Questa non è la festa della politica, deve essere la festa della città. Noi interessati alla prossima campagna elettorale, noi politici, dobbiamo stare fuori dal comitato festa. Contribuire sì, ma restandone fuori. Io stesso, da tempo e da sempre, sostengo con un contributo mensile la nostra squadra ma penso che non sia il caso di entrare e far parte anche del comitato festa. Questa festa dovrà essere fatta ad ogni costo e dovrà essere la festa della città».
Le parole di Nocerino non sono piaciute a Tancredi Cimmino che ha replicato: «Perché la politica non dovrebbe entrarvi, perché non dovrebbe dare un contributo a un grande evento come quello dei cento anni della squadra della città di Somma Vesuviana? Qui sono presenti alcuni esponenti politici che sono sia di destra, che di sinistra che di centro, a riprova del fatto che di fronte a un evento così importante non esistono colori politici».
Intanto, resta serio il problema del campo Felice Nappi ancora inagibile e chiuso per motivi strutturali. Si aspetta la gara per il rifacimento degli spogliatori e degli spalti ma al momento non si muove ancora nulla anche perché nell’ufficio lavori pubblici ci sono tante di quelle situazioni da sanare e da completare che si prevedono tempi molto lunghi. L’incontro si è concluso con la richiesta alle testate locali presenti di lanciare un appello e sensibilizzare la città a costituire un serio comitato festa Viribus attraverso i social.
La “tazzulella” del mattino è un rito solo se il bar conserva l’atmosfera di un antico Caffè…
Lo scrisse Albero Consiglio, riflettendo sul passaggio dai Caffè della “Belle ‘Epoque” ai bar dei nostri tempi. Condivide la riflessione Marino Niola. Ho trovato questa atmosfera in alcuni bar del Vesuviano e, a Palma Campania, nel Bar Romolo. Tra le “vie del gusto” del nostro giornale si troverà lo spazio per raccontare le “vie del caffè”….
“Si cambia più facilmente religione che caffè” (G. Courteline)
Cerco tra le mie carte le notizie sui pinoli delle pinete vesuviane che agli inizi del ‘900 la famiglia Di Prisco di San Giuseppe vendeva a due Caffè napoletani, il “Targiani” al Museo e “ I Mannesi”, perché in quei locali i pinoli “tostati” facevano parte dell’aperitivo, e trovo, nella stessa cartella, un fascio di documenti sul caffè. Li ho raccolti, negli anni, perché una storia sull’alimentazione nel Vesuviano e nella Campania Felice deve comprendere, obbligatoriamente, un capitolo sull’argomento. Tra l’altro, poiché da cosa nasce cosa, è intenzione del nostro giornale dedicare, nella pagina delle “ Vie del gusto”, un ampio spazio alle “vie del caffè vesuviano”, ai costumi, alle abitudini e alle storie che si intrecciano, lungo la giornata, nei bar del nostro territorio. Ci sono “recite” sfiziose di attori straordinari: e mi riferisco non solo ai clienti, ma ai caffettieri, ai ragazzi e alle ragazze addetti al banco. Il mio rapporto con il caffè è stato complicato. Incominciai a farne un uso abituale solo quando iniziò la mia attività di insegnante: non si poteva dire di no al bidello che si presentava, prima dell’inizio delle lezioni e nell’intervallo, “armato” di guantiera e bicchierini. L’assunzione mattutina di caffè divenne subito un rito, che veniva svolto solo con gli amici veri, e negli anni la cerimonia non ha subito modifiche, sono cambiati solo i “santuari” e i confratelli. Ho scoperto poi che molti hanno, come me, l’abitudine di prendere il caffè mattutino in bar lontani da casa, forse perché non vogliamo aprire la giornata con incontri tra soliti noti: non vogliamo disturbare e essere disturbati: e, come me, parecchi non sopportano che il primo caffè venga pagato da un conoscente qualsiasi. E’ divertente, però, osservare la tattica di quei tipi che si piazzano poco lontano da un bar e aspettano che arrivi e che entri nel locale la vittima prescelta, il “pagatore” del giorno: pochi attimi dopo lo seguono, e alla domanda, quasi sempre moscia, “ Prendi il caffè?”, gli rispondono, per pura cortesia, “ l’ho preso già, ma non ti posso dire di no.”. Mi diverto a sfogliare e a leggere le carte: una “memoria” sulla scarsa attenzione che i pittori napoletani dell’Ottocento hanno dedicato ai Caffè e al caffè – e perciò ho scelto a corredo dell’articolo il capolavoro veneziano di Alessandro Milesi – aforismi e battute di intellettuali e di artisti, un lungo elenco di appunti sul ruolo del caffè nella canzone napoletana, nei film, nei “gialli”, le lezioni di Eduardo, di Viviani e di Matilde Serao, e, sottolineata con forza, la “sentenza” di Georges Courteline che “si cambia più facilmente religione che caffè” – e perciò prendere il caffè è un rito, è, lo ha scritto Francesco Battistini, come recitare una preghiera. Mi diverto a rileggere ciò che Francesco Mastriani scrisse, nel 1857, su una storica figura napoletana, il “caffettiere ambulante”: “…Non crediate che la merce del nostro caffettiere ambulante sia spregevole. Egli non adopera né l’orzo, né le fave, né la liquirizia; tutt’al più allunga il caffè con l’acqua, e ciò per il rispetto che egli ha per la “suscettibilità nervosa” del secolo”, del secolo che considerava il caffè una droga. Nella cartella con i documenti sulla “Belle ‘Epoque” napoletana trovo le notizie sulla “Crema di moka”, il liquore con cui Andrea Galliano vinse la medaglia d’oro all’ Esposizione Universale di Parigi, e trovo un appunto con la riflessione profonda di Alberto Consiglio sul passaggio dal Caffè al bar: “..la società del caffè, la Belle ‘Epoque, non è stata soppressa e mutata dai cataclismi, dalle guerre, dalle rivoluzioni, dalle alluvioni economiche e sociali. Tutto il guasto, tutta la mutazione è venuta da un cambio di velocità: gli uomini del Caffè andavano a trenta, a cinquanta all’ora, gli uomini del bar vanno a duecento, a cinquecento, a mille all’ora. “. Consiglio l’ha scritto nel 1968; quaranta anni dopo Marino Niola è arrivato alle stesse conclusioni, in un pezzo (la Repubblica, 28/8/2008), che si intitola “ Vite veloci al banco del bar”, e che sottolinea il ruolo del banco, destinato a favorire l’avvicendarsi continuo dei clienti. Un bar che voglia essere importante deve rallentare la velocità di cui parlava Consiglio, e impedire che il banco diventi una “barra”. Ciò riesce anche al Bar Romolo, sulla Circonvallazione di Palma Campania, una strada ricca di bar. E riesce, il “prodigio”, per l’ampio spazio esterno, che allontana il banco dalla strada, per il gioco dei cristalli, delle lunghe, ordinate sequenze di bottiglie colorate che ricordano i Caffè dei quadri di Manet e di Renoir e costruiscono un’atmosfera di luci calde e di morbida penombra: e poi l’eleganza delle signore sedute ai tavolini, come la signora del quadro, che si sussurrano tutto ciò che è accaduto dall’ultimo incontro e dall’ultima telefonata, e sorseggiano con grazia dalle tazze e dai bicchieri; e poi le ragazze del banco che con loro il vivo sorriso riescono a “cancellare” la “barra”, e, infine, la concentrazione assoluta di Stefano, il “pilota” della macchina del caffè, che conosce e ricorda i gusti dei clienti, e riesce a preparare una crema che ferma, per lunghi attimi, il tempo, e in cui anch’io, un dilettante, sono capace di cogliere le note del miele intorno a una nota di agrumi: i segni del caffè perfetto.Scampia: risanamento o propaganda?
Il piano del governo per le periferie e qualche dubbio sui tempi.
E’ una scommessa forte, soprattutto per dare dignità alle persone che le vivono e finché non scappano. Le nostre sono simili a quelle di altre città europee, ma noi abbiamo il torto di averle concepite già degradate. In Francia, Germania, Spagna lo sono diventate, progressivamente e per una serie di combinazioni. In Italia non si è stati mai abbastanza seri per ammettere che sin dai progetti qualcosa non andava per il verso giusto. Il premier Gentiloni ha lanciato un segnale di lungo respiro mettendo mano ad un piano come non si vedeva da anni. Significativo che si parta da Scampia, il simbolo di un’Italia malmessa e distratta. Per ora sono stati stanziati 500 milioni di euro per 24 periferie. Potranno arrivare anche a 3,9 miliardi. All’ avvio non sono molti, ma nemmeno pochi. Ciò che interessa capire è dove saremo tra un anno, forse due. Con progetti da approvare e cantieri da aprire o con il risanamento in corso, in piena attività? Quando abbiamo letto che tutto si concluderà in 38 mesi, qualche dubbio si è fatto avanti. Il Sindaco di Napoli De Magistris dice che a Scampia l’abbattimento delle vele si avrà all’inizio dell’estate di quest’anno. E’ un sano ottimismo, di cui tenere conto per i prossimi 100 giorni. Ma per rendere attive le convezioni firmate occorrono tempi anche un po’ imprevedibili. In altre parole dopo gli annunci del piano, si fa strada qualche pensiero avverso. Speriamo non trovi riscontro. C’è urgenza di fare presto. Il Presidente dell’Anci , a nome di tutti i sindaci, auspica che i finanziamenti per le periferie italiane saranno costanti negli anni. Ma mentre tutto si metterà in moto, quei quartieri sono attraversati da sentimenti di fuga, di rigenerazione, di appropriazione di nuovi spazi e nuova umanità. Chi può – a Scampia e non solo- si lascia alle spalle degrado, insicurezza, criminalità. Va alla ricerca di quegli impianti sportivi, di quelle piazze e piste ciclabili e di quel tanto altro mirabilmente descritto nelle convenzioni firmate dal governo. Importante che tutto non diventi un miraggio.

