Casoria: servizio straordinario dei carabinieri. Denunciato 52enne ritenuto vicino a clan, 3 arresti invece per spaccio

Controlli a tappeto dei militari di Casoria nel loro territorio di competenza. Denunciato un 52enne, arrestati anche un 30enne ed un 34enne di Nola per detenzione e spaccio di stupefacenti. Blitz dei militari di Casoria, che durante un controllo di routine, hanno denunciato un 52enne di Arzano. L’uomo, ritenuto vicino al clan “Amato-Pagano,” è stato sorpreso a trasportare in macchina un manganello retrattile di acciaio; è stato denunciato per possesso ingiustificato di strumenti atti ad offendere. Durante il servizio sono stati invece tratti in arresto 2 soggetti di Nola: Luigi Iovino, 30enne e Giuseppe Liberti, 34enne, resisi responsabili di detenzione di droga a fini di spaccio. Stavano percorrendo la circumvallazione esterna in direzione di Melito di Napoli a bordo di un’Audi A3 e non hanno rispettato l’“alt” intimato dai Carabinieri , anzi, hanno accelerato la marcia della berlina per evitare il controllo. Inseguiti e bloccati, sono stati trovati in possesso di 8 dosi di crack, 3 di marijuana e 80 euro in contante: arrestati, dopo le formalità sono stati tradotti ai domiciliari in attesa del rito direttissimo. Tratto in arresto anche Mario Micera, un 30enne di Arzano, raggiunto da un ordine di carcerazione in regime domiciliare emesso dalla Procura Generale di Napoli in forza del quale dovrà espiare 2 anni e mezzo di reclusione per spaccio di stupefacenti commesso a Melito nel 2015.

Napoli, domani Sciopero Guardie Giurate in Campania “Sicurezza a rischio”

Nel capoluogo partenopeo anche  i vertici dei sindacati di categoria. presidio dopo il corteo in Prefettura.
Il settore della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari attraversa una fase difficile, senza precedenti, che sta producendo perdita di occupazione e perdita di diritti. E’ noto che nella Regione Campania tale fenomeno è amplificato sia dalle note vicende giudiziarie che nel corso degli anni hanno colpito molti Istituti di Vigilanza sia dall’estenuante ricerca da parte di “tanti” di provare ad essere più competitivi sul mercato applicando contratti di lavoro che peggiorano le condizioni economiche – normative dei lavoratori. A tutto ciò si aggiunge l’assenza delle Istituzioni preposte che rimangono indifferenti rispetto alle imprese che agiscono eludendo le leggi, ed impassibili restano anche di fronte alle nostre istanze/denunce  di un sistema ormai incancrenito da fenomeni di illegalità diffusa. La  degenerazione si è raggiunta con l’applicazione del contratto pirata sottoscritto da organizzazioni sindacali  e associazioni datoriali che non possono definirsi né maggiormente né comparativamente più rappresentative, che nella stesura del testo si sono posti il solo obiettivo di indebolire il mercato del lavoro e far perdere salario ai lavoratori non riconoscendo il pagamento dei primi tre giorni di malattia facendo perdere ai lavoratori dai 120 ai 250 euro mensili. Tale applicazione ha scatenato una vera e propria “guerra di mercato” tra aziende che competono a tariffe diverse, e a trarre beneficio sono solo le committenze sia pubbliche che private, che nonostante la determina dell’ANAC del 2015 e i richiami nel nuovo Codice degli Appalti aggiudicano appalti a 12.50 euro all’ora. Quale sarà il futuro del settore è un interrogativo che tutti i coscienziosi devono per forza porsi, viene da se che per tutti i motivi elencati  si sta provando ad indebolire il settore e i lavoratori. Il prezzo più alto lo pagheranno i lavoratori perché definiti “l’anello più debole” noi invece pensiamo che la professionalità, la serietà, la delicatezza del lavoro spesso al confine con il rischio alla vita debba essere un  motivo di orgoglio, di fierezza, perché il lavoro che si svolge lo si fa per la collettività, perché si caricano bancomat  delle banche, delle  poste, si presidiano siti sensibili, si piantonano edifici pubblici. Per cui con forza, con determinazione e con coraggio, la Filcams CGIL, la Fisascat CISL, la Uiltucs UIL hanno PROCLAMATO LO SCIOPERO REGIONALE DELLA SICUREZZA   per il 05 Aprile 2017 dalle ore 09:00, con concentramento in Piazza Matteotti, da dove

Napoli. Il premio Ambasciatore del Sorriso sarà dedicato a Totò

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Cresce l’attesa per l’importante evento che si terrà a Napoli.   La IV Edizione del prestigioso Premio Internazionale Ambasciatore del Sorriso , sara’ dedicata al  principe del sorriso Antonio De Curtis di Bisanzio in arte Toto’  al suo cinquantesimo anno della sua morte  ,l’attore simbolo dell’arte del cinema e dello spettacolo . Artista tutto tondo è stato anche poeta, memorabile “ A Livella” Innamorato di Napoli indimenticabile  la sua frase:” Sto morendo portatemi a Napoli” . Il Premio Internazionale  Ambasciatore del Sorriso  nasce nel 2014  fondato dall’ ambasciatore del sorriso Angelo Iannelli , curato insieme all’Associazione Vesuvius. e in collaborazione con il Comune di Napoli.  Il premio di rilevanza mondiale  vista la  motivazione ,donare un sorriso alle fasce deboli , ha ricevuto da subito l’adesione di importanti patrocini morali, Unicef, Telethon, Regione Campania i comuni di : Napoli, Salerno, Sorrento, Nola, Brusciano, Saviano, Scisciano, Camposano, San Vitaliano,,Mariglianella,  Marigliano,Visciano, Istituto Europeo   delle  Politiche Culturali e Ambientali,  Fondazione Città della  Scienza, nonché di innumerevoli associazioni tra cui l’Associazione Ciro Vive e il  Simposio delle Muse,con un comitato organizzativo di persone competenti sono state realizzate, nelle varie edizioni, giurie specializzate per i vari settori del sapere umano, dalla letteratura alla scienza, dalla poesia alle arti visive e del sociale. Presidente onorario è il re della tammorra Marcello Colasurdo.Il premio ogni hanno viene dedicato a personalità che hanno dato lustro alla città di Napoli nel sociale e nella cultura.  Nelle edizioni precedenti sono stati ricordati : Ciro Esposito  giovane tifoso del Napoli vittima della violenza negli stadi, il  cantante Pino Daniele e  l’attore- poeta Massimo  Troisi .  L’importante  kermesse ,sin dalla prima edizione  richiama nella città   di   Napoli  un numero notevole di artisti di livello internazionale, nonché autorità del mondo della politica, dell’arte, della cultura, della pittura, della letteratura e del sociale  sia dall’Italia che dall’estero, esponenti della stampa e dei mass media. Un vero marketing turistico   per la città  in prossimità della festa di San Gennaro .  il funambolico  e vulcanico  Angelo Iannelli che ha fatto del sociale una forma di arte , nei precedenti appuntamenti  ha coinvolto numerosissimi personaggi dell’arte, della musica, dello spettacolo, dello sport ,alcuni degli attori premiati quali: Giacomo Rizzo, Gianfranco Gallo, Francesco Paolantonio, Salvatore Misticone. I cantanti Franco Ricciardi, Monica Sarnelli, Mario Maglione, Francesca Marini, Francesca Maresca, Lino Blandizzi, Lino Vairetti degli Osanna, Anna Capasso,  Tueff, Luca Sepe, Luca Blindo, Felice Romano, Rosa Chiodo, Loredana Daniele- Giuseppe Gambi . Gli artisti della risata  Enzo Fischetti  e Francesco Albanese da Made in Sud con Angelo Di Gennaro. Gli operatori nel campo giornalistico Antonello Perillo, la redazione del Tgr Campania, Ettore De Lorenzo, Beppe Maiello, Rino Cesarano, Marco Perillo, Mauro Romano. Per lo Sport : Scuola Calcio  A. S. D Vincenzo  Riccio, Iena Soccer Accademy del Rapper Clementino, Patrizio Oliva, Gennaro Iezzo, Gianni Improta. Per la moda Accademia Maria Mauro. Per la Chiesa particolarmente impegnati nel sociale, il Cardinale Crescenzio Sepe, don Maurizio Patriciello, don Aniello Manganiello. E ancora tanti altri personaggi quali Paola Mercurio, Gigio e Ros, Gigi Soriani,  Antonio Onorato, Antonella Leardi, Nino Daniele, Gianni Simioli, Margherita Dini Ciacci, Luigi Amodio, Antonio Giordano, Paolo Chiariello,  Arturo Sepe, Luigi Troisi, Mario Esposito, Alfredo Pasolino,  Marco Ferrigno, Antonio Montanile, Domenico Sepe, Ii tangheri argentini Francesco Menechini e Antonella Devastato , Vincenzo De Luca, ora Governatore della Regione Campania e tanti  sindaci premiati per il loro impegno.  In solo tre anni sono stati premiati piu’ di cento personaggi illustri un vero record Internazionale e tantissime menzioni d’onore per meriti artistici , sociali  e culturali.Cresce  attesa, dunque, per la IV edizione con speciale X Edizione Percorsi D’arte. Il  prestigioso premio è stato  da subito costruito dai maestri : Lo scultore Domenico Sepe e  il ceramista  Antonio Montanile  , ciliegina sulla torta  per glorificare  la kermesse dal noto maestro di San Gregorio Armeno Marco Ferrigno.  Bandito recentemente con la collaborazione di Enti, Accademie, testate giornalistiche, Associazioni e Comuni vari, il premio si terrà  a Settembre in collaborazione con il Comune di Napoli.   L’evento sarà accompagnato dalla ripresa televisiva di tantissime emittenti regionali e locali e trasmesso sulle reti  Rai, un reportage giornalistico ed elegante dolce . Presentatori sin dalla prima edizione : Angelo Iannelli- Edda Cioffi ed Emanuela Gambardella. Per informazioni e iscrizioni è necessario telefonare allo 0818412192 oppure al 3395277235. La scadenza per la presentazione delle adesioni, come prevista dal bando, è prevista per il 31 Luglio 2017 Comunicato stampa Associazione Vesuvius con preghiera di pubblicazione.

Somma Vesuviana/Amministrative 2017: Umberto Parisi «sposa» il progetto di Celestino Allocca

L’11 giugno Umberto Parisi, già consigliere comunale (eletto con 553 preferenze nelle fila di Noi Sud/Lista Cuore), sosterrà la coalizione che avrà quale candidato sindaco il medico «con Somma nel cuore». «Ho dato un’accelerata alla mia decisione perché ritengo che questo sia un momento particolare per la nostra città dove non vedo coesione intorno ad un progetto politico valido» – spiega Parisi, che continua: «Noto l’avvicendarsi di pratiche legate alla vecchia politica dove i personalismi sembrano avere la meglio sulla prospettiva di governare, in modo vincente e sano, la nostra città. Spero che questa nostra azione possa dare un contributo significativo alla costruzione e alla crescita di una coalizione a cui Celestino Allocca sta lavorando da mesi.    

Acerra, gemellaggio tra gli alunni del liceo “Alfonso Maria de’ Liguori” e quelli della scuola “Ies Jandula” di Andujar (Spagna)

Ha avuto inizio ieri il gemellaggio tra gli alunni del liceo “Alfonso Maria de’ Liguori” di Acerra e quelli della scuola “Ies Jandula” di Andujar (Spagna), al fine di educare le giovani generazioni a vivere una piena cittadinanza europea. Il progetto si articolerà in due momenti differenti: sul territorio del Comune di Acerra (con la visita dei ragazzi e dei professori spagnoli) dal 2-7 aprile e in Spagna (con il trasferimento degli alunni e docenti acerrani) dal 20-26 aprile. Il progetto del Liceo di Acerra, patrocinato e cofinanziato dall’Amministrazione comunale, giunto alla terza annualità, ha il sostegno dell’Ente locale e della Rete inter-istituzionale che vede accanto a questi come attori dell’evento molte realtà associative del territorio, ed è finalizzato ad uno scambio culturale tra realtà scolastiche europee che consenta agli alunni di avere la possibilità, usando la lingua inglese come lingua veicolare, di conoscersi e di conoscere i relativi territori. Gli obiettivi e le finalità del progetto del liceo “Alfonso Maria de’ Liguori” di Acerra sono stati  evidenziati dalle parole del Dirigente scolastico, Prof. Carmine De Rosa: «Acerra, dalla Terra dei Fuochi al territorio della cultura. Il gemellaggio tra le scuole “Alfonso Maria de’ Liguori” di Acerra e lo “IES Jandula” di Andujar (Jaen) intende promuovere l’antico territorio della “Campania Felix” attraverso tre direttive: si lega alle politiche europee di integrazione (Europa 2020) e in un’Europa che stenta a dare una risposta ai temi dell’immigrazione mette al centro la persona in un percorso di life-long learning, esalta il territorio riportando la Campania Felix alla sua dimensione culturale». Leit-motiv della settimana di gemellaggio sarà la conoscenza dei Riti tradizionali, quali la Processione del Venerdì Santo, tradizione molto sentita ad Acerra, la cui nascita si può, probabilmente, far risalire al periodo del vice-regno spagnolo in Italia meridionale. Ricchissimo il programma del gemellaggio: domenica 2 aprilre l’arrivo in città, con l’accoglienza presso le famiglie acerrane, da oggi, lunedì 3 aprile, visite guidate e momenti di scambio culturale sul territorio di Acerra, inoltre attività didattiche comuni, visite guidate in città e nel territorio regionale, alla scoperta delle bellezze storico, artistiche e archeologiche della Regione, ma anche visite di taglio scientifico con la visita alla mostra “Corporea” martedì prossimo appena inaugurata a Città della Scienza. Il Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, nel dare il benvenuto agli studenti e agli insegnanti spagnoli questa mattina ha salutato i partecipanti all’iniziativa augurando buon lavoro a tutti: «Non è giusto dire a voi ragazzi che siete solo il futuro. Voi siete il presente, ed è nostro dovere sostenervi e accompagnarvi. L’Europa in questi mesi è come una barca in mezzo al mare in difficoltà, ma a salvare questa barca sarete sicuramente voi giovani. Camminando sul passato, attraverserete il presente e sognerete il futuro».

Acerra, Ricchiuti condannato per voto di scambio: i commenti dei 5 stelle e del Sindaco Lettieri

Il M5S e il Sindaco di Acerra Lettieri commentano la condanna dell’ex consigliete comunale Ricchiuti per voto di scambio durante le elezioni del 2012.  Il comunicato dei 5 Stelle.《La sentenza di condanna di primo grado per il già consigliere comunale Nicola Ricchiuti e Domenico D’Anna, oltre ai patteggiamenti degli altri coimputati, per voto di scambio, è la certificazione che la volontà del popolo Acerrano nelle passate elezioni, che hanno portato alla vittoria del sindaco insediato “che puoi chiamare per nome”, è stata criminalmente alterata. Il Ricchiuti, nel 2012 è stato rappresentante di spicco della lista civica “Acerra è Tua”, capeggiata dall’attuale consigliere di maggioranza Andrea Piatto che è stata determinate per la vittoria dell’insediato sindaco Raffaele Lettieri. Ancora una volta Acerra è stata umiliata, maltrattata nella dignità di ogni singolo cittadino che ignari di quanto accadeva affidavano al proprio voto una speranza per il futuro della città. Fatti del genere rischiano di marchiare a fuoco Acerra e i suoi cittadini onesti. Il problema ancor più grande è che questi epiloghi sono solo la punta d’iceberg  di un sistema di corruzione diffuso e di voto di scambio che lucra sulle condizioni di povertà delle famiglie Acerrane, che sono, per rassegnazione o disperazione, il serbatoio di ricatto elettorale di un certo sistema politico e di potere. Ed è anche per questo che la politica “sporca” non ha mai fatto nulla per ridare dignità, lavoro e reddito ai cittadini Acerrani. Tutti coloro che sono stati avvicinati da questo indegno sistema di potere, per ricatto o per bisogno, ne prendano definitivamente le distanze e comprendano che per poter dare un futuro migliore ai propri figli bisogna dover scegliere per una sana ventata di onestà e trasparenza all’interno dell’amministrazione comunale. Deve essere questo il nostro obiettivo: riscattare un’intera città, un intero popolo, e restituire a chi verrà dopo di noi un posto migliore in cui vivere.》 Questa, invece, la dichiarazione del Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri.  «Provengo da una cultura politica che pensa che le sentenze della Magistratura vadano sempre rispettate, e che chi sbaglia deve pagare. Ovviamente, so anche che nell’ordinamento giuridico della Repubblica italiana sono tre i gradi di giudizio a quali un imputato è sottoposto. Però la sentenza di queste ore deve essere soprattutto da monito affinché fenomeni del genere, trasversali a tutti gli schieramenti e a tutti i candidati a sindaco, non si verifichino mai più, in particolare nella prossima campagna elettorale. A chiarimento di ogni possibile speculazione elettorale, ricordo che Ricchiuti è stato dichiarato decaduto dal Consiglio comunale di Acerra nel luglio 2013 per le reiterate assenze, che il Consiglio comunale ha respinto le giustificazioni dello stesso ex consigliere comunale, sentenziandone la sua decadenza, con l’astensione di diversi consiglieri dell’opposizione che oggi gridano alla legalità e alla trasparenza. Ricordo ancora che le elezioni del 2012 furono vinte al secondo turno, con lo scontro tra candidati a sindaco, e non al primo turno e che Ricchiuti, anche alla luce di quanto avrebbe dichiarato nel corso delle udienze, avrebbe avuto degli incontri con il mio avversario di allora, per sostenerlo al ballottaggio. Ribadisco, appartenendo alla politica che rispetta le regole, che le sentenze vanno sempre rispettate».

Somma Vesuviana, Salvatore Rianna ufficializza la sua candidatura a sindaco

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“Questa candidatura”, ha dichiarato Rianna, “nasce da idee coltivate da lungo tempo, che oggi ritrovano linfa e carattere innovativo intorno a un progetto che coinvolge donne e uomini accomunati dalla voglia di rivitalizzare una città da ormai troppo tempo immobile, priva di qualsiasi progresso in ogni settore della vita pubblica”.
Salvatore Rianna ufficializza la sua candidatura a sindaco di Somma Vesuviana. A sostenerlo un fronte civico rappresentato, per adesso, dalla lista ‘Ripartire si può – Rianna Sindaco’; nei prossimi giorni, come ha annunciato il candidato, saranno presentate le altre liste a sostegno del progetto e un programma costituito da idee essenziali e pragmatiche per una città differente.
«Questa candidatura», ha dichiarato Rianna, «nasce da idee coltivate da lungo tempo, che oggi ritrovano linfa e carattere innovativo intorno a un progetto che coinvolge donne e uomini accomunati dalla voglia di rivitalizzare una città da ormai troppo tempo immobile, priva di qualsiasi progresso in ogni settore della vita pubblica. Il progetto che rappresenterò alle prossime elezioni è armato della forza di un ampio fronte civico, avulso dagli intrighi di partito, che agisce in virtù delle esigenze della comunità attraverso i cittadini».
“Ripartire si può”, il concept scelto per questo percorso politico, è rappresentativo della visione futura di Somma Vesuviana: una decisa rottura con la continuità di un passato caratterizzato da scarsa efficienza amministrativa dovuta a incompetenze diffuse e immobilismo. «Per governare bene una città», ha infatti aggiunto Rianna, «non bastano buone idee, ma occorrono competenze amministrative e trasparenza. Somma Vesuviana è una città dalle enormi potenzialità che vanno valorizzate al meglio per il bene di tutti, al fine di ricostruire un tessuto sociale ormai logorato da tempo. “Ripartire si può” non è solo una speranza, ma un impegno in cui profonderemo tutte le nostre energie».

Ottaviano, colpisce a martellate un connazionale: 33enne finisce in manette

Una lite furiosa per futili motivi: per questo motivo un 39enne indiano è ora in pericolo di vita. Fermato l’aggressore. Sotto l’effetto di alcool ha aggredito un connazionale di 39enne, colpendolo più volte alla testa con un martello. Per questo motivo i  Carabinieri della Stazione di Ottaviano hanno sottoposto a fermo per tentato omicidio  un indiano 33enne domiciliato a San Gennarello. I militari dell’Arma sono infatti intervenuti d’urgenza in via Surdi a seguito di chiamata al 112 che segnalava una lite. Sul posto hanno accertato che nel cortile antistante la sua abitazione e in evidente stato di alterazione dovuto ad abuso di sostanze alcoliche aveva aggredito k. K., un suo connazionale 39enne, colpendolo più volte alla testa con un martello al culmine di una lite per futili motivi, le cui cause sono ancora in corso di accertamento. Il malcapitato è stato portato da personale del 118 all’Ospedale di Nola. I medici l’hanno subito dopo trasferito all’Ospedale Cardarelli, ove si trova ricoverato in prognosi riservata, in pericolo di vita. Durante un accurato sopralluogo effettuato dal nucleo Investigativo di Torre Annunziata è stato rinvenuto e sequestrato il martello: era nel frigorifero di casa dell’aggressore. Ricostruita la dinamica dell’aggressione e l’identità dell’aggressore, anche grazie a persone presenti al momento del fatto. Il Fermato è stato associato al carcere di Poggioreale.

E tu, sacrificheresti un dito pur di vedere la partita del Napoli?

Gli azzurri pareggiano 1 a 1 contro la Juventus, ma il prologo è thrilling Questa è la storia di un dito medio, uno di quelli che si esibiscono quando si vuole mandare a quel paese qualcuno…a farsi benedire…insomma ci siamo capiti. Il dito medio in questione un tardo pomeriggio di domenica finisce tagliato mentre viene aperta una scatoletta di tonno (spiegare perché la domenica pomeriggio ci si cimenti col tonno è troppo complicato): il taglio è profondo, il sangue è abbondante, i cerotti non bastano. Ci vogliono i punti di sutura, quindi l’ospedale, quindi il pronto soccorso. Ma è domenica, nel frattempo si sono fatte le 18,30 e l’ospedale da raggiungere sarebbe quello di Nola: non proprio un pronto soccorso deserto, come è noto. Passa il tempo, ora mancano meno di due ore alla partita, al match tra il Napoli e la Juventus, alla sfida tanto attesa, all’uno contro tutti (Higuain contro qualche milione di tifosi). E allora si fa strada un’ipotesi di cui, col senno di poi, ci si dovrebbe vergognare: tamponare il sangue alla meno peggio, affidarsi un po’ alla sorte, evitare i punti di sutura e il pronto soccorso affollato pur di non perdersi la partita. Insomma, sacrificare il dito per non sacrificare il Napoli. Per fortuna l’idea balzana dura poco, ci pensa la ferita a riportare tutti alla realtà, allargandosi pericolosamente. Ma la partita incombe: si gioca contro la Juventus, ci sta Higuain da fischiare, stiamo aspettando da 15 giorni… “sei davvero sicura che questo dito ti serve?” Si decide di andare al pronto soccorso e giocare a carte scoperte: “Dottore, se ci mettete tanto noi ce ne andiamo, c’è la partita, il modo per medicare la ferita lo troviamo”. Mai sottovalutare chi ti sta di fronte: il medico accoglie la richiesta, promette che farà presto (e gestisce tutto secondo le regole, nessun abuso, nessun paziente scavalcato, sia chiaro) ma decide di rilanciare. Chiede: “Mi sbrigo, ma ditemi per chi tifate”. Affiora il dubbio che sotto il camice bianco si nasconda uno juventino: sennò perché questa domanda? La risposta dovrebbe essere scontata, non siamo forse tutti figli del Vesuvio? Il dito medio torna in ballottaggio: “Ti serve proprio, eh?”. In ogni caso è impossibile mentire, in situazioni del genere: “Tifiamo Napoli, dottore, che discorsi fa?” È una frazione di secondo: sguardi che si incrociano, volti che si distendono, sorrisi e canzoni (“Un giorno all’improvviso…”). Il medico prende ago e filo, si fa dare il dito medio e afferma risoluto: “Temevo di dover rimettere a posto un dito juventino…forza Napoli…e facciamo presto”. I punti di sutura saranno due: uno più di quello che ha preso il Napoli.

Vesuvio: un Parco Nazionale distante

Una lettera aperta in risposta all’interessante articolo del Prof. Carmine Cimmino, per meglio chiarire la questione dei parchi e delle aree protette ma soprattutto quella del nostro Parco Nazionale del Vesuvio.

Egregio Professore,

l’idea del Parco Nazionale del Vesuvio, così come quella di tutti i Parchi Nazionali del nostro Paese, corrisponde alla visione di un’area protetta, considerata come luogo di conservazione della natura, ma anche come luogo di conoscenza e diffusione di quel contesto antropico che ne fa parte. Nei principi generali della Legge Quadro c’è di fatti anche la valorizzazione di tutto ciò che è economicamente compatibile ad un Parco.

Anche nello statuto del Parco Nazionale del Vesuvio (e per favore non chiamatelo parco Vesuvio!) era contemplata quindi la valorizzazione delle attività economiche compatibili ed esisteva un Piano Socio Economico (ora fuso nel Piano del Parco) che prevedeva ciò, con l’ulteriore possibilità di ascoltare tutti i portatori di interesse dell’area Parco e portando, anche se in maniera non esplicita, alla logica delle consulte, tali da accogliere le istanze del territorio e della sua gente.

Ebbene, il territorio non è mai stato ascoltato o per lo meno non è stato mai ascoltato con la volontà di accogliere veramente quelle richieste e soprattutto di farlo parte, almeno a livello consultivo, del PNV. Faccio ovvio riferimento all’iniziativa de “Un vulcano di idee” che altro non è stato che una sterile operazione di Marketing e che non lascerà probabilmente niente sul territorio e a chi ha provato a dialogare con l’ente parco.

La revisione della legge 394 ha avuto uno spiacevole preambolo nel recente maxiemendamento della Regione Campania Leggi, che, potremmo definire a questo punto, più realista del re, inserendo come cambiamento nella Legge 33, la legge regionale sulle aree protette, la possibilità che i presidenti, oltre a poter non avere un curriculum ambientalista, potessero esser scelti in contesti politici, cosa quest’ultima, almeno in campo nazionale, non ancora realizzabile.

In pratica, la politica locale da oggi se la canterà e se la suonerà da sola e questo senza che nessuno di noi possa dir nulla a riguardo e questo a meno che il vento non cambi, vista l’assenza di dialogo e la disparità di mezzi tra chi vive il Parco e di chi lo amministra e tra i cittadini e la scena politica di riferimento. Purtroppo però riscontriamo la stessa tendenza, tutt’altro che ambientalista, portata avanti anche da chi li ha preceduti al governo regionale, così come a livello nazionale, per cui non si può far altro che sperare in una rivoluzione culturale là dove non prevalga l’idea di uno sterile sviluppo a scapito di tutto il resto e soprattutto sulla ragione primaria per la quale si istituisce un’area protetta ovvero il concetto per niente scontato di tutela ambientale.

Che la scelta poi di un presidente di un Parco, sia esso nazionale, sia esso regionale, fosse una scelta politica è cosa risaputa e sancita anch’essa dalla legge ma che questi non conosca la materia in questione ci lascia perplessi ed amareggiati e col forte sospetto che le scelte, nelle aree protette, oltre che erronee, possano a questo punto provenire da quei livelli politici che vanno oltre le decisioni di un presidente, in pratica dai suoi referenti.

Un’area protetta, e a maggior ragione un Parco Nazionale, esiste perché è soprattutto “ecologia e sonno degli uccellini” caro Prof. Se esiste un Parco Nazionale ciò accade poiché un ecosistema non è soltanto “sonno degli uccellini” ma un intero sistema naturale quasi sempre messo a rischio dalle nostre attività umane e proprio per questo, dalla roccia al lichene, dall’uccellino alla volpe e senza distogliere lo sguardo dal prezioso contesto paesaggistico, vale la pena proteggerlo e non solo per ragioni puramente economiche. Proteggerlo ovviamente non vuol dire negarlo, proteggerlo vuol dire condividerlo e tramandarlo alle prossime generazioni.

Ma questa protezione, così come accade negli altri Pachi Nazionali del mondo, non vuol dire negazione, non vuol dire negare tutto il resto, potrebbe voler dire anche rigenerazione di un’economia locale da sempre stantia, e questo non certo per colpa del Parco Nazionale del Vesuvio; potrebbe voler dire molte altre cose ma solo avendone volontà e competenza per attuarle.

I tanto odiati vincoli, sono del resto stati sempre dei vincoli fittizi e non hanno purtroppo arrestato ancora chi caccia di frodo nel Parco, chi scorrazza in moto lungo i sentieri, chi costruisce abusivamente, chi taglia legna, chi appicca incendi, chi inquina e il tutto, non solo in spregio alla legge, ma spesso anche a favore di questa, come è accaduto a Terzigno con le discariche e come sta accadendo ancora lungo la Matrone e l’ex SP del Vesuvio con il passaggio quotidiano dei bus e dei veicoli inquinanti e che attraversano la riserva integrale.

Quindi, come lei giustamente sostiene, non è la legge che crea il problema ma la sua applicazione o la sua cattiva applicazione a far guai ma, se di certo si fa una legge ad hoc, che permette di fare quel che si vuole e senza competenza alcuna, il cittadino e il territorio ne subiranno i danni e avranno armi sempre più spuntate per far sentire la propria voce.

Sulla coerenza del “giacobini ambientalisti” ci sarebbe molto da dire e questo soprattutto al cospetto di una voce unica a parlare, e spesso a tacere in questo contesto vesuviano, e nonostante le corsie preferenziali di cui gode e su di un territorio vissuto, amato e protetto anche da altri.

Per il resto concordo, il Vesuvio, ‘a Muntagna nosta è altro, è di chi la vive, ma proprio per correggere anche le aberrazioni di chi la vive e per insegnar loro a come viverlo e darlo in eredità ai nostri figli e ai nostri nipoti, c’è bisogno di coerenza ed è questa quella che manca caro Professore, la coerenza del buon padre di famiglia, la coerenza figlia della dignità.

Un caro saluto