Oggi ultima chiamata per la Dema. E Di Maio interroga il governo

Oggi in tribunale l’Agenzia delle Entrate dovrà esprimersi sulla rinegoziazione del debito.      L’interrogazione ai ministri dell’Economia, dello Sviluppo e del Lavoro è stata inoltrata da Luigi Di Maio il 9 giugno scorso. Si tratta di un allarme rosso fatto scattare dal vicepresidente della Camera e leader cinquestelle con dati e cifre sulla situazione della Dema, la fabbrica aeronautica di Somma Vesuviana ( 850 addetti, 600 dei quali ubicati nell’impianto vesuviano e altri 200 tra le sedi di Paolisi e Brindisi ) che rischia di fallire a causa di una situazione debitoria di circa 100 milioni che però l’azienda vuole rinegoziare ridimensionandoli, con l’accordo dei creditori, fino a una cifra molto più bassa, di almeno la metà, attraverso peraltro una rateizzazione del dovuto. ” Per quanto riguarda il debito verso il ceto bancario (composto da Unicredit, Intesa, Mps, Bpm, Bnl, Bper) – spiega Di Maio – l’accordo è stato definito in una lettera preliminare all’intesa definitiva, mentre non è stata fornita alcuna risposta da Agenzia delle entrate e dall’Inps. Questi accordi si sarebbero dovuti concludere entro il 22 maggio 2017, ma ciò non è avvenuto “. In effetti l’Inps si è già espresso nell’ultima udienza fallimentare al tribunale di Nola. L’ente ha dato parere favorevole alla rinegoziazione del credito di 15 milioni vantato verso la Dema. L’Inps però ha subordinato il suo placet definitivo al si dell’Agenzia delle Entrate, che pure vanta un credito di altri 15 milioni ma che non si è ancora espressa sulla questione. L’Agenzia dovrà farlo entro oggi, ultima data utile fissata dal giudice del fallimento. In caso di mancata risposta la Dema chiuderà i battenti. “E’ di tutta evidenza l’importanza – commenta nell’interrogazione Di Maio – che l’Agenzia delle entrate e l’Inps diano una risposta indispensabile per il buon esito della vicenda utile ad evitare il fallimento e quindi a tutelare i livelli occupazionali per cui chiedo se i ministri interrogati siano a conoscenza di quanto evidenziato in premessa e se non ritengano, per quanto di competenza, di attivarsi affinché l’Agenzia delle entrate e l’Inps rispondano alla proposta di accordo”.

Ercolano, il fuoco non dà tregua.

 

Nel momento in cui si sperava in una tregua, il fuoco è divampato nuovamente nel Parco Nazionale del Vesuvio.

Complice l’arsura, scopriamo però che, anche stavolta, le fiamme portano alla luce piccole e grandi discariche, frutto di una cecità e talvolta un’omertà decennali ma soprattutto il forte sospetto che dietro questi incendi possa esserci anche la mano di qualcuno.

L’ultimo rogo si è sprigionato nel primo pomeriggio di ieri, in via Vesuvio ad Ercolano, la via che all’altezza della cosiddetta Siesta si congiunge con la Provinciale e che scende ripida verso Torre del Greco, là dove diviene via Enrico De Nicola. La Strada è panoramica e a tratti offre quanto di meglio il Golfo possa offrire ma anche quanto di peggio offriamo noi vesuviani, trasformando questo angolo di paradiso in una discarica.

Il luogo dove presumibilmente si è innescato l’incendio è a monte del Don Orione, dove la bella pineta è stata completamente arsa e dove il fuoco ha lambito non poche abitazioni. Il contesto è stato dei più toccanti, il vedere le persone con le pompe da giardino e con i secchi di plastica arginare il fuoco ti fa capire a volte la precarietà in cui spesso veniamo a trovarci. Più giù i vigili del fuoco e la Protezione Civile di Ercolano erano invece impegnati nel grande spazio incolto prossimo alla pineta, luogo posto sotto sequestro e pieno di rifiuti d’ogni genere. La colonna di fumo che da lì si sprigionava era tanto nera e densa che a tratti oscurava il sole e visibile a chilometri di distanza.

I vigili del fuoco hanno dovuto sfondare il cancello per avere accesso al fondo, per domare le fiamme che si avvicinavano pericolosamente alle abitazioni. In questo scenario bellico si delineano le due facce di una stessa medaglia, quella che poi ci definisce nelle nostre più intime peculiarità meridionali. Nel bel mezzo delle fiamme, un residente mi chiama e poi mi si avvicina diretto, ritenendomi probabilmente un funzionario del comune e, indicandomi un imponente pino fortemente danneggiato dalle fiamme, mi dice testualmente: ma allora ‘o putimmo jettà ‘nderra? – Quasi non aspettasse altro per quel povero e vetusto albero.

Poi invece incontro il contraltare dei proprietari di una palazzina prospiciente, che bagnano ad una ad una le loro piante, le siepi e gli alberi del proprio giardino, quasi come se avessero a che fare con un qualcosa di familiare, di intimo.

Riesco, non senza difficoltà, ad entrare nella pineta e col rischio di bruciare le mie scarpe da trekking d’ordinanza, là mi trovo al cospetto del triste scenario. Il sottobosco brucia ancora, così come molti alberi sono ancora fumanti o avvolti dalle fiamme, tra gli aghi di pino carbonizzati emergono tubi e lamiere di eternit, bidoni, più altro materiale non organico e liquefatto dalle fiamme, e anche qui da un lato c’è il vicino con la cannola e dall’altro il pompiere con l’autopompa, la triste metafora di impotenza davanti la tracotanza di chi appicca il fuoco probabilmente per meschini interessi personali.

Vorremmo, a questo punto e per arginare il fenomeno, suggerire, a chi di competenza, qualcosa in più dell’esercito, più volte tirato in ballo dall’amministrazione ercolanese come la risoluzione finale, ma mai realmente attuata. Chi frequenta quella strada come me che l’ho percorsa per almeno 10 anni quasi tutti i giorni, non avrà potuto fare a meno di notare i quintali di spazzatura che la costellavano; quindi, allora come oggi mi chiedevo: ma sono solo io a vedere queste cose? Un vero amministratore dovrebbe conoscere bene il territorio dove svolge le sue mansioni e non piangere poi sul latte versato, dando la colpa alle armate del male o al fato imperscrutabile, se poi a quei rifiuti gli danno fuoco. Il controllo del territorio lo si fa camminando per il paese e non seduti in poltrona.

Del resto le persone ragionano e, se riescono a vedere oltre il loro naso, vedranno sempre l’imperatore nudo, con i suoi banchetti e i suoi lacchè.

Sant’Anastasia, al Metropolitan lo spettacolo «È sana e robusta…la Costituzione»

Alle 19, 30 di domani, venerdì 16 luglio, andrà in scena lo spettacolo teatrale – musicale ideato dagli alunni e da un gruppo di docenti delle classi quinte del I Istituto comprensivo «Tenente Mario De Rosa». Lo show arriva a conclusione di un percorso didattico di conoscenza e approfondimento sulla Costituzione Italiana. La realizzazione è dei docenti Margherita Corcione, Pina Corcione, Nadia D’Avino, Francesca Zucconi, Ida De Rosa, Sabrina Ammaturo e Nunzia De Falco, un progetto fortemente voluto dalla dirigente scolastica Maria Capone. Si sono appassionati alla Costituzione italiana dopo aver letto in classe il libro «La Costituzione siamo noi» di Tonino Scala, incontrato l’autore e commentato con lui alcuni passi, ma i ragazzi delle quinte classi del primo istituto comprensivo «Tenente Mario De Rosa» diretto da Maria Capone hanno fatto di più: si sono fatti portavoce della carta costituzionale, convinti che gli adulti la conoscano poco o per nulla. Ne hanno avuto la prova recandosi, accompagnati da alcune docenti, al mercatino settimanale di Sant’Anastasia. Nella veste di piccoli intervistatori, hanno proposto domande a tante persone diverse e le risposte hanno dimostrato che, sul campione di cittadini preso in esame, in pochi conoscono o hanno almeno letto la carta fondamentale della Repubblica Italiana. «L’idea di proporre ai bambini questa sfida è nata subito dopo l’ultimo referendum costituzionale – dice Nunzia De Falco, coordinatrice del progetto e collaboratrice della dirigente scolastica Capone che ne ha la supervisione – e loro ci hanno come sempre stupito con la curiosità e la passione che stanno profondendo nello studio». Intanto le classi, accompagnati dagli insegnanti, sono anche partite alla volta della capitale per una visita in Parlamento e, lungo il percorso didattico, gli alunni hanno appuntato aneddoti e fatti storici da inserire in un testo teatrale di loro invenzione che è appunto il musical «Di Sana e Robusta…Costituzione», in scena il 16 giugno al teatro Metropolitan di Sant’Anastasia. «Il testo – spiega Nunzia De Falco – è stato interamente inventato dai bambini nei dialoghi e nella ricerca minuziosa dei brani musicali da abbinare agli articoli più importanti della Costituzione». «Dobbiamo ringraziare- aggiunge la De Falco – la ditta Alfa di Aliperti per la realizzazione in falegnameria del Librone della Costituzione, Enzo Sorrentino per microfoni e luci, Donny e Lucy Dance per le coreografie, Salvatore Giordano per la scenografia di immagini, Annalisa Normale per il canto».    

Pomigliano, scatta l’allarme antirapina: ma è solo un guasto tecnico

Intervento a sirene spiegate davanti alla Unicredit.    Tensioni stamane all’incirca verso mezzogiorno nella filiale Unicredit di viale Alfa. Qui è scattato l’allarme antirapina, cosa che ha dato il via al consueto protocollo delle forze dell’ordine. Immediato quindi l’intervento di alcune pattuglie dei carabinieri e della polizia municipale che a sirene spiegate sono accorse davanti alla banca. Alla vista delle pattuglie la popolazione ha immediatamente capito che qualcosa di brutto si stesse consumando nel punto dell’arrivo dei militari e della municipale. Ma è stato un falso allarme. I carabinieri, dopo aver accertato che il meccanismo antirapina della filiale era scattato per errore, hanno fatto subito dietrofront e se ne sono andati.  In pochi minuti è tornata la calma in viale Alfa.

Sorrento. “Premio Biagio Agnes 2017”: protagonista il grande giornalismo

La IX edizione del Premio Internazionale del Giornalismo, presieduto da Simona Agnes, si terrà a Sorrento dal 23 al 25 giugno. Sabato 24 la Cerimonia di consegna a Marina Grande ripresa da Rai Uno. La Rai e la Fondazione Biagio Agnes, venerdì 16 giugno, presentano la IX edizione del “Premio Biagio Agnes 2017”. Riconoscimento istituito nel 2009 con lo scopo di esaltare le nuove frontiere dell’informazione senza rinunciare a quelle della tradizione. La kermesse si terrà a Sorrento dal 23 al 25 giugno e si pregia della targa del Presidente della Repubblica, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Campania, del Comune di Sorrento, della Federazione della Stampa Italiana, dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dell’Usigrai e dell’Unione Cattolica Stampa Italiana. Nella Sala degli Arazzi della sede Rai di Viale Mazzini, venerdì 16 giugno alle ore 10.30, in occasione della conferenza stampa di presentazione, a sottolineare il forte legame tra la Rai e la Fondazione Biagio Agnes, interverranno il presidente della Giuria del “Premio Biagio Agnes” Gianni Letta, il presidente della Rai Monica Maggioni, il neo-direttore generale della Rai Mario Orfeo, il direttore di Rai Uno Andrea Fabiano e Simona Agnes in qualità di presidente della “Fondazione Biagio Agnes” che da sempre rivolge uno sguardo privilegiato al mondo dell’informazione. La Cerimonia di premiazione di sabato 24 giugno, condotta dai giornalisti Alberto Matano e Francesca Fialdini, sarà ripresa dalle telecamere di Rai Uno e trasmessa in differita il 30 giugno in seconda serata. Questi i nomi dei premiati: John Micklethwait, direttore di Bloomberg News (Premio Internazionale); Gianni Clerici (Premio alla Carriera); Maurizio Molinari, direttore de La Stampa (Premio per la Carta Stampata); Alberto Angela (Premio per la Televisione); Carmela Giglio, inviata Giornale Radio Rai (Premio per la Radio); Mario Ajello, articolista di punta de Il Messaggero (Premio Cronaca e Attualità); Massimo Gramellini, editorialista de Il Corriere della Sera (Premio Giornalista Scrittore); Giorgio Mulè, direttore del settimanale Panorama (Premio per la Stampa Periodica); Carla Massi, responsabile sezione Salute de Il Messaggero (Premio Medicina e Informazione Scientifica); Caterina Dall’Olio, videomaker e inviata di Tv2000 (Premio Giovani Under 35); Fiorello, showman, conduttore radiofonico e televisivo per la sua trasmissione “Edicola Fiore” (Premio Nuove Frontiere del Giornalismo). Cinque i Premi Speciali conferiti in questa edizione: Uno Mattina (per i 30 anni di messa in onda); Scarp de’ tenis, mensile di impegno sociale dedicato alle persone senza dimora; Carlo Conti, conduttore e autore televisivo, per la qualità di scrittura dell’ultimo Festival di Sanremo e le sue doti di infotainment; El Correo de Andalucia, secondo giornale più antico di Spagna per la capacità di coniugare cartaceo e digitale. Un ultimo riconoscimento alla memoria di Ettore Bernabei, storico direttore generale della Rai scomparso meno di un anno fa. In linea con lo spirito che anima la “Fondazione Biagio Agnes” è stata assegnata, per il quinto anno consecutivo, una borsa di studio ad un giovane giornalista praticante dell’Università Luiss Guido Carli di Roma. La Giuria del Premio, oltre a Gianni Letta, è composta da Giulio Anselmi, Virman Cusenza, Stefano Folli, Paolo Garimberti, Roberto Gervaso, Giampiero Gramaglia, Roberto Iadicicco, Paolo Liguori, Pierluigi Magnaschi, Giuseppe Marra, Antonio Martusciello, Roberto Napoletano, Mario Orfeo, Antonio Polito, Marcello Sorgi, Mons. Dario Edoardo Viganò. Di diritto ne fanno parte il Direttore Generale della Rai e i Presidenti dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti e della Regione Campania. Il Presidente onorario del Premio è Monica Maggioni in qualità di Presidente della Rai.

Scisciano, al via il “Premio Ciccio Capasso”: concorso per artisti in cui le varie forme d’arte si fondono con quella musicale

L’evento si terrà nei giorni 7-8-9 luglio 2017 presso il parcheggio della stazione Circumvesuviana di Scisciano.   Ivi sarà allestita una “Arts Area” in cui gli artisti potranno esibirsi liberamente sulle note delle canzoni delle band che suoneranno al “Farcisentire Festival 2017” in modo da fondere le diverse forme d’arte praticate dagli artisti selezionati per il “Premio Ciccio Capasso” (pittura, scultura, etc.) con la nobile arte della musica. La selezione avverrà tramite un bando di partecipazione promosso attraverso i canali di promozione informatici della nostra associazione  in collaborazione con la community Le Rane (profilo facebook,  twitter, sito internet, etc.). Essa, così come il verdetto di vincitore del Premio, sarà decretata da un team di esperti guidati dal Maestro Giuseppe Capasso, artefice della “Porta di bronzo “ del castello medievale di Avella e della statua di Padre Pio a Scisciano nonché figlio del celebre Ciccio Capasso. Punto di riferimento nel panorama artistico dell’agro nolano e non dal secondo dopoguerra ad oggi , Ciccio Capasso (1922-1993) , pittore e scultore, visse e lavorò a Scisciano (Na). Frequentò il Liceo Artistico e, successivamente, l’Accademia delle Belle Arti di Napoli, dove ebbe come maestri importanti artisti come A. Monteleone e A. Rega. Terminati gli studi fece parte del “Gruppo Sud”, un gruppo di artisti che, rompendo con la tradizione, accettarono le tendenze artistiche più avanguardistiche come l’astrattismo ed il cubismo; con lui erano, tra gli altri, il pittore R. Barisani e lo scultore A. Venditti artisti di fama internazionale. Fu assistente alla cattedra di Figura e Ornato al Liceo Artistico di Napoli. Distaccatosi in seguito dal “Gruppo Sud” e dall’astrattismo, che sentiva poco congeniale al suo spirito, si dedicò completamente al figurativo. Per carattere preferì ritirarsi dalle “scene” e rimanere in una sorta di isolamento; nonostante ciò partecipò a numerose mostre nazionali ed internazionali, ed il suo studio fu frequentatissimo. Infatti, per oltre vent’anni, seguì gratuitamente e con amore molti giovani che si avvicinavano all’arte, alcuni dei quali ora sono artisti affermati. Si avvicendavano a fargli visita eminenti personalità della politica, dell’arte e della cultura, ma anche semplici estimatori attratti dalla bellezza delle sue opere e dalla sua acuta e versatile personalità, nonchè dal suo spirito mordace e fustigatore di ogni forma di mediocrità e ipocrisia. Le sue opere sono esposte in tutto il mondo presso collezionisti. Famosa e la collezione di suoi quadri a Monaco di Baviera. L’evento sarà anticipato da un convegno di presentazione, presso la Piazza XX SETTEMBRE di Scisciano (NA), Venerdì 23 giugno dalle ore 18.00, cui parteciperanno il Maestro Giuseppe Capasso, alcuni rappresentanti dell’Associazione Arcifelix (promotrice dell’evento) ed alcuni Rappresentanti Istituzionali del Comune di Scisciano che patrocinerà la manifestazione, il tutto immerso nella splendida cornice della mostra dedicata all’esposizione delle opere più famose dell’emerito Maestro Ciccio Capasso.

Ercolano, nuovo vasto incendio in area Parco

 

Le fiamme colpiscono nuovamente Ercolano e il Parco Nazionale del Vesuvio, questa volta il rogo divampa in via Vesuvio, distruggendo la pineta e lambendo le abitazioni.

Sono circa le 16.00 quando arrivano le prime segnalazioni alla protezione civile di Ercolano, avvisandoli di un pericoloso incendio che va diffondendosi dalla pineta di via Vesuvio, a monte dell’Istituto Don Orione, fino ai terreni limitrofi ad uso discarica.

Le fiamme si alimentano velocemente delle aride sterpaglie, ma anche dei rifiuti che da anni stanziavano in quei terreni, le faville si diffondono nell’aria e incominciano ad attizzare il fuoco nei giardini privati circostanti.

Protezione civile, vigili del fuoco e privati cittadini cercano di arginare le fiamme, chi con i mezzi antincendio, chi con mezzi di fortuna.

Nel mentre scriviamo passa un Canadair sulle nostre teste e speriamo stia operando in quei luoghi.

Vi rimandiamo ad ulteriori aggiornamenti sulla grave situazione che sta attanagliano il nostro Parco in questi giorni.

Un ritratto dallo spazio per il Vesuvio

Lo “sterminator Vesevo” ormai ci avrà fatto l’abitudine. Da secoli viene immortalato prima nei dipinti e oggi da milioni di turisti che vogliono portare a casa uno scatto del profilo del Vesuvio. Ma stavolta si tratta di una “cartolina” speciale: un ritratto che viene dallo spazio. Napoli, il golfo e il Vesuvio – con tanto di nuvolette di passaggio – sono stati fotografati da 800 chilometri d’altezza, da una delle sentinelle del nostro pianeta: Sentinel-2B. Un satellite lanciato poco più di tre mesi fa dalla base europea di Kourou, nella Guyana Francese, per il programma europeo Copernicus, promosso dall’Agenzia Spaziale Europea e dalla Commissione Europea. Sentinel-2B ha scelto così uno dei luoghi più suggestivi della nostra penisola per scattare una  delle prime fotografie realizzate grazie a un nuovo sistema che sfrutta “un’autostrada laser” per trasmettere i dati a terra in modo praticamente istantaneo. Una capacità unica e soprattutto fondamentale, non per ottenere fantastiche “cartoline” dall’alto, ma per gestire disastri ambientali, come alluvioni e terremoti. Il nuovo sistema si chiama European Data Relay System (Edrs) e prevede la collaborazione tra Sentinel-2B e il sofisticato satellite europeo per le telecomunicazioni Alphasat. Sentinel-2B, infatti, può inviare i dati a Terra solo quando sorvola la sua base in Europa, mentre i satelliti geostazionari come Alphasat, che orbitano a 36.000 chilometri di altezza, possono comunicare con le loro stazioni di terra in maniera continuativa. Con il sistema di comunicazione laser, invece, ottenere le immagini realizzate da Sentinel-2B sarà facilissimo: Sentinel-2B scatta la foto e via laser la invia ad Alphasat, che la invia a Terra con lo stesso sistema. Basterà davvero solo un click.

Sant’Anastasia, il presidente del consiglio comunale: «Rotazione dei dipendenti pubblici e rottamazione fiscale»

0
Mario Gifuni, presidente del Consiglio Comunale a Sant’Anastasia
Mario Gifuni, che ha aderito qualche settimana fa al partito «Noi con Salvini», spiega con una nota le ragioni della sua scelta.  «La Lega con Salvini ha assunto un respiro nazionale, da gruppo meramente regionalistico tramite le sue iniziative si è posto come punto di riferimento centrale dell’intero asse politico nazionale, con azioni e proposte finalizzate alla concreta tutela dei cittadini. Proprio da questi motivi trae lo spirito della nostra iniziativa e della adesione a NOI CON SALVINI. Infatti abbiamo riscontrato, attraverso il nuovo respiro dato alla sua azione politica sia nazionale che europea, una visione più ampia e completa delle problematiche che affliggono il nostro Paese. La sua intelligenza politica consiste nell’aver capito che i problemi degli uomini del Sud sono anche delle persone del Nord, con diverse sfaccettature e far sì che lo Stato diventi il migliore amico del cittadino. L’Italia è un corpo unico e come tale deve godere di buona salute economica, politica e sociale, nella sua interezza. Inoltre, anche lui crede e promuove un rinnovamento politico, necessario per dare nuove energie e nuova linfa al nostro Paese» Mario Gifuni ha anche illustrato come intende affrontare la spinosa questione meridionale. «Di tale questione devono occuparsene esclusivamente i politici meridionali, pertanto, vogliamo creare ed educare una nuova classe politica-dirigente capace di agire in maniera pragmatica sulle questioni che generano il sottosviluppo del Sud. Innanzitutto, intervenendo sulla macchina burocratica, con l’effettiva semplificazione e trasparenza dei procedimenti amministrativi. Deve essere introdotta la rotazione dei funzionari pubblici, in modo da non incentivare la creazione di connubi clientelari con la politica e evitare il dilagarsi della corruzione. Lavoreremo per cambiare la mentalità di approccio ai problemi dei cittadini meridionali, con l’obiettivo di ritornare liberi, fieri e padroni in casa nostra». In conclusione il presidente del consiglio di Sant’Anastasia afferma: «Apprezzo e condivido la voglia di Salvini di proporre una riforma fiscale». Lo Stato ha il dovere di aiutare e sostenere i cittadini in difficoltà, l’aggressione fiscale non è tollerabile laddove sussistano difficoltà oggettive, non si può costringere una persona a dover decidere se tenere in regola la propria posizione fiscale o assicurare il cibo alla propria famiglia. Per questo ritengo necessaria una concreta rottamazione di tutte le pendenze tra contribuenti e fisco, in modo da consentire ai cittadini di liberarsi dai debiti pagando solo esclusivamente il tributo senza interessi, agio e amenità varie.

Un piatto di spaghetti alle vongole “fujute”: e l’aspirante sindaco, bocciato dagli elettori, capisce quanto è stato fortunato…

Grazie a questi filosofici spaghetti, inventati da Eduardo e consigliati per la circostanza da un esperto gourmet di Terzigno, gli aspiranti sindaci, bocciati dagli elettori, “sentiranno” che in questi tempi di becero populismo “non essere” è meglio che “essere”: è lungo l’elenco dei guai e dei fastidi a cui il bocciato scampa. Ho domandato all’avv. Annunziata, di Terzigno, gourmet di raffinata cultura e cuoco creativo, ma non manierista, quale piatto consigliava ai signori che domenica si sono candidati per occupare la sedia di sindaco e che sono stati già bocciati dagli elettori o lo saranno la domenica del ballottaggio. L’avvocato ha proposto – una proposta da applausi – “gli spaghetti alle vongole fujute”: uno dei vertici della spiritualità napoletana, una pietanza in cui la materia si sublima in meditata riflessione: tu mangi, ma è come se parlassi con Cicerone, o con Seneca, o con Rousseau, o con i politici che frequentano nei giorni nostri i salotti televisivi: è superfluo indicarne i nomi. L’utilità di questo filosofico piatto si manifesta a più livelli: nell’immediato, gli spaghetti servono a consolare il candidato bocciato, a liberarlo, per lunghi momenti, dai ricordi pungenti e lo preparano alla “catastrofé” successiva: uso il termine “catastrofé”, che mi è stato recentemente spiegato da una professoressa di greco, nel significato di mutamento radicale, di capovolgimento: prodotto, questo capovolgimento, dalla misteriosa alchimia del fatale incontro tra le tre “p”: peperoncino, prezzemolo e pomodorino. Con l’aggiunta maliziosa dell’aglio. Senti il sapore delle vongole, ti pare quasi di “toccarlo”, avverti la punta di salato, la mollezza del nobile amaro, percepisci perfino l’improvviso fremito dell’acqua di mare: ma queste sono vongole di Posillipo, stai per esclamare: e invece le vongole non ci sono, se ne sono “fujute”, lasciando dietro di sé segni “presenti”, eppure “ assenti”. Grazie a quell’alchimia – lo spiegò Nello Oliviero in una pagina che pare una sinfonia –il candidato bocciato, a poco a poco, dalla dolente percezione del “non è”, dell’“assenza” – non sarò sindaco, non mi hanno votato – passa, anzi sale alla riflessione sul “se fosse stato” – cosa mi sarebbe capitato, se fossi diventato sindaco – . E così, attraverso complicati intrecci di pensieri, che sono ben rappresentati dagli spaghetti “arravogliati” intorno alla forchetta, il non – sindaco approda alla “sentenza” di Schopenhauer: il “non essere” è preferibile all’ “essere”. Questa cosa di Schopenhauer a me l’ha spiegata, con pazienza pari alla competenza, la mia amica Margherita, che insegna filosofia a Pomigliano: spero di aver capito bene. Dunque, dopo un copioso piatto di spaghetti alle vongole “fujute” il sindaco candidato e bocciato “vede” – l’effetto visionario dell’aglio – “vede” svolgersi davanti agli occhi il “film” di quello che gli sarebbe capitato, se fosse stato eletto sindaco, a partire dal quarto giorno, dopo i tre giorni canonici dedicati ai festeggiamenti, alle lacrime, ai cortei. Il sindaco, che si era candidato per volare alto come un’aquila, per schierarsi ogni ora di ogni giorno a difesa della legalità e del bene pubblico, già al quarto giorno è costretto a scendere a terra, a chiudersi nel “cortile” delle beghe, delle “jacovelle”, degli “appiccechi” e dei “chiaieti”, tra chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. E che dire della guerra per gli assessorati, per le deleghe non assessoriali, per le commissioni…. Il candidato bocciato “vede”, come per una miracolosa illuminazione, che non sarà costretto a pubblicare su “fb” i “selfie” e i “post” almeno due volte al giorno, e a controllare, spasimando, almeno ogni ora, se e come cresce il numero dei “mi piace” e a leggere l’elenco di chi ha cliccato e di chi non l’ha fatto, ancora, e a prendere nota…Perché non costituire un assessorato per il controllo dei “post” e dei “selfie” ? E poi la fotografia con i ragazzi delle scuole, con i docenti delle scuole – di tutte le scuole -, e con le mamme, e con i nonni….E poi, i bastian contrari, gli avversari, le polemiche: hai voglia di fare “e cape d’angelo”, tu ci metti l’anima per raggiungere la perfezione, e loro ti trovano subito il pelo nell’uovo, e nella strada più pulita, nei giardini pubblici curati come i giardini dell’Eden, vanno a pescare quella sola cartaccia che non è stata raccolta, che è stata dimenticata, e che il sindaco comunque lascerebbe a terra, per il gioco del contrasto: perché il neo e un ricciolo fuori posto servono a far risaltare la compiuta bellezza di un volto di donna. E poi gli impiegati, e poi le associazioni, e poi il pellegrinaggio quotidiano dei cittadini che non hanno più nemmeno gli occhi per piangere, e vogliono il “posto”… E che dire degli “incontri ravvicinati” con certi personaggi che camminano e parlano e sorridono in un certo modo, in quel modo che si vede negli sceneggiati ispirati da Roberto Saviano? Ovviamente, sono situazioni frequenti soprattutto in Trentino e nella Valle D’ Aosta, e assai rare in Campania: e tuttavia anche un sindaco campano deve stare, come si dice, “preoccupato”, se vede quel tipo di camminatura là: il candidato bocciato, invece, può farsi una bella risata, e chiedere affettuosamente al soggetto dalla strana camminatura: “Ma che è, soffri di reumatismi?”. Sì, lo sappiamo, dicono in Sicilia che comandare è un piacere assai più intenso e soddisfacente perfino di quei piaceri che tutti i comuni mortali considerano supremi: ma siamo proprio sicuri che in questi tempi di populismo latrante un sindaco comanda più di un consigliere di opposizione?Dopo l’ultimo boccone di spaghetti alle vongole “fujute” – il boccone molle di sugo alchemico- il candidato bocciato ricorda, all’improvviso, che il 60% dei sindaci “incoccia” in un avviso di garanzia e ha su di sé lo sguardo affettuoso della Procura: allora il bocciato sospirerà profondo, e immaginerà, definitivamente sereno, il momento in cui al sindaco in carica verrà consegnato il fatale avviso: e forse la consegna avverrà proprio mentre egli si accinge a prendere la parola in un convegno sulla “legalità”. E’ capitato. Ma allora, uno perché si candida? Per stare in pace con la propria coscienza: per poter dire ai cittadini che non l’hanno votato: io mi sono proposto, voi mi avete detto di no. E mo’….ecc.ecc. Anzi, sapete che vi dico? Che la prossima volta vado a fare il sindaco in un altro Comune…Può capitare.