Medicina Futura: torna la calma nelle cliniche di Pomigliano e nel centro di Nola

Gli stipendi sono stati erogati. Ma la Cgil resta critica.      Si stempera il clima di tensione che in questi giorni aveva caratterizzato gli ambienti di lavoro delle due cliniche Ios di Pomigliano ( la ex San Felice e la ex Meluccio ) e del centro polidiagnostico di Nola facenti capo al gruppo Medicina Futura della famiglia Improta. Una crisi, quest’ultima, originata dalla mancata erogazione degli stipendi ai circa 150 dipendenti dei tre impianti sanitari. In un comunicato l’azienda comunica di « aver provveduto a saldare il restante 50% degli stipendi dovuti ai dipendenti delle due cliniche di Pomigliano d’Arco e del centro polidiagnostico di Nola grazie alla disponibilità della dirigenza dell’ASL NA 3 SUD, che ha prontamente collaborato per la risoluzione di una serie di intoppi e cavilli burocratici sbloccando una parte degli acconti e dei saldi dovuti ».  Il gruppo infatti vantava un credito comprendente acconti e saldi per gli anni 2015, 2016 e 2017. « Ringraziamo la dirigenza dell’Asl NA 3 Sud  per aver risolto in tempi rapidi il problema – commenta il direttore generale di Medicina Futura, Antonio Rainone –  un segnale importante che ci ha consentito di riuscire a venire incontro alla giuste pretese dei nostri dipendenti ». Critico è invece il sindacato di categoria della Cgil Funzione Pubblica: « Ogni volta che si sono problemi con le asl i privati scaricano tutte le responsabilità, anche le loro, sui lavoratori. E’ ora di dire basta ai ricatti, al precariato, alle violazioni continue dei contratti da parte delle aziende che dipendono in tutto o in parte dalla pubblica amministrazione ».  

Volla, aggredisce e rapina una passante mentre guida uno scooter con a bordo il figlio di 4 anni

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Alla guida di uno scooter aggredisce e rapina una passante. mentre compie il raid c’è il figlio di 4 anni sul motorino. Arrestato dai Carabinieri I Carabinieri della Stazione di Volla hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP di Nola a carico di G.L., un 27enne di Napoli già noto alle forze dell’ordine. Nel corso di indagini coordinate dalla Procura di Nola i militari dell’Arma hanno accertato, anche grazie a immagini prese da sistemi di videosorveglianza, che l’uomo verso le 15:30 del 27 maggio scorso a Volla, alla guida di uno scooter sul quale c’era anche il figlio di 4 anni, aveva aggredito una passante straniera e, cercando di strapparle la borsa portata a tracolla, l’aveva fatta cadere a terra, trascinata e picchiata per costringerla a mollare la presa, procurandole diversi traumi al corpo giudicati guaribili in 8 giorni; inutile anche il tentativo dell’amica di trarla in salvo da quella barbarie. Ora l’uomo si trova ristretto presso la casa circondariale di Poggioreale.

Somma Vesuviana, domani silenzio elettorale e poi il voto. Dopo una campagna al veleno e un proemio da «giallo».

Celestino Allocca
Salvatore Di Sarno
I due competitor, Celestino Allocca (Forza Italia, Noi Ora,Allocca per Somma, Forza Somma) e Salvatore Di Sarno (Siamo Sommesi, Udc, Psi, Verdi, Svolta Popolare, Liberamente), divisi da un vantaggio a favore del primo di circa 1500 voti, si sfideranno nel turno di ballottaggio domenica 25 giugno. Quella stessa sera, dopo lo scrutinio, la città di Somma Vesuviana avrà di nuovo un sindaco dopo qualche mese di commissariamento. Tra veleni e accuse, reiterati quasi ogni sera da palchi o predellini improvvisati, Somma Vesuviana vive la frenesia della campagna elettorale da più di un mese. Manca il Pd che ieri ha diffuso una nota ribadendo che non darà indicazioni sul voto di ballottaggio e scagliandosi al contempo contro il candidato di centrodestra, Celestino Allocca, e contro il parlamentare di Forza Italia, Paolo Russo che aveva – dal palco della chiusura di campagna per il primo turno- ironizzato sulle «passeggiate» in prefettura del gotha Pd che avrebbe voluto far slittare il voto dopo aver rinunciato a presentare la lista. Ieri si è espresso sul voto di ballottaggio anche l’ex sindaco Pasquale Piccolo che, nonostante la buona prestazione elettorale, è arrivato in coda a Di Sarno. «Vi invito ad andare a votare e farlo in totale libertà». Non sono arrivate indicazioni di voto né note stampa, dagli altri due competitor, Salvatore Rianna (Rianna Sindaco, Summa Felix) e Ciro Sannino (M5S). Non è dunque prevedibile come si orienterà il loro elettorato ma conteranno molto, a questo punto, le diverse composizioni dei consigli comunali in caso di vittoria dell’uno o dell’altro. Ieri è anche stata diffusa una lettera, la seconda dall’inizio del periodo elettorale a Somma, del testimone di giustizia Gennaro Ciliberto che in città non vive da tempo. L’uomo ha scritto una lettera al Prefetto di Napoli chiedendo di istruire le forze di polizia in occasione del voto di ballottaggio, paventando comportamenti illegali soprattutto nei seggi di via San Sossio. Ma la città, già ampiamente monitorata al primo turno tanto da provocare ironie sui social network, non ha risentito di problemi simili due settimane or sono. I due competitor, intanto, preparano i comizi di chiusura (Allocca sarà questa sera alla Tenuta San Sossio, DI Sarno a Santa Maria del Pozzo) che, visti i toni già calanti ieri sera, non promettono particolari esaltazioni. Eppure, negli ultimi quindici giorni, Allocca e Di Sarno non si sono risparmiati scambi dialettici, o meglio, accuse durissime. Il primo su un presunto trasformismo dell’ex vicesindaco di Allocca Senior (da Forza Italia alle civiche e infine in una coalizione dove ci sono partiti sì moderati ma tendenzialmente di centrosinistra e domani chiuderà con esponenti di Centro Democratico, Verdi, Psi e Articolo Uno), il secondo puntando sulla inesperienza amministrativa di Allocca junior, figlio dell’ex sindaco Ferdinando del quale Di Sarno era stato vice e poi facente funzioni al momento della scomparsa.  Sono stati poi consiglieri eletti e supporter a rinfocolare le polemiche, dai palchi e sui social ma eri sera, dopo una intervista del candidato Allocca trasmessa in diretta streaming sui social e il successivo comizio in piazza di Di Sarno, i toni sono calati. La città ha voglia di lasciarsi alle spalle questi ultimi due mesi di «passione» e l’unico rischio che si dovrebbe temere, visti i presidi del primo turno ai seggi che presumibilmente si ripeteranno questa volta, è l’astensionismo che potrebbe far oscillare l’ago della bilancia su uno o sull’altro candidato. Ciò che però davvero ha sconcertato i cittadini è – come non ricordarlo – il proemio di questa campagna elettorale: la alleanza pronta tra Pd e due liste facenti capo a Carmine Mocerino, consigliere regionale made in Somma e presidente della commissione anticamorra, il crash della compagine causato dal forfait improvviso del candidato sindaco prescelto, il medico Giuseppe Bianco, fiaccato da minacce anonime che ha in seguito denunciato dettagliatamente ai carabinieri (telefonate, lettere, pressioni su familiari, esposti anonimi relativi ad un abuso edlizio), la rinuncia del Pd a presentare la lista, il «viaggio della speranza» griffato Pd alla volta della Prefettura per tentare di far slittare il voto. Ma anche, in parallelo, la rinuncia alla competizione delle altre due liste facenti capo a Mocerino (che ha di recente, anche se in maniera ufficiosa, dato il suo sostegno al candidato Di Sarno), la lettera scritta da colui che doveva essere il capolista di Somma al Centro, l’imprenditore Luigi Mele (già vicesindaco di Allocca Senior) e consegnata al consigliere regionale che l’aveva a sua volta depositata nelle mani del Prefetto. Ed è proprio questa la vicenda più intricata sulla quale- come del resto sulle minacce a Bianco- è ancora in piedi un’indagine della Procura. Nella lettera e in interviste successive rilasciate ad un noto quotidiano napoletano, si profilava una tesi secondo la quale il maresciallo Raimondo Semprevivo, comandante della locale stazione dell’Arma, avesse fatto «pressioni» sul candidato in pectore, Mele appunto, per convincerlo a non candidarsi. Nel frattempo il maresciallo ha chiesto il trasferimento per far sì che le indagini proseguissero serenamente e il candidato Celestino Allocca, indicato nelle ricostruzioni estemporanee come colui che doveva essere il favorito dagli «inviti» del sottufficiale si è recato spontaneamente dai carabinieri di Castello di Cisterna per consegnare loro messaggi whatsapp di Mele, inviati lo stesso giorno dell’esplosione mediatica del «caso Somma», che escludevano «inviti» di sorta. Da quel momento si è creata una certa confusione mediatica, tanto da leggere – su quotidiani anche di rilievo – ricostruzioni totalmente sballate della vicenda e confusioni che accomunavano le «minacce» a Bianco al sottufficiale dell’Arma. Sulla vicenda, in cui probabilmente ci sono più vittime (Luigi Mele compreso, oltre al sottufficiale dei carabinieri e, per l’altra vicenda, il medico Bianco) che carnefici, dirà l’ultima parola la Procura. E va detto che entrambi i candidati alla carica di sindaco hanno dribblato con destrezza, evitando di sfruttare tutta questa storia che ha il sapore di un «giallo», per farne strumento di campagna elettorale. Solidarietà a parte che entrambi hanno espresso sia a Semprevivo (Di Sarno ad inizio campagna elettorale con una dichiarazione alla stampa, Allocca dal palco del primo comizio), sia a Bianco, entrambi in più occasioni, sia a Mele al quale Di Sarno ha ipotizzato di chiedere il coinvolgimento nella sua eventuale giunta quale assessore alla Legalità. Per ora, risposte non ve ne sono. C’è però una lettera anonima recapitata venerdì scorso ad alcuni quotidiani, al Prefetto Pagano, alla Procura di Nola, alla commissaria prefettizia di Somma Vesuviana, ai carabinieri di Napoli e Somma e al comando vigili della città.  La lettera, se vogliamo ritenere che almeno qualche dettaglio sia vero, è stata scritta da un professionista che dice di essere stato coinvolto nel progetto politico di quella coalizione che il dottore Bianco avrebbe dovuto guidare. E la ricostruzione dei fatti è minuziosa. Inizia cioè da aprile scorso, quando alcuni candidati della coalizione rimasta virtuale avrebbero cominciato a sganciarsi alla prospettiva di un accordo con il Pd. Una lunga missiva in cui si fa cenno a costruttori, abusi edilizi mai denunciati, pregiudicati, «schede ballerine» saltate fuori nel 2014 ed esaminate da una commissione senza che mai si sia appreso l’esito. Alla missiva sono allegate fotografie degli abusi di cui si fa cenno. Le indagini diranno il resto e Somma Vesuviana a quel punto avrà già un sindaco.

Somma Vesuviana/Ballottaggio 2017: questa sera Celestino Allocca alla Tenuta San Sossio

Ballottaggio Somma Vesuviana, il candidato sindaco Celestino Allocca chiude la campagna elettorale alla Tenuta San Sossio. Allocca, sostenuto da Forza Italia, Allocca per Somma, Noi Ora e Forza Somma, chiuderà la sua campagna elettorale del ballottaggio alla Tenuta San Sossio (via San Sossio, 1). Una «festa» insieme ai cittadini, con candidati, sostenitori ed esponenti politici delle sue liste.  «Prima percorrerò ancora le strade della città – dice il candidato sindaco – e parlerò con i cittadini invitandoli ad esprimere liberamente e con coscienza il proprio voto».

Somma Vesuviana/Ballottaggio 2017, Salvatore Di Sarno questa sera a Santa Maria del Pozzo

Questa sera, venerdì 23 giugno, nei pressi della chiesa di Santa Maria del Pozzo, alle 20, 30, Salvatore Di Sarno terrà il comizio di chiusura della campagna elettorale. Accanto a Di Sarno, che parlerà dei punti salienti del suo programma, ci saranno Michele Schiano (consigliere regionale di Centro Democratico- Scelta Civica), Carmine De Pascale (consigliere regionale di “De Luca Presidente”), Enzo Maraio (consigliere regionale del Psi), Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi, l’onorevole Arturo Scotto, (deputato di Articolo UNO – Movimento Democratico e Progressista).  

Roberti all’antimafia: « Economia della provincia di Napoli controllata dalla camorra »

Inquietante rapporto anche sull’egemonia nazionale della ‘ndrangheta.     Che il tessuto economico della provincia di Napoli fosse controllato dai clan storici della camorra era cosa risaputa ma non tanto scontato era che questo fatto fosse ribadito e ufficializzato dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti attraverso un’analisi scientifica e impeccabile presentata ieri alla commissione parlamentare specifica presieduta dall’onorevole Rosy Bindi. Nel rapporto di Roberti ci sono tutti i dettagli, che del resto la gente che abita i territori dell’hinterland conosce da tempo immemore. E’ stato sostanzialmente confermato che in provincia di Napoli i clan che hanno fatto i soldi, molti soldi, hanno reinvestito gran parte dei proventi illeciti nelle principali attività più redditizie di ogni territorio, edilizia e commercio in primis. E questo con la complicità di una classe politica locale amica se non direttamente imparentata. I nuovi delinquenti che stanno emergendo sono invece soprattutto di Napoli città e dell’hinterland contiguo e si dedicano prevalentemente al traffico di sostanze stupefacenti. Mentre i clan del capoluogo più scafati fanno più o meno quello che fanno le altre famiglie storiche della provincia: navigare nell’ombra con un riciclaggio sempre più spinto, anche a livello internazionale. Il rapporto di Roberti sembra fare il paio alla relazione dell’ex prefetto di Napoli Gerarda Pantalone, che all’ inizio dell’ anno scorso diede uno scossone affermando che la maggior dei comuni in provincia di Napoli sono governati da decenni dalle stesse famiglie. Parole, queste dell’ex prefetto partenopeo, a cui però seguirono ben pochi fatti: ben poche azioni coerenti in materia di prevenzione antimafia.

Somma Vesuviana, oggi convegno alla casa di cura Santa Maria del Pozzo: “La riabilitazione deglutologica”

La riabilitazione deglutologica –Aspetti Clinico-Riabilitativi E Socio-Sanitari” è il convegno che si terrà questa mattina (venerdì 23 giugno) alle 9.00, nella sala conferenze “Prof. S. Terracciano” della casa di cura Santa Maria del Pozzo di Somma Vesuviana.    Il convegno organizzato dalla Dott.ssa Ermenegilda Pagano, Direttrice scientifica della Casa di Cura S. Maria del Pozzo e responsabile del servizio nutrizione e dietetica vedrà la partecipazione in qualità di moderatori del Prof. Pasquale Strazzullo Ordinario di Medicina interna del Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia Università di Napoli Federico II e Presidente della Società Italiana di Nutrizione Umana e del dal Prof. Pierluigi Pecoraro Responsabile del Servizio Nutrizione dell’ASL Napoli 3 e Professore della Scuola di Specializzazione di Scienza dell’Alimentazione dell’ Università Federico II. Coordinerà la la tavola rotonda sul tema “Il paziente disfagico e le risorse sul territorio: possibilità e prospettive”, la Dott.ssa Maddalena Terracciano, Neuropsichiatra e Direttrice Tecnica CRD S. Maria del Pozzo, a cui prenderanno parte i responsabili di neurologia e neurochirurgia di alcuni nosocomi della provincia di Napoli: il Primario di Neurochirurgia dell’Osp. Cardarelli di Napoli Prof. Caiazzo Pasquale, il Primario di Neurologia dell’Osp. Umberto I Nocera Inferiore la Dott.ssa Cuomo Teresa, il Primario di Neurologia dell’Osp. Loreto Mare Napoli  il Prof. De Falco Fabrizio Antonio, il Primario di Neurologia del CTO Napoli  il Prof. Ronga Bruno ecc.. Il focus del convegno riguarderà il processo diagnostico e rieducativo dei disturbi della deglutizione, disfagia, dove svolgono un ruolo fondamentale il servizio del Foniatra e del Logopedista nel rispetto delle Linee Guida Nazionali per l’approccio clinico alle disfagie. Presso la struttura della Casa di Cura Santa Maria del Pozzo il Servizio di Deglutologia collabora a stretto contatto con il Servizio di Nutrizione e Dietetica per la gestione delle nutrizioni alternative in caso di impossibilità ad alimentare il paziente in modo fisiologico. Infatti sono numerosi i pazienti ricoverati che vengono nutriti con alimentazione enterale (SNG o PEG) o parenterale centrale e periferica. Inoltre l’Unità di Deglutologia è fortemente attiva nella ricerca attraverso un lavoro di screening sull’adeguata gestione del paziente disfagico.  

Nola, a dieci anni dalla scomparsa del Vescovo Cappuccino Francesco Saverio Toppi una celebrazione in sua memoria

L’appuntamento è per il prossimo 24 giugno presso la Chiesa dei Padri Cappuccini a Nola. Con una solenne celebrazione presieduta dal Ministro Provinciale dei Cappuccini di Napoli, il Rev.mo P. Leonardo Franzese, nella Chiesa dei Padri Cappuccini a Nola, alle ore 18 di sabato 24 giugno, si celebrano i dieci anni della scomparsa del Servo di Dio, il Vescovo Cappuccino Francesco Saverio Toppi, morto in odore di santità. La manifestazione è stata voluta dal superiore del Convento, P. Massimiliano Noviello, Postulatore della causa di beatificazione del Vescovo Toppi, nonché Postulatore della Candidata agli onori degli altari Enrichetta Beltrame Quattrocchi, ultima figlia dei beati Luigi e Maria, prima coppia di coniugi beatificata il 21 ottobre 2001 da San Giovanni Paolo II. Il Vescovo Toppi, consacrato Arcivescovo-Prelato di Pompei da Papa Giovanni Paolo II il 7 dicembre 1990, era nato a Brusciano il 26 giugno 1925 da una famiglia di umili agricoltori ma animata da grandissima e fervente fede; entrato appena undicenne nel Seminario Serafico di Sorrento e ordinato sacerdote nel 1948, ricoprì le massime cariche dell’Ordine cappuccino, accompagnato e preceduto da una fama di santità che trovava conferma nell’esercizio ordinario delle virtù di fede, speranza e carità. Dio non mancò di arricchirlo di carismi che lo infiammarono al servizio della Chiesa e all’edificazione del popolo di Dio. Si spense nell’infermeria del convento di Nola il 2 aprile del 2007. Un evento di fede ma anche di grande cultura: la liturgia sarà animata dai maestri del Liceo Musicale Albertini e, a seguire, un concerto di musica barocca diretto dal Prof. Egidio Napolitano concluderà solennemente l’evento.  

 Il libro di  Angelo Iannelli  ” Io nella Terra dei  Fuochi” recensito dal noto critico Internazionale Alfredo Pasolino

“La lotta di Pulcinella all’indifferenza”. E’ la mitezza diversa che salverà la Terra dei fuochi ? – “ Abbiate fiducia possiamo ancora dirlo ? ”. Queste proposizioni di attesa verticale, chiamate : Speranza nel futuro, bussano incessanti, ossessive, sulla soglia inesausta, etico-mentale di ANGELO IANNELLI, verosimilmente al galoppo a briglie sciolte dei Cavalieri annuncianti Apocalisse biblico. In diapason con il suo cuore “zingaro” senza catene, ferito di dolore. Notte e giorno ! Seppure è chiaro il sintomo della mitezza della Fede-Speranza del nostro Savanarola audace del Duemila, sotto la maschera infarinata che piange… Pulcinella si rialza sempre più forte determinato! Nessuno ci può togliere la speranza, come dice Papa Francesco, al nuovo condottiero morale della pace, dell’amore per la terra offesa, vilipesa, vulnerata da crudi amanti, araldi di un Futuro purificato, da consegnare, sulla parola data, ai nostri Figli. Nella vita di una promessa salvica, riscontriamo con il suo lavoro vernacolare, di quella sua satira del ‘sferzare senza fare male’, la passione vocale autentica sincera di queste parole. Parole ripetute infinitamente nelle sue conferenze, scolpite nei cuori dei grandi valori, presentando il Suo libro, la sua disperazione, da me letto e riletto. Scritto da chi, non ha più voce, nel groppo commovente del pianto, per amore di Lei, la sua amata terra come la sua gente! Angelo Iannelli, questo autentico paladino della ribellione vocata alla Fede-fiducia, per una straripante fiamma d’Amore con la A maiuscola, difesa a oltranza corale… : dal suo territorio fino allo scampanio nazionale : “Anche noi con Voi !”, non sono mai state rare. Determinante la forza di una passione inesausta, altrettanto la nostra di attenti uditori.. emotivamente sdegnati e condivisibili a oltranza al richiamo mistico di questa Crociata con in testa il nuovo ‘Pietro l’Eremita’, alias ANGELO IANNELLI. Peregrinando su e giù per l’Italia senza soste, fedele a quel detto. “ Maometto che va…alla Montagna ! “. Perchè molto frequentemente, sono anni…! che Angelo-Pulcinella non può fare se non obbedire al comando imperioso della parola, al cuore delle parole, sorgive dettate dall’Amore più autentico. struggente palpito, per la sua amata Madre : la terra Campana. Molte di queste parole sono custodite in vernacolo lirico, aulica musica, evocativo sentimento di quel : “ Va Pensiero “, verdiano. Corale compresa !. Quindi le ritroviamo nel suo   incendiario fuoco letterario, con umiltà e modestia, mai scaduta a arrendevolezza, diversa dalla realtà funesta della falce funesta che miete il suo raccolto…! Anime innocenti per ignavia colpevole…, la strage degli Innocenti. Ovvero… scellerata criminale volontà predeterminata e supina al solo guadagno.       Chi ci può smentire… grida Pulcinella, …si faccia avanti ! In primis fila per aiutarci a sostenere coraggiosamente le nostre condivisioni… di fronte ad un vero terrificante disastro ambientale. La morte di tumore abita qui ! Non certo per inerzia ipocrita, tanto meno per qualsivoglia ragione di arrendevolezza scontata, a mostrare spada e lancia e usbergo della Fede patria, alle nemiche lance dei predoni della terra, per amore di Colei che tanto Sole ci diede ! Da puntuali Fedeli d’Amore della Storia, per la sciatteria mostrata altrove, nei crocivia decisivi della vita : Indifferenza o fuga dalle nostre responsabilità ….bibliche !!! “, Son forse io il custode di mio fratello Abele?” In questo suo fraseggiare…. declamando lla potente energia della parola, c’è forse la resa dei conti di un uomo coraggioso con la vita ? No !!! E’ il grido dell’anima di certi uomini mascalzoni, che sfugge a loro stessi ! Ci sono le ferite doloranti come le cinque piaghe di Cristo, ancora grondanti, uscite da un passato spaventoso senza futuro. Anche la denuncia liberatoria di un uomo speciale: l’Uomo-artista-Poeta-Maestro di Vita! Per un uomo come me, è ancor più imbarazzante la mezza età, quando l’orizzonte della mortalità comincia a rullare i suoi tamburi accordati al battito del cuore. Si fa strada, in superficie dell’anima, la certezza di “QUESTA TERRA DEI FUOCHI”, “ …dove ogni giorno si muore di tumore portando con sé l’umiliazione dell’impotenza, dinanzi a uno scenario dove tutto è desolazione,morte. Siamo tutti solidali con Pulcinella , vero, verissimo !, anche se ci portiamo addosso, sulla pelle, il contagio di queste sue terrificanti verità, in questa dichiarazione che ha portato finora, umilianti compromessi. Anche noi tutti ci sentiamo morti di vergogna e indifferenza colpevole. Specie quando un uomo onesto, rispecchiando se stesso, sulla propria coscienza -con il suo tribunale interiore inappellabile- si scopre crudele e senza rispetto altrui. Il libro di Angelo di fatto ci pone davanti alle coscienze di noi tutti : è arrivato il conto da pagare ! E tutto insieme. Iannelli – Pulcinella è l’amico dei cuori onesti e un benefattore dell’umanità, molto versato al linguaggio schietto, libero della maschera napoletana. La sua vita è il suo messaggio !, che si sono fatti carne e sangue di questa ribellione. L’ ’Eterna Fiamma d’Amore brucia sulla memoria sacra dei suoi morti, sul Sacrario della terra dove ogni giorno si muore.

Somma Vesuviana, incendio in via Santa Maria Delle Grazie: provvidenziale l’intervento della Protezione Civile Cobra 2

L’azione dei volontari è stata premiata dal proprietario della Scanfish con il dono di un pieno di gasolio per il mezzo antincendio adoperato per spegnere le fiamme. Continua l’emergenza caldo in queste ore nel Vesuviano. Situazione che alimenta facilmente incendi nelle zone boschive, come accaduto venerdì scorso a Somma Vesuviana, in Via Santa Maria delle Grazie a Castello. Provvidenziale l’intervento della Protezione Civile Cobra 2, che è riuscita in poco tempo a spegnere le fiamme facendo rientrare l’allarme. Sul posto c’era anche il proprietario della Scanfish, il signor Ciro Fortunio, che ha premiato il lavoro svolto dai volontari donando loro un pieno di gasolio, destinato al mezzo antincendio che ha salvato la vegetazione vesuviana.