San Giuseppe Vesuviano. Emergenza roghi: disponibili maschere anti-fumo

0
A seguito delle condizioni di emergenza conseguenti all’incendio di vaste proporzioni che sta interessando il Parco Nazionale del Vesuvio, Il Comune di San Giuseppe Vesuviano ha reso disponibili maschere anti-fumo che i cittadini possono ritirare, in caso di necessità, presso il presidio sanitario allestito in piazza Garibaldi, nei pressi del Santuario, ed in via Santa Maria La Scala. in forza di ordinanza sindacale contingibile ed urgente, i residenti sono invitati, in via precauzionale, a tenere chiusi gli infissi di abitazioni, esercizi commerciali ed attività industriali e ad evitare spostamenti sul territorio che non siano improcrastinabili. Sono ancora chiuse al transito tutte le strade di collegamento tra via Zabatta ed il Monte Somma per facilitare l’accesso dei mezzi di soccorso. Il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, convocato dal Sindaco Vincenzo Catapano e coordinato da Santolo Ranieri, sta monitorando attentamente l’evolversi delle criticità. La Polizia Municipale è disponibile al numero 081.828.52.34 per la segnalazioni di emergenza e sono state rese disponibili ambulanze per eventuali soccorsi.

Vesuvio devastato dagli incendi, Il vescovo Marino ai sindaci dei comuni colpiti: “Non abbattetevi”

Il vescovo di Nola, Francesco Marino, esprime preoccupazione e amarezza per gli incendi che stanno devastando il Vesuvio e il Monte Somma con enormi e pericolosi danni alla vivibilità delle cittadine sottostanti. Il vescovo incoraggia i cittadini, i sindaci, le forze dell’ordine e gli uomini impegnati eroicamente a domare le fiamme e invita tutti «a non indietreggiare davanti alla prepotenza di gesti che mirano a distruggere la nostra terra». «Non abbattetevi, non scoraggiatevi insieme – ha sottolineato – possiamo restituire a questi luoghi la dignità che meritano, possiamo riuscire a garantirci il diritto alla salute e al godimento delle bellezze del territorio che abitiamo. Sono certo che il Governo nazionale non ci lascerà soli per arginare le fiamme e per arginare chi, con atti criminali, vuole farci vivere nella paura e nello smarrimento». «Con molta preoccupazione – ha dichiarato il vescovo di Nola, Francesco Marino – sto seguendo l’evolversi dell’emergenza incendi che in queste ultime ore sta mettendo a dura prova la popolazione di tanti comuni della Campania, alcuni dei quali rientranti nel territorio diocesano. Le immagini trasmesse dai telegiornali e lo scenario infernale descritto dai cronisti è reso ancora più concreto dalla cenere che giunge dal cielo sul mio balcone: ogni abitante di questa terra si senta accompagnato dalla mia preghiera e sia certo della disponibilità della Chiesa di Nola a dare tutto l’aiuto necessario. Aiuto e sostegno che garantisco anche ai sindaci dei comuni colpiti. Li invito a non indietreggiare davanti alla prepotenza di gesti che mirano a distruggere la nostra terra, ma a fare rete – anche con la Chiesa di Nola – sia per spegnere le fiamme sia per far rinascere i beni naturali devastati. Non abbattetevi, non scoraggiatevi, insieme possiamo riuscire a restituire a questi luoghi la dignità che meritano, possiamo riuscire a garantirci il diritto alla salute e al godimento delle bellezze del territorio che abitiamo. Sono certo che il Governo nazionale non ci lascerà soli per arginare le fiamme e per arginare chi, con atti criminali, vuole farci vivere nella paura e nello smarrimento». La preoccupazione e l’amarezza di queste ore non ci facciano sentire sconfitti: l’impegno di quanti sono in prima linea a domare le fiamme ci sia da incoraggiamento per riprendere il cammino ancora più desiderosi di difendere questa terra, talmente bella, nonostante le ferite, che il solo guardarla porta a lodare il Signore».

Emergenza incendi, oggi il ministro dell’ambiente Galletti incontrerà i sindaci a Palazzo Mediceo

Ottaviano, Trecase e Torre del Greco sono stati i comuni maggiormente colpiti  dalle fiamme.Il sindaco di Somma Vesuviana  impone ai proprietari di fondi agricoli  il divieto assoluto di” combustione dei residui agricoli all’aperto”.   La giornata di ieri passerà alla storia come la più funesta di questi ultimi anni. L’intera area del Parco Vesuvio,infatti,è stata ostaggio del fuoco e l’area è stata e continua ad essere irrespirabile. I sindaci dei comuni del Parco Vesuvio  hanno provveduto ad emanare ordinanze di chiusura  di strade e invitato i cittadini a tenere chiuse le finestre.Il sindaco di Somma Vesuviana ha ordinato il divieto di accendere residui agricoli all’aperto.   A Ottaviano, dove il sindaco Luca Capasso  ieri  ha invocato con forza l’aiuto del governo e  l’invio dell’ esercito, ci sarà  oggi  alle 16  un  summit al Palazzo Mediceo con il ministro dell’ambiente Galletti. Dalle prime ore di oggi sono riprese intanto  le attività di spegnimento dei vasti incendi divampati ieri sul Vesuvio. In azione Carabinieri Forestali, Vigili del Fuoco, personale della Regione Campania, e circa 100 volontari della Protezione Civile, mentre dall’alto tre Canadair ed un elicottero operano regionale nelle aree di Ottaviano, Trecase e Torre del Greco, colpite ieri duramente dalle fiamme. Durante la notte sono stati effettuati presidi fissi nei pressi di ristoranti e abitazioni. Ieri, un vasto incendio ha distrutto la caserma della Guardia forestale di Trecase, dismessa da quattro anni. Nello stesso luogo, l’intervento tempestivo di vigili del fuoco e Carabinieri forestali ha evitato che le fiamme raggiungessero una fabbrica di fuochi pirotecnici. La Protezione civile regionale ha reso noto il dato comparativo degli incendi in Campania tra il 15 giugno ed il 10 luglio del 2016 (158), con quello del 2017, (927). (fonte foto: rete internet)    

Incendi sul Vesuvio: cronaca di un giorno infausto

 

La cronaca della distruzione di un patrimonio ambientale e la tragedia umana di chi ha perso casa e averi, in quello che possiamo definire il più vasto incendio dal ’44 ad oggi.

Svegliarsi la mattina con l’amaro in bocca per quel che si è respirato ma soprattutto per quel che si è visto e sentito il giorno prima, e guastarsi la giornata ancor di più affacciandosi al balcone e vedere che l’inimmaginabile si stava avverando, ha un che di sfiancante e deprimente.

Il Vesuvio, da casa mia a San Sebastiano, lo si può vedere nella sua completezza a fare il paio col Somma, con il Colle del Salvatore e Colle Umberto incastonati nel verde dei boschi. Stamattina questo scenario idilliaco era offuscato dal peggiore degli incubi, un’altra nube si ergeva in direzione Torre del Greco e, mentre vi scrivo, in serata, lingue di fuoco minacciano il versante occidentale, quello che affaccia sulle mie verdi colline vulcaniche; il Fosso della Vetrana è diventato un inferno dantesco e i Cognoli di Giacca incominciano ad ardere anche loro.

Mi metto subito al telefono per chiamare Silvano, amico e compagno di avventure vesuviane, per organizzare una squadra ma non risponde, riprovo ma niente ancora; passa qualche minuto ed è lui a richiamarmi: “Ciro porta quante più persone possibile e vieni qua a Torre che le fiamme stanno accerchiando casa mia!” Rimango di stucco, non so che fare, già il mio stato d’animo non era dei migliori per il senso di impotenza che quest’evento mi procura ma devo reagire, per lui, un amico che ha partecipato in più occasioni allo spegnimento e al contenimento degli incendi a Torre come ad Ercolano.

Il tempo di mettermi qualcosa addosso e, raccogliendo due amici per strada, corriamo verso Torre. Sull’autostrada lo scenario che si dipana davanti ai nostri occhi è apocalittico e senza il timore dell’enfasi, una colonna alta decine e decine di metri si elevava a sud dei Camaldoli di Torre, proprio in direzione della casa di Silvano, le fiamme, alte, si vedono dalla strada e sono spaventose. Arriviamo verso Cappella Vecchia, superiamo un primo posto di blocco dei vigili urbani ma ci ferma definitivamente la Polizia di Stato. Lì intravediamo Silvano col padre, li salutiamo e cerchiamo di capire come essergli utili ma niente, l’espressione di fiero sconforto del mio amico non dà adito a speranze. Il padre insiste per passare e andare a vedere la sua casa, un poliziotto lo blocca ribadendogli il suo ruolo di difensore della vita umana prima di ogni cosa, ma la disputa, tra due legittimi punti di vista, si accende. Alla fine il buon senso di una volta placa gli animi e una soluzione viene finalmente trovata.

A questo punto ci facciamo da parte e decidiamo di andare ad Ercolano per ritornare a lavorare nel bosco sotto la riserva del Tirone ma decidiamo di vedere come stanno le cose all’Osservatorio. Ci bloccano però all’altezza della Siesta, dove si è creato un punto nodale da dove passano solo autobotti dei VVF, moduli e camionette della Protezione Civile provenienti da tutta la provincia ed oltre. Ci presentiamo e diamo la nostra disponibilità per dare qualsiasi tipo di aiuto e ci mettono per questo in attesa.

Nel frattempo abbiamo la malaugurata idea di mettere un post su facebook con la richiesta di volontari per arginare il fuoco, questa richiesta viene comunicata anche al Sig. D’Acunzo, referente regionale della PC; ci fa però capire che, per il momento, è meglio evitare affollamenti, vista la cospicua presenza di uomini qualificati e mezzi terrestri operanti. Purtroppo il post, condiviso da tanti amici, diviene virale e le richieste sono talmente tante da esser costretto a chiudere il mio telefonino.

Do una mano alla PC per dare un senso alla mia presenza lì e cerco di orientare i soccorsi su di una cartina fornita solo grazie all’efficiente amica Giulia, volontaria anche lei e profonda conoscitrice del Vulcano; al cospetto di tanta partecipazione di uomini e mezzi non riesco però a non considerare la disparità rispetto ai giorni precedenti, ora però mancano i mezzi aerei, solo un elicottero e un Canadair per un fronte vastissimo e che si estende sempre più e che prende oramai tutto il complesso vulcanico. Ottaviano, Somma, Ercolano, Terzigno, Boscotrecase, è un rogo continuo, un’immagine infernale degna di un quadro di Bosh.

Passate le 16:00, il piazzale della Siesta incomincia ad affollarsi, non solo di tecnici e volontari d’ogni tipo ma anche di curiosi ed animali da palcoscenico. Vista la nostra inutilità in quel contesto e rischiando di essere più di intralcio che d’aiuto, non essendo autorizzati a combattere il fuoco, decidiamo di andarcene, cercando di essere più utili a casa, cercando di fornire un’informazione meno didascalica e meno ufficialmente fantasiosa di quella alla quale stiamo da giorni assistendo.

Sulla via del ritorno il fuoco pare inseguirci e una volta arrivato e affacciatomi al balcone, noto un nuovo focolaio su via San Vito, verso il ristorante Antico Ricupo. La notte è insonne, corrono le solite voci mediatiche che tra roghi tossici, ecoterrorismo e una presunta lingua di fuoco sulla lava del 1944, ci inducono ad andare a verificare la situazione. Lo scenario è paradossale, via Panoramica a San Sebastiano è un cinema all’aperto sul grande schermo del Vesuvio in fiamme, un lince dell’esercito scorrazza per un’oretta  tra via Castelluccio ad Ercolano e la nostra Panoramica ma, tutt’attorno, per fortuna, nessun segnale di fuoco.

Sui social si diffonde l’isteria, c’è chi teme che il Vesuvio si risvegli a causa degli incendi, altri promettono vendetta lapidando mediaticamente i presunti ed immaginifici esecutori di tale scempio annunciato ma tutti, praticamente, dimenticano complici e mandanti.

San Giuseppe Vesuviano. Emergenza incendi: il sindaco ordina la chiusura di via Zabatta

0
Allertato il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile che sta monitorando attentamente l’evolversi delle criticità.   A seguito delle condizioni di emergenza conseguenti all’incendio di vaste proporzioni che sta interessando il Parco Nazionale del Vesuvio, in forza di ordinanza sindacale contingibile ed urgente, i cittadini di San Giuseppe Vesuviano sono stati invitati, in via precauzionale, a tenere chiusi gli infissi di abitazioni, esercizi commerciali ed attività industriali e ad evitare spostamenti sul territorio che non siano improcastinabili. Sono state chiuse al transito tutte le strade di collegamento tra via Zabatta ed il Monte Somma per facilitare l’accesso dei mezzi di soccorso. É stato allertato anche il Centro Operativo Comunale che sta monitorando attentamente l’evolversi delle criticità. La Polizia Municipale è disponibile al numero 0818285234 per la segnalazioni di emergenza e sono state rese disponibili ambulanze per eventuali soccorsi.

E’ di Nola la nuova presidente di Emergency

La nolana Rossella Miccio succede a Cecilia Strada alla guida dell’associazione umanitaria fondata da Gino Strada. A lei le congratulazioni del sindaco di Nola, Geremia Biancardi: “Ecco un altro orgoglio di Nola: Rossella Miccio neo presidente di Emergency. Auguri!”. Rossella Miccio ha iniziato a lavorare nell’organizzazione nel 2000. Prima, occupandosi di Afghanistan. Poi, nel 2007, è diventata co-direttore dei Programmi umanitari, curando in particolare i rapporti con le istituzioni internazionali, occupandosi dello sviluppo di Emergency fuori dall’Italia. Assume oggi la guida di Emergency, che dal 2009 era nelle mani di Cecilia Strada, ora membro del Consiglio direttivo.

Bacoli, ultimo appuntamento con Teatro alla Deriva

Domenica 16 Luglio alle 21:30 alle Terme-Stufe di Nerone (Bacoli-NA) si conclude la VI edizione della rassegna TEATROallaDERIVA (il teatro sulla zattera), ideata da Ernesto Colutta e Giovanni Meola, che ne cura la direzione artistica per il quinto anno. Come già negli anni scorsi, anche i primi tre appuntamenti del cartellone 2017 sono stati premiati da una folta presenza di un pubblico sempre più affezionato alla qualità delle proposte spettacolari e alla suggestione della location. Come quarta e ultima proposta, la compagnia Vulie Teatro presenta ‘Semi (peccato, non esiste più l’amore platonico)’, scritto, diretto ed interpretato da Michele Brasilio e Marina Cioppa, anime della compagnia casertana. Questa la presentazione del direttore artistico: “In chiusura, un debutto campano assoluto, Semi, seconda prova di una giovane compagnia che punta tutto sui ritmi serratissimi di una battaglia dialogica alla Woody Allen, ma senza minimamente scopiazzarlo, con tante risate, spesso amare, e considerazioni assortite sulla vita di coppia, prima, durante e dopo la sua esistenza.” TEATROallaDERIVA, manifestazione unica in Italia, è divenuta appuntamento fisso delle estati flegree. La sua unicità risiede nel fatto che gli spettacoli vengono rappresentati su di una zattera galleggiante sull’acqua, costruita appositamente e posizionata all’interno del laghetto circolare delle Terme-Stufe di Nerone.  

Vesuvio in fiamme, il sindaco di Ottaviano chiede l’intervento dell’esercito

0
 Il Comune di Ottaviano mette a disposizione tre ambulanze. Il sindaco chiede l’intervento dell’Esercito e sollecita il Governo: “Emergenza nazionale”   100 interventi di spegnimento di incendi nella sola giornata di ieri, lunedì 10 luglio in tutta la Regione Campania, e circa 700 dall’inizio del mese di luglio: un numero di gran lunga superiore a quello dello scorso anno nello stesso periodo (sempre nel territorio regionale). Sono numeri allarmanti quelli emersi nel corso della riunione che si è tenuta questa mattina nella sala consiliare “Pasquale Cappuccio” del Comune di Ottaviano, alla quale ha partecipato il generale Antonio Ricciardi, già vice comandante generale dell’arma e attuale comandante generale del Nucleo tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri. Insieme al generale Ricciardi, il sindaco di Ottaviano e presidente della Comunità del Parco Vesuvio Luca Capasso, il presidente del Parco nazionale del Vesuvio Agostino Casillo, il responsabile della Protezione civile regionale Massimo Pinto, l’ingegnere Gustavo Prisco dei Vigili del Fuoco. I dati sono stati forniti da Prisco e Pinto. Presenti anche i sindaci e gli amministratori dei Comuni di Somma Vesuviana, Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano, Massa di Somma, San Giuseppe Vesuviano. La riunione si è tenuta proprio mentre le fiamme, in gran parte del territorio del Parco, aumentavano. Il Comune di Ottaviano ha convocato il Coc, Centro operativo comunale, che sarà attivo per le prossime 24 ore per gestire l’emergenza. Tre ambulanze sono a disposizione dei cittadini in caso di malori dovuti al fumo, che può creare problemi alle vie respiratorie e alla vista. Sono state inoltre sistemate autobotti presso la Valle delle Delizie, per consentire ai soccorritori di rifornirsi in tempi rapidi. La popolazione sarà comunque informata tempestivamente sull’evoluzione della situazione, intanto in caso di difficoltà respiratorie o comunque per qualsiasi emergenza si può contattare il comando dei Vigili Urbani al numero 0818278304 o il servizio Ambulanza Emergenza Vesuviana al numero 0818270885. Il sindaco Luca Capasso ha anche chiesto l’arrivo dell’Esercito ed ha sollecitato il Governo: “Si tratta di un’emergenza, ci aspettiamo un aiuto da Roma, dalla protezione civile nazionale, perché da soli non ce la facciamo, si tratta di una calamità che rischia di mettere per sempre in ginocchio un’intera area. Stiamo assistendo alla morte dello Stato, alla sua totale assenza, ma mai come stavolta lo Stato siamo tutti noi: anche quelli che si fanno i selfie tra le fiamme per postarle sui social, anche quelli che criticano solo e aspettano aiuti senza sapere che in Italia ci sono solo 12 canadair e poi magari esitano a denunciare i piromani. Infine, spiace dirlo ma è così, lo Stato è anche la mano criminale che sta facendo accadere tutto questo: siamo tutti sconfitti, siamo tutti impotenti, ma sarebbe sbagliato arrendersi. Ora è il momento di dare il massimo, ognuno per la propria parte. Dobbiamo salvare il territorio”

Torre del Greco, in diretta dal luogo dell’incendio

Crio Teodonno, in veste di volontario e di giornalista, racconta la drammatica  situazione dell’emergenza incendi sul Vesuvio. Di seguito un suo messaggio vocale.   “Disastroso incendio sul Vesuvio. Pensavamo di aver visto tutto in questi giorni con il Colle del Salvatore e  la sede storica dell’ osservatorio vesuviano accerchiati dalle fiamme. Grazie ai vigili del fuoco i danni  lì sono stati  contenuti,  ma sembra che al peggio  non ci sia mai fine. Infatti stamattina  da quello che  da lontano sembrava un focarello , si è sviluppato un incendio  in maniera tanto potente e veloce che ha attaccato le case situate nelle vicinanza della pineta, nella zona di via Nuova Resina tra Trecase e Torre del Greco, zona Cappella Vecchia. La polizia ha presidiato la zona e ha evacuato la  zona,  sono state evacuate tra l’altro anche persone anziane e in carrozzelle: una situazione  davvero drammatica. Un paio di case hanno preso fuoco. Nella zona montagnelle  è messa a serio rischio anche un canile e si sta pensando a cosa fare per quest’altra emergenza. Anche  dal versante ercolanese le notizie non sono buone. Adesso ci troviamo qui come volontari nel centro italiano e di altre associazioni  in attesa di  notizie  da parte della protezioni civile   e dei vigili del fuoco,  e siamo pronti a intervenire  qualora  dovesse servire il nostro aiuto.  Abbiamo deciso di fare così  per coordinare al meglio  i nostri soccorsi  e non disperdere il nostro lavoro e  andare lì dove è più opportuno agire. I focolai sono numerosi e vari purtroppo e sono anche molto  grandi ed estesi. Oltre a quello di  Torre del Greco, cis ono fiamme nella riserva del Tirone,  sul  Vesuvio, il Colle del Salvatore attivo anch’esso in fiamme e  pare che ci sia  un incendio anche tra Ottaviano e  Somma  mentre   una colonna di fumo si vede spuntare anche dietro il gran cono. Su quest’ultimo incendio non possiamo essere molto precisi ma la situazione è veramente impressionante. Anche qui , zona osservatorio, sono state evacuate case e ristoranti. Rimangono pochissime persone al presidio insieme ai vigili del fuoco. Rimando a un prossimo articolo approfondimenti e  ulteriori informazioni. Al momento è tutto.  Ciro Teodonno”.  

Nola, via Giacomo Imbroda è una topaia

“Centinaia di ratti giganti stanno invadendo le nostre case. Aiutateci, stiamo nel terrore. Via Giacomo Imbroda presa d’assalto”. E’ il grido d’aiuto che lancia una residente, Cleopatra, usando Facebook. E se il suo appello è chiaro, le foto sono ancora più eloquenti. Una colonia di pantegane è stata immortalata mentre la notte scorsa sbucava da un giardino e invadeva il balcone di un palazzo adiacente camminando su fili e tubi. Sembrano scene di un film horror, un incubo. Invece è la realtà: una vera e propria invasione, che sta terrorizzando gli abitanti di via Imbroda. “Una bomba per la città”, tuona Cleopatra, che parla della presenza di centinaia di ratti. “Per aiutarci – ha detto – le autorità preposte ci hanno chiesto di raccogliere le firme e di fare prima la denuncia all’Asl”. “Tutto per perdere tempo – sbotta – questo ora vi basta?”. Il suo “sos” ha fatto in pochi minuti il giro dei social. Quelle impressionanti immagini a corredo, che immortalano una “mandria” di topi che si arrampica lungo muri e balconi di un immobile abitato, sono una manifestazione delle scarse condizioni igieniche in cui versa il posto. Il sindaco è la massima autorità sanitaria di un comune e si spera che quanto prima possa fare la sua parte.