Incendi: Mocerino, in Commissione audizioni per accendere riflettore su ruolo criminalità organizzata
Esercito pattuglia il Vesuvio, bloccati accessi al Parco Nazionale
Museo del Parco Nazionale del Vesuvio a Boscoreale, passo in avanti. Aggiudicata gara per l’allestimento
Nola, schiaffi e pugni alla moglie che finisce in ospedale: in manette 60enne
San Sebastiano, una giornata infernale
Il disastro vesuviano tocca anche San Sebastiano al Vesuvio, tanta paura ma tutto sommato e almeno per il momento, con il passaggio del fuoco sono stati contenuti i danni.
Strani giorni questi degli incendi vesuviani, giorni nei quali impari a conoscere bene le persone perché queste cacciano fuori il meglio o il peggio di se stessi. Giorni in cui, amici e non, ti offrono un aiuto o la semplice stima o l’incoraggiamento per andare avanti in questa sfida impari contro la stupidità dell’uomo e la natura da lui offesa. Ma sono anche giorni in cui, amici e non, colgono l’occasione, non sapendo fare di meglio, per non stare zitti, e parte la gara a chi trova il pelo più piccolo nell’uovo o chi la spara più grossa.
Scrivere, in questi giorni di fuoco, è stato snervante e temo che lo sarà ancora per un po’ ma risulta vitale per esorcizzare il dispiacere nel vedere bruciare quella che è la mia casa dell’anima. Scrivere quello che vedo ma anche quello che provo deve purtroppo cozzare contro gli staffettisti delle agenzie stampa e l’orgia mediatica della disinformazione che violenta ogni buon senso e rigor di logica.
Ma veniamo alla cronaca di questa calda giornata. Il risveglio conferma quanto presagito la notte precedente (la notte del 12 luglio), con il fuoco sulla colata lavica del 1944 e sul sentiero n°8, il cosiddetto Trenino a cremagliera, situato nel comune di Ercolano ma di proprietà di quello di San Sebastiano. Le fiamme, spinte dal vento e provenienti dal fosso della Vetrana e da San Vito, si impossessano facilmente di parte del sentiero e del suo costone occidentale ma la protezione civile congiunta, di San Sebastiano e Massa, riesce a contenere il fuoco e a spegnerlo. I problemi però emergono con le fiamme sulla colata poiché sono difficilmente raggiungibili, si spera negli interventi aerei ma non giungeranno che nel primo pomeriggio.
È una lotta tra i ragazzi della PC e le fiamme, una questione di principio per qualcuno e nonostante la natura impervia nel vecchio flusso lavico, riescono a contenere le fiamme fin quando però, un nuovo focolaio, si apre all’improvviso dal lato ercolanese, là dove una vera e propria ventata di fuoco investe chi si trovava a valle per un’ispezione. Cataste di legna da ardere vengono raggiunte dal fuoco della sterpaglia e si infiammano con una velocità straordinaria, raggiungendo subito la strada con fiamme alte. Buona parte dei presenti riesce a scappare e a prendere l’auto ma un carabiniere rimane bloccato dal fuoco così come la sua autovettura, lui riesce a scamparla, non il veicolo che viene avvolto dalle fiamme. Brucia la terra, brucia la campagna e una baracca, ma per fortuna tutti sani, salvi e impauriti.
Il nuovo fronte è il Capriccio, rinomato ristorante ercolanese ai confini con S. Sebastiano, e che dà il toponimo alla meta più ambita dalle coppiette locali. Lì, il vento ha spostato l’incendio che minaccia seriamente i pini del ristorante. I cavalli del vicino maneggio sono prelevati e condotti altrove. Si decide di fare una linea tagliafuoco più ampia della stradina che costeggia il perimetro dell’edificio, ci penserà Ciro Perna con una grossa pala meccanica e, rasentando le fiamme, toglie innesco al fuoco nell’attesa del prossimo arrivo dell’elicottero. Tutt’attorno è però l’inferno, le volpi saltano fuori dalle loro tane, la gente inveisce pretendendo priorità d’intervento per le loro proprietà e la tensione sale anche tra chi sta operando, all’improvviso un grottesco scoppio di fuochi d’artificio, abbandonati da qualcuno e inesplosi deflagra tra le fiamme. Il fumo nero delle ginestre viene ben presto confuso con quello più oscuro di una catasta di pneumatici e fusti accatastati da anni sotto la sterpaglia, ma questa è un’altra storia.
La giornata campale si chiude con un fronte di fuoco che supera la lava e, lento e minaccioso, si dirige verso il Bosco del Molaro.Somma Vesuviana, assoluzione per la tragica morte di due operai in via Pizzone Cassante

Somma Vesuviana, il centrodestra chiede l’annullamento dei bandi di gara per rifiuti e tributi
I consiglieri Antonio Granato (Forza Italia), Umberto Parisi (Allocca per Somma) e Salvatore Granato (Forza Somma) chiedono al sindaco Salvatore Di Sarno l’annullamento del bando di gara per l’affidamento della gestione e riscossione dei tributi e per l’affidamento dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto dei rifiuti.
I consiglieri in pectore non ancora proclamati tali, Granato (Fi), Parisi (Allocca per Somma) e Granato (Forza Somma) si sono rivolti al sindaco Di Sarno con istanze indirizzate anche alla Corte dei Conti, all’Anac (autorità nazionale anticorruzione) e al Prefetto di Napoli, facendo recapitare le missive a tutti i consiglieri comunali di prossima nomina nell’assise di Somma Vesuviana.
Scaduto l’affidamento alla Geset e da rinnovare quello per l’affidamento del servizio di igiene urbana, entrambe le questioni erano già «attenzionate» prima delle ultime elezioni. I bandi – approntati dai funzionari sotto la gestione del commissario prefettizio – così come sono stati redatti, porterebbero, secondo i consiglieri che hanno sottoscritto le richieste in rappresentanza delle forze di centrodestra che hanno appoggiato in campagna elettorale il candidato sindaco Celestino Allocca, gravi danni alle casse comunali.
«Abbiamo chiesto l’annullamento di entrambi- dicono gli eletti al consiglio comunale Antonio Granato, Umberto Parisi e Salvatore Granato – per evitare danni economici rilevanti e in un’ottica di collaborazione amministrativa nell’interesse della collettività: il bando per l’igiene urbana presenta gravi anomalie e un evidente aggravio del Piano Finanziario che condurrebbe all’aumento della Tari».
«Così come- proseguono i firmatari delle richieste di annullamento – l’annullamento del bando per l’affidamento della gestione e della riscossione dei tributi locali eviterebbe rilevanti danni alle casse dell’Ente». Emergenza roghi: aggiornamento dal Centro Operativo Comunale di Protezione Civile
Sant’Anastasia, il presidente del consiglio comunale Gifuni: “I parlamentari campani solo a caccia di poltrone”

Il presidente del consiglio comunale di Sant’Anastasia lancia una riflessione in vista delle prossime elezioni politiche, criticando aspramente i parlamentari campani che anche in questa legislatura non ha portato alcuna soluzione per la questione meridionale e già sono in caccia di un’altra poltrona.
“Esistono delle responsabilità serie all’interno della classe politico-dirigente campana anche nel perimetro di centro-destra, sono anni che siamo rappresentati da deputati e senatori che usano i nostri territori come meri serbatoi di voti e raramente hanno contribuito ad un miglioramento. Penso ad esempio che in tutti questi anni avrebbero potuto trovare una soluzione sul “caro assicurazioni” o sul tema delle bonifiche ambientali o su altri atavici problemi delle nostre zone. Dopo anni di “vacanze romane” questi soggetti, solo in prossimità delle elezioni, si preoccupano di sembrare interessati ai problemi dei cittadini campani. Nulla di più falso e ipocrita” – tuona il presidente Mario Gifuni – “ Ho scelto Matteo Salvini perché è l’unico ad avere idee e proposte fattibili per il rilancio della nostra Nazione, ed ha scelto di essere distinto e distante dai gattopardi e i professionisti della politica.”
Il presidente Gifuni ha annunciato la sua partecipazione alla convention provinciale di Noi con Salvini, voluta dal giovane coordinatore Biagio Sequino, che si terrà prossimamente a Napoli, nella quale saranno presentati gli amministratori locali che hanno aderito al partito.

