Napoli, bimbo di 18 mesi ingerisce hashish. Ricoverato in ospedale

Denunciato lo zio dalla Polizia di Stato. La prognosi resta riservata, ma le sue condizioni al momento sono stabili. Un bimbo di un anno e mezzo è stato ricoverato ieri nell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli dopo avere ingerito un pezzetto di hashish trovato nell’abitazione di Torre del Greco (Napoli) dove vive con i genitori e uno zio, fratello del padre. Le sue condizioni sono già in via di miglioramento: secondo i medici è fuori pericolo, anche se la prognosi rimane riservata. La Polizia di Stato del locale commissariato ha denunciato per lesioni colpose lo zio del bimbo, pregiudicato per reati connessi alla droga come il padre del piccolo. Secondo quanto emerso dalle indagini, infatti, la sostanza stupefacente, risultata di proprietà dello zio, era stata lasciata incustodita. Il piccolo l’ha trovata e l’ha ingerita pensando che si trattasse di un dolcetto.  

Arancia meccanica a Pomigliano: ragazza presa a pugni in casa da un rapinatore

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E il giorno dopo aggredita un’altra giovane con le stesse modalità.
  Rapine da “arancia meccanica” a Pomigliano, violenza estrema su giovani donne. Due gli episodi, uno è avvenuto mercoledi sera, l’altro la mattina seguente. A farne le spese due ragazze, C.C., di 25 anni, inseguita dalla strada fin dentro casa e qui, nel suo appartamento, colpita con due pugni al viso. La seconda vittima è D.R., 22 anni. E’ stata scippata, picchiata e trascinata per metri sul selciato. Entrambe le ragazze sono state costrette a farsi curare ferite e contusioni dai sanitari del pronto soccorso dell’ospedale Villa dei Fiori di Acerra. Il sospetto è che a Pomigliano stia girando una banda di criminali “autoctoni”, forse provenienti dai rioni più popolari della zona. Per mettere a segno le loro malefatte da film pulp questi delinquenti usano le maniere forti, scorrazzando a bordo di una Grande Punto di colore grigio, la cui targa inizia con le lettere “EG”. Uno di loro, magro, alto, giovane, berretto in testa, poco dopo le 20 e 30 di mercoledi sera ha inseguito C.C., che stava rientrando a casa, in via Trieste, pieno centro. Il malintenzionato ha approfittato della chiusura troppo lenta del cancello elettronico del palazzo ed è riuscito a introdursi furtivamente nell’edificio. Quindi ha seguito la ragazza fino alla porta di casa, al primo piano. A quel punto C.C. ha aperto ed è entrata. Ma si è ritrovata alle spalle il malvivente. E’ stato un attimo: la ragazza si è girata ed è stata raggiunta da due pugni al volto. La giovane è stramazzata sul pavimento ma ha fatto in tempo a urlare mentre l’aggressore tentava di strapparle la borsa. Alla fine, allarmati dalle grida, il papà e il fratello della vittima sono accorsi nell’atrio dell’alloggio per cui l’arrivo, forse inaspettato, dei parenti della giovane ha costretto il rapinatore alla fuga. Lo hanno visto salire a bordo di una Grande Punto grigia. La ragazza, che ha un’ecchimosi visibile sulla fronte, è stata curata dai medici della clinica Villa dei Fiori di Acerra. Non è finita. Il giorno dopo un’altra ragazza, R.D, ha subito stessa sorte. Anche in questo caso la vittima è stata seguita da un giovane sceso da una macchina. Il tentativo di scippo della borsa si è consumato davanti a un supermercato. La ragazza è stata trascinata per metri sul selciato. Si è ritrovata con gambe e braccia zeppe di lividi e graffi. Anche lei è stata curata in ospedale. Gli episodi sono stati denunciati ai carabinieri. Nel frattempo, secondo quanto trapelato, le due ragazze sono tuttora terrorizzate. Questi ultimi fatti di violenza predatoria si sono consumati in poche ore ma dopo un periodo piuttosto lungo di calma relativa a Pomigliano e dintorni. In base a quanto fatto sapere dai carabinieri si ipotizza che i fatti siano ascrivibili alla criminalità comune. L’unico elemento che fa pensare che i due episodi siano collegati è l’uso dell’automobile da parte dei rapinatori. Nulla a che vedere però con il 2015, annus horribilis nel corso del quale questo territorio è stato flagellato da una banda di rapinatori quasi tutti minorenni, un gruppo capeggiato da un ragazzo di 21 anni della 219 di Pomigliano e in grado di formare alla scuola del crimine schiere di ragazzini che poi sono stati pronti a seguire il loro “Lucignolo” in una dozzina di colpi a mano armata. A mettere fine a questa storiaccia sono stati proprio i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna. Cinque gli arresti operati dai militari nel Natale di due anni e mezzo fa in quella che è stata appunto soprannominata “operazione Lucignolo”.

Brusciano, Giapponesi turisti per un giorno

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Una di coppia di giapponesi turisti per un giorno a Brusciano. La Proloco di Brusciano l’anello di congiunzione tra i due mondi. Una di coppia di giapponesi turisti per un giorno a Brusciano. La Proloco di Brusciano l’anello di congiunzione tra i due mondi. Una delegazione della Proloco ha accompagnato in un giro turistico per le vie del paese i due nipponici, che nel tour per un giorno in Campania e proveniente da Villanova del Battista per assistere al giglio di paglia, hanno fatto esplicita richiesta al loro tour operator di visitare la festa de gigli di Brusciano e ne sono rimasti ancor più affascinati dal vivo dall’arte e dal folklore dei gigli targati made in Brusciano. Tante le domande e le curiosità da parte dei turisti d’oltre oriente, che accompagnati dalla guida che gli ha fatto da interprete, che sono rimasti entusiasti nel vedere con tanto di occhi all’insù delle vere ‘opere d’arte’ così come sono state da loro soprannominate. Una tappa tra gli obelischi che è terminata nella sede della Proloco, con i due coniugi che hanno rilasciato sul libro dell’associazione il loro messaggio al popolo di Brusciano: “È stata un’esperienza veramente bella , realizzate dei gigli molto belli. E’ un vanto per un paese così accogliente e non grande quanto alla nostra Tokio, riuscire ad organizzare una festa così bella. Vi aspettiamo in Giappone per vedere i nostri carri”. Un pomeriggio davvero particolare quello del sabato delle fanfare per la città di Brusciano, con la bella e interessante visita dei due coniugi Sakumi, con il marito che come studioso esperto del Matsuri (Folklore), ha già annunciato che nel prossimo suo libro in uscita entro il 2018, sarà dedicato un passaggio alla festa di Brusciano, con l’intento di poter intraprendere un percorso di scambi di folklore tra due culture diverse. Il presidente Antonio, Francesco Martignetti e la vice presidente Lina Vaia, si sono detti più che soddisfatti per il particolare e interessante incontro con la coppia nipponica: “Una bella esperienza, che ci da sempre più la percezione che la nostra festa sta riuscendo grazie all’apporto di tutti a partire dalle istituzioni, associazioni e cittadini a varcare i confini dell’Italia. Il messaggio che ci lasciano i giapponesi, deve essere per noi tutti da sprono per puntare sempre più a valorizzare le nostre tradizioni vero bagaglio di cultura da lasciare soprattutto alle future generazioni”. Uno speciale saluto alla delegazione nipponica è giunto anche dal primo cittadino di Brusciano, Giosy Romano, che se pur impegnato nel mettere appunto tutte le fasi della macchina organizzativa con l’occhio sempre vigile alla sicurezza, si è detto soddisfatto nel riscontrare sempre più che la festa è un grande attrattore nell’ottica di proficui scambi culturali.

Pollena Trocchia, passo in avanti per impianto sportivo di via Esperanto

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Sulla struttura gravano questioni giudiziarie originatesi negli scorsi decenni. Nell’ultimo consiglio comunale, tenutosi nei giorni scorsi, la squadra di governo locale ha compiuto un importante passo in avanti sulla questione dell’impianto sportivo di via Esperanto, attualmente chiuso. “Quando ci siamo insediati per la prima volta, nel 2008, la struttura giaceva in un pietoso stato di abbandono: i campi erano inutilizzabili, gli spogliatoi fatiscenti. Abbiamo subito cominciato a lavorare per portare a termine quanto avevamo scritto nel nostro programma elettorale, ossia la riqualificazione di quell’area, così come delle altre aree sportive del territorio” ha ricordato il Sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto. Recuperati i fondi per gli interventi, furono messi a nuovo due dei tre campi dell’impianto, fu realizzata una tensostruttura e sistemati gli spogliatoi e gli spazi esterni. Quindi, si lavorò a una gara per l’affidamento dell’area in gestione e nel 2011 questa fu ufficialmente inaugurata e riconsegnata al territorio. “L’affidamento – ha proseguito Pinto – aveva durata di sei anni, periodo al termine del quale abbiamo immaginato di mettere a gara un nuovo progetto che prevedesse la riqualificazione con copertura del terzo campo e la sistemazione di un atro spogliatoio. Un investimento oneroso, necessario a far fare un salto di qualità alla struttura, da recuperare attraverso un affidamento più lungo del precedente”. Ma mentre gli uffici preposti lavoravano alla nuova gara e immaginavano una soluzione transitoria per la gestione della struttura in attesa della sua ultimazione è intervenuta la sentenza a chiusura di un giudizio originatosi nel lontano 1991 che, di fatto, ha costretto alla chiusura della struttura, sottraendo l’area dalla disponibilità dell’Ente. “Una sentenza che dimostra ancora una volta il modo superficiale di gestire la cosa pubblica di quegli anni, riscontrabile in questa e in altre delicate questioni che ancor oggi hanno effetti gravi e onerosi sul paese ma alla cui risoluzione l’Amministrazione comunale da me guidata con responsabilità e sacrifici ha lavorato, affiancando questo impegno a quello profuso per disegnare lo sviluppo di Pollena Trocchia” ha commentato il Primo Cittadino del comune vesuviano. Nel caso specifico, a seguito del decreto di occupazione dei suoli dove oggi sorgono i campi non fu emesso, come previsto dalla normativa, il decreto di esproprio né furono indennizzati i proprietari. Ne nacque una contesa giudiziaria che ha visto la condanna dell’Ente a ristorare i proprietari per il danno subito. “Nell’ultimo consiglio comunale la maggioranza ha riconosciuto il debito derivante dalle sentenze e individuato gli strumenti per finanziare la spesa per ristorare i proprietari. Proveremo a indennizzarli il prima possibile, riprendendo così il percorso virtuoso che ha visto la nostra Amministrazione Comunale protagonista anche delle riqualificazioni degli impianti sportivi di via Fusco, del plesso Viviani dell’I.C. Gaetano Donizetti e di via Vasca Cozzolino, nonché della creazione ex novo di aree come la struttura sportiva in via Calabrese e l’area fitness all’interno del parco ludico-ricreativo. Dopo aver indennizzato i proprietari potremo quindi continuare a lavorare al nostro progetto di piena riqualificazione della struttura di via Esperanto” ha concluso il Sindaco Pinto.

Ischia tragica e lo Stato che ci informa.

  Non serve solo lamentarsi. Il dovere di informarsi prima di ogni autorizzazione pubblica. Il terremoto di Ischia e oltre. Non si scopre questo mese che l’Italia è un Paese a rischio. Non si può fingere di prendere coscienza ora che nell’isola verde ci sono migliaia di case abusive. Da tempo. E chi per il prima, chi per il dopo, deve sentirsi in colpa, complice, corresponsabile – vedete voi – di disastri e lutti. Da giorni il solito rituale pubblico e mediatico . Che la politica, la Regione, il Comune sapevano, dovevano, potevano fare… Più che di abusivismo , qui  riprendiamo un concetto già espresso tante volte in tema di ambiente,  prevenzione, tutela del territorio. Una parola semplice, per quanto possa destare stupore in queste ore drammatiche: informarsi. Non bisogna andare lontani per sapere che l’Istituto di statistica e Casa Italia, hanno pubblicato da tempo sul sito www.istat.it, un quadro informativo sui rischi naturali in Italia. Dell’Istat si sa abbastanza: che elabora statistiche,  che monitora e tiene sotto controllo una quantità infinita di fenomeni. Di Casa Italia, si sa un po’ meno. E’ una struttura nata da un’idea di Matteo Renzi premier, per mettere in sicurezza l’Italia. Controllare l’evoluzione del territorio , coinvolgere enti locali ed altri organi per non ripetere errori passati e cercare di salvare vite umane. Renzi è stato abile nel mettere insieme vari pezzi dell’amministrazione pubblica ,coinvolgere professionalità e far controllare  dalla Presidenza del Consiglio con una bilancio autonomo. Sul sito dell’istat si trova tutto : carte, mappe del rischio, esposizione a terremoti, eruzioni vulcaniche, frane, possibilità di alluvioni. Dati di qualità provenienti da varie fonti istituzionali, oltre che dal Ministero dei beni culturali. Hanno poco a che fare con l’abusivismo e non si è al riparo dalle calamità. Ma almeno si è informati sui rischi di un determinato territorio. L’obiettivo – ci ricorda l’Associazione per lo sviluppo sostenibile – è fornire variabili e indicatori di qualità a livello comunale, per una visione di insieme sui rischi cui si è esposti. Ma quanti consultano quel sito? Quanti sono gli amministratori , i progettisti, le commissioni che si informano – per l’appunto – prima di tirar su case e palazzi ? Pochi, davvero pochi , rispetto al potenziale disponibile.  Il bello è che accanto ai dati sui rischi, ci sono anche quelli demografici, abitativi, geografici che permettono a chiunque di conoscere in anticipo le conseguenze di  certi lavori. Insomma un quadro attendibile utilissimo per lavorare senza pentimenti morali e professionali. Ma non siamo ancora maturi per una così puntuale informazione preventiva. Strumenti ideati per armonizzare  comportamenti e decisioni, non sono ancora alla nostra portata. E non è vero che dietro ogni disastro c’è sempre e solo la speculazione, il malaffare, la corruzione. Discutiamo, piuttosto, sulla pigrizia, sulla superficialità, sulla impreparazione con la quale vengono rilasciate autorizzazioni, concessioni. Approfondiamo del perché e per come interesse pubblico ed esigenze private non si incontrano nel gioco delle reciproche responsabilità. Ischia è stato l’ennesimo disastro annunciato, è vero. Ma la lamentazione non ci aiuta. Non essere informati, non conoscere  i contesti prima di firmare, autorizzare, deliberare, diventa insopportabile quando tutti insieme (?) piangiamo vittime innocenti.

Sant’Anastasia, Mario Gifuni (Noi con Salvini): “Verifica a tappeto su extracomunitari irregolari”

 Dividere il paese in macro aree e demandare alla polizia municipale il compito di individuare gli extracomunitari irregolari che vivono in appartamenti affittati a nero. È quanto chiede «Noi con Salvini» attraverso un suo esponente: il presidente del consiglio comunale di Sant’Anastasia Mario Gifuni, con una lettera indirizzata all’ufficio tributi, al segretario generale e al comando di polizia municipale. Il fine è scovare chi, pur producendo rifiuti, non solo non paga la Tari ma va a gravare – con quotidiana produzione degli stessi – sulle tasse dei cittadini che pagano. «Siano essi italiani o extracomunitari regolari» – precisa Gifuni. Come si farà a verificare? Per Gifuni nulla di più semplice: «Va avviato un controllo su eventuali immobili in locazione sprovvisti di relativi contratti – dice – basterà fare una verifica incrociata sui contatori di luce e gas e sui conseguenti consumi. Non si tratta di questione marginale: basta pensare alla produzione di rifiuti degli ottomila comuni italiani, a quel che paghiamo per smaltirli e a quanto si risparmierebbe se non ci fosse chi evade. E parlo di tutti gli evasori, a cominciare dagli italiani, ma quello degli extracomunitari irregolari e di chi lucra affittandogli case in nero non è problematica trascurabile». Dunque, se l’appello dell’esponente di Noi con Salvini fosse ascoltato, partirebbe una verifica a tappeto di tutti gli extracomunitari sul territorio di Sant’Anastasia. Intanto il coordinatore provinciale di Noi con Salvini, Biagio Sequino, afferma: «Si dà finalmente concretezza, nei vari comuni del napoletano, a quelle che da sempre sono le direttive di Matteo Salvini. Legalità e rispetto delle regole non afferiscono minimamente a lotte partigiane che si trincerano dietro confini geografici e oggi, anche al Sud, sta crescendo questa consapevolezza». Un primo censimento a Sant’Anastasia, almeno per quel che concerne gli extracomunitari regolari, era però già partito due mesi fa su sollecitazione di Mariano Caserta, assessore al bilancio della giunta del sindaco Lello Abete. «Un lavoro puntuale che ci ha consentito di censirne quasi 250 – spiega Caserta – un elenco già protocollato sul quale lavoreremo per capire se tutti siano in regola con la Tari». Iniziativa che, secondo Gifuni, non ha nulla a che vedere con la richiesta da lui avanzata: «Sono stati censiti gli extracomunitari regolari, noi vogliamo invece capire quanti siano coloro che vivono qui pur non essendovi alcuna traccia burocratica della loro esistenza e che pure producono rifiuti e si avvantaggiano di servizi».

Somma Vesuviana festeggia i 100 anni di Luisa Perillo

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Il sindaco: “Fonte di saggezza e amore per la sua famiglia e la comunità, a lei gli auguri di tutti i sommesi”   Ha compiuto ieri 100 anni la signora Luisa Perillo, a farle gli auguri il sindaco Salvatore Di Sarno che le ha portato una pergamena con gli auguri dei sommesi ed un bonsai simbolo di vita. Luisa nasce a Somma Vesuviana il 25 agosto 1917  da Vincenzo e  Luisa Nunziata di Ottaviano. Si è sposata nel 1941 con Giuseppe  Raia, dalla loro unione nascono i figli Filomena e Francesco, È stata casalinga, mamma e moglie a tempo pieno, nonna di sei nipoti, otto pronipoti  e un tris nipote. Dal 2003 vive ed è accudita  con immenso affetto ed amore dal figlio Francesco e dalla moglie Fernanda. “Nella vita contano gli insegnamenti e l’esempio che diamo agli altri”, ha detto il sindaco Di Sarno alla festa organizzata per la signora Luisa, “Lei, nei suoi 100 anni, è stata fonte di saggezza e amore per la sua famiglia e la comunità.  A nome mio e dei sommesi tutti le faccio i migliori auguri di buon compleanno”.

Ospedale Villa Betania, bimbo muore dopo il parto

Secondo quanto riferisce il consigliere regionale, Francesco Borrelli – “il bimbo non era nella posizione giusta per nascere”. Da un lato c’è la denuncia dei genitori che parlano di una gestione sbagliata del parto, dall’altro c’è la posizione dell’ospedale Villa Betania di Ponticelli, alla periferia di Napoli che parla di “operato corretto dei medici”. Al centro la morte di un bimbo, tre ore dopo la sua nascita. “Hanno fatto partorire mia moglie dopo 16 ore dalla rottura dalle acque e a distanza di quasi tre ore dall’aumento della febbre fino a 40° per un’infezione del liquido amniocentico che era ormai compromesso – dice il papà del piccolo, Nicola Milano, secondo quanto riferisce il consigliere regionale, Francesco Borrelli – il bimbo non era nella posizione giusta per nascere, ma l’ostetrica continuava a insistere per il parto naturale fino a quando è arrivato un medico anziano che ha cominciato a gridare chiedendo un taglio cesareo immediato”. “Non è mai stato mai effettuato il parto cesareo – precisa l’ospedale – Restiamo in fiduciosa attesa dei riscontri medico-legali convinti della correttezza del loro operato”.

Rogo tossico a Marigliano: “Bruciati anche siti da bonificare”

“In via Nuova del Bosco inceneriti anche siti individuati dall’Arpac per la bonifica”. Lo ha rivelato un volontario impegnato nell’operazione di spegnimento dell’incendio che ieri ha carbonizzato un vasto terreno in via Nuova del Bosco. Il fuoco si è esteso per oltre un ettaro, arrivando fino a via Vecchia del Bosco. In fumo sono finiti anche ammassi di rifiuti speciali abbandonati, la cui combustione ha reso l’area irrespirabile. Le fiamme sono state domate dopo diverse ore dai vigili del fuoco e dalla squadra dell’associazione “La Salamandra” del Nucleo di protezione civile. “Quando abbiamo visto il rogo abbiamo notato dei contadini che stavano bruciando delle piante di pomodori secche”, ha rivelato un operatore. “Probabilmente – ha ipotizzato – non sono riusciti a tenere sotto controllo il fuoco. Anche se, secondo un pompiere, l’incendio si è propagato troppo velocemente per ritenere valida questa possibilità”.

Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche, pronta la rassegna culturale “Natività e Creatività”

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Rassegna Internazionale d’Arte Visiva mirata a valorizzare i Beni della nostra civiltà culturale e proporli non solo all’Europa delle nazioni ma anche all’universo degli uomini umani. L’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche, e la Casa delle Lucerne del prof.ing. Rianna Arcangelo, nell’ambito del recupero e della salvaguardia dei beni storici – architettonici e culturali, nel periodo 8 dicembre 2017 – 15 gennaio 2018, organizza la rassegna culturale NATIVITA’ e CREATIVITA’, che in se stesso racchiude il senso della crescita umana, del progresso, del mito, del rito, della scienza, della tecnologia, della religiosità, che è irrinunciabile a tutte le latitudini, della libertà di pensiero, dalla lotta all’ignoranza, alla superstizione, allo strapotere ostile alla civica convivenza, al rispetto della legge, alla pace nel mondo. La Rassegna procede da un chiaro riferimento alla Festa delle Lucerne, intesa la lucerna come matrice della femminilità responsabile della nascita, della crescita e del divenire dell’uomo civile nel corso delle generazioni. La nostra interpretazione della lucerna festeggiata nel mese di agosto coglie infatti il senso dell’autunno della femminilità feconda, cui si rende omaggio per tutti i doni che ha saputo donare alla continuità della vita. Un secondo settore è dedicato all’attuale tempo dell’incertezza e all’offesa perpetrata ai danni della natura e della cultura, con deciso riferimento anche alla scienza della robotica e della protesica. Un terzo settore è dedicato ai valori umani e alla speranza, avvertendo il bisogno di una sociale difesa ai valori umani, alla vita stessa e alla necessità di trovare armonia tra tutti i viandanti nella globalizzazione in atto. Da quanto espresso, Ella si renderà conto che la nostra Rassegna propone valori reali sui quali riflettere, per cui, durante il periodo dell’esposizione saranno proposti seminari, incontri con la musica e con la poesia che da sempre hanno sostenuto il progresso civile, la dignità del lavoro, del pensiero e della creatività rivolta a dare senso a “ Chi siamo” nell’etica dei nostri attraversamenti. La rassegna prevede anche un grande momento di intervento culturale ed artistico tra i vicoli del Centro Storio di Somma Vesuviana (Na) ( dovrebbe essere dichiarato Bene dell’Umanità essendo Unico Centro Storico Medievale del Parco Nazionale del Vesuvio), dove le lenzuola ( dipinte dagli artisti ) stese come s’usa tra due balconi saranno illuminate alla mezzanotte e fungeranno da richiesta di soluzione di drammi che gli uomini non sanno e non vogliono risolvere. La rassegna avrà momenti espositivi, (Mostra d’Arte),in vari luoghi che interesseranno vari monumenti storici di Somma Vesuviana (Na), ( Castello – ex Chiesa S. Maria a Castello – Collegiata – Museo Etnostorico delle Genti Campane – Centro Storico di Somma Vesuviana – con seminari .- incontri musicali – poetici ed espositivi. La rassegna prevede anche un intervento di gememllaggio con i Vicoli Spagnoli di Napoli ( Le Lenzuola dall’Antico Centro Medievale di Somma Vesuviana saranno Stese nell’Antico Centro Storico di Napoli ). Il periodo della rassegna è 8 Dicembre 2017 – 15 Gennaio 2018 Inutile sottolineare che gli artisti in mostra sono tutti di forte valenza internazionale, quindi di sicuro richiamo estetico – culturale per addetti ai lavori, visitatori e allievi delle scuole di ogni ordine e grado accompagnati da docenti, i quali saranno debitamente informati del discorso educativo.