Montemiletto (AV), rievocazione “Assalto al Castello della Leonessa”

0
“L’intento della Pro loco Mons Militum – afferma il presidente Florindo Garofalo – è ricreare una vera e propria festa medievale nel centro storico di Montemiletto. A Montemiletto in provincia di Avellino con uno sguardo rivolto al passato si progetta il futuro del borgo medievale. Per il terzo anno di fila la Pro Loco Mons Militum ripropone l’assalto al “Castello della Leonessa” portato nel 1419 da Algiasio Tocco per riconquistate l’antico feudo. Il programma della manifestazione “Siqua fata sinat”, che si svolge il 26 e 27 agosto, è ampio e articolato: in primis l’assalto al Castello, seguono un torneo medievale dei cavalieri del feudo, la rievocazione di antichi mestieri, una cena medievale con pietanze di Montemiletto e del circondario. In questo viaggio alla riscoperta dei valori fondanti della comunitĂ  locale il borgo adiacente al maniero sarĂ  abbellito con fiaccole, stendardi, arredi e suppellettili d’epoca. Completeranno il programma della manifestazione spettacoli con animali quali falchi, sbandieratori, danze, personaggi in costume medievale, gruppi armati secondo le regole del periodo, artisti di strada e musici. Nella due giorni, accompagnati dai figuranti, si potranno visitare i maggiori monumenti e luoghi di interesse storico tra cui: il Castello della Leonessa e le sue fantastiche logge da dove è possibile ammirare la Valle del Calore e parte del Sannio, le chiese di Santa Maria e Sant’Anna quest’ultima realizzata dalla famiglia Tocco e nota per la bellezza dei suoi dipinti; i palazzi baronali delle famiglie Fierimonte, Fusco e Colletti e la Contrada di Montaperto. Postazioni enogastronomiche saranno sistemate lungo il percorso per permettere ai visitatori un tipico ristoro con piatti della tradizione locale. “L’intento della Pro loco Mons Militum – afferma il presidente Florindo Garofalo – è ricreare una vera e propria festa medievale nel centro storico di Montemiletto, inquadrando l'evento come grande occasione di rilancio turistico del territorio nonchĂ© come momento di incontro pubblico volto allo sviluppo di attivitĂ  commerciali e socio-culturali. Esso, inoltre, si presenterĂ  come interessante attrattiva e momento saliente di rivisitazione storica tra le varie iniziative rivolte ai luoghi che anticamente si trovavano sul cammino della nota Via Appia, imponente percorso realizzato dagli antichi romani”.

Brusciano, successo per l’evento “Giglio Tammorra”

0
Applausi per Marcello Colasurdo e la paranza Vesuvius. Dopo il successo recentemente  nella città di Sorrento da parte della Vesuvius , questa volta è toccato a Brusciano dove è nata la formazione di musica popolare diventata un patrimonio della regione Campania . Si è svolta Martedi 22 Agosto in Via Padula , vicino al maestoso obelisco di legno dell’ortolano , la III Edizione della manifestazione” Giglio e Tammorra” ideata dal presidente della Vesuvius l’attore Angelo Iannelli e organizzata dal comitato giglio Ortolano e dall’associazione Vesuvius. La partita del Napoli non ha fermato i tanti appassionati di tradizioni popolari e dell’evento “Giglio Tammorre”, visto il successo delle precedenti edizioni. A sorpresa come nello stile iannelliano a rendere spettacolare la kermesse è giunto il re della tammorra e presidente onorario dell’ associazione Vesuvius Marcello Colasurdo ,che ha guidato con maestria la carovana di artisti trasformanto la piazza come magia in luogo di folklore . Circa venti danzatori provenienti da tutta la regione e altrettanti artisti, hanno regalato momenti di gioia al popolo bruscianese e ai tanti turisti accorsi in città per la tradizionale festa dei gigli . Durante la serata non sono mancate pietanze gustose e vino locale. La kermesse si è conclusa tra scroscianti applausi del folto è pubblico presente. Soddisfatti gli organizzatori Pino Sessa Presidente Giglio Ortolano e Angelo Iannelli presidente Associazione Vesuvius e presentatore della serata, entrambi hanno augurato a tutti una buona festa dei gigli e dato appuntamento alla IV Edizione.

“Torre Normanna di Casalbore – 800 anni di storia e oltre”.

0
Il 26 e 27 agosto Casalbore ritorna al Medioevo per riscoprire i fasti del borgo irpino nelle epoche passate. Attesissimo l’evento di rievocazione storica “Torre Normanna di Casalbore – 800 anni di storia e oltre”, che si terrà nei giorni 26 e 27 agosto 2017. Dopo il successo delle celebrazioni per il compimento degli 800 anni di storia della Torre Normanna, simbolo di Casalbore, tenutesi lo scorso anno, la Pro Loco Pangea e l’Associazione Culturale Terre di Campania, in collaborazione con il Comune di Casalbore, hanno deciso di replicare l’esperienza con una nuova due giorni ancora più ricca. Un ritorno al Medioevo, per un emozionante viaggio indietro nel tempo, con gruppi esperti in rievocazioni storiche, abiti d’epoca, spettacoli, mostre, musica e le immancabili tipicità locali. Ad aprire l’evento, sabato 26, alle ore 19,30, gli Sbandieratori di Cava de’ Tirreni, che con i volteggi delle loro bandiere ricreeranno le emozioni di antiche battaglie. Durante i due i giorni sarà possibile partecipare a dimostrazioni di scrima medievale, provare il vero tiro con l’arco in un’area appositamente predisposta, e visitare i banchi degli antichi mestieri e di artigianato locale. Domenica 27, sempre a partire dalle 19,30, vi saranno, invece, le esposizioni e le esibizioni di falconeria con voli di uccelli rapaci nell’area della Corte Normanna. Si terrà inoltre una dimostrazione di lavorazione di prodotti caseari tipici con successivo assaggio. Gruppi specializzati in musica medievale proietteranno, infine, i visitatori nelle atmosfere tipiche delle corti di un tempo. Durante l’evento sarà anche possibile visitare il Museo dei Castelli di Casalbore, unico percorso–didattico espositivo dedicato ai castelli e alle fortificazioni in provincia di Avellino, per conoscere, tutte in una volta, le numerose fortezze della Terra d’Irpinia. Non mancherà, ovviamente la gastronomia locale, con piatti tipici della tradizione casalborese e non solo. Un programma davvero ricco, dunque, e adatto a tutta la famiglia e agli appassionati di rievocazioni storiche, un’occasione da non perdere per scoprire uno dei borghi più belli della provincia di Avellino. Per info: 3336596385, info@museodeicastelli.it IL PROGRAMMA DELL’EVENTO Sabato 26 Ore 19,30: apertura stand gastronomici e degli antichi mestieri Ore 19,45: corteo degli Sbandieratori di Cava de' Tirreni con partenza da Piazza Municipio Ore 20,30: dimostrazioni di tiro con l'arco e scrima medievale Ore 21,30: spettacolo musicale Domenica 27 Ore 19,30: apertura stand gastronomici e degli antichi mestieri Ore 19,45: esposizione e spettacolo di falconeria Ore 20,30: dimostrazioni di tiro con l'arco e scrima medievale Ore 21,00: dimostrazione di lavorazione di prodotti caseari locali Ore 21,30: spettacolo musicale

Ragazzi accoltellati a Brusciano fuori pericolo di vita. Uno è minorenne

Non sono in pericolo di vita i due ragazzi accoltellati nella notte a Brusciano. Uno è minorenne. Si ipotizza che siano stati aggrediti per futili motivi. Hanno 17 e 19 anni di etĂ  i feriti. Risultano residenti a Castello di Cisterna. Il piĂą grande – colpito alla gamba – sarebbe giĂ  stato dimesso dall’ospedale di Nola, l’altro è ancora ricoverato, sotto osservazione, per una ferita all’addome. I due, intorno a mezzanotte, si trovavano nell’area riservata alle giostre, in via Nazionale delle Puglie, quando sono stati assaliti con un coltello davanti agli sguardi dei tanti giovani che durante la festa dei Gigli bivaccano in quello spazio e di numerosi passanti. Si pensa che ad attaccarli non sia stato un singolo, ma un gruppo, probabilmente di coetanei, sulle cui tracce stanno provando a mettersi i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna. Al vaglio degli investigatori, secondo quanto è trapelato, vi è l’ipotesi che l’accoltellamento sia scaturito da una discussione nata per futili motivi.I militari dell’Arma stanno effettuando tutti gli accertamenti necessari a far luce sull’accaduto. Non potranno avvalersi di telecamere di videosorveglianza comunali che, a quanto pare, sono state installate solo lungo il percorso che i Gigli dovranno seguire domenica per il grande giorno della ballata (nella parte opposta della cittĂ ).

Casalnuovo, ladro “mascherato” da volantinatore: ruba bicicletta in una casa

0
Incastrato dalle telecamere. I carabinieri indagano.   Il fatto è di quelli minori ma le circostanze che lo hanno caratterizzato meritano due parole. Questo perchĂ© ieri mattina, alle undici, in una traversa del centrale corso Umberto, un ladro, fingendosi distributore di volantini pubblicitari di un supermercato della zona, ha pensato bene di gettare la “maschera” e cioè di scavalcare un muro di cinta, penetrare nel cortile di una casa, in quel momento disabitata, e rubare una bicicletta di valore. Poco dopo ha ripreso la mazzetta dei volantini e se n’è andato come se nulla fosse, con la bici ovviamente. Quindi piĂą tardi il proprietario dell’alloggio, e della relativa bici, una volta rientrato nell’appartamento non ha potuto fare altro che constatare il furto. Ma non si è perso d’animo. Ha preso il video del sistema di sorveglianza a circuito chiuso di cui è dotato la sua abitazione e lo ha fatto circolare nei social network. Il filmato immortala il ladro-volantinatore in tutta la sua “performance”. « Non avrò pace fin quando non ti beccheranno », ha scritto nella sua pagina Facebook la vittima dell’ennesima razzia di strada. Intanto i carabinieri sono sulle tracce del malvivente. Ormai ha poche speranze di farla del tutto franca.

Brusciano, due ragazzi accoltellati nella notte

E’ terminata col sangue la seconda serata della festa dei Gigli di Brusciano. Due ragazzi, probabilmente minorenni, sono stati accoltellati in via Nazionale delle Puglie. Indagano i carabinieri. Era all’incirca mezzanotte quando uno dei feriti è uscito barcollando dall’area in cui sono state collocate le giostre. “L’ho notato che si muoveva trascinandosi una gamba”, ha rivelato l’uomo che ha provato a metterlo al sicuro. Diversi fendenti erano stati sferrati anche contro un altro giovane, che nel frattempo si trovava ancora all’interno, sanguinante. “Ho preso anche lui e l’ho portato fuori. Uno aveva un taglio sulla pancia”, ha riferito ancora il soccorritore, che ha provveduto a allertare immediatamente carabinieri e 118. I feriti sono stati condotti da un’ambulanza all’ospedale di Nola. Le loro condizioni sembravano preoccupanti. A terra, sull’asfalto, sia lungo la carreggiata che sul marciapiede, erano visibili numerose macchie di sangue. Secondo alcuni testimoni, un uomo è arrivato con un grosso coltello e un tirapugni, altri invece parlavano di un assalto a cui avrebbero partecipato almeno due soggetti, poi dileguatisi nel nulla. Ad ogni modo, a dargli la caccia sono ora i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna, che stanno lavorando per far luce sulla vicenda. I militari dell’Arma sono accorsi nella notte sul luogo dell’accoltellamento. Cercavano qualcosa nello spazio in cui sono state allestite le giostre, i cui gestori sono stati costretti a chiudere i battenti prima del previsto. Numerose erano ieri le persone presenti sul luogo del ferimento, difficile che qualcuno non abbia visto ciò che è accaduto.Tanti anche i curiosi che si sono poi precipitati sul posto e che lì hanno stazionato per tutto il tempo in cui si sono fermati i carabinieri.  Una serata movimentata, quella passata, a Brusciano. Circa trenta minuti prima che si perpetrasse l’attacco armato in via Nazionale delle Puglia, in piazza XI Settembre si era verificata una rissa che per diversi minuti aveva tenuto in tensione un bel gruppo di individui. Non si sa se i due episodi siano collegati, proveranno a scoprirlo i militari dell’Arma, che stanno ora indagando per identificare chi ha impugnato un coltello attentando alla vita di due giovanissimi e per quale motivo.

La Regione: «delibera anti discariche». Gli ambientalisti: «è una presa in giro»

0
Il sindaco di Acerra spiega che  « si tratta di un primo passo nell’ attesa che i ritardi vengano colmati »            E’ da 22 anni che lo Stato conosce la condizione in cui versano le due discariche abusive di rifiuti tossici del bosco di Calabricito e di contrada Curcio, ad Acerra. Due pericolosi bubboni che si ritrovano nel mezzo di rigogliosi terreni coltivati. L’Agenzia Nazionale per l’Ambiente, organo del ministero, due decenni fa ne caratterizzerò la composizione facendo effettuare alla Sogin i dovuti carotaggi. Analisi che tra le altre cose fecero emergere che in quegli sversatoi fuorilegge ci fossero dei fusti. Cosa che per Calabricito  è una certezza visto che la polizia, nel 1994, proprio in questa contrada scoprì alcuni bidoni di polietilene tereftalato del vicinissimo stabilimento chimico Montefibre, ora dismesso. Quei bidoni dovevano essere smaltiti insieme ad altri 54mila fusti da impianti specializzati e invece si persero “inspiegabilmente” per la strada, qua è lĂ . Alcuni capitarono proprio a pochi passi dal mostro chimico della Montedison, in una vasca di macerazione della canapa, insieme ai rifiuti solidi urbani scaricati altrettanto illegalmente proprio lĂ  dentro da quella che all’epoca era la ditta di nettezza urbana del municipio di Acerra. La questione finì in un processo davanti alla Corte d’Assise, che assolse tutti gli imputati. Da allora si è in attesa della bonifica, da piĂą di due decenni.  Soltanto nel 2009 il Commissariato di Governo per l’emergenza rifiuti firmò con il Comune di Acerra un accordo di programma finalizzato alla bonifica non solo  delle discariche di Calabricito e di Curcio ma anche delle tante altre aree contaminate di questa cittĂ  simbolo della Terra dei Fuochi. Però anche in quell’occasione non se ne fece niente. E ora la Regione Campania prova a metterci mano. Due settimane fa la giunta De Luca ha infatti approvato una delibera che ha l’obiettivo di mettere quanto meno il naso nella spinosa faccenda. Si parla di fare una nuova caratterizzazione delle due discariche e quindi di metterle in sicurezza o «eventualmente» – si scrive nella delibera – di bonificarle. Ma quell’avverbio che dĂ  incertezza all’intervento tanto atteso, la bonifica, non piace agli ambientalisti della zona, che peraltro criticano il fatto che sembra assurdo che si debba di nuovo procedere alla caratterizzazione dei terreni, visto che la caratterizzazione è giĂ  stata fatta proprio dallo stesso Stato, nel 1995. « E’ pazzesco – afferma Alessandro Cannavacciuolo – questa delibera ha il sapore di una presa in giro ». Ci vorrĂ  una seconda caratterizzazione, ma non solo. Ci sarĂ  pure bisogno di un secondo accordo di programma, stavolta tra la Regione e il Comune di Acerra. GiĂ , perchĂ© il primo, quello del 2009, portava la firma dell’ormai estinto commissariato di governo. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti del solito bizantinismo burocratico nostrano in questa storia di bonifiche mancate o tentate. A ogni modo nella prima parte della delibera di giunta, la 510 del 2017, il presidente De Luca e l’assessore al ramo, il suo fedelissimo Fulvio Bonavitacola, si parla di una iniziale cifra di 200 milioni, fondi europei, per 9 discariche tossiche ubicate in Campania , quella di Lo Uttaro compresa, nel Casertano, oltre alle due di Acerra. Poi, nello stesso documento, viene la parte relativa in modo specifico agli sversatoi di Calabricito e di Curcio. In questa parte si individua il capitolo di spesa, senza specificarne l’ammontare, da calcolare successivamente, e  si dĂ  mandato a sottoscrivere un  accordo con il Comune guidato dal sindaco Raffaele Lettieri . Primo cittadino che però, cautamente, commenta a caldo spiegando che si tratta solo di « un primo passo nell’attesa che si colmi il ritardo finora accumulato ».   Ecco il comunicato del municipio di Acerra, diramato ieri, sulla delibera regionale:-
  • « Con la Delibera di Giunta Regionale della Campania n.510 di agosto 2017 la Regione Campania, anche grazie al deciso impegno dell’Amministrazione comunale, finalmente ascolta le istanze del territorio decidendo di affrontare il problema delle bonifiche e impegnandosi ad avviare quanto promesso, in passato, e mai realizzato per la cittĂ . Adesso ci aspettiamo soluzioni concrete per le fasi successive e per la predisposizione di tutti gli atti conseguenziali che devono ancora essere adottati». E’ quanto dichiara il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri in merito alla Deliberazione della Giunta regionale della Campania n.510/2017 con all’oggetto “interventi di bonifica” che dĂ  avvio all’iter per “la predisposizione di un accordo da sottoscriversi con il Comune di Acerra, finalizzato alla realizzazione di interventi di indagine, caratterizzazione ed eventuale messa in sicurezza e/o bonifica dei siti di LocalitĂ  Calabricito e LocalitĂ  Curcio del Comune di Acerra di cui al capitolo 10 del Piano regionale di bonifiche” (interventi giĂ  compresi nell’Accordo di programma del 2009). Numerose sono stati i provvedimenti e le diffide delle Amministrazioni Lettieri nei confronti dell’ente regionale a completare l’iter e ad eseguire gli interventi di bonifica in base all’art. 3 dell’accordo operativo del 5.8.2009. L’impegno del Comune si è anche sviluppato grazie ad una decisa interlocuzione con l’Amministrazione del Presidente De Luca e con l’Assessorato all’Ambiente del vice presidente Bonavitacola, per il riconoscimento di quanto giĂ  previsto nell’accordo del 2009. Gli interventi in questione, infatti, come si legge nella Deliberazione regionale e come è stato piĂą volte ribadito dall’Amministrazione comunale di Acerra, “risultano compresi nell’Accordo operativo di Programma sottoscritto in data 5 agosto 2009 tra MATTM, Commissario Emergenza Rifiuti (al quale è subentrato la Regione alla cessazione dello stato di emergenza), Regione e Comune di Acerra”, per la cui esecuzione l’Amministrazione comunale, con la Delibera n. 1 del 2017 aveva dato anche mandato di ricorrere innanzi al giudici del Tar Campania. «Questa Delibera della Giunta Regionale della Campania – conclude il Sindaco Lettieri -, è innanzitutto il riconoscimento da parte della Regione di quanto spetta alla nostra ComunitĂ  che in questi anni è stata lasciata da sola a combattere questa battaglia. Questo atto traccia un percorso che dovrĂ  essere concretamente completato, ed è il primo passo per quanto riguarda i siti indicati, ci aspettiamo il pieno rispetto dell’accordo di programma del 2009. Continueremo l’interlocuzione avviata in questi anni con la Giunta regionale perchĂ© c’è un intenso lavoro da compiere, con l’obiettivo di proseguire in maniera ancora piĂą veloce e decisa per colmare i ritardi del passato e perchĂ©, dopo tanti anni di attesa, finalmente parta l’iter per tutte le bonifiche dovute ad Acerra. La nostra attenzione sarĂ  sempre massima su questi temi e l’azione dell’Amministrazione comunale per la tutela della salute dei cittadini e la salvaguardia del territorio non si fermerà».
 

Casamicciola: anche il terremoto del 1883 ebbe il suo “Ciro”, una bambina di 12 anni. E un po’ di “teatro” napoletano…

Adelina Domenichelli tirò da sotto le macerie la madre e il fratellino e poi gridò per ore, guidando il lavoro dei soccorritori: come ha fatto Ciro Marmolo. La solidarietà di Johann Strauss e di Victor Hugo. Il tragico destino di un consigliere provinciale di Roma. L’eroismo dei pompieri. Gli errori degli uomini delle istituzioni. E i “colori” del “teatro” napoletano: l’astuzia dei ladri e gli strani orari degli uffici del Municipio. Il terremoto che negli ultimi giorni di luglio del 1883 devastò Casamicciola e fece duemila morti – e tra questi i genitori di Benedetto Croce – occupò fino alla fine di agosto le prime pagine dei giornali italiani. Tutti descrissero con enfasi i moti della commozione di re Umberto, che visitò i luoghi del disastro il 1 agosto, mentre ancora le scosse “assestavano” il suolo: lo scortarono nella visita ministri e onorevoli, anche quel Ferdinando Acton, ministro della Guerra e della Marina, che i giornali napoletani e romani accusavano di inettitudine, incompetenza e insensibilità: perché, informato del cataclisma, era rimasto nella sua villa di Castellammare, a godersi il mare, e solo 36 ore dopo si era mosso, recandosi non a Ischia, ma a Roma. Sia a Roma che a Napoli le istituzioni furono assai lente nel capire la vastità del dramma e nell’adottare gli opportuni provvedimenti.Scrisse, sarcastico, un cronista romano che tale lentezza poteva essere perdonata al settantenne Depretis, Presidente del Consiglio, già noto per la tendenza a sonnecchiare durante le sedute del Parlamento, ma non ad Acton, cinquantenne, ammiraglio e per di più napoletano. I giornali non furono teneri nemmeno con il ministro dei Lavori Pubblici Francesco Genala, accusato di aver deciso di cospargere di calce tutte le rovine già il 3 agosto, condannando a morte certa anche chi poteva ancora essere salvato: infatti, proprio il 3 agosto i pompieri e i soldati tirarono fuori dai cumuli di macerie sei persone ancora vive, e il Genala subito disse di essere stato frainteso da alcuni giornalisti malevoli. Certe cose capitavano anche allora. Tuttavia, il ministro ebbe il merito di affidare ai Carabinieri il controllo dei lavori e dei lavoratori, e la registrazione dei beni che venivano trovati tra le rovine: gli “sciacalli” capirono subito che dovevano tornare nelle tane. Anche allora il Corpo dei Pompieri napoletani fece fino in fondo il suo dovere: degli uomini che per primi erano arrivati a Casamicciola e che vennero sostituiti il 5 agosto, dopo una settimana di durissima fatica, due erano stati uccisi dai crolli e dagli incidenti, undici erano stati feriti e tredici erano stati resi inabili. Solo qualche giornale lombardo alimentò la polemica contro le autorità ischitane, che avrebbero nascosto, per evitare la fuga dei turisti, i segni premonitori del terremoto, e cioè il riscaldamento dell’acqua dei pozzi, gli squarci nei fianchi del monte Epomeo, i vapori gialli che ne venivano fuori. L’Italia tutta manifestò in modo concreto la sua solidarietà: in dieci giorni i genovesi raccolsero 60.000 lire, i torinesi 40.000 lire, i milanesi 70.000. Da tutte le più importanti città europee arrivarono solide testimonianze della generosità pubblica e privata: Johann Strauss, quello del “Bel Danubio blu”, diresse due concerti per raccogliere fondi e Victor Hugo donò mille franchi, accompagnati da un biglietto in cui definiva il terremoto di Casamicciola una “catastrofe universale”. I giornalisti usarono abbondantemente i colori più accesi della loro tavolozza. Il 7 agosto un cronista romano descrisse la distesa di baracche che gli operai dell’Arsenale montavano accanto alle macerie di ville e palazzi signorili, sopportando il puzzo dei corpi in disfacimento che si mescolava a quello della calce, e l’assalto delle “mosche cadaveriche”: e intanto assisteva ai lavori la folla muta e stravolta degli ischitani che portavano “berretti di marinaio arrovesciati all’indietro e al collo cenci neri in segno di lutto”, mentre le donne, “quasi tutte di piccola statura e grasse, con il fazzoletto nero sulle spalle, tenevano a bada i monelli cenciosi e scuri di pelle”. La paura della morte esaltò il coraggio e l’amore per la vita, e il fato disegnò vicende incredibili. Adelina Domenichelli, di dodici anni, “liberatasi da sé dalle travi che avevano schiacciato suo padre Onorato, medico, guidata dai lamenti, si trascinò dove era la madre, e la liberò”, poi liberò “il fratellino, gravemente ferito” e infine gridò ininterrottamente per ore, per avvertire i soccorritori. I quali giunsero in tempo a salvare lei, la madre e il fratello. Il 2 agosto vennero estratti vivi dalle macerie due uomini: uno, “illeso e integro”, chiese un sigaro, lo accese, e andò a sedersi sulla spiaggia, di fronte al mare; l’altro, il sarto Pisani, “uscì dal buco” aperto dai picconi dei soldati stringendo tra le mani una bottiglia vuota e un gilet: per quattro giorni, sotto le rovine della sua casa, aveva mangiato pomodori e bevuto liquore, e il gilet l’aveva completato un attimo prima che si scatenasse l’inferno. Ci furono molti casi simili a quello del marinaio Vincenzo Morgera che, portato in un ospedale di Napoli, ferito ma non in modo grave, credeva di aver perso la moglie e i due figli. La mattina dopo una delle “nobili dame che fecero da angeli per i ricoverati” gli si presentò “con tra le braccia uno dei figli”, che i soccorritori erano riusciti a salvare. Lo scultore Giovanni Maltese salvò la cognata, una nipote, e la “statua al naturale che raffigurava” Graziella, la ragazza procidana protagonista del romanzo di Lamartine. Pio Filippani, di 34 anni, consigliere provinciale a Roma, noto viveur, scialacquatore del suo patrimonio, marito di una ricchissima indiana, un paio di mesi prima, mentre, nel cimitero romano del Verano, controllava i muratori che stavano ristrutturando la cappella di famiglia, era precipitato in una profonda fossa, da cui lo avevano tirato su, dopo ore, alcuni manovali. I medici, dopo aver saldato la frattura a una gamba, gli avevano consigliato di riabilitare l’arto con i fanghi di Casamicciola. E qui l’infelice viveur trovò la morte. Non mancarono i colori del “teatro” napoletano. L’8 agosto distinti signori diffusero in alcuni quartieri napoletani la voce che era imminente l’eruzione del Vesuvio, che del resto già fumava: dicevano, i signori, di averlo appreso direttamente da Luigi Palmieri. Quando già decine di persone erano scese in strada, lasciando indifesi gli appartamenti, i carabinieri arrestarono quegli agitatori, tutti membri di una banda di ladri e di svaligiatori, la “comitiva” Bresso. La mattina del 9 agosto tutti gli ischitani rifugiati a Napoli si presentarono in Municipio, a ricevere il sussidio decretato dal Comitato . Ma l’impiegato si presentò a mezzogiorno, e l’assessore, che doveva firmare le carte, arrivò alle tre del pomeriggio: scrisse un giornalista, napoletano, che per tutto il giorno le scale di Palazzo San Giacomo risuonarono dei pianti dei bimbi e delle ingiurie e maledizioni dei loro genitori: ingiurie e maledizioni, aggiunse il giornalista, che “ la decenza non ci permette di trascrivere.”.

Degrado a Nola, in azione i militanti di Casapound

0
Blitz contro il degrado e la situazione di abbandono in cui riversava l’ex Caserma Principe Amedeo.
I militanti del nucleo locale di CasaPound Italia, insieme a numerosi  cittadini, il 14 giugno scorso si sono recati in Piazza D’armi a Nola, dando vita ad un blitz contro il degrado e la situazione di abbandono in cui riversava l’ex Caserma Principe Amedeo, inviando una  lettera di denuncia alle autoritĂ  locali e all’amministrazione (https://www.facebook.com/casapoundvesuvio/posts/761719040656903.)
Ieri finalmente c’è stata la nostra prima vittoria: il Sindaco grazie anche ai nostri solleciti  ha ordinato lo sgombero dell’edificio e ha fatto sigillare gli ingressi dell’edificio con pannelli d’acciaio.
Il primo passo è stato fatto ma c’è ancora tanto da lavorare sull’intera area, di fatti oggi c’era un gruppetto di extra-comunitari che bivaccava intorno al perimetro del Casermone;  giĂ  prevedemmo la possibilitĂ  che l’area sarebbe tornata ad essere un nido per gente poco raccomandabile anche dopo uno sgombero, ed è per questo che abbiamo proposto nella lettera-denuncia una legge anti-bivacco da applicare subito.
Invitiamo la cittadinanza a segnalarci ogni tipo di disagio per intervenire intervenire in modo tempestivo e continuando a monitorare l’intera area.

Brusciano, via alla “Notte degli Artisti”

0
Un evento in programma lunedì 28 agosto a partire dalle ore 21.30, organizzato dalla Proloco di Brusciano con il patrocinio del Comune di Brusciano. La notte degli artisti, un appuntamento dedicato all’arte musicale e creativa. Un evento in programma lunedì 28 agosto a partire dalle ore 21.30, organizzato dalla Proloco di Brusciano con il patrocinio del Comune di Brusciano. Palcoscenico dell’evento piazza XI Settembre, che per una sera, sarĂ  pacificamente invasa da un’orda di artisti che si esprimeranno intrattenendo i partecipanti con il loro talento. Il variegato mondo dell’arte in genere, proiettato in una notte incantata tutta da vivere tra musica, ballo, pittura, scultura, artigianato, streetarte teatro. Un suggestivo mix di magiche emozioni, con protagonisti i giovani artisti emergenti bruscianesi:i repper Domenico Modola – Mimmo Taky, Michele Rendina – Squilibrio, i giovani cantanti di musica leggera e contemporanea Carmen Malandrino, Teresa Sodano,Antonio Di Palma, Mario Palladinoe Dario Castaldo/Magda Beneduce –Typon, la storica voce del mondo dei gigli Luigi Cerciello detto Carosone, i ballerini Emanuela Gambardella, Roberta Virgilio e Emanuele Esposito, i musicisti con Enzo Di Monda, la Brass Band diretta dai maestri Michele Saccone e Mario Gervasio, sketch teatrali interpretati dai piccoli attori del laboratorio de Il Teatro Popolare Napoletano di Brusciano. Ad impreziosire la serata condotta dal giornalista Roberto Esse e Roberta Vaia, nell’atrio della scuola Dante Alighieri, presentazione ed esposizione delle opere artistiche, attraverso una mostra itinerante a cura degli artisti del mondo creativo bruscianese: lo streetart Felice Granato, lo scultore Giacomo D’Alterio, i pittori Pietro Mingione, Sergio D’Alterio, Luisa Piccolo e Marco Fratiello e i lavori artistici di Giovanni Alvino. “Un evento nell’evento – affermano ad unisono il presidente della Proloco Antonio, Francesco Martignetti e la vice presidente Lina Vaia – incastonato nell’ormai ultracentenaria festa dei gigli di Brusciano giunta alla 142esima edizione. Una notte tutta da vivere, con l’intento quello della Proloco, ormai da ventuno anni presente sul territorio, che grazie anche all’innesto di forze giovani coadiuvati sempre dall’occhio vigile dei soci anziani, ora piĂą che mai punta ad impreziosire sempre piĂą le nostre tradizioni, il tutto mediante questa itinerante manifestazione arricchita dalle note, dal canto e dalla creativitĂ  delle giovani eccellenze bruscianesi”.