Casalnuovo, bruciano le discariche. Come un’eruzione: strato di cenere sulla città

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Rogo tossico nelle discariche sequestrate dalle forze dell’ordine, nube nera che insozza l’aria e ceneri che cadono su strade, tetti, balconi. Ha assunto le caratteristiche di un’eruzione vulcanica l’ennesimo incendio di rifiuti che si è consumato tra mezzogiorno e il primo pomeriggio di ieri nella periferia di Casalnuovo, una delle città simbolo della Terra dei Fuochi. Le fiamme si sono levate da un’area in cui ci sono due grandi discariche abusive di scarti dell’edilizia, in località Feneria-Salice, 43mila metri quadrati di spazi, equivalenti a ben sette campi di calcio, che sono stati sequestrati appena un mese fa dal gruppo forestale dei carabinieri e dalla polizia municipale di Casalnuovo. Intanto ieri, quando l’incendio ha raggiunto il suo apice, il vento sfavorevole ha portato la colonna di fumo sulla città, un grosso centro di oltre 50mila abitanti, alla porta nord-orientale di Napoli. Dalla nube nera che ha oscurato il cielo è poi caduta una notevole quantità di cenere, che ha coperto tetti, balconi e strade. Hanno quindi fatto il giro del web le immagini sconcertanti dell’ennesima brutta pagina dell’emergenza incendi di questa terribile estate. La gente ha segnalato tutto: il rogo e la cenere caduta sui pavimenti. Sul posto sono giunte due squadre dei vigili del fuoco, che hanno spento le fiamme in poco tempo ma che non sono stati in grado di stabilire se l’incendio sia stato doloso o meno. I pompieri hanno dovuto superare non pochi ostacoli per poter raggiungere la zona del rogo, ubicata tra i due cavalcavia ferroviari della linea Napoli-Salerno ad alta velocità e della Circumvesuviana, nei pressi di via Salice, al confine con il comune di Volla. Qui, soltanto il 21 luglio scorso, i carabinieri del gruppo Forestale hanno denunciato 4 persone che avevano realizzato un fosso nella falda acquifera, un’enorme buca piena d’acqua in cui è stato gettato di tutto, soprattutto prodotti della rottamazione edile. Lo sversatoio abusivo è di 3mila metri quadrati. Nello stesso giorno i caschi bianchi della polizia municipale hanno sigillato un terreno attiguo, di 40mila metri quadrati, anch’esso utilizzato per raccogliere scarti dell’edilizia. Le discariche si trovano nella zona della storiche sorgenti di Lufrano, un tempo utilizzate per la fornitura idrica della città di Napoli ma chiuse già da tempo a causa dell’inquinamento. I contadini però continuano a utilizzare quella stessa acqua per irrigare i campi.
Casalnuovo, la cenere caduta sui balconi
Casalnuovo, la cenere caduta sui balconi

Sant’Anastasia, arrestato l’uomo che la scorsa notte ha investito un ventenne

Il pirata della strada,  per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari,  è accusato di lesioni personali a seguito di incidente stradale, omissione di soccorso e guida senza patente.   I  carabinieri di Castello di Cisterna  hanno identificato e arrestato un uomo che la scorsa notte, mentre era alla guida della propria berlina, ha travolto uno studente di 20 anni che stava attraversando la strada con alcuni amici. L’uomo che ha investito il giovane è Salvatore Giordano, 36enne già noto alle forze dell’ordine, e residente a Sant’Anastasia. Dopo l’incidente l’automobilista è fuggito invece di soccorrere il ragazzo che ora è ricoverato, in pericolo di vita, nell’ospedale Loreto Mare di Napoli. Il ‘pirata della strada’ – per il quale sono stati disposti gli arresti domiciliari – è accusato di lesioni personali a seguito di incidente stradale, omissione di soccorso e guida senza patente. Dagli accertamenti è emerso che la vettura era sottoposta a sequestro amministrativo e priva di polizza assicurativa.

Volla. L’intoccabile “Luce Votiva per i loculi” da “Perpetua” a due mesi prorogabili.

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Riaccese le luci ai loculi del cimitero di Volla. La ditta uscente, la “Millennium”, nonostante la scadenza del contratto il 31 luglio ha incassato “stranamente” i soldi della fornitura di luce votiva per tutto l’anno. Ciò nonostante, un processo burocratico ha fatto si che sono restati spenti gli impianti sui loculi per circa 26 giorni.   Era il 4 di agosto, in piena estate, quando nel cimitero di Volla veniva sospesa la fornitura elettrica per le lampade votive. Come abbiamo già raccontato i cittadini occuparono il cimitero, ma nonostante la loro determinazione e le loro valide ragioni, (avevano pagato la fornitura per tutto l’anno) nulla potettero ottenere dinanzi ad un ordinanza del tribunale di Napoli. Una breve cronistoria: In vista della scadenza del contratto di appalto con la ditta Millennium per il quale non era prevista da accordo nessuna opzione di proroga, il 5 giugno veniva indetta una gara per rinnovare il contratto triennale per la fornitura di elettrica per le lampade votive del cimitero. Il nuovo appalto viene vinto dalla ditta LUMIR s.r.l. di Pompei. Precisamente il 31 luglio un decreto del T. A. R. sospende temporaneamente la determina di aggiudica dell’appalto e rimanda ad una valutazione collegiale la decisione sulla questione fissata per il 12 settembre prossimo. Ed ecco che fino al 21 di agosto nessuna ditta risultava appaltatrice. Straordinari i cittadini su come hanno fatto fronte al problema. Per ogni defunto, il suo familiare, sempre per la serie: “Sul a’ mort’ nu’ ce’ sta’ rimedio” si è adoperato con luce perpetua singola e/o a più luci categoricamente a batteria ricaricabili. Tutto questo provvisoriamente fino al 30 di agosto data in cui le lampade sono state nuovamente accese. Il responsabile del settimo settore, il comandante della Polizia Municipale Giuseppe Formisano, il 21 di agosto ha avviato una procedura per la manutenzione dell’impianto di illuminazione votiva del cimitero per due mesi prorogabili. Tutte le valutazioni del caso hanno consentito e per un certo senso dirottato il comandante per la soluzione del grave disservizio, a ricorrere con una  Richiesta d’offerta (R. D. O.) al mercato elettronico della Consip S.p.a. che favorisce soluzioni operative immediate e facilmente sviluppabili. Tutto questo, consentendo all’amministrazione di snellire le procedure di acquisizione di beni e servizi riducendo i tempi e i costi di acquisto. La ditta che si occuperà della fornitura per il periodo indicato provvisorio è la “ElettroGesuele s.r.l.” di Casalnuovo di Napoli. Ed è proprio ora che i cittadini sono più sereni dinanzi alle luci accese, anziché “Riposare in pace” che ci si dovrebbe fermare e fare riflessioni. Cosa succederà il 12 settembre?! Quale sarà la ditta che si aggiudicherà l’appalto!? Quali sono le motivazioni per cui una delle aziende escluse facendo ricorso ha dato modo al tribunale di sospendere la determina di aggiudica?! Perché la ditta uscente nonostante non avesse nelle clausole nessuna opzione di proroga ha proceduto “liberamente” a riscuotere l’importo pari ad un intero anno di  fornitura?! Nonostante queste domande senza risposta sembra che l’unica risposta chiara  che insegna questa vicenda, è che a garantire i diritti ai morti ci pensano i vivi. Ma ai vivi a Volla chi ci pensa?! E soprattutto, quando?!  

Terremoto : via alle domande per i fondi.

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I Comuni presentino le domande entro il 15 settembre. Soldi per i Comuni a rischio sismico. In un momento triste per Ischia, e non solo, il  segretario generale dell’ Anci Veronica Nicotra ha scritto a circa 700 sindaci di Comuni che rientrano nella zona a “rischio sismico 1″ per segnalare la possibilità di avere dei contributi . Il 15 settembre scadono i termini per le domande.  Si tratta di soldi previsti dall’art. 41 bis della legge 50 per la copertura delle spese di progettazione definitiva ed esecutiva. Gli interventi andranno prioritariamente ad opere pubbliche. La lettera Anci é chiara e apre la strada ad interventi pluriennali. Occasione da cogliere . Si tratta di uno stanziamento di 35 milioni di euro – spiega Nicotra – specificatamente pensato per i Comuni compresi nelle ‘zone a rischio sismico 1’. Quanto alle disponibilità finanziarie , il plafond é di 5 milioni di euro per il 2017, 15 milioni d per il 2018 e 20 milioni per il 2019. Ovvio che la programmazione dei lavori di svilupperà su più anni. In ogni caso é un buon inizio, soprattutto per le polemiche di queste settimane sulle risorse che mancano. La tutela e la prevenzione dei territori é una prerogativa delle amministrazioni locali. Rivendicata e sostenuta in tutte le sedi, resta prigioniera della burocrazia e del mare di pareri  ed autorizzazioni. I soldi non non sono mai sufficienti per prevenire disastri e poi ricostruire. Per la prossima scadenza basta leggere il decreto del Ministero dell’Interno sulla Gazzetta ufficiale del 2 agosto e capire se il proprio Comune otterrà o no i fondi. I sindaci vi trovano  le istruzioni e il modello per la richiesta del contributo. Le responsabilità operative poi sono affidate a loro che dovranno dimostrare di essere virtuosi. Del resto ad Ischia sono vive le parole del Presidente della Repubblica  Sergio Mattarella sull’impegno dello Stato ” a fare”, ” non vi abbandoneremo” . Se i Comuni hanno difficoltà a progettare gli interventi, l’Anci ha messo a  disposizione anche la struttura tecnica della Società pubblica Invitalia. Ad ottobre una prima verifica delle domande presentate.

FCA Pomigliano, la Fiom: «Fase rischiosa: assemblea unitaria e stop ai tavoli separati»  

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FCA non ha scoperto le carte sulla nuova missione produttiva per Pomigliano e non ha ancora fissato la data del prossimo faccia a faccia con i sindacati che, in base a un recente accordo, si dovrebbe tenere entro settembre allo scopo di far rendere noto il piano industriale per la grande fabbrica automobilistica napoletana. Qualche giorno fa l’azienda si è anzi limitata a ribadire semplicemente che « il piano industriale del gruppo sarà illustrato entro il giugno del prossimo anno ».  Cosa che ha fatto irritare anche i sindacati più, come dire, “concertativi”. Il segretario nazionale della Fim, Ferdinando Uliano, ha infatti di recente dichiarato che stando così le cose « sarà troppo tardi per i lavoratori di Pomigliano visto che per loro i contratti di solidarietà scadranno a settembre del 2018 ».  « L’azienda rispetti gli impegni presi », ha quindi esortato il dirigente sindacale. Questa situazione sta facendo passare all’attacco la Fiom, sindacato che viene costantemente messo in disparte nelle relazioni sindacali di FCA per il fatto che non ha firmato il contratto specifico aziendale con cui Marchionne nel 2010 diede un calcione alla contrattazione nazionale dei metalmeccanici e a Confindustria.  Intanto però i metalmeccanici della Cgil attraverso un comunicato affisso nella bacheca della fabbrica partenopea incalzano l’azienda scrivendo che « per i lavoratori di Pomigliano e Nola, peraltro preoccupati dalla continua altalena di notizie sul futuro dell’intero gruppo, servono certezze e non più rinvii ». Contemporaneamente i responsabili del sindacato diretto da Maurizio Landini  lanciano all’indirizzo delle altre organizzazioni di categoria un appello all’unità. «  La Fiom-Cgil –  il contenuto del messaggio – si dichiara disponibile ad organizzare insieme alle altre Organizzazioni Sindacali un’assemblea retribuita con i lavoratori, visto che dalle ultime dichiarazioni sono altrettante preoccupate per le sorti dei lavoratori di Pomigliano e Nola ». L’obiettivo è di partecipare tutti insieme all’eventuale incontro settembrino con l’azienda, peraltro non ancora fissato, appunto. La richiesta è di rinunciare all’ormai consueto metodo dei tavoli separati. Da sei anni la Fiom si incontra da sola con l’azienda, solo dopo che Fim, Uilm, Fismic e Ugl hanno già tenuto un qualsiasi confronto.  « Le preoccupazioni che crescono – spiegano i metalmeccanici Cgil – insieme alle incertezze confermano la necessità più volte avanzata dalla Fiom di aprire insieme alle altre organizzazioni sindacali un confronto unitario con i lavoratori, per poi presentarsi insieme al prossimo incontro con la direzione aziendale allo scopo di  ottenere il rispetto degli impegni presi dalla direzione di FCA nell’incontro di giugno, patto che prevedeva inoltre la verifica della situazione dei circa 300 lavoratori impegnati temporaneamente a Cassino ».  Nel comunicato della Federazione degli impiegati e degli operai metallurgici si mettono infine in guardia sindacati e lavoratori: «  Il rischio di ulteriori slittamenti rischierebbe di far scadere la copertura del contratto di solidarietà senza avere garanzie produttive ed occupazionali per i 4700 lavoratori di Pomigliano e del reparto di Nola ».        

Federazione Sindacati Indipendenti. Basta “Fake news”: rispetto per i lavoratori del Cardarelli

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Da qualche mese è in atto una vera e propria “caccia al mostro” da sbattere in prima pagina e, purtroppo, dobbiamo registrare anche casi di “fake news”, come dimostra l’ultimo increscioso episodio accaduto ieri, con l’ennesima denuncia di una salma rimasta 3 ore in attesa e, invece, si è scoperto che non era assolutamente vero, come ha dimostrato la Direzione e, soprattutto, confermato anche dai NAS. Non bastavano gli attacchi verbali e le vili aggressioni fisiche al personale (#IoSoonoAlessandro docet), ora anche “l’infamia” di sentirsi accusare ingiustamente e, purtroppo, non è la prima volta: questa è barbarie! Il personale del Cardarelli, nonostante garantisca quotidianamente adeguata assistenza con elevatissima professionalità, pur essendo, da anni, sotto organico, è continuamente esposto alla “gogna mediatica” e non è accettabile che alcuni organi di informazione, senza verificare la notizia (1^ regola), pubblichino articoli che suscitano sentimenti di sgomento e indignazione nell’opinione pubblica: ora basta! Siamo in pochi e solo grazie all’abnegazione e al senso del dovere che ciascun operatore del Cardarelli ha, si riescono a garantire i LEA, ma non ce la si può fare: servono assunzioni e al più presto! Il Direttore Generale, Ing. Verdoliva, ce la sta mettendo tutta, ma dalla Regione deve arrivare un “imprimatur” forte, affinché si acceleri nelle procedure di reclutamento del personale a tempo indeterminato e non solo aumentare gli stipendi dei manager che, allo stato attuale, sembra un’ipocrisia (eufemismo). Pertanto, la scrivente O.S., nello stigmatizzare questo “accanimento terapeutico” nei confronti dei lavoratori del Cardarelli, chiede un incontro ad horas con i vertici aziendali e regionali per discutere sulle modalità e i tempi di reclutamento di personale.

Brusciano, chiusura festa dei gigli: bagno di folla per il concerto di Enzo Avitabile

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La  142 esima Festa dei Gigli si chiude con il concerto di Enzo Avitabile Folla dai grandi eventi per la serata conclusiva della 142esima Festa dei Gigli di Brusciano. Grande partecipazione popolare in piazza XI Settembre al concerto di Enzo Avitanile e i Bottari. Una piazza stracolma ha accolto il compositore partenopeo che con il suo ritmo afro-americano ha trascinato il pubblico presente in uno spettacolo unico nel suo genere. Dopo la serata dedicata a la Notte degli Artisti del lunedì promossa dalla Proloco di Brusciano con il patrocinio del Comune, che ha visto protagonisti i giovani artisti emergenti bruscianesi, a deliziare nella serata del martedì la numerosa platea ci ha pensato il maestro del pop partenopeo dai ritmi africani, con la sua musica antica e il canto sacro del compositore e polistrumentista napoletano.  Tanta la soddisfazione e l’ammirazione da parte del primo cittadino Giosy Romano, che in piena sinergia con il parroco del paese Don Salvatore Purcaro, ci ha tenuto a rimarcare l’ottima riuscita della festa:  “Un ringraziamento va in primis alla mia gente per il comportamento ineccepibile dimostrato durante tutti i giorni della kermesse. Un festa che siamo riusciti a rendere più sicura e nel solco delle nostre tradizioni, il tutto grazie alle misure di sicurezza messe in campo come disposto dalla safty security. Un percorso reso possibile soprattutto grazie alla intensa e stretta collaborazione con questura, prefettura, polizia di stato, carabinieri, polizia municipale, croce rossa, protezione civile, ai comitati dei gigli ed in particolare ai dipendenti comunali, che in silenzio e per il bene del nostro paese, ci ha permesso  di non accorrere in nessuna distorsione del sistema. Le telecamere installate per il paese, ci hanno permesso di monitorare in diretta le varie fasi della festa. Ma un grande grazie va a Sant’Antonio, che ci ha messo la ‘spalla’ e sorretti per far si che tutto andasse bene e a riprova, per chi come me è cattolico, il tutto può essere riportato ad un disegno divino che mi ha accompagnato fin dal primo momento, quando in ottemperanza delle direttive imposte dal  prefetto, una volta li davanti a lui sono riuscito a convincerlo che la nostra festa poteva  essere svolta con sicurezza. Una festa, che non poteva chiudersi con i fuochi di artificio che più ci piacciono, quelli determinati dalla ritmica musicale delle canzoni di Enzo Avitabile”. “Mi unisco ai ringraziamenti del sindaco – chiosa Don Salvatore – a tutti coloro che hanno collaborato all’ottima riuscita della festa, che ha fatto registrare una percezione di sicurezza davvero esemplare. Noi dobbiamo recuperare le bellezze del nostro paese, per dare un immagine positiva e reale di Brusciano anche al di fuori. Un particolare plauso e ringraziamento vorrei farlo a Filippo di Pietrantonio l’autore del manifesto della festa di quest’anno, in quanto proprio attraverso questo disegno dove sono sviscerati i simboli della festa, traspare il volto del vero protagonista della festa, che appare come una luce luminosa, il tutto a simboleggiare e a rimarcare che la nostra festa, sia una festa che vada sempre più nel segno antoniano”.                   

Brusciano, tenta di rubare un’auto: arrestato

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E’ stato sorpreso da un mlitare libero dal servizio  mentre rubava un’auto in viale Europa. Arrestato un 42enne di Casalnuovo. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Castello di Cisterna hanno arrestato sul viale Europa di Brusciano Umberto Linguito, 42 anni, di Casalnuovo, già noto alle forze dell’ordine.  Quest’ultimo è stato sorpreso da un militare libero dal servizio mentre tentava di rubare l’auto di un 40enne in sosta sulla pubblica via dopo averne rotto un finestrino. L’uomo è stato subito dopo immobilizzato con il supporto di una pattuglia dell’aliquota radiomobile fatta intervenire sul posto. La sua perquisizione personale ha portato al rinvenimento e sequestro di numerosi arnesi atti allo scasso. L’ arrestato attende il rito direttissimo.

Giro del mondo in Lambretta per amore. Da Pomigliano partono Filippo e Francesca

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Il giro del mondo in coppia, su una Lambretta degli anni Sessanta: una scommessa voluta per amore, una sfida incredibile all’unico record di questo tipo, detenuto proprio da un italiano, Cesare Battaglini, e risalente a ben 60 anni fa. E così Filippo e Francesca, armati di tanto affetto reciproco e di tanta buona volontà, ieri sera si sono messi in sella alla due ruote resa celebre dai film in bianco e nero e sono partiti da Pomigliano alla volta di Boston, passando per Asia e Oceania. Ma per Filippo Genito, 50 anni, marmista di Benevento, e la sua compagna, Francesca Montanari, 32 anni, cuoca di Senigallia, questa non sarà certo una piacevole passeggiata come quella immortalata nella celebre pellicola Vacanze Romane dei divi holliwoodiani Gregory Peck e Haudrey Hepburn. I due innamorati nostrani dovranno infatti affrontare difficoltà improbe praticando ogni giorno anche strade impossibili per centinaia di chilometri, mangiando quel che potranno trovare e dormendo prevalentemente in tenda. I soldi sono pochi ma la voglia di centrare l’obiettivo è enorme. Intanto il mezzo scelto per l’impresa è una Lambretta 150 sx del 1969, bianca e rossa. Per rimetterla in sesto al meglio delle sue possibilità si è messo a disposizione il pomiglianese Domenico Terracciano, presidente del “Motoclub Old Lambretta Campania”. « Abbiamo conosciuto Filippo e Francesca a giugno- racconta Domenico – in occasione dell’ “euroLambretta”. Gli abbiamo regalato i ricambi, abbiamo rifatto il motore del mezzo e gli abbiamo offerto l’assistenza”. Cinquanta i paesi da attraversare. Prima tappa la Grecia, quindi Turchia, i paesi dell’Asia centrale, India, Tailandia, Indonesia, Australia e Nuova Zelanda. Poi, dopo un viaggio in cargo o in aereo (è ancora tutto da decidere), la coppia risalirà le Americhe partendo dall’estrema punta meridionale segnata dalla cittadina argentina di husuhaia. L’arrivo è fissato a Boston. Tra un anno. Battaglini ce ne impiegò tre per coprire più o meno lo stesso percorso. Ma allora le condizioni delle strade erano ovviamente ben più difficili. Nel frattempo però come direbbe un vecchio adagio, la domanda sorge spontanea: ma chi glielo fa fare ? « Era un mio vecchio sogno e Francesca lo vuole condividere con me – risponde Filippo, tono deciso – intanto mi fermerò per un anno sabbatico, ho appena compiuto 50 anni ». « Si – conferma Francesca, euforica – abbiamo deciso questo viaggio per amore ». Sulla Lambretta però c’è poco spazio. « Abbiamo tutto l’essenziale – replica fiduciosa la ragazza – abbiamo una tenda, due sacchi a pelo e materassini gonfiabili. Io del resto vado in campeggio da sempre anche se, ovviamente, non sarà proprio la stessa cosa…». Poco danaro ma molta volontà. « Il nostro viaggio è tutto puntato al risparmi – conclude Francesca – cercheremo di essere ospitati dalle persone. Intanto stiamo facendo vari preventivi per i trasbordi oceanic, con aereo o in cargo. Ma si deciderà durante il viaggio. Abbiamo e mail di preventivi vari però decideremo “last minute” ». L’avventura di Filippo e Francesca sarà aggiornata settimanalmente attraverso la pagina facebook “Wildride on Lambretta”. Buona avventura ai due innamorati.
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Sos natura dall’inferno vesuviano

Dopo gli incendi, la caccia. La natura che verrà   Nonostante la stagione di forte siccità, di incendi devastanti, e i numerosi appelli da parte delle grandi associazioni ambientaliste come LIPU e WWF, anche in Campania il calendario venatorio non ha subito alcuna modifica. E la preapertura della caccia non è stata cancellata. Così dal 2 settembre si potranno cacciare già alcune specie di uccelli, come gazza, ghiandaia, cornacchia grigia e tortora selvatica. Un “anticipo” della caccia per chi di questi tempi imbraccia il fucile, che durerà fino alla terza domenica di settembre, data ufficiale di apertura del periodo venatorio. Nel braccio di ferro tra salvaguardia e tutela del territorio e la soddisfazione dell’ego umano ha vinto, ancora una volta, il mondo venatorio. Una partita che forse avrà confuso anche Legambiente. O meglio il suo circolo “Il Picchio” di Giffoni Valle Piana, il comune sorrentino celebre per il noto festival cinematografico dedicato ai ragazzi. Proprio in questa cornice il suddetto circolo ha messo in palio per la lotteria annuale due premi che sono subito balzati all’occhio: un fucile da caccia e una canna da pesca. Che sia tutta una bufala? Una fake news? Uno scherzo di cattivo gusto? Nossignore. Una vera locandina per una vera lotteria. E premi ad hoc “per dialogare con i cacciatori” come ribadito dal presidente del circolo Enrico Tedesco, che tenta di spiegare: “non intendo promuovere la caccia ma lo sport”. Sì, perché la ciaccia è uno sport, e chi imbraccia fucili, spezza vite e disperde cartucce al piombo è un “amante della natura”. Un miscuglio di identità e di valori che sembrano usciti dallo show televisivo “Ciao Darwin”, condotto da Paolo Bonolis, in cui i due schieramenti di esemplari umani al limite del grottesco ne escono sconfitti pari merito il più delle volte. Lasciando vuote e prive di valore anche le stesse parole che li rappresentano. Ma quello è un gioco, uno show. Questa e la realtà, dove se vogliamo davvero conservare quel po’ di natura che ancora sopravvive non possiamo permetterci mancanza di competenza e di lungimiranza. Caratteristiche che invece non mancano a chi le applica ogni giorno al proprio lavoro con competenza e dedizione, prendendo davvero a cuore la natura e il territorio. Come Rosario Balestrieri, naturalista e ricercatore in ecologia forestale, un dottorato alle spalle e il titolo di inanellatore di avifauna a scopo scientifico ISPRA in tasca, che spiega: «i danni degli incendi estivi nel vesuviano e nelle aree verdi di Napoli non si limitano alle colture perse, agli animali bruciati vivi, ai danni materiali immediati e alla distruzione del paesaggio e dei pini che coloravano di verde i fianchi del Vesuvio». Per capire infatti le vere conseguenze del disastro ambientale ci vuole, oltre alla competenza, la lungimiranza. «In questi mesi stormi di uccelli migratori si spostano dal nord Europa verso il Nord dell’Africa e passano per la Campania: tortore, quaglie, colombacci, tordi, merli, capinere. Anche i più noti pettirossi che passeranno l’inverno alle nostre latitudini. Astroni e Vesuvio sono fondamentali nelle loro rotte, si fermano, fanno rifornimento e ripartono. Stavolta non troveranno bacche, ghiande, insetti, perché anche loro sono bruciati» continua Balestrieri. «Per la fatica e la fame cadranno in volo e a centinaia moriranno in mare. Oppure andranno a cercare cibo in altre aree boschive che non sono protette. Il cibo sarà ugualmente scarso e in più saranno facili prede nel mirino dei cacciatori, visto che dal 2 settembre è stata riaperta la caccia come se fosse tutto normale». Un disastro che mina la sopravvivenza di specie già fortemente a rischio in tutt’Europa, e per assurdo ancora cacciabili, come l’allodola. Ma i danni non finiscono qui. Negli ultimi tempi in molti postano foto dei fianchi vesuviani dove “la natura rinasce dopo l’incendio”. Non è proprio così. A ben guardare spuntano sì nuove piante,«ma di Robinia e Ailanto: due piante molto invasive» chiosa Balestrieri. Saranno loro a predominare nella “natura che verrà”. I semi e le ghiande delle specie autoctone non arriveranno nelle zone bruciate, ci arriveranno le specie aliene e invasive che però non producono quello di cui si nutre la fauna nostrana. Insomma una strage di biodiversità animale e vegetale, nel cuore del polmone verde della città di Napoli. Bisogna agire e in fretta, se non per riparare il danno, quantomeno per evitarne altri, tra frane, smottamenti e perdita di biodiversità. Ma non servono architetti, geometri, vulcanologi o geologi, stavolta per un disastro ecologico del genere bisognerebbe per una volta restituire l’identità professionale all’unico professionista che in questo caso può avere una visione d’insieme: il naturalista.