Spaccio di cobret a Caivano, arrestato un 24enne

Vincenzo Iorio, un 24enne di Caivano, è stato sorpreso dai carabinieri del posto  all’interno di uno stabile del complesso “i.a.c.p.” a spacciare cobret attraverso una feritoia ricavata nel portone d’ingresso al palazzo. Pochi attimi prima dell’arresto ha tentato di disfarsi di 10 dosi delle sostanze stupefacenti. Recuperate e sequestrate insieme a 160 euro, ritenuti provento dell’attività illecita. Dopo le formalità è stato tradotto in carcere.

Nola: Iniziati i lavori per la sicura viabilità di Boscofangone

Coro di apprezzamenti per il Consorzio ASI di Napoli presieduto da Giosy Romano.   Finalmente! A Boscofangone gli occhi che colgono il movimento dei lavori stradali appena avviati nell’agglomerato ASI di Napoli, accendono i sorrisi e fanno evaporare in un istante la rabbia accumulata in questi anni di disagio dei residenti, degli autisti e dei lavoratori pendolari delle varie aziende su quel territorio dell’Agro Nolano caratterizzato dalla presenza industriale, artigianale e centri di servizio e distribuzione commerciale. Il Presidente del Consorzio ASI di Napoli che è anche Sindaco di Brusciano, avvocato Giosy Romano, ha affermato: “I lavori avviati sono il segno tangibile dell’azione concreta posta in essere dalla nuova amministrazione. L’arteria chiusa da anni è di primaria importanza per le aziende insediate e per le loro maestranze nonché per le ulteriori aziende che in quell’agglomerato verranno ad insediarsi. Il lavoro di ripristino dei nostri agglomerati procede senza sosta in sinergia con gli altri Enti preposti”. Le prime espressioni di giubilo e ringraziamento vengono dalle maestranze della “Leonardo” azienda globale ad alta tecnologia nei settori: terra, mare, cielo, spazio e cyberspazio. Il loro lavoro, secondo il sociologo Antonio Castaldo “protagonista di una eccellenza produttiva, nei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza, non meritava la degradata estetica e la compromessa funzionalità viaria che come un cappio mortificante offendevano un orgoglio nazionale alimentato dalle capacità e abilità del management, dei tecnici e delle maestranze. Il gruppo aerospaziale Leonardo Finmeccanica, noto in tutto il mondo, ed impiega 12.500 persone in Italia, con oltre il 70% di esse con qualifiche tecniche, e spende fino a 1,5 miliardi all’anno in Ricerca e Sviluppo, ha una nuova guida, quella di Alessandro Profumo” Gli operai e le RSU di “Leonardo” a Nola, dopo anni di denunce e rivendicazioni, oggi possono incamerare la gratificante notizia, vantandosi di aver raggiunta la meta con un tocco di sensibilità perché in tutti questi anni, nonostante i sacrifici e i grandi disagi patiti, non hanno mai prodotto blocchi stradali o manifestazioni eclatanti per sollecitare i enti ed autorità competenti. C’è stato, invece, un costante, pressante ma civile sollecito a non spegnere i fari su questa problematica. Insieme a loro anche il collega Felice Porcaro che, nella sua qualità di Assessore del Comune di Mariglianella, non ha mai fatto mancare l’apporto amplificativo della conoscenza di tale problematica, con il dichiarato intento “di contribuire a portarla all’attenzione istituzionale e delle competenti autorità, per favorire il raggiungimento della sua soluzione che con soddisfazione vediamo essere stata messa in campo. Non ci resta che augurare il buon lavoro e ringraziare tutti gli Enti, l’ASI Napoli ed il suo Presidente, Giosy Romano, per l’impegno preso e mantenuto”.

Il 12 ottobre 2017 si celebra la Giornata mondiale della vista con la IAPB Italia onlus e le sezioni dell’UICI: iniziative gratuite in circa 100 piazze italiane

La prevenzione espande i suoi orizzonti: sono tante le iniziative gratuite che si svolgeranno in occasione della Giornata mondiale della vista, che quest’anno si celebrerà il 12 ottobre. Nel nostro Paese l’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus ha organizzato infatti, per il secondo giovedì del mese, iniziative in circa 100 città, in stretta collaborazione con i propri Comitati e le strutture territoriali dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti (UICI). L’obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione e le istituzioni: difendere un bene prezioso qual è la vista è fondamentale, è un patrimonio che va tutelato. Ti aiutiamo a vederci chiaro è lo slogan della giornata che mira a preservare la salute degli occhi, non solo con la cura ma anche con la prevenzione e la riabilitazione visiva. La quale in Italia si focalizzerà soprattutto su cure, prevenzione e riabilitazione visiva. Sin dalla sua istituzione, la IAPB Italia onlus, in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha evidenziato che la salute visiva deve ricevere un’adeguata attenzione all’interno dei Sistemi Sanitari Nazionali. Sono circa 3 miliardi in tutto il mondo le persone afflitte da gravi problemi oculari, esseri umani ai quali si deve garantire l’accesso a cure tempestive e di qualità. “Se non si garantiscono adeguati servizi di prevenzione, cura e riabilitazione visiva a miliardi di persone che accedono nel mondo all’assistenza oftalmica – sottolinea l’avvocato Giuseppe Castronovo, Presidente della IAPB Italia onlus –, il numero di coloro che perderanno la vista o diventeranno ipovedenti è destinato ad aumentare inesorabilmente. Nel nostro Paese la salute visiva deve avere maggiore rilievo nell’agenda sanitaria pubblica, per evitare che al dramma umano della sofferenza si aggiunga un aggravio di spesa sociale per il bilancio dello Stato”. La IAPB Italia onlus ha organizzato il 12 ottobre attraverso tre momenti: conferenza stampa a Roma che si terrà alle ore 11 presso la Sala Caduti di Nassirya del Senato della Repubblica; uno spot sociale concomitante che si avvale di un testimonial speciale quale è Marco Tardelli, in onda sulle reti Rai e Mediaset; infine, nella stessa giornata del 12, in circa 100 piazze italiane verranno distribuiti opuscoli informativi e gadget. In molte di queste città sarà possibile sottoporsi anche a check-up oculistici gratuiti e partecipare a incontri divulgativi con gli oculisti (info: www.giornatamondialedellavista.it). Cos’è la IAPB Italia onlus. L’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità è un ente senza fini di lucro deputato per legge (L. 284/97), nel nostro Paese, a promuovere la prevenzione delle malattie oculari e sviluppare la riabilitazione visiva. Ha fondato e gestisce il Polo Nazionale di ricerca per la prevenzione della cecità e la riabilitazione visiva, Centro di Collaborazione dell’OMS. “inoltre”, come ha dichiarato Mario Mirabile presidente dell’UICI sezione territoriale di Napoli, “il 12 ottobre dalle ore 8,30 alle ore 13 – Scuola Media Viale delle Acacie di Napoli, saranno effettuati screening oculistici per gli alunni, distribuzione di materiale e gadget, incontro informativo con gli alunni e gli insegnanti; nella medesima data, a Casalnuovo di Napoli, (NA) sarà effettuata una distribuzione di materiale informativo e gadget agli alunni della scuola primaria, in collaborazione con l’assessorato locale all’Istruzione, mentre, dalle ore 15 alle ore 19, saranno effettuati screening oculistici e distribuzione di materiale informativo presso la Rotonda Diaz di Napoli. Tali iniziative saranno svolte, sempre in quest’ultimo luogo, anche il 13 e 14 ottobre dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19, nell’ambito della manifestazione Campus 3S.

San Giuseppe Vesuviano, arriva la carta di identità elettronica, i cittadini la potranno richiedere da lunedì 9 ottobre

Da lunedì 9 ottobre i cittadini di San Giuseppe Vesuviano potranno richiedere la nuova Carta di Identità Elettronica. La C.I.E. Incrementa i livelli di sicurezza dell’intero sistema di emissione attraverso la centralizzazione del processo di produzione, personalizzazione e stampa, curata dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, nonché mediante l’adeguamento delle caratteristiche del supporto agli standard internazionali di sicurezza e a quelli anticlonazione ed anticontraffazione in materia di documenti elettronici. La nuova C.I.E., oltre ad essere strumento di identificazione del cittadino, è anche, per i soli cittadini italiani, un documento di viaggio valido in tutti i Paesi appartenenti all’Unione Europea ed in quelli con cui lo Stato italiano ha firmato specifici accordi. Il processo di emissione della C.I.E. è gestito dal Ministero dell’Interno, ma la richiesta va effettuata presso il Comune di residenza: il Comune diventa, pertanto, punto di ricezione della richiesta e non più di rilascio, mentre la consegna viene effettuata dal Ministero dell’Interno entro sei giorni lavorativi dalla data di presentazione della richiesta. Per richiedere la nuova C.I.E. è necessario essere iscritti nell’Anagrafe della popolazione residente nel Comune di San Giuseppe Vesuviano. I cittadini residenti in altro Comune italiano, invece, possono chiedere la carta di identità solo per gravi e comprovati motivi di impossibilità a recarsi presso il proprio Comune di residenza. Dal 9/10/2017, con l’operatività del nuovo sistema, il rilascio della carta di identità cartacea potrà avvenire solo in caso di reale e documentata urgenza del richiedente. Il costo della C.I.E. è di euro 22,21 per il rilascio (di cui Euro 16,79 quale corrispettivo richiesto dal Ministero dell’Interno) ed euro 27,37 per il duplicato. La richiesta può essere effettuata presso lo sportello dell’Ufficio Anagrafe di Via Cesare Battisti, n. 25, secondo le modalità dettagliatamente descritte nella pagina “Carta di Identità Elettronica” pubblicata sul sito web istituzionale www.comune.sangiuseppevesuviano.na.it. Per ulteriori informazioni sulla C.I.E. è anche possibile consultare il sito internet www.cartaidentita.interno.gov.it. Il rilascio della nuova Carta di Identità Elettronica si inserisce in un riordino complessivo del Servizio Demografico avviato dall’Ing. Raffaele Miranda – nuovo responsabile del Servizio – che, proseguendo nell’implementazione di processi di dematerializzazione, ha già dato disposizioni per la sistemazione dell’Archivio Storico dell’Ufficio Anagrafe ed Elettorale, in ottica di un progressivo abbandono del cartaceo (come da delibera di Giunta comunale n. 154 del 21 settembre 2017) e di una revisione dei processi interni finalizzata a minimizzare code e tempi di attesa. Soddisfatto Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano, che ha dichiarato: “in questi anni abbiamo progressivamente aperto gli uffici comunali ad un uso sempre maggiore delle tecnologie, degli strumenti informatici e delle nuove forme di comunicazione ed interazione con i cittadini. L’arrivo della nuova Carta di Identità Elettronica eleverà gli standard di sicurezza del documento fondamentale per l’identificazione dei cittadini e l’ottimizzazione dei processi dell’Ufficio Anagrafe consentirà di fornire servizi ancora più efficienti ai cittadini”.  

Brusciano. Riqualificazione spazi verdi: Installata la nuova giostrina al Parco Sant’Antonio.

Prosegue l’investimento da parte dell’Amministrazione comunale nella riqualificazione degli spazi verde pubblici. In tale ottica l’amministrazione targata Gioy Romano ha installato le nuove giostrine omologate e conformi alle norme UNI. La struttura ludica con ponte e scivolo per bambini, è stata allocata nel parco Sant’Antonio. “Un bel passo – afferma il primo cittadino – per dare alle famiglie e ai bambini la possibilità di usufruire di spazi verdi, nell’ottica di realizzare un vero e proprio parco giochi per bambini, con la previsione di misure per la sicurezza”.

Pollena Trocchia, sosta a pagamento: domani il sorteggio degli ausiliari del traffico

La società affidataria stilerà una graduatoria tra chi ha presentato la domanda. È stato messo in programma nella mattinata di sabato, a partire dalle ore 10, il sorteggio per la formazione della graduatoria da cui la società TMP, concessionaria del servizio di sosta a pagamento sul territorio comunale, attingerà i quattro ausiliari del traffico che opereranno a Pollena Trocchia per vigilare sulla regolarità della sosta delle auto nelle cosiddette “strisce blu”. L’appuntamento con l’urna è nell’aula consiliare “Falcone Borsellino” di Corso Umberto I ed è improntato alla trasparenza perché ad esso potranno assistere tutti coloro che vorranno. Nelle scorse settimane la TMP ha promosso una ricerca di personale da impiegare nel servizio limitata ai residenti di Pollena Trocchia. Tra tutti coloro che, nei termini, hanno risposto all’appello avendone i requisiti sarà ora effettuato un sorteggio: i primi estratti ricopriranno l’incarico di ausiliari del traffico, gli altri saranno comunque inseriti in una graduatoria che resterà valida per il futuro e che fornirà personale in caso di eventuali sostituzioni. “Abbiamo accolto con grande soddisfazione la decisione assunta dalla TMP in merito alla volontà di scegliere il personale tramite sorteggio pubblico. Come Amministrazione Comunale, da anni, lo utilizziamo per la scelta degli scrutatori nelle operazione elettorali e siamo dunque lieti che anche una società privata affidataria di un servizio svolto sul territorio comunale abbia voluto procedere in tal senso” ha commentato il Sindaco di Pollena Trocchia Francesco Pinto.

Somma Vesuviana, la scuola “San Giovanni Bosco -Summa Villa” dedica una targa a Luisa Granato

  L’intervento che segue, fattoci pervenire in redazione dal docente Vincenzo Coppola, racconta come è nata l’idea di rendere omaggio ad una vittima dei tragici eventi avvenuti a Somma Vesuviana il 1 ottobre del 1943, quando persero la vita – per mano dei tedeschi – tre cittadini sommesi Michele Muoio, Ciro Giannoli e appunto la Granato, uccisa laddove ora c’è la targa in suo ricordo. Gli eventi commemorativi sono stati organizzati sotto la guida del dirigente scolastico prof. Ernesto Piccolo. Lunedì 2 ottobre, al civico 4 di via Casaraia, è stata scoperta una lapide che ricorda Luisa Granato e le altre vittime del I ottobre sommese. Alla presenza delle autorità locali, con tanto di musica e corteo, si è onorato il luogo in cui Luisa fu uccisa in quel triste e lontano ottobre del 1943. Sono, ormai, diversi anni che su proposta di alcuni docenti, la scuola “San Giovanni Bosco-Summa Villa” approva e supporta percorsi di approfondimento su quegli eventi. Docenti ed alunni delle varie terze del corso B si sono recati sui luoghi degli eventi, nelle biblioteche, nelle case a cercare informazioni, riscrivendo di volta in volta quella pagina di storia. I ragazzi, sempre sostenuti dal Preside, si sono impegnati in varie attività di ricerca spesso anche oltre l’orario scolastico producendo video, racconti, documentari e interviste. Ma la storia di Luisa li ha coinvolti e appassionati particolarmente perché la sua è una morte che nasce dall’amore. L’amore di una madre che volendo a tutti i costi accontentare la sua bambina, sfidò “fiduciosa” la furia dei tedeschi. Quei soldati tedeschi che, invece, erano carichi della rabbia dei “traditi”. L’intervista alla signora D’Amato, la bambina del ’43, diventa per i ragazzi fonte di forte commozione e riflessione, tutto viene rievocato con particolari vividi e dolorosi. Nasce lì, in quella stanza la volontà di fare qualcosa per alimentare il ricordo di quella storia. Così l’idea di una lapide commemorativa, perché una strada, una piazza, un portone, un muro raccontano storie che fanno la Storia.  

Acerra, bulli scatenati: bimbo pestato alla Siani. Fenomeno dilagante. Ma nessuno denuncia

Lanci di bottigliette all’uscita della scuola, bambini picchiati per nessun motivo. Le gang dei bulli minorenni si stanno scatenando ad Acerra. Ma nessuno denuncia, nessuno si rivolge a polizia e carabinieri. Tutto si consuma nella più totale omertà. Gli episodi più gravi negli ultimi tempi si stanno verificando nell’istituto comprensivo Siani, scuola elementare che si trova nel popolare rione Madonnella. Qui l’altro giorno un bimbo di 8 anni è stato picchiato selvaggiamente da una banda di ragazzini inferociti composta da maschietti e femminucce. Proprio così, in quel di Acerra, hinterland nordorientale di Napoli, ormai parità dei sessi ed emancipazione fanno capolino soprattutto sul fronte della piccola criminalità minorile. Nella scuola Siani intanto i genitori non sanno più come trovare il bandolo della matassa. Qui per un periodo i bulli si sono scatenati accogliendo i bambini all’uscita con continui lanci di bottigliette piene d’acqua. Ci sono stati anche lanci di pietre. L’anno scorso sempre nel rione Madonella, le gang di teppistelli hanno preso di mira anche gli anziani. Anche in questo caso sono stati registrati pericolosi lanci di pietre. Ma le bande minorili stanno flagellando tutto il territorio della città dell’inceneritore. Corre voice di persone continuamente infastidite mentre parcheggiano l’auto, di gente circondata, insultata. Nel frattempo il fenomeno cresce grazie all’omertà radicata. « Sappiamo che tra i bulli ci sono molti figli di pregiudicati e allora abbiamo paura di denunciare », confessa un genitore che vuole conservare l’anonimato. Il problema dunque affonda in un substrato sociale molto difficile, che si è ulteriormente deteriorato con il tempo che passa. Difficile soprattutto per gli insegnanti, per i docenti delle scuole elementari e medie della zona, dove si segnalano attraverso io social casi di bullismo sempre più frequenti. A ogni modo per fortuna il bambino colpito di recente davanti alla scuola Siani se l’è cavata solo con qualche contusione e qualche graffio. « Ma aspettiamo che ci scappi la solita tragedia per agire concretamente ? », l’interrogativo che serpeggia insistente. Da più parti si invoca una maggiore vigilanza della polizia municipale, in particolare negli orari di uscita dalle scuole. Ma l’allerta è costante, dovunque. Un altro punto sensibile è per esempio la Pretura, una piazza che da sempore è luogo di incontro degli adolescenti e dove tra l’altro si trovano alcune delle principali scuole dell’obbligo della città. Qui spesso si sono avute risse, ferimenti e i “consueti” lanci di bottiglie, anche di vetro. « C’è però la sensazione che si tenda a minimizzare – spiega un abitante della zona – che in fondo tutto sia normale e che quindi possiamo andare avanti così ». Il rischio di farci l’abitudine è già realtà, è già atteggiamento comune. Un comportamento che non fa che aggravare la situazione. Rimane sullo sfondo la mancata reazione della cittadinanza. Sia nella stazione dei carabinieri che nel commissariato di Acerra non sono infatti pervenute denunce circostanziate che raccontino i fatti, storie finora raccontate per strada o attraverso i social da testimoni oculari che però non intendono rivolgersi alle forze dell’ordine. La paura è una costante ad Acerra. Da queste parti c’è una percentuale di cittadini pregiudicati molto elevata, tipica delle periferie napoletane. Sempre qui un anno e mezzo fa i “guaglioni” a bordo di scooter e senza casco sfrecciarono davanti alla scuola Caporale impugnando mitra e pistole, in pieno giorno, mentre gli alunni uscivano dal plesso e i genitori li aspettavano. Anche questo episodio gravissimo, seppur confermato da fonti autorevoli e finito su tutti i giornali, non è mai stato denunciato da chicchessia.

Le scuole dei miracoli

0

In Campania le scuole non sono sicure. Lo afferma nero su bianco uno studio di «Cittadinanzattiva» consegnato a Governo e Regioni. Nella maggior parte degli edifici scolastici mancano certificati di agibilità statica, scale di sicurezza, adeguamenti antisismici.

Diciamo la verità: il lavoro da fare sarebbe enorme, anzi impossibile, la soluzione, però, c’è. È il caso di dichiarare fuorilegge anche le (pochissime) scuole agibili, così da cancellare in un sol colpo ogni anomalia in omaggio al vecchio detto “se tutto è anomalo, niente è anomalo”.

E già che ci siamo, per non dimenticare le nostre origini, che affondano le radici nella religiosità popolare spinta, andranno tolti da tutte le scuole i ritratti del Presidente della Repubblica, per sostituirli con quadri consacrati di San Gennaro e/o della Madonna dell’Arco.

Per ovvi motivi.

Ma i concorsi sono stati truccati da docenti universitari o da fiacchi imitatori di Cetto La Qualunque?

Questa è l’impressione suggerita dalle cronache dei giornali e dalle intercettazioni. Un professore, intercettato, si augura, scherzosamente, che si costituisca una “cupola” incaricata di “amministrare” la distribuzione delle cattedre. I racconti della stampa inducono a credere che rispetto alle “spartenze” del passato  ci sia  un preoccupante scadimento del repertorio linguistico dei professori che si dividono il bottino.   Una mania: raccogliere per anni gli articoli che “raccontano” le battute, i modi di dire e il repertorio espressivo dei funzionari dello Stato e dei politici di ogni livello intercettati dall’ “orecchio” della polizia mentre parlano “tra di loro” di affari più o meno leciti, di “spartenze” del bottino, e di futuri progetti di grassazione. E riservare un raccoglitore agli articoli che registrano ciò che esce di bocca a lor signori quando vengono interrogati dai magistrati e sono mossi da amaro stupore – io, trattato come un delinquente – e dalla paura di fare la fine del “fesso” che paga per tutti. In Italia può capitare. Sono un peccatore incallito e perciò alla base della mia mania  c’è non  un’intenzione da moralista, ma la certezza che conoscere vuol dire riflettere sulle parole e sulle immagini. Del resto, anche questa spartizione di “cattedre tra le scuole di tributaristi” (CdS, 27 settembre) resterà impunita, come le spartizioni degli anni passati: è una lunga storia, fatta di bolle di sapone che si afflosciano e si dissolvono. Ricorda Gian Antonio Stella (CdS, 27 settembre) che nessuno pagò nemmeno per il concorso di otorinolaringoiatria del 1988, “vinto da sedici parenti o raccomandati”, e giudicato, non dai giornali, ma dai tribunali, come un intreccio di “plurime e prolungate condotte criminose”. Il direttore generale del Ministero scrisse, nella circostanza, che “l’annullamento di un atto non può fondarsi sulla mera esigenza di ripristino della legalità, ma deve tener conto della sussistenza dell’interesse pubblico”. Rileggete questo passo mirabile almeno due volte, e incominceranno a girare, nella vostra testa, strani pensieri, e in un’altra parte del corpo certi preziosi attributi sferici. Dunque, i moralisti non cerchino colpevoli. Se proprio vogliono crocifiggere qualcuno, preparino i chiodi per lo spione, per questo Philipe Laroma Jezzi, ricercatore, che con la sua denuncia ha innescato la tempesta di bolle. Eppure il suo professore, nato e cresciuto nella Campania Felix e trapiantato a Firenze, l’aveva avvertito: “Non importa se sei bravo, questo è un do ut des…la logica universitaria è questa…è un mondo di m…Tu mi fai questi a Napoli e io ti do…Io ti chiedo Luigi e allora tu mi dai Antonio.” Il professore campano- fiorentino voleva che Philip si ritirasse, perché la sua presenza avrebbe bloccato la corsa di un altro ricercatore, che invece la Commissione aveva destinato alla vittoria.” Se ti ritiri, ti facciamo scrivere un paio di articoli, così reimposti il tuo curriculum.” Philip non si ritira, presenta una denuncia alla Guardia di Finanza, ma i professori “non si scompongono”, anzi alzano la voce, “se uno ti dà il messaggio di ritirarti, il motivo c’era.”. E Philip registra le conversazioni, ma “loro” si sentono più forti di tutto. Intangibili. Il giorno 3 ottobre “la Repubblica” ci informa che Philip, dopo l’apertura dell’inchiesta, ha ricevuto “solo tre messaggi di solidarietà, e nessuno dai vertici dell’ateneo”: tuttavia, poiché il professore ordinario è stato interdetto fino a marzo 2018 dai magistrati inquirenti, lui, l’”inglese”, esaminerà gli studenti e leggerà le tesi: insieme con un collega ricercatore, che è “indagato nella stessa inchiesta”. Questo “scandalo” documenta una preoccupante banalità espressiva, un netto scadimento dello stile e del sistema linguistico  rispetto agli scandali del passato. Otto anni fa un professore laziale, accusato di aver favorito la corsa del figlio, argomentò- nemmeno Demostene avrebbe potuto far meglio- che chi lo accusava era un ignorante plateale, nel senso che ignorava che i figli dei professori universitari sono destinati a diventare professori universitari, perché appena nati già respirano aria pregna di cultura universitaria: poco mancò che dicesse che perfino il loro seggiolone aveva  la forma di una sedia da cattedra. Tre anni dopo un docente pugliese, accusato di aver pilotato la corsa vittoriosa del genero, sostenne, impassibile, che nei concorsi universitari contano, molto più dei titoli e delle pubblicazioni, le qualità psicologiche, che solo la commissione può misurare. Da un paio d’anni il linguaggio dei piloti dei concorsi tende a colorarsi – e sono colori sempre più grezzi- con espressioni tratte dal linguaggio dei mafiosi. Gian Antonio Stella ricorda la “sfuriata” del rettore di una università romana contro un ricercatore che aveva osato far ricorso per la “chiamata” di due colleghi che “erano senz’altro titolati, ma erano anche, incidentalmente, figli di professori” di quell’ ateneo. Se lei non ritira il ricorso, avvertì il rettore, “si cerchi un altro ateneo. Finché faccio io il rettore, lei qui non sarà mai professore”. Questa “sentenza” l’ho abbinata, chi sa perché, alla faccia di Cetto La Qualunque, mentre una “comica” di Checco Zalone pare la vicenda di Maria Luisa Catoni, “che dopo essere stata fellow a Berlino e senior fellow alla Columbia e dopo aver presieduto (unica donna italiana) una commissione dell’European Research Council, è stata scartata per “poche esperienze internazionali””. Tra Zalone e Siani sta la storia di un genovese, candidato al concorso su cui oggi si indaga, che “non portato da nessuno – nota il gip- “viene scartato, nonostante le sue 193 pubblicazioni”. E un docente detta alle sue assistenti un modello di giudizio di bocciatura: “Non c’è maturità, non c’è rigore metodologico adeguato alle tematiche indagate.” Dei candidati “portati” si scriverà che “hanno indagato tutti i settori, hanno indagato la parte speciale e generale.”.(CdM, 26 settembre) Questa passione del docente per il verbo “indagare”….. Il 9 giugno 2014 un professore universitario, durante una cena “con alcuni amici tributaristi” parla dei concorsi  e spiega, simpaticamente: “ognuno va lì con il coltello alla gola e dice “o mi dai quello o…quindi capite. Bisogna trovare delle persone di buona volontà che di qua e di là, di sotto e di sopra, ricostituiscano un gruppo di garanzia che riesca a gestire la materia nei futuri concorsi…che possano stare in una cupola, tanto per non usare un termine.”. Ha ragione l’oratore: due colleghi napoletani si fanno la guerra scrivendo lettere anonime e manovrando per far cadere i sospetti sul rivale….( CdM, 26 settembre). Se ci fosse una cupola……. L’Università italiana resta un sistema integro e di alto valore. Ma sappiamo che la storia delle “spartenze”, avviata nel III sec. a.C. con la direzione della Biblioteca di Alessandria, non avrà fine. Mi auguro, tuttavia, che almeno il linguaggio e i modi degli amministratori e degli spartitori ( si può dire?) del bottino tornino ad essere degni di professori universitari. Che non capiti più di leggere articoli di gente che bazzica intorno a cattedre di atenei e di esclamare, dopo aver letto: ma ‘sta roba chi l’ha scritta? Fracchia?