Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (Odcec) Nola approva il Conto Preventivo 2018
Approvato il Conto preventivo 2018 dell’Ordine Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (Odcec) Nola. Le votazioni sono avvenute durante l’assemblea generale degli iscritti che si è tenuta il 21 novembre presso la sede dell’Ordine. Nel corso della riunione particolarmente autorevole l’intervento del consigliere Tesoriere Luigi Bifulco, il quale con molta concretezza ha chiarito i contenuti del documento di programmazione per l’esercizio 2018 fornendo esaurienti risposte alle domande rivolte dai colleghi, poi del presidente del Collegio Sindacale Salvatore Falco che ha espresso il suo parere favorevole ed infine sono state presentate le linee programmatiche che puntano al miglioramento delle condizioni professionali. Così come ha sottolineato, proprio, il presidente Domenico Ranieri. “Il nostro impegno sarà volto al sostegno dello sviluppo della “Professione””, ha affermato Ranieri, “incentivando, in questo periodo di “particolare” crisi economica, la diversificazione delle aree di competenza della professione di dottore commercialista, fornendo agli iscritti alcune possibilità per cercare di renderli più efficaci ed efficienti nello svolgimento della propria professione. Ringrazio tutti per la fiducia che mi hanno accordato, per chi ha contribuito al positivo risultato della prima parte di gestione del nostro Ordine, ai colleghi del Consiglio che hanno dato il contributo necessario al soddisfacimento delle richieste degli iscritti in uno al personale di Segreteria. Il 2017 è stato l’anno in cui ci siamo insediati e numerosi sono stati i momenti importanti organizzati dall’Ordine, tra questi il corso Giustizia o i corsi per i revisori degli Enti Locali, oltre agli eventi che hanno permesso di mettere a disposizione circa 150 crediti formativi per gli iscritti e per la gran maggioranza gratuiti. L’attività formativa, divenuta ormai obbligo giuridico oltre che deontologico, ha rappresentato sempre un impegno costante dell’Ordine per approfondire i temi della professione e per organizzare seminari e convegni volti ad offrire un panorama formativo quanto più possibile variegato e come detto, assolutamente gratuito o con costi accessibili. Anche per l’anno 2018 il programma è ambizioso, infatti oltre quella obbligatoria avremo percorsi formativi che si aggiungeranno quali ad esempio quello per l’ottenimento dei crediti per la iscrizione negli elenchi dei gestori dell’OCCS, o anche quello relativo alla Revisione Legale; in itinere poi, mediante un percorso di concerto con le Università partenopee, la creazione di una equipe scientifica che delineerà insieme al Consiglio eventi di specializzazione in materie di primaria importanza per nostra professione”. E non soltanto, un Ordine in crescita e in rafforzamento, come ha aggiunto lo stesso presidente. “Come già più volte accennato in varie occasioni ufficiali e non, nel corso del 2018 si vorrebbe valutare l’acquisto dell’immobile da adibire a sede dell’Ordine”, commenta Ranieri, “affinché possa essere da impulso alla partecipazione di tutti i Colleghi alla vita dello stesso anche in relazione al fatto che nel progetto potrebbe essere prevista la creazione della sala Convegni, ideata e disegnata come spazio multi-uso per l’ottimizzazione delle attività di formazione e di riunione delle Commissioni di studio nonché del Consiglio dell’Ordine. Il prossimo anno ci vedrà comunque impegnati in prima linea in quanto, dopo aver siglato un accordo per il Coordinamento Regionale degli undici Ordini della Campania ad opera dei relativi Presidenti, il sottoscritto, indicato quale coordinatore del gruppo, si farà portavoce delle esigenze della categoria per meglio affrontare le problematiche con le Istituzioni”.
Un lavoro impegnativo per il quale il presidente Ranieri invita tutti i colleghi “a partecipare in modo propositivo, collaborativo e soprattutto attivo alla vita dell’ Ordine anche attraverso l’adesione, più volte sollecitata, alle Commissioni di Studio istituite, perché solo l’unione farà la nostra forza e quella dell’ Istituzione a cui apparteniamo”.
Pomigliano, Giovani e imprenditoria, grazie ai fondi Selfiemployment inaugura Arcanum C&G
Domenica 26 Novembre, ore 18:00 a Pomigliano d’Arco inaugura la Fumetteria Arcanum C&G, aperta grazie al Fondo rotativo nazionale Selfiemployment
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Nuove possibilità e iniziative per i giovani e l’imprenditoria: si iniziano a vedere i risultati del Fondo rotativo nazionale Selfiemployment il cui bando fu pubblicato nel febbraio 2016 inserito nell’ambito dei PON “Inizativa Occupazione Giovani” e “sistemi di politiche attive per l’occupazione 2014-2020”, e promossi da Invitalia. Il fondo è gestito da Invitalia nell’ambito del Programma Garanzia Giovani.
In 18 mesi sono stati presentati oltre 1933 business plan in tutta Italia di cui sono 530 iniziative approvate e finanziate. Tra queste, ben 275 progetti solo in Campania, presentati, principalmente, da giovani di età compresa tra i 22 e i 29 anni, segno che i giovani campani non sono rimasti a guardare, ma hanno saputo cogliere al volo l’occasione.
Tra i progetti presentati e approvati, quello di Gianluca Miccoli che a Pomigliano d’Arco, in un centro densamente abitato, insieme a Sergio Mario Ottaiano, il 26 novembre alle ore 18:00 in via Fiume 31-33 inaugureranno la Fumetteria Arcanum C&G. Per l’occasione tre disegnatori campani si esibiranno in un live painting direttamente in fumetteria: Pasquale Qualano (DC comics) e Claudio Avella (Aspen Comics) e Luca Maresca (Sergio Bonelli Editore). Inoltre numerosi saranno i Cosplayer presenti
Arcanum Comics & Games è una fumetteria atipica, unica nel suo genere. È un luogo accogliente in cui trovano posto gli amanti del mondo dei fumetti, dei videogames, dei cosplay, dei giochi di ruolo e da tavolo. Un posto dove ognuno può sviluppare le proprie passioni sentendosi come a casa, trovando una comunità di persone con interessi simili e usufruendo dei mezzi e della struttura messa a completa disposizione del pubblico.
Arcanum Comics & Games è una fumetteria sempre aggiornata con le ultime novità del mercato editoriale orientale e occidentale, trattiamo manga, seriali americani, italiani, graphic novels e non solo: giochi di carte, da tavolo, gadget e accessori sono il nostro pane quotidiano.
All’interno della struttura, sita in via Fiume 31-33 a Pomigliano d’Arco, provincia di Napoli, oltre a scaffali colmi di fumetti, vi è un’area relax con bibite fresche e snack; divani per la consumazione degli alimenti e la lettura dei fumetti appena comprati; computer di ultima generazione disponibili h24, dotati di tavolette grafiche, pensati per disegnatori e gamer professionisti e amatori; un’ampia area playing dedicata agli amanti dei giochi di carte, da tavolo e di ruolo; un’area fumatori e, ovviamente, wi-fi gratuito per tutti.
L’idea di un luogo simile, pensato per diventare la fumetteria dei sogni, il luogo utopico desiderato da tutti gli amanti del genere, è nata nell’aprile 2016, quando i due soci, Gianluca Miccoli e Sergio Mario Ottaiano, appassionati dell’universo del comics, decidono di trasformare il loro forte interesse in un vero e proprio lavoro e di mettere le proprie conoscenze nel campo del gaming e del comics al servizio del pubblico. Dopo un anno di lavoro, di studio e di preparazione, nel novembre 2017, grazie al Fondo rotativo nazionale Selfiemployment apre la fumetteria Arcanum: il ritrovo che tutti aspettavano.
Pollena Trocchia, violenza di genere: sabato 24 dibattito e fiaccolata
Un dibattito e una fiaccolata per tenere alta l’attenzione su un tema che, purtroppo, non passa mai di attualità, quello della violenza di genere. Sabato 25 novembre il comune di Pollena Trocchia in collaborazione con l’associazione Graffito d’Argento e Rosa Bianca in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ha organizzato nell’aula consiliare “Falcone-Borsellino” un momento di confronto e dibattito al quale prenderanno parte la giornalista e criminologa Francesca Beneduce, la sociologa Giuseppina Iorio, Tina Bianco, presidente dell’associazione contro la violenza di genere e per la difesa dei diritti umani “Rosa Bianca”, la giornalista Teresa Lucignano, l’assessore alle Pari Opportunità del comune di Pollena Trocchia, Margherita Romano, il suo collega delegato alle Politiche Sociali Pasquale Fiorillo e il Sindaco del comune vesuviano Francesco Pinto. “Dopo il dibattito ci sarà una fiaccolata silenziosa con partenza dalla sede comunale, arrivo in Piazza Amodio, dove si terrà un momento di riflessione e raccoglimento in memoria delle vittime della violenza, e terminerà presso la sede dell’associazione, a Corso Umberto I” ha spiegato il presidente di Graffito d’Argento, Annamaria Romano, che ha ringraziato per la collaborazione il nucleo di Protezione Civile “Fire Fox”, il gruppo locale di Croce Rossa, Sanitalia e il promoter Giuseppe Romano. “Iniziative come queste rappresentano un importante momento di riflessione, approfondimento e lotta ad un fenomeno sociale delicato e complesso come è quello della violenza di genere, che noi tutti abbiamo il compito con le parole e l’esempio, anche nelle piccole cose, di contrastare” hanno fatto sapere dall’Amministrazione comunale, dando a tutta la cittadinanza appuntamento a partire dalle ore 17:00 di sabato.
Ottaviano, dal 2 dicembre aperto al pubblico il piano nobile di Palazzo Mediceo
Un intervento di restauro – grazie a fondi del Ministero delle Infrastrutture – ha restituito splendore agli affreschi del ‘700 e a tutto il «piano nobile» del Palazzo Mediceo di Ottaviano, bene confiscato alla camorra e rientrato nella disponibilità del Comune. Tre anni di lavori e finalmente sarà aperta al pubblico l’ala più bella e più significativa dal punto di vista storico e artistico, ma prima si terrà la cerimonia inaugurale riservata unicamente alle istituzioni e alla stampa, venerdì 1 dicembre, con la presenza del governatore Vincenzo De Luca, del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, del procuratore aggiunto di Nola, Stefania Castaldi, del questore Antonio De Jesu, del già procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, del presidente del tribunale di Nola, Luigi Picardi e del comandante provinciale dei carabinieri di Napoli, il colonnello Ubaldo Del Monaco.
Soltanto dal giorno successivo il pubblico, che comincerà ad affollare i giardini e le scuderie del palazzo per l’apertura dei «Mercatini del Castello» promossi da Comune e Pro Loco e gemellati con i mercatini di Bolzano, potrà accedere alle stanze restaurate e ammirare i colori degli affreschi tornati vividi e i particolari della riqualificazione del piano nobile, mai finora aperto ai visitatori. L’ala era un tempo la residenza padronale, con camini in ogni stanza e pareti decorate, abitata dalle famiglie, nobili o meno, che vi si sono avvicendate. Sono sale ampissime che ora potranno ospitare eventi, convegni, conferenze, mostre, spettacoli, eventualmente – c’è un progetto in itinere – un museo multimediale, tutto gestito direttamente dal Comune in tandem con le associazioni. «Dopo l’esperienza positiva dei mercatini al Castello – dice il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso – aggiungiamo quest’altro tassello al pieno recupero del Palazzo Mediceo, restituendolo definitivamente ai cittadini». La storia del castello, restato nelle mani della famiglia dei Medici di Ottaviano fino al 1874 ma fondato probabilmente in età longobarda ospitando nel corso degli anni illustri feudatari, è segnata da una macchia ormai lontana: negli anni ‘80 la camorra riuscì a impadronirsene, acquistandolo dai Capece Minutolo per 270 milioni di vecchie lire tramite una società che faceva capo al boss della camorra Raffale Cutolo. Nel 1991 il Castello fu confiscato e dopo quattro anni affidato al Comune di Ottaviano. «Questa città non è più terra di camorra da molto tempo- continua il sindaco Capasso – ci siamo finalmente scrollati di dosso una nomea ingiusta e che negli anni, anche grazie all’impegno di altri amministratori, è ormai distante». Il piano terra del palazzo di via Salita del Principe è sede, dall’aprile 2008, del Parco Nazionale del Vesuvio, concesso dal Comune di Ottaviano in comodato d’uso. Una rivincita che ora è completa perché quelle stanze che hanno probabilmente ospitato summit di camorra negli anni bui della Nco saranno patrimonio della città intera, il palazzo che per un certo periodo è stato simbolo del potere criminale nel vesuviano, diviene luogo di bellezza e rilancio. Del resto, il Castello e i suoi giardini avevano ispirato composizioni di Gabriele D’Annunzio, ospitato al palazzo con una delle sue amanti, ma anche Giacomo Leopardi nelle sue «La Ginestra» e «Il tramonto della luna». Da sabato 2 dicembre torneranno dunque anche i mercatini natalizi, con cento espositori, concerti, cori, rappresentazioni teatrali e spettacoli con strade illuminate da giochi di luce: il Castello sarà aperto ai visitatori dalle 18 alle 23 dei giorni feriali e fin dalle 10 del mattino nei festivi. Somma Vesuviana, documenti di sepoltura del cimitero cittadino trasferiti all’Archivio Storico

Ieri, su autorizzazione del sindaco Salvatore Di Sarno, gli atti di sepoltura del cimitero cittadino sono stati trasferiti dall’archivio deposito all’Archivio storico cittadino di piazza Marconi intitolato a Giorgio Cocozza.
I documenti ora sistemati e affidati alle cure di Alessandro Masulli vanno dal 5 dicembre 1839 (la data in cui si inaugurò il cimitero comunale di Somma Vesuviana) al 31 dicembre 1944. Otto i volumi catalogati. All’Archivio Storico cittadino sono poi stati trasferiti, da Palazzo Torino, i registri delle deliberazioni di giunta che vanno dal 1941 al 1956; e, dal deposito di via De Matha, le liste leva e i registri militari. Masulli ha ringraziato Mimmo Parisi e Gerardo Capasso del Centro Studi Archivio storico per la collaborazione e Francesco Ragosta che provvederà a digitalizzare il «prezioso tesoro documentario».
Sant’Anastasia, non si farà la sagra del capretto
La Pro Loco affida ad un manifesto pubblico le spiegazioni dell’assenza pesante dell’appuntamento annuale: «Intoppi burocratici e nessun sostegno dalle istituzioni».
Si scusa con i cittadini, la Pro Loco. Per non poter mantenere l’impegno di organizzare la sagra, di far rivivere, anche con il consueto appuntamento dei primi di dicembre, le antiche tradizioni anastasiane. Poche parole, nulla più se non la necessità di far conoscere ai cittadini i motivi per cui – senza il supporto istituzionale – piazza Matteotti (ex piazza Ferrovia) non ospiterà nel 2017 gli stand di esposizione dei prodotti tipici, i rivenditori del capretto anastasiano e tutti gli eventi collegati.
Strumenti anti bullismo: alla Leone di Pomigliano l’accesso ai bagni è per fasce d’età
La preside Anna Oragano: « Fenomeno nella normalità , non siamo una scuola di trincea »
Nella scuola media Mauro Leone l’accesso al bagno degli alunni è diviso per fasce d’età. Dunque, ad ogni età è stato assegnato un orario per l’espletamento dei bisogni naturali. Proprio così, si tratta di una misura di prevenzione anti bullismo che potrebbe apparire drastica e che sembra difficilmente attuabile ma che è stata voluta già da qualche tempo dalla preside, Anna Oragano. Qui, alla Leone, la piaga della dilagante violenza minorile è infatti finita di recente sui giornali a causa di una storia emblematica che ha mescolato il cosiddetto “cyberbullismo” al bullismo “classico”, quello fisico, quello che si esprime a suon di botte: un ragazzino di tredici anni fatto picchiare selvaggiamente davanti alla scuola da ragazzi più grandi, provenienti da un vicino istituto superiore. Un “agguato” consumato grazie a un ordine impartito con il telefonino, da un compagno di classe della vittima predestinata, attraverso la chat del gruppo whatsapp degli alunni della media di via Manzoni, zona residenziale di Pomigliano, pieno centro a pochi passi dal municipio. Ieri la preside ha convocato a scuola la mamma del presunto “mandante” del pestaggio ma la donna non si è presentata a causa – secondo quanto fatto sapere dalla scuola – di impegni pregressi. Intanto la denuncia ai carabinieri dei genitori del ragazzino picchiato sta facendo uscire allo scoperto altri casi. Ieri due genitori di altrettanti alunni della Leone hanno scritto che i loro figli sono stati picchiati. Una bambina sarebbe stata pestata nel cortile della scuola e un bambino all’esterno, a pochi passi dal perimetro del plesso. « Ma perché i genitori non si rivolgono a noi ? », si chiede, tono dispiaciuto, la preside Oragano. La dirigente vuole spazzare via ogni dubbio circa questa che è ritenuta la scuola media più prestigiosa del territorio. « Non siamo affatto una scuola di trincea – tiene a precisare la preside – qui da tempo stiamo attuando una serie di misure anti bullssimo ». Tra queste c’è appunto, come conferma la stessa Oragano, anche quella di far entrare nei bagni solo gli alunni coetanei, per evitare il contatto tra più grandi e più piccoli. Accesso limitato ai bagni ma non solo. « Ci siamo già attivati da tempo – spiega la preside – con uno sportello di ascolto interno alla scuola, con un progetto denominato legalità e partecipazione e un altro di cittadinanza attiva. Tutti strumenti che coinvolgono il corpo docente, che da noi è sensibile e attento. Abbiamo anche un progetto contro il cyberbullismo e – anticipa la preside – il prossimo 5 dicembre ospiteremo il generale dell’esercito e consigliere regionale Carmine De Pascale, autore della legge regionale contro il bullismo ». Nel frattempo la dirigente precisa che “Leandro”, il tredicenne picchiato la scorsa settimana, è stato vittima del pestaggio giovedi mattina e che il giorno dopo, venerdi, si è regolarmente presentato in classe. « Venerdi ho informato i carabinieri – racconta ancora la preside – e stamattina ho ascoltato i genitori del ragazzo picchiato: si sentono confortati e tutelati dalla scuola ». Finora è emerso che il compagno di classe che avrebbe commissionato l’aggressione via chat è già stato segnalato mesi fa dai servizi sociali del Comune per aver sfondato con delle candele per automobili la nuova vetrata che cinge il parco pubblico, costata decine di migliaia di euro. Per quanto riguarda invece i tre picchiatori, uno è uno studente del vicino istituto tecnico industriale Barsanti. Un altro ha invece abbandonato l’istituto tecnico a 16 anni e il terzo sarebbe invece iscritto all’istituto tecnico commerciale Europa, sempre a Pomigliano. Sono tutti ex alunni della Leone.
Somma Vesuviana, oggi in consiglio il futuro della pubblica illuminazione
Si preannuncia una seduta «caldissima», con una lunga serie di debiti fuori bilancio (alcuni oltremodo cospicui), la presa d’atto del capitolato già approvato dalla giunta comunale con delibera del 5 settembre e inerente la gestione, la progettazione e la realizzazione di interventi di efficienza energetica, per dirla in parole povere la esternalizzazione del servizio. I consiglieri di minoranza (tutti ad eccezione di Di Mauro) avevano fatto richiesta alla presidenza del consiglio di rinviare la seduta giacché tutta la documentazione relativa ai punti all’ordine del giorno è stata resa disponibile in ritardo. In ritardo perché tutti abbiano la possibilità di approfondire una ventina di argomenti, sia chiaro, ma comunque nei termini di legge e cioè martedì scorso. Il presidente Sommese ha replicato con una missiva di diniego, dunque i consiglieri andranno in aula alle 16, 30 di oggi (venerdì 24 novembre). E ad annunciare, con un pizzico di polemica sulle amministrazioni passate, gli argomenti che si tratteranno in aula ci ha pensato su Facebook il consigliere di maggioranza Peppe Nocerino, sottolineando che alcuni di essi sono «di particolare importanza e incideranno sulla vita reale dei cittadini»: dalla procedura per la nuova illuminazione pubblica alla rateizzazione di tasse e imposte comunali arretrate, alle entrate mai incassate dal gestore del gas metano. «E altri punti – aggiunge Nocerino- che evidenziano la differenza tra la nostra trasparenza e legalità rispetto all’omertà e alla cattiva gestione dei precedenti amministratori».
Ma vediamoli, questi argomenti: una sola interrogazione alla quale si attende risposta, ossia quella presentata dal consigliere di opposizione Vincenzo Piscitelli rispetto alla posa in opera della segnaletica orizzontale e verticale e alla realizzazione degli attraversamenti pedonali rialzati presso le scuole. Poi, la ratifica di una variazione di bilancio adottata dalla giunta e una lunga schiera di debiti fuori bilancio che vanno dalle sentenze passate in giudicato per «insidie e trabocchetti» (e parliamo di qualche centinaio di euro di risarcimento per – un esempio per tutti – una pigna finita sul parabrezza di un’auto) fino all’accordo che prevede la rinuncia all’appello nel contenzioso tra il Comune e una società agricola con rateizzi che da qui a febbraio 2019 raggiungeranno una cifra di poco inferiore ai 500 mila euro (l’oggetto del contendere era un allagamento, causato nel corso di un evento piovoso ai locali della ditta a causa della vetustà delle fognature).
C’è poi in ballo la proposta di modifica dell’art. 14 del regolamento comunale delle entrate tributarie e che prevede appunto la possibilità di concedere rateizzazioni ai contribuenti anche in presenza di pignoramenti. Il parere dei revisori dei conti dell’ente in merito è chiaro: sì alla proposta purché la concessione delle rateizzazioni non riguardi gli effetti delle ipoteche e dei fermi amministrativi, oltre che dei pignoramenti perfezionati prima delle richieste. E i revisori definiscono poi «eccessivo» l’ampliamento delle rateizzazioni proposto dalla apposita commissione a fronte degli equilibri finanziari dell’ente, pur dando alla fine parere favorevole.
Quanto alla presa d’atto del capitolato che definirà la nuova gestione e realizzazione della pubblica illuminazione sul territorio, con l’integrazione di servizi Smart City, si fa riferimento alla delibera di giunta che accoglie il progetto della società cooperativa Pomilia Gas con sede a Pomigliano d’Arco, una proposta di project financing che affiderebbe tutto al partner privato. Un’opera da quasi tre milioni di euro, secondo il piano finanziario presentato da Pomilia. In delibera si sottolinea come si persegua, così, un minore rischio a carico dell’Ente rispetto ad un’opera non più rinviabile.
Infine, la discussione (e le determinazioni) circa la gestione della rete di distribuzione del gas naturale. La proposta sulla quale dovrà esprimersi l’aula è di avviare la procedura per il recupero dei crediti vantati dal Comune nei confronti della Amalfitana Gas srl e di dare mandato al sindaco per sollecitare la costituzione dell’Ambito Napoli 4 Sud Est, presupposto essenziale perché si possano avviare le procedure di evidenza pubblica e affidare il servizio di distribuzione del gas metano ad altra ditta. I crediti vantati dal Comune nei confronti della Amalfitana Gas ammontano a 3.026.558,19 euro.
Napoli, Movida sicura. De Iesu: “Smartphone e video sorveglianza a tutela della legalità”
– “Più risorse, anche in borghese, da parte della Polizia e dei Carabinieri”. Lo ha detto Antonio De Iesu, questore di Napoli, al termine del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di oggi in Prefettura dopo gli episodi di violenza verificatisi durante le sere della movida a Napoli.
“Ci sarà anche l’utilizzo di smartphone per mandare le immagini in sala operativa – ha affermato – e che sarà molto utile a fini investigativi”. Il tema, quello della videosorveglianza, ha fatto sapere il questore, “ce lo porremo di sicuro”. “Abbiamo una rete di sorveglianza esterna – ha sottolineato – ma all’interno dell’area interessata essa è carente”.
“Vedremo di progettare e come dovrà essere finanziata – ha aggiunto – una videosorveglianza dedicata ai baretti”, cioè la zona del quartiere di Chiaia piena di locali notturni dopo ci sono stati i maggiori problemi. De Iesu ha evidenziato che “ci sarà un ulteriore rafforzamento di controlli con pattuglie miste con i carabinieri”.
La funzione storica dei sentieri del Somma- Vesuvio e i provvedimenti adottati dall’Ente Parco dopo gli incendi estivi.
Dopo gli incendi estivi e il grande concerto di polemiche, di proclami, di foto, il Consiglio Direttivo del Parco Nazionale del Vesuvio ha approvato una delibera in cui si fa un esplicito riferimento alla necessità di sistemare la rete dei sentieri del Parco e di ampliarne il disegno. Gli amministratori di Ottaviano sono chiamati a scelte difficili, ma indispensabili.
Nelle fotografie scattate dai docenti e nelle inquadrature delle telecamere dell’edizione napoletana del TG3 pare che i ragazzi delle scuole di Ottaviano “sentano” sinceramente lo spirito della Festa degli Alberi: ed è una cosa importante, soprattutto in un momento come questo. La cultura dell’ambiente dovrebbe essere una disciplina fondamentale nei programmi delle scuole di un territorio in cui l’ambiente, violato e oltraggiato dall’ignoranza, dai delinquenti, e dalla nostra connivenza, si vendica diventando ostile e pericoloso. Quali siano i confini concettuali della parola “ambiente” quando la colleghiamo al Somma-Vesuvio è questione complicata, che però un giorno dovremo affrontare.
L’ufficio del dott. Agostino Casillo, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, sta, nel palazzo Medici, proprio in quel lato del piano di corte – l’elegantissima corte “nobile” – dove Giuseppe IV Medici trasferì gli uffici che amministravano i vigneti e le masserie della famiglia e custodivano il prezioso archivio enologico, di cui si ignora il destino. In questi uffici, dopo uno dei rari incendi “di mano criminale”, quello che devastò, nel 1882, decine di ettari di selva alle spalle del Palazzo, alla Piana del Fico e “ai Travi”, i professori dell’Istituto Superiore di Agraria di Portici spiegarono pazientemente agli impetuosi amministratori di Michele de’ Medici che si poteva ripiantare “il bosco divorato dalle fiamme” solo dopo una meticolosa “pulizia” del terreno. Anche dopo l’eruzione del 1906 i tecnici della Commissione Centrale che guidarono la bonifica del Somma tra Ottajano e Pollena organizzarono il loro centro operativo nelle stanze del Palazzo, messe a disposizione dai nuovi padroni, i Lancellotti: qui vennero progettate le briglie a gradinata, le fascinate, gli “spalti “in muratura consolidati con “trecce” di travi di castagno.
Non voglio parlare degli incendi che hanno devastato recentemente il territorio del Parco: prima di tutto, non ho le competenze specifiche, e poi quei roghi sono stati letti, interpretati e commentati, sotto ogni possibile punto di vista, da criminologi, da geologi, da vulcanologi: ignoravo, prima del disastro, che ve ne fossero tanti. Non mi ha meravigliato il numero dei commenti “politici”: la vicenda sollecitava, ovviamente, articolate riflessioni: la mia perversione democristiana mi induce a non escludere che sia stata usato, il dramma degli incendi, anche per regolare qualche conto. Ma di quelle fiammeggianti e fumose vicende estive conservo nel mio piccolo archivio qualche commento, qualche proclama, alcune fotografie: per non dimenticare certi tipi da teatro. Il dott. Agostino Casillo non ha bisogno di difensori, e io sarei il meno adatto a svolgere il ruolo: credo che egli abbia tutta l’onestà intellettuale necessaria per ammettere sue eventuali colpe, ma mi pare che gli siano state addebitate anche colpe che oggettivamente – l’oggettività delle date, dei tempi e degli atti – non possono essere sue: mi riferisco, in particolare, allo stato dei sentieri e al sistema di sorveglianza. A monte di tutto c’è poi la configurazione giuridica del territorio del Parco, in cui “convivono” proprietà pubbliche e private, con il conseguente corredo di conflitti e di controversie in cui certa burocrazia è solita sguazzare e impantanarsi. Sarebbe interessante controllare quali provvedimenti di competenza abbiano adottato le Amministrazioni Comunali dopo gli incendi del 2016 per prepararsi a prevenire e ad affrontare quelli del 2017, e a tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini, e se e come abbiano sollecitato l’Ente Parco a concertare con loro i piani di intervento: ma è meglio non farlo, questo controllo: si accenderebbe un’altra polemica, e io sono, purtroppo, uomo di pace.
Qui parliamo dei sentieri. Prima ricordiamo che nel maggio del 1907 l’ingegnere Fiorentino, citando gli studi del geologo Riccardo Travaglia, esortava i commissari di Ottajano e di San Giuseppe a rimettere in sesto la rete dei sentieri del Vesuvio, e a curarne l’agibilità: era indispensabile che i contadini potessero raggiungere di nuovo selve e poderi per ricevere dalla Montagna il contributo al sostentamento delle famiglie: inoltre, la loro quotidiana presenza lungo “tuori” e “carcave” avrebbe garantito un controllo diretto, meticoloso e saggio dei “luoghi” che costituivano e costituiscono l’”ambiente” del Somma-Vesuvio. Gli amministratori ottajanesi del ventennio fascista misero in ogni bilancio annuale somme destinate a tenere “sgombri” i valloni e i sentieri montani e dopo il 1934 incominciarono a concentrare la loro attenzione anche sul sottobosco: potrei anche discorrere dei quintali di castagne che i produttori vendevano ai grossisti napoletani e delle “cataste” di travi di quercia fornite, tra il 1936 e il 1938, dagli ottajanesi alle imprese impegnate nel restauro di edifici storici di Napoli: non lo faccio perché, la storia del “come eravamo” e del “cosa facevamo” incomincia a darmi fastidio.
Per ora, mi interessa dire che l’11/9/2017 il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco ha approvato la delibera n.26 che è un atto di indirizzo per il “Grande Progetto Vesuvio”. L’Ente individua “come obiettivo specifico per il triennio 2018- 2020” la “realizzazione di un sistema integrato degli accessi e dei percorsi di fruizione” e prevede, di conseguenza, la “costruzione di una rete diffusa di piccoli nodi intermodali e di interscambio tra modi di trasporto diversi; la valorizzazione della fruibilità pedonale e creazione di una sentieristica integrata e di itinerari turistico-culturali; lo sviluppo di attività turistiche e produttive eco- compatibili”. E’ un progetto di grande respiro, che apre un capitolo nuovo nella storia delle relazioni tra l’Ente Parco e le Amministrazioni Comunali. Il progetto è delineato e descritto da indirizzi e da parole che sono concreti, ma configurano campi concettuali e semantici vasti e flessibili. Toccherà agli amministratori di Ottaviano il difficile compito di far sì che in quei “campi” trovino spazio e ruolo anche gli interessi della nostra città, il cui destino – mi riferisco in particolare a quello che un tempo si chiamava Centro Abitato – tende a percorrere la strada che sale in Montagna piuttosto che quella che va verso la pianura.

