Aria di festa in paese per domenica 3 dicembre, giorno del Santo Patrono San Francesco Saverio, con luminarie in via Roma e presso la chiesa collegiata S. M. La Nova, la banda Musicale Adolfo Fedi, che nel 2011 ebbe dal Ministero il riconoscimento ed il titolo di “gruppo musicale di interesse nazionale”, ed un programma religioso che coinvolge tutti i fedeli delle parrocchie del territorio.
“Da due secoli San Francesco Saverio unisce la comunità cristiana di questa città, ha scritto sui manifesti il parroco don Francesco D’Ascoli, e, con il suo esempio di vita, sprona tutti all’ardore missionario. Noi credenti di questo territorio impariamo a seguire le orme del Patrono, imitare il suo stile di vita, ricucire lo strappo tra la nostra professione e la vita quotidiana. Festeggiando il santo gesuita, vogliamo sentirci una sola famiglia, condividere le nostre vite in questi giorni celebrati in suo onore, riscoprire la nostra memoria per proiettarci nell’incerto futuro con maggiore fiducia e slancio. Quest’anno tutte le comunità parrocchiali del paese verranno pellegrine nella chiesa madre di tutti gli anastasiani, chiedendo al Patrono di custodire tutti noi nell’amore di Dio. Incontriamo San Francesco Saverio nella preghiera comunitaria per avvicinarci al Signore, verificando le nostre esistenze alla luce del Vangelo”.
Ed infatti, dopo le Sante Messe di preparazione alla festa, animate dalle comunità parrocchiali di Madonna dell’Arco, Ponte di Ferro, S. Antonio e S.F. d’Assisi ai Romani, il 3 dicembre si terrà alle 18,30 la solenne Celebrazione Eucaristica dei parroci di Sant’Anastasia in S. M. La Nova.
Un altro momento fondamentale e tipico della festa è la processione del Simulacro del Patrono per le strade cittadine, alla quale parteciperanno le Istituzioni ed il sindaco Lello Abete, in programma per le ore 16,30 di sabato 2 dicembre, al cui rientro è prevista la Santa Messa.
Il bene comune è il protagonista del numero di dicembre di Comunicare il Sociale, il mensile del Csv Napoli che si occupa di volontariato, terzo settore e solidarietà. La rivista sarà presentata nell’ambito della Fiera dei Beni Comuni, organizzata dal Csv Napoli e giunta alla IX edizione, che si terrà il 1 e il 2 dicembre in piazza del Gesù nuovo, a Napoli. Sabato 2, con inizio alle 10, nella sala Valeriano si terrà un corso per la formazione professionale dei giornalisti e, in quella occasione, sarà illustrato il nuovo numero di Comunicare il Sociale. Successivamente, il periodico verrà distribuito a centinaia di associazioni di volontariato di Napoli e provincia (che hanno formulato un’apposita richiesta) per un totale di oltre 3000 copie. Altre copie saranno, inoltre, in distribuzione al Csv Napoli (Centro Direzionale, Isola E 1 – Napoli).
La segreteria territoriale Napoli 1 della Fsi (Federazione sindacati indipendenti) denuncia una insufficienza di personale all’ospedale di Nola e chiede alle autorità competenti di intervenire immediatamente per risolvere la problematica.
Il coordinatore aziendale Asl Napoli 3 Sud dell’organizzazione sindacale, Raffaele Salvatore Ambrosino, ha siglato la nota inviata ieri ai vertici dell’Asl Napoli 3 Sud, del presidio ospedaliero “Santa Maria della Pietà” di Nola, e della Regione Campania, alla prefettura di Napoli e agli organi di informazione. Nella lettera si parla di “indifferenza dell’Azienda per la notoria carenza di personale che si riverbera, con conseguenze di stress psico-fisico sui lavoratori del PS-OBI, ormai allo stremo delle forze”, nonostante le note precedentemente inviate e attesa “l’apertura dell’O.B.I. con 4 posti letto nel 2016, poi portati ufficiosamente a 6 nel corso del 2017 e considerato l’aumento esponenziale di lavoro”. L’Obi è l’unità dove i medici del pronto soccorsi inviano quei casi con malattie che non necessitano di un ricovero immediato, ma una terapia che richiede un’osservazione per alcune ore e, eventualmente, un approfondimento diagnostico. La Fsi, quindi, a fronte di tale situazione, “nel ribadire con forza l’assoluta e dirimente richiesta di personale (almeno 7 CPSI e 4 OSS per turno), chiede un intervento ad horas, al fine di garantire i LEA e la salute psico-fisica dei lavoratori, posto che in mancanza di riscontro, anche in questa occasione, si valuteranno tutte le possibili iniziative per risolvere definitivamente tale problematica”.
Assessore e consigliere comunale di Casalnuovo si menano e finiscono al pronto soccorso. A scatenare il putiferio il parcheggio nell’area riservata alla sosta delle auto di assessori e ai consiglieri comunali.
L’episodio si è verificato ieri mattina e ha coinvolto l’assessore Biagio Avallone, da marzo nella squadra di governo locale, e Salvatore Errichiello, consigliere comunale di opposizione. Erano all’incirca le 11 quando Errichiello ferma la sua macchina in uno dei posti destinati agli assessori: “Gli altri erano occupati”, si è giustificato. Ciò sarebbe bastato ad accendere la “miccia” che ha poi reso necessario l’intervento della polizia municipale. I caschi bianchi hanno riportato la situazione alla calma, ma ora i due protagonisti della vicenda promettono battaglia in sede giudiziaria. Entrambi sostengono di essere stati vittima di una «aggressione». Avallone ha dichiarato di aver sporto denuncia presso il commissariato della Polizia di Stato di Acerra, Errichiello ha annunciato che lo farà a breve: “Ho parlato con il mio avvocato, appena sarà pronta la depositeremo”. Tutti e due si sono diretti al pronto soccorso dopo la zuffa: quattro i giorni di prognosi refertati a Errichiello, che se l’è cavata con un lieve trauma cranico, un trauma contusivo e delle escoriazioni; Avallone invece riferisce una “rottura del setto nasale”.
Contrapposte le loro versioni sull’accaduto. Avallone sostiene che
Biagio Avallone
non si sia trattato di una lite, ma che sia stato aggredito nell’espletamento delle sue funzioni di assessore nell’ambito del parcheggio del Comune di Casalnuovo, dove c’erano i posti auto degli assessori occupati: “Mi sono fermato – ha raccontato – Parlando con due assessori e il capo settore che erano lì ho chiesto di chi erano le macchine e nel frattempo è sceso e mi ha aggredito senza motivo. Mi ha dato un cazzotto e sono andato in ospedale”. Errichiello, dal canto suo, ha affermato: “L’assessore si è fermato con la macchina dietro la mia. Mi provocava sul parcheggio. Si è avvicinato, minacciava di fare delle multe eSalvatore Errichiellomi ha colpito lievemente con la testa toccandomi la fronte. Ho cercato di difendermi, l’avrò graffiato con l’orologio leggermente sulla fronte, mi ha dato un cazzotto su un fianco e nel bloccarlo siamo finiti a terra. Davanti ai vigili ha tentato di riaggredirmi due volte. Un problema, quello dei parcheggi, che avevo già segnalato alla polizia municipale, poi anche altri due consiglieri avevano parcheggiato nel posto degli assessori”. Sarà l’autorità giudiziaria ad accertare come sono andate effettivamente le cose. Per chiarirlo, le telecamere di videosorveglianza potranno fornire un valido contributo, oltre ai testimoni che hanno assistito a quanto accaduto.
Lunedì 4 dicembre, nella Chiesa di San Giovanni, la Comunità parrocchiale di San Giovanni e di San Lorenzo rinnoverà, con la sua testimonianza di fede, la “memoria storica” del culto di Santa Barbara e ringrazierà la Provvidenza per i “frutti della terra”. Questa giornata di ringraziamento, che vedrà protagonisti i contadini del territorio, è diventata già una tradizione, grazie all’impegno della Comunità, all’opera solerte di Vincenzo Caldarelli, alla collaborazione autorevole dei parroci a cui negli anni è stata affidata la cura della parrocchia di San Giovanni. La festa di Santa Barbara, con l’ offerta dei “canestri” di frutti , veniva ancora celebrata nel primo ventennio del sec.XX: in un documento del 1904 è citata come “festa delle castagne”, e si fa esplicito riferimento alla “supplica perché la Santa ci protegga dal cattivo tempo.”.
Il sindaco Luca Capasso ai giornalisti: «In memoria dei morti ammazzati, non chiamatelo mai più Castello di Cutolo». E Roberti, oggi consigliere del Ministro dell’Interno, promette: «Suggerirò al Ministro Orlando di tenere qui gli Stati Generali contro la criminalità organizzata. Presenti all’evento anche il prefetto di Napoli Carmela Pagano, il presidente del Tribunale di Nola, Luigi Picardi, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Ubaldo Del Monaco, il presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo, i sindaci di Terzigno e Somma Vesuviana, gli assessori della giunta Capasso e i consiglieri di maggioranza e opposizione della città di Ottaviano. I giardini del Castello illuminati dalle decorazioni natalizie, una guida turistica e figuranti in costume d’epoca a narrare la storia del Palazzo, poi – prima del tour al riaperto «piano nobile» del Castello con gli affreschi restaurati – il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, ha accolto gli ospiti e lo ha fatto con un discorso di otto minuti durante i quali ha rivendicato l’orgoglio e il riscatto di Ottaviano. Da terra di camorra a terra di speranza. E il Palazzo Mediceo, un tempo nelle mani della Nuova Camorra Organizzata, poi confiscato alla camorra e restituito alla città, ne è un simbolo preciso. Un simbolo che oggi ha le porte aperte. Per tutti. Porte aperte, da ieri, anche per il piano nobile con stanze mai viste prime, decorazioni e affreschi restituiti a nuova vita da anni di lavoro, di restauro, grazie ad un finanziamento che il Comune ha ricevuto dal Ministero dell’Interno (Pon sicurezza sui beni confiscati). «Oggi si può- ha detto il sindaco – aprire le porte. Anzi spalancare le porte della storia ai cittadini». Messaggi forti, nelle parole di Capasso. «La legalità vince sempre, alla fine la giustizia vince. Il bene comune si persegue con il servizio, col fare il bene della collettività: un buon politico deve passare dall’onnipotenza del potere all’onnipotenza del servizio, mi disse una volta monsignor Beniamino Depalma, all’epoca vescovo della Diocesi di Nola». Ancora ci sarà da lavorare, nel Palazzo Mediceo, il recupero architettonico va completato ma, sottolinea ancora il sindaco, non è più della camorra, non è più della burocrazia, non è più terra di nessuno. «È di Ottaviano, degli ottavianesi, dei vesuviani, di chi lo vivrà». Da oggi quegli spazi saranno visitabili da chi si recherà ai Mercatini di Natale gemellati con quelli di Bolzano, la tradizionale kermesse natalizia organizzata da Comune e Pro Loco. Dunque basta con le vecchie onte, con le etichette, con l’associare Ottaviano, e il Castello per primo, ad uno dei periodi più bui per il Vesuviano e non solo. «Abbiamo pagato un prezzo altissimo – ha proseguito il sindaco Capasso – un prezzo che io non dimentico, che nessuno deve dimenticare. Non dimentico Mimmo Beneventano, Pasquale Cappuccio, non dimentico il sacrificio di quanti cercavano di perseguire la giustizia e la democrazia e sono stati ammazzati per questo. Mi rivolgo ai giornalisti, agli operatori della comunicazione: smettiamola di chiamarlo il Castello di Cutolo. Questo è il Castello di Ottaviano, dei suoi cittadini e di quelli vesuviani, di un popolo operoso fatto di lavoratori, professionisti, donne e uomini onesti e perbene. Persone serie. Questo è il castello delle persone serie». Ma poco dopo, nel suo intervento, l’onorevole Paolo Russo (Forza Italia) ha sottolineato che sì, l’onta e le macchie che hanno sporcato di sangue il vesuviano sono lontani, che vincere contro la criminalità è possibile ma che bisogna invece dire e ricordare con forza a chi è appartenuto il Palazzo. «È un segnale più forte – ha detto Russo- si deve indicare con chiarezza che è stato sottratto al male e che oggi è un vero simbolo di legalità, di cultura, dove la straordinaria tradizione del vesuviano può e deve trovare riscatto». Che lo si dica, o che lo si voglia dimenticare, ormai il Palazzo Mediceo è solo della città. «L’operazione avviata su questo Castello dice più di tante parole – ha detto il prefetto Carmela Pagano – questa terra ha bisogno di amministrazioni come quella attuale, che portino avanti i discorsi sulla legalità a viso aperto; noi come istituzioni dobbiamo avere la capacità di offrire alternative ai giovani, dar loro opportunità che li tengano lontani dal mondo della criminalità, delle facili illusioni, e possiamo farlo solo lavorando gomito a gomito, in stretta sinergia».
E con lo Stato accanto, le amministrazioni possono far di più. L’ex procuratore nazionale Antimafia Franco Roberti ha annunciato che chiederà al Ministro Orlando di far svolgere ad Ottaviano, e proprio nel Castello, i prossimi Stati Generali sulla lotta alla criminalità. «Giustizia e sicurezza – ha aggiunto Roberti- così come sviluppo e legalità, devono andare di pari passo». L’applauso, nella sala gremita da giornalisti e rappresentanti delle istituzioni, è scattato sul ricordo delle vittime di camorra. E c’erano i familiari di Beneventano e Cappuccio nonché l’associazione forense intitolata proprio a Capuccio rappresentata dall’avvocato Silvia Di Mauro, delegata dal presidente Antonio Ragosta. Ed è anche a loro, alle due vittime di Ottaviano uccisi dalla camorra negli anni bui, che Franco Roberti pensava quando ha raccontato i suoi inizi, negli anni ’80. «In quegli anni iniziavo ad occuparmi di criminalità organizzata- ha ricordato- e davanti a questo palazzo, che Cutolo aveva acquistato dagli eredi degli antichi proprietari, i nuovi camorristi fecero ritrovare la testa mozzata di un criminologo». L’episodio rammentato da Roberti è nella storia della camorra: la testa era quella di Aldo Semerari, il colpevole dell’atroce delitto era il capo della Nuova Famiglia, Umberto Ammaturo che poi confessò di averlo ucciso personalmente perché aveva firmato una perizia in favore di Cutolo. E per buona misura lasciò il «trofeo» fuori dal Castello a simboleggiare la decadenza del suo nemico. «Questo per ricordare il clima di allora – ha concluso Roberti – ma in Italia oggi vige un’eccellente legislazione antimafia che il mondo intero ci invidia. Ora lo stato può vincere le mafie e lo deve fare anche eliminando i fattori di rischio, come i divari e le disuguaglianze sociali». Nel corso della cerimonia il presidente del tribunale di Nola, Luigi Picardi, ha invitato a dare rappresentazioni forti «della capacità repressiva dello Stato nei confronti della criminalità». «Bisogna dare dei messaggi positivi – ha detto – perché non è vero che il potere camorristico vince sempre. Lo Stato ha la capacità di trasformare il male in bene, un simbolo, come questo Castello appartenuto a Cutolo, diventa oggi un simbolo di rinascita, un segnale positivo». Gli orrori sono alle spalle dunque, oggi si pensa al rilancio, come ha sottolineato anche l’onorevole Massimiliano Manfredi (Pd), componente della commissione antimafia. «Oggi hanno vinto tutti – ha detto il deputato Pd – Mimmo Beneventano, Pasquale Cappuccio e tutte le vittime della camorra che non hanno chinato la testa davanti alla criminalità. Oggi dovunque essi siano, sono qui con noi ed hanno vinto». E questa sera il Castello vivrà con i Mercatini di Natale che andranno avanti per molti giorni, accogliendo migliaia e migliaia di visitatori i quali potranno ammirare anche le sale del piano nobile appena riaperte, in quel Palazzo che non è di Cutolo. Non più. È solo il Castello di Ottaviano. Sede di eventi, di cultura, di legalità, promessa di riscatto.
L’iniziativa ha il patrocinio dell’assessorato al Commercio e partirà venerdì 8 dicembre
La kermesse «Natale d’Arte in Vetrina» vedrà artisti e artigiani pomiglianesi usufruire dello spazio espositivo offerto loro dalle attività commerciali del centro di Pomigliano d’Arco: l’obiettivo è quello di allestire le vetrine con opere di pittori, scultori, ceramisti, intagliatori del legno e di altri materiali duttili, incisori di diversi usi anche artigianali, artigiani di tutti i generi di uso creativo e funzionali ai bisogni, scrittori, poeti, sarti, costumisti e tanti altri.
La manifestazione vuole agevolare gli artisti e gli artigiani nella loro costante ricerca di un luogo dove poter esporre le proprie opere e manufatti, e si tiene proprio nel periodo natalizio, per consentire alle vetrine delle attività commerciali della città di ospitare tali produzioni artistiche, in una magica sinergia tra rispetto per la tradizione artistica storica e culturale e “spirito” commerciale: attirare lo sguardo dei passanti sulle vetrine dove le opere di artisti ed artigiani faranno da corredo alla merce in esposizione. Un evento che lega l’arte e la tradizione artigiana con il centro storico della citta, intriso di tradizioni, e quello contemporaneo, a carattere più prettamente commerciale: infatti, coloro che volessero visionare le opere esposte, seguendo un ideale percorso d’arte, potranno percorrere via Vittorio Emanuele, attraversare piazza Municipio e piazza Giovanni Leone, proseguire per via Ercole Cantone, via Felice Terracciano per giungere a viale Alfa. Durante il percorso, passeggiando per le vie dello shopping, potranno visitare le bellezze delle Chiese di San Felice in Pincis e di Maria SS. del Carmine.
A promuovere l’iniziativa presso l’Assessorato al Commercio del Comune di Pomigliano d’Arco guidato dall’assessore Vincenzo Caprioli, il presidente dell’Associazione Arte e Cultura «La Fenice», Luciano Molino in sinergia con Aicast e Fondazione Vittorio Imbriani.
Così dall’8 dicembre 2017 al 6 gennaio 2018 si potranno ammirare le vetrine dei negozi e delle attività commerciali della città arricchite dalle opere artistiche e artigianali. Gli artisti e gli artigiani interessati all’esposizione delle loro opere e manufatti, o i commercianti che vogliano ospitare le loro opere e produzioni, possono contattare l’Associazione Arte e Cultura “La Fenice” con sede in via Passariello.
A partire da venerdì 8 dicembre, nelle giornate di venerdì, sabato e domenica, dalle 20, 30 alle 04,00 del giorno successivo, sarà istituita una Ztl nelle seguenti strade: via Livorno, vico Vinella, vico sodano, via Pisa, piazza Mercato, via Giorgio Imbriani (da piazza Mercato a via Umberto), via Carlo Poerio, via Felice Cavallotti, via Fiume, via Duchessa d’Aosta, via Vincenzo Pirozzi, via Pompeo, via Matteo Renato Imbriani Poerio. L’accesso veicolare in tale zona esclusivamente per i residenti nelle strade interessate avverrà attraverso i seguenti varchi: via Livorno, via Duchessa d’Aosta, via Fiume, via Vincenzo Pirozzi. I varchi suddetti saranno controllati con sistema elettronico di rilevamento.
I frequentatori dei pubblici esercizi siti in piazza Mercato e altre strade interessate dalla Ztl avranno a disposizione ampi parcheggi su via C. Guadagni (parcheggio piscina comunale), Via Roma (altezza vecchia stazione Circumvesuviana) e nei pressi della nuova stazione della Circumvesuviana.
Nell’area così delimitata, vigerà dunque un divieto di transito a tutti i veicoli con esclusione delle seguenti categorie: residenti nelle strade interessate dalla ztl (ogni nucleo familiare residente in zona potrà richiedere tanti permessi di accesso quante sono le vetture di proprietà dei componenti); i residenti in zona che abbiano necessità
di assistenza personale e che siano privi di veicoli, potranno richiedere un permesso a favore della persona che li assiste; i titolari delle attività commerciali o artigianali con sede nella Ztl potranno richiedere il permesso di accesso nella misura di un unico
veicolo per ciascuna attività; i proprietari dei garage ubicati in Ztl potranno chiedere permessi di accesso per ogni posto auto disponibile; i veicoli muniti di contrassegno invalidi avranno il permesso previa comunicazione dei dati della vettura e del numero del contrassegno; avranno accesso alla Ztl i mezzi delle forze di polizia, i veicoli di
soccorso e in servizio di emergenza, i mezzi di pubblica utilità (gestori di servizi di acqua, gas, elettricità, telecomunicazioni, ecc.) nonché i mezzi impiegati in attività di tutela della sicurezza, della salute, dell’igiene e della pubblica incolumità dei cittadini.
Tutte le autorizzazioni resteranno valide fino al 31 dicembre ed entro tale data gli aventi diritto dovranno provvedere al rinnovo per l’anno successivo, fatta eccezione per i residenti. Per i residenti delle strade limitrofe all’area della Ztl: via Umberto, via V. Emanuele, via C. Guadagni, via Roma dall’intersezione con via C. Guadagni all’intersezione con via Umberto, e via Terracciano dall’intersezione con via C. Guadagni all’intersezione con via Verdi) sarà riservata la sosta esclusiva nelle loro strade di residenza nelle ore di attivazione della Ztl. Tali residenti potranno richiedere il contrassegno di riconoscimento presso il Comando di Polizia Municipale. I trasgressori saranno puniti ai sensi del nuovo codice della strada.
Presso “La Bulla” arte teatrale e musicale unite in un convegno per sensibilizzare gli alunni di tutti i gradi d’istruzione del territorio sul tema del femminicidio.
“Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi Signori, davanti a una Donna!”. La voce forte e trascinante di un adolescente, rievoca le parole di William Shakespeare, e arriva subito un silenzio in sala. Un silenzio sincero, davanti al quale, appare tutto drasticamente com’è.
Cosi, Lunedì 27 novembre alle ore 17, 30 presso “La Bulla” è iniziato l’evento/convegno commemorativo e di sensibilizzazione per la “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” organizzato dalla Prof. Simona Mauriello. Moderati dalla preparata e professionale Avvocato Imma Picardi, sono intervenuti all’evento Salvatore Guadagni Padron de “La bulla – eventi”, la consigliera Regionale di Forza Italia Beneduce, Giuliana Covella, scrittrice e giornalista del Mattino, Iolanda Ippolito presidente Associazione Akira, criminologa e agente della polizia municipale del comune di Volla, Ornella Pasqua psicologa e psicoterapeuta. Il convegno ha avuto anche due momenti culturali intensi e di estremo coinvolgimento. Il primo è stato la proiezione del cortometraggio contro il femminicidio “Amore ma se mi uccidi, dopo a chi picchi?”, con Rosalia Porcaro e Antonio Pennarella, rispettivamente nei panni di una moglie vessata e di un marito violento. L’obiettivo del Corto prodotto dalla Maxima Film di Marzio Honorato e Germano Bellavia, è quello di sensibilizzare uomini e donne e convincere le vittime di atti di violenza a rivolgersi a strutture specializzate. A spiegarlo in sala l’attore Pennarella e Il regista Corrado Ardone. Il secondo momento culturale, secondo per cronologia e non per emotività trasmessa è stato il clip “E Femmene” dell’affermata cantante Rosa Miranda. Attenta e colma la platea che ha reso spettatori e interpreti gli alunni di ogni grado di istruzione del territorio. Hanno partecipato con varie performance gli studenti del Liceo Di Giacomo di Volla, degli Istituti Comprensivi Vittorio De Sica, Matilde Serao, Giovanni Falcone, San Giovanni Bosco, e dell’Istituto Tecnico Archimede.
“… quest’anno ho voluto rendere protagonisti direttamente gli studenti, che interverranno con propri contributi a mezzo di rappresentazioni teatrali e/o musicali. Dobbiamo vincere questa sfida, con l’impegno delle istituzioni, delle espressioni della società civile, di tutti i cittadini, attraverso un lavoro comune che renda tutti responsabili e protagonisti, per non lasciare che la violenza spenga il sorriso di tante donne” ha spiegato Simona Mauriello, una delle organizzatrici di questo evento, in una nota.
Forse per molti non è ancora scontato, ma l’unico concetto chiaro che dobbiamo avere verso la violenza sulle donne è che abbiamo tutti una responsabilità. E la abbiamo verso chiunque, che siano i nostri figli o i figli degli altri. La nostra responsabilità sta nel mandare in giro giovani consapevoli. E non c’è alcuna distinzione tra maschi e femmine, è una responsabilità nei confronti di tutti. E’ un bene che esista un 25 novembre, è un bene che se ne parli e che se ne parli con convinzione. Educare al rispetto, alla relazione umana, alla non violenza in generale è’ una questione di esempio. Ci siamo dentro tutti, nessuno si senta escluso. Bisogna farlo con convinzione poiché i giovani si accorgono se credi davvero in qualcosa e solo cosi si lasciano coinvolgere.
Lunedì sera a Volla, tanti giovani hanno recepito e accolto fermamente questa consapevolezza.
Domenica, 03 dicembre 2017, ore 10,00-12,30Piazza V. Emanuele III.
Anche quest’anno la Scuola Secondaria di Primo Grado “S.G.Bosco-Summa Villa” collabora con la Fondazione Telethon per sostenere la ricerca sulle malattie genetiche rare.
L’obiettivo è quello di sensibilizzare alunni, genitori e docenti sulle problematiche legate alle malattie genetiche rare, per promuovere la ricerca scientifica e la cultura della solidarietà.
In considerazione del valore di tale iniziativa, gli insegnanti hanno coinvolto gli alunni, stimolando la loro sensibilità, attraverso il dibattito in classe sui temi della solidarietà e della donazione, e sviluppando la conoscenza e la curiosità sui temi prettamente scientifici della genetica, anche attraverso la visione di filmati, la produzione di cartelloni e la realizzazione di esperimenti sul DNA.
La realizzazione in classe di lavoretti artistici da parte di tutti gli alunni, per l’allestimento del mercatino natalizio, li ha visti impegnati in prima persona in questo lodevole progetto, rafforzando notevolmente il loro senso di solidarietà.
A conclusione di questo progetto, Domenica 03 dicembre, dalle ore 10.00 alle ore 12.30, nella Piazza Vittorio Emanuele III di Somma Vesuviana, si terrà “Il Mercatino Natalizio della solidarietà”, dove saranno esposti gli originali lavori realizzati da tutti gli alunni della scuola.
Inoltre, per dare maggiore valenza scientifica alla manifestazione, sanno allestiti i banchetti-laboratorio per l’estrazione del DNA dalle cellule vegetali, dove piccoli gruppi di alunni delle classi terze, realizzeranno e spiegheranno l’esperimento.
La manifestazione sarà allietata dall’orchestra degli alunni dell’indirizzo musicale della scuola che, diretti dai loro maestri di strumento, si esibiranno in brani musicali.
Il ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione Telethon.
Per contribuire alla ricerca sulle malattie genetiche rare e condividere il grande valore di solidarietà dell’iniziativa, tutti sono invitati a partecipare.
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