La cucina del ristorante “Le Arcate” di Praia a Mare è un omaggio ai sapori, ai profumi e alle tradizioni del Sud.

Il panorama è da favola: il vasto respiro delle onde del Golfo di Policastro, l’isola di Dino con la gamma meravigliosa dei  colori che si riflettono s si scambiano toni nelle profondità degli antri marini, Fiuzzi, il Santuario della Madonna della Grotta, le memorie di una storia  antichissima. Il mare di Praia ha qualcosa di spirituale, ti emoziona in ogni stagione dell’anno.  E poi c’è l’accordo tra i profumi e i sapori del vicino Cilento e i sapori e i profumi della Calabria. Pietro De Paola, patròn delle “Arcate”, e lo chef  Vincenzo Silvestri hanno dedicato il  “Gran Cenone di San Silvestro”  a quelli che i musicisti chiamerebbero i motivi-guida della cucina calabra, vista come interprete della cucina del Sud. I piatti proposti sono, nel poetico rispetto della tradizione, creazioni dello chef, che li ha chiamati con i nomi  di luoghi mitici del territorio, come la straordinaria “lasagnetta vellutata all’Arco Magno” – vedrete che alla perfezione del piatto  non si poteva dare nome più adatto -; come il “ risottino dell’isola Dino ai crostacei”, che sono i crostacei delle acque profonde e luminose in cui l’isola si specchia. E’, questo, un piatto straordinario, nella sostanza e nel valore simbolico degli ingredienti: perché il riso e i crostacei dell’ isola sono, da sempre,  “segni” di felicità e di buona sorte. Non c’è piatto più adatto per dare sapore e profumo alla cena dell’ultima notte dell’anno.

Somma Vesuviana, il neo commissario Udc Giuseppe Sommese: “Nessuna confusione politico – istituzionale”

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Il presidente del consiglio comunale, nel suo nuovo ruolo di guida del partito in città assicura correttezza e divisione dei ruoli, con l’obiettivo di riunire la “famiglia democristiana”
Nel ringraziare i Commissari Mocerino e Testa per la fiducia riposta nei miei confronti ritengo utile e doveroso comunicare alla Città di Somma Vesuviana i criteri del percorso politico che intendo intraprendere. Nella coerenza dei valori comuni e delle esperienze condivise dagli uomini e donne che hanno sostenuto il Sindaco Di Sarno, proseguirò a lavorare ed a impegnarmi in modo costante per la rinascita politica e culturale della Città, pur consapevole delle difficoltà che dovremo superare per il bene di Somma Vesuviana. Fiducioso che, con il vostro sostegno e con la accresciuta credibilità, potremo raggiungere gli obiettivi prefissati. Il mio ruolo di Commissario Cittadino sarà svolto nel rispetto di tutti e forte degli insegnamenti che derivano dal Cristianesimo Democratico oltre che dal mio carattere popolare, fatto di rapporti schietti, amichevoli, ma sempre orientato a realizzare il comune progetto per Somma Vesuviana già condiviso con il gruppo di “Siamo Sommesi” che ha contribuito a portare il Dott. Di Sarno Salvatore alla guida della Città. Il mio obiettivo sul territorio di Somma Vesuviana sarà quello di unire, quanto più possibile, nell’interesse comune, le forze centriste con esperienze cattoliche e liberali avendo come strumento il dialogo ed il confronto. Gran parte del mio lavoro dovrà svolgersi tra la gente, nelle associazioni, nelle famiglie, tra coloro che non si sentono rappresentati politicamente nelle istituzioni, insieme a chiunque condivide i valori antichi della “Famiglia Democristiana”. Rappresentare il Simbolo dello “Scudo Crociato” per me sarà un onore e l’ho accettato solo dopo essermi assicurato, con il dialogo e la correttezza umana e personale che mi appartiene, che tale scelta avrebbe lasciato inalterata la compattezza politica che sostiene il Sindaco Di Sarno e, soprattutto, mantenuto inalterato il rispetto ed il ruolo delle opposizioni presenti in Consiglio comunale, senza alcuna confusione politico-istituzionale.

Pollena Trocchia, maltempo: rinviato il presepe vivente

Prossimo appuntamento per il 29 e 30 dicembre. Rinviata a causa delle avverse condizioni meteo previste per la giornata odierna e per quella di domani la nona edizione del Presepe Vivente, ospitata presso i Conetti Vulcanici in località Carcavone. La manifestazione organizzata dall’associazione Liberi Pensieri con il contribuito attivo del Comune di Pollena Trocchia è stata spostata a venerdì 29 e sabato 30 dicembre. Gli orari restano invariati: entrambi i giorni dalle ore 18:00 alle ore 21:00 i visitatori potranno ammirare la rappresentazione della nascita di Gesù Bambino ambientata nelle incantevoli scenografie naturali offerte dal sito di interesse geo-naturalistico del Carcavone, all’interno del quale sorgono i Conetti Vulcanici.

Somma Vesuviana, tutela dell’ambiente: siglato il protocollo d’intesa con il Consorzio “Osservatorio Appennino Meridionale”

“Somma Vesuvio, una dimensione agroambientale da tutelare”, il titolo della conferenza che si terra venerdì 29 dicembre alle ore 11,30 presso la sala consiliare del Comune. Un dibattito al termine del quale l’amministrazione comunale sottoscriverà un protocollo di intesa con l’Osservatorio Appennino Meridionale. Interverranno: il sindaco Salvatore Di Sarno, il professor Salvatore Sica direttore dell’Osservatorio Appennino Meridionale e ordinario di Diritto Privato presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Salerno, il professor Luigi Cerciello Renna, docente dell’Osservatorio, giurista, editorialista scientifico, tra i massimi esperti di sicurezza agro-alimentare ed energetica, presidente del Centro Studi e ricerche denominato ‘AgriEthos’ (U.C.I.) Il Consorzio Osservatorio Appennino Meridionale, che ha sede legale presso l’Università degli Studi di Salerno, opera nel campo dello studio, della pianificazione e della gestione del territorio, con particolare riguardo all’assetto idrogeologico, ai biotipi, alla fauna, alle produzioni agroforestali, all’economia, alla tipologia, storia e sviluppo degli insediamenti umani dell’Appennino Meridionale, alla produzione e distribuzione agroalimentare. Il protocollo d’intesa nasce dalla volontà del Comune di Somma Vesuviana di valorizzare e tutelare l’ecosistema ambientale, storico-artistico, economico del proprio territorio mediante attività integrate, adottando al contempo soluzioni e modalità di intervento rispondenti ai criteri e agli obiettivi individuati nei propri programmi e piani di sviluppo, ragion per cui l’accordo con l’Osservatorio diventa un efficace strumento di interpretazione di tale volontà.

Boscoreale, ricevuto dal sindaco l’atleta paralimpico Pasquale Longobardi

Mattinata di festeggiamenti oggi nella Casa Municipale. Il sindaco Giuseppe Balzano e l’assessore allo sport Anna Abbenante, hanno ricevuto il ventiduenne atleta boschese, Pasquale Longobardi, insignito, lo scorso 19 dicembre, del Collare d’Oro al Merito Sportivo Paralimpico attribuitogli dal CONI e dal Comitato Italiano Paralimpico. Il Collare d’Oro, la più alta onorificenza che uno sportivo può ricevere nel corso della carriera, e può essere concesso una sola volta, è stato assegnato al boschese Pasquale Longobardi per aver conseguito il titolo Paralimpico con medaglia d’oro vinta nella gara open di Karate, specialità “Kumitè combattimento”, alle Deaflympics, i Giochi Olimpici per atleti non udenti svoltisi a Samsun la scorsa estate, per il titolo mondiale ed europeo vinti negli anni precedenti e per il titolo Paralimpico vinto nel 2013 a Sofia, primo atleta Italiano ad aggiudicarsi l’oro nella specialità “Kumitè combattimento” sin dal 1929, anno della prima edizione dei Giochi. Al giovanissimo campione karateka boschese, nel corso di una solenne cerimonia, il primo cittadino ha donato una targa ricordo rivolgendogli il ringraziamento dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità boschese. “E’ con grande orgoglio che abbiamo ospitato un’atleta che, con i suoi immensi e ripetuti successi sportivi a livello nazionale e internazionale, ha dato e dà lustro a Boscoreale – ha commentato il sindaco Giuseppe Balzano-. Assicuro a Pasquale Longobardi la mia vicinanza, e quella dell’amministrazione, anche nel sostenere le sue legittime aspettative, e quelle di tanti sportivi diversamente abili, in ogni sede istituzionale”. “Per noi – ha dichiarato Anna Abbenante, assessore allo sport – è stato davvero un grande onore e una gioia immensa poter ospitare un caro concittadino, campione pluridecorato, che con i suoi trionfi sportivi porta il nome di Boscoreale in giro per il mondo. Pasquale Longobardi è anche esempio da seguire in quanto i suoi sacrifici e il suo impegno dimostrano come lo sport, anche per chi vive una disabilità, sia inclusivo e importante per la crescita e per l’inserimento nel sociale”. “Sono contento per l’accoglienza ricevuta e per l’interessamento mostrato dal Sindaco di sostenere la mia attività sportiva e quella di tanti atleti che come me vivono una disabilità – ha detto Pasquale Longobardi -. Spero di poter tornare nuovamente qui nel 2021 per festeggiare un’altra vittoria alle Paralmpiadi che si svolgeranno a Dubai” .

Boscoreale, dal 1 gennaio nuovo sistema di controlli a campione su tutte le segnalazioni di inzio attività

“Dal prossimo 1 gennaio entrerà in vigore un nuovo sistema di controlli a campione su tutte le SCIA – Segnalazioni Certificate di Inizio Attività – amministrative, edilizie, CIL – Comunicazione Inizio Lavori – e CILA – Comunicazione Inizio Lavori Asseverata – ascrivibili alla competenza del settore urbanistica e attività produttive”, ad annunciarlo è il vicesindaco, assessore all’urbanistica e attività produttive, Angelo Costabile, che spiega “D’intesa con il caposettore abbiamo ritenuto opportuno semplificare e snellire ulteriormente tutti i procedimenti amministrativi afferenti l’edilizia produttiva, e di regolazione di tutte le attività economiche soggette a titolo abilitativo comunale, sia che trattasi di autorizzazione espressa, sia che trattasi di attività il cui avvio è soggetto a sola presentazione di SCIA sia amministrativa che edilizia o CIL/CILA edilizia. La nuova procedura consentirà anche di innalzare ulteriormente il livello di trasparenza dell’azione amministrativa in quanto è prevista la pubblicazione sul sito web istituzionale, nella sezione dedicata al SUAP, dei risultati dell’estrazione per il controllo a campione e i verbali relativi ai sorteggi effettuati” Al fine di rendere attuabile il sistema di controlli a campione sarà data attuazione, in maniera compiuta e inderogabile, al DPR n. 160/2010 relativamente alla parte dell’acquisizione delle istanze, prevedendo che le SCIA amministrative vengano acquisite dallo scrivente settore esclusivamente in modalità telematica utilizzando l’apposito indirizzo PEC del protocollo, pena l’irricevibilità delle stesse. Tutte le SCIA, CIL e CILA presentate al settore urbanistica e attività produttive saranno oggetto di preventivo controllo formale di completezza della documentazione a pena di irricevibilità. Nelle more dell’attivazione della piattaforma informatica che consentirà la compilazione on-line delle pratiche, garantendone quindi la completezza formale, il su citato controllo sarà compiuto dai singoli uffici di competenza. La mancata completezza ne determinerà la irricevibilità che sarà tempestivamente comunicata all’interessato. Tutti gli endoprocedimenti allegati alle SCIA di competenza di altre Pubbliche Amministrazioni saranno inviate ai rispettivi destinatari. Analogamente si procederà nel caso in cui sulle SCIA si prevedano, anche per prassi interne o concordate con l’Ente competente, controlli sui requisiti igienico-sanitari. Con cadenza semestrale, si procederà all’estrazione del campione pari al 10% tra tutte le SCIA (amministrative ed edilizie), CIL e CILA presentate nel periodo antecedente l’estrazione, considerate ricevibili, entro i 45 giorni successivi alla scadenza di detto termine. Il campione sarà estratto in maniera automatica dal programma di sorteggio numeri casuali sul sito blia.it. “Questo provvedimento – spiega il sindaco Giuseppe Balzano – è in linea con l’indirizzo dell’amministrazione di consentire al cittadino, nell’ambito della trasparenza e anticorruzione, di poter partecipare sempre più alla vita amministrativa e al contempo monitorarne i procedimenti”.

Brusciano, il messaggio di Don Salvatore Purcaro ai camorristi: “Convertitevi”

Contro la camorra, lumini accesi in piazza XI settembre nella notte di Natale. Scarsa la partecipazione. Don Salvatore Purcaro ai camorristi: “Convertitevi”. L’iniziativa, lanciata dal parroco di Brusciano, Don Salvatore Purcaro, è stata patrocinata dal Comune di Brusciano, e ha ottenuto l’adesione di un centinaio di persone. Come di consueto, i fedeli delle tre parrocchie locali si sono radunate in piazza dove il prelato ha letto il suo messaggio. L’anno scorso era incentrato sull’inquinamento ambientale, quest’anno sulla legalità. I partecipanti alla manifestazione, per rispondere agli eventi che stanno insanguinando le strade cittadine, hanno acceso un lumino, a simboleggiare la luce di speranza, accesa in quella che è stata definita dai promotori la “notte della legalità”. A Brusciano da un anno due fazioni malavitose si stanno scontrando per ottenere il controllo degli affari illeciti sul territorio. L’ultima sparatoria una settimana fa, quando sotto la gragnola dei proiettili finì anche un passante, un anziano di 83 anni colpito per errore. Ai malavitosi don Salvatore Purcaro ha detto: “Convertitevi”. Ma il prelato ha voluto lanciare un appello a tutti. Ha invitato le famiglie, i giovani, gli anziani, le istituzioni civili e militari, gli organi di stampa, la parrocchia, le associazioni a “svegliarsi dal sonno” (sotto riportiamo il testo integrale della lettera). A precedere l’intervento del sacerdote, quello del sindaco di Brusciano, Giuseppe Romano: “Nell’omelia – sono le parole proferite pubblicamente dal primo cittadino -. Salvatore ha detto che il bene appare talvolta fragile quando è, come questa sera, rappresentato da un bambinello fragile. Quel bene, che sembra fragile, è sempre più forte quando, come in questa occasione, una comunità intera si ribella a pochi stolti e il bene che appare con le mani nude, senza armi, che è capace di combattere il male. Non abbiamo paura senza armi di sconfiggere quel male rappresentato da pochi stolti. Non abbiamo paura di combattere il male, l’arroganza del male, con le armi della ragione, della solidarietà, tutti insieme, stretti l’uno all’altro, con la forza di una luce che è accecante per gli altri, quei pochi che non si rendono conto che quella strada non porta da nessuna parte. Così, stringendoci l’uno all’altro ci riapproprieremo del nostro paese, eliminando quei pochi stolti che vogliono far passare Brusciano per un paese che non è. Brusciano è quello che è sempre stato: un paese di persone oneste e civile”. Di seguito il testo integrale del messaggio letto in piazza da Don Salvatore Purcaro: Svegliamo il pastore Benino con un sogno In questa santa notte di Natale, nella quale Cristo viene a toglierci il sonno con il frastuono della sua silenziosa povertà, vorrei indicarvi tra i pastori dell’antico presepe napoletano la statuetta di Benino, il pastore dormiente. Il suo sonno, simbolo di ogni assopimento, è quasi un “luogo teologico” per comprendere la logica della salvezza; lo spazio d’azione di un Dio che, incarnandosi nella “notte” dell’umanità, disinnesca ogni nostra stanchezza e sonnolenza. Non a caso San Paolo nella Lettera agli Efesini, tramanda uno stupendo inno liturgico: «Svegliati o tu che dormi, destati dai morti e Cristo ti illuminerà» (Ef 5, 14). Lasciamoci illuminare da Cristo! Riscopriamo la Parola e il metodo dell’ “infante”, di quel Dio-Bambino che ci insegna a riscoprire la povertà e la fragilità, come mezzi ordinari per contrastare ogni forma di violenza e prepotenza. Come ci ha suggerito il Vescovo Francesco, al quale va il nostro grato pensiero per la vicinanza e condivisione in questo momento difficile per il nostro paese. Il nostro Vescovo ci ricorda che: «la nascita del nostro Messia nel silenzio e nella povertà di Betlemme mette in crisi i poteri autosufficienti e orgogliosi dell’uomo di tutti i tempi» (Mons. Francesco Marino, La fedeltà di Dio, diventata carne, invita al coraggio. Messaggio di Natale del Vescovo di Nola). Le parole del Vescovo ci stimolano, dunque, a ravvivare “vigilanza e coraggio”, a non cedere alla logica del terrore. E noi non abbasseremo la guardia! Vorrei, pertanto, come Parroco di questa amata e bella comunità cristiana rivolgere un messaggio di speranza e di coraggio a tutti gli uomini e le donne di buona volontà del nostro territorio: svegliamo simbolicamente “Benino”, ma svegliamolo con un sogno di speranza, non con un secchio in faccia di pessimistico disincanto! Il nostro popolo ha bisogno di aprire gli occhi – è vero – tuttavia con un sogno di formazione, di progettualità, di cultura. È necessaria una “cordata di speranza” di tutte le agenzie educative presenti sul territorio; ciascuno deve fare la sua parte. Solo così può rinascere la speranza per il futuro, altrimenti diventiamo tutti sonnambuli che barcollano nelle aspettative infrante. In tempi in cui, ogni vaneggiamento notturno e illusione onirica vengono fraintesi come ambizione di cambiamento e sogno da realizzare, nella vita personale e come in quella sociale, i cristiani sono annunciatori del percorso inverso: è la realtà, che deve trasformarsi in un sogno, in quel sogno di Dio che nel Natale è diventato avvenimento storico. Il nostro presente, che porta i tratti della violenza e della morte, ha in sé soprattutto le immagini belle del sogno dell’Emmanuale, del Dio in mezzo a noi. Lasciamoci svegliare con il sogno di Dio: imparare da Cristo l’autenticità dell’umano. È per questo che in questa notte desidero scuotere dal sonno i tanti onesti che il Signore mi ha donato come fratelli e sorelle, direi: come “compagni di culla”. Desidero anche scuotere dal sonno gli affiliati ai clan della malavita e del malaffare; anch’essi miei figli e fratelli: anche per loro può esserci conversione e salvezza. Voglio scuotere dal sonno le famiglie. La paura e la precarietà stanno diventando sonniferi troppo potenti! Non rinchiudiamoci nelle nostre case, rischiamo di bloccare lo sviluppo di crescita dei bambini. Abbiamo bisogno di non permettere alla malavita di rubarci la tranquillità di camminare per il quartiere, di mandare i bambini a giocare per strada. Ritorniamo a passeggiare per le nostre stradine, rioccupiamo le nostre piazze di aggregazione e non ci limitiamo solo a percorrere il perimetro consumistico dei centri commerciali, pensati opportunamente in una forma architettonica che fa ritornare sempre nello stesso punto come strategia commerciale, ma anche come lettura sociologica dei nostri itinerari esistenziali. Aiutiamo i genitori a capire che i figli hanno bisogno di un ambiente favorevole dove papà e mamma non devono “camorristicamente” farsi faide reciproche per far prevalere le proprie posizioni o ragioni. Basta con i toni minacciosi tra mariti e mogli! Attenzione alle liti continue con l’aggravante dei futili motivi. Basta con le guerre territoriali per contendersi il controllo della “piazza domestica” della cucina, del soggiorno, del televisore! Nel caso di genitori separati: la Chiesa vi è vicina come strumento di mediazione e di dialogo tra voi, comprendiamo il vostro disagio, sappiamo quanto sia difficile reclamare un diritto, ma rendetevi conto che le lotte continue per gli alimenti e per il mantenimento dei figli nel fine settimana e nelle vacanze, molte volte, non sono diverse dalle attività dei clan per marcare il proprio territorio. Siate testimoni. Abbiate coraggio nelle scelte matrimoniali; coraggio nel rinunciare ad affidare alla sola stabilità economica la serenità familiare. Siate distaccati dalla cupidigia del denaro che non si ferma neanche dinanzi alla morte e rende l’eredità dei nostri cari un bottino di guerra da contendersi con gli altri familiari. Svegliati Famiglia, destati dalla morte dell’insicurezza ansiosa e della prepotenza… Sogna e Cristo ti illuminerà! Voglio scuotere dal sonno i giovani. È vero che siamo tragicamente nella notte dei testimoni credibili, che mancano modelli efficaci. Che siete definiti la forza del futuro e la zavorra del presente. Sono crollate le grandi idee. Mancano stimoli per lo studio e riconoscimenti dopo i traguardi accademici. I nostri giovani dormono assopiti dalle nenie di false promesse che ormai sono stanchi di ascoltare. Ci appaiono svogliati, ma non è vero: il loro non è un pisolino colpevole! Si sono inconsciamente anestetizzati, forse una sorta di difesa naturale, per non sentire gli spasimi di operazioni politiche e sociali che stanno togliendo loro organi vitali come: il lavoro, la dignità, la progettualità, il pensare in grande. Hanno bisogno di essere aiutati dagli adulti a svegliarsi, ma non con le secchiate in faccia di un contrasto “camorristico” alla camorra. Cosa voglio dire? Quanta produzione cinematografica sui capi della camorra, resi idoli; abbondano le fiction a tema malavitoso che se nelle intenzione delle case di produzione (lo si spera!) vogliono evidenziare i danni della camorra, finiscono di fatto per suscitare il fascino del vincente, della prepotenza e insinuano atteggiamenti, idiomi e stili da scene di Gomorra. Svegliati Giovane, sii protagonista del futuro, destati dalla morte delle aspettative clientelari… Sogna e Cristo ti illuminerà. Voglio scuotere dal sonno gli anziani. È certamente un sonno leggero. Da un lato si farebbe presto a svegliarli perché custodiscono ancora il ricordo di valori antichi che hanno accompagnato la loro giovinezza, dall’altro tuttavia la stanchezza e la sofferenza li hanno chiusi alla speranza. Troppa sofferenza causa il vedere che figli e nipoti hanno bisogno di loro per pagare l’affitto e mettere il piatto a tavola. Quanti anziani devono condividere la magra pensione con i propri figli che non trovano occupazione. Vorrebbero accontentarli di più, vorrebbero risollevare tutti, lasciare una buona eredità economica e cadono nella trappola del gioco d’azzardo e delle varie ludopatie, iniziando a contare i numeri del Lotto, come fossero pecore, ma si finisce per addormentarsi nell’illusione della vincita. Svegliati anziano, dalla morte della nostalgia paralizzante di un passato tranquillo nel quale si poteva stare con le porte aperte, i tempi sono veramente cambiati, ora tocca a te aprire nuovi spazi di testimonianza… Sogna e Cristo ti illuminerà. Voglio scuotere dal sonno le istituzioni civili e militari, la politica, la scuola, la parrocchia, le associazioni, gli organi di stampa. Quanti progetti, quante riforme ritardate per mancanza di coraggio e di attenzione al bene comune! La percezione a volte è quella che la società civile abbia preso a prestito il motto che i dirigenti delle autostrade avevano trovato per tranquillizzare automobilisti bloccati nel traffico per i troppi cantieri aperti: “stiamo lavorando per voi”. E senza accorgersene il traffico dei ritardi aumenta, il tempo passa, e il cambiamento annunciato diventa solo una elegante scusa strategica per spegnere il malcontento e mantenere lo status quo. Oggi tutti gridano contro la camorra, è un traguardo di civiltà aver preso le distanze dalle organizzazioni malavitose, ma c’è uno stile camorristico che a volte si nasconde addirittura dietro l’affermazione dei propri diritti. Può diventare “camorrista” anche chi con atteggiamento mafioso denuncia il male o reclama propri spazi di potere, minacciando la buona fama di chi la pensa diversamente anche attraverso le manifestazioni pubbliche e i social network. È tempo che la scuola e le associazioni di volontariato non si agitino solo nell’accaparrarsi i famosi “progetti finanziati” dalla Regione e dallo Stato. Abbiamo bisogno di progetti concreti e operativi per formare gli alunni e i cittadini. Svegliati tu che vuoi impegnarti a servizio del bene comune, lascia la morte del fascino carrieristico e del privilegio di categoria che ti fa trattare le istituzioni come una “piazza di spaccio” da conquistare… Sogna e Cristo ti illuminerà. Voglio scuotere dal sonno gli uomini e le donne della malavita. A voi voglio parlare “cuore a cuore” come un padre che sente dolore per i figli che sbagliano. Vi conosco, per me non siete solo anonime abrasioni di una piaga sociale, il vostro volto a me non appare ombreggiato dalla tutela della privacy o della paura. Ho visto i vostri occhi pieni di lacrime quando abbiamo celebrato i funerali dei vostri cari defunti. Ho stretto le vostre mani quando vi ho augurato di essere bravi genitori dopo il battesimo dei vostri figli. Ho ascoltato la vostra preoccupazione quando avete temuto che i controlli oncologici potessero andare male ed ho cercato di farvi capire che la camorra è già un tumore che minaccia la vita del vostro corpo. A voi stanotte voglio gridare, svegliatevi da questo sonno! Non ho le prove per accusarvi – è vero – chi di dovere deve trovarle senza stancarsi ed è necessario che paghiate quando le vostre responsabilità saranno accertate. Il mio compito di sacerdote, tuttavia, non è portarvi in carcere, ma portarvi in paradiso. È per questo che vi imploro: convertitevi! Non potete dormire sonni tranquilli sapendo che la droga che importate e spacciate sta bruciando decine di giovani e padri di famiglia. Non potete dormire sonni tranquilli sapendo che i commercianti non riescono più a pagare le vostre estorsioni e devono abbassare la serranda. Non potete dormire sonni tranquilli quando prestate i soldi alla povera gente, che, con il cappio alla gola del dover pagare una bolletta, viene a chiedervi cento euro e dopo un mese dovrà restituirvene duecentocinquanta in più. Vi aspetto, siete ancora in tempo, nel nostro paese siamo in faida: chi sta decidendo la morte del rivale di clan, sta preparando a sua volta la propria. Voglio sognare con voi che da domani su tutti i giornali, apparirà il riscatto del nostro paese e potremo leggere come titolo la citazione di un cantico dell’Antico Testamento: Brusciano: «L’arco dei forti si è spezzato, ma i deboli sono pieni di vigore» (1Sam 2, 4).

Baby gang figlie della malapolitica

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Attaccare gli insegnanti per giustificare le azioni criminali delle baby gang è troppo facile, la scuola è l’anello più debole della catena; le responsabilità sono tutte dell’assenza della politica. L’accoltellamento del tredicenne a Napoli da parte di una baby gang ha scatenato padre Alex Zanotelli contro i docenti. Il volontario comboniano ha dichiarato che la categoria sa solo prendersi lo stipendio, è incapace di gestire e risolvere il problema dei minori che la scuola respinge perché non si adeguano alle regole. Già. Il problema è proprio quello: le regole. Padre Zanotelli ha tanti meriti ma stavolta ha proprio scantonato. Cosa possono fare i docenti per convincere gli alunni violenti, minacciosi e strafottenti, che la scuola è casa loro e che in quella comunità ognuno deve fare la propria parte? Chi lavora tra le mura scolastiche sa che su dieci alunni del genere forse uno resta “impressionato” dalle regole, gli altri nove se ne fregano allegramente e fanno quello che gli pare. Il problema nasce da lontano: dall’assenza del Welfare comunale nei confronti delle famiglie bisognose che, abbandonate, diventano incubatori di violenza e sopraffazione. Arrivati a 12, 13, 14 e 15 anni, è tardi per intervenire pretendendo dalla scuola ciò che non può nè sa fare. Il modello di scuola in cui viviamo non è adatto per lavorare con quei ragazzi. Bisogna dirselo; bisogna essere politicamente scorretti: bisogna dirlo che il re è nudo. Nelle scuole arrivano ragazzi che sono il frutto dell’abbandono educativo delle loro famiglie, a loro volta lasciate sole dai comuni che hanno speso male, o per niente, soldi del Welfare locale  e gestito male o per nulla l’ufficio degli assistenti sociali. Questi ragazzi a scuola non si possono gestire nè si lasciano gestire. Vanno lasciate perdere le panzane secondo cui certi casi difficili si affrontano trasformando le aule in laboratori; una bugia gigantesca che nasconde la povertà di mezzi, strutture e strumenti in cui soccombono le scuole. È troppo grande il divario che quegli adolescenti vivono tra il loro ambiente è quello che offre l’istituzione scuola. L’attenzione è prossima allo zero, sono sempre in cerca della vittima di turno. Gli insegnanti, quando riescono in qualche cosa con uno di questi ragazzi, hanno compiuto un vero e proprio miracolo. A questi giovani poco interessa dell’italiano, della matematica, dell’arte, dei film, della musica. Hanno bisogno di mettersi in gioco con la manualità, con l’impegno cinestetico, con la creazione o il modellamento di manufatti, di capire in che modo funziona e si aggiusta una moto, un’auto, e di conoscere altre abilità professionali. Ma a chi bisogna dirle queste cose? Sono tutti assenti e sordi. Tutti. La scuola c’è, è presente e lotta tutti i giorni con i (pochi) mezzi che ha a disposizione. Chi manca è l’ente locale, ad esempio. Manca la fantasia dell’iniziativa, l’impegno a farsi promotore di accordi tra scuole, ente locale, botteghe artigiane del territorio. Esistono figure politiche capaci in questo senso? Visti i risultati che ci regala la cronaca nera, sembra proprio di no. In tutta questa confusione, non vanno taciuti i diritti di “quegli altri”, quelli che vorrebbero studiare, che vanno a scuola per vivere in un ambiente formativo, che offra conoscenze culturali, che sappia far maturare abilità e competenze. I loro diritti sono annullati, calpestati, violentati dai diritti di quelli che creano più agitazione nelle classi. Non torna. Se questa è la scuola democratica, il conto non torna. Padre Zanotelli ha sbagliato indirizzo, rivolga le sue delusioni e i suoi moniti alla Regione Campania, che ha fatto strage dei corsi di formazione professionale. É lì, è anche lì, il buco nero che genera i baby mostri che avviliscono e intimidiscono il presente di tutti.

Campania, allerta maltempo: vento forte e rovesci

La Protezione Civile della Regione Campania ha diramato un’allerta meteo con conseguente criticità idrogeologica di colore Giallo, valevole a partire dalla mezzanotte fino alle 23.59 di domani. Su buona parte del territorio insisterà una perturbazione che darà luogo a rovesci o temporali che localmente potranno assumere moderata intensità. Previsti venti forti, con raffiche nei temporali e a mare agitato o molto agitato con possibili mareggiate lungo le coste esposte. L’allerta per criticità idrogeologiche dovute alle precipitazioni riguarda, in particolare, le seguenti zone: Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana; Alto Volturno e Matese; Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini; Tusciano e Alto Sele. Sul resto della Campania vige comunque l’allerta per veno forte con raffiche nei temporali e mare agitato o localmente molto agitato con possibili mareggiate.

Sant’Anastasia: risolto il problema del T. M. De Rosa: arredate sei aule ed una plaestra

Alla ripresa delle lezioni, dopo la pausa delle feste natalizie, sei classi per gli alunni dell’Istituto Comprensivo Tenente Mario De Rosa, dall’8 gennaio 2018 saranno disponibili presso l’ex ginnasio-liceo padre Gregorio Rocco, sito a via P.R. Sorrentino, in località M. dell’Arco. Il reperimento delle sei aule si è reso necessario perché l’amministrazione comunale guidata da Lello Abete ha disposto per tutte le strutture scolastiche del territorio comunale una verifica strutturale, al fine di garantire la sicurezza. Dai rilievi effettuati dai tecnici incaricati è risultato che, al plesso centrale della Tenente Mario De Rosa, un corpo di fabbrica aggiunto negli anni 86/87, nel quale furono ricavate sei aule e due laboratori, era deficitario e presentava problemi statici tali da non garantire la sicurezza degli alunni, del corpo docente e del personale. Da ciò è scaturita la decisione di inibire l’accesso a quest’ala del plesso ed è partita la ricerca di aule alternative. Il sindaco, interessato,si della problematica, ha disposto che fosse fatto un apposito bando pubblico per reperire locali adatti ad ospitare alunni. Al bando hanno risposto gli attuali gestori dell’ex ginnasio-liceo P.G. Rocco, che hanno messo a disposizione le aule, con sedie, banchi, dotate di termosifoni, nonché la palestra, rendendo così possibile una soluzione quanto più adatta e coerente con una politica scolastica efficace ed efficiente. “Sono soddisfatta della soluzione che abbiamo trovato, perché i ragazzi saranno ospitati in vere proprie aule già arredate e confortevoli. La nostra amministrazione – dice l’assessore Carmela Aprea – ha ancora una volta dimostrato la concreta attenzione verso le scuole. Già col dimensionamento scolastico abbiamo dato un primo segnale, riducendo a tre gli istituti comprensivi, mettendoli in rapporto con la platea scolastica del territorio. Una decisione che ha trovato l’accordo degli Enti sovra-comunali e delle Dirigenze e ci ha permesso di distribuire la platea scolastica nei plessi del territorio nel miglior modo possibile. Va sottolineato che il nostro dimensionamento non ha portato a perdita di posti di lavoro, che sono stati tutti mantenuti. I tre comprensivi hanno attualmente un numero più o meno pari di alunni e tutti hanno strutture con aule, laboratori, aree all’aperto e palestre, adatte a formulare la propria offerta formativa. Unitamente al sindaco, auguriamo ai ragazzi che l’8 gennaio riprenderanno la scuola un felice prosieguo dell’anno scolastico, in particolare lo auguriamo alle sei classi che saranno ospitate presso l’Istituto padre Gregorio Rocco”