Volla. Il Maestro Ciro Palella presenta la terza edizione del “Volla Music Contest”
Parte la terza edizione del “Volla Music Contest”. Dopo la fase di selezione il 6 aprile ore 20,00 al Teatro “M. Aprea” presso l’accademia “G, Verdi” la prima serata del contest.
Sono tanti i modi e le parole da scrivere per incuriosire e/o trasmettere entusiasmo a chi legge. Ci sono dettagli, che accostati ad un modo di dire o ad un esclamazione rendono bene l’idea di una qualsiasi cosa. Per riuscire in questa impresa noi redattori dobbiamo essere attenti ai dettagli. Ad esempio, il fatto che un maestro di musica durante le selezioni per un contest musicale lascia lo spazio per farsi sorprendere rimanendo pur sempre serio e composto, può avere il suo significato. Ogni maestro, ma anche ogni singola persona ha una sua storia. E’ molto probabile che un eccellente maestro di una qualsiasi disciplina è stato a sua volta un bravo allievo. Volendo analizzare la serietà e la compostezza è molto probabile che nella sua storia ci sia un’esperienza di studio seria. E’ evidente che il dettaglio di cui vi parlavamo sia rinchiuso in quella necessità e spontaneità di farsi sorprendere.
E’ noto che farsi sorprendere è seguito subito dalla voglia di scoprire. Eppure cosa può scoprire un maestro di musica più di quello che già brillantemente è il suo sapere?!
Un maestro si lascia sorprendere, per evitare che l’abitudine spazzi via la capacità di percepire la straordinarietà e l’unicità che la musica ha ogni volta. Un maestro di musica si lascia sorprendere perché ne ha bisogno ogni giorno, affinché il suo amore per la musica non finisca mai.
Queste e tante altre emozioni, hanno indotto il M° Ciro Palella a dare via alla terza edizione del “Volla Music Contest”.
Dopo le due serate di casting tenute la prima il 24 Febbraio, presso la piazzetta del Centro Commerciale “Le Ginestre” e la seconda il 9 marzo, al teatro “M. Aprea” presso l’accedemia Musicale “ G. Verdi”, si entra nel vivo del contest con la prima serata il 6 aprile p.v.
Seguiranno le date del 27 aprile e dell’11 maggio. Poi semifinale e finale, rispettivamente il 25 maggio e l’8 giugno.
Il “Volla Music Contest 3” nasce per volontà, determinazione e operatività del M° Ciro Palella e con la collaborazione di “Musicisti associati”. Quest’anno gode della partnership del concorso per talent “Sognando Sanremo” di Dino Vitola.
Il contest prevede una sola categoria: Cantanti e Band e l’età è dai 14 ai 35 anni.
Di seguito le giovani voci e i giovani musicisti che hanno superarto la prima fase delle selezioni e si esibiranno nella fase del contest: Acampora Alessia, Albano Sarah, Criscuolo Hanna, Dark Felling, De Simone Rosapia, Della Corte Miriam, Esposito Greta, Esposito Rosaria, Fiore Davide, Fusco Francesca, Huber Daria,.Iannone Mirna, Lambiase Raffaella, Lendano Benny, Limatola Margherita, Listzo, Maddaloni Lina, Maglione Felice, Malgieri Ilaria, Maresca Cristana, Miele Francesca, Mionions2,0, Napolitano Laura, Pezzella Antonio, Porcaro Laura, Russo Cristina, Russo Liliana, Saskatoon, Venditti Simone, Voytovoych Cristina.
Il criterio di valutazione delle performance si basa su capacità tecnica, presenza scenica e interpretazione.
Tutto pronto per il 6 aprile fa sapere Palella. La materia essenziale per la riuscita non solo di una gara ma di uno spettacolo di qualità c’è tutta. Senza esitare potremmo abbinare ad ogni elemento un intrigante aggettivo.
Partendo dalle sorprendenti voci, attraverso gli eleganti strumenti, al cospetto di una giuria di qualità, su un palco floreale, godendo delle strabilianti luci, onorati da un presentatore di gran riguardo, fino a giungere a Lei: la amata musica!
Shhhh…..non aggiungiamo altro….il “Volla Music Contest” torna nella sua nuova edizione più sorprendente che mai.
Ottaviano, Alder Pelzer Group: inaugurato un nuovo stabilimento 4.0 negli USA
Adler Pelzer Group, gruppo manifatturiero italiano leader internazionale nella progettazione, nello sviluppo e nella produzione di componenti e sistemi per l’industria del trasporto, ha inaugurato un nuovo stabilimento produttivo dotato delle più moderne tecnologie di industria 4.0 a Port Huron (Michigan). Presenti l’amministratore delegato Pietro Lardini, il presidente Paolo Scudieri e i figli Achille e Luca, che ricoprono ruoli di responsabilità nel Gruppo.
Con 8.300 metri quadrati, il nuovo sito quasi raddoppia la superficie dei capannoni di produzione esistenti, inaugurati nel 1995 e nel 2005. “Raggruppando i nostri impianti dotati di tecnologie simili nei cosiddetti ‘cluster’ accresciamo la competenza dei nostri team e assicuriamo un’implementazione più rapida delle migliori pratiche tra le varie sedi, in modo da sviluppare ulteriormente la forza del nostro capitale umano, servire meglio i nostri clienti e favorire la crescita della nostra azienda”, ha affermato Scudieri.
(Fonte foto: ansa.it)
Terzigno, Premiazione Concorso letterario “Vesuvio” VI Edizione
Sala consiliare gremita in ogni ordine di posto, Terzigno risponde presente nella serata finale della manifestazione del Concorso letterario “Vesuvio”e volta pagina, dimentica per un giorno la triste vicenda dei giorni scorsi e lo fa attraverso le parole dell’assessore Genny Falciano. L’Associazione “ I Giovani della Piazza” raccolgono complimenti da parte di tutti i presenti, dalla commissione esaminatrice del concorso, dai partecipanti, dai docenti e dai Dirigenti Scolastici presenti, e l’invito da parte del primo cittadino è espressivo, “ continuate a operare per la nostra comunità, per la nostra Terzigno”. Ecco i nomi dei premiati per la sesta edizione del concorso. Per la categoria Arti figurative, “Scatti dal Parco Nazionale del Vesuvio” la vincitrice è Esposito Giulia dell’Istituto Comprensivo “ Massaia” di San Giorgio a Cremano. La categoria “Bambini- sezione Narrativa” è stata vinta con “ La Morte” da Lilia Sofia Ambrosio proveniente da Milano. Per la categoria“ Ragazzi – sezione Narrativa” con “ Nel futuro all’improvviso” ha vinto De Vito Rosa dell’Istituto Comprensivo “Giusti” di Terzigno. La categoria “Ragazzi – Poesia in lingua italiana “ è stata vinta da Federica Tomasiello di Guardia Sanframondi. “Tra sogno e realtà, tra storia e beltà” dell’Associazione Urbe Vesuviana si è aggiudicato il premio della categoria “ Adulti – sezione Narrativa”. Per la categoria “ Adulti – poesia in lingua italiana” il premio è stato vinto da Russo Rosario di Salerno con “Quando”. Alberto Cerbone di Casoria con “Nu suonno” si è aggiudicato invece la categoria “Adulti – poesia in lingua napoletana”. Successo anche per la rappresentazione curata dal regista Nando Zanga per la scuola di teatro categoria bambini che hanno rappresentato “ Le maschere “. Adesso s’inizia già a programmare la prossima edizione.
Pasqua sicura: a Scisciano i Nas sequestrano una carcassa di agnello e salumi per decine di chili
Continuano i controlli dei carabinieri del NAS di Napoli nell’ambito della sicurezza alimentare e in particolare in quei settori del commercio alimentare le cui attività aumentano nel periodo delle festività pasquali. Nel mirino in particolare ci sono pasticcerie, forni, macellerie con annessi laboratori per il sezionamento delle carni o con depositi per salumi. Ecco i risultati delle ultime operazioni:
a Crispano, in via Verdi, presso un’attività commerciale, i Carabinieri del NAS di Napoli hanno proceduto alla chiusura amministrativa di un laboratorio di sezionamento carni, con annessa cella frigo, precedentemente utilizzata da un’altra attività di sezionamento delle carni ormai chiusa. Il laboratorio è stato trovato privo dei titoli autorizzativi e dei minimi requisiti igienico-sanitari e strutturali previsti dalla normativa vigente. Durante ka stessa operazione i militari hanno inoltre eseguito il sequestro amministrativo circa 100 chili di carni e di prodotti lattiero caseari (sugna alimentare, soffritto, misto di salumeria, pancetta affumicata, salsiccia stagionata, insaccati e scamorza affumicata) in quanto privi di indicazioni utili a garantirne la rintracciabilità;
a Scisciano, in via San Giovanni dei Cavoli, presso una locale macelleria, i militari del NAS di Napoli, al termine di una verifica igienico sanitaria, hanno proceduto al sequestro di una carcassa di agnello, del peso di circa 10 chili, priva dei bolli sanitari che dimostrano l’avvenuta macellazione all’interno di stabilimenti riconosciuti, e al sequestro amministrativo di 50 chili circa di salumi stagionati trovati senza rintracciabilità alimentare.
Somma Vesuviana, fatture false per oltre 3 milioni di euro, nei guai imprenditore locale
La società operava esclusivamente per creare “facilitazioni” ad altre ditte. La Guardia di Finanza ha sequestrato al titolare della srl beni per oltre un milione e mezzo di euro
Fatture false per oltre 3 milioni di euro sono state scoperte dalla Guardia di Finanza nel Napoletano. E beni mobili, quote societarie e disponibilità finanziarie per oltre 1,5 milioni sono stati sequestrati ad un imprenditore di Somma Vesuviana al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli.
La brillante attività investigativa è stata portata a termine dai finanzieri della compagnia di Casalnuovo nei confronti di una società operante nel settore del commercio all’ingrosso di materiale elettrico. Gli accertamenti delle Fiamme gialle sono successivi ad una verifica fiscale dell’Agenzia delle Entrate che aveva fatto emergere l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 3,5 milioni di euro, permettendo a numerose imprese della provincia, utilizzatrici di falsi documenti fiscali, l’evasione dell’Iva e delle imposte dirette.
La macelleria di Ignazio a Somma Vesuviana: un “tempio” di sapienza creativa, di sapori e di profumi
Figlio d’arte, Ignazio Romano sa coniugare innovazione e tradizione, perché è consapevole del fatto che la lavorazione delle carni ha una storia di tecniche, di profumi e di sapori che permette solo variazioni ben calcolate. Egli prende i suoi capi a Vastogirardi, famosa già nel primo Ottocento per l’allevamento del bestiame.
Ignazio è figlio d’arte: suo padre, che teneva una macelleria a Rione Trieste, gli ha insegnato i segreti della selezione dei capi, della macellazione e della lavorazione delle carni. Ignazio poi ha lavorato presso altre botteghe, si è confrontato con altri maestri del mestiere, ha affinato le sue competenze e, soprattutto, è diventato consapevole di una verità essenziale: che avrebbe fatto quel lavoro, non solo per l’influenza dell’esempio paterno, ma anche perché quel mestiere gli piaceva, e alla sua storia avrebbe potuto dare anche lui un suo contributo di sapienza e di creatività, proprio in un momento in cui il mondo dell’alimentazione incominciava a configurarsi come un mondo d’arte. Ignazio ha aperto una sua macelleria, l’ha attrezzata con macchine di alta tecnologia, che tutelassero, nei termini dell’igiene e della sicurezza, l’alta qualità degli alimenti, ha poi creato, a Somma, nel Parco Primavera, un laboratorio all’avanguardia in cui le carni vengono trattate e conservate sempre e solo secondo i principi naturali e nel rispetto delle loro naturali qualità.
Del resto, Ignazio prende i suoi capi da Alessandro Maciocia, a Vastogirardi, in provincia di Isernia, e cioè in un luogo che già durante il regno dei Borbone era noto per l’allevamento del bestiame, soprattutto dei bovini, che disponevano di pascoli sontuosi e di acque cristalline. Ignazio è stato il primo a preparare hamburger agli spinaci, ai funghi, ai formaggi, alle erbe, e sui banchi della macelleria fanno bella mostra di sé salsicce fresche con sale, pepe e vino doc; pancetta arrotolata, salame al sale e al pepe, annoglia al sale e al peperoncino, capicollo al sale e al pepe, filetto di capicollo, zuppa forte di soffritto, salsicce secche, salamini a lenta stagionatura. Ignazio usa il sale di Cervia, in cui il livello dei cloruri amari viene armoniosamente temperato: è un sale netto, ma delicato, nel segno di quel sapore particolare, incisivo, ma rotondo e morbido, che caratterizza i salumi napoletani e che, a percepirlo, ricorda fatalmente i versi di Eduardo De Filippo :” ‘e sasicce attarallate/ quann’’e vvire arrusulate / sulo tanno ‘e ppuò luvà…ma l’’e ‘a pognere cu ll’aco/ ncopp’e sotto, fora e dinto/ ca si ‘o grasso resta ‘a rinto / ntorza ‘a pelle ‘e a fa schiattà…./ na menesta mmaretata/ cu ll’annoglia e ‘a pezzentella / c’a cappuccia ncappucciata / vrucculille e cucuzzielle…”.
Chi parla di cibo non riesce a resistere alla voluttà del catalogo: lo dimostrò, nel sec. XIII, l’anonimo autore del “Paese di Cuccagna”, che sbrigliò la sua immaginazione nell’elencare spigole, salmoni, aringhe, “di cui sono fatti i muri delle case”, e gli storioni che formano i tetti, e le spalle di maiale che circondano i campi di grano, e grasse oche che si rosolano da sole. Il catalogo dei cibi è immagine dell’abbondanza e sollecita la fantasia che ogni senso possiede: la sua manifestazione concreta è il banco della bottega. Ignazio conosce come pochi l’arte napoletana di prepararlo, di disporre i prodotti della sua arte secondo un ordine che è scala musicale di profumi e di colori. I profumi conquistano con eleganza: vanno dalle note fruttate alle vegetali, da quelle “animali” alle sensazioni speziate, in cui si percepiscono vari toni di pepe. E poi ci sono i profumi collegati per associazione: i salamini a lenta stagionatura evocano le note del pane abbrustolito, così come le variazioni cromatiche del colore “rosso”, delle ocre, dei colori di terra, che sapientemente si alternano lungo il banco, trasformato in un vero e proprio palcoscenico, suggeriscono ai sensi inebriati la “memoria” olfattiva del vino rosso, della noce moscata, della vaniglia.
In una famosa pagina di Italo Calvino, Palomar entra, per far la spesa, in una “charcuterie” di Parigi e la sua immaginazione viene a tal punto sollecitata da questo Paese di Cuccagna che nelle fette di paté di selvaggina egli “vede” le corse e i voli degli uccelli della brughiera. Nella macelleria di Ignazio si squaderna un repertorio prolungato di sensazioni visive e olfattive, e il gusto si predispone per istinto all’imminente piacere: ma anche l’intelletto viene invitato a considerare il miracolo dell’arte e della fatica che sta dietro a quello spettacolo, e la finezza geniale di una sapienza che conserva nelle novità la bellezza dell’antico, che è attenta alle trasformazioni del gusto, ma ha il coraggio di ricordare a tutti noi che certi sapori sono un patrimonio per sempre, perché portano dentro di sé la storia del territorio. Di un territorio in cui la lavorazione delle carni fresche e di quelle “salate” raggiunse, dice un documento del 1864, i livelli dell’ “arte perfetta”.
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Ignazio è figlio d’arte: suo padre, che teneva una macelleria a Rione Trieste, gli ha insegnato i segreti della selezione dei capi, della macellazione e della lavorazione delle carni. Ignazio poi ha lavorato presso altre botteghe, si è confrontato con altri maestri del mestiere, ha affinato le sue competenze e, soprattutto, è diventato consapevole di una verità essenziale: che avrebbe fatto quel lavoro, non solo per l’influenza dell’esempio paterno, ma anche perché quel mestiere gli piaceva, e alla sua storia avrebbe potuto dare anche lui un suo contributo di sapienza e di creatività, proprio in un momento in cui il mondo dell’alimentazione incominciava a configurarsi come un mondo d’arte. Ignazio ha aperto una sua macelleria, l’ha attrezzata con macchine di alta tecnologia, che tutelassero, nei termini dell’igiene e della sicurezza, l’alta qualità degli alimenti, ha poi creato, a Somma, nel Parco Primavera, un laboratorio all’avanguardia in cui le carni vengono trattate e conservate sempre e solo secondo i principi naturali e nel rispetto delle loro naturali qualità.
Del resto, Ignazio prende i suoi capi da Alessandro Maciocia, a Vastogirardi, in provincia di Isernia, e cioè in un luogo che già durante il regno dei Borbone era noto per l’allevamento del bestiame, soprattutto dei bovini, che disponevano di pascoli sontuosi e di acque cristalline. Ignazio è stato il primo a preparare hamburger agli spinaci, ai funghi, ai formaggi, alle erbe, e sui banchi della macelleria fanno bella mostra di sé salsicce fresche con sale, pepe e vino doc; pancetta arrotolata, salame al sale e al pepe, annoglia al sale e al peperoncino, capicollo al sale e al pepe, filetto di capicollo, zuppa forte di soffritto, salsicce secche, salamini a lenta stagionatura. Ignazio usa il sale di Cervia, in cui il livello dei cloruri amari viene armoniosamente temperato: è un sale netto, ma delicato, nel segno di quel sapore particolare, incisivo, ma rotondo e morbido, che caratterizza i salumi napoletani e che, a percepirlo, ricorda fatalmente i versi di Eduardo De Filippo :” ‘e sasicce attarallate/ quann’’e vvire arrusulate / sulo tanno ‘e ppuò luvà…ma l’’e ‘a pognere cu ll’aco/ ncopp’e sotto, fora e dinto/ ca si ‘o grasso resta ‘a rinto / ntorza ‘a pelle ‘e a fa schiattà…./ na menesta mmaretata/ cu ll’annoglia e ‘a pezzentella / c’a cappuccia ncappucciata / vrucculille e cucuzzielle…”.
Chi parla di cibo non riesce a resistere alla voluttà del catalogo: lo dimostrò, nel sec. XIII, l’anonimo autore del “Paese di Cuccagna”, che sbrigliò la sua immaginazione nell’elencare spigole, salmoni, aringhe, “di cui sono fatti i muri delle case”, e gli storioni che formano i tetti, e le spalle di maiale che circondano i campi di grano, e grasse oche che si rosolano da sole. Il catalogo dei cibi è immagine dell’abbondanza e sollecita la fantasia che ogni senso possiede: la sua manifestazione concreta è il banco della bottega. Ignazio conosce come pochi l’arte napoletana di prepararlo, di disporre i prodotti della sua arte secondo un ordine che è scala musicale di profumi e di colori. I profumi conquistano con eleganza: vanno dalle note fruttate alle vegetali, da quelle “animali” alle sensazioni speziate, in cui si percepiscono vari toni di pepe. E poi ci sono i profumi collegati per associazione: i salamini a lenta stagionatura evocano le note del pane abbrustolito, così come le variazioni cromatiche del colore “rosso”, delle ocre, dei colori di terra, che sapientemente si alternano lungo il banco, trasformato in un vero e proprio palcoscenico, suggeriscono ai sensi inebriati la “memoria” olfattiva del vino rosso, della noce moscata, della vaniglia.
In una famosa pagina di Italo Calvino, Palomar entra, per far la spesa, in una “charcuterie” di Parigi e la sua immaginazione viene a tal punto sollecitata da questo Paese di Cuccagna che nelle fette di paté di selvaggina egli “vede” le corse e i voli degli uccelli della brughiera. Nella macelleria di Ignazio si squaderna un repertorio prolungato di sensazioni visive e olfattive, e il gusto si predispone per istinto all’imminente piacere: ma anche l’intelletto viene invitato a considerare il miracolo dell’arte e della fatica che sta dietro a quello spettacolo, e la finezza geniale di una sapienza che conserva nelle novità la bellezza dell’antico, che è attenta alle trasformazioni del gusto, ma ha il coraggio di ricordare a tutti noi che certi sapori sono un patrimonio per sempre, perché portano dentro di sé la storia del territorio. Di un territorio in cui la lavorazione delle carni fresche e di quelle “salate” raggiunse, dice un documento del 1864, i livelli dell’ “arte perfetta”.
Articolo dal contenuto pubblicitario Pomigliano, gli allievi dell’Accademia Danza e Spettacolo di Barbara Scaramuzzi conquistano Kiev.
Il Grand Prix della danza conferma il talento dei giovani allievi della scuola di ballo di Pomigliano d’Arco.
Si è svolto in una tre giorni di grande emozione l’VIII Concorso di Danza Internazionale Premio DOC –Danza Oltre Confine, al teatro Lendi di Sant’Arpino. Il concorso organizzato dall’Acsi associazione sportiva, sotto la direzione artistica di Dino Carano che lo guida da circa otto anni, ha visto i giovani allievi dell’Accademia Danza e Spettacolo di Pomigliano D’Arco diretti dalla maestra Barbara Scaramuzzi vincere tutta la categoria classica tra primo, secondo, terzo posto junior, secondo posto Under. In particolare gli allievi Francesco Mazza per i senior e Giuseppe Scaramuzzi per i junior hanno vinto oltre a trofeo e borse di studio, la partecipazione a titolo completamente gratuito al Grand Prix della danza svoltosi dal 19 al 22 marzo i Ucraina al teatro dell’opera di Kiev uno dei più prestigiosi al mondo. “Siamo arrivati a Kiev e i ragazzi hanno concorso con 70 allievi tra uomini e donne provenienti da tutto il mondo: Giappone, Cina, Stati Uniti, Corea, Danimarca, Germania, Spagna, Ucraina, i nostri ragazzi rappresentavano l’Italia in un concorso mondiale. Ci siamo subito resi conto del livello stratosferico del concorso” confessa emozionata la maestra Scaramuzzi “eravamo una delle poche, se non la sola scuola privata, che partecipava al concorso”.
Barbara Scaramuzzi racconta alcuni dei momenti più emozionanti vissuti in questa ennesima formidabile esperienza.
Barbara, la sua accademia ha partecipato ad un evento di rilevanza internazionale. Che sensazioni hanno provato i suoi allievi?
«È subentrata immediatamente la paura di non essere all’altezza ma ormai eravamo lì e dovevamo confrontarci. La prima fase prevedeva una lezione che fungeva da audizione, i ragazzi hanno dovuto dimostrare il loro grado di preparazione tecnica affrontando una lezione con uno dei maestri dell’Accademia dell’opera di Kiev. Di 70 concorrenti ne è stata selezionata la metà che il giorno dopo sul palcoscenico dell’opera di Kiev, ha dovuto mostrare la preparazione con una variazione di repertorio classico e una variazione di tecnica contemporanea. Francesco e Giuseppe facevano parte di quella metà selezionata che è salita in palcoscenico.»
Deve essere stata una grande emozione…
«Già questa era stata una soddisfazione immensa, eravamo increduli felicissimi, ma il bello doveva ancora arrivare. Il giorno dopo hanno ballato su un palcoscenico immenso con una platea meravigliosa che racchiudeva una storia e un’arte indescrivibili. Abbiamo aspettato i risultati e all’arrivo della giuria che decretava sia Francesco che Giuseppe tra i migliori 10 che avrebbero preso parte al galà finale del giorno dopo, la gioia è stata una sensazione inspiegabile. La Giuria composta da personalità del mondo della danza di altissimo livello era presieduta da Vladimir Malakhov grandissimo ballerino e direttore di compagnie di spessore enorme. Il galà è stato un tripudio di emozioni. Tra borse di studio e premi i ragazzi hanno potuto provare l’emozione di sentirsi gratificati dai complimenti ricevuti dalla giuria dei partecipanti al concorso, dei loro genitori, dei loro insegnanti, dall’ambasciatore italiano in Ucraina invitato appositamente perché due italiani erano arrivati in finale.»
I suoi allievi hanno vissuto momenti indimenticabili ma anche lei come maestra deve essere orgogliosa del livello raggiunto…
«Mi creda, è veramente qualcosa di spiegabile. Sembrava di vivere un sogno»
Eletti i Presidenti di Camera e Senato: Cicerone, Guicciardini e Andreotti possono tirare un sospiro di sollievo?
L’elezione dei Presidenti di Camera e Senato sembra che abbia indotto anche il Movimento5 Stelle a seguire la strada della politica realistica, della politica “arte del possibile” e disciplina pragmatica, quale venne disegnata anche da Cicerone e da Guicciardini. E tuttavia quella elezione è solo il primo atto. Non è escluso che negli atti successivi si avvii il processo del rinnovamento radicale della politica.
Chi crede che la politica dipenda dalla volontà dei politici è capace di credere che anche il tempo di domani dipende dalla volontà di chi fa le previsioni (de Gourmont)
Per me, imbevuto di cinismo democristiano, le cose si erano messe male. I titoli dei giornali di sabato erano pugnalate: Salvini non voleva più Romani, Berlusconi considerava questo strappo di Salvini “un atto ostile”, il centrodestra si sgretolava, l’articolo di Aldo Cazzullo si intitolava “Il Mondo Nuovo”. Vuoi vedere che è incominciata veramente la rivoluzione? Se le cose stanno così, ci toccherà buttare nella spazzatura parecchi libri che trattano di politica. E intanto il Comune di Roma faceva cancellare il murale del bacio tra Salvini e Di Maio (immagine in appendice), e Massimo Gramellini supponeva, con un tocco di malizia antiRaggi, che a richiedere la cancellazione fossero stati “i condomini” del palazzo di fronte, nella fondata speranza che i tecnici dell’azienda municipale che si occupa di decoro urbano, venuti a cancellare il murale, si accorgessero dei cassonetti pieni, da tempo, di monnezza, e li svuotassero.
Nella giornata di sabato le cose si sono raddrizzate. Alla presidenza del Senato è stata eletta una fedelissima del dott. Berlusconi, Elisabetta Alberti Casellati con cui Marco Travaglio ha già combattuto, in passato, un clamoroso duello. I deputati hanno scelto come loro presidente il napoletano Roberto Fico, personaggio di buona sostanza politica: qualche giorno fa, quando i giornalisti gli chiedevano cosa pensasse dell’alleanza con Salvini, lui, che aveva sempre dichiarato che tra i pentastellati e la Lega c’era un’incompatibilità assoluta e irreversibile, ha risposto: “voi giornalisti fate solo teatro”: che è un tipo di ribattuta democristianissimo. Insomma, la notte tra venerdì e sabato ha riportato la politica italiana lungo i binari, che possiamo chiamare metafisici, tracciati dalla storia millenaria di quest’arte. Non posso non ricordare ciò che diceva Andreotti, e cioè che le trattative importanti della politica si concludono sempre di mattina, perché, come dice il proverbio, la notte porta consiglio, modifica le prospettive, confonde luci e ombre, e soprattutto spinge a percepire la spietata vanità del tutto.
A proposito di fedeltà e di prospettive. Una settimana fa, mentre in un salotto televisivo l’on. Brunetta, commentando i risultati della tornata elettorale e i meriti del Cavaliere nella vittoria del centrodestra, esaltava la lealtà di Salvini e la storica fedeltà della Lega a Forza Italia, mi distraevo leggendo una “storia” di Stefano Benni, “Pari e patta”. Seduti in un elegante ristorante, un marito e una moglie si rinfacciano i tradimenti reciproci, mentre il “tortino di tartare di tonno tremulo” si scioglie a poco a poco. La disputa finisce in parità, sette a sette. Sette tradimenti lui, sette tradimenti lei. Cinque anni prima, era finita nove a nove: la lista era stata registrata nel computer. Ma questa volta lui ha un sussulto: afferra la mano di lei e cerca di “svitarle dal dito un anello con lo smeraldo. “Troia” sibila, “Porco” sussurra lei.”. Il cameriere che li sta osservando da lontano, e non può sentire le loro parole, vede che stanno mano nella mano e che la luce della candela trema per il loro respiro affannoso. E pensa: “Come si amano”.
Aspetterò qualche giorno prima di gettare via il libretto in cui Karl Kraus, lingua maligna, scrive che la politica rovina il carattere – ma forse la “sentenza” la copiò da Otto von Bismarck-, e che il segreto dell’agitatore di folle sta nel rendersi stupido quanto i suoi ascoltatori in modo che essi credano di essere intelligenti come lui. Lascerò ancora a portata di mano i libri in cui Francesco Guicciardini dice che in politica “la pratica è diversa dalla teoria” e ricorda, con amarezza, che ha passato la vita a servire proprio quei preti della cui “tirannia” sperava che il mondo potesse liberarsi. E mentre scrivo, immagino Andrea Scanzi che intervista Cicerone. “Egregio Marco Tullio, ma com’è che ti sei sempre schierato con Pompeo contro Cesare, sebbene tu da sempre abbia giudicato Pompeo un incapace, una mezza cartuccia consumata dall’ invidia? “. E Cicerone risponde, con un amaro sorriso: “ E tu che avresti fatto? Questa mezza calzetta mi piace: egli è un gigante restato nano, un margutte che cerca qualcuno che lo allunghi un poco, che gli fornisca il filo e gli indichi la strada. Egli mi invidia, ma mi abbraccia e mi rispetta, perché sa che quel filo per uscire dal labirinto io glielo posso fornire. Se mi schierassi con Cesare, quanto conterei? Meno che niente… A Cesare potrei tutt’al più fare da scrivano…”.
Cosa c’entrano queste storielle con il tema dell’articolo? C’entrano, c’entrano…Ma siamo solo al primo atto. Da democristiano, non posso escludere che il secondo e il terzo atto portino veramente la rivoluzione nel teatro della politica italiana. Perché, ha scritto Aldo Cazzullo (CdS,24 marzo), “entrare a Montecitorio rappresenta un’esperienza straniante: è un Parlamento di sconosciuti. Di facce non solo nuove, ma misteriose..”. Conviene aspettare, e augurarsi che i padroni europei dell’economia non decidano di entrare a gamba tesa nelle cose della politica italiana manovrando lo spread…..
Caivano.Spacciano droga a minore, 19enne finisce in manette. Denunciato complice sedicenne
I Carabinieri della compagnia di Casoria hanno arrestato un 19enne di Caivano e denunciato in stato di libertà un suo complice 16enne di Orta di Atella (Caserta), entrambi incensurati.
I due sono stati bloccati dai Carabinieri in via Pietro Donadio a Cardito, mentre in sella a un motociclo stavano cedendo due stecchette di hashish a un minorenne.
Il 19enne è stato trovato in possesso anche di altre 3 stecchette della stessa sostanza, per un peso totale di 15 grammi, e varie banconote ritenute provento di attività illecita.
L’acquirente minorenne è stato riaffidato ai genitori e verrà segnalato al prefetto quale assuntore.
L’arrestato è stato sottoposto ai domiciliari.
Pollena Trocchia, il programma delle processioni sul territorio
Appuntamenti liturgici e culturali nella Domenica delle Palme di Pollena Trocchia. Le tre comunità parrocchiali da un lato e Club House Artisti e Pro Loco dall’altro hanno organizzato processioni e spettacoli musicali per ricordare l’ingresso di Cristo in Gerusalemme e la sua Passione. Per quanto riguarda la Parrocchia San Giacomo Maggiore di Pollena, domenica mattina appuntamento a partire dalle ore 9:30 in via Apicella, presso la proprietà Giampaglia, per la benedizione delle palme e l’avvio della processione che attraverserà appunto via Apicella, via Massa e arriverà nella chiesa di piazza Amodio. Per la Parrocchia San Gennaro situata nell’omonimo quartiere del paese, invece, appuntamento alle ore 10:00 con il raduno nella piazzetta Don Luigi Russo per proseguire in processione lungo via Garibaldi e via San Gennariello fino al campetto della scuola elementare, dove sarà celebrata la santa messa. Appuntamento alle ore 11:00, infine, per la processione organizzata dalla Parrocchia Santissima Annunziata di Trocchia con raduno nei pressi dell’Agriturismo La Vigna e benedizione delle palme. Subito dopo l’attraversamento di via Caracciolo, Piazza Capece Minutolo e l’ingresso in chiesa. In serata, proprio nella chiesa della Santissima Annunziata, l’ensemble “Fa… Re Sol musica” presenta “Via Crucis”, spettacolo con musiche di Bach, Bruckner, Listz e Lotti. L’evento, organizzato da Club House Artisti e Pro Loco con il patrocinio morale del comune di Pollena Trocchia, è in programma a partire dalle ore 19:30, ha direzione artistica di Mariarosaria Esposito e voci narranti di Rossella Argo, Antonio Bruno e Ilaria Casaldo, pianoforte e organo di Francesco Aliberti e flauto di Marco Covino. “Per la Domenica delle Palme, così come anche per il prossimo Venerdì Santo, le comunità parrocchiali del nostro territorio hanno voluto organizzare questi importanti momenti di devozione e riflessione, tenendo viva una tradizione di fede e speranza. Questi sentimenti saranno poi declinati in musica nell’evento di domenica sera, che sicuramente saprà regalare grandi emozioni ai partecipanti” ha detto il Sindaco di Pollena Trocchia, Francesco Pinto.

