Ridiamo
perché liberarsi
è un atto di responsabilità
ridiamo
perché è una gioia
Ridiamo
perché è importante
Ridiamo
perché ci renderà
felici
Ridiamo
perché il futuro
sarà migliore
Ridiamo
quando nessuno
ce lo chiede
Ridiamo
tutti insieme
perché sarebbe bello
Ridiamo
perché le persone tristi
vedano che esiste una possibilità…
Ridiamo
tutto ciò che c’è da ridare
perché il nostro superfluo
è il loro necessario
Ridiamo
tutto ciò che abbiamo sottratto perché nulla appartiene definitivamente a noi
e poi finalmente
Ridiamo
Si !
Ridiamo di tutto ciò
che abbiamo
ridato
perché solo allora
se ridiamo
avremmo riso col cuore
se ridiamo
valore
alle cose che non hanno
prezzo
allora si
ridiamo
Ridiamo
Ridiamo…
prima che sia
troppo tardi
ridiamo a crepapelle
A Gaetano Di Maiolo, “Ridiamo” per lui
Lettera a Gaetano. Indimenticabile Amico.
Io boh, pure voi, mah. Mi perdonerai , spero, se prendo in prestito la frase che troneggia sul tuo profilo ma è così dannatamente adeguata alla circostanza della tua morte e non ho saputo resistere. Io boh, non ci posso credere. E tu, mah. Tu che scherzavi sul senso della vita e della morte. Mah. Tu che qualche mese fa postavi la frase: “Hanno provato a seppellirci , ma non sapevano che siamo semi” . E, come al solito, avevi colpito nel segno: da giorni sui social gira la tua foto. Mah. Non ho saputo resistere neanche alla tentazione di tirare fuori dal cassetto dei ricordi l’invito al tuo quarantesimo compleanno. Non faccio che girarlo e rigirarlo tra le mani e non faccio che ridere. Si, ridere perché solo tu potevi pensare ad un invito simile:milioni di spermatozoi che corrono e uno al centro da cui esce la tua faccia: the winner is Gaetano! Geniale, come sempre. Originale, da sempre. Unico, per sempre.
Quanto ci hai fatto ridere e quanto abbiamo riso insieme! Tu che, come nessuno mai, sapevi imitare il grande Eduardo de Filippo nella famosa scena di “Natale in Casa Cupiello”. Quella voce flebile, ironica, che ci inchiodava sempre e ci faceva impazzire dalle risate. E che dire della tua ormai famosa performance dell’Annunciazione di Massimo Troisi? Ridevamo per ore e chiedevamo sempre il bis… Allora vedevamo in te l’amico simpatico con cui trascorrere le nostre serate e nel frattempo, senza che ce ne rendessimo conto, l’artista che c’era in te usciva sempre più allo scoperto. La pittura, la poesia, la musica: ogni cosa con gli anni prendeva il suo posto e la nobiltà del tuo animo e del tuo intelletto si librava sempre più verso alte vette. Con la leggerezza, l’umiltà e il garbo che ti hanno sempre contraddistinto, hai iniziato ad esternare e a manifestare la tua arte nella galleria Borbonica, a Castel dell’Ovo, all’ex albergo dei Poveri dove hai presentato “Aylan”, un vero capolavoro, con l’intento di creare -come tu stesso dicevi- inciampo. E ci hai fatto inciampare in te e nella realtà che rappresentavi in modo straordinariamente originale…
Io boh, sono in seria difficoltà. Ho il timore di cadere nella retorica, di scrivere banalità. Ti rivedo in quel corridoio in lacrime e smarrito di fronte alla morte del nostro comune amico Gaetano Di Matteo e sento ancora forte il calore del tuo abbraccio, la dolcezza delle tue parole di conforto, la gioia di voler suonare così come lui, il Maestro, ti aveva insegnato. Io, boh. Ancora non ci credo che anche con te la vita è stata impietosa. Mah. Cerco di scacciare la malinconia concentrandomi sul nostro ultimo incontro di circa un mese fa. Tu si, Gaetano Di Maiolo al bar a gustare un buon caffè e a scambiare quattro chiacchiere con me. Come vecchi amici che, benché non avessero più trovato tanto tempo per frequentarsi spesso, avevano tanto da raccontarsi. E così rivedo i tuoi occhi che brillano mentre mi racconti di Antonio e di Salvo, i tuoi capolavori più grandi. I progetti, le speranze, i sogni e, naturalmente, le tue intelligenti battute. Quel giorno abbiamo riso tanto. Pure voi, senza mah questa volta. Voi, amici che come me avete avuto l’onore di conoscerlo e di frequentarlo, cercatelo in questo intrigante e straordinario gioco della parola RIDIAMO che lui stesso ha composto e che la sua dolcissima e amata compagna di vita, Maria Romano, ha voluto che si leggesse in chiesa. Ciao Gaetano, ti prometto che ridiamo…
Ridiamo
perché è utile
Pomigliano d’Arco, recuperata la tartaruga azzannatrice nel parco pubblico G.Paolo II
Tartaruga azzannatrice recuperata, nel parco pubblico Giovanni Paolo II di Pomigliano d’Arco, dal nucleo forestale CITES che si occupa di specie protette e a rischio estinzione. Detta anche tartaruga alligatore, la testuggine era già stata individuata ad ottobre, poco prima dello scorso inverno e “riconosciuta” da Salvatore Papaccio, coordinatore dei parchi pubblici cittadini, che ne aveva informato l’assessore all’Ambiente, Maria Grazia Tartari – medico veterinario – e il sindaco Lello Russo. Avevano tutti concordato circa la necessità di catturare l’esemplare per metterlo al sicuro e per evitare che facesse del male al resto della fauna presente: la tartaruga alligatore si nutre, infatti, di pesci, anfibi, uccelli, piccoli mammiferi. Da ottobre però nessuna traccia della tartaruga che era evidentemente in letargo, ma l’altro giorno si è rifatta finalmente vedere e si è potuto catturarla. L’assessore Tartari ha avvisato il corpo forestale e ne ha disposto il recupero, da oggi l’esemplare “pomiglianese” potrà scorrazzare tranquillamente in un’area che lo zoo di Napoli ha allestito di recente, dedicata proprio alle tartarughe azzannatrici. Altra questione è come sia arrivata, una tartaruga azzannatrice, nel laghetto del Parco Pubblico di Pomigliano: l’esemplare, come del resto altre tartarughe o anfibi, vi è stata abbandonata, evidentemente da qualcuno che l’aveva prima acquistata illegalmente e poi deciso di non poterla più accudire. “Teniamo molto alla salute della fauna nei nostri parchi – dice l’assessore Tartari – e facciamo in modo da monitorare sempre la situazione. Ringraziamo il curatore dello zoo di Napoli, il collega medico veterinario Michele Capasso che si è subito attivato su nostra richiesta contattando il capitano Marco Trapuzzano del nucleo forestale dell’Arma, sempre attivissimo rispetto alla piaga del mercato illecito di animali”.
Somma Vesuviana, i riti della montagna dal Sabato dei Fuochi al Tre della Croce
Inizia domani, sabato 6 aprile – il Sabato in Albis – la festa della montagna calda che avrà fine il 3 maggio, entrambe le occasioni di festa provengono dalla cultura contadina. Riti antichi e paranze devote alla Madonna che recuperano antichi riti che arrivano dalla notte dei tempi ma sempre con gli stessi ingredienti: musica, danza, vini, fiaccole, fede.
La festa della montagna calda, che ha inizio con l’equinozio di primavera, il Sabato in Albis, ha una durata variabile e termina il tre maggio. Essa s’inquadra nei cosiddetti riti della vegetazione, cioè tra quei riti di primavera, propiziatori al risveglio della natura e attraverso i quali – afferma la studiosa Maria Rosaria Celeo – il contadino spera di ottenere un ricco e favorevole raccolto. Dai documenti in possesso dell’Archivio storico non arriva alcuna documentazione su questa festa, tranne qualche appunto di Don Armando Giuliano, che per anni fu Rettore del Santuario. Certo è che a questo rito sono interessati tutti i Comuni vicini al Monte Somma che da sempre hanno fissato un giorno del periodo festivo per recarsi al Santuario di Santa Maria a Castello. La statua lignea di Mamma Schiavona, così denominata, fu portata a Somma da Carlo Carafa nel 1622 e numerose sono le grazie che gli abitanti del posto hanno ricevuto, testimoniate anche dalla presenza di numerosi ex-voto.
Già nell’antica Roma si celebrava una festa per onorare la dea Flora (dea della vegetazione) dal 28 aprile al 3 maggio, con cerimonie sfrenate e orgiastiche di tema pastorale. Durante questa festa – denominata Floralia – era ammessa una maggiore lascivia, con profusione di scherzi, balli e grandi bevute di vino. Un altro accostamento è da ricercare nel mondo greco con il culto di Dioniso, dio della religiosità agraria e del rinnovarsi annuale della produzione delle messi. Alla base del culto vi erano tre elementi che tuttora ritroviamo: la musica, la danza e il vino, oltre ai colori delle fiaccolate nell’ambientazione notturna che ci riportano alle torce accese in serata durante la salita e la discesa del monte.
E’un momento caratterizzato dalle tradizionali paranze, che promuovono una vera e tenera devozione alla Madre Celeste, iniziando un percorso di fede il sabato in albis dalla località a est del Monte Somma, detto Gnundo, per poi concluderlo sulla vetta più alta del Monte Somma, il Ciglio, il tre maggio seguente. Tutto è incentrato sul canto, una delle tante meraviglie che la natura ha offerto all’uomo, e se questo canto, poi, è rivolto a una bella figliola, la Madre Celeste, allora tutto si tramuta in fuoco e passione. Il fuoco che illumina durante le notti il Sacro Monte avvolto in miti e leggende e la passione che, invece, si trasforma in una dolce melodia che da sempre il solito cantatore con il coro dei devoti improvvisa sul sagrato della chiesetta sotto il sorriso della Madonna. Un canto che viene da lontano, sillabico, la cui melodia è costruita sulla scala maggiore napoletana con suoni prolungati e fioriti. Un infinito canto d’amore che si sparge tra le valli profumate di ginestre e arriva pian piano sotto la finestra della donna amata con il consueto dono della pertica. Tra i canti del mondo contadino una particolare attenzione è rivolta anche alla fronna, una forma di canto senza accompagnamento strumentale, una sorta di recitativo, che i contadini usavano per comunicare tra loro a grandi distanze, portando la mano alla guancia per amplificare il suono. Grazie alla buona trasmissione e alla leggerezza del suono le fronne furono utilizzate in seguito presso le finestre dei carcerati per comunicare notizie in codice o per trasmettere messaggi d’amore e di conforto. La fronna rimane, però, una tipica forma di canto che precede ancora oggi lo svolgimento della tammurriata e viene eseguita da un cantore solista che accompagna il suo gruppo fino al sagrato della chiesa, esaltando la devozione. Il Sabato in Albis sulla località Gnundo una piccola cappella segna il punto sacro della vetta e qui ceste di cibo, vino e fuochi d’artificio fanno da padroni. I gruppi o paranze di questa giornata sono parecchi e sono distribuiti lungo lo spiazzato, facendo sentire la loro presenza mediante balli e canti. Il 3 maggio, invece, conosciuto come anche tre della Croce, è il giorno di chiusura della festa. Le manifestazioni sono le stesse del Sabato dei fuochi ma la simbologia attivata nelle circostanze è quella del ringraziamento per l’abbondante raccolto. In questo giorno, infatti, si festeggia la resurrezione avvenuta, il miracolo della natura e il ringraziamento sale sul Ciglio, il punto più alto della montagna e quindi più vicino al cielo. Nel 1984 la paranza del Ciglio (nella foto) costruì su questa cima una cappella sulla destra della grande croce che segna tuttora il punto sacro della vetta. Anche qui le paranze sono parecchie e sono distribuite lungo le valli. Nel pomeriggio di questo giorno, invece, nel vallone le paranze con gli strumenti tradizionali (tamburi, putipù, triccabballacche e scetavaiasse) iniziano a suon di tammurriate a cantare e a danzare creando agli occhi dei visitatori spettacolari emozioni. Le danze e i canti continueranno fino a sera, quando – sostiene lo storico sommese Angelo Di Mauro – le stelline della pianura e quelle del cielo, fattosi nero di brume e di notti, preparano al monte un altro infinito di fuochi artificiali.
foto di copertina. collezione Vitolo
foto gallery: collezione Saverio Raia
foto di copertina. collezione Vitolo
foto gallery: collezione Saverio Raia
Somma Vesuviana, pronte le nuove regole per la raccolta differenziata
La nuova raccolta differenziata parte a maggio e punta a migliorare il servizio e premiare i cittadini virtuosi
E’ stata presentata questa mattina la nuova raccolta differenziata che ha tra i suoi obiettivi il miglioramento del servizio e il poter premiare i cittadini virtuosi. Non ci saranno grandi cambiamenti nelle modalità di conferimento dei rifiuti. Tra le novità il cittadino riceverà in comodato i nuovi contenitori muniti di microchip di identificazione che, all’atto del prelievo, sarà letto in maniera anonima dall’operatore. Il nuovo progetto, promosso dal Comune, ha come obiettivo il miglioramento della qualità del servizio ed il raggiungimento, nel prossimo triennio, dell’85% di raccolta differenziata. Questa soglia permetterà all’Amministrazione di applicare una riduzione sulla bolletta Tari. La riduzione della Tari potrà essere applicata anche prima, in proporzione al raggiungimento di economie di scala. L’utente riceverà: un mastello per l’umido e 3 mastelli da 40 litri per Multimateriale leggero [imballaggi in plastica, alluminio, banda stagnata e latta], per contenitori in vetro e per la frazione secca residuale.
Per quanto riguarda la “premialità”, tutte le tipologie di rifiuti previste dal regolamento comunale, provenienti da attività domestica, potranno essere conferite direttamente all’Isola Ecologica in via San Sossio (è aperta al pubblico nei seguenti giorni ed orari: dal lunedì al sabato dalle ore 7 alle ore 12, martedì e giovedì anche dalle ore 16 alle ore 18). Il conferimento presso il Centro di Raccolta di imballaggi in plastica, imballaggi in metallo, contenitori in vetro, carta e cartone, determinerà l’acquisizione di un punteggio che consentirà all’utente virtuoso di ricevere una riduzione sulla bolletta Tari. Per ottenere una buona raccolta saranno aumentati anche i controlli, l’amministrazione comunale in collaborazione con l’Igiene Urbana, società affidataria del servizio di raccolta, oltre a predisporre una campagna di informazione e sensibilizzazione, ha costituito il Nucleo di Guardie Ambientali che svolgono il controllo sul territorio con lo scopo di individuare e sanzionare i comportamenti scorretti.
Infine, dal 9 aprile inizieranno le consegne del materiale informativo e dei mastelli previsti dal nuovo piano di raccolta differenziata. Per facilitare il ritiro sono state calendarizzate le consegne dividendo il territorio di Somma Vesuviana in 4 aree:
Zona Alta 1: dal 9 aprile al 21 aprile
Zona Alta 2: dal 18 aprile al 3 maggio
Zona Bassa 1: dal 28 aprile al 12 maggio
Zona Bassa 2: dal 7 maggio al 19 maggio
“Per ottenere i buoni risultati che ci siamo prefissati è necessario l’aiuto concreto di tutti i cittadini”, commenta il sindaco, “Solo così la nostra Somma potrà essere sempre più pulita e noi potremo finalmente abbassare anche le tasse, premiando i sommesi che si dimostreranno particolarmente virtuosi”. La campagna di sensibilizzazione continuerà in maniera capillare sul territorio, come ha sottolineato l’assessore all’Ambiente Giuseppe Castiello: “Stiamo realizzando un servizio che è innovativo nella provincia di Napoli, con l’utilizzo di mastelli dotati di microchip che permettono di risalire ai cittadini che effettuano la raccolta e, nel caso fosse errata, di multarli. Per questo ringrazio i nostri dipendenti comunali, ed in particolare il dirigente Franco Ferraro, che si stanno attivando per fare in modo che tutto fili liscio faremo una serie di incontri nelle scuole, nelle parrocchie, con le associazioni. Puntiamo davvero ad ottenere buoni risultati”. Risultati che lasceranno la città più pulita come spiega la presidente della commissione Igiene Ambientale, Luisa Carmen Feola: “La tutela dell’ambiente e del nostro territorio è un altro punto cruciale della nostra attività amministrativa, con questa nuova raccolta siamo sicuri che riusciremo a tenere più pulite le strade e le piazze, la cui manutenzione viene dai cittadini richiesta quotidianamente per poterci trascorrere del tempo anche con i propri bambini”. Sull’aspetto economico della questione si sofferma l’assessore ai Tributi, Raffaele Irollo. “Attualmente le tariffe sono determinate per coprire integralmente i costi del servizio”, dice, “Chiaramente, l’intendimento di questa Amministrazione è quello di determinare puntualmente l’efficienza della differenziata fatta da tutti i cittadini. In questo senso, il progetto, una volta a regime, consentirà una puntuale determinazione dei benefici da riconoscere ai sommesi che svolgono una elevata differenziazione. D’altro canto, tale iniziativa, che amplia notevolmente i servizi erogati, necessita di un allargamento della base imponibile per mantenere inalterati gli attuali livelli di tariffe. Per questo scopo, stiamo coordinando numerose iniziative, tra cui l’accertamento delle nuove utenze, che consentiranno la riduzione delle tariffe contestualmente all’erogazione di maggiori e migliori servizi”.
Auchan Campania: sarà sciopero sabato e domenica. Le ragazze di Argine ricevute dall’assessore Panini
“Abbiamo raccontato all’assessore la brutalità con cui l’azienda ci ha comunicato le sue intenzioni sull’impianto di via Argine”. Luana Di Tuoro, segretaria regionale della Filcams Cgil, spiega l’incontro che l’assessore comunale al lavoro e alle attività produttive della giunta di Napoli, Enrico Panini, ha tenuto oggi pomeriggio con le lavoratrici dell’ipermercato Auchan di via Argine, impianto che la multinazionale francese vuole cedere licenziando 70 dei suoi 149 dipendenti. “L’assessore ci ha detto – ha aggiunto la sindacalista – che il Comune di Napoli controllerà le licenze e le autorizzazioni concesse con l’apertura alcuni fa del centro commerciale di via Argine”. L’obiettivo ovviamente è fare pressing sull’azienda, che pare intenzionata ad abbandonare la Campania. Non a caso le assemblee dei lavoratori di Auchan Mugnano, Nola, Pompei e Giugliano hanno deciso oggi lo sciopero per l’intero fine settimana: sabato e domenica. “Stiamo organizzando iniziative per quella data”, aggiunge Luana Di Tuoro. Sono circa 900 i lavoratori della catena commerciale di Auchan ubicata tra Napoli e la sua area metropolitana. Si temono tagli draconiani e, soprattutto, l’abbandono di Auchan della Campania. A ogni modo all’incontro con l’assessore Panini hanno partecipato anche due esponenti dell’azienda. “Hanno chiesto che venga sciolta l’assemblea permanente a via Argine ma noi gli abbiamo risposto che non se ne parla”, conclude la dirigente regionale della Filcams Cgil. In effetti l’assemblea permanente è una sorta di occupazione di fatto. A gruppi di nove dipendenti alla volta i lavoratori di via Argine tengono in scacco la struttura, chiusa da martedi. La lotta che si prospetta sarà di quelle dure. Il timore è che oltre ai 70 licenziamenti di Napoli se ne aggiungeranno altre centinaia in tutta la provincia.
L’Auchan: “cessione e 70 tagli a Napoli”. L’occupazione continua. In assemblea i lavoratori di tutti gli iper campani
Dopo la cancellazione dell’appuntamento in mattinata alla fine ieri c’è stato l’incontro tra l’azienda e i sindacati nell’ipermercato Auchan di via Argine. Il faccia a faccia è avvenuto nel pomeriggio, tra le 14 e 30 e le 17 e 30. L’occupazione dell’ipermercato comunque prosegue. Stamattina intanto tutti gli altri 800 lavoratori degli ipermercati Auchan di Nola, Pompei, Mugnano e Giugliano si riuniranno in assemblea per decidere il da farsi. Temono che nel prossimo futuro tagli e cessioni interesseranno l’intera catena campana. E oggi pomeriggio, alle due, l’assessore al lavoro e alle attività produttive del Comune di Napoli, Enrico Panini, riceverà sindacati e lavoratori a palazzo San Giacomo. Vertenza difficile. Ieri gli esponenti della multinazionale francese scesi da Milano hanno ribadito che esiste un pre accordo di cessione al gruppo stabiese “Sole 365” puntato al fitto di ramo d’azienda. Hanno però aggiunto che questo pre accordo prevede che chi rileverà l’attività potrà assorbire solo poco più del 50 % dei 149 dipendenti complessivi dell’ipermercato. Ipermercato che quindi sarà drasticamente ridotto nelle dimensioni di almeno la metà dei suoi attuali 10mila metri quadrati. Per quanto riguarda i 70 addetti in esubero l’azienda ha aggiunto che proverà a ricolloccarli negli impianti che possiede nel nord Italia. La multinazionale prevede anche incentivi all’esodo probabilmente un po’più cospicui dei 23mila euro lordi medi decisi per gli ultimi 1500 licenziamenti in tutta Italia risalenti a 3 anni fa. La sintesi dell’incontro è stata riferita da Rodolfo Plesinger, della segreteria regionale Uiltucs. “Per quanto riguarda la cessione – commenta Plesinger – senza una procedura legale per me è aria fritta. Comunque l’azienda ci ha anche detto che ci invierà l’informativa della cessione, il fitto di ramo d’azienda. Vedremo. In questo momento loro hanno un pre accordo per cui è sempre possibile revocare l’operazione”. Nel frattempo il sindacato mantiene alta la tensione e invita tutti alla mobilitazione. Oggi ci saranno le assemblee dei lavoratori Auchan del comparto campano. “Alcuni giorni fa a Roma – racconta Plesinger – i massimi dirigenti di Auchan hanno sostenuto che la multinazionale francese vuole disfarsi degli impianti in perdita. E qui in Campania sono tutti e cinque in perdita gli ipermercati. Ma loro non tengono minimamente nel conto che non c’è solo il problema della sia pur grave crisi economica napoletana. Qui c’è stato anche un serio problema di cattiva gestione, di mancate strategie di mercato e di prodotto. E ora noi qui ci giochiamo tutto: non molleremo”. Si preannuncia una mobilitazione generale. Nel frattempo stanotte un gruppo di nove giovani e meno giovani lavoratori dell’ipermercato napoletano hanno dormito nell’impianto di via Argine. Si stanno dando il cambio a gruppi. Sperano che la politica scenda finalmente in campo al servizio della gente.
A Nola trecento atleti per la Ecomarathon Castelcicala Domenica lo start
In arrivo a Nola oltre trecento atleti pronti a competere per la Castelcicala Ecomarathon. L’iniziativa, giunta alla terza edizione, è promossa dal Comune di Nola guidato dal sindaco Geremia Biancardi con l’assessore allo sport Carmela De Stefano insieme all’Asd Atletica Nolana. Domenica 8 aprile lo start con partenza alle 9.30 dal borgo che fece da culla al filosofo nolano Giordano Bruno. I runners, provenienti da tutta la regione, attraverseranno un percorso di 14 chilometri che toccherà diversi siti storici dell’area e che esalterà il loro livello sportivo, valorizzando nel contempo uno dei luoghi più suggestivi della città come la collina di Cicala.
“Sport all’aria aperta e recupero del territorio – spiega l’assessore allo sport Carmela De Stefano – gli obiettivi che ci siamo prefissati come amministrazione e che si sposano totalmente con il trail che organizziamo per il terzo anno consecutivo insieme all’Atletica Nolana. Un appuntamento diventato ormai fisso nella nostra agenda che punta ad esaltare le nostre bellezze paesaggistiche”.
“La Castelcicala Ecomarathon è un nostro sogno divenuto realtà, è il pratico esempio di come attraverso lo sport è possibile promuovere e valorizzare il nostro territorio non solo facendolo conoscere, ma anche facendone riscoprire i sapori e le tradizioni locali – evidenzia il presidente dell’Asd Atletica Nolana, Antonio Santella – Quest’anno ad ognuno dei partecipanti verrà consegnata un bottiglia di Rosso Pompeano prodotto sulle colline di Cicala e, grazie alla cooperativa agricola Eccellenze Nolane, ad ognuno degli atleti, sarà servito un piatto di pasta condito con il ragù del cullatore con il pomodoro San Marzano Dop”.
“Iniziative come la Ecomarathon – dice Giovanni Trinchese, componente del consiglio di amministrazione della cooperativa – si sposano a pieno con la mission di Eccellenze Nolane, progetto etico di valorizzazione delle nostre risorse. Il pomodoro San Marzano Dop è il fiore all’occhiello della nostra produzione ed è conosciuto in tutto il mondo. Il nostro obiettivo è di legarlo alle straordinarie risorse della nostra terra per trasformare tutto in una opportunità per i nostri giovani”.
“L’iniziativa rappresenta – spiega il sindaco di Nola, Geremia Biancardi – il primo passo per ulteriori attività tese a valorizzare il nostro territorio nel complesso: dai beni culturali, alle risorse ambientali, alle eccellenze enogastronomiche. Ogni occasione è buona per visitare la nostra città, di corsa o a passeggio”.
Sant’Anastasia. L’attore Antonio Merone dedicherà il suo prossimo spettacolo a Luigi De Filippo.
In occasione della recentissima scomparsa del grande attore teatrale Luigi De Filippo, figlio di Peppino, il capocomico della Compagnia Stabile del teatro Metropolitan città di Sant’Anastasia Antonio Merone ha deciso di omaggiare il suo prossimo lavoro all’ultimo erede della dinastia De Filippo. “Don Pascà, fa acqua ‘a pippa” di Antonio Petito con l’adattamento dello stesso Merone e la regia di Antonino Laudicina, andrà in scena al Metropolitan sabato 7 aprile alle ore 20,45 e domenica 8 aprile alle 18,45. Il capocomico ci spiega: “ Con la scomparsa di Luigi De Filippo, ultimo grande erede di una straordinaria dinastia va via un pezzo della nostra storia teatrale. La compagnia da me diretta, gli dedicherà lo spettacolo del 7 e 8 aprile “Don Pascà, fa acqua a pippa” al teatro Metropolitan di Sant’Anastasia”.
Auchan, licenziamenti e cessione Napoli: salta l’incontro. Lo striscione: “Vergogna”. L’iper resta occupato
E’ saltato l’incontro tra le parti previsto per stamattina alle 10. La sensazione netta è che Auchan prima di iniziare qualsiasi confronto con i sindacati voglia far liberare l’ipermercato, occupato da ieri sera dai 138 dipendenti dell’impianto di via Argine. Impianto che è stato ceduto in sordina alla Sole 365 di Castellammare di Stabia, un gruppo improvvisamente divenuto potente nel Napoletano e che fa capo a un ex macellaio dell’area stabiese. E’ però intanto aperta regolarmente al pubblico la galleria commerciale, che resterà di proprietà dell’Auchan e dove sono attivi una quarantina tra bar, negozi e ristoranti. Nel frattempo l’azienda francese sta premendo allo scopo di far cessare al più presto l’occupazione dell’ipermercato. L’esterno della struttura di via Argine è presidiata dalle forze dell’ordine. La tensione è altissima. La decisione improvvisa dell’azienda di non presentarsi stamane al tavolo convocato in direzione per le 10 ha fatto indispettire ulteriormente i lavoratori. Lavoratori che quindi hanno appeso sotto le finestre degli uffici dell’ipermercato uno striscione recante la scritta “vergogna”. A ogni modo nessuna delle due parti è per il momento intenzionata a cedere. I sindacati hanno proclamato l’assemblea permanente e precisano che non si tratta di un’occupazione ma di un’assemblea appunto. Assemblea che proprio in questi minuti stanno tenendo nei locali dell’ipermercato i responsabili regionali dei sindacati di categoria Uiltucs e Filcams, Antonio Napoletano e Luana Di Tuoro. L’ansia sta salendo. Corre voce che i licenziamenti pianificati da Auchan ammontino ad almeno 70 dipendenti. Pare che la Sole 365 voglia rivelare in fitto di ramo d’azienda solo il primo piano dell’ipermercato, quello destinato alla vendita dei prodotti alimentari. Il secondo piano sarebbe destinato alla chiusura definitiva. Sullo sfondo si staglia una prospettiva occupazionale e produttiva da brividi. Auchan infatti è intenzionata a lasciare tra pochi mesi anche gli ipermercati di Giugliano, Mugnano, Nola e Pompei. I licenziamenti pianificati sarebbero dunque in realtà circa 400. Una mazzata per la già provata Campania. Il primo ipermercato chiuso dal gruppo nella nostra regione è stato quello di Volla, cinque anni fa, ubicato nel centro commerciale Le Ginestre. Circa cento i posti di lavoro andati perduti in questo impianto. Poi riaperto sotto le insegne di un piccolo supermercato Conad.
Dolore e commozione ai funerali di Luigi Cangianiello. Il parroco: “L’amore può essere crocifisso, ma non può morire”
Quasi mille persone al funerale di Luigi Cangianiello, il 27enne di San Gennarello, frazione di Ottaviano, travolto da un’auto la notte tra la domenica di Pasqua e il lunedì di Pasquetta. Con lui, altri due amici: Francesco Ambrosio (uscito indenne dall’incidente) e Giovanni Coppola, tuttora ricoverato all’ospedale San Giovanni Bosco di Napoli in coma farmacologico. È stato, dunque, il giorno del dolore a San Gennarello: ma si è trattato di un dolore composto, espresso senza clamori. Tante lacrime, tanta commozione, niente fiori, per una esplicita richiesta della famiglia. Tutti hanno assistito alla cerimonia funebre con grande compostezza: la piazza attigua alla chiesa, pienissima, è rimasta in silenzio ed ha ascoltato le parole di don Raffaele Rianna. Una omelia, la sua, che ha toccato molti punti, anche se lui stesso ha ammesso: “E’ davvero difficile trovare le parole giuste. L’unica parola resta quella di Dio, il percorso che il Vangelo ci indica e che noi dobbiamo seguire insieme alla famiglia di Luigi”. Il sindaco Luca Capasso, che ha proclamato il lutto cittadino, ha tenuto un brevissimo discorso prima dell’inizio della funzione religiosa: “Non è facile trovare le parole in circostanze del genere. L’unica cosa che possiamo fare è stringerci intorno alla famiglia, fare sentire la nostra vicinanza”. Don Raffaele, invece, ha anche parlato dell’uomo che ha investito mortalmente Luigi Cangianiello: “Poteva essere italiano o francese, non importa la sua nazionalità. Ha scelto di stare dalla parte della morte, non conta la sua provenienza geografica”. Infine una frase che ha commosso tutti: “L’amore può essere crocifisso, ma non può morire”. Nella mattinata di ieri, il pm Anna Musso della procura di Nola ha chiesto la convalida dell’arresto dell’ucraino: sarà ora il gip ad esprimersi.

