Nola, incidente sul lavoro: 32enne perde la vita

Tragedia sul lavoro nel Pastificio Ferrara a Polvica di Nola,  dove un operaio di 32 anni, Aniello Bruno di San Felice a Cancello (Caserta) ha perso la vita; il lavoratore, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, è rimasto stritolato, quasi inghiottito, dal macchinario per imballaggi dove prestava servizio. Sono intervenuti i poliziotti del Commissariato di Nola; è stata aperta un’indagine. Sul caso interviene il segretario generale della Cisl di Caserta, Giovanni Letizia. “Ancora una volta un lavoratore perde la vita sul posto di lavoro. Si allunga così la lista tragica dei morti sul lavoro nella nostra provincia mentre continua quella degli incidenti sul posto di lavoro e quelli cosiddetti ‘in itinere’ che colpiscono i lavoratori mentre si recano al lavoro. Questa tragica sequenza deve finire. É indegno che in un Paese civile, in un grande Paese industriale, ci debbano essere persone che non possano tornare a casa per il solo fatto di andare a lavorare”.

Otaaviano, il sindaco Capasso alla convention “ProssimaMente”dei giovani di FI in Campania

Luca Capasso a ProssimaMente: “Aiuti alle imprese come forma di reddito di cittadinanza. No a nuovi condoni ma autocertificazione per le vecchie istanze”

Il sindaco di Ottaviano Luca Capasso ha partecipato insieme al sindaco di Castellammare di Stabia Gaetano Cimmino, al capogruppo alla Camera di Forza Italia ed ex ministro Maria Stella Gelmini, al già Governatore Stefano Caldoro e al capogruppo al consiglio regionale di Forza Italia Armando Cesaro a un dibattito su fondi europei e buon governo, organizzato nell’ambito di ProssimaMente, la convention dei giovani di Forza Italia in Campania promossa dall’onorevole Paolo Russo.

Capasso ha portato l’esempio dell’amministrazione di Ottaviano, che non solo è riuscita a riconquistare la fiducia degli elettori ma addirittura a crescere rispetto a 5 anni fa.

Il sindaco ha poi proposto una diversa applicazione del reddito di cittadinanza: “Non soldi a pioggia in mano a chiunque, ma aiuti a giovani che vogliono fare impresa ed assumere”.

Ha spiegato Capasso: “Lo Stato potrebbe diventare socio al 50% di queste nuove start up, vincolandole all’assunzione e aiutando gli investimenti iniziali. Gli imprenditori dimezzerebbero il rischio e beneficerebbero degli introiti a patto che si impegnino ad assumere personale”.

Capasso è poi intervenuto anche sui condoni ed ha ribadito la sua idea, già espressa in passato: “No a nuovi condoni, ma risposte immediate per le vecchie istanze, con autocertificazione da parte dei proprietari dei manufatti e controlli a campione da parte dei Comuni”

  Somma Vesuviana. Appello al Vescovo di Nola: si tenga aperto il Santuario Di Castello

Biagio Esposito, presidente dell’Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche, ha consegnato nella mani di Mons. Francesco Marino l’appello affinché il luogo di culto sia a disposizione dei fedeli, come dei turisti
          Eccellenza, nel porgerle devoti saluti e i segni della gratitudine per il prezioso impegno e l’attenzione che dimostra per la cultura religiosa della città di Somma Vesuviana, la presidenza e la direzione scientifica dell’Accademia Vesuviana di Tradizioni  Etnostoriche e dell’annesso Museo Etnostorico delle Genti  Campane fanno appello alla Sua sensibilità affinché, prenda atto di quanto viene esposto in questa sede. Non è certo sfuggito alla Sua sapiente gestione del patrimonio religioso della nostra città, che il culto della Vergine di Castello si è particolarmente esteso con la presenza di immagini attrattive non solo per la cittadinanza ma anche per chi viene a prendere atto del culto tributato da secoli a Mamma Schiavona. Mentre questi elementi attrattivi, che fanno parte dell’esteriorità reclamizzata, trovano ampio riscontro,  non sembra giustificata la scarsa attenzione a quello che noi cittadini sommesi vantiamo come Santuario inalienabile e meritevole pertanto di questa particolare e auspicabile connotazione. Saremmo lieti che per la Chiesa di Santa Maria a Castello si rispettassero i consueti orari giornalieri di apertura dei luoghi sacri, per accogliervi la cittadinanza, comprese le scuole di ogni ordine e grado, e i visitatori che da tante parti del mondo sono attratti da un culto devozionale molto sentito. Le stesse istituzioni hanno difficoltà ad inserire, nelle loro programmazioni turistiche, le visite alla più importante e più antica località del culto cittadino. Siamo testimoni della crescente delusione di quanti giungono da noi e vanno via senza quell’emozione che alimenta la fede e la speranza. Questo appello, sentitamente motivato, ci appare giustificato e degno di essere sottoposto alla Sua tanto impegnata attenzione, alla quale  rinnoviamo i sensi della nostra devota gratitudine.

                                                                               Il Presidente

Accademia Vesuviana di Tradizioni Etnostoriche

                                                                                                                 Biagio Esposito

Somma Vesuviana, la fantasia popolare del monaciello “adderete ‘ e campane” della Collegiata

 Le  altissime mura della maestosa Collegiata e la presenza di un monaco imbalsamato nella buia cripta cimiteriale: il luogo misterioso di Somma Vesuviana.   Tra le opere di misericordia praticate dalle confraternite sommesi l’assistenza alla morte dei confratelli occupava un posto di assoluto rilievo. A tal riguardo nel 1766 la Confraternita di Santa Maria della Neve, istituita nel 1762, fece richiesta e ottenne dal Capitolo della Collegiata di seppellire i consociati defunti nella Terra Santa, che corrispondeva immediatamente e attualmente a quel succorpo situato sotto il Coro della chiesa: a tal uopo il Capitolo accettò e impose di fare una scala di accesso dal vano del campanile e una lapide sull’entrata. I Canonici non consentirono ai confratelli di accendere alcun lume in Chiesa per i propri defunti, ma solo nel vicolo delle Campane, cioè in quel luogo che la consuetudine popolare chiamò adderete ‘e campane.  Fu prevista, infatti, in questo luogo la costruzione di un cappellone e il Capitolo stabilì che sui lavori dovevano vigilare due loro Canonici; inoltre, lo stesso si riservò di scegliere un luogo nel detto cimitero per la sepoltura dei propri canonici. Per i confratelli la spesa di interro fu fissata in un certo numero non documentato di carlini; per gli estranei, invece, il costo stabilito era di trenta carlini, che dovevano essere versati alla sagrestia della Collegiata. Lo studioso Francesco Migliaccio riporta, nelle sue inedite Notizie Ecclesiastiche, numerose inumazioni di personalità nel cimitero della suddetta congrega. Tale terra santa, come per l’altra di padronato della Laical Congrega e Monte della Morte e Pietà, era il camposanto dell’epoca. Tutto ciò fino al 5 dicembre 1839, quando Somma ebbe finalmente il suo cimitero. Attualmente questa cappella conserva ancora il corpo, miracolosamente intatto, di un Canonico della Collegiata, che in tempi passati qualcuno aveva ipotizzato appartenere a un valente sacerdote di nome Antonio Gaetano Domenico Gravina. Per ora ci sono solo ipotesi non attendibili. Anche perché non esiste una certezza documentaria e di monaci e Canonici sepolti in quel luogo ce ne erano tanti.  L’attribuzione a Gravina era nata dopo la lettura, nel tomo I di Notitiae Historichae Arcadum mortuorum a pagina 36, di un elogio funebre in memoria del prete: Antonio Gaetano Domenico Gravina, fratello di Gian Vincenzo, il grande giureconsulto Roggianese, appartiene al gran numero dei figli illustri immeritatamente dimenticati. Nacque a Roggiano il 16 – 1 – 1668. Fu Arcade, valente giurisperito ed avvocato di nome a Napoli. A 27 anni Dio lo chiamò al Sacerdozio. L’Arcivescovo di Napoli, nel 1708, lo nominò Avvocato Fiscale della Visita. All’Ecc.mo Presule era ben nota la profonda e vasta cultura del Sacerdote roggianese specialmente nella Storia Ecclesiastica e nelle Discipline Canoniche e Teologiche. Ma un bel giorno, […] lasciò Napoli e l’Arcivescovo, che tentò ogni mezzo per impedire la sua partenza, e riparò presso il dotto Vescovo di Nola, al quale era legato da fraterna amicizia. Per la Curia di Napoli fu una grave perdita. Il Vescovo di Nola (Francesco Maria Carafa), volendo onorare il merito dell’amico e dello scienziato, diede al Sacerdote Gravina l’ufficio di maggior grado e importanza che aveva nella sua Diocesi: l’ Abazia Curata di Brusciano. Ebbe uno zelo ardente nelle cure delle anime […], fino a quando, nel 1711, ad appena 43 anni di età, la morte lo colse sul solco del suo lavoro. La Diocesi compianse la perdita del sacerdote dotto e zelante, ed il Vescovo addoloratissimo ordinò che fosse seppellito in luogo distinto presso l’altare Maggiore della Chiesa Collegiata di Somma. [Dal Bollettino Parr. La Vedetta – settembre 1956]. Tutto sembrerebbe logico dalla attenta lettura, ma ripeto che comunque non vi sono attualmente sicure certezze.  Le vicende del monaciello, così denominato, hanno comunque del miracoloso. Venne in sogno ad una donna del posto, preannunciando che di lì a poco alcuni forsennati ragazzi lo avrebbero bruciato: infatti, i balordi gli misero un lumicino sulla pancia, che, una volta consunto, gli bruciò tutto il vestito sullo stomaco senza, però, bruciare la pelle ed i guanti. Ancora, in occasione di un festoso Carnevale, un ragazzo si vestì dei panni del monaco e iniziò a girovagare per il paese dileggiando sconvenientemente – come riferisce Angelo Di Mauro –  le condizioni del prete. Tornato a casa, buttò i vestiti in un angolo e si addormentò. Il monaco gli venne in sogno e gli ordinò di andarlo a vestire. Il ragazzo, svegliatosi, prese i panni e li riportò nella cappella che ospitava il corpo. Li buttò e tornò a casa, dove – continua Di Mauro – non riuscì a portare la sua anima perché grossi fiotti di sangue presero a corrergli dalla bocca e dalle narici fino a soffocarlo. A nulla servirono le cure. Morì. Angelo Di Mauro conclude con l’invito a credere (S’ha dda credere tutto, ‘o bbuono e ‘o malamente) nel potere dei santi e dei diavoli. Oh! Anima eletta chiamata da circa tre secoli dal Signore nel regno dei giusti, lasciando il tuo corpo intatto e sconosciuto dal popolo, ora che ci hai chiamati ad onorarti, ti prego di ottenerci da Dio la salute dell’anima e del corpo e un giorno godere assieme a te la felicità eterna del cielo. (preghiera popolare)

Marigliano, semplificazione e velocizzazione di nuovi impianti di rifiuti: la consigliera Iovine scrive al Ministro Costa

La consigliera di minoranza del Comune di Marigliano  al Ministro Costa: ” Il governatore De Luca vara una legge regionale per semplificare e velocizzare la nascita di nuovi impianti di rifiuti a discapito di una corretta valutazione ambientale”.   Egr. Ministro nel mentre la sua nomina accende una nuova speranza e rinvigorisce i cittadini della Terra dei fuochi, e intanto che assistiamo soddisfatti alla sua dichiarazione di modificare le leggi per imporre una valutazione ambientale che tenga conto delle concentrazioni di più aziende nello stesso territorio, sommando le emissioni inquinanti, il governatore De Luca vara una legge regionale per semplificare e velocizzare la nascita di nuovi impianti di rifiuti a discapito di una corretta valutazione ambientale. La prego di verificare il piano regionale dei rifiuti che per l’ATO 2 e l’ATO 3 prevede nel raggio di pochi chilometri intorno all’inceneritore di Acerra una concentrazione di impianti aerobici/anaerobici di compostaggio che tratteranno mediamente 30.000 t/annue di rifiuti provenienti da raccolta differenziata e non; si tratta dei comuni di Caivano, Afragola, Pomigliano D’Arco e Marigliano… gli stessi comuni che subiscono l’influenza dell’inceneritore di Acerra. Eppure l’ATO 2 comprende una superficie di 287 Kmq e una popolazione di 684.538 ab. Mentre l’ATO 3 ha una superficie di 646 Kmq e una popolazione di 1.072.767 ab,, e sembra inverosimile concentrare 4 impianti oltre quelli già esistenti nel raggio di 30 Km . La preghiamo di intervenire con urgenza perché il piano regionale dei rifiuti venga redatto in modo più equilibrato senza concentrazioni di emissioni nocive in una area geograficamente depressa e già ammalata di aria inquinata da polveri sottili. La preghiamo di intervenire sulla Legge regionale appena varata per verificare se è compatibile con le normative nazionali di tutela dell’ambiente. Confidiamo in lei Filomena Iovine Città di Marigliano

Pomigliano, licenziati Fiat chiedono incontro con Ronaldo

I cinque ex operai Fiat, il cui licenziamento è stato reso definitivo da una sentenza della Cassazione, chiedono un chiarimento con Ronaldo, in merito al suo acquisto da parte della Juventus che come Fca, appartiene alla società d’investimento Exor. Dopo i manifesti con cui contestavano l’acquisto di Ronaldo da parte della Juve, attaccati ieri ai cancelli dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco, i cinque ex operai della fabbrica, il cui licenziamento avvenuto nel 2014 è stato reso definitivo da una sentenza di Cassazione, chiedono un incontro con il calciatore, sottolineando di non avercela con lui. ”Sappiamo che il tuo lavoro è fare il calciatore – scrivono in una missiva scritta insieme ad alcuni operai di altri stabilimenti del gruppo Fca – ma prima del lavoro e dei doveri che questo impone, in ogni uomo c’è prima di tutto la sua dignità. Tieni presente che i soldi che la Juve ti vuole dare, come tutto quello che posseggono i padroni, ha un’unica fonte: il lavoro di noi operai”. Le cinque ex tute blu chiedono all’attaccante portoghese anche una dichiarazione pubblica sulla vicenda.

Somma Vesuviana. Da settembre avviso del Comune per le cure termali gratuite, ecco come partecipare

A settembre sarà possibile effettuare, con trasporto gratuito in pullman, le cure termali presso le Terme di Telese (Benevento). Torna il servizio offerto dall’assessorato Politiche sociali che da giugno a luglio ha visto partecipare numerosi cittadini. E’ stato pubblicato il nuovo avviso con cui si può presentare la domanda per il periodo dal 6 settembre al 19 settembre2018. “Da anni non veniva effettuato un servizio simile”, commenta il sindaco Salvatore Di Sarno, “Abbiamo ritenuto fosse un aiuto concreto per tanti cittadini, anziani soprattutto, che pur volendo effettuare le cure non sapevano come raggiungere gli stabilimenti e sbrigare tutte le incombenze burocratiche. In tanti hanno già partecipato al primo avviso che ha permesso i viaggi a Telese dal 26 giugno al 9 luglio e speriamo che molti altri lo faranno a settembre. Lavoreremo sempre per fornire servizi che attestano la massima attenzione che abbiamo per il benessere dei nostri concittadini”. Concorde anche la vicesindaco con delega alle Politiche Sociali, Maria Vittoria Di Palma: “Con il sindaco e la nostra dirigente Iolanda Marrazzo abbiamo tanto insistito perché si realizzasse questo servizio. Capitò un episodio che mi colpì molto, appena ci insediammo venne una persona diversamente abile a chiedermi di aiutarlo a poter fare le cure alle Terme e ci rendemmo conto che organizzando un servizio di trasporto e agevolazione della parte burocratica avremmo aiutato tanti cittadini. Così è stato e siamo ben lieti di poterlo ripetere”. Le adesioni saranno prese in considerazione dall’ ordine cronologico di presentazione delle domande. Il servizio di cure termali comprende , oltre i cicli di cura convenzionati con il Servizio sanitario nazionale • Supporto informativo per l’ avviamento alle cure e accettazione amministrativa in loco; • Visita medica gratuita propedeutica all’ effettuazione delle cure che si svolgeranno per 12 giorni consecutivi inclusi i festivi ed escluse le domeniche; • Controllo medico ed infermieristico gratuito a richiesta durante il ciclo di cura; • Cura idropinica gratuita; • Welcome kit gratuito per chi effettua un ciclo di fanghi+bagni o di idromassaggi; • Integrazione idromassaggio gratuita per chi effettua un ciclo di fanghi+bagni; • Sconti sull’ acquisto di secondi cicli di cura ; • Servizio di animazione con musica , balli e karaoke; • Sedute gratuite di ginnastica dolce; Alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione: • ricetta del medico di famiglia, (ricetta rossa) che comprende i seguenti dati: • dati anagrafici completi; • codice di esenzione; • ciclo di cura completo di codice I.D. nazionale come da circolare SOGEI; • diagnosi come da elenco del Ministero; • copia del documento di riconoscimento, copia della tessera sanitaria; • ECG recente (max 2 mesi) per chi effettua cure fango-balneo terapiche. La domanda di partecipazione al presente Avviso, deve essere redatta su apposito modulo , disponibile sul sito istituzionale del Comune di Somma Vesuviana o presso l’ Ufficio dei Servizi Sociali sito in via De Matha, dovrà pervenire, corredata dalla documentazione richiesta , entro e non oltre il giorno 24/08/2018 ore 12:00 direttamente all’ Ufficio Protocollo del Comune Di Somma Vesuviana o tramite raccomandata (non farà fede il timbro postale). Per qualsiasi informazione è possibile rivolgersi all’ Ufficio Politiche Sociali e giovanili oppure collegarsi al sito web del Comune ai seguenti link

Fai clic per accedere a Avviso_terme_DI_Telese_2018.pdf

Fai clic per accedere a Richiesta_di_partecipazione_Terme_Telese.pdf

Mariglianella: Al via il riconoscimento del Bonus Sociale Idrico 2018

L’Amministrazione Comunale di Mariglianella guidata dal Sindaco, Felice DI Maiolo, con Assessore alle Politiche Sociali Luisa Cucca, ha attivato le procedure di accettazione delle istanze per l’ottenimento del Bonus Sociale Idrico da parte dei residenti aventi diritto. La comunicazione pubblica è stata attivata attraverso il sito istituzionale e comunale e mediante l’affissione dei manifesti. Dal 1° Luglio 2018 gli utenti del servizio idrico in condizioni di disagio economico potranno usufruire di un sconto in bolletta attraverso il Bonus Sociale Idrico. Si tratta di una misura volta a ridurre la spesa per il servizio di acquedotto delle famiglie in condizioni di disagio economico e sociale. Essa è stata prevista dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, 13 Ottobre 2016, emanato in forza dell’articolo 60 del cosiddetto Collegato Ambientale (Legge 28 Dicembre 2015, n. 221) e successivamente attuata con provvedimenti dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Consente di non pagare un quantitativo minimo di acqua, a persona, per anno. Tale quantitativo è fissato in 50 litri al giorno a persona (18,25 mc di acqua all’anno), corrispondenti al soddisfacimento dei bisogni essenziali. Il diritto all’ottenimento del Bonus Idrico Acqua è per gli utenti, diretti e indiretti, del servizio di acquedotto in condizioni di disagio economico e sociale, facenti parte di nuclei familiari con Indicatore Isee non superiore a 8.107,5 Euro e se si hanno almeno 4 figli a carico l’Indicatore Isee non deve superare i 20.000 Euro. Sappia l’utente che per ottenere il Bonus Sociale Acqua deve presentare, l’istanza nella forma dell’autocertificazione, presso il Proprio Comune di Residenza, utilizzando gli apposita modulistica scaricabile dal Sito Istituzionale dell’Ente Comunale all’indirizzo http://www.comune.mariglianella.na.it/ . Gli stessi moduli sono anche disponibili presso l’Ufficio Protocollo Comunale dove vanno consegnate le stesse domande una volta che sono state correttamente compilate e firmate e corredate dall’Attestazione Isee in corso di validità, di fotocopia della Bolletta del Gestore e della fotocopia del Documento di Identità. Il Sindaco Di Maiolo e l’Assessore Cucca hanno dichiarato che “ogni opportunità a norma di legge va colta per poter alleviare i casi di disagio economico e sociale. I nostri Servizi Sociali sono a disposizione, per quanto di competenza, per l’accettazione delle istanze e la successiva trasmissione, a cura degli uffici coordinati dal Responsabile del Servizio Affari Generali, Dott. Francesco Principato, sulla piattaforma SGATE-ANCI dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani ”.

Brusciano: Il 40esimo Anniversario dell’elezione a Presidente della Repubblica di Sandro Pertini

Un ricordo del sociologo e giornalista Antonio Castaldo. In Italia nella VII Legislatura il Parlamento in seduta comune, quella di giovedì 29 giugno protratta fino a sabato 8 luglio 1978, presieduta dall’Onorevole Pietro Ingrao, con 832 preferenze, con i voti di tutti i partiti, ma non dei missini, eleggeva, alla Presidenza della Repubblica, Alessandro Giuseppe Antonio Pertini, detto Sandro (Stella, Savona 1896 -Roma 1990), Partigiano e Medaglia d’Oro della Resistenza. Il giuramento avvenne il 9 luglio 1978 e così, il “socialista senza capi e senza correnti” come evidenziò “La Stampa”, venne consacrato Settimo Presidente della Repubblica Italiana. Il suo Settennato (1978-1985) fu segnato dalle proprie qualità di Cittadino e di Padre della Repubblica. Nel 40esimo anniversario dell’elezione di colui che è conservato, nella memoria popolare, come “Il Presidente più amato dagli Italiani”, l’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato che «L’elezione di Pertini avvenne in una delle stagioni più travagliate nella storia della Repubblica, mentre la società era attraversata da mutamenti profondi e l’attacco del terrorismo toccò il cuore delle istituzioni seminando morte tra uomini giusti servitori dello Stato. Il Presidente Pertini seppe interpretare i sentimenti di unità dei cittadini e mostrare a tutti, in primo luogo ai giovani, come solo salvaguardando e rafforzando i valori democratici sia possibile tenere insieme l’aspirazione alla libertà con quella alla giustizia sociale». Tra gli innumerevoli italiani che ne conservano l’indelebile ricordo, vi è il sociologo e giornalista Antonio Castaldo il quale testimonia una personale esperienza: «Quelli erano gli anni della mia gioventù. Ero in Germania, a Wolfsburg, a lavorare sulla catena di montaggio della Volkswagen, quando le Brigate Rosse sequestrarono Aldo Moro, il 16 marzo 1978, per assassinarlo 55 giorni dopo. Il futuro Capo dello Stato denunciò l’inefficienza dei servizi segreti italiani, ma era convinto che dietro a quell’azione vi fosse una mente antidemocratica, che avrebbe voluto far tornare indietro di 50 anni l’Italia. Ero a Reggio Emilia, a frequentare un corso di formazione IFOA e, per mantenermi, lavoravo di sabato e domenica nella carpenteria metallica dell’area artigianale di Novellara, quando la domenica sera del 23 novembre 1980 un tremendo sisma colpì l’Irpinia e la Basilicata provocando la morte e distruzione di interi paesi. Decine di migliaia furono gli sfollati e 2914 le vittime. Il Presidente Pertini fu il primo ad accorrere e a segnalare i gravi ritardi dei soccorsi. Un paio di giorni dopo ero anch’io a casa e partecipai alla raccolta locale di beni di prima necessità che portammo da Brusciano alla zona terremotata. Ero a Bologna, a lavorare nella Pubblica Istruzione, presso l’Istituto “Aldrovandi Rubbiani” quando avvenne la disgrazia di Vermicino, nei pressi di Frascati, dove il piccolo Alfredino Rampi cadeva, il 10 giugno 1981, in un pozzo maledetto. Dalla tv come tutti gli italiani vidi arrivare, il 12 giugno, il Presidente Pertini che rimase vicino ai familiari del bambino per tutta la notte e con loro apprendeva, alle 5 del mattino di sabato 13 giugno, dal costernato speleologo Caruso, dell’avvenuta morte di Alfredino. Ero a casa mia, a Brusciano, stabilito da 10 giorni nel lavoro presso il Comune di Brusciano, tra i miei cari, mamma Rosa e papà Ciro, i miei fratelli e sorelle, quando nel suo “Discorso di fine anno” il 31 dicembre 1982, il Presidente Pertini, condannando espressamente la mafia, difendeva il Popolo Siciliano, quello Calabrese e quello Napoletano che “sono contro la camorra e la mafia”. Io – ha continuato nel suo racconto Antonio Castaldo – vivevo in quei giorni la soddisfazione insieme ai miei familiari e la riconoscenza per l’ascolto dato dal Presidente Sandro Pertini al grido di denuncia e indignazione trasmessogli per corrispondenza. Nella notte del 23 novembre 1981, nel primo anniversario del terremoto in Irpinia, scrissi una lettera. Raccontai al Presidente Pertini la mia esperienza di vita e delle mie partecipazioni ai concorsi pubblici presso il Comune di Brusciano, dove notoriamente i candidati venivano discriminati e selezionati, ancor prima delle prove effettive, in base ad appartenenze familiari e politiche. In quei concorsi mi capitava di essere diventare puntualmente “Il primo dei Non Eletti”. La mia conclusiva richiesta nella lunga lettera al Presidente Pertini fu quella di poter vedere garantita la legalità durante i concorsi pubblici a Brusciano. Un riscontro dell’attenzione suscitata lo ebbi, con mia sorpresa e qualche timore, quando venni convocato presso gli uffici della Prefettura di Napoli dove ebbi un incontro riservato con un alto funzionario. A lui ribadii il bisogno di legalità rifiutando qualsiasi ipotesi di assistenzialismo. Non ho mai incontrato di persona il Presidente Pertini – ha concluso Antonio Castaldo – ma ho condiviso con lui la partecipazione ai funerali di Enrico Berlinguer (Sassari 1922 – Padova 1984) a Roma il 13 giugno 1984, insieme ad altri Bruscianesi fra i milioni di cittadini, militanti, simpatizzanti, votanti ed anche di avversari per rendere l’ultimo a colui che nel 1981, in una intervista ad Eugenio Scalfari, accusò la classe politica italiana di corruzione, dando origine alla cosiddetta questione morale, denunciando l’occupazione delle strutture dello Stato e delle Istituzioni da parte dei partiti, evidenziando il rischio rifiuto della politica generato dalla rabbia dei cittadini».

Avvocatura in festa a Nola, ecco il party al “Polveriera Concept Space”

Il dj Willy Ragosta ed il vocalist Nico P saranno i protagonisti di “A lawyer party – Figli delle Stelle”, la kermesse organizzata dall’avvocatura nolana e vesuviana per salutare l’estate. Appuntamento al “Polveriera Concept Space”, in via Polveriera 26 a Nola, domani sera, venerdì 13 luglio, con inizio alle 21. L’evento è stato organizzato dalle associazioni forensi di Nola, Acerra, Marigliano, Ottaviano, Palma Campania, Pomigliano d’Arco e Sant’Anastasia, insieme alla Camera Civile di Nola, ai Giovani Giuristi Vesuviani, l’Unione Giovani Penalisti di Nola, la Nuova Avvocatura Demo