Emergenza territoriale nell’area nolana: ecco il documento sottoscritto dai sindaci

Emergenza ambientale nell’area nolana e maxi rogo di San Vitaliano: ecco il documento sottoscritto dai sindaci dopo la riunione del Tavolo dei Comuni dell’Agenzia di sviluppo che si è tenuta il 10 luglio scorso. Sarà inviato ai ministeri competenti, al presidente della Regione Campania, agli assessorati ed agli uffici regionali di riferimento e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Nola. Il 10 luglio u.s. si è riunito il Tavolo dei Comuni dell’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’area nolana, società pubblica della quale fanno parte 18 amministrazioni comunali e la Città metropolitana di Napoli. Alla base dell’incontro la necessità di fare il punto sulle conseguenze determinate dall’incendio che, domenica 1 luglio, si è sviluppato all’interno della piattaforma ecologica della società “Ambiente spa” di via Ponte delle Tavole a San Vitaliano. Il crescente e legittimo allarme scattato tra la popolazione rispetto ai rischi sulla salute dell’ambiente e della comunità e l’esigenza di avere un quadro preciso rispetto alla natura del rogo, alle conseguenti attività messe in campo ed alle ripercussioni sul territorio hanno spinto i primi cittadini a chiedere il parere di alcuni esperti al fine, soprattutto, di comprendere quali altre attività e provvedimenti mettere in campo a tutela dell’incolumità dei cittadini oltre alle ordinanze già emesse in concomitanza dell’evento. All’incontro hanno preso parte il sindaco di Marigliano, Antonio Carpino, nella qualità di presidente del Tavolo dei Comuni dell’Agenzia, il sindaco di Camposano Francesco Barbato, il sindaco di Casamarciano Andrea Manzi, il consigliere comunale di Cicciano Antonio Amato delegato dal sindaco, l’assessore al Comune di Cimitile Felice Amato, il sindaco di Comiziano Paolino Napolitano, il sindaco di Liveri Raffaele Coppola, il sindaco di Mariglianella Felice Di Maiolo, il vice sindaco di Palma Campania Domenico Rainone, il sindaco di San Paolo Bel Sito Manolo Cafarelli, il sindaco di San Vitaliano Pasquale Raimo, l’assessore al Comune di Saviano Antonio Ambrosino, ed il sindaco di Scisciano Edoardo Serpico. Su invito dell’amministratore unico dell’Agenzia Area Nolana Vincenzo Caprio hanno inoltre partecipato ai lavori: Fiorella Pandolfi, Adele Carotenuto e Vincenzo Parrella per l’Asl Napoli 3 Sud, Luigi Cossentino e Paolo D’Auria per l’ArpaC, i docenti universitari Giuseppe Rolandi, Benedetto De Vivo e Marco Trifuoggi. I dirigenti dell’Asl Na 3 Sud e dell’ArpaC hanno illustrato il lavoro effettuato e quello in corso, che si sta concentrando in particolare sugli effetti degli eventuali inquinanti sul suolo. Rispetto alle matrici aria ed acqua, secondo quanto riportato dai tecnici, non sono stati rilevati valori al di sopra dei limiti consentiti, entro il raggio di 3 chilometri dal centro dell’incendio. Sulla ricaduta di eventuali diossine e di metalli pesanti al suolo gli esami sono in corso di svolgimento da parte di Asl ed ArpaC. In particolare l’ArpaC ha riferito, infatti, che nei giorni 6 e 7 luglio, sono stati rilevati campioni al suolo nella direzione della nuvola di fumo prodotta dal rogo anche al di fuori del raggio dei 3 chilometri dal rogo. I docenti universitari presenti hanno richiamato l’attenzione dei sindaci soprattutto sulla direzione della nube e sull’estensione dell’area interessata dalla presenza della coltre di fumo. Nella fattispecie, attraverso una rappresentazione grafica, è stato mostrato come nel corso del tempo siano stati interessati diversi Comuni del nolano e del baianese in virtù della variazione dei venti e della temperatura del suolo che ha condizionato l’andamento di quello che gli esperti definiscono “Plume”. La superficie del territorio coinvolto, secondo i docenti universitari, sarebbe di oltre 50 chilometri quadrati con estensioni nella massima distanza dal luogo in cui si è sviluppato l’incendio pari ad 11 chilometri in direzione Nord – Nord Est. Da qui il parere espresso dagli esperti secondo i quali le indagini dovranno essere estese ai territori che si sviluppano nelle diverse direzioni di espansione della nuvola di fumo. Nel corso delle ore il cosiddetto plume ha cambiato rotta interessando prima i Comuni che si estendono in direzione Nord – Nord Est e poi, nella notte tra domenica e lunedì, anche i territori del settore ad Ovest dell’incendio. I docenti universitari hanno anche sollecitato interventi tempestivi per scongiurare ogni tipo di nocumento alla comunità. Il parere degli esperti, le relazioni sullo stato degli esami effettuati da ArpaC ed Asl Na 3 Sud e le istanze presentate dai comitati civici hanno quindi fatto esprimere ai primi cittadini una serie di richieste sulle quali si sono pronunciati all’unanimità e che chiamano in causa il ministero dell’Ambiente, dell’Agricoltura, della Salute e la Regione Campania oltre che gli organismi deputati alla tutela della salute pubblica. 1. Accertare quantità e tipologia dei materiali presenti nella piattaforma ecologica al momento dell’incendio. 2. Accertare quantità e tipologia dei rifiuti combusti. 3. Rendere noti i risultati delle analisi di caratterizzazione del materiale oggetto del ciclo di lavorazione. 4. Verifica della compatibilità della rete elettrica di alta tensione presente nella zona dell’incendio. 5. Analisi complessiva dei rischi reciproci derivanti dalle eventuali interferenze tra tutti gli impianti di trattamento di materiale più o meno pericoloso presenti in zona. 6. Rimozione immediata delle ecoballe dal sito di Boscofangone. 7. Monitoraggio costante della qualità dell’aria, dei terreni e dell’acqua su tutto il territorio dei 18 Comuni dell’area Nolana. 8. Riesame di tutte le autorizzazioni rilasciate per impianti di trattamento rifiuti e di materiali pericolosi per verificarne l’esistenza dei presupposti di permanenza e valutarne una eventuale delocalizzazione. 9. Costituzione di parte civile da parte delle amministrazioni comunali in eventuali procedimenti penali a carico dei responsabili dei reati ambientali. 10. Avvio di uno screening di massa sugli eventuali effetti negativi provocati alla salute dei cittadini. 11. Interventi legislativi per l’adozione di procedure univoche nella definizione degli standard di valutazione della qualità dell’acqua destinata all’uso irriguo. 12. Favorire una pianificazione di emergenza a scala d’ambito, in quanto come dimostrato in occasione dell’incendio, la gestione delle crisi travalica i confini dei singoli Comuni. 13. Sblocco dei fondi previsti dalla Legge di Stabilità 2016 per le operazioni di bonifica e risanamento ambientale sul territorio contaminato della Campania. 14. Attività di monitoraggio e di riqualificazione ambientale lungo gli alvei dei Regi lagni che attraversano i centri abitati, in particolare nei tratti in cui questi sono molto vicini a zone densamente urbanizzate, dando priorità alla pulizia degli alvei con rimozione di tutti i rifiuti con oneri a carico della regione. 15. Stanziamento risorse, statali e/o regionali, per la rimozione dei rifiuti sversati indiscriminatamente sui suoli comunali per non gravare sulle casse dei Comuni e di conseguenza sui cittadini. 16. Misure urgenti a sostegno delle attività agricole per eventuali danni procurati dall’incendio dello scorso 1° luglio. 17. Attivare forme di consultazioni periodiche con la Regione per un aggiornamento sullo stato dei controlli effettuati dagli organi competenti. 18. Riattivazione del Tavolo tecnico, istituito dalla Regione Campania, per la definizione delle linee guida per la esecuzione degli interventi sul reticolo idrografico dell’area nolana. I lavori del Tavolo, fermi da due anni, sono propedeutici alla programmazione degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, con adeguata copertura finanziaria, e contestuale riqualificazione dei Regi Lagni. Tutte le istanze rappresentate sono dettate dalla necessità di tutelare un territorio che complessivamente conta oltre 100mila abitanti. Pertanto si attendono riscontri tempestivi a garanzia della salute e della sicurezza della comunità.

Sant’Anastasia. Protezione dei dati personali, l’Ente si adegua

Sarà realizzato dalla ditta Quattrocolori sas, attraverso la propria divisione “R.P.D. Professional Service”, un nuovo “modello organizzativo” per il trattamento dei dati delle persone fisiche in possesso dell’Ente. Partendo dalla preliminare analisi dei rischi, saranno individuate le migliori strategie volte a presidiare i trattamenti di dati effettuati finora e quelli futuri, mediante un’attenzione multidisciplinare alle specificità della struttura e della tipologia di trattamento, sia dal punto di vista della sicurezza informatica e in conformità agli obblighi legali, sia in considerazione del modello di archiviazione e gestione dei dati trattati. Tutto ciò al fine di ottemperare agli obblighi imposti dal Regolamento Europeo Privacy UE/2016/679 o GDPR (General Data Protection Regulation) che stabilisce le nuove norme in materia di protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché le norme relative alla loro libera circolazione. L’Ente dovrà dotarsi di nuove figure soggettive e professionali che dovranno presidiare i processi organizzativi interni per garantire un corretto trattamento dei dati personali, tra cui la figura del Responsabile della Protezione dei dati personali (DPO), nonché adottare nuove misure tecniche volte a garantire l’integrità e la riservatezza dei dati, la disponibilità e la resilienza dei sistemi e dei servizi di trattamento, la disponibilità e l’accesso dei dati personali in caso di incidente fisico o tecnico, la verifica e la valutazione dell’efficacia delle misure tecniche e organizzative messe in atto. Quattrocolori sas, attraverso la d.ssa Giuseppina Gaia Ferrante della divisione “R.P.D. Professional Service”, farà da Responsabile della Protezione dei Dati (R.P.D.) e seguirà il Titolare del trattamento e/o il Responsabile del trattamento comunale, mediante servizi ed affiancamenti quali ad es.: informare e fornire consulenza al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento nonché ai dipendenti che eseguono il trattamento in merito agli obblighi derivanti dal RGPD (art. 30), nonché da altre disposizioni nazionali o dell’Unione relative alla protezione dei dati; sorvegliare l’osservanza del RGPD, di altre disposizioni nazionali o dell’Unione relative alla protezione dei dati nonché delle politiche del titolare del trattamento o del responsabile del trattamento in materia di protezione dei dati personali, compresi l’attribuzione delle responsabilità, la sensibilizzazione e la formazione del personale che partecipa ai trattamenti e alle connesse attività di controllo; cooperare con il Garante per la protezione dei dati personali ed assicurare ai dipendenti comunali la dovuta formazione, al fine di promuovere la cultura della protezione dei dati all’interno dell’Ente e, di conseguenza, di tutti i cittadini interessati.

Sant’Anastasia, giochi d’estate nelle scuole

Organizzati da sei associazioni, presso vari plessi scolastici sono in piena attività i Campi Estivi 2018, patrocinati dall’Amministrazione Comunale, per promuovere attività di socializzazione e di integrazione che coinvolgono minori e adolescenti, privilegiando aspetti ludici e ricreativi. Le associazioni A.S.D. Centro Studi Danza l’Incantesimo, Divertilandia, P.A.F. Cultura e spettacolo, Fantastic Animation, A.S.D. Fortitudo pallacanestro e la PARROCCHIA San Francesco ai Romani, ciascuna per un periodo predeterminato, in orario antimeridiano e pomeridiano, accogliendo gratuitamente, minori segnalati dai servizi Sociali dell’Ente, sono impegnate ad occupare in modo costruttivo il tempo libero dei minori e contribuire, attraverso la convivenza tra coetanei, allo sviluppo integrale della persona. Per l’appuntamento dei campi estivi, ormai consolidatosi in città, le associazioni hanno presentato un apposito progetto, con una festa conclusiva, offrendo un servizio finora ben accolto dai cittadini, che entusiasma i ragazzi ed impegnerà, non tutti, fino all’11 agosto, in attività che vede protagonisti lo sport, la cultura, i giochi e il divertimento per varie fasce d’età, da 4 a 13 anni. “Sono stato a visitare i campi scuola estivi che sono attivi in vari plessi scolastici del territorio e va detto che tantissimi bambini, tantissime famiglie partecipano a questa iniziativa delle associazioni presenti ed operanti in paese, che noi abbiamo volentieri patrocinato dando un contributo fattivo insieme alle scuole coinvolte, mettendo a disposizione palestre e spazi aperti. Ciascuna associazione – dice il Sindaco, Lello Abete – seguendo il proprio programma offerto all’utenza ha utilizzato ed appositamente attrezzato i locali interni ed esterni con giochi di società, percorsi atletici, gonfiabili e piscine. E’ sempre bellissimo vedere questi bambini anche durante l’estate ritrovarsi, fare aggregazione, divertirsi con gli animatori, attenti e preparati, che sostengono e accompagnano questa iniziativa. Quindi un grazie alle dirigenti scolastiche, alle associazioni organizzatrici e agli animatori, che lavorano sodo per impegnare i bambini in questo periodo post-scolastico, dimostrando, come dico sempre, che la scuola non è solo didattica ma anche luogo per stare insieme, crescere insieme, vedersi, confrontarsi perché il confronto li aiuta a crescere. I campi scuola estivi sono una bella realtà per la nostra comunità e va evidenziato anche il carattere educativo e sociale che essi hanno, in special modo per coloro che non possono permettersi una vacanza e/o hanno difficoltà nel relazionarsi”.

Controlli serrati nella Terra dei Fuochi: sequestri e sanzioni

Task force dei militari in collaborazione con la polizia locale. Operazione di controllo congiunto del territorio nella cosiddetta Terra dei fuochi, predisposta dalla Sezione Operativa della Cabina di Regia e presieduta dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi in Campania, Gerlando Iorio. A Napoli, Giugliano in Campania, Nola, Afragola, Marcianise, Maddaloni, Mondragone e Castel Volturno in campo 32 equipaggi, per un totale di 73 unità dell’Esercito Italiano e dei Comandi delle polizie locali. Controllate otto attività imprenditoriali e commerciali attive nel settore edilizio, delle autoriparazioni, del tessile e del riciclaggio dei rifiuti. Sono state cinque le attività sequestrate per violazione della normativa ambientale e per mancanza delle previste autorizzazioni amministrative, tra le quali un’autorimessa e una ditta tessile per illecita attività di smaltimento e gestione dei rifiuti anche pericolosi, nonché una ditta di riciclaggio di rifiuti che svolgeva un’attività diversa da quella autorizzata. Sono stati individuati quattro nuovi siti di sversamento di rifiuti solidi urbani, eternit, elettrodomestici, materiale edile e pneumatici usati. Controllate 18 persone di cui cinque denunciate all’autorità giudiziaria. Nel complesso sono state contestate sanzioni amministrative per oltre 9mila e ulteriori sanzioni sono in via di definizione da parte delle autorità competenti.

Somma Vesuviana, la pattinatrice Sveva Romano prima al tour coppa del mondo di Porto Recanati

Altro successo per l’atleta Sveva Romano. Dopo la trasferta ad Arnhem con la nazionale italiana per i Campionati del mondo di pattinaggio freestyle e un sesto posto nello speed slalom, Sveva si e’ aggiudicata la seconda tappa del tour della Coppa del Mondo tenutasi a Porto Recanati il 13 luglio con la vittoria nello speed slalom, battendo le migliori pattinatrici italiane.

“Le Vie del gusto” alla “Ginestra” di Somma: il luogo, i piatti, la musica: un solo, ininterrotto incantamento

Mercoledì 11, la “tappa” delle “Vie del gusto” alla “Ginestra” di Somma è stata una sinfonia di “momenti” e di “movimenti” perfetti: la “magia” assoluta del luogo, i profumi e i sapori della cucina del ristorante “La Ginestra”, la cortesia del personale, la musica e le voci della Paranza delle Gavete e di Angela Ruggiero, i vini della “Tenuta Villa Augustea”, la “tagliata” di frutta fresca dell’azienda “Profumi e sapori del Parco”, i dolci del “Caffè Masulli”. E la regia sapiente di Carmela D’Avino, di Sonia Sodano, di Giovanni Sodano. E la gioia dei convitati.   Mercoledì sera, nell’ultimo incontro delle “Vie del gusto”, prima del riposo estivo, ero suggestionato da un ricordo: mio padre, quando tornava dal lavoro, per farci capire che la sua giornata era stata stressante, mormorava: “Mo’ ce vulesse‘nu bicchiere d’acqua delle Gavete”. Una volta mi spiegò cosa erano ‘ste Gavete, ma con poche parole: era convinto che non potevo capire, perché credeva che non amassi la Montagna, che fossi molto più ottajanese che sommese. Molti anni dopo alcuni amici mi fecero visitare il luogo e la Chiesa, e mi raccontarono belle storie. Mercoledì sera stavamo seduti all’aperto: e dopo che Carmela D’Avino ci ha descritto la nobile impresa dei sommesi che liberarono la sorgente soffocata dall’immondizia sversata da gente immonda e riconsacrarono il luogo a Mamma Schiavona e ai miti antichi del Somma-Vesuvio, si è diffusa visibilmente tra i convitati la suggestione che le ombre portassero l’eco di voci, di canti e di preghiere. E la suggestione si è tinta di commozione quando la voce della tammorra ha incominciato a rispondere alle voci delle ombre: non c’è voce più vesuviana della voce della tammorra: e si colora di speranza il futuro di una città i cui figli giovinetti sanno trarre dallo strumento sia le note della sofferenza e della fede che  il grido di battaglia con la stessa maestria e con la stessa intensa partecipazione che abbiamo visto nei ragazzi musici della Paranza delle Gavete. Il cantore del gruppo ci ha donato un’interpretazione trascinante, commovente, della canzone “Vesuvio”: pareva che il suo canto salisse dalle visceri della Storia, e ci rivelasse, attraverso arcane corrispondenze, il fascino di quel complesso sentimento dell’“essere vesuviano” in cui si annodano paura e orgoglio: la paura nei confronti della Natura insidiosa e terribile, l’orgoglio di misurarsi con essa, e di affermare, a partire dal 1631, il consapevole e ostinato  coraggio dei Vesuviani. Lo intuì lo scrittore spagnolo Pedro de Alarcòn: i Vesuviani hanno il diritto di odiare il Vesuvio e hanno il dovere di ringraziarlo. Lo aveva intuito, durante l’eruzione del1871-72, Giuseppe De Nittis, e si era confrontato con questa sua intuizione in una serie di quadri dedicati alla furia del vulcano, e in particolare, nell’opera che correda l’articolo e che fu venduta a Vienna, da Vienna arrivò, per rapina, tra le mani di Hitler, e, infine, conclusa la guerra, tornò a Vienna. Il genio di De Nittis è riuscito a dipingere la Montagna come gigante tenebroso e minaccioso, e, nello stesso tempo, come genio vitale, capace di trasformare nel calore della fecondità il fuoco della lava. E’ uno di quei misteri napoletani, che sfidano il vocabolario, perché non è facile trovare le parole adatte a spiegarne e a rappresentarne convenientemente la complessità. A  rendere suggestiva l’ “atmosfera” del luogo un prezioso contributo l’ha dato anche la voce luminosa, melodiosa, morbida, duttile, appassionata di Angela Ruggiero: la sua interpretazione di “Resta cu mme” e di alcune canzoni che fanno parte del repertorio di Mina ha creato in sala quel silenzio improvviso, naturale, totale che solo l’improvvisa manifestazione di un prodigio  riesce a imporre. Quando l’”atmosfera “del convito tocca tali livelli di letizia, il compito dei cuochi si fa difficile, perché a guastare la magia bastano un solo sapore che strida, un solo profumo che stoni. E invece i cuochi della “Ginestra” hanno aggiunto armonia ad armonia, sono riusciti a dare, con i loro piatti, sostanza sensibile a tutte le suggestioni che venivano dal luogo sacro, dalle memorie, dal canto, dal piacere che i convitati visibilmente sentivano nel vivere, tra amici, momenti di una bellezza così intensa. E così si sono avvicendati sui tavoli, presentati con stile dal personale del ristorante, la gentile e orgogliosa insalata di stocco alla contadina, i succosi bocconcini di baccalà e friarielli, la nobiltà “letteraria” del “cuoppo” con l’”arroscata” delizia delle alici, e la pizza “Ginestra”, in cui si intrecciano melodiosamente la tradizione e le sapienti innovazioni. E poi la “maraviglia” – voglio sfruttare il suono pittoresco della parola antica – la “maraviglia” della parmigiana di melanzane, virtuosistica sinfonia di toni e di sapori, e i superbi paccheri con lo stocco, piatto “storico” sommese, in cui lo stocco, conquistato dalla sostanza della pasta nostra, perde, direbbe Domenico Rea, ogni memoria del Baltico da cui proviene, e si fa squisitamente vesuviano. Hanno svolto un ruolo importante in questa fantastica rappresentazione dell’arte del cibo la “delizia al limone” preparata dal “Caffè Masulli”, tempio della dolcezza , e i vini della “Tenuta Villa Augustea”, che nel felice connubio con i “piatti” portavano intatto l’orgoglio della loro saporosa identità. Alfonso Sorrentino, patròn dell’azienda “Sapori e profumi del Parco” aveva costruito, in un angolo della sala, uno spettacoloso trofeo di frutta, che pareva ispirato dai quadri dei pittori fiamminghi e spagnoli del’600, ed era, in realtà, un omaggio alla gloriosa tradizione sommese dell’allestimento dei “puosti” di frutta e verdure. La frutta di Sorrentino prima ha dato il contributo dei suoi sfavillanti colori alla scenografia, poi, divisa in perfette “tagliate”, ha fornito ai sensi accesi dei convitati i valori della “freschezza” vesuviana, che non annulla i sapori, ma li rinvigorisce e li esalta. Con queste note si è conclusa una delle più belle serate delle “Vie del gusto”. Un grazie sincero va ai registi, Carmela D’Avino, Sonia Sodano e Giovanni Sodano. Un grazie caloroso ai convitati: la loro soddisfatta partecipazione e l’attenzione che essi hanno prestato a ogni momento della serata sono l’omaggio più importante a tutti i protagonisti dell’evento e sollecitano i registi  delle “Vie del gusto”a proseguire il “viaggio”.    

Somma Vesuviana, il sindaco risponde alle accuse di Celestino Allocca sulla questione “sprecopoli”

Il consigliere di opposizione parla di “Sprecopoli”, il sindaco : “I numeri di Allocca forse si riferiscono alla amministrazione 2008/2013 sua musa ispiratrice”   Il sindaco Salvatore Di Sarno risponde, dati alla mano, alla polemica sollevata dal consigliere di minoranza Celestino Allocca che parla di “Sprecopoli” rispetto alle consulenze affidate in Comune e gli rammenta alcune delle spese “folli” fatte anni addietro in particolare a quella del 2008/2013 in cui sindaco era proprio il papà del consigliere Allocca. Ecco di seguito il testo del post che il sindaco Salvatore Di Sarno ha pubblicato sulla sua Pagina ufficiale su Facebook. Prima di scrivere questo post avevo pensato di rispondere tecnicamente e con numeri alla mano, poi ho riflettuto e ho compreso i reali motivi delle affermazioni assurde e fuori da ogni logica del consigliere Celestino Allocca. Il suo obiettivo è quello di farsi un po’ di pubblicità e attestare la sua presenza politica sul territorio tuttavia suo malgrado, nonostante qualche presenza in più in consiglio comunale, ha toccato un argomento molto lontano dalle sue corde data la sua inesperienza. In ogni caso è giusto dare ai cittadini informazioni corrette, il piano delle consulenze del Comune di Somma Vesuviana è di sessantamila euro all’anno che non rappresentano alcuno spreco in quanto sono un supporto all’Amministrazione Di Sarno per il raggiungimento di obiettivi strategici, intercettazioni dei bandi europei e sostegno all’ ufficio tecnico garantendo importanti risposte ai cittadini. I numeri di Allocca forse si riferiscono alla amministrazione 2008/2013 sua musa ispiratrice in ogni situazione e in ogni suo intervento dove i quattrocentomila euro (400.000) furono spesi per un solo consulente: il direttore generale il quale percepiva 80.000 all’anno con risultati e risposte sotto gli occhi di tutti. D’altronde Allocca era anche assente in consiglio comunale quando si è discusso il Piano di consulenze. Consiglio ad Allocca di aggiornare i suoi documenti e le sue fonti, e lo invito a presentarsi in commissione Bilancio per fare due conti e capire bene come stanno le cose.  

Somma Vesuviana, la denuncia del consigliere Allocca: “Incarichi e consulenze per oltre 230mila euro. È Sprecopoli”

 Il consigliere di minoranza Celestino Allocca: “Da 40 giorni aspetto che mi si risponda alla richiesta di accesso agli atti sugli incarichi e le consulenze, ma l’amministrazione non mi ha mai fornito i documenti, nonostante le mie sollecitazioni. Ora farò un esposto al Prefetto di Napoli.” 

 

“In un anno di amministrazione, a Somma Vesuviana sono stati dati incarichi e consulenze esterne per un ammontare di circa 230mila euro: una cifra enorme, che non solo influisce in maniera pesantissima sulle casse del Comune, ma finisce pure col mortificare le risorse interne dell’ente”. A dichiararlo è il consigliere comunale di Forza Italia, già candidato a sindaco a Somma Vesuviana, Celestino Allocca, che ha deciso di rendere note le spese fatte dal Comune su incarichi e consulenze.

Peraltro, il Comune stesso ha negato ad Allocca gli atti relativi all’argomento in questione. “Da 40 giorni aspetto che mi si risponda alla richiesta di accesso agli atti sugli incarichi e le consulenze, ma l’amministrazione non mi ha mai fornito i documenti, nonostante le mie sollecitazioni. Ora farò un esposto al Prefetto di Napoli, ma intanto ho preso una calcolatrice ed ho messo in fila tutti gli incarichi e le consulenze a me note: ne è uscita una cifra assurda, esagerata, inaccettabile. Ma quel che è peggio è che sicuramente mi sbaglio per difetto: ai 230mila euro vanno aggiunte altre spese, che con ogni probabilità mi sono sfuggite”, spiega ancora Celestino Allocca, per il quale “siamo dinanzi ad uno spreco incredibile: chiamatela pure Sprecopoli, non più Somma Vesuviana”

Saltando in cucina. Il Proverbio: “Mannaggia  a’  pressa”, dicette a’  maruzza “

“Mannaggia  a’  pressa”, dicette a’  maruzza  ;  “Mannaggia la fretta”, disse la lumaca Tra serio e faceto, il proverbio (oggi, nell’uso comune, è rimast solo la prima parte) si presta a due interpretazioni: una, il trovarsi male, per uno che fa le cose con calma, con gente che corre e va di fretta; l’altra, più divertente, è che la lumaca è sicura, nel suo incedere lento, di essere veloce. Noi, però, un po’ di tempo lo concederemo alla nostra ricettina domenicale, ancorché  il primo piatto  è costituito da un ospite non familiare nella cucina napoletana: il riso. Chi di voi (magari da bambino) non lo ha mangiato, almeno una volta, come “rimedio” contro un malanno? E tale impressione deve essere rimasta nella cultura culinaria partenopea, visto che lì, al riso, è  dedicata una sola ricetta “seria”: il “Sartù”, dove questo nobile cereale è solo “una scusa” (un pretesto) per mangiare di tutto, passando dalla salsiccia ai fegatini di pollo, dai piselli alle polpettine, dall’uovo sodo alla mozzarella, e altro ancora… cucinare il risotto, avrete capito, non è “nelle nostre corde”,  pertanto: pazienza e… “niente pressa”, se vogliamo riuscire bene! Risotto radicchio salmone e caviale Seppioline alla griglia Insalata di stagione Tartufini  Black & White   Risotto radicchio salmone e caviale Ingredienti (per 6 persone) Trancio  salmone fresco 500 gr Un cespo di radicchio rosso di Chioggia di circa 200 grammi (il trevigiano non tiene la cottura) Un barattolino (c/a 40 gr) di caviale nero  o, un ben meno caro succedaneo dello stesso, visto che viene cotto. Olio extravergine 1 misurino (1 decilitro) Mezza cipolla media + due-tre fettine dell’altra mezza UNA foglia di alloro Un dado di brodo  di tipo“vegetale” Sale q.b. Riso Arborio o Carnaroli 600-700 gr Nota: se vi piace il risotto cremoso userete il primo; il secondo, invece, amalgama poco e tiene i chicchi ben separati. Personalmente, amo, nei  risotti di pesce una consistenza di tipo “insalata”, cioè non amalgamati (uso, addirittura, il riso Parboiled). Nel caso specifico, però, preferisco l’Arborio, poiché il sughetto amidaceo attribuisce al piatto una colorazione rosa-viola dovuta al radicchio. Preparazione Brodo: porre sul fuoco  una pentola dove avrete messo il salmone tagliato a cubetti (non piccoli, altrimenti si “perderanno” nella cottura), la mezza cipolla,  il dado, l’alloro e 2 litri abbondanti di acqua fredda . Dopo circa 5 minuti da quando inizia il  bollore, togliere il salmone e porlo da parte. Lasciate a fuoco per 10 minuti, passate e fate in modo che bolla sempre durante la cottura del risotto. Radicchio:In una pentola con poca acqua mettete il radicchio, che avrete tagliato a striscioline (non sottilissime) salate e accendete il fuoco. Appena bolle, spegnete e colatelo, avendo cura di conservare l’acqua… Assaggiate, e, se trovate la verdura ancora eccessivamente amara, rimettetela nella stessa acqua di cottura per altri due, cinque minuti. Nota: questo serve per evitare l’amaro eccessivo del radicchio. L’operazione, però, fa perdere colore al radicchio, pertanto va fatta per il minimo necessario. Poi, vi permette di controllare il vostro gusto, nonché la variabilità estrema dell’amaro (dovuta a terreno, tipo di seme, stagione ecc). Risotto: Intanto, in un tegame nel quale potrete agilmente rimestare (io uso un pentolotto  con il manico lungo), mettete l’olio con  le fettine di cipolla e lasciar soffriggere (poco), togliendola APPENA DORATA. Nota: potrete usare qualunque pentola: se avrete difficoltà nel girare il riso, chiedete aiuto a qualcuno che ve la tenga ferma (marito/moglie, vicina/vicino, suocero/suocera…) Nell’olio bollente, mettere il radicchio, il salmone e, dopo meno di un minuto, aggiungete il riso. La tostatura è importante (vedi nota sotto). Il riso deve essere letteralmente “fritto”. Appena indorerà bene (non impressionatevi, cuocerà, cuocerà!), aggiungete LENTAMENTE un bicchiere di vino bianco secco. Verrà assorbito subito e riprenderà a friggere. Iniziate ad aggiungere il brodo (ricordate che questo dovrà essere sempre acceso e bollente), un mestolo alla volta, aspettate che venga assorbito e aggiungete Nota: Potete  usare l’escamotage della mezza cottura del riso, per poi procedere ad una pseudo-tostatura. Viene bene, ma ciò farà perdere il “condizionamento” del riso, il suo riempirsi di “effluvi e umori” primordiali (il radicchio, il salmone, il vino). Qualche convitano non se ne avvedrà, ma quest’azione (ne sono sicuro) farà vacillare la vostra coscienza di “sacerdoti” della buona cucina (comunque, se proprio avete fretta, procedete pure all’infrazione, vi rifarete in seguito). Il tempo di cottura dipende dal riso che userete. Io preferisco assaggiare e spengo un po’ prima del dovuto, poiché il riso continua a cuocere anche a fuoco spento. A quel punto aggiungere il caviale a piacimento e continuare a mescolare per un paio di minuti. Servire subito! Nota: i più raffinati potranno aggiungere del caviale a crudo, tipo formaggio, mettetelo a tavola! Seppioline alla griglia Ingredienti (per 6 persone) 12 seppioline o 6, se più grandi (regolatevi voi) Nota: le seppie devono essere solo eviscerate, non spellate. Conservate le vescicole del nero (de le pulisce il pescivendolo, ditelo a lui), le metterete nel freezer. Vi darò qualche ricetta che utilizza questa prelibatezza. 12 cucchiai di olio extravergine Un ciuffo di prezzemolo Uno spicchio di aglio Sei pizzichini di origano Succo di un limone (medio e ben sugoso) Un pizzico di peperoncino triturato (di più, se lo volete piccante) Sale q.b. Preparazione Salmoriglio: In una terrina capiente, con una forchetta battete olio, limone e sale, aggiungete, poi,  il prezzemolo tagliato finemente, l’origano, il peperoncino e il succo dello spicchio di aglio (in mancanza di premi-agli,  trituratelo finemente); mettere le seppioline nella terrina e lasciare macerare per almeno un paio d’ore (di più va bene) Sgocciolate bene e  cuocete alla griglia o sulla piastra. Mano  a mano, riponetele nel salmoriglio (coprite con un piatto) e servite. Nota: la cottura è a gusto, indicativamente, guardate quando la pelle si consuma, allora dovrebbero essere cotte ( assaggiate). Tartufini  Black & White Ingredienti Tartufini  Black 150 gr Cioccolato Fondente 75 gr Margarina Vegetale 100 gr Zucchero 50 gr di Pavesini (biscotti) 2 Cucchiai Rum 30 gr Cacao Amaro Preparazione Polverizzate i biscotti, unite margarina (morbida, non dal frigo) e zucchero; aggiungete i biscotti ed il rum e  per ultimo il cioccolato, che avrete sminuzzato nel frullatore . Mixate per qualche secondo e riponete tutto nel frigo. Dopo un’ora tirate fuori e fate le palline (grandi come le polpettine della lasagna, meno di 2 cm di diametro) avendo cura di bagnare le mani (così non attaccano). Lasciatele rotolare nel cacao in polvere e riponetele in frigo (non toccatele, per non rovinare l’effetto) Ingredienti Tartufini  White 200 gr Cioccolato bianco 75 gr Margarina Vegetale 100 gr Zucchero 50 gr di Pavesini 2 Cucchiai Rum 100 gr farina di cocco Usate lo stesso procedimento  dei tartufini Black (e non posso spiegarvi tutto io!), solo che rotolerete i tartufini nella farina di cocco. Servite in egual misura i due tipi di tartufini. Nota. Se non avete il mixer, polverizzate i biscotti col matterello, sciogliete il cioccolato a bagnomaria e tenete il tutto in frigo per due ore. Se, nonostante i vostri sforzi, non riuscite a fare le palline perché l’impasto è troppo morbido, niente paura, aggiungete uno o due pavesini. Vini: sul risotto, un rosato frizzante sarebbe l’ideale: non ve ne consiglio nessuno perché già sarete fortunati a trovarlo. Se volete spendere sui dieci euro, prendete del Berlucchi rosè. Sulle seppioline potete continuare ad usarlo, ma, volendo non sarebbe male una Falanghina dei Campi Flegrei Buon appetito! fonte foto: rete internet