Tre stese sul corso, incubo criminalità ad Acerra

  Una serata segnata dalla paura quella vissuta ad Acerra, dove tre distinti episodi di spari hanno fatto scattare l’allarme tra residenti e commercianti. Al centro delle indagini ci sarebbe in particolare l’area di corso Vittorio Emanuele, dove si sono registrati alcuni dei momenti più critici della notte.   Secondo le prime ricostruzioni, ignoti avrebbero esploso diversi colpi d’arma da fuoco in rapida successione, dando vita a tre diverse “stese” che hanno provocato panico tra le persone presenti in strada e nelle abitazioni della zona. Gli spari sarebbero stati uditi chiaramente da numerosi cittadini che hanno immediatamente richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.   Nonostante la gravità degli episodi, non risultano persone ferite. I colpi avrebbero però raggiunto alcune aree abitate, aumentando la preoccupazione di una comunità che si è ritrovata improvvisamente nel mezzo di una notte di tensione.   Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna e gli agenti del Commissariato di Polizia di Acerra, che hanno avviato tutti gli accertamenti necessari per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, analizzando eventuali immagini dei sistemi di videosorveglianza e verificando ogni elemento utile per individuare i responsabili.   L’attenzione resta alta anche a livello istituzionale. La Prefettura di Napoli segue infatti da vicino gli sviluppi della vicenda. Il prefetto Michele di Bari è stato costantemente informato sugli episodi avvenuti in città e ha disposto un monitoraggio approfondito della situazione.   L’obiettivo delle indagini è comprendere se le tre azioni siano riconducibili a un unico contesto criminale e quali possano essere i motivi alla base della sequenza di spari che ha scosso Acerra. Nel frattempo, si valuta un ulteriore rafforzamento dei controlli sul territorio per garantire maggiore sicurezza ai cittadini.

Ottaviano: i bambini dell’“I. C. M. Beneventano” già si avviano per le strade dell’arte: canto, danza, disegno e uso dei colori

Nella sala del plesso in via Lucci gli alunni della classe 2° A della “Primaria” hanno messo in “scena” la manifestazione conclusiva del progetto “Movi…mente”, il cui fine, felicemente realizzato, era quello di “aprire” ai bambini la strada di esperienze creative che permettessero a ciascuno di esprimersi con i suoni, con i movimenti e con i colori, e di scoprire la fascinosa bellezza dello stare insieme e del condividere interessi ed emozioni.     Una splendida manifestazione, degna testimonianza del successo di un progetto ambizioso, importante, innovativo. Mentre i bambini  cantavano e, seguendo con intelligenza le indicazioni di Susy Ardolino della Royal Dancing, danzavano con una eleganza e con un’armonia così sicure da sembrare una dote naturale, osservavo i sorrisi, i gesti, l’entusiasmo dei genitori, dei nonni e dei famigliari presenti in sala, misuravo dagli sguardi la loro soddisfazione, e dall’intensità degli applausi dedicati da tutti gli spettatori a ogni “artista” capivo che la Dirigente Scolastica Anna Fornaro, i suoi collaboratori, i docenti tutti avevano ottenuto, con questo progetto, un altro importante risultato: consolidare lo spirito di gruppo non solo tra gli allievi, ma anche tra le famiglie, che “sentivano” in questi momenti la bellezza dello spirito di comunità.   E gli dei sanno con quanto insistenza Ottaviano chieda, in questi anni difficili, che questo “sentimento” si estenda e metta radici sempre più salde e vive nel sistema sociale. Applausi meritatissimi quelli che gli spettatori hanno dedicato alla Dirigente, ai suoi collaboratori, ai docenti. I progetti connessi alla musica sono di fondamentale importanza nel sistema educativo: i bambini incominciano a confrontarsi con il concetto di armonia, a controllare i toni della voce, le corrispondenze tra gesti e movimenti, a essere padroni di sé e nello stesso tempo a comprendere, in misura sempre più significativa, che non c’è contrasto tra individuo e gruppo, che proprio nel gruppo il singolo trova lo spazio e le corrispondenze per realizzarsi e per dimostrare la sostanza del suo talento. Ornavano la sala i tabelloni con i disegni colorati dei bambini: erano il risultato prezioso dell’attività svolta nei laboratori pomeridiani guidati dalla docente Giovanna Andreoli e dai colleghi del “team classe” F. Franzese, P. Fortunato, M. La Marca e G. Visone.   I bambini che disegnano incominciano a dirci cose che non riescono ancora a comunicarci con le parole, incominciano a tracciare il profilo di emozioni e di sentimenti, a confrontarsi con il mondo esterno, a rivelare agli altri le fasi del processo in cui si sta costruendo la loro interiorità. La psicologia dei colori è una “scienza” importante, ma anche complessa, e segnata da molti “però”, perché la storia dei colori primari, e del bianco, e del nero, non è una storia lineare. E tuttavia nei disegni esposti in mostra ho notato la diffusa presenza dell’amore per il rosso intenso e per l’azzurro: il rosso dell’energia, dell’attenzione per ciò che accade intorno a noi, del rispetto di sé e degli altri; l’azzurro della serenità richiesta e garantita: i bambini che amano e usano l’azzurro dicono grazie alla scuola e alla famiglia. Ma oltre che dai colori sono stato colpito dalla varietà delle linee che costituiscono i disegni e dei modi con i quali gli autori si sono confrontati con lo spazio del supporto: alcuni hanno coperto di forme tutto il foglio, altri hanno disegnato piccole figure immerse nello spazio bianco. E anche questo è un elemento che merita attenzione e di cui discorreremo in un’altra circostanza. E’ stata veramente una splendida manifestazione, come dicevo all’inizio, il concreto documento di un Istituto che si apre con razionalità e con saggezza a importanti progetti, che sa coniugare in modo armonioso la tradizione e l’innovazione. L’anno venturo spero che accanto a ogni disegno ci sia un foglietto in cui l’autore illustra la sua opera e ne spiega il senso. Complimenti a tutti. L’ “ I.C. Mimmo Beneventano” è un faro sempre acceso.          

Somma Vesuviana, maltrattamenti all’asilo: due insegnanti condannate dal tribunale

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A distanza di anni dai fatti, è arrivata la sentenza del Tribunale di Nola nel procedimento sui presunti episodi di maltrattamenti avvenuti nella scuola dell’infanzia “San Giovanni de Matha” di Somma Vesuviana. Due insegnanti sono state ritenute responsabili di comportamenti violenti e umilianti nei confronti di una bambina, episodi che secondo l’accusa si sarebbero verificati tra maggio e giugno del 2019 all’interno dell’aula scolastica.

Il giudice monocratico Arnaldo Merola ha emesso il verdetto al termine di un procedimento giudiziario particolarmente articolato, caratterizzato anche da questioni legate alla regolarità del contraddittorio tra le parti.

Secondo la ricostruzione della Procura di Nola, le due docenti avrebbero sottoposto la piccola alunna a continue mortificazioni e aggressioni sia fisiche che psicologiche davanti agli altri bambini della classe. Elemento centrale dell’inchiesta sono stati i filmati registrati dai carabinieri della stazione di Somma Vesuviana attraverso alcune telecamere nascoste installate nei locali dell’istituto scolastico. Le immagini raccolte durante le indagini avrebbero consentito agli investigatori di documentare quanto accadeva quotidianamente in aula.

Nel corso del dibattimento sono stati ascoltati diversi testimoni e disposto anche un accertamento peritale. Alla conclusione dell’istruttoria, il tribunale ha riconosciuto entrambe le imputate colpevoli del reato di maltrattamenti.

Per una delle due maestre è stata stabilita una pena di due anni e sei mesi di reclusione. L’altra docente è stata invece condannata a due anni, beneficiando della sospensione condizionale della pena. Il giudice ha inoltre disposto per entrambe l’interdizione dai pubblici uffici per la durata di due anni e il risarcimento dei danni alle parti civili costituite nel processo.

Acerra, parte l’avventura di Progetto Civico Italia: presenti Pd, Lettieri e lista Manfredi

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Acerra, inaugurata la sede del Comitato “Progetto Civico Italia”: partecipazione, dialogo e impegno per il territorio Si è svolta ieri, mercoledì 27 maggio, ad Acerra, l’inaugurazione della sede del Comitato “Progetto Civico Italia”, alla presenza di Alessandro Onorato, fondatore e coordinatore nazionale del movimento. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto e partecipazione, durante il quale sono stati affrontati temi centrali per il territorio, tra cui la valorizzazione delle comunità locali, l’ascolto dei cittadini e la necessità di costruire una politica sempre più vicina alle persone e ai bisogni reali della città. Nel corso dell’incontro è stato ribadito l’impegno del Comitato nel rafforzare un campo politico di centrosinistra aperto al dialogo con tutte le forze progressiste, moderate e civiche che condividono un progetto serio di crescita, inclusione e sviluppo per Acerra e per l’intero territorio. Numerosi gli interventi e i contributi che hanno arricchito la serata. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Vittoria Lettieri, Espedito Marletta, Mena Guadagno, Carmela Di Buono e Rosanna Correra, segretaria del Partito Democratico locale, per la partecipazione e il sostegno all’iniziativa. Un sentito grazie anche a Fulvio Fucito, capogruppo Manfredi Sindaco, e ad Angela Cammarota, coordinatrice della lista Manfredi, per la loro presenza e vicinanza al progetto. “Continuiamo insieme questo percorso con entusiasmo, responsabilità e amore per Acerra”, è stato il messaggio condiviso al termine dell’incontro, sottolineando la volontà di costruire un percorso concreto e credibile per il futuro della città attraverso il coinvolgimento attivo della comunità. L’ampia partecipazione registrata all’evento conferma l’interesse e la volontà di tanti cittadini di contribuire a una nuova stagione di impegno civico e politico per Acerra.

Forza Italia Napoli, Guangi apre il caso provinciale: “Serve una verifica politica”

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Riceviamo e pubblichiamo
L’esito delle ultime elezioni amministrative nella provincia di Napoli apre una riflessione interna a Forza Italia. A sollevarla è Salvatore Guangi, vicepresidente del Consiglio comunale di Napoli, consigliere della Città Metropolitana e componente della segreteria provinciale del partito, che interviene con una lunga nota nella quale chiede una verifica politica sull’organizzazione provinciale degli azzurri.
«L’esito delle elezioni amministrative nei comuni della provincia di Napoli impone una riflessione politica seria, profonda e non più rinviabile sull’organizzazione e sulla guida provinciale di Forza Italia», afferma Guangi.
Al centro dell’analisi il dato relativo alla presenza del simbolo del partito nei comuni andati al voto. «Il dato politico più evidente è che il simbolo di Forza Italia è stato presentato soltanto in 6 comuni su 26 chiamati al voto. Negli altri territori si è preferito ricorrere a liste civiche spesso solo formalmente riconducibili al nostro partito, rinunciando di fatto alla forza identitaria e politica del simbolo azzurro».
Guangi sottolinea poi i risultati ottenuti nei comuni dove il simbolo era presente. «Il dato ancor più allarmante è che, proprio nei comuni dove il simbolo era presente, i risultati ottenuti sono stati estremamente deludenti: in tre realtà non si è superato nemmeno l’1% dei voti di lista». Per il dirigente azzurro, i numeri emersi dal voto rappresentano «il sintomo evidente di una gestione provinciale disorganizzata, priva di una linea politica chiara e incapace di valorizzare il radicamento territoriale del partito».
Nel documento Guangi elenca anche le criticità che, a suo giudizio, hanno caratterizzato la gestione politica delle amministrative. «Non si sono rispettate le dinamiche politiche locali, in alcuni territori si è addirittura forzata artificialmente la presenza del centrodestra senza alcuna costruzione politica reale; in altri si è arrivati completamente divisi rispetto alla coalizione; in altri ancora si sono sostenute civiche spurie e prive di una chiara identità politica. Tutto questo ha inevitabilmente prodotto confusione, indebolimento e risultati elettorali disastrosi».
Da qui la richiesta di un coinvolgimento dei vertici nazionali del partito. «È evidente che chi oggi non riesce a costruire risultati credibili a livello provinciale non può immaginare di poterli ottenere domani a livello regionale. Ed è per questo che ritengo non più rinviabile il coinvolgimento diretto del segretario nazionale Antonio Tajani e dei responsabili regionali e nazionali del partito, affinché si apra finalmente una verifica seria sullo stato di Forza Italia nella provincia di Napoli».
Infine, Guangi rilancia il tema del radicamento territoriale del partito. «Forza Italia merita una struttura seria, organizzata e capace di valorizzare amministratori, dirigenti e territori. Continuare a ignorare questi segnali significherebbe condannare il partito a un lento e progressivo ridimensionamento politico nella provincia più importante della Campania».

Somma Vesuviana, verso il ballottaggio: Svanera e Granato rilanciano la sfida

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Dopo il voto che ha portato al ballottaggio Silvia Svanera  e Antonio Granato , i due candidati  alla carica di sindaco rilanciano la sfida politica tra partecipazione, ascolto del territorio e promessa di una nuova stagione amministrativa per Somma Vesuviana. Abbiamo chiesto ad entrambi i candidati  di rilasciarci una dichiarazione.     Silvia Svanera :“Il risultato emerso dalle urne a Somma Vesuviana rappresenta un segnale forte di partecipazione, fiducia e voglia di cambiamento. Il consenso ottenuto dalla coalizione guidata da me conferma la forza di un progetto costruito tra le persone, ascoltando il territorio e mettendo al centro i bisogni reali della comunità. “Ringrazio tutta la nostra coalizione, le forze politiche che hanno condiviso questo percorso con impegno e spirito di squadra, e tutti i candidati e le candidate che hanno messo il proprio volto, il proprio tempo e la propria passione al servizio della città. Questo risultato è il frutto di un lavoro collettivo, fatto di presenza, sacrificio e amore per Somma Vesuviana. Un grazie sincero va soprattutto ai cittadini che hanno creduto nella nostra proposta e che, con il loro voto, hanno espresso il desiderio di costruire una città più vicina alle persone, più giusta e più attenta ai bisogni della comunità. Il percorso non si ferma qui: ci aspettano giorni importanti e continueremo ad affrontarli con serietà, entusiasmo e senso di responsabilità, con un unico obiettivo: dare a Somma Vesuviana il cambiamento che merita”.     Antonio Granato: “Siamo al ballottaggio e sento forte la responsabilità di non sprecare nemmeno un istante: in gioco non c’è mai stata una mera strategia politica, ma il futuro della nostra città. Voglio ringraziare tutti: elettori, candidati, eletti e non eletti; che hanno avuto la serietà di esserci per il nostro territorio. Noi siamo energia collettiva e lo dimostreremo il prossimo 7 e 8 giugno. La mia determinazione è quella di chi cammina al vostro fianco, quartiere per quartiere, senza mai fermarsi. Ho fiducia in voi, perché percepisco l’onda del vostro entusiasmo crescere ogni giorno. Sento il dovere di non tradire quell’incredibile fiducia costante che mi dimostrate: la fiducia di chi crede in me e che, senza indugio, si affiderebbe alla mia guida. È una promessa che onorerò con la massima dedizione. Il mio impegno è totale: ci metterò ogni energia possibile, perché la vittoria non è un calcolo, è una conquista collettiva. Siamo uniti, siamo pronti. La rinascita di Somma Vesuviana sarà affidata alle migliori professionalità, mettendo al centro due pilastri imprescindibili: trasparenza e competenza. Non potrà prevalere un “nuovo fittizio” che serve solo a nascondere le cose; dovrà prevalere il sentimento di comunità, la capacità di ascolto autentica e il valore concreto delle persone. È finita l’era delle passerelle social: questo è il tempo di saper stare tra la gente, per la gente, con tutto l’amore per la città che continuerà ad essere la nostra casa.” Intanto si attendono eventuali prese di posizioni da parte di Peppe Nocerino.  

Lavoro nero e “morti bianche”, al via i lavori della IV Commissione Speciale in Regione Campania

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Accendere i riflettori su due delle piaghe più dolorose e urgenti del nostro tessuto sociale ed economico: il lavoro sommerso e la scia senza fine delle morti sul lavoro. Con questo obiettivo prioritario, la IV Commissione Speciale del Consiglio Regionale della Campania – dedicata alla “Condizione della donna, contrasto al femminicidio e alla violenza di genere, contrasto al lavoro nero ed alle morti bianche” – si riunirà domani, venerdì 29 maggio alle ore 10:30, presso la Sala Nassiriya del Centro Direzionale di Napoli (XXI piano, is. F/13). Si tratta della prima convocazione ufficiale per un ciclo di audizioni che punta a fare il punto della situazione e a tracciare linee d’azione concrete e sinergiche sul territorio campano. Alla seduta sono stati invitati a partecipare i massimi esponenti delle istituzioni di controllo e previdenza della regione: Il Direttore regionale dell’INPS, dott. Vincenzo Tedesco; Il Direttore regionale dell’INAIL, dott.ssa Adele Pomponio; Il Direttore regionale dell’Ispettorato del Lavoro, dott. Michele Campanelli. Al tavolo siederanno inoltre i Segretari regionali delle principali sigle sindacali, parti sociali fondamentali per monitorare la sicurezza e la regolarità dei contratti nei cantieri e nelle aziende: Dott. Nicola Ricci (CGIL); Dott. Mattia Pirulli (CISL); Dott. Giovanni Sgambati (UIL); Dott. Luigi Marino (UGL). Questa prima audizione rappresenta un momento di approfondimento cruciale e non più rimandabile» – dichiara la Presidente della IV Commissione Speciale, la dott.ssa Assunta Panico. «Il contrasto al lavoro nero e la tutela della vita umana sui luoghi di lavoro richiedono un’alleanza solida e un dialogo costante tra istituzioni, organi di controllo e sindacati. Non possiamo più permettere che il lavoro, che per Costituzione è dignità e vita, si trasformi in una trappola di illegalità o, peggio, in tragedia. Questa Commissione intende fare la sua parte con determinazione, partendo proprio dall’ascolto attento di chi opera ogni giorno in prima linea sulla vigilanza e sulla tutela dei diritti dei lavoratori.»

Tragedia a Poggiomarino: muore a 22 anni dopo lo schianto in moto

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Il giovane, originario di San Giuseppe Vesuviano, ha perso il controllo del mezzo in via Tortorelle. Inutili i soccorsi

Ancora sangue sulle strade del Vesuviano. Un ragazzo di appena 22 anni ha perso la vita in un drammatico incidente stradale avvenuto nel tardo pomeriggio di mercoledì 27 maggio a Poggiomarino.

La vittima, originaria di San Giuseppe Vesuviano, era in sella alla sua moto quando, per cause ancora in fase di accertamento, avrebbe perso il controllo del mezzo mentre percorreva via Tortorelle. La corsa si è conclusa contro un palo della pubblica illuminazione in un impatto violentissimo che non gli ha lasciato scampo.

Secondo le prime ricostruzioni, il giovane viaggiava in direzione via Iervolino quando sarebbe improvvisamente finito fuori controllo. Alcuni residenti e automobilisti presenti in zona hanno immediatamente lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e gli agenti della polizia locale.

Le condizioni del ragazzo sono apparse subito gravissime. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Sarno, il 22enne è morto poco dopo il ricovero a causa delle profonde ferite riportate nello schianto.

L’area dell’incidente è rimasta a lungo presidiata dalle forze dell’ordine per consentire i rilievi tecnici e mettere in sicurezza la carreggiata. Gli investigatori stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto e non escludono alcuna ipotesi. Determinanti potrebbero risultare eventuali immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

La notizia della morte del giovane si è diffusa rapidamente tra Poggiomarino e San Giuseppe Vesuviano, lasciando sgomenti amici e familiari. Sui social, nelle ore successive alla tragedia, sono comparsi numerosi messaggi di cordoglio e vicinanza.

L’ennesimo incidente mortale riaccende il tema della sicurezza stradale nell’area vesuviana, dove negli ultimi mesi si sono verificati numerosi schianti, spesso con vittime giovanissime. Una scia di tragedie che continua a colpire duramente il territorio e che alimenta preoccupazione tra cittadini e istituzioni.

Corriere espresso rapinato dei pacchi a San Sebastiano, fermato 31enne di Massa di Somma

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Un’indagine durata diverse settimane ha portato all’arresto di un 31enne di Massa di Somma ritenuto gravemente indiziato di una rapina aggravata consumata ai danni di un corriere espresso a San Sebastiano al Vesuvio. A eseguire la misura cautelare in carcere sono stati i carabinieri della locale stazione su delega della Procura della Repubblica di Nola.

Il fatto risale al 15 aprile scorso quando, secondo la ricostruzione degli investigatori, un corriere impegnato nella distribuzione di pacchi commerciali sarebbe stato bloccato e minacciato con una pistola. I malviventi si sarebbero impossessati del furgone aziendale utilizzato per le consegne, allontanandosi rapidamente con il mezzo carico di merce destinata ai vari destinatari.

L’episodio aveva creato forte preoccupazione nell’area vesuviana anche per le modalità con cui sarebbe stato portato a termine il colpo. I militari dell’Arma hanno quindi avviato una complessa attività investigativa finalizzata all’individuazione dei responsabili.

Attraverso una serie di riscontri investigativi, raccolta di testimonianze e ulteriori approfondimenti tecnici, gli inquirenti sarebbero riusciti a delineare il coinvolgimento del 31enne raggiunto dal provvedimento cautelare emesso dal Gip del Tribunale di Nola.

Nelle prime ore del mattino i carabinieri hanno quindi rintracciato l’uomo a Massa di Somma dando esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’indagato è stato condotto presso una struttura penitenziaria in attesa degli sviluppi dell’inchiesta.

Gli investigatori ricordano che il provvedimento è stato disposto nella fase delle indagini preliminari e che, pertanto, la persona coinvolta resta presunta innocente fino a sentenza definitiva.

Saiello(M5S), collegamento ferroviario Caivano e comuni area Nord: approvata mozione per studio di fattibilità

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“Il Consiglio regionale della Campania ha approvato la nostra mozione per promuovere uno studio di fattibilità tecnico-economica finalizzato alla realizzazione di un’appendice ferroviaria della Linea Metropolitana 10 dalla stazione di Napoli Afragola verso il Comune di Caivano, con un collegamento funzionale alla stazione di Napoli Centrale”. Lo dichiara Gennaro Saiello, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale della Campania, primo firmatario della mozione sottoscritta da tutti i componenti del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle.

“Caivano e i Comuni dell’area nord di Napoli vivono da anni una condizione di isolamento infrastrutturale che incide sull’accesso al lavoro, allo studio, ai servizi e alle opportunità. La nostra proposta nasce da un principio semplice: il diritto alla mobilità non può dipendere dal luogo in cui si nasce o si vive. Collegare meglio questi territori significa ridurre distanze sociali, prima ancora che geografiche. Lo studio analizzerà il tracciato ottimale, le fermate previste, l’integrazione con la rete esistente e le fonti di finanziamento”.

“Con questa mozione chiediamo inoltre di aprire un confronto istituzionale con Governo, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, RFI, Città Metropolitana di Napoli e Comuni interessati affinché l’opera venga riconosciuta come intervento strategico di rigenerazione territoriale. Caivano e l’area nord di Napoli – conclude Saiello – hanno bisogno di programmazione, visione e investimenti capaci di restituire centralità a territori rimasti troppo a lungo ai margini della pianificazione infrastrutturale”.