Covid, oggi il Vaccine Day. In Campania parte in sette ospedali

Oggi il Vaccine Day, la campagna vaccinale contro il Covid-19 in Campania parte in sette ospedali, dove saranno somministrate le prime dosi del vaccino Pfizer BionTech.   Sono state infatti attivate – spiega la Regione – sette postazioni in altrettanti ospedali della Campania: Cotugno, Cardarelli, Ospedale del Mare (Napoli); San Sebastiano (Caserta), Moscati (Avellino), San Pio (Benevento), Ruggi d’Aragona (Salerno). In ogni presidio saranno somministrate le 100 dosi di vaccino previste, a operatori sanitari e medici ancora oggi in prima linea nella lotta al Covid. Il via alle vaccinazioni è previsto in ogni struttura alle 10 circa. Saranno vaccinati, a partire dalle ore 13, anche 20 operatori di una Residenza per anziani dell’Asl Napoli 1.

Incontriamo Mimmo Cavallo reduce dalla collaborazione con Zucchero

Nato a Lizzano, in provincia di Taranto, Mimmo forgia la sua vena artistica trasferendosi prima a Torino, poi a Roma. Il suo esordio è del 1980 con l’album “Siamo Meridionali” che rappresenta un modo nuovo, soprattutto vitale, di parlare del Sud. La particolarità della sua musica e dei suoi testi, una miscela di rock ironico e graffiante unito a ballate dolcissime, ne fa subito un cantautore originale. In seguito vengono pubblicati gli album “Uh mammà” e “Stancami stancami musica”. Scrive con Enzo Biagi “Ma che storia è questa” ed è autore di splendidi brani cantati da Mia Martini, Ornella Vanoni, Fiorella Mannoia, Loredana Berté, Zucchero e Gianni Morandi. Dopo qualche anno di silenzio, dovuto alla rottura verso un certo mondo discografico, incide gli album “Non voglio essere uno spirito” e l’autobiografico “L’incantautore”. Nel 2011 pubblica “Quando saremo fratelli uniti”, incentrato sulla (mala) Unità d’Italia, liberamente ispirato al libro “Terroni” di Pino Aprile. Il suo ultimo lavoro discografico ha l’emblematico titolo “Dalla parte delle bestie”. Conosciamo più da vicino lo stimato ospite della nostra rubrica “Frazioni musicali”. Con “Non illudermi così”, pubblicata da pochi giorni nell’ultimo album di inediti di Zucchero, dopo “Vedo nero” del 2010, ritorni a collaborare con il bluesman emiliano. Ci racconti questo sodalizio rinnovatosi nel tempo? «In realtà il sodalizio con Zucchero non si è mai interrotto e da Vedo nero in poi, continuiamo a sentirci. Diciamo che Zucchero raramente collabora con artisti in maniera costante. Lui è un grande autore oltre a essere un grande interprete e può capitare, a volte, che possa essere interessato da qualche melodia o da qualche testo che lo intrighi. Ecco allora che scatta la collaborazione. Devo dire che ci lega una stima artistica reciproca e che molti brani che gli ho mandato sono cose che magari vedranno la luce in un prossimo futuro. É stato così per Non illudermi così, un testo che lui aveva già in cantiere e che ha tirato fuori adattandolo a quest’ultima sua cover». Quali sono i tuoi progetti discografici in cantiere? Puoi darci qualche anticipazione? «A metà gennaio entro in studio per ultimare il CD iniziato lo scorso anno. Ho molto materiale, dovrò operare una difficile scelta. Tra l’altro ho ultimato il mio libro, scritto in questo fermo temporale e pandemico, per cui ci saranno da promuovere un CD e un libro». Nel corso della tua carriera sei stato accostato a Rino Gaetano e Giorgio Gaber. In che misura questi grandi artisti hanno influenzato le tue scelte e i tuoi gusti musicali? «Cercando di rispondere in maniera più esplicita e sincera (evitando estetica e diplomazia), ti dirò che gli accostamenti ad altri artisti sono stati molto più numerosi. Oltre a Rino Gaetano e Giorgio Gaber ricordo di essere stato accostato a Edoardo Bennato, per esempio. Credo, però, che questo sia un peccato veniale che commettiamo un po’ tutti di fronte alla novità, abbiamo bisogno di comprendere il nuovo, di incasellarlo, di mettergli una cornice e, inconsciamente, riconducendolo al nostro vissuto, operiamo certi accostamenti. Nello specifico, penso di avere di Rino Gaetano l’ironia e un certo catrame in gola, nella voce. Per altro il sociale di Gaber e certe sue dolcissime ballate mi hanno sicuramente influenzato». Un altro avvenimento molto importante per la tua carriera risale alla collaborazione con Enzo Biagi per la scrittura del brano “Ma che storia è questa”, sigla del programma televisivo omonimo dell’incommensurabile giornalista scomparso. Che ricordo hai di quell’esperienza? «Un momento storico per me. L’incontro fu combinato dalla mia casa discografica. Biagi mi parlò del suo progetto La Storia d’Italia a fumetti, del quale io avrei dovuto scrivere la sigla. Ci incontrammo a cena Al Vecchio 400 (vicino Milano) e, parlandomi più nel dettaglio, mi consegnò il testo da musicare. Fui molto colpito dalla sua umiltà e dalla sua umanità. Mostrava oltre a una sapienza infinita, un entusiasmo giovanile, specie quando raccontava dei suoi progetti, dei suoi libri e dell’ultima intervista (uno scoop mondiale) a un personaggio top secret… Chissà chi era!». Quanto ha compromesso la tua carriera il tuo essere libero da convenzioni e padroni? «Devo dire che nei miei album ho goduto sempre della più completa libertà, in tutti i sensi. Il fatto che siano rimasti così anticonvenzionali dimostra che tutto quel lavoro non è stato solo un fuoco di puglia (sono attaccato come una zecca alla carne dei miei luoghi) e il mio più grande desiderio resta sempre quello di vivere all’altezza dei miei testi, di continuare a essere un irregular. Ai giovani che fanno musica raccomando di uscire fuori dalla propria bolla d’aria (la solitudine). Tutto questo può comportare la non compatibilità col mercato ma è nei patti. Penso che la forza di un artista sia inversamente proporzionale alla propria voglia di successo». La tua carriera di stimato cantautore è costellata da tante e illustri collaborazioni. Con chi altri ti piacerebbe lavorare? «Con chi capita, innanzitutto. Vedi, un musicista, un interprete, un autore o quel che sia: ognuno apporta qualcosa di originale, di proprio. Certo avere la possibilità di collaborare con un grande nome è sempre auspicabile e desiderabile. Se potessi sicuramente mi piacerebbe collaborare con Sting (con tutta la modestia possibile) e ci sto pensando… sai? Ho una mezza idea di mandargli un brano. Magari succede qualcosa. Con Zucchero è accaduto. Meglio puntare in alto, no?». Hai letto il cast del prossimo Festival di Sanremo? Cosa ne pensi? «Mah, ho letto qualcosa ma sinceramente tanti nomi non so chi siano, non li conosco. Non penso niente comunque. Sono contento per chi ce l’ha fatta ad arrivare a Sanremo. Rimane la vetrina più importante. Io avevo proposto i miei amici della Rimbamband con un mio brano ma naturalmente… neanche a parlarne! Ci riproveremo l’anno prossimo. La Rimbamband, comunque, è un gruppo fortissimo e prima o poi uscirà fuori». Hai avuto modo di seguire il fortunato talent “The Voice Senior”? Chi ti ha colpito di più? «Purtroppo non seguo tanto la TV e specie i programmi musicali. Non so dirti molto sui talent e in particolare su The Voice Senior». Dove trascorrerai le feste di Natale? «A casa, come tutti. Con moglie, figli e nipoti. Avrei voluto raggiungere mia madre a Lizzano, reduce da un recente intervento al femore, subito a 94 anni. Purtroppo non è possibile. Starò a Milano e sarà certamente un Natale particolare. Forse, quest’anno più scarno ma sicuramente più intimo e più raccolto». Cosa auspichi per te e per il mondo della canzone a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno? «Il mondo della canzone si è rinnovato. C’è aria diversa in giro. Credo spiri un vento di rinnovamento che, però, non ha prodotto ancora un genere, un filone, un modo veramente nuovo di fare musica. Ci sono dei tentativi ma manca la genialità per silenziare e sostituire l’epoca irripetibile dei cantautori che ancora resiste. Probabilmente, la figura del cantautore è irremovibile, regge da sempre tutte le intemperie e tutte le mode. Il cantautore credo che sia il vero manuale della canzone e auspico, a breve, un ritorno della musica d’autore che considero eterna e vitale. Il cantautore sarà il vaccino anche contro il virus della banalità musicale».

Ercolano, maxi rissa in piazza: individuati e denunciati i primi sette giovani

Sono finora sette i giovani, tra i 20 e i 29 anni, denunciati dai Carabinieri all’autorità giudiziaria per aver partecipato alla maxirissa della vigilia di Natale a Ercolano. Le indagini dei militari della compagnia di Torre del Greco si concentrano sull’esame dei filmati di sorveglianza disponibili in zona, mentre vengono ascoltati anche i giovani finora identificati: l’obiettivo è dare un nome a tutti coloro che, probabilmente rispondendo a una sfida lanciata via social come avvenuto nei giorni scorsi a Roma, si sono affrontati per le strade del centro in un giorno di zona rossa, ignorando il lockdown.

Napoli, infermiera molestata nel parcheggio dell’Ospedale del Mare: salvata da un vigilante

Le sigle sindacali unitarie dell’ Ospedale del Mare chiedono di aumentare il numero delle guardie giurate in ogni sede ospedaliera.
E’ accaduto la serata di Natale. Una Infermiera,  concluso il suo turno di lavoro, si stava dirigendo verso il parcheggio quando  è stata avvicinata dall’uomo che ha tentato  di violentarla. La donna è riuscita a richiamare l’attenzione del vigilante che è intervenuto mettendola  in salvo la donna. L’uomo , grazie alla descrizione  dell’infermiera,   è stato identificato e d arrestato per violenza sessuale aggravata.
Le sigle sindacali unitarie dell’ Ospedale del Mare convergono sulla tesi dell’ Associazione nazionale guardie particolari giurate di aumentare il numero delle guardie in ogni sede onde aumentare i canoni di sicurezza. Di seguito  parte della nota dei sindacati inviata al Direttore generale dell’Asl Na 1
“In tempi non sospetti il Presidente nazionale associazione guardie particolari giurate Giuseppe Alviti ex appartenente reparti speciali della Marina Militare e Medaglia d ‘ argento al valore civile scrisse al Ministro dell’ interno e della salute onde aumentare numericamente il numero di guardie giurate a tutela degli ospedali.
Oggi questa proposta viene richiesta a gran voce dai sindacati dell’ Asl Na 1 tramite una nota congiunta indirizzata a chi di competenza dove tra le righe si legge esplicitamente:
L’imponente lavoro di controlli agli accessi da parte delle guardie particolari giurate
(G p.g.) rischia di essere vanificato da episodi del genere, quindi appare quanto mai necessario, incrementarne il numero così da consentire, oltre ai controlli ai varchi, una vigilanza attiva e continua (magari a bordo di scooter elettrici o segway) all’interno delle aree ospedaliere, interne ed esterne.
Appare opportuno infatti, garantire una maggiore presenza degli agenti anche nelle aree del parcheggio dipendenti, magari con l’attivazione di “ronde” che garantiscano la sicurezza negli orari nevralgici (cambi turno o comunque dalle 18.00 alle 21.00)”

Afragola, cocaina e contanti in auto : arrestate due persone

I carabinieri della stazione di Afragola hanno arrestato per detenzione e spaccio di droga un 23enne e una 38enne di Caivano, entrambi già noti alle forze dell’ordine. Sono stati controllati in Via Mulino mentre erano in auto. Durante una perquisizione veicolare sono stati trovati in possesso di 30 involucri contenenti cocaina e 1235 euro in contante ritenuto provento illecito. Il 23enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale mentre la donna al carcere di Pozzuoli. Entrambi sono in attesa di giudizio.

Ercolano, botti illegali: scattano le manette per un 20enne

I carabinieri della Sezione Operativa di Torre del Greco hanno arrestato per detenzione illegale di materiale esplosivo un 20enne del posto.   Durante una perquisizione domiciliare i militari hanno rinvenuto e sequestrato 77 “rendini”, ordigni esplosivi improvvisati non convenzionali, 4 “cipolle”, artifizi assimilabili alle bombe carta e 161 “Lupo 26”. Il materiale sequestrato è stato affidato ai carabinieri artificieri del Comando Provinciale di Napoli che hanno provveduto alla loro distruzione. Il 20enne è stato sottoposto ai domiciliari in attesa di giudizio.

Sant’Anastasia, gli auguri virtuali dell’Associazione UICI

Riceviamo e pubblichiamo dall’UICI di Sant’Anastasia “Uici Sant’Anastasia e paesi Vesuviani, impossibilitati dal farci gli auguri di persona, quest’anno abbiamo pensato di scambiarceli virtualmente; una modalità senz’altro diversa rispetto agli scorsi anni, ma indubbiamente non meno pregna d’affetto. Anzi, in periodi difficili come questo, vi è ancor più la necessità di augurare all’altro serenità, specialmente a chi versa in una condizione di disabilità. É a loro, più che ad ogni altro, che va rivolta l’attenzione. Se per voi la pandemia è stata difficile, provate ad indossare i panni di un non vedente, di un sordo, di un autistico e di qualsiasi diversamente abile. Riuscite ad immaginare come possano viverla loro per i quali già la realtà è ancora troppo intrisa di ostacoli e limiti? Ed è anche su questo che ci siamo concentrati durante il nostro incontro virtuale tenutosi ieri 23 dicembre: continuare a lavorare per far sì che nessuno si senta più “ultimo”, dimenticato. Durante la riunione, fortemente voluta da Giuseppe Fornaro (Consigliere nazionale UICI), sono intervenute diverse personalità di spicco di cui facciamo brevemente menzione al fine di ringraziarli sentitamente per la partecipazione: la Dott.ssa Veria Giordano (Assessore del comune di Sant’Anastasia) che ha confermato l’impegno dell’amministrazione a sostenere le attività dell’associazione UICI, da sempre attiva sul territorio vesuviano; il senatore Francesco Urraro che ha sottolineato l’importanza di saper gestire bene – e soprattutto a favore delle fasce più deboli – l’imminente arrivo dei fondi europei; Mario Mirabile (Presidente UICI Napoli) che ha ribadito il rilevante ruolo dell’Associazione UICI che da oltre 100 anni è a fianco dei non vedenti ed è pronta a collaborare con tutte le realtà per migliorarne la qualità della vita; Giuseppe Ambrosino (Consigliere UICI della Campania) che ha chiesto un supporto al senatore Urraro affinché ci sia sempre più sinergia tra gli esponenti politici e l’Associazione UICI; Vincenzo Massa (componente della Direzione nazionale UICI) il quale ha portato i saluti della direzione e confermato l’impegno della stessa a lavorare sempre a favore dei soci per realizzare la massima integrazione; il Prof. Alessandro Pepino (docente di Bioingegneria Elettronica ed Informatica, nonché delegato del Rettore alla disabilità) che ha denunciato la poca sensibilità da parte della pubblica amministrazione nei confronti dei disabili per quanto riguarda l’inserimento lavorativo; la poetessa Anna Rosa Lauro, in arte‘a bella Mbriana, la quale – insieme ad altri volontari – cura il progetto “Caffè letterario Vesuvio” che sta riscontrando un forte apprezzamento sul web; Raffaele Di Vaio (administrator – soluzioni 104 ausili per disabili visivi) che ha confermato il suo impegno di collaborazione e supporto ai disabili per quanto riguarda le nuove tecnologie e gli ausili; Antonio Maione (Presidente dell’Associazione ADAC); i soci dell’Associazione Uici, i consiglieri UICI Napoli  tra cui Mimmo Vitucci, Sandra Minichini, Giovanni Credentino, e tutti i volontari, vera anima dell’associazione. Un incontro quindi colmo di contenuti, di aspettative, di speranze che ci auguriamo possa davvero fortificare le basi di collaborazione tra tutte queste diverse personalità affinché la vicinanza alle persone affette da disabilità sia sempre più tangibile e produttiva. L’augurio più bello che ci si possa fare è che le nostre parole ed i nostri buoni propositi diventino presto concreti atti d’Amore verso soprattutto i più deboli. Grazie di cuore a tutti i partecipanti.”

Pompei. Torna alla luce un Thermopolium, la bottega alimentare dello street food

0
Due anatre appese per i piedi, un gallo che pare dipinto in 3d, un cane al guinzaglio con sopra graffito un insulto omofobo. Torna alla luce a Pompei l’ambiente quasi integro di un Thermopolium, bottega alimentare a cui si aggiungeva un raffinato street food, con piatti di ogni tipo, dalle lumache ad una sorta di “paella”. Una scoperta, anticipa all’ANSA il direttore Osanna, che “restituisce un’incredibile fotografia del giorno dell’eruzione”, e apre a nuovi studi su vita, usi e alimentazione dei pompeiani, “Sarà un dono di Pasqua per i visitatori”, annuncia anticipando l’intenzione di aprirlo al più presto alle visite. Mentre il ministro della cultura Dario Franceschini applaude: “un lavoro di squadra che è anche un esempio virtuoso per la ripresa del Paese”. Lo scavo si trova nella Regio V, all’angolo tra il vicolo dei Balconi e la via della Casa delle Nozze d’Argento, dove sono stati fatti gli ultimi lavori di consolidamento. In quella occasione era stata individuata la presenza del Termopolio ed era stata riportata alla luce una prima parte del bancone con uno splendido dipinto a tema mitologico (Una nereide che cavalca un ippocampo e porta con sé una cetra) oltre al balcone che ornava il piano superiore. I lavori delle ultime settimane hanno fatto riemergere l’intero ambiente riccamente decorato e i vasi con i resti dei piatti che i pompeiani usavano consumare per strada. A Pompei locali come questi erano diffusi, nessuno però così conservato. E soprattutto, spiega Osanna, gli scavi del passato non sono riusciti a recuperare tutti gli elementi sul cibo emersi in questo progetto, al quale ha lavorato un team multidisciplinare di esperti. Nel locale sono stati trovati anche i resti di due uomini e di un cagnolino. Una delle vittime, un uomo intorno ai 50 anni, era disteso su un letto nel retro del locale e potrebbe essere morto schiacciato dal crollo del solaio. Le ossa dell’altro, forse un fuggiasco entrato alla ricerca di cibo, erano invece in un grande vaso, probabilmente infilate lì da scavatori del XVII secolo. Fonte foto: ANSA

“Save the Culture”, il quiz online dedicato alle bellezze della Campania

Riceviamo e pubblichiamo. Mantenere viva la cultura durante le festività natalizie nonostante la chiusura dei musei. È questo l’obiettivo con cui Scabec, Società Campana Beni Culturali, ha deciso di aderire a Save the Culture, piattaforma specializzata in giochi interattivi all’interno della quale i musei italiani hanno scelto di interagire con il pubblico attraverso dei quiz sul patrimonio culturale. Dal 24 dicembre al 6 gennaio, sul sito www.savetheculture.it, sarà possibile sfidare amici e parenti su temi quali i personaggi storici che sono nati nella nostra regione, le affascinanti residenze storiche che si possono ammirare nelle cinque province e il suggestivo paesaggio che ci circonda. Nello specifico, gli utenti troveranno due percorsi intitolati “VIAGGIO IN CAMPANIA” contenenti dei quesiti ideati appositamente da Scabec e ispirati alle bellezze campane. Alla fine del gioco i più meritevoli saranno premiati con un’esperienza culturale da vivere dal vivo alla riapertura del comparto museale: coloro che risponderanno al più alto numero di domande, infatti, riceveranno un codice sconto per l’acquisto del 365 Gold Pass, l’abbonamento annuale targato campania>artecard che consente di accedere per ben due volte in un anno all’interno di ciascuno dei principali luoghi della cultura della Campania. Una passeggiata all’interno delle sfarzose stanze della Reggia di Caserta, le mostre e gli eventi del MANN, il Caravaggio del Museo di Capodimonte, i mosaici del Parco Archeologico di Pompei. E ancora i templi di Paestum, le stradine degli Scavi di Ercolano, il Palazzo Reale e tutti gli altri siti culturali campani. In aggiunta, il pass consente di entrare in un esclusivo club artecard 365 che permette di accedere a eventi esclusivi, aperture straordinarie e anteprime delle mostre più prestigiose in programma in Campania. “I musei, i parchi archeologici e i luoghi della cultura sono tra le realtà più colpite dalle chiusure forzate per il contenimento della pandemia da Covid-19”, commenta Giuseppe Ariano, Direttore Marketing e Comunicazione di Scabec. “Una soluzione per sostenere l’intero settore risiede nelle potenzialità del web; fin dal primo lockdown, il racconto del patrimonio culturale regionale non si è arrestato sui canali digitali di Scabec. È proprio in quest’ottica che abbiamo scelto di aderire a Save The Culture con un gioco online che offre la possibilità agli utenti di trascorrere le festività partecipando a un quiz divertente ma al tempo stesso stimolante”. La Scabec Spa è la società inhouse della Regione Campania che si occupa della valorizzazione e della promozione dei beni culturali regionali.  Da circa 15 anni è il riferimento per tutti quei progetti regionali che attraverso differenti attività di valorizzazione – mostre, eventi, visite guidate, spettacoli, convegni, laboratori o formazione – mirano alla promozione dell’immenso patrimonio culturale materiale e immateriale della Campania. Save the culture è una campagna ideata e promossa da Heritage S.r.l., azienda che opera nel campo della progettazione, della produzione e della comunicazione di contenuti culturali con tecnologie digitali.

Acerra, pandemia, il Vescovo Di Donna : “Non basta solo il vaccino, bisogna rimuovere le cause”

Lo ha detto il vescovo di Acerra , Antonio Di Donna, nel corso dell’omelia della messa di Natale, durante la quale ha posto il punto sul nesso tra inquinamento ambientale e pandemia.   ”Questa pandemia ha dimostrato che non esiste una crisi sociale, o una crisi ambientale: c’è invece un nesso tra le due cose. Anche con la deforestazione dell’Amazzonia, che stiamo saccheggiando e chissà quanti virus erano là depositati e avevano il loro ambiente naturale, e la sua distruzione provoca il loro espandersi”. Lo ha detto il vescovo di Acerra , Antonio Di Donna, nel corso dell’omelia della messa di Natale, durante la quale ha posto il punto sul nesso tra inquinamento ambientale e pandemia. ”Non si può puntare solo alla profilassi dei vaccini – ha aggiunto – se non si rimuovono le cause. E’ un grave errore puntare solo sui vaccini e dimenticare che le pandemie sono dei drammi che non potremo evitare senza ridurre le vere cause che sono a monte, come l’inquinamento, la deforestazione dell’Amazzonia che stiamo saccheggiando e chissà quanti virus erano là depositati e avevano il loro ambiente naturale, e le deforestazioni provocano il loro espandersi. Se non rimuoviamo le cause, fatto questo vaccino, speriamo al più presto, saremo in attesa del prossimo virus e del prossimo vaccino”. ”Pensavamo di restare sani nonostante le ferite inferte al nostro territorio – ha proseguito il presule – abbiamo costruito un sistema che non permette al pianeta di respirare e la natura si ribella attraverso questo folletto che si attacca ai polmoni e ci uccide. E’ stato un errore anche cancellare la commissione regionale sulla terra dei fuochi: hanno cancellato un simbolo, quasi non si debba parlare della terra dei fuochi, per non farci del male da soli. Una parola che vorrei cancellare anche io – ha concluso monsignor Di Donna – ma il problema rimane, così come resta il problema dei tumori. Ormai sembra si muoia solo di Covid, gli altri si possono arrangiare”.