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Sfruttavano immigrati extracomunitari, anche clandestini, tenendoli al nero. I soggetti deferiti alla procura sono locali, tra loro c’è un imprenditore agricolo 

 

La piaga del caporalato continua a flagellare le nostre campagne. Stamane i carabinieri della stazione di Acerra, diretti dal maresciallo Giovanni Caccavale e coadiuvati dai colleghi del comando tutela del lavoro di Napoli, hanno messo a segno un’operazione in un campo agricolo in cui si stava effettuando una raccolta di ortaggi. Qui sono stati sorpresi nove immigrati extracomunitari che in base ai controlli erano del tutto privi di contratto di lavoro. Tutta manodopera completamente tenuta “al nero”, dunque. Quattro dei lavoratori sfruttati sono risultati anche clandestini. A quel punto i carabinieri hanno trattenuto e interrogato due persone del posto che stavano di fatto gestendo la manodopera finita sotto il giogo del caporalato. Si tratta del proprietario di un’azienda di prodotti agricoli e di un suo dipendente. Al termine delle indagini i militari hanno denunciato entrambi a piede libero per concorso in intermediazione e sfruttamento del lavoro nero. E’ stato pure sequestrato il veicolo con il quale i lavoratori venivano prelevati e trasportati nei terreni per la raccolta degli ortaggi. Nei riguardi del titolare della ditta sono anche state comminate sanzioni relative alla violazione delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro con in più una sanzione accessoria di sospensione dell’attività lavorativa per un’ammontare complessivo di 29mila euro. Comminata infine una sanzione pecuniaria penale di 19mila euro.