Poggiomarino, Commercio ambulante vietato in alcune vie. L’opposizione: “Scelta sbagliata” 

Riceviamo e pubblichiamo

“Riteniamo che vietare il commercio ambulante in alcune zone di Poggiomarino, peraltro quelle più frequentate, sia una scelta scellerata, priva di ogni logica. Si tratta di un duro colpo agli ambulanti, già fortemente penalizzati da una pandemia che li ha messi in ginocchio, ridotti quasi in povertà”. Così Rossella Vorraro, consigliera comunale di minoranza a Poggiomarino, commenta l’ordinanza del sindaco Maurizio Falanga che vieta il commercio ambulante in alcune strade della città, precisamente Via Iervolino; Via Roma; P.zza De Marinis Via Vittorio Emanuele; Via Ten. Losco; Via 4 Novembre; Via De Marinis; Via XXIV Maggio; Via Passanti Flocco; Via Nocelleto; Via Principe di Piemonte; Via R. Vastola; Via Nuova San Marzano.

Continua Vorraro: “Non regge la scusa del traffico, poiché non può essere certo un ambulante a determinare il traffico di una strada, e nemmeno quella degli affollamenti, poiché le attività all’aperto dovrebbero essere favorite e non mortificate. Di certo, su questa questione presenteremo una interrogazione in consiglio comunale: il sindaco dovrebbe dare delle spiegazioni ai cittadini e agli ambulanti di Poggiomarino.”

Acerra/Pomigliano/Cisterna, 14 arresti per metodo mafioso, traffico stupefacenti, detenzione di armi

Alle prime ore del mattino, a Napoli, Benevento, Acerra (NA), Pomigliano d’Arco (NA), Castello di Cisterna (NA), Casamarciano (NA), Castel Volturno (CE) e Liscate (MI), i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, a carico di 17 soggetti (di cui 14 destinatari di misura in carcere, 1 di arresti domiciliari e 2 di obbligo di presentazione alla p.g.), poiché gravemente indiziati, a vario titolo, di “favoreggiamento personale aggravato dal metodo e dalle finalità mafiose”, “associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti” e “detenzione abusiva di armi comuni e da guerra”.   L’indagine, condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna sotto la direzione della D.D.A. di Napoli, era stata originariamente avviata a seguito della latitanza di Salvatore CALABRIA, esponente apicale del clan camorristico “De Sena” operante in Acerra, il quale, resosi irreperibile all’indomani della condanna all’ergastolo e dell’emissione nei suoi confronti della misura cautelare della custodia in carcere in relazione all’omicidio di Giovanni SODANO, alias “o ciucciaro”, vittima di agguato camorristico avvenuto ad Acerra in data 01 dicembre 1996 (già esponente di vertice del contrapposto clan “Mariniello” di Acerra), veniva infine tratto in arresto nel marzo del 2015; era stato infatti individuato a Roma, mentre si trovava seduto ad un tavolino di un bar, in possesso di una carta d’identità e di una tessera sanitaria contraffatte nonché di 4 telefoni cellulari e altrettante schede sim fittiziamente intestate ad altre persone. Come sovente avviene in tali tipi di attività investigative, la quasi totalità delle utenze telefoniche impiegate dagli indagati erano intestate a cittadini extracomunitari, evidentemente al fine di eludere indagini che gli stessi ritenevano di poter subire a proprio carico da parte delle Forze dell’Ordine. Tuttavia, gli incessanti accertamenti svolti hanno permesso di identificare gli effettivi utilizzatori dei telefoni monitorati, come nel caso, ad esempio, di uno dei fiancheggiatori del CALABRIA allorquando, in occasione dell’arresto di quest’ultimo da parte dei Carabinieri, veniva trovato in sua compagnia. Non solo, il predetto, immediatamente dopo l’arresto del latitante, effettuava delle conversazioni telefoniche in cui dava l’annuncio e commentava l’evento; in primis, fornendo la notizia alla compagna del latitante: “A Roma! Ci hanno.. Ci hanno fermato.. Ci hanno bloccato! Stavamo due tre di noi ià! E ci hanno bloccati a tutti quanti! Mo siamo.. siamo usciti e lui sta la! Mo lo portano…però mo lo vanno a pigliare e lo portano a.. a Cisterna! Hai capito?”. Finiva così la fuga del ricercato, il quale per diversi mesi si era sottratto alla cattura, avvalendosi di persone di fiducia che gli avevano garantito supporto economico, logistico (disponibilità di alloggi), il mantenimento della propria rete di contatti (attraverso incontri e utilizzo di mezzi di comunicazione) e gli spostamenti necessari. A tal proposito, uno degli indagati, interfacciandosi con la compagna del latitante, contattava quest’ultima alla ricerca di denaro utilizzando termini criptici: “Mi vuoi buttare qualcosa per la benzina per piacere?”. Ed ancora, tramite le utenze in uso ai propri fiancheggiatori, il CALABRIA riusciva a fornire indicazioni operative ai propri sodali: “Eh… po… po ti mando io un’imbasciata! Non ti preoccupare! Perché mo non è il momento! Hai capito? La.. la sai no? La situazione? Hai capito?”, “Va buò mo.. però quando è dopo le feste.. mando qualche imbasciata…. Non ti preoccupare! Poi ti faccio sapere io!”. Inoltre, seppur in termini contenuti, il CALABRIA si lamentava della condizione in cui si trovava e degli accorgimenti che stava adottando (“Eh guagliò! IO DEVO STARE LONTANO DA TUTTI!”), confidando, tuttavia, anche nel fatto che, con il trascorrere del tempo, a suo dire sarebbe riuscito a evitare la cattura: “Eh va buò…va buò…non ti preoccupare! Tutto passa!” – “Ma si risolve?” – “Si.. Si.. un po’ di tempo.. però! Tutto passa..”. Le indagini, oltre a consentire di assicurare alla giustizia il latitante e di individuare le persone che, con ruoli diversificati, avevano fornito supporto logistico ed economico al fine di agevolarne l’irreperibilità, hanno permesso anche di disarticolare due distinte organizzazioni criminali dedite al traffico di cocaina e crack, attive principalmente nei comuni di Pomigliano d’Arco ed Acerra. Erano infatti emersi dei contatti telefonici tra il latitante CALABRIA ed un soggetto, il cui monitoraggio telefonico aveva fatto emergere l’esistenza di una piazza di spaccio attiva nel Comune di Pomigliano d’Arco e diretta da FERRETTI Salvatore. Quest’ultimo, gravemente indiziato di essere il capo, organizzatore e promotore del sodalizio, curava i rapporti con i fornitori per l’approvvigionamento della sostanza stupefacente (in particolare cocaina) con cadenza pressoché quotidiana che egli poi riusciva a collocare immediatamente sul mercato illecito, arrivando anche a stabilire e controllare i tempi, i termini e le modalità di realizzazione delle diverse operazioni di approvvigionamento, confezionamento e distribuzione dello stupefacente. Il FERRETTI provvedeva allo smercio dello stupefacente sia attraverso gli altri associati – che gestivano a loro volta un personale giro di clienti e che garantivano all’associazione l’acquisto periodico di sostanza stupefacente comprando a credito e pagando quando a loro volta avevano riscosso dalla vendita al minuto – sia attraverso la cessione diretta a soggetti assuntori, la cui materiale consegna veniva curata da altri sodali a lui particolarmente vicini e che gli fungevano da factotum. Spesso i vari membri dell’organizzazione, dialogando con i propri acquirenti, utilizzavano termini criptici per indicare la sostanza stupefacente: “…vedi un momento questa pasta e cavolfiori com’è…era esagerata, bella, bella, bella, figurati che mi sono imballato sano sano…era di livello ottimissimo”. A riprova dell’estrema conclamata pericolosità sociale degli indagati, anche nel corso delle attività investigative, proprio FERRETTI Salvatore ed altri suoi sodali venivano tratti in arresto in esecuzione di altra ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione mafiosa e reati in materia di armi e sostanze stupefacenti, reati riconducibili al “clan Ferraiuolo” di Napoli. L’associazione diretta da FERRETTI ha dimostrato, per come emerso dalle attività, di essere ben radicata sul territorio, dotata di un vasto giro di clienti, di armi e con mire espansionistiche verso gli analoghi mercati della droga insistenti nei comuni limitrofi. Veniva inoltre rilevata la rottura tra FERRETTI Salvatore ed un suo sodale ed il passaggio di quest’ultimo ad un’altra organizzazione, che permetteva di cristallizzare l’esistenza di una ulteriore piazza di spaccio attiva ad Acerra e diretta da AFFINITO Ciro, alias “nas e cane”. Nelle fasi che avevano contraddistinto tale “spaccatura”, era emersa chiaramente anche una circostanza in cui FERRETTI Salvatore, armato di kalashnikov, accompagnato dal fratello Aniello, a sua volta in possesso di una pistola, insieme ad altri componenti del gruppo criminale, si erano messi alla ricerca del “traditore”, senza tuttavia riuscire a rintracciarlo. Dalle intercettazioni telefoniche emergeva la frenesia delle ricerche: “Eh, ma…eh, mi ha mandato pure il fratello da me! Eeeeeeee….hai capito?”, “Vieni qua, dove! Devo acchiappare a questo davanti e mi deve fare pure qualche tarantella? Neee…vita mia?”. Le attività di indagine hanno permesso di rilevare come AFFINITO Ciro gestisse un’organizzazione analoga a quella del FERRETTI, operante, come detto, sul territorio di Acerra. Gli inquirenti hanno avuto modo di appurare come AFFINITO mantenesse i rapporti con diversi fornitori, che gli garantivano la disponibilità di sostanza stupefacente del tipo cocaina, anche di ottima qualità, gestisse un’incessante attività di rivendita di tale sostanza anche al di fuori del comune di Acerra e, attraverso pusher a lui stipendiati, godesse di rapporti con personaggi di spessore criminale di cui si serviva per il recupero dei crediti.

A Nola convegno su “I bambini degli altri: affido, adozione, continuità affettiva”

Riceviamo e pubblichiamo

Il convegno è  in programma dalle  9 alle 13 di oggi, martedì 29 giugno 2021, nei salone del Circolo Giordano Bruno di piazza Duomo a Nola. 

  Continua la campagna di sensibilizzazione lanciata dall’Ambito N23 per favorire l’Affido dei bambini allontanati temporaneamente dalle proprie famiglie e l’occasione per approfondire l’argomento sarà costituita  dal libro edito da Franco Angeli  e firmato da Michela Di Fratta, Anna Esposito e Paolo Valerio. All’evento prenderanno parte Gaetano Minieri, sindaco di Nola, città  capofila dell’Ambito N23, Paolino Mauro, consigliere comunale di Nola delegato all’Ambito N23, Giuseppe Cafariello, psicologo e psicoterapeuta sistemico relazionale, Maria Rosaria De Monte, assistente sociale impegnata nei servizi di  prevenzione e cura delle patologie della donna e del bambino oltre che nell’assistenza consultoriale e nella medicina di genere, Chiara Fusco, assistente sociale nei Comuni di Palma Campania e Nola, Angela De Sarno, dirigente psicologo psicoterapeuta all’Asl Na3 Sud, Eleonora Simonelli, psicologa e referente del Servizio Affido Territoriale, Maria Carmela Napolitano, sociologa ed insegnante della scuola primaria, Emanuela Vitolo, psicologa  e psicoterapeuta sistemico relazionale, Daniela Ferrone, consulente familiare, mediatrice familiare e mediatore artistico. All’appuntamento sarà presente Michela Di Fratta, coautrice del libro oltre che dirigente psicologo psicoterapeuta  nelle unità operative complesse di prevenzione e cura delle patologie della donna e del bambino e di assistenza consultoriale e medicina di genere. Nel corso dell’evento sarà portata all’attenzione del pubblico anche l’esperienza sul tema di Luca Trapanese.

Aversa, Grande successo per il Tour”La rinascita “di Angelo Iannelli

Riceviamo e pubblichiamo dall’associazione Vesuvius

Si è svolta Venerdì 25 Giugno Aversa nel prestigioso e storico Palazzo Cascella, la V tappa del tour” la Rinascita “dell’instancabile  Ambasciatore del Sorriso Angelo Iannelli. Una serata poliedrica, come è poliedrico lui, il Pulcinella del sorriso,  la kermesse è iniziata con la presentazione del libro” Pandemia Seconda Ondata rabbia e confusione la sfida di Pulcinella “Moderata con maestria da  Erennio De Vita, sono intervenuti : Alfonso Golia Sindaco di Aversa, Angelo Spinillo Vescovo di Aversa, Emiliana Narciso Presidente UNICEF Campania, Edda Cioffi Conduttrice TV, Emanuela Gambardella Giornalista, Cosimo Alberti Attore Rai ha concluso i lavori l’autore  Iannelli. Tantissime emozioni nella città normanna,  illuminata con i giochi di luce dell’artista Auguil Desheeva, dopo un break degustativo di eccellenti  prodotti locali,  a seguire la moda con le modelle di The Quero Mucho di Maurizio Esposito.La musica ha visto protagonisti, i cantanti: Marco Fasano, Teresa Moccia e Gennaro De Crescenzo. Lo spettacolo condotto magistralmente da Erennio De Vita e Angelo Iannelli si è concluso con l’esibizione del musicista Rosario Scotti di Carlo. La serata è stata ripresa dall’emittenti televisive TVA di Francesco  Elia e e TV Club Economy di  Franco Capasso . Fotografri ufficiali: Mauro Cielo e Pugliese Adriano Tra i presenti per l’amministrazione comunale di Aversa oltre al primo cittadino l’assessore Giovanni Innocenti e i consiglieri :Roberto Romano e Mauro D”anzi, i i giornalisti:Gaetano Buonomo e    Giuseppe De Carlo il responsabile miss blu mare Pasquale Capasso, Enzo Manco e tanti altri. Soddisfatto Valerio Cascella padron dello storico palazzo, che ha omaggiato  l’artista Angelo Iannelli con un prezioso  riconoscimento. La serata si è conclusa tra scroscianti applausi del folto pubblico presente con il pensiero iannelliano “la rinascita siamo noi “dando appuntamento al prossimo evento.

Cicciano ricorda Francesco Petillo presentando il suo “Compendio” della storia della città

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L’ Assessorato alla Cultura, con la “Pro Loco” e con la “Federazione Italiana Giochi storici”, presenta il  “Compendio” che Francesco Petillo ha scritto sulla storia della città di Cicciano. Lo storico nel marzo di quest’anno è stato strappato dal crudele destino all’affetto dei suoi cari, a quello degli amici, ai suoi studi e ai suoi progetti.  Mercoledì, al Centro Nadur, parleranno del libro, e delle ricerche di storia di Francesco Petillo, del suo metodo e del suo stile  Maria De Riggi, Domenico Campolongo, Carmine Cimmino e Ugo De Flavis.

Nola, Aka_7even incontra i fan e firma le copie del suo cd

 Riceviamo e pubblichiamo
L’evento venerdì 2 luglio alla galleria Hyria Space in via variante 7/bis. È la prima ed unica tappa in provincia di Napoli 
Con le sue cover “Mi manchi” e “Loca” è in vetta alle classifiche dei brani tormentone dell’estate 2021 e venerdì 2 luglio sarà a Nola per incontrare i suoi fan.
È Aka_7even, il noto cantante del talk “Amici” l’ospite d’eccezione della galleria commerciale Hyria Space in via variante 7/bis dell’imprenditrice Maria Grazia Galeotafiore.
Il noto artista sarà a Nola per la sua prima ed unica tappa del tour estivo in provincia di Napoli.
Per l’occasione il giovane originario di Napoli firmerà le copie del suo cd. Per accedere allo spettacolo è necessario acquistare il disco presso il punto Unieuro all’interno della galleria Hyria dove sarà rilasciato il pass d’accesso.
“Purtroppo la pandemia non ci consentirà di vivere il tradizionale summer party quest’anno – dichiara l’imprenditrice Maria Grazia Galeotafiore – tuttavia non ci impedisce di organizzare eventi che assicurino il rispetto dei protocolli. È un grande piacere per noi ospitare il giovane e talentuoso Aka_7even, in poco tempo idolo dei ragazzi che, sono certa, ci regalerà momenti di puro divertimento. Un’occasione ghiotta anche per visitare la nostra galleria – aggiunge – e gustare un’ottima pinsa romana tra i must dell’estate e tra i piatti più richiesti di queste settimane. Vi aspettiamo venerdì”.

Turbogas di Acerra: i francesi vogliono riaprirla 7 anni dopo la chiusura

Consegnata dal gruppo Engie la richiesta di riattivazione al Comune e alla Regione. Ma gli ambientalisti sono contrari     La comunicazione con cui viene ufficializzato il piano che ha per obiettivo la riapertura della centrale turbogas, chiusa da 7 anni, è stata consegnata al Comune dalla Engie. Comune di Acerra che quindi, il 16 giugno scorso, ha informato la cittadinanza con uno scarno avviso pubblico: “presentata dalla società Engie Servizi spa l’istanza per l’avvio del procedimento d’impatto ambientale”. Ma a dispetto di queste poche righe il fatto è di quelli che meritano un approfondimento. Innanzitutto perché la Engie, che fino al 2015 si chiamava Suez, è un colosso francese nonché il quarto produttore mondiale di energia. Vuole riaprire la centrale turbogas di Acerra (produzione di energia elettrica dalla combustione di gas), i cui motori sono stati spenti il 6 aprile del 2014. Per farlo la Engie ha chiesto alla Regione Campania e a tutti gli altri enti preposti, Comune di Acerra compreso, la valutazione d’impatto ambientale del nuovo impianto attraverso la convocazione di una conferenza dei servizi. Nuovo impianto che esprimerà un’energia dimezzata rispetto a quello precedente: 50 megawatt in meno dei 100 di cui era capace la turbogas attualmente spenta. Un dimezzamento che stando alle indiscrezioni ridurrebbe al minimo l’impianto ambientale del nuovo progetto. C’è un problema però. Gli ecologisti della zona stanno comunque storcendo il naso. “La riapertura della turbogas aggraverà i già pesanti problemi ambientali del territorio”, dice Alessandro Cannavacciuolo, leader dei difensori locali dell’ambiente. Si vedrà. Certo è che la riapertura della centrale ex Suez smentisce l’idea di un business che sembrava finito. La chiusura del 2014 fu infatti determinata dalla fine degli ecoincentivi del Cip6 per l’impianto da 100 megawatt. Impianto che fu realizzato dalla ex Sogetel, una joint venture tra Fiat Avio, che gestiva il vicino stablimento aeronautico di Pomigliano, ora in mano a General Electric, e la Sondel del gruppo Falk. Alimentata esclusivamente a metano, la turbogas comportò un investimento di circa 150 miliardi di lire. Con la chiusura furono licenziate 15 persone. La produzione di energia elettrica avveniva in modalità incentivata Cip6: chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla per 15 anni al Gestore dei Servizi Energetici (GSE) a un prezzo superiore a quello di mercato.

Grazie alle associazioni YaBasta e Nuova Koinè nasce la Casa Rifugio “Sabino Romano” per le donne vittime di violenza abitativa

Riceviamo e pubblichiamo dal CSV Napoli Verrà inaugurata Domenica 4 Luglio alle ore 19 la Casa Rifugio “Sabino Romano”, grazie all’impegno delle Associazioni YaBasta! e Nova Koinè e destinata alle donne vittime di violenza e in emergenza abitativa. La Casa Rifugio vuole rendere concreto l’obiettivo della prevenzione contro ogni tipo di violenza di genere in un territorio, come quello dell’agro-nolano, in cui il fenomeno della violenza sulle donne è in costante aumento. La Campania infatti si posiziona tristemente al terzo posto nella classifica delle regioni italiane con più alto tasso di femminicidi e violenza domestica: nella sola provincia di Napoli lo Sportello rosa ha registrato il 24% in più di aggressioni nell’anno 2021, soprattutto casi di stalking e di violenza domestica. L’obiettivo delle Associazioni YaBasta e Nova Koinè è di creare un presidio di tutela e autodeterminazione, grazie soprattutto all’impegno di azionisti locali che hanno deciso di sostenere il progetto con sponsor e donazioni mensili. Il percorso di accoglienza infatti non si limiterà solamente all’emergenza residenziale: le operatrici assisteranno le donne nel loro processo di autonomia attraverso un servizio di supporto psicologico, accompagnamento legale, assistenza nell’accesso ai servizi e orientamento alla ricerca lavorativa. L’inaugurazione avrà luogo simbolicamente a Scisciano presso la sede operativa dell’Associazione YaBasta! in via Corso Umberto n. 51 alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni del territorio e potrà essere seguita in diretta sulla pagina Facebook e Instagram delle Associazioni al seguente link: https://www.facebook.com/yabasta.onlus (fonte foto: rete internet)

“Ripartire dalla Campania”: sciopero nelle fabbriche Leonardo di Pomigliano e Nola

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Dopo aver ascoltato i lavoratori le rsu dei grandi impianti aeronautici hanno dato il via libera all’astensione.     Non è uno di quegli scioperi scaturiti da vertenze nazionali o comunque da questioni che riguardano tematiche più generali, ad “ampio spettro”. Stavolta lo sciopero proclamato dalle rsu delle grandi fabbriche Leonardo di Pomigliano e di Nola punta su una questione molto legata al territorio e alle speranze e ai timori dei due grandi stabilimenti aeronautici. Qui l’astensione è stata decisa per mercoledì, dopodomani. Con un comunicato affisso in bacheca le rappresentanze sindacali unitarie invitano i lavoratori a lasciare gli stabilimenti due ore prima in ogni turno. Dunque, stop anticipato in tutte le prestazioni. Nel comunicato le rsu lamentano il fatto che non è stato ancora presentato un piano strategico per la divisione aerostrutture, dove cioè si producono i componenti degli aerei commerciali a corto, medio e lungo raggio, sia Atr che Airbus e Boeing ma con una prevalenza per le europee Atr ed Airbus. In questo settore, concentrato per quanto riguarda Leonardo soprattutto al Sud, tra Pomigliano, Nola, Grottaglie e Foggia, l’azienda nei mesi scorsi ha annunciato agli azionisti, sempre secondo quanto scritto dalle rsu sia oggi che nelle settimane passate, 1000 esuberi da “smaltire” in modo non traumatico attraverso trasferimenti interni e mobilità incentivata. Una decisione che però ha iniziato col rendere comunque più tesi i rapporti sindacali. Intanto le organizzazioni di categorie si dichiarano preoccupate anche per le condizioni produttive delle altre divisioni, la velivoli e la corporate. Poi la situazione si è complicata di recente, con la comunicazione interna di Leonardo in base alla quale sono stati drasticamente ridotti i premi di risultato proprio negli impianti napoletani, Pomigliano in primis. Qui a luglio il premio di risultato (che sostanzialmente sostituisce la vecchia quattordicesima) sarà erogato in versione ridotta del 45 % ai 2700 addetti della grande fabbrica: quasi dimezzato. Preoccupazioni che si moltiplicano. A Pomigliano e in una vasta area dell’hinterland napoletano Fim, Fiom, Uilm e Fismic esprimono il timore che il settore aeronautico sia in pericolo. “Bisogna assolutamente ripartire dalla Campania – l’appello dei sindacati messo nero su bianco nel loro messaggio – non accetteremo alcun ridimensionamento degli organici e delle missioni produttive”. Sarà comunque una giornata di non poco conto quella di mercoledì. Già a partire da queste ore gli addetti ai lavori si stanno interrogando su quale potrà essere la percentuale di adesione allo sciopero fissato per dopodomani.

Somma Vesuviana, VIII edizione del trofeo di pattinaggio YES 2021: fioccano medaglie per i piccoli pattinatori

Ad organizzarlo i padroni di casa l’ASD Somma Skating School, che hanno messo in campo tutta la loro esperienza nel mondo delle manifestazioni sportive su rotelle.

 

Lo YES si è dimostrato una festa per tutti i pattinatori che vi hanno partecipato e per tutto il pomeriggio di competizioni facce sorridenti si sono susseguite nel pattinodromo di Santa Maria del Pozzo. I migliori tempi della giornata nelle qualificazioni individuali sono stati segnati da Flavia Venuso (Somma skating School) con 26,18 secondi per le donne e Marco La Gioia (Quelli del Pattinaggio) per gli uomini con 24,76 secondi.

Al termine delle batterie l’associazione sommese conta nel suo medagliere un oro (Francesco Prisco), tre argenti (Claudia Di Palma, Flavia Venuso e Pavlo Baranivskyy) e due bronzi (Lucia Sartore e Glauco Converti), piazzandosi al terzo posto della classifica delle società. Una menzione e un plauso speciale per la categoria dei più piccini, dove pattinatori classe 2016/15 hanno affrontato e superato le stesse difficoltà dei più grandi, vinta dalla più piccola iscritta all’evento Zelda Fusco (Open) di neanche 5 anni.