“Ripartire dalla Campania”: sciopero nelle fabbriche Leonardo di Pomigliano e Nola

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un'assemblea sindacale nella Leonardo di Pomigliano
un'assemblea sindacale nella Leonardo di Pomigliano

Dopo aver ascoltato i lavoratori le rsu dei grandi impianti aeronautici hanno dato il via libera all’astensione.

 

 

Non è uno di quegli scioperi scaturiti da vertenze nazionali o comunque da questioni che riguardano tematiche più generali, ad “ampio spettro”. Stavolta lo sciopero proclamato dalle rsu delle grandi fabbriche Leonardo di Pomigliano e di Nola punta su una questione molto legata al territorio e alle speranze e ai timori dei due grandi stabilimenti aeronautici. Qui l’astensione è stata decisa per mercoledì, dopodomani. Con un comunicato affisso in bacheca le rappresentanze sindacali unitarie invitano i lavoratori a lasciare gli stabilimenti due ore prima in ogni turno. Dunque, stop anticipato in tutte le prestazioni. Nel comunicato le rsu lamentano il fatto che non è stato ancora presentato un piano strategico per la divisione aerostrutture, dove cioè si producono i componenti degli aerei commerciali a corto, medio e lungo raggio, sia Atr che Airbus e Boeing ma con una prevalenza per le europee Atr ed Airbus. In questo settore, concentrato per quanto riguarda Leonardo soprattutto al Sud, tra Pomigliano, Nola, Grottaglie e Foggia, l’azienda nei mesi scorsi ha annunciato agli azionisti, sempre secondo quanto scritto dalle rsu sia oggi che nelle settimane passate, 1000 esuberi da “smaltire” in modo non traumatico attraverso trasferimenti interni e mobilità incentivata. Una decisione che però ha iniziato col rendere comunque più tesi i rapporti sindacali. Intanto le organizzazioni di categorie si dichiarano preoccupate anche per le condizioni produttive delle altre divisioni, la velivoli e la corporate. Poi la situazione si è complicata di recente, con la comunicazione interna di Leonardo in base alla quale sono stati drasticamente ridotti i premi di risultato proprio negli impianti napoletani, Pomigliano in primis. Qui a luglio il premio di risultato (che sostanzialmente sostituisce la vecchia quattordicesima) sarà erogato in versione ridotta del 45 % ai 2700 addetti della grande fabbrica: quasi dimezzato. Preoccupazioni che si moltiplicano. A Pomigliano e in una vasta area dell’hinterland napoletano Fim, Fiom, Uilm e Fismic esprimono il timore che il settore aeronautico sia in pericolo. “Bisogna assolutamente ripartire dalla Campania – l’appello dei sindacati messo nero su bianco nel loro messaggio – non accetteremo alcun ridimensionamento degli organici e delle missioni produttive”. Sarà comunque una giornata di non poco conto quella di mercoledì. Già a partire da queste ore gli addetti ai lavori si stanno interrogando su quale potrà essere la percentuale di adesione allo sciopero fissato per dopodomani.