Ottaviano, Parco Nazionale del Vesuvio: riapre il sentiero n°4 “Attraverso la Riserva Tirone”
Riceviamo e pubblichiamo dall’ente Parco Nazionale del Vesuvio.
A partire dal 23 luglio, per tre mesi fino al 23 ottobre 2021, riapre al pubblico il sentiero n. 4 “Attraverso la Riserva Tirone”, per tre giorni settimanali, dal venerdì alla domenica.
L’iniziativa di apertura programmata rientra nell’ambito della riorganizzazione della rete sentieristica da parte dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, nell’intento di promuovere la più ampia fruizione diffusa e controllata del territorio del Parco, in questo caso d’Intesa con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta.
Nei fini settimana da luglio a settembre il sentiero, che attraversa le foreste della Riserva Tirone, sarà possibile fare escursioni naturalistiche nel tratto compreso tra il cancello di ingresso, lato Ercolano, e la cosiddetta Casa di Amelia, presso le casermette forestali. Il percorso si snoda in pianura per 2,6 km ed è facilmente accessibile.
L’Ente Parco ha attivato un servizio di presidio e supporto all’apertura controllata e alla fruizione del predetto sentiero, avvalendosi del supporto delle Guide in possesso del titolo di guida del Parco Nazionale del Vesuvio. Nell’area sarà inoltre presente anche il personale del Reparto biodiversità dei Carabinieri forestali, per le attività di vigilanza.
L’accesso al sentiero sarà a titolo gratuito; i visitatori saranno registrati all’ingresso, per motivi di sicurezza, tutela e per assicurare il rispetto delle disposizioni vigenti per il contenimento del contagio da Covid-19.
Sarà, ovviamente, anche consentito l’accesso a gruppi accompagnati da guide turistiche e naturalistiche professioniste, ferma restando la presenza in loco del personale dell’Ente parco.
“Un altro importante tassello si aggiunge al tema della fruizione in sicurezza delle bellezze naturalistiche del Parco del Vesuvio; – dichiara Agostino Casillo, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio – continuiamo ad implementare e diversificare l’offerta di fruizione e per rispondere alla crescente richiesta di poter passare tempo libero in natura, godendo delle meraviglie naturalistiche del Vesuvio.
Grazie alla collaborazione con il Reparto Carabinieri Biodiversità di Caserta che gestisce la Riserva Tirone – Alto Vesuvio – continua Casillo – siamo riusciti ad organizzare il presidio del sentiero con il supporto delle Guide del Parco Nazionale del Vesuvio.
Il sentiero n° 4 “Attraverso la riserva Tirone” rappresenta uno dei sentieri più ricchi di biodiversità del Parco nazionale del Vesuvio – aggiunge il Presidente Casillo – un sentiero agevole, adatto alle famiglie ed ai bambini.”
“Si tratta di un’area caratterizzata da boschi e foreste – spiega il Direttore dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Stefano Donati – in particolare leccete, che rappresentano l’ambiente tipico vesuviano nel versante che guarda il mare. Il sentiero è stato oggetto di estesi interventi di bonifica e taglio delle piante bruciate nell’incendio del 2017, e sarà a breve teatro di importanti interventi di rinaturalizzazione con le specie tipiche del Vesuvio, già progettati e in fase di appalto, per restituirgli appieno la funzione di laboratorio a cielo aperto di biodiversità.”
A Pomigliano d’Arco la seconda edizione del World Metrology Day
Riceviamo e pubblichiamo
Nei giorni scorsi, presso la società Mes Group di Pomigliano d’Arco si è svolta la seconda edizione del World Metrology Day, una fiera dedicata alla Metrologia e al Collaudo dimensionale in cui le aziende internazionali leader del settore hanno presentato le ultime tecnologie legate all’automazione e al controllo qualità di prodotto.
Dopo l’ultima edizione tenutasi nel 2019, che ha visto la partecipazione di 300 visitatori e più di 10 stand espositori, anche questo appuntamento ha attirato l’interesse delle aziende, che hanno mostrato attenzione alla presentazione delle tecnologie proposte, partecipando attivamente ai momenti di intrattenimento e di condivisione professionale. Si sono registrate infatti circa 200 persone, con una media di 100 persone ripartite nei due appuntamenti.
L’azienda promotrice dell’evento è la Mes Group, una società costituita più di 10 anni fa e operante nel settore aeronautico specializzata nella produzione verticalizzata (produzione, progettazione, collaudo dimensionale) di attrezzature e parti. La società ha posto le sue basi sulla Qualità di prodotto e di Processo, facendo del collaudo dimensionale e del service di misura un vero e proprio core business, presentandosi come una delle realtà più complete e competitive nel settore aeronautico del sud Italia, collaborando con le aziende di maggior risonanza nazionale ed internazionale.
Di seguito, alcuni espositori.
Faro: Azienda leader del settore per misurazione 3d, imaging e realizzazione digitale. Specializzati nel colmare le distanze tra mondo fisico e digitale.
Tebis: Azienda specializzata nella fornitura su scala mondiale di tecnologie software CAD/CAM e MES. Con il loro software è possibile gestire in modo veloce ed efficiente i processi di sviluppo, progettazione e produzione di modelli, stampi e componenti.
Gom: Società specializzata nella tecnologia di misurazione industriale di coordinate 3D, tomografia computerizzata 3D e testing 3D. Dallo sviluppo dei suoi prodotti, alla produzione e alla distribuzione, Gom offre macchine e sistemi per la digitalizzazione 3d manuale e automatizzata, software di analisi, formazione e supporto professionale, tutto da un unico fornitore.
Plexus: Società che svolge attività di formazione agli addetti delle industrie e società di servizi sui temi della qualità. Per le attività di formazione Plexus è Trainer Provider approvato da AIAG per i corsi Automotive e dall’International Aerospace Quality Group (IAQG) per i corsi Aerospace. Inoltre svolge attività di consulenza alle aziende per l’implementazione di sistemi di gestione per la qualità.
Renishaw: un gruppo multinazionale specializzato in metrologia di alta precisione e tecnologie per il settore sanitario. Progetta, sviluppa e commercializza soluzioni e sistemi in grado di assicurare un livello di precisione, controllo e affidabilità senza precedenti.
ASF Metrology: Azienda che commercializza macchine di misura tridimensionali/CMM nuove, usate e retrofittate. Con l’acquisizione del business CMM (LK Metrology) nel 2018, ASF Metrology è riuscita a consolidare il suo business e la sua competitività, offrendo oggi una nuova gamma di CMM ad alta qualità con eccellente costruzione in ceramica e un software multi-sensore.
Würth: leader mondiale nella distribuzione di prodotti e sistemi per il fissaggio ed il montaggio con oltre 125.000 prodotti in gamma garantiti da test rigorosi e dotati di certificati di qualità conformi alle normative, schede di sicurezza e indicazioni per la tutela della salute degli utilizzatori.
Metrologic Group: azienda che progetta e vende soluzioni software di misura 3D, dispositivi elettronici e servizi correlati. Il gruppo fornisce soluzioni e prodotti industriali innovativi per le misurazioni, dove l’accuratezza varia da micrometro a millimetri.
Si è tenuto, inoltre, il workshop Plexus, uno dei partner espositori, nella sala formazione della Mes Group dal professor Antonio Ciancio, arrivato da Torino per tenere una brillante lezione sull’MSA (Measurement System Analysis). L’MSA è un “core tool” dell’industria automobilistica, e come tale è una competenza richiesta per gli auditor interni e per gli auditor fornitori secondo la IATF 16949. Lo scopo del corso era quello di informare i partecipanti su come poter rilevare i dati, analizzarli, intervenire in anticipo sui problemi, mettere in atto le azioni necessarie per il conseguimento di quel miglioramento continuo richiesto dai clienti ai Responsabili Qualità delle aziende Aerospace e Automotive.
Non sono mancate personalità di spicco che hanno presenziato all’evento: l’assessore alle attività produttive della Regione Campania Antonio Marchiello, il consigliere regionale della Campania Carmine Mocerino, l’assessore alle politiche sociali e al lavoro del Comune di Pomigliano d’Arco, Domenico La Gatta.
Somma Vesuviana, l’Associazione “I Vagabondi” impegnata in una serie di eventi sul territorio Sommese
Dal Comune di Somma Vesuviana riceviamo e pubblichiamo
Teatro itinerante a Somma Vesuviana. I monumenti della città faranno da scenografia agli eventi teatrali.
Rosalinda Perna (Ass. Beni Culturali del Comune di Somma Vesuviana) : “Il vero palcoscenico sarà il paese”.
Maria Sorrentino ( Pres. de I Vagabondi) : ” Alcuni dei nostri attori rappresenteranno l’Italia al. Festival Europeo di Performer in Arti Sceniche”.
Questa Sera – Giovedì – 22 Luglio – Ore 21 – Chiostro Francescano di Santa Maria del Pozzo – Teatro con “Il cuore di una rosa”.
Alcuni degli attori della Compagnia de “I vagabondi” rappresenteranno l’Italia al Festival Europeo di Performer in Arti Sceniche”.
“Questa sera inizierà il teatro itinerante a Somma Vesuviana. Il vero palcoscenico sarà il paese ed i suoi monumenti ne rappresenteranno la scenografia. Abbiamo numerose eccellenze anche in questo settore. Alcuni attori della Compagnia che vedremo all’opera questa sera , rappresenteranno l’Italia al Festival Europeo di Performer in Arti Sceniche”. Lo ha annunciato Rosalinda Perna, Assessore ai Beni Culturali di Somma Vesuviana, nel napoletano.
Dunque l’Amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno punta sulla ripartenza culturale del territorio attraverso la valorizzazione delle realtà sommesi.
Oggi, alle ore 21,”Il cuore di una rosa” testo teatrale inedito con messa in scena presso il Chiostro francescano di Santa Maria del Pozzo.
“L’Associazione “I Vagabondi” che opera sul territorio dal 2013, ha lo scopo di sviluppare e valorizzare il territorio e le sue tradizioni, ed in molti casi, purtroppo, la prima conoscenza, o la riscoperta di esse. Questo rappresenta il primo step per la crescita culturale soprattutto delle nuove generazioni – ha affermato Maria Sorrentino, Presidente de “I Vagabondi” – non come mero e nostalgico ricordo del passato, ma come essenziale punto di partenza per la crescita dell’intera Comunità. Dunque, oggi, Giovedì 22 luglio alle ore 21:00 presso Chiostro di Santa Maria del Pozzo, la Compagnia Teatrale che nasce in seno all’Associazione, proporrà la kermesse “Il cuore di una rosa” (il cui ricavato sarà devoluto in beneficenza) testo inedito nei dialoghi, il tentativo attraverso musiche e brani di raccontare l’”amore” seguendo varie sfaccettature vissute soprattutto dalla donna, sottolineando gli “amori” violenti e malati concludendo con un messaggio di speranza rivolto al sentimento universale che rende l’ ”umanità” “amabile” ed unica. La nostra attività teatrale e l’impegno morale ci ha permesso di far capire che le discipline dello spettacolo si affrontano con passione e professionalità tali da raggiungere risultati di rilievo, guidati da Sorrentino Maria, nonché Responsabile Provinciale Regione Campania del progetto Internazionale Performer in arti sceniche, alle finali Europee di Performer in arti sceniche: i giovani attori dei quali alcuni di Somma Vesuviana, rappresenteranno l’ITALIA nei vari ambiti: dal Performer completo alla compagnia e performance individuali in recitazione e canto. L’Associazione inoltre sarà impegnata da qui a settembre -ottobre in una serie di eventi sul territorio Sommese”.
(fonte foto: rete internet)
Casalnuovo, una casa per senzatetto e divorziati nel bene confiscato: ok dal Comune
La struttura sarà realizzata a spese dalla parrocchia della Santissima Annunziata che la gestirà
Don Tommaso izzo presentò al Comune sette anni fa, nel 2014, la richiesta per l’utilizzo a scopo benefico della struttura, un rustico abusivo sequestrato, confiscato e quindi finito nel patrimonio pubblico della municipalità. E ora, dopo un lungo iter burocratico, don Tommaso, parroco della chiesa della Santissima Annunziata, può finalmente tirare un sospiro di sollievo: l’edificio confiscato in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, un rustico di duecento metri quadrati, potrà essere completato e quindi trasformato in un dormitorio per le persone in difficoltà, sia clochard che divorziati impossibilitati a prendere un nuovo alloggio dopo aver lasciato il tetto coniugale. La licenza edilizia per concretizzare il tutto è stata appena consegnata al sacerdote dal sindaco, Massimo Pelliccia. Un iter lungo dicevamo. Per poter rendere disponibile e quindi utilizzabile il bene confiscato la giunta ha dovuto far approvare una variante al piano regolatore a causa dello stato di illegalità in cui versava l’immobile, costruito al centro della città, vicino alla chiesa dell’Annunziata: uno dei tanti sfregi di una speculazione che ha segnato irrimediabilmente questo e altri territori dell’hinterland. Intanto i lavori per il dormitorio inizieranno entro settembre. Sono stati i fedeli a chiedere a don Tommaso di organizzare una colletta per il progetto. “Credo che i lavori per il dormitorio potranno iniziare tra poche settimane – conferma don Tommaso – si tratta di un’opera caritatevole di notevole portata per il territorio”. Trentaquattro posti letto su due piani. “Per la mensa – aggiunge don Tommaso – abbiamo già pronta quella che si trova in parrocchia”. In effetti l’immobile, abusivo e adesso regolarizzato, era stato donato alla parrocchia dal Comune già alla fine del 2018. Ma dall’analisi urbanistica sorse la necessità di approntare e approvare una variante edilizia ad hoc in quanto l’edificio risultava in una zona del piano regolatore incompatibile con quel tipo d’impianto. “Con il rilascio del permesso a costruire – commenta il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia – abbiamo dato il via libera definitivo alla realizzazione di un dormitorio per indigenti all’interno di un bene sottratto all’abusivismo edilizio. Siamo davvero fieri ed orgogliosi – aggiunge il primo cittadino – di questo progetto che porterà avanti il parroco don Tommaso Izzo. Grazie alle donazioni dei fedeli ed all’intervento della chiesa riusciremo a realizzare un dormitorio per senza fissa dimora e persone in difficoltà. Credo che siamo gli unici in Campania ad aver finalizzato la conversione di un’opera abusiva in un’opera dall’enorme valenza sociale, promuovendo una variante urbanistica puntuale ed acquisendo il parere favorevole della Città Metropolitana, del genio civile e dell’Asl. Ringrazio il consiglio comunale – conclude Pelliccia – per la sensibilità mostrata verso la tematica e ringrazio anche gli uffici che hanno lavorato a questo progetto”.
Marigliano/Nola, Terra dei fuochi: interforze in campo per reprimere e prevenire l’abbandono illecito dei rifiuti
Riceviamo e pubblichiamo
Nell’ambito delle attività di repressione e prevenzione dell’abbandono illecito di rifiuti provenienti da utenze domestiche, industriali e agricole, mirate anche alle discariche abusive il Raggruppamento “Campania” dell’Esercito Italiano su base Reggimento Cavalleggeri “Guide” (19°), secondo le direttive stabilite dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania nell’ambito della “Terra dei Fuochi” ha svolto un’operazione di controllo straordinario contro lo smaltimento illecito e sulla prevenzione di roghi industriali, artigianali e commerciali nel comune di Marigliano
Il 20 luglio un equipaggio dell’Esercito Italiano congiuntamente a una pattuglia della Polizia Municipale di Marigliano (Na), effettuavano un controllo presso un’attività imprenditoriale, di cui identificavano, sanzionavano e denunciavano una persona. Al termine dell’attività sono state comminate multe per un totale di euro 3.000,00.
Successivamente le pattuglie si recavano presso un terreno agricolo, sempre nel Comune di Marigliano, ove dai riscontri rilevati con droni dotati di camera termica dell’agenzia di sviluppo Area Nolana rilevavano anomalie del terreno relative a probabili rifiuti interrati e materiale tossico in superficie (presumibilmente amianto), tutto sarà oggetto di indagine per ulteriori accertamenti.
Nel dettaglio la composizione del personale presente comprendeva: il Raggruppamento Campania dell’Esercito su base Reggimento Cavalleggeri “Guide” (19°), la Polizia Municipale di Marigliano e l’Agenzia di sviluppo Area Nolana.
Le attività si inquadrano nelle azioni di “secondo livello” (cioè operate da pattuglie congiunte dall’Esercito e dai corpi di Polizia municipale o metropolitana) che si aggiungono ai settimanali Action Day.
(fonte foto: rete internet)
Casamarciano, XI edizione del festival del teatro “Scenari Casamarciano”
Riceviamo e pubblichiamo dal comune di Casamarciano.
Si terrà giovedì 22 luglio, alle ore 19.30, nella chiesa di Santa Maria Del Plesco la conferenza di presentazione della XI edizione del festival nazionale del teatro, noto come “Scenari Casamarciano”.
La rassegna teatrale, fiore all’occhiello della programmazione dell’ente di piazza Umberto I, è in programma dal 2 al 12 settembre prossimi.
All’evento, patrocinato dall’ordine dei giornalisti della Campania, prenderanno parte, tra gli altri, il sindaco Carmela De Stefano, l’assessore preposto Angelo Piscitelli, il direttore artistico del premio “Annibale Sersale” riservato alle compagnie amatoriali, Pasquale Manfredi ed il presidente dell’ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli.
Le voci del Monte 2021: ecco tutti gli appunti della settimana al Torchio
Riceviamo e pubblichiamo.
Quattro spettacoli questa settimana per la rassegna estiva di teatro all’aperto Le Voci del Monte 2021 a Somma Vesuviana. La manifestazione, organizzata insieme dall’associazione Il Torchio e dal teatro Summarte presso lo spazio esterno de Il Torchio nel parco degli Aromi (via Colonnello Aliperta), prevede spettacoli di generi diversi. Si inizia martedì 20 luglio, alle ore 18 e 20 con la compagnia la Mansarda che propone un evento adatto ai più piccoli con Carosello di fiabe in cui gli spettatori si imbatteranno nei personaggi più noti delle fiabe. Venerdì 23 luglio Maria Rosaria De Medici è la protagonista del suo Grand Hotel della Luna, un racconto teatrale della nostalgia dei tempi d’oro del jazz attraverso la storia di un hotel (ore 19.00 e 21.00). Sabato 24 luglio Salvatore Palombi propone Il Piccolo Principe, una rilettura del racconto di Antoine de Saint-Exupéry, della storia e delle peripezie del suo protagonista accompagnati dalle parole di Lucio Dalla (ore 19 e alle ore 21). Domenica 25 luglio, alle ore 21, va in scena Mamme piccole tragedie minimali di Annibale Ruccello con la regia di Vincenzo Arena in cui, si racconta a storia di quattro mamme, quattro sfumature del complesso rapporto con la figura materna. A interpretarle Stefania Cerbone, Vincenzo Arena, Pasquale Indolfi, Francesca Iossa.
Venerdì 23 luglio va in scena Grand Hotel della Luna, un racconto concerto di e con Maria Rosaria De Medici che – accompagnata dal pianoforte di Mariella Pandolfi e dal contrabbasso di Massimo Mercogliano- riporta alla luce i “tempi d’oro” del jazz vissuti nell’hotel, quando la musica scandiva le giornate e le stagioni, e ogni ospite lasciava il ricordo della sua arte, un ricordo custodito nella memoria. Lo spettacolo ha la collaborazione artistica di Fabio Cocifoglia. Doppio appuntamento alle ore 19.00 e 21,00. “I luoghi di passaggio- spiega Maria Rosaria De Medici – dove nessuno è davvero a casa, sono posti dove le cose si vedono meglio, forse sembrano più vere. Così in una sola sera bastano parole e canzoni per evocare personaggi, artisti che vivono nel mito, tutti ospiti di un magico Grand Hotel della Luna, forse un po’ démodé, un luogo dove il tempo si è fermato”.
Sabato 24 luglio va in scena (ore 19 e ore 21) Salvatore Palombi con Il Piccolo Principe, a cura di Fabio Cocifoglia e Manuela Mandracchia, con Leonardo Calcagnini (chitarra) e Francesco Cavaliere(basso). Si tratta di una rilettura del racconto di Antoine de Saint-Exupéry, della storia e delle peripezie del suo protagonista accompagnati dalle parole di Lucio Dalla. Doppio spettacolo alle ore 19 e alle ore 21. “Nel felice incontro – racconta Fabio Cocifoglia, con i testi e le musiche di Lucio Dalla le parole di Antoine de Saint-Exupéry volano ancora più in alto, e da lì su ci mostrano immensi spazi dell’anima dove ritrovare vecchi amici dimenticati. E lo sguardo gentile e delicato del Piccolo Principe illumina ogni parola, ogni immagine di un raro e profondo senso d’amore. Venire ad ascoltare questo racconto concerto vuol dire regalarsi qualche istante di bellezza; una storia dedicata ai bambini che eravamo, un tempo trascorso insieme per “addomesticarci” un po’! Perché è importante, molto importante sapere se la pecora ha mangiato o no il fiore con le spine! Il cielo la notte potrebbe sorriderci!”
Domenica 25 luglio, ore 21, chiude gli eventi di luglio della rassegna Le Voci del Monte, lo spettacolo “Mamma – Piccole tragedie minimali” di Annibale Ruccello riletto dalla regia di Vincenzo Arena, con in scena Stefania Cerbone, Vincenzo Arena, Pasquale Indolfi, Francesca Iossa. Sono le storie di quattro figure che hanno in comune la stessa condizione di madre, ma con evoluzioni differenti. “Si tratta – sottolinea nelle note il regista Vincenzo Arena – di uno spettacolo con una scrittura antropologica, strutturata come singola voce monologante per quattro episodi sciolti e formulata alternando, spesso, la canzonetta (il degradare della vita) al dramma familiare, alla tradizione, al tragico, al comico, al grottesco. La pièce, nella sua interezza, è sicuramente una rappresentazione matrifocale (per la quale, la Madre è il fulcro dell’identità dell’aggregato domestico) e, di conseguenza, matrilaterale. E’ la drammatizzazione delle interdipendenze esistenti tra diversi aspetti dello status femminile (ovviamente, contestualizzato da Ruccello nel periodo in cui viene scritta l’opera) e il loro rapporto con il sistema socio – culturale (anche religioso e mass mediale). Partendo dall’importanza del ruolo della donna nella riproduzione e nell’allevamento dei figli, che limita la libertà della stessa e la costringe nella sfera domestica, Ruccello racconta di un processo degenerativo della maternità ideale ed idealizzata”.
La prenotazione agli spettacoli è obbligatoria chiamando al 3935667597 o 3333364729.
La chiesa napoletana di San Biagio Maggiore, l’”Arte” dei librai e uno strano “detto” popolare
Nel complesso monumentale composto dalle chiese di San Biagio Maggiore e di San Gennaro dell’Olmo venne battezzato G.B. Vico. Nei pressi c’è Palazzo Marigliano che fu Palazzo di Capua e poi della Riccia. La “confraternita” dei librai e degli stampatori, a cui appartenne il padre del grande filosofo, nato in una casa di via San Biagio. Il lavoro prezioso della “Fondazione Giambattista Vico”. L’origine del detto popolare:”Ne saje niente, de Sambiase?”.
Là dove si incrociano, nella parte “antica” di Napoli, via San Gregorio Armeno e via San Biagio dei Librai, accanto al maestoso Palazzo Marigliano, vi è un “monumento” formato da due chiese, San Biagio Maggiore e San Gennaro all’Olmo. Oggi parleremo della prima chiesa, ma anche il palazzo, che si chiamò di Capua, della Riccia e infine Marigliano,merita un cenno. Lo progettò un calabrese di Mormanno, Giovanni Donadio, che fu, dice Gino Doria, un “esperto fabbricante di organi”, e un raffinato architetto. Egli diede al palazzo “la più bella facciata Cinquecentesca di Napoli” (Roberto Pane). “Il portale non è quello primitivo, del quale un’antica incisione ci mostra l’arco a tutto sesto impostata su pilastri ionici: “invenzione del Mormanno, dice Pane, che potrebbe essere assunta come simbolo del Rinascimento napoletano”” (Gino Doria).Nel 1631, quando in città si diffuse il culto di San Biagio vescovo, patrono di Ragusa in Dalmazia e protettore dei malati di gola, il cardinale Boncompagni fece costruire la chiesa di San Biagio Maggiore congiungendo l’antica cappella dedicata al Santo nella chiesa di San Gennaro dell’Olmo e la sacrestia di questa chiesa. “La chiesa presenta un semplice esterno intonacato di bianco con il portale e la finestra seicenteschi in piperno. La pianta è semplicissima, ad aula stretta e lunga che ha come unica fonte di luce la finestra del prospetto, essendo l’invaso inserito fra la chiesa di San Gennaro dell’Olmo, a nord, e i locali del palazzo Marigliano, oggi occupati da esercizi commerciali.”(Francesca Capano). Alla costituita chiesa di San Biagio vennero affidate le reliquie del Santo, prima custodite dalle suore di San Gregorio Armeno e un braccio del Santo, che era conservato nella Cappella del Tesoro di San Gennaro.La chiesa di San Biagio oggi si può visitare grazie alla “fondazione Giambattista Vico”che ha curato il restauro anche degli stucchi dell’interno e del “corredo” delle opere d’arte, tutte del tardo Cinquecento, tutte di pittore ignoto: la pala dell’altare maggiore, in cui sono raffigurati la Vergine in gloria, San Biagio e San Nicola, e due quadri, uno con la “Crocifissione”, l’altro con la “Vergine del Soccorso” e con il ritratto del committente.
La chiesa di San Biagio Maggiore venne affidata dai Governatori della Santa Casa dell’Annunziata all’ “Arte dei Librai”: dopo la peste del 1656- ricorda Fausto Nicolini – i librai e gli stampatori diventarono numerosi, occuparono quasi tutte le botteghe del quartiere e trasformarono l’ “Arte” in una vera e propria “confraternita”. E per tipografi e librai “Napoli divenne una piazza così buona che vennero d’oltralpe due abilissimi, ammaliziati e tutt’altro che incolti tipografi- editori – librai francesi: Antonio Bulifon e Iacopo Raillard”. Antonio Vico, padre di Giambattista, faceva parte della confraternita e teneva casa e bottega al n.31 di via San Biagio dei Librai, poco lontano dal largo dell’Olmo. Scrive Vincenzo Regina che, come tutte le confraternite, anche quella dei “librai”, era dedita “ a opere di beneficenza: il giorno della festa di San Biagio “ i confratelli “ provvedevano a donare la dote per il matrimonio di due fanciulle figlie di librai poveri oltre che ad aiutare i bisognosi”. Al nome di San Biagio è legato un curioso detto popolare, la cui origine è raccontato dal Galante nella “Guida sacra della città di Napoli”. Nel 1808, la notte successiva alla festa di San Biagio, alcuni vetturini portarono via dalla chiesa “l’argenteo busto del Santo” e lo vendettero a un orefice. Le ricerche condotte dalle forze di polizia permisero di recuperare la testa e il braccio della statua, ma i ladri non vennero mai smascherati. E i Napoletani, mirabili inventori di “detti”, da allora, quando vogliono alludere all’impossibilità di ricostruire per intero una vicenda e di ottenere qualche notizia dai diretti testimoni, dicono: “ Ne saje niente, de Sambiase?”.Nella chiesa venne sepolto un celebre medico del Seicento, Marco Aurelio Severino, ucciso dalla peste del 1656 che egli aveva contribuito a combattere, salvando molte vite umane.
La chiesa di San Biagio Maggiore venne affidata dai Governatori della Santa Casa dell’Annunziata all’ “Arte dei Librai”: dopo la peste del 1656- ricorda Fausto Nicolini – i librai e gli stampatori diventarono numerosi, occuparono quasi tutte le botteghe del quartiere e trasformarono l’ “Arte” in una vera e propria “confraternita”. E per tipografi e librai “Napoli divenne una piazza così buona che vennero d’oltralpe due abilissimi, ammaliziati e tutt’altro che incolti tipografi- editori – librai francesi: Antonio Bulifon e Iacopo Raillard”. Antonio Vico, padre di Giambattista, faceva parte della confraternita e teneva casa e bottega al n.31 di via San Biagio dei Librai, poco lontano dal largo dell’Olmo. Scrive Vincenzo Regina che, come tutte le confraternite, anche quella dei “librai”, era dedita “ a opere di beneficenza: il giorno della festa di San Biagio “ i confratelli “ provvedevano a donare la dote per il matrimonio di due fanciulle figlie di librai poveri oltre che ad aiutare i bisognosi”. Al nome di San Biagio è legato un curioso detto popolare, la cui origine è raccontato dal Galante nella “Guida sacra della città di Napoli”. Nel 1808, la notte successiva alla festa di San Biagio, alcuni vetturini portarono via dalla chiesa “l’argenteo busto del Santo” e lo vendettero a un orefice. Le ricerche condotte dalle forze di polizia permisero di recuperare la testa e il braccio della statua, ma i ladri non vennero mai smascherati. E i Napoletani, mirabili inventori di “detti”, da allora, quando vogliono alludere all’impossibilità di ricostruire per intero una vicenda e di ottenere qualche notizia dai diretti testimoni, dicono: “ Ne saje niente, de Sambiase?”.Nella chiesa venne sepolto un celebre medico del Seicento, Marco Aurelio Severino, ucciso dalla peste del 1656 che egli aveva contribuito a combattere, salvando molte vite umane.
Pomigliano D’arco, in arrivo 500.000mila euro dalla città Metropolitana per il progetto di forestazione urbana
Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Pomigliano.
Il progetto di forestazione urbana del Comune di Pomigliano d’Arco presentato al Ministero della transizione ecologica, è stato l’unico ad essere selezionato dalla città Metropolitana ed ammesso a finanziamento, per un importo complessivo di 500.000 Euro.
Le aree individuate per il progetto integrato di forestazione urbana sono:
– il parco pubblico “Giovanni Paolo II”
– il parco pubblico “Giardini d’infanzia”
– Le aree verdi di pertinenza dell’Istituto Comprensivo Sulmona-Catullo.
La superficie complessiva oggetto degli interventi progettuali di piantumazione di alberi e arbusti nonché di rifunzionalizzazione delle praterie, ha una superficie di circa 40.000 mq. Sotto il profilo della qualità dell’ambiente urbano, il progetto integrato avrà per effetto l’incremento della capacità delle aree verdi di assorbire CO2 e contaminanti atmosferici. Inoltre, si prevede il rifacimento delle praterie oltre alla costruzione di un sistema arbustivo al fine di realizzare dei piccoli nuclei ecologici connessi alle aree prative.
Questo grande successo dell’Amministrazione comunale è il frutto del lavoro di un team di progettisti di prim’ordine coordinato dall’Ing.
Pomiglianese Antonio Manna:
•Prof. Massimo Fagnano (Dipartimento di Agraria, Università Federico II di Napoli);
•Prof. Riccardo Motti (Dipartimento di Agraria, Università Federico II di Napoli);
•Risorsa S.r.l. – Antonio di Gennaro (Agronomo territorialista, pedologo), Francesca Ippolito (Agronomo);
•Progetto Verde Coop. A.r.l. – Fabrizio Cembalo (Agronomo paesaggista), Rosanna Annunziata (Paesaggista), Martina Solli (Paesaggista).
Una grande risultato che consentirà di accrescere significativamente i polmoni verdi della città e che rappresenta il primo traguardo di un ampia progettualità di lungo termine che trasformerà Pomigliano in una città ecosostenibile ed in linea con i più alti standard europei in tema di “green city”.
La superficie complessiva oggetto degli interventi progettuali di piantumazione di alberi e arbusti nonché di rifunzionalizzazione delle praterie, ha una superficie di circa 40.000 mq. Sotto il profilo della qualità dell’ambiente urbano, il progetto integrato avrà per effetto l’incremento della capacità delle aree verdi di assorbire CO2 e contaminanti atmosferici. Inoltre, si prevede il rifacimento delle praterie oltre alla costruzione di un sistema arbustivo al fine di realizzare dei piccoli nuclei ecologici connessi alle aree prative.
Questo grande successo dell’Amministrazione comunale è il frutto del lavoro di un team di progettisti di prim’ordine coordinato dall’Ing.
Pomiglianese Antonio Manna:
•Prof. Massimo Fagnano (Dipartimento di Agraria, Università Federico II di Napoli);
•Prof. Riccardo Motti (Dipartimento di Agraria, Università Federico II di Napoli);
•Risorsa S.r.l. – Antonio di Gennaro (Agronomo territorialista, pedologo), Francesca Ippolito (Agronomo);
•Progetto Verde Coop. A.r.l. – Fabrizio Cembalo (Agronomo paesaggista), Rosanna Annunziata (Paesaggista), Martina Solli (Paesaggista).
Una grande risultato che consentirà di accrescere significativamente i polmoni verdi della città e che rappresenta il primo traguardo di un ampia progettualità di lungo termine che trasformerà Pomigliano in una città ecosostenibile ed in linea con i più alti standard europei in tema di “green city”. Marigliano, zona Pontecitra: rifiuti interrati, scattano le denunce
Gestione illecita dei rifiuti: controlli a tappeto del comando della polizia locale in zona Pontecitra, Marigliano. Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del comando di polizia locale.
Durante il controllo del territorio, in località Pontecitra, ieri il comando di polizia locale ha denunciato una donna intenta nell’atto di sversamento di rifiuti in strada, ma non è l’unico provvedimento della giornata. Infatti, con il supporto del contingente dell’esercito che coordina l’Area Est di Terra dei Fuochi, è stata denunciata e sanzionata per assenza del registro rifiuti un’attività di vendita di marmi in difetto non solo dell’autorizzazione unica ambientale, ma anche a causa di uso indebito di un’area adibita a deposito, detenuta illegittimamente.
Controlli a tappeto, dunque, a cui hanno fatto seguito denunce e sanzioni da parte del comando locale. Unitamente al personale dell’Agenzia di Sviluppo Area Nolana e con il supporto del contingente dell’esercito, è stato inoltre effettuato un volo ricognitivo di alcuni fenomeni criminali denunciati in questi giorni.
“Questa attività – dichiara il comandante – è l’ennesima effettuata e conferma i primi riscontri sull’interramento dei rifiuti. Anche senza risorse ed in attesa di personale a tempo determinato sento di ringraziare tutto il personale per lo sforzo profuso”.

