Bonavolontà (Aicast Marigliano), tempo scaduto per la questione Tari
Riceviamo e pubblichiamo la nota di Aicast Marigliano
MARIGLIANO – Tempo scaduto. Nessun incontro programmatico – di cui più volte il Sindaco si era riempito la bocca –
si è svolto, annullando la possibilità di avere un chiarimento sulla scelta scellerata di spalmare i costi TARI esclusivamente sulle attività commerciali e partite iva cittadine; una scelta che mostra un pressapochismo politico sconcertante e dilettantistico.
Con questo atto, l’amministrazione Jossa mostra il suo totale disinteresse nei confronti delle associazioni commerciali di categoria, già ignorate durante i mesi difficili dovuti al Covid. Un’indifferenza che è frutto di pochezza istituzionale e di mancata assunzione di responsabilità.
A seguito del vertiginoso aumento della TARI, circa 600.000 euro di maggiorazione,
deciso nel Consiglio Comunale del 30 luglio
Aicast Marigliano – dopo aver atteso per elaborare con l’ente una soluzione –
intende fare chiarezza.
Oltre alla responsabilità politica sembra evidente il peso delle scelte compiute dal segretario comunale che ha suggerito – nonostante la richiesta di rinvio della votazione – di avallare l’aumento per evitare lo scioglimento del consiglio comunale.
Questo senza ripensare una soluzione e avviare un confronto ma anzi rendendosi irreperibile a causa dell’imminente partenza per le ferie estive.
Resta inspiegata la fretta dell’amministrazione visto che altre realtà hanno approvato il fabbisogno anche dopo il 10 agosto.
Responsabile è anche il Presidente della commissione al ramo, nella quale è passata inosservata la documentazione che poi è giunta in consiglio.
Un gesto che sicuramente appare in buona fede visto che il giovane consigliere era stato presentato – in campagna elettorale – da un’altra associazione di categoria.
Se oggi è necessario spingersi in un’analisi così dettagliata ed approfondita è perché in gioco ci sono i soldi dei nostri associati.
L’associazione – per scelta del presidente Giuseppe Bonavolontà – ha evitato di imbastire in un primo momento impulsive e sterili polemiche mediatiche contro l’amministrazione.
Nonostante il malcontento e le giuste pressioni degli associati; il presidente ha inteso convocare il direttivo e studiare una proposta risolutiva da sottoporre alle autorità cittadine interessate.
Sarebbe bastato spalmare l’aumento Tari in linea con l’attuale suddivisione già prevista nelle tabelle – 73% utenze domestiche, 27% utenze non domestiche; facendo ricadere circa 160.000 euro su i commercianti e 420.000 euro sulle famiglie – adempiendo così all’aumento.
In questo modo il costo Tari domestico sarebbe equivalso a circa 30 euro (cifra irrisoria) per nucleo familiare (12.500 nuclei) e il commercio avrebbe potuto usufruire dei circa 120.000 euro messi a disposizione dal Ministero dell’interno proprio per le attività commerciali maggiormente colpite dalla pandemia; di modo che la spesa affrontata dalle attività commerciali sarebbe stata di circa 30.000 euro a fronte dei 600.000.
Ad oggi nessuna proposta risolutiva è arrivata dall’amministrazione comunale.
Proprio in tal caso appare illogica la scelta dell’amministrazione comunale di Marigliano di non sfruttare queste risorse.
Un aumento massiccio dell’imposta Tari comporta anche la chiusura delle attività commerciali che è direttamente proporzionale all’incremento delle attività criminali. Una “città chiusa” è volano per l’imbastimento di piazze di spaccio e di degrado sociale.
Aicast precisa che gli interventi posti in essere vanno sempre in direzione di soluzioni e non polemiche.
Tabaccaio ribalta tutto: “Il biglietto era mio. Scappavo da Napoli per paura…”
NAPOLI – “Il biglietto l’ho comprato io, volevo fuggire all’estero perché non mi sento sicuro a Napoli. Io non sono il tabaccaio, ma l’ex-marito della titolare”. A parlare, raggiunto telefonicamente da iNews24.it, è Gaetano Scutellaro, l’uomo fermato nell’aeroporto di Fiumicino mentre tentava di prendere un volo per Tenerife.
Scutellaro è stato denunciato per il furto aggravato di un biglietto “gratta e vinci” vincente da 500mila che sarebbe stato sottratto a un’anziana signora in una tabaccheria di via Materdei 37, a Napoli, lo scorso 2 settembre. “Il biglietto l’ho fatto comprare io da un mio conoscente il giorno prima, – afferma – alla signora avevo chiesto soltanto di andare a riscuotere la vincita che credevo ammontasse soltanto a 500 euro”.
Il fuggitivo riferisce di non avere nulla a che fare con la tabaccheria: “Io non ci entro in quella tabaccheria, perché non sono più in buoni rapporti” spiega. “Dopo aver grattato -continua Gaetano- mi ero accorto di una vincita, ma credevo ammontasse solo a 500 euro. Ho chiesto un piacere alla signora, se potesse ritirarla al posto mio”.
Quando però la donna, così come ricostruisce Scutellaro, ha tardato a uscire dalla rivendita con il denaro, lui si sarebbe avvicinato all’entrata col motorino: “Le ho chiesto cosa fosse successo e lei mi ha detto che bisognava andare in banca per ritirare la vincita. Mi sono fatto consegnare il tagliando e sono andato via. Questo è stato tutto registrato dalle telecamere della tabaccheria” spiega l’uomo, che ieri è stato fermato all’aeroporto di Roma Fiumicino mentre tentava di imbarcarsi su un aereo diretto a Tenerife: “Mi sono allontanato da Napoli per paura, non avevo nemmeno letto le notizie della denuncia della signora”.
Scutellaro, una volta nell’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci” si è presentato negli uffici della Polizia di Frontiera per denunciare la donna che, a suo dire, lo aveva accusato falsamente di avergli sottratto un tagliando vincente. Le forze dell’ordine, d’intesa con il sostituto procuratore di Napoli Daniela Varone e con il procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli, dopo avere perquisito l’uomo, acquisendo elementi utili per le indagini, lo hanno denunciato per il furto pluriaggravato del gratta e vinci.
Gli investigatori hanno accertato che Scutellaro dopo la sottrazione del tagliando vincente si è rifugiato a Latina dove ha depositato il biglietto vincente sottratto in una banca, aprendo un conto corrente bancario a suo nome sul quale far confluire la vincita quando le acque si erano calmate. A confermare la circostanza è stato lo stesso istituto bancario che ha provveduto a bloccare l’operatività del conto in attesa del provvedimento di sequestro del tagliando vincente da parte dell’autorità giudiziaria.
Di Sarno ha scelto il suo assessore al Bilancio: firmata la nomina
SOMMA VESUVIANA – Nuovo cambio in giunta a Somma Vesuviana. Questa mattina il primo cittadino Salvatore Di Sarno ha infatti firmato l’atto di nomina del nuovo assessore.
Nell’esecutivo entra Francesco Giordano, 45 anni, sommese. Il sindaco gli ha assegnato le deleghe a Bilancio, Tributi, Commercio e attività produttive, Rapporto con Enti Esterni, Digitalizzazione dell’Ente, Fondi Europei e Regionali, Trasparenza, Personale ed Aziende Partecipata.
Somma rischia di perdere l’ Itis Majorana: la Città Metropolitana in pressing per una nuova sede
La città di Somma Vesuviana rischia di perdere l’Itis. Con un tempismo che non sarà sfuggito ai più attenti, in queste ore la Città Metropolitana ha inviato una richiesta urgente al Comune per reperire un nuovo immobile atto ad ospitare le 30 aule dell’istituto superiore Majorana.
Alla base del pressing del dirigente dell’Ente De Angelis, ci sono le spese eccessive elargite per la manutenzione della storica sede dell’Itis e il numero elevato di interventi richiesti. Il fitto della storica struttura ammonta a circa 280mila euro annui. Una richiesta quella di una nuova sede che non può non cadere nel nuovo a Somma Vesuviana, vista la penuria di edifici adeguati e che sembra configurare uno scenario fosco per la comunità scolastica sommese.
Qualche Comune vicino starebbe infatti soffiando sul fuoco, consapevoli che l’Ente municipale sommese potrebbe al massimo individuare un terreno idoneo sul quale poi far costruire la nuova sede scolastica, allo scopo di “soffiare” l’Itis a Somma. Dal Comune una risposta determinata : “Non lo permetteremo mai: l’Itis resterà a Somma”
Ecco in forma integrale il testo della lettera inoltrata dalla Città Metropolitana al Comune di Somma Vesuviana
CITTA’ METROPOLITANA DI NAPOLI
Direzione Amministrativa Scuole
Al Sindaco del Comune di Somma Vesuviana
Al Settore Patrimonio del Comune di Somma Vesuviana
VIA PEC
URGENTE
Oggetto: Richiesta eventuale presenza nel patrimonio comunale di immobili, da condurre in comodato, locare e/o acquistare, nel territorio del Comune di Somma Vesuviana da destinare alle esigenze dell’Iis Majorana
Nell’ambito dell’attività di programmazione delle strutture da adibire a sedi di Istituti Scolastici di Istruzione Superiore di fl grado, si chiede di riscontrare la presenza nel patrimonio comunale di eventuali immobili, da condurre in comodato, locare e/o acquistare, da destinare delle esigenze dell’Iis Majorana
Le caratteristiche indicative dell’immobile ricercato, per una superficie lorda complessiva di circa 5.850 mq, sono le seguenti:
1) ubicazione nel Comune di Somma Vesuviana
2) almeno 30 aule con quadratura compresa tra 35/40 mq cadauna
3) numero 18 aule speciali per laboratori con quadratura compresa tra 40/ 60 mq cadauna
4) servizi igienico-sanitari illuminati ed areati naturalmente con numero di vasi pari ad almeno uno per classe ed almeno un bagno disabili per piano, divisi per sesso;
5) locali per uffici e servizi nel numero minimo di 3 oltre ai relativi servizi igienici per personale docente e non docente;
6) area di parcheggio di ampiezza tale che il rapporto tra la stessa ed il volume dell’edificio sia compreso tra 0,5/10mc e 1mq/10mc.
7) palestra coperta, con le caratteristiche richieste dalla normativa vigente in materia di edilizia scolastica, o, in alternativa, spazio esterno per attività ginniche,
8) idonei spazi connettivi;
9) in caso di immobile esteso su più piani, idoneo impianto ascensore per il
superamento delle barriere architettoniche;
L’immobile dovrà essere dotato di tutte le certificazioni di legge propedeutiche all’agibilità – che vanno allegate alla proposta – ed in particolare:
a) Titolo di proprietà;
b) Certificato di collaudo statico, riportante espressamente la destinazione d’uso scolastica e verifica attestante le condizioni di vulnerabilità Sismica dell’edificio ed il Livello di adeguatezza dello stesso rispetto agli standard definiti delle norme tecniche vigenti (NTC2018); tale verifica deve essere corredata della relazione e della documentazione a supporto della stessa ( rilievi, indagini, grafici , ecc)
c) Certificazioni, relative agli impianti elettrico, di protezione dalle scariche atmosferiche e di messa a terra completa di allegati obbligatori;
d) Certificazioni, relative agli impianti termico, idrico sanitario , di scarico, antincendio, cablaggio strutturato, elevatore , di trattamento aria ecc. complete di allegati obbligatori ;
e) Attestazione di prestazione energetica(APE), redatto a valle di idonea diagnosi energetica redatta da ESC e/o EGE certificati e/o Auditor energetici secondo norma tecnica;
f) Certificazioni di materiali aventi riflessi sulla sicurezza
g) Dichiarazione di conformità delle opere realizzate alla normativa vigente in tema di accessibilità e superamento delle barriere architettoniche;
h) Consistenza, consistenza ragguagliata e rilievo architettonico in formato elettronico e/o cartaceo;
i) Documentazione catastale planimetrie e visure);
Titolo abilitativo (licenza, concessione edilizia , permesso di costruire, SCIA, concessione in sanatoria – riportante l’eventuale destinazione scolastica), dal quale desumere la legittimità dell’immobile;
k) Certificazione di idoneità igienico sanitaria rilasciata dalla ASL
competente;
I) Autorizzazione comunale per l’immissione in fogna degli scarichi reflui;
m) Certificato di agibilità o documento equivalente;
n) Certificazione di Prevenzione Incendi in corso di validità per attività 67 (scuole di ogni ordine e grado) e 74 (impianti di produzione calore);
o) Stato di manutenzione (strutture, impianti, finiture esterne ed interne, ecc.) e la necessità di eventuali interventi di manutenzione straordinaria e/o ordinaria.
In assenza di offerte pienamente rispondenti ai requisiti indicati al presente bando, la Città Metropolitana di Napoli potrà prendere in considerazione anche proposte locative atte a soddisfare indifferibili esigenze di collocazione della popolazione scolastica interessata.
Si chiede cortese riscontro, anche in caso di esito negativo al seguente indirizzo di posta certificata cittametropolitana.na@pec.it indicando come destinataria la Direzione Amministrativa Scuole.
Distinti saluti
Il Dirigente
Dott. Giuseppe De Angelis
Tamponi salivari per gli alunni delle scuole dell’obbligo
Riceviamo e pubblichiamo
La nota del Comune sui tamponi salivari agli studenti
OTTAVIANO – Gli alunni della scuola dell’Infanzia e del primo ciclo (primaria e medie) di Ottaviano saranno sottoposti al tampone salivare rapido nelle 48 ore precedenti all’inizio delle lezioni. L’iniziativa è dell’amministrazione comunale, che ha promosso una campagna di prevenzione sanitaria al covid-19 in favore di tutta la platea scolastica frequentante i tre istituti comprensivi del territorio, mediante la realizzazione di uno screening a tappeto presso le scuole entro le 48 ore antecedenti la ripresa dell’anno scolastico. Saranno utilizzati tamponi assolutamente non invasivi, ai quali anche i bambini più piccoli si possono sottoporre e che garantiscono un’altissima attendibilità. I dirigenti scolastici, in queste ore, stanno trasmettendo il numero complessivo degli alunni che saranno sottoposti al test, poi partirà lo screening. «Riteniamo che questa iniziativa fondamentale per iniziare la scuola in sicurezza. Vogliamo garantire a tutti gli alunni – e relative famiglie- una partenza sicura, salvo poi continuare la frequenza monitorata quotidianamente, scongiurando sin dal primo giorno che l’esistenza di positivi asintomatici possa creare, sin da subito, potenziali focolai nelle classi coinvolte», dichiarano il sindaco Luca Capasso e l’assessore all’istruzione Virginia Nappo.Ricercatrice in vacanza massacrata di botte per accudito i randagi, 4 arresti
SAN GIORGIO A CREMANO. Massacrata di botte per aver accudito randagi mentre era in vacanza.
Sono stati arrestati all’alba e posti ai domiciliari dai carabinieri della Compagnia di Scalea i presunti responsabili dell’aggressione, avvenuta ad agosto scorso ai danni di una donna in vacanza a Tortora. Le accuse nei confronti degli indagati, due uomini B.G. e B.C. rispettivamente di anni 45 e 72 anni e due donne M.L. di 70 e S.A di 40 anni, sono di “tentata rapina e lesioni personali aggravate”.
Gli arresti sono stati fatti a San Giorgio a Cremano (Napoli), con il supporto dei militari della Compagnia di Torre del Greco, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Paola, Rosamaria Mesiti su richiesta della locale Procura. Il provvedimento scaturisce da un’attività d’indagine che ha consentito di documentare l’aggressione violenta, in due fasi, ai danni della donna, una ricercatrice di origine potentina residente a Roma.
Il primo episodio risale al 4 agosto scorso quando la donna, dopo aver accudito alcuni cuccioli di cani randagi avrebbe subito da parte degli indagati minacce di morte estese ai suoi familiari ed ai cagnolini che aveva appena curato e portato con sé per poterli successivamente affidare ad un’associazione di volontariato e il secondo accaduto il 6 agosto mentre la donna era in bici e che si sarebbe concretizzato con il tentativo da parte di una ragazza di sottrarle il telefono cellulare a cui si è aggiunta l’aggressione da parte di altri due uomini, uno dei quali, dopo averle detto “ora ti faccio vedere io” l’avrebbe colpita con pugni all’altezza dell’occhio sinistro.
Un’aggressione brutale che, secondo quanto emerso dalle indagini svolte nell’immediatezza dai carabinieri di Praia a Mare, sarebbe proseguita con la vittima rovinata a terra e presa a pugni con varie lesioni come emerso dai referti ospedalieri.
Foto tratta da Zoom24
Bilancio, dossier spedito in Procura: “Dimenticati 2 milioni di euro”
San Giuseppe Vesuviano. Altre grane in Comune dopo l’arrivo della commissione d’accesso e la diffida del prefetto a seguito della mancata approvazione del Bilancio di Rendiconto del 2020.
Sei consiglieri di minoranza hanno presentato, infatti, un esposto in Procura evidenziando alcune anomalie nella delibera di giunta approvata dall’esecutivo di Catapano proprio in riferimento al Bilancio di gestione 2020. Il dossier, firmato dai consiglieri Antonio Agostino Ambrosio, Nello Di Lorenzo, Ivan Casillo, Antonio Borriello, Luigi Moccia e Michele Sepe, è stato inoltrato alla Procura di Nola e per conoscenza alla Corte dei Conti.
Sotto la lente di ingrandimento della magistratura contabile potrebbe dunque presto finire la questione dei debiti fuori bilancio da 2 milioni di euro non riconosciuti – secondo la tesi della minoranza – per evitare di sforare i parametri.
Per il movimento Rcv (Rinascita Civile Vesuviana) è giunto il momento di voltare pagina: “In attesa che la Commissione di Accesso faccia il suo corso, decretando un ormai più che probabile scioglimento per infiltrazioni camorristiche del Consiglio Comunale, continua l’agonia dell’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Catapano. Tra diffide per la mancata approvazione nei termini del rendiconto di gestione, improvvise ‘sparizioni’ di consiglieri comunali, buchi di bilancio, il paese è sempre più abbandonato a se stesso in questi che sembrano sempre più ‘Gli ultimi giorni di Pompei’.”
Opposizione incalza due del gruppo misto, la replica: “Voto per non lasciare città in balia dei capricci”
Riceviamo e pubblichiamo la nota dei consiglieri Scala e Carrella del gruppo misto
NOLA – I consiglieri Carmela Scala e Giovanni Carrella: “Non riconosciamo la legittimità del documento. Nessuna firma identitaria dei gruppi. È ora di pensare alla città ma c’è chi ancora guarda solo ai propri interessi ”
“Un manifesto privo di ogni fondatezza, a cominciare dai firmatari che non hanno il coraggio di palesarsi pubblicamente nascondendosi dietro una sigla generica che non ne qualifica le specifiche generalità. L’ennesimo atto di vigliaccheria di chi continua ad assumere atteggiamenti di comodo o di ricatto”.
Esordiscono così i consiglieri comunali di Nola Carmela Scala e Giovanni Carrella, da mesi nelle fila del gruppo misto.
Chiamati in causa dai colleghi dell’opposizione, i loro nomi sono balzati in un manifesto apparso in queste ore sui social e sulle mura della città. Sono “accusati” di aver sostenuto l’amministrazione comunale nel corso dell’ultimo consiglio comunale esprimendo voto favorevole ai capi all’ordine del giorno, tra cui l’approvazione del riequilibrio di bilancio e delle tariffe Tari, pur essendo stati eletti nelle fila dell’opposizione.
Una presa di posizione da cui Scala e Carrella hanno preso le distanze rivendicando la loro posizione ed in particolare la scelta adottata per senso di responsabilità verso la città che non merita di vivere ancora nell’oblìo burocratico ed amministrativo con lo stop delle attività per i capricci di alcuni consiglieri.
“Troviamo assurdo e pretestuoso che, a distanza di oltre quindici giorni, si continui a parlare di una questione ampiamente chiarita in consiglio comunale dove abbiamo dimostrato senso di responsabilità nei confronti della città, dando fiducia all’operato di questa amministrazione che, seppur tra mille difficoltà, è riuscita a garantire gli obiettivi che si era prefissata – dichiarano i consiglieri Scala e Carrella -. L’ennesimo manifesto è inoltre espressione del nulla non riportando le firme dei sottoscrittori in calce ma una semplice sigla. Chi sono oggi i consiglieri di opposizione? Perché non si palesano pubblicamente? Troppo comodo. C’è ancora troppa irresponsabilità e chi guarda ai propri interessi continua a mortificare la città ed il proprio elettorato”.
“Tra l’altro – continuano Scala e Carrella – si avvicina una scadenza importante per la ripartenza della città che è il rendiconto 2020. Un atto fondamentale, dopo il dissesto, per consentire all’attività amministrativa di riprendere il suo naturale percorso e chi sta lavorando per non farlo approvare vuole che la città affondi. Abbiamo un comune senza dipendenti, con debiti da pagare e servizi da erogare e c’è chi ancora pensa ai ricatti per tutelare i propri interessi. La politica è fatta di scelte e di responsabilità. I nostri nomi non saranno mai annoverati tra quelli che non vogliono il bene di Nola”.
Noto imprenditore vesuviano arrestato per corruzione: scoperto funzionario della Dogana compiacente
SAN GENNARO VESUVIANO – Il titolare di un’azienda di San Gennaro Vesuviano è stato arrestato questa mattina insieme ad un funzionario della Dogana nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Napoli per l’ipotesi di reato di corruzione.
Nella mattinata odierna i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di 2 indagati (entrambi destinatari degli arresti domiciliari), poiché gravemente indiziati di corruzione. L’indagine è stata condotta dal citato Nucleo Investigativo e coordinata dalla Procura della Repubblica partenopea.
Nel provvedimento cautelare del GIP si fa riferimento ad un 49enne, dirigente di fatto di un’azienda, avente sede operativa a San Gennaro Vesuviano e operante nel settore del recupero e smaltimento di materiale plastico, che avrebbe corrotto sistematicamente un funzionario dell’Agenzia delle Dogane di Napoli, distaccato a Benevento, affinché quest’ultimo “seguisse” in modo particolare le pratiche di rimborso delle accise presentate nel tempo dalla citata azienda.
Le richieste di rimborso hanno riguardato il carburante destinato alla produzione di energia elettrica devoluta a soddisfare il fabbisogno dell’opificio in questione.
Pomigliano, ennesima morte bianca: le indagini e i dati dell’Inail. La Cgil: “Fermate questa barbarie”
Inchiesta sulla morte di un giovane di Mugnano in una fabbrica dell’area pomiglianese al confine con Casalnuovo.
Si chiamava Francesco Martino, aveva 34 anni ed era di Mugnano. Non era sposato, viveva a casa con i genitori. Di lui dicono che avesse una passione innata per i motori, le auto, i camion, i grandi mezzi da autotrazione. Smontava e rimontava tutto, già da anni. Francesco però sabato mattina, mentre stava riparando una grande macchina da sollevamento industriale, in un’azienda specializzata nel settore, è stato portato via da questo mondo con una violenza terribile. L’operaio stava armeggiando con una pesantissima balestra, una grande molla delle sospensioni, nella parte sottostante il mezzo su cui stava operando quando improvvisamente il pezzo d’acciaio gli è piombato addosso con tutto il suo immenso peso. Per il giovane metalmeccanico non c’è stato niente da fare. E’ morto sul colpo. E’ rimasto schiacciato dal torace alla testa. Sul posto, in via San Giusto, masseria Chiavettieri, una zona di periferia molto isolata, sono giunti i carabinieri della stazione di Pomigliano, diretti dal maresciallo Valerio Scappaticci. Poco dopo il corpo di Francesco è stato portato all’obitorio del policlinico di Napoli, dove si trova tuttora in attesa dell’autopsia disposta dal magistrato di turno della procura di Nola. I militari intanto hanno già concluso la prima parte dell’indagine. Secondo quanto finora trapelato il lavoratore rimasto ucciso aveva un regolare contratto. Gli investigatori vogliono però approfondire le modalità di lavoro. “Ora basta con le chiacchiere: bisogna punire i responsabili delle morti bianche con pene esemplari”, il comunicato diramato ieri da Giovanni Passaro, segretario della Fillea-Cgil. Situazione da allarme rosso. Secondo i dati Inail nei primi sette mesi del 2021 sono morte 677 persone per incidenti sul lavoro. Una mattanza che non si arresta dunque e che fa registrare numeri in aumento. In base all’analisi territoriale dei dati si registra infatti una risalita al sud (da 141 nel 2019 a 192 casi mortali), nel nordest (da 136 a 147) e nel centro (da 128 a 129) e un calo nel nordovest (da 265 a 169) e nelle isole (da 46 a 40). Le denunce di infortunio complessive presentate tra gennaio e luglio sono state 312.762, quasi 24mila in più rispetto allo stesso periodo del 2020 ma 60mila in più rispetto al 2019. E sono aumentati i casi di esito mortale anche a livello percentuale rispetto al numero delle denunce pervenute. Gli infortuni sul lavoro denunciati sono aumentati del 6,4% nella gestione Industria e servizi (dai 249.499 casi del 2020 ai 265.499 del 2021), del 4,4% in Agricoltura (da 14.797 a 15.450) e del 29,4% nel Conto Stato (da 24.577 a 31.813). In Campania da gennaio ammontano a 53 i caduti sul lavoro.

