Falegnamerie nel mirino dei militari, sequestri e multe pure ad automobilisti

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    GIUGLIANO – Falegnamerie nel mirino della maxi operazione Terra dei Fuochi messa in atto negli ultimi 3 giorni tra  Casandrino (Na), Giugliano in Campania, Quarto e i Comuni casertani di Parete e Vitulazio.     Nell’ambito delle attivitĂ  di repressione e prevenzione dell’abbandono illecito di rifiuti provenienti da utenze domestiche, industriali e agricole, mirate anche alle discariche abusive il Raggruppamento “Campania” dell’Esercito Italiano su base Reggimento Cavalleggeri “Guide” (19°), secondo le direttive  stabilite dall’Incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania nell’ambito della “Terra dei Fuochi” con il coordinamento delle Prefetture di Napoli e Caserta, ha svolto un’operazione di controllo straordinario contro lo smaltimento illecito e sulla prevenzione di roghi industriali, artigianali e commerciali nei comuni di Quarto e Giugliano.   Nella mattinata del 14 settembre un equipaggio dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Casandrino, effettuavano controlli su strada, dagli accertamenti venivano identificati 8 persone di cui 2 sanzionate, controllati 5 veicoli e, al termine dell’attivitĂ  congiunta,  venivano comminate sanzioni. Nella mattinata del 15 settembre  equipaggi dell’Esercito Italiano congiuntamente a pattuglie  della Polizia Municipale di Quarto e Giugliano, effettuavano controlli presso un’attivitĂ  di falegnameria abusiva e posti di controllo su strada nei rispettivi comuni. Nello specifico:
  • Giugliano (Na): 1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Giugliano (Na), effettuavano controlli presso una falegnameria abusiva, sanzionavano, denunciavano una persona e sequestravano 30 Mq di area. Al termine dell’attivitĂ  sono state comminate sanzioni per un totale di euro 2.912,00.
  • Quarto (Na):  1 pattuglia dell’Esercito Italiano congiuntamente a 1 pattuglia della Polizia Municipale di Quarto (Na), effettuavano posti di controllo realizzando i seguenti risultati:  5 persone identificate di cui 1 sanzionata, 4 veicoli controllati e sanzioni comminate.

Simulano incidente per spillargli i soldi, se li ritrova sotto casa: 2 arresti

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    QUALIANO – Fingono di essere stati danneggiati da un incidente  e per spillare soldi alla vittima vanno anche sotto casa. Due le persone finite in manette in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale di Napoli Nord. Le indagini, condotte dai Carabinieri della stazione di Qualiano sotto il coordinamento della procura aversana, hanno consentito di documentare una tentata estorsione commessa da Crescenzo Basile (classe ’93) e Salvatore Junior Gentile (classe ’92), entrambi di Villaricca e giĂ  noti alle forze dell’ordine. Luogo dei fatti via Giacinto Gigante, nel comune di Qualiano. Era il 20 agosto scorso e i due, a bordo di un’utilitaria, hanno simulato una collisione con un secondo veicolo. Hanno poi rincorso l’automobilista e dopo averlo bloccato lo hanno minacciato, pretendendo un risarcimento immediato per il danno causato. La vittima non ha ceduto e ha allertato i Carabinieri, mettendo in fuga Basile e Gentile. Ma non è bastato. Il giorno successivo, i due hanno raggiunto l’abitazione della vittima, reiterando minacce e la pretesa di denaro. Anche questa volta le richieste non hanno avuto seguito ma sono finite in una denuncia ai Carabinieri. Ricostruita l’intera vicenda la Procura ha concordato con le risultanze investigative dell’Arma ed emesso una misura: Basile e Gentile sono ora ai domiciliari

Statua di San Gennaro al Ponte della Maddalena

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  Statua di San Gennaro al Ponte della Maddalena.  Qualche nota di storia.   La statua, voluta da Padre Rocco, ricorda che sul Ponte della Maddalena nel 1767 San Gennaro “fermò” la lava del Vesuvio che stava minacciando la cittĂ  di Napoli. San Gennaro non fece il miracolo durante l’eruzione del 1872: il giornale londinese “The Graphic” dedicò un articolo e un disegno eccessivi alla “delusione” dei Napoletani. Il Ponte, l’edicola del Santo e i resti dei “Granili” possono costituire una metafora della Napoli apollinea e della Napoli dionisiaca. L’articolo è corredato con l’immagine del quadro di Oswald Achenbach “Il ponte della Maddalena”.   Il Ponte della Maddalena, che prese il nome della vicina chiesa, è stato un “luogo” fondamentale della storia di Napoli. Racconta Vittorio Gleijeses, citando il “Viaggio in Italia” del La Lande, che c’era presso il ponte un edificio in piperno, in cui venivano impiccati i condannati a morte: i cadaveri, solo quando incominciavano a putrefarsi, venivano staccati dalle forche e sepolti sulla spiaggia di Vigliena “insieme agli eretici e ai seguaci di altre religioni”. Nel 1768 sul ponte, che nel 1747 venne rifatto su disposizione di Carlo di Borbone e che nel1799 sarebbe stato teatro di aspri combattimenti tra i francesi di Championnet e le truppe filoborboniche,  il famoso frate domenicano Gregorio Maria Rocco, “piĂą potente del re” secondo Alexandre Dumas, fece costruire un’edicola con la statua di San Gennaro e commissionò l’opera a Francesco Celebrano. Era un solenne ringraziamento per il miracolo che San Gennaro aveva compiuto nel novembre dell’anno precedente, quando la lava del Vesuvio era arrivata, dopo aver devastato villaggi e campi, poco lontano dal Ponte. I Napoletani atterriti, guidati da Padre Rocco, avevano portato “contro” la lava la statua del Patrono di Napoli, e il torrente di fuoco si era subito fermato, e la furia del vulcano si era spenta. Il miracolo venne ricordato anche con una epigrafe. Racconta Ludovico de la Ville sur Yllon che nel 1778 il papa Clemente VII fece collocare sulla base dell’edicola un’altra epigrafe in cui si comunicava che venivano concessi cento giorni di indulgenza a tutti i “fedeli” che adoravano quella statua del Santo Patrono di Napoli. Ma durante l’eruzione del 1872 accadde qualcosa di sorprendente. Il 27 aprile il Vesuvio si scatenò: si aprirono piĂą bocche e la lava scese a valle così vasta e minacciosa che il Prefetto ordinò che gli abitanti di Resina, di Massa di Somma e di San Sebastiano abbandonassero le case e restassero nei paesi solo le squadre dei carabinieri e dei soldati per evitare l’arrivo dei saccheggiatori. GiĂ  il 24 una “vampa improvvisa” aveva colpito “con proiettili infuocati e ucciso” degli “infelici curiosi”, che ingannati dall’improvvisa tranquillitĂ  del vulcano e non tenendo in alcun conto gli avvertimenti di Luigi Palmieri, direttore dell’Osservatorio, erano saliti verso il cratere, “accompagnati da guide inesperte”. Morirono, scrisse il Palmieri, una decina di persone. Nella giornata del 28 i Napoletani si affollarono sul Ponte della Maddalena, davanti alla statua di San Gennaro, e, quando i frammenti pericolosissimi delle “bombe vulcaniche” incominciarono a piovere anche sul ponte e sulla strada che collegava Napoli alla Reggia di Portici, i “vatecari”, i carrettieri e gli scaricatori del porto incominciarono a supplicare il Patrono. Ma la “pioggia vulcanica”, invece di cessare, cresceva di intensitĂ , tanto che alcuni scaricatori incominciarono a ingiuriare il Santo che non proteggeva piĂą la sua cittĂ : infine, dalle ingiurie si arrivò al lancio di qualche pietra, e alcuni carrettieri, che volevano tornare a ogni costa nei loro paesi, osarono minacciare San Gennaro agitando i bastoni. Qualche giornale locale parlò, in termini assai vaghi, della “delusione” dei fedeli, ma il 1 giugno il giornale londinese “The Graphic”, che teneva a Napoli un corrispondente fisso, pubblicò la notizia dell’ “aggressione” e accompagnò l’articolo con un disegno veramente “eccessivo” di G. Durand. La statua di San Gennaro, collocata sul ponte della Maddalena, non solo ricorda il miracolo del 1767, ma indica concretamente il confine della Napoli che c’è ancora, e della Napoli che, scriveva Anna Maria Ortese, non c’è piĂą: infatti subito dopo il ponte si notano i resti di un vasto edificio, i “Granili”, che venne costruito nel 1779 da Ferdinando Fuga e che era destinato alla conservazione e alla lavorazione del grano, e a ospitare le corderie e l’arsenale. Il ponte, l’edicola di San Gennaro e i Granili  mostravano e “mostrano” una caratteristica costitutiva di Napoli, “la irriducibile ambivalenza tra l’ordine solare (apollineo) in superficie e “disordine”  oscuro e misterioso(dionisiaco) nel sottosuolo dove la formazione geologica ha prodotto caverne, antri, vuoti di aria e di fuoco nel corpo tellurico” (Franco Mariniello, Corriere del Mezzogiorno, 4 giugno 2006).    

Giovane di Pompei beccato dai carabinieri nella roccaforte dello spaccio

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    POMPEI – Giovane di Pompei beccato con soldi e droga nella roccaforte dello spaccio.   Ancora una volta il lotto T/A di Scampia nel mirino dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Stella. Durante un servizio antidroga in Via Fellini, Williams Bellotti, 27enne di Pompei, è stato trovato in possesso di 3 diverse varietĂ  di stupefacente: kobret, eroina e crack. Un totale di 62 dosi giĂ  confezionate e pronte per essere smerciate. Nelle sue tasche anche 643 euro in contante ritenuto provento illecito.   Bellotti è stato ristretto in camera di sicurezza, in attesa di giudizio: risponderĂ  di detenzione di droga a fini di spaccio.

Marigliano, giovane arrestato nell’ufficio postale: scoperto dopo perquisizione

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  MARIGLIANO – Arrestato nell’ufficio postale: stava aprendo conto con documenti falsi.   A Marigliano i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato per possesso e/o produzione di documenti falsi Ivan Negri, 24enne di castello di cisterna giĂ  noto alle forze dell’ordine. L’uomo – nell’ufficio postale di via Roma –  ha tentato di aprire un conto corrente con una carta di identitĂ  falsa ma poi si è accorto che stava per essere scoperto. Ha deciso di uscire dall’istituto ma all’esterno c’erano i Carabinieri che lo hanno bloccato e perquisito. Nelle tasche il documento di identitĂ  falso che è stato sequestrato. L’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Somma Vesuviana, Padre Giuseppe D’Agostino O.SS.T. lascia la parrocchia di San Pietro Apostolo in Santa Maria Maggiore

Domenica 19 settembre alle ore 11:00 nell’Insigne Collegiata, in occasione della solenne celebrazione eucaristica in memoria del patrono San Gennaro Martire, Padre Giuseppe D’Agostino saluterĂ  la comunitĂ  del quartiere Casamale. Il trentatreenne vietnamita Padre Bang Truon Cong della Provincia di S. Giovanni de Matha sarĂ  il nuovo parroco dell’antica e leggendaria parrocchia di S. Pietro Apostolo. La Santa Messa sarĂ  presieduta da Sua Eccellenza Rev. Mons. Francesco Marino, Vescovo di Nola.      Padre Giuseppe D’Agostino nasce ad Alliste, in provincia di Lecce, il 15 febbraio del 1946 da una umile famiglia contadina. Dopo aver frequentato le scuole elementari a Felline, piccola frazione di Alliste, inizia a lavorare nei campi con il padre Gaetano. Decisivo, all’epoca, fu l’incontro con il religioso trinitario Padre Giuseppe Grilli, che non solo lo esorterĂ  a proseguire gli studi per la gioia della mamma Maria Rosa, ma anche ad intraprendere la vita religiosa. Il ragazzo si stabilisce, dapprima, a Gagliano del Capo, dove completa gli studi obbligatori; successivamente frequenta il Ginnasio Statale a Palestrina, in provincia di Roma. Inizia, intanto, il noviziato nella Casa dei Frati Trinitari della Provincia di San Giovanni de Matha a Cori, in provincia di Latina. Dopo il liceo classico a Livorno, si laurea in Filosofia e Teologia all’UniversitĂ  Pontificia Urbaniana Propaganda Fide di Roma. Ordinato sacerdote l’8 gennaio del 1972 dal Vescovo di Nardò, Mons. Antonio Rosario Mennonna (1906 – 2009), inizia a collaborare come aiuto parroco presso la parrocchia di S. M. delle Grazie alle Fornaci a Roma nel quartiere Aurelio. Nel 1974, diventa responsabile dell’Istituto dei Padri Trinitari di Medea, in provincia di Gorizia, occupandosi di persone disabili e affette di autismo. Nel 1980, non  solo è cappellano ospedaliero a Palestrina con incarichi pastorali diocesani, ma va modellando la sua esperienza nell’accoglienza di numerosi profughi al tempo del muro di Berlino. Dal 1990 al 1993, a Rocca di Papa (RM), si occupa della Pastorale Giovanile Vocazionale. Dopo una parentesi di tre anni nella Basilica di San Crisogono nel centro storico di Roma, Padre D’Agostino ritorna a Cori per continuare a fornire il suo impegno educativo – pastorale e con il nuovo incarico di esorcista della Diocesi di Latina. Nel 2003, infine, viene nominato parroco della Chiesa di S. Antonio di Padova nel Comune di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina. Il 3 settembre del 2016, dopo aver celebrato l’ultimo matrimonio in parrocchia, Padre Giuseppe parte alla volta di Somma Vesuviana con il nuovo incarico, stavolta, di parroco di San Pietro Apostolo. All’arrivo in cittĂ , purtroppo, troverĂ  una comunitĂ  divisa e in fermento, in quanto era ancora forte e vivo il ricordo del suo predecessore P. Costanzo Nganga. Padre D’Agostino, comunque, subito si attiva per offrire il meglio di se e per annunciare la parola del Vangelo. Il suo impegno caritatevole ed apostolico è paragonabile a quello di un paziente agricoltore che, dopo aver ben coltivato il proprio terreno, ha conseguito un buon raccolto. ToccherĂ , adesso, al suo successore, Padre Bang, completare la sua formidabile opera di evangelizzazione, augurandogli ogni bene e ogni successo pastorale per la Gloria di Dio e per il bene della ComunitĂ .  Il trentatreenne Padre trinitario nasce in Vietnam il 2 settembre del 1988, entra nell’Ordine all’etĂ  di 18 anni. Laureato in Filosofia e Teologia alla Propaganda Fide, consegue la Licenza in Teologia Biblica alla Pontificia UniversitĂ  Gregoriana di Roma. Ordinato sacerdote il 2 maggio del 2015 a Roma dal Vescovo Matteo Maria Zuppi, è stato vice parroco a S. Antonio da Padova a Gaeta, San Martino di Tours a Ventosa, S. Maria delle Grazie alle Fornaci e S. Pietro Apostolo in S. Maria Maggiore a Somma Vesuviana. Il passaggio di consegne a Padre Bang avverrĂ  in concomitanza con il saluto di Padre Giuseppe, che tornerĂ  a Gagliano del Capo, a pochi chilometri dalla sua cittĂ  d’origine, per occuparsi, ancora una volta, di assistenza e di caritĂ .

E’ un figlio del Torricelli uno dei 4 campioni mondiali di filosofia

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Riceviamo e pubblichiamo Somma Vesuviana – Giovanni D’Antonio, 18 anni, “figlio” del Liceo Scientifico Torricelli di Somma Vesuviana, è tra i quattro migliori studenti al mondo in filosofia. Dopo un cinese, un giapponese, uno sloveno c’è un campano! Ed a Maggio aveva ottenuto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Filosofia in lingua inglese. Ed ora le piĂą importanti UniversitĂ  straniere lo guardano con particolare interesse.   Di Sarno: “E’ stato un piacere riceverlo. Credo il migliore messaggio all’intera platea scolastica. Abbiamo giovani eccellenze che l’Italia deve valorizzare ed ascoltare. Questi risultati però dicono che la scuola italiana è viva!”. Giovanni D’Antonio : “Ho ragionato sul mio pensiero di speranza. Il mio pensiero filosofico in lingua inglese si basa sul cosa fosse la speranza nel mondo moderno. Leggo ogni giorno ma non rinuncio all’adolescenza!”. La gioia di mamma Antonella, di papà Antonio, della Preside Anna Giugliano e del prof venuto dalla Romagna, Angelo Papi che ha seguito Giovanni nel percorso formativo. “Un ennesimo successo per le scuole di Somma Vesuviana. Giovanni D’Antonio, 18 anni, studente del Liceo Scientifico “Torricelli” di Somma Vesuviana dopo avere vinto nei mesi scorsi le Olimpiadi della Filosofia con un saggio in lingua inglese ha ottenuto il quarto posto a livello mondiale dietro solo a tre studenti di cui un cinese, un giapponese,  ed uno sloveno e superando anche gli studenti americani e di tanti, altri Paesi importanti. Dopo questi tre, al mondo, c’è Giovanni che si è formato al Liceo Scientifico “Evangelista Torricelli” di Somma Vesuviana, ama le materie economiche ed umanistiche ma ha anche la passione della radio ed ora se lo contendono le UniversitĂ  straniere.  E’ stato un piacere per me riceverlo nell’ufficio del sindaco a Palazzo Torino. E’ un ragazzo che ha basi solide, familiari e formative e sono convinto che darĂ  un contributo concreto alla crescita della nostra società”.  Lo ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel comune di Napoli. Giovanni quarto al mondo, con idee chiare: “Per ottenere dei risultati devi studiare, leggere testi e migliorare nell’arte oratoria perchĂ© per convincere l’altro è necessaria l’arte oratoria. Ai ragazzi che hanno iniziato l’anno scolastico dico che questi anni sono molto importanti perchĂ© comprendiamo come bilanciare la nostra vita tra impegno e divertimento – ha affermato Giovanni D’Antonio, studente italiano risultato quarto nella classifica mondiale per aver elaborato i migliori testi sul pensiero filosofico in lingua inglese –  dobbiamo impegnarci perchĂ© stiamo costruendo il nostro futuro senza rinunciare alla nostra adolescenza. La scuola ci fa crescere ed è a scuola che facciamo un percorso formativo di maturazione. Inoltre ogni materia è importante. Poi è importante il ruolo della famiglia, dell’unitĂ  familiare. Sia papĂ  che mamma sono stati per me fondamentali, mentre i professori sono i “genitori” a scuola e ti aiutano a crescere. I professori ti aiutano e c’è chi ti fa crescere dal punto di vista umanistico con un pensiero analitico e chi ti fa crescere anche sulla comprensione. Il mio sogno? Lasciare un segno nel mondo. Vorrei che le persone potessero ricordarmi per aver fatto qualcosa di importante, di bello per il mondo”.   Ma Giovanni un segno sta iniziando giĂ  a lasciarlo: “A Maggio ho vinto le Olimpiadi in Filosofia e vincerle soprattutto in lingua inglese è stato un qualcosa di sorprendente anche per me. Ho elaborato scritti filosofici in lingua inglese. Alle Olimpiadi si accede dopo una serie di selezioni, tutte superate. Poi è arrivata la competizione mondiale che mi ha visto come primo studente europeo, superato solo da tre studenti di cui uno cinese, uno giapponese ed uno sloveno.  Mi ha fatto piacere avere anche l’opportunitĂ  di gareggiare con tanti ragazzi da tutta Italia – ha dichiarato Giovanni D’Antonio –  e da tutta Europa, cercare di confrontarmi ed esporre le mie idee. Infatti il motivo che mi ha spinto a gareggiare è stato quello di avere la possibilitĂ  di esporre delle tesi e di ragionare con altri ragazzi. Le difficoltĂ  non sono mancate ma legate al non poter essere in classe. Adesso penso a a frequentare il quinto anno dello Scientifico, poi si vedrà” . Ma intanto sono molteplici le UniversitĂ  straniere che avrebbero posto lo sguardo attento sul diciottenne residente a San Gennaro ma “figlio” del Liceo Scientifico “Torricelli” di Somma Vesuviana. Giovanni, accompagnato dall’amore e dal sorriso di mamma Antonella Nisi e papĂ  Antonio. Tutti insieme, da squadra, da famiglia! “Una grandissima emozione – ha affermato Anna Giugliano, Preside del Liceo Scientifico “Evangelista Torricelli” di Somma Vesuviana,  – anche perchĂ© il ragazzo continua a dimostrare di raggiungere due competenze: disciplinari con la conoscenza della Filosofia e linguistiche con la conoscenza dell’inglese. E’ giusto che i ragazzi possano avere sempre le occasioni che ha avuto Giovanni. Ringrazio il professore Angelo Papi e l’intero Dipartimento di Storia e Filosofia”. E c’è quel professore venuto da Cesena, Angelo Papi, che ha creduto in Giovanni e crede in questo territorio. “Sono originario di Cesena. Il talento che ho trovato a Somma Vesuviana, alle pendici del Vesuvio –  ha dichiarato Angelo Papi, docente di Filosofia del Liceo Scientifico “Torricelli” di Somma Vesuviana – è stato una fonte di piacere perchĂ© quando trovi ragazzi così validi il nostro piccolo contributo può essere decisivo”.

Scoperti 80 positivi, De Luca ha deciso: sarĂ  zona rossa fino al 26

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  GIUGLIANO – La “zona rossa”, a causa dell’emergenza Covid, nel campo rom di via Carrafiello, a Giugliano in Campania, è prorogata fino al prossimo 26 settembre.   E’ quanto prevede un’ordinanza firmata oggi dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca. La “zona rossa” è stata istituita lo scorso 2 settembre con scadenza domani dopo che circa 80 persone residenti nel campo sono risultate positive al Covid. I rom residenti nel campo dovranno continuare a rispettare l’obbligo di isolamento domiciliare, e non potranno allontanarsi dalle loro abitazioni.   Il Comune di Giugliano, d’intesa con l’UnitĂ  di Crisi regionale e con il supporto della Protezione civile e del volontariato, si legge nell’ordinanza di De Luca ” assicura ogni forma di assistenza ai cittadini” anche attraverso “la somministrazione di derrate alimentari e generi di prima necessitĂ  per tutta la durata di efficacia” del provvedimento.   ToccherĂ  invece alla Asl Napoli 2 assicurare “la somministrazione di tamponi naso-faringei nonchĂ© ogni ulteriore necessaria attivitĂ  di controllo sanitario a tutta la popolazione interessata”.

Napoli – Juventus, scatti sfocati e scatti nitidi (la terza dell’alieno Gennaro)

 

Napoli – Ciao, sono sempre Gennaro. Su queste pagine ti racconto anche la mia storia. Lo sai che mi sono sposato? Come ti ho detto, vivo tra voi, sembro uno di voi, ho trovato una donna umana, Iva, ci siamo sposati. Ho imparato cosa sia l’amore, sul nostro pianeta, come vi avevo detto, siamo un po’ piĂą freddini. Sul mio pianeta esistono delle cerimonie simili ai vostri matrimoni, ma sono piĂą che altro dei contratti tra 2 persone. Ma ci siamo sposati, pochi giorni fa, abbiamo organizzato una cerimonia semplice, con foto, scatti nitidi e qualcuno sfocato per mettere a fuoco il panorama. Ah giĂ , poi vi dirò da dove vengo, è una galassia a spirale, che potete vedere dalla Terra con un bel telescopio, vi darò poi le coordinate per trovarla in cielo.

Ma passiamo alla madre delle partite: Napoli-Juventus. Ci tenete molto e ci tengo anche io. Il Napoli parte bene, sembra voler gestire la partita, ma capita l’irreparabile, Manolas perde il senno e Morata mette a segno il primo gol della partita. E’ uno scatto sfocato e sbiadito. Ospina, chiamato quando serve, salva il Napoli ed evita il raddoppio avversario. Il Napoli cambia volto, si dispone diversamente, entra in campo Ounas per Elmas. Per fortuna, le macchine fotografiche non funzionano anche nelle file juventine. Il Napoli riacciuffa il pareggio, grazie all’incertezza di SzczÄ™sny, che tenta una parata plastica, che però si squaglia, Politano è pronto come un bolide che arriva dallo spazio. Il Napoli è dominatore della partita. La Juve può solo difendersi. E arriva anche la bella foto di Koulibaly, che sfrutta l’ennessimo errore della partita, il secondo propiziato dagli avversari. E’ solo davanti al portiere e può insaccare. Click, ed è la piĂą bella foto. La partita terminerĂ  con degli screzi tra gli allenatori, non si capisce cosa voglia Allegri da Spalletti.

Il Napoli è a punteggio pieno, ad 8 da una Juve che ha bisogno di cambiare la sua macchina fotografica, perchĂ© le sua foto sono sfocate, e la pellicola è ridotta ad un colabrodo. Il Napoli di Spalletti continua questo suo inizio fatto di novitĂ  e mentalitĂ . Sul mio pianeta si dice qualcosa di simile al vostro detto “chi ben comincia è a metĂ  dell’opera”. In particolare diciamo “chi ha uno xelovat, può arrivare molto prima a Balbont”, lo “xelovat” è un animale del mio pianeta, e “Balbont” è una cittĂ  lontana dalla mia cittĂ  nativa. Questa è una vittoria cruciale, fatta di scatti sfocati e scatti nitidi, come quelli del mio matrimonio. Molti di questi scatti sono stati nitidi e chiari, come il Napoli del momento. Ma a questi accompagniamo delle foto che mettono a fuoco le nostre fedi e che lasciano sfocato l’orizzonte. Almeno per ora, lasciano sfocato un futuro che io, proveniente da un altro pianeta, e Iva, e dal canto suo il Napoli, potremo scrivere con le nostre forze.

“Mio figlio di 16 anni legato e picchiato dai coetanei”: denuncia choc a Pomigliano

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  POMIGLIANO D’ARCO – I carabinieri di Pomigliano d’Arco stanno conducendo indagini per fare luce sulle presunte violenze subite da un minorenne denunciate in caserma dal padre.   Lunedì scorso, secondo quanto si è appreso dall’agenzia Ansa che ha rilanciato la notizia, il figlio minorenne dell’uomo sarebbe stato invitato ad andare nell’abitazione di un coetaneo dove poi però sarebbe stato legato con il nastro adesivo e picchiato da altri ragazzi che avrebbero la sua stessa etĂ .   La versione dell’accaduto fornita dal genitore della presunta vittima è ora al vaglio degli investigatori: il ragazzo di 16 anni vittima della presunta aggressione, comunque, non avrebbe addosso i segni delle percosse e neppure si sarebbero rese necessarie per lui le cure dei medici in ospedale.