Napoli – Juventus, scatti sfocati e scatti nitidi (la terza dell’alieno Gennaro)

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Napoli – Ciao, sono sempre Gennaro. Su queste pagine ti racconto anche la mia storia. Lo sai che mi sono sposato? Come ti ho detto, vivo tra voi, sembro uno di voi, ho trovato una donna umana, Iva, ci siamo sposati. Ho imparato cosa sia l’amore, sul nostro pianeta, come vi avevo detto, siamo un po’ più freddini. Sul mio pianeta esistono delle cerimonie simili ai vostri matrimoni, ma sono più che altro dei contratti tra 2 persone. Ma ci siamo sposati, pochi giorni fa, abbiamo organizzato una cerimonia semplice, con foto, scatti nitidi e qualcuno sfocato per mettere a fuoco il panorama. Ah già, poi vi dirò da dove vengo, è una galassia a spirale, che potete vedere dalla Terra con un bel telescopio, vi darò poi le coordinate per trovarla in cielo.

 

Ma passiamo alla madre delle partite: Napoli-Juventus. Ci tenete molto e ci tengo anche io. Il Napoli parte bene, sembra voler gestire la partita, ma capita l’irreparabile, Manolas perde il senno e Morata mette a segno il primo gol della partita. E’ uno scatto sfocato e sbiadito. Ospina, chiamato quando serve, salva il Napoli ed evita il raddoppio avversario. Il Napoli cambia volto, si dispone diversamente, entra in campo Ounas per Elmas. Per fortuna, le macchine fotografiche non funzionano anche nelle file juventine. Il Napoli riacciuffa il pareggio, grazie all’incertezza di Szczęsny, che tenta una parata plastica, che però si squaglia, Politano è pronto come un bolide che arriva dallo spazio. Il Napoli è dominatore della partita. La Juve può solo difendersi. E arriva anche la bella foto di Koulibaly, che sfrutta l’ennessimo errore della partita, il secondo propiziato dagli avversari. E’ solo davanti al portiere e può insaccare. Click, ed è la più bella foto. La partita terminerà con degli screzi tra gli allenatori, non si capisce cosa voglia Allegri da Spalletti.

Il Napoli è a punteggio pieno, ad 8 da una Juve che ha bisogno di cambiare la sua macchina fotografica, perché le sua foto sono sfocate, e la pellicola è ridotta ad un colabrodo. Il Napoli di Spalletti continua questo suo inizio fatto di novità e mentalità. Sul mio pianeta si dice qualcosa di simile al vostro detto “chi ben comincia è a metà dell’opera”. In particolare diciamo “chi ha uno xelovat, può arrivare molto prima a Balbont”, lo “xelovat” è un animale del mio pianeta, e “Balbont” è una città lontana dalla mia città nativa. Questa è una vittoria cruciale, fatta di scatti sfocati e scatti nitidi, come quelli del mio matrimonio. Molti di questi scatti sono stati nitidi e chiari, come il Napoli del momento. Ma a questi accompagniamo delle foto che mettono a fuoco le nostre fedi e che lasciano sfocato l’orizzonte. Almeno per ora, lasciano sfocato un futuro che io, proveniente da un altro pianeta, e Iva, e dal canto suo il Napoli, potremo scrivere con le nostre forze.