Somma Vesuviana, Padre Giuseppe D’Agostino O.SS.T. lascia la parrocchia di San Pietro Apostolo in Santa Maria Maggiore

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Domenica 19 settembre alle ore 11:00 nell’Insigne Collegiata, in occasione della solenne celebrazione eucaristica in memoria del patrono San Gennaro Martire, Padre Giuseppe D’Agostino saluterà la comunità del quartiere Casamale. Il trentatreenne vietnamita Padre Bang Truon Cong della Provincia di S. Giovanni de Matha sarà il nuovo parroco dell’antica e leggendaria parrocchia di S. Pietro Apostolo. La Santa Messa sarà presieduta da Sua Eccellenza Rev. Mons. Francesco Marino, Vescovo di Nola. 

 

 

Padre Giuseppe D’Agostino nasce ad Alliste, in provincia di Lecce, il 15 febbraio del 1946 da una umile famiglia contadina. Dopo aver frequentato le scuole elementari a Felline, piccola frazione di Alliste, inizia a lavorare nei campi con il padre Gaetano. Decisivo, all’epoca, fu l’incontro con il religioso trinitario Padre Giuseppe Grilli, che non solo lo esorterà a proseguire gli studi per la gioia della mamma Maria Rosa, ma anche ad intraprendere la vita religiosa. Il ragazzo si stabilisce, dapprima, a Gagliano del Capo, dove completa gli studi obbligatori; successivamente frequenta il Ginnasio Statale a Palestrina, in provincia di Roma. Inizia, intanto, il noviziato nella Casa dei Frati Trinitari della Provincia di San Giovanni de Matha a Cori, in provincia di Latina. Dopo il liceo classico a Livorno, si laurea in Filosofia e Teologia all’Università Pontificia Urbaniana Propaganda Fide di Roma.

Ordinato sacerdote l’8 gennaio del 1972 dal Vescovo di Nardò, Mons. Antonio Rosario Mennonna (1906 – 2009), inizia a collaborare come aiuto parroco presso la parrocchia di S. M. delle Grazie alle Fornaci a Roma nel quartiere Aurelio. Nel 1974, diventa responsabile dell’Istituto dei Padri Trinitari di Medea, in provincia di Gorizia, occupandosi di persone disabili e affette di autismo. Nel 1980, non  solo è cappellano ospedaliero a Palestrina con incarichi pastorali diocesani, ma va modellando la sua esperienza nell’accoglienza di numerosi profughi al tempo del muro di Berlino. Dal 1990 al 1993, a Rocca di Papa (RM), si occupa della Pastorale Giovanile Vocazionale. Dopo una parentesi di tre anni nella Basilica di San Crisogono nel centro storico di Roma, Padre D’Agostino ritorna a Cori per continuare a fornire il suo impegno educativo – pastorale e con il nuovo incarico di esorcista della Diocesi di Latina. Nel 2003, infine, viene nominato parroco della Chiesa di S. Antonio di Padova nel Comune di Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina. Il 3 settembre del 2016, dopo aver celebrato l’ultimo matrimonio in parrocchia, Padre Giuseppe parte alla volta di Somma Vesuviana con il nuovo incarico, stavolta, di parroco di San Pietro Apostolo. All’arrivo in città, purtroppo, troverà una comunità divisa e in fermento, in quanto era ancora forte e vivo il ricordo del suo predecessore P. Costanzo Nganga. Padre D’Agostino, comunque, subito si attiva per offrire il meglio di se e per annunciare la parola del Vangelo. Il suo impegno caritatevole ed apostolico è paragonabile a quello di un paziente agricoltore che, dopo aver ben coltivato il proprio terreno, ha conseguito un buon raccolto.

Toccherà, adesso, al suo successore, Padre Bang, completare la sua formidabile opera di evangelizzazione, augurandogli ogni bene e ogni successo pastorale per la Gloria di Dio e per il bene della Comunità.  Il trentatreenne Padre trinitario nasce in Vietnam il 2 settembre del 1988, entra nell’Ordine all’età di 18 anni. Laureato in Filosofia e Teologia alla Propaganda Fide, consegue la Licenza in Teologia Biblica alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. Ordinato sacerdote il 2 maggio del 2015 a Roma dal Vescovo Matteo Maria Zuppi, è stato vice parroco a S. Antonio da Padova a Gaeta, San Martino di Tours a Ventosa, S. Maria delle Grazie alle Fornaci e S. Pietro Apostolo in S. Maria Maggiore a Somma Vesuviana. Il passaggio di consegne a Padre Bang avverrà in concomitanza con il saluto di Padre Giuseppe, che tornerà a Gagliano del Capo, a pochi chilometri dalla sua città d’origine, per occuparsi, ancora una volta, di assistenza e di carità.