Si immerge per pescare, trovato cadavere dopo 3 ore: aveva 40 anni

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  CASORIA – Un uomo di 40 anni, Giovanni Orefice, è morto nella notte a Castel Volturno dopo essersi immerso per pescare nel tratto di mare posto sul lato destro della foce del fiume Volturno, nei pressi di una scogliera. A dare l’allarme è stata un amico del 40enne, che non lo ha visto ritornare dopo circa tre ore.   Sul posto sono intervenuti i militari della capitaneria di Porto di Castel Volturno, gli agenti del locale Commissariato della Polizia di Stato e i sommozzatori dei vigili del fuoco, che hanno trovato il cadavere del 40enne vicino gli scogli in un tratto in cui la profondità è minima, di appena 2-3 metri; dalla bocca fuoriusciva del sangue, segno che il 40enne, residente a Casoria potrebbe aver accusato un malore.   Il corpo è stato portato, su disposizione della Procura di Santa Maria Capua Vetere, all’obitorio dell’ospedale di Caserta per l’esame autoptico. L’uomo aveva anche un fucile per pescare; si era tuffato in piena notte, in un orario in cui la pesca sportiva è vietata.

Vendetta trasversale dopo uccisione nipote boss, 4 condanne

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  GRAGNANO – Il giudice Maria Luisa Miranda di Napoli ha condannato a nove anni di reclusione i fratelli Antonio e Giovanni Carfora per il tentato omicidio di Salvatore Pennino, incensurato, ritenuto legato a Maurizio Apicella e Ciro Di Lauro, i due killer di camorra che hanno confessato l’omicidio a coltellate di Nicholas Di Martino, nipote del boss ergastolano Nicola Carfora, morto dissanguato, dopo essere stato accoltellato, il 25 maggio 2020, a Gragnano.   Antonio e Giovanni Carfora, difesi dall’avvocato Antonio Di Martino, secondo gli inquirenti della DDA, spararono contro Pennino per vendicare il loro cugino Nicholas, insieme con altri due parenti, Giovanni Amendola e Lello Iovine (difesi dagli avvocati Raffaele Chiummariello e Alfonso Piscino), parenti dei Carfora, anche loro condannati dal giudice, per lo stesso reato, ma a sette anni e dieci mesi di reclusione.   Il giudice non ha ritenuto sussistenti le aggravanti dei motivi abbietti e futili e l’aggravante di avere commesso il tentato omicidio nottetempo mentre ha riconosciuto la diminuente del risarcimento del danno. La Procura di Napoli (sostituto procuratore Giuseppe Cimmarotta) aveva chiesto per tutti 12 anni di reclusione.

Agguato davanti al cimitero, giovane centrato da proiettili al volto

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  CASORIA – Un uomo di 31 anni, Raffaele Liguori, già noto alle forze dell’ordine, è stato ferito con colpi d’arma da fuoco intorno alle 13,30 in via Squillace, nei pressi del cimitero di Casoria.   L’uomo, raggiunto al viso da una ogiva, è ora ricoverato in condizioni critiche nell’ospedale Cardarelli di Napoli dove è giunto in “codice rosso”.   Sull’accaduto sono in corso indagini da parte dei carabinieri, avvertiti dell’accaduto da una telefonata.

Casalnuovo e Marano: la mattanza degli anziani ancora al lavoro. Ecco le loro storie

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Una strage nella strage, operai di quasi settant’anni costretti a svolgere professioni pesanti e rischiose.     Uno dei due era in pensione, l’altro invece probabilmente non aveva nulla. Antonio Vasto e Giovanni Pisani, gli ultimi due morti sul lavoro in provincia di Napoli, avevano però in comune una cosa: lavoravano ancora in tarda età, erano tutti e due ormai giunti intorno ai 70 anni. Vasto è deceduto stamattina cadendo dall’impalcatura di un cantiere edile in un condominio di Marano, a ovest di Napoli. Giovanni Pisani ha trovato la morte tra i rottami di un’autodemolizione, a Casalnuovo, frazione di Tavernanova, martedi pomeriggio. Pisani aveva 68 anni quando all’interno di un impianto di rottamazione con annessa rivendita di pezzi di ricambio automobilistici usati è stato investito da qualcosa di molto pesante. E’ morto nel pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli, dopo una disperata corsa dell’ambulanza del 118 che lo ha traportato per quindici chilometri a tutta velocità nel tentativo, poi risultato vano, di salvarlo. Il suo corpo ora è a disposizione del pubblico ministero della procura di Nola che ha aperto l‘indagine e disposto l’autopsia. Ci sono ancora vari punti da chiarire sulla morte di Pisani. Intanto si parla insistentemente dell’ennesima morte bianca. In base a un primo rapporto degli investigatori (le indagini sono della tenenza dei carabinieri di Casalnuovo al comando del luogotenente Fernando De Solda) è stato infatti accertato che l’anziano fosse “già in pensione da tempo” ma che a ogni modo risultasse “collaboratore di fatto della ditta” di autodemolizione presso cui ha trovato la morte. Se tutto ciò dovesse essere confermato in via definitiva si tratterebbe a quel punto di un episodio sconcertante, un caso purtroppo non raro nel mondo del lavoro italiano. Le cronache delle cosiddette morti bianche stanno facendo registrare in Italia dati inquietanti non solo sull’elevatissimo numero di persone decedute sul lavoro ma anche sulle tante persone che in età avanzata, per motivi soprattutto economici ovviamente, sono state costrette a proseguire attività troppo spesso rischiose fino a morire nelle fabbriche, nelle officine, nei cantieri o in campagna. Inchiesta aperta dunque. L’area in cui è rimasto ucciso Giovanni Pisani è stata messa sotto sequestro preventivo e i carabinieri hanno ascoltato le persone che conoscevano il 68enne di Casalnuovo. Da accertare in modo inoppugnabile la causa della morte. Finora è circolata la voce di un pezzo di una vettura che si sarebbe staccato da un “ragno”, sorta di braccio meccanico che intrappola i materiali spostandoli da un lato all’altro. Pezzo che quindi nel precipitare a terra avrebbe investito in pieno la vittima. Restano dati da brivido. Appena dieci giorni fa e a soltanto poco più di due chilometri di distanza, praticamente nella stessa area, nella confinante Pomigliano, ha perso la vita un giovane operaio, Andrea Martino, 34 anni, di Mugnano. Nella mattinata di sabato 4 settembre Martino stava operando in un’officina, sotto una grande macchina da sollevamento, un “trattore elevatore”, quando un pesantissimo pezzo d’acciaio si è staccato e lo ha schiacciato uccidendolo sul colpo. Fino a questo momento ammontano a quasi 800 le vittime sul lavoro in Italia dall’inizio dell’anno, 70 circa in Campania. Una mattanza che ormai sembra inarrestabile. E la nostra regione fa registrare la percentuale più alta di morti, l’11,6 per cento sul totale dei casi. Al secondo posto c’è la Lombardia, con l’11,1 %. Lo scorso 8 settembre un lavoratore è morto in un incidente avvenuto nel cantiere della linea 1 della Metropolitana di Napoli, nel tratto compreso tra il Centro Direzionale e Capodichino. Si chiamava Luigi Manfuso, aveva 59 anni, era di Gragnano.

Carabinieri scoprono 29 box abusivi: smantellate le “fortezze” dello spaccio

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  Torre Annunziata – Box abusivi e droga: due binari che convergono nel blitz messo in atto dai carabinieri oplontini che hanno smantellato le “fortezze” dello spaccio nei quartieri a rischio. Continuano i servizi ad alto impatto disposti dal comando provinciale di Napoli a Torre Annunziata e nei comuni limitrofi dopo i fatti di sangue degli ultimi giorni. I Carabinieri della compagnia oplontina insieme a quelli del reggimento Campania, a quelli del nucleo elicotteristi di Pontecagnano e del nucleo cinofili di Sarno hanno effettuato diversi posti di controllo rafforzati e perquisizioni per interi blocchi di edificio. Teatro delle operazioni, il parco di edilizia popolare “Poverelli”. 119 le persone identificate, 77 i mezzi controllati e 3 assuntori di droga segnalati alla prefettura. Nel mirino i manufatti abusivi. I militari hanno scoperto che sui lastrici solari di 2 alloggi popolari ai civici 33 bis A e B fossero stati costruiti dei veri e propri ambienti abitabili. Lavoro effettuato con la rimozione delle travi portanti. Rimosse diverse barriere e cancelli in metallo su 3 pianerottoli. Durante le operazioni effettuate con personale Enel e dell’Ufficio Tecnico Comunale, i Carabinieri hanno constatato l’esistenza di 29 box in muratura e lamiera completamente abusivi, sulla cui “proprietà” sono in corso accertamenti. Rinvenute e sequestrate – in aree condominiali – diverse dosi di marijuana. Denunciata per furto di energia elettrica una residente del posto .  

Ditta in fiamme, nube nera per oltre 30 chilometri: disastro ambientale

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  TEVEROLA – Disastro ambientale in atto tra il Casertano e l’area Nord della provincia di Napoli. Una ditta di imballaggi è stata distrutta dalle fiamme in un incendio divampato poco dopo le 14 nella zona industriale di Teverola, grosso polo produttivo dell’agro aversano. La nube nera ben presto ha invaso un vasto territorio che va dalla zona di Santa Maria Capua Vetere fino ad Acerra ed altri comuni dell’hinterland partenopeo. Le indagini sono affidate ai carabinieri del reparto territoriale di Aversa, giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco, il cui compito si presenta piuttosto arduo. L’aria è irrespirabile in diversi paesi della zona e il disastro sta incidendo anche sulla circolazione: il luogo dell’incendio dista pochi metri dallo svincolo della Nola-Villa Literno.  

Figlio compie 18 anni e organizzano concerto con neomelodico: carabinieri bloccano lo show

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  Quarto – Organizzano concerto con cantante per la maggiore età della figlia, militari bloccano tutto. A Quarto Flegreo nella notte tra il 14 e il 15 settembre scorso i carabinieri della locale tenenza – allertati dal 112 – sono intervenuti in una corte condominiale di via Trefole. Era stata segnalata musica ad alto volume.   I militari dell’arma hanno constatato che si trattava di un concerto di un noto cantante neo-melodico organizzato da una residente per il 18esimo compleanno del figlio. Musica spenta e festeggiamenti interrotti, i carabinieri sanzioneranno i responsabili dell’evento non autorizzato.

Arrestato gestore di una sala scommesse illegale: aveva carte di identità false

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    Afragola – E’ finito agli arresto domiciliari il gestore di una sala scommesse abusiva di Afragola. I carabinieri della stazione di afragola hanno arrestato per possesso di documenti di identità falsi un 48enne del posto già noto alle forze dell’ordine. I militari insieme a personale dell’agenzia delle dogane e dei monopoli sono entrati in un’agenzia di scommesse a via Santa Maria. Alla vista dei militari, il 48enne – gestore del punto scommesse – ha tentato di nascondere in un cassetto 2 carte di identità e una patente di guida. I 3 documenti, poi sequestrati, sono risultati falsi. I carabinieri e il personale dell’agenzia delle dogane e dei monopoli hanno inoltre constatato che l’uomo – sprovvisto delle previste autorizzazioni del T.U.L.P.S. – faceva giocare altri con il suo conto. Denunciato per esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, è stato sottoposto agli arresti domiciliari in attesa di giudizio. (Foto di repertorio)

Assembramenti di giovani e urla, sindaco chiude la piazza pure alle auto

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  OTTAVIANO – Troppi schiamazzi e assembramenti, sindaco chiude la piazza alle auto. E’ questa la decisione presa dal primo cittadino di Ottaviano Luca Capasso che in un post ha annunciato la nuova ordinanza che crea una Ztl nell’ex area mercato ogni sera. “Dal 16 settembre al 31 dicembre viene istituita la chiusura al traffico veicolare e il divieto di sosta e di fermata in piazza Giovanni Paolo II (ex piazza Mercato) dalle 20 alle 6 del mattino successivo, eccezion fatta ovviamente per i residenti” rende noto il sindaco Capasso.  “Troppo spesso in quella piazza gli schiamazzi non fanno dormire i residenti, troppo spesso la confusione è eccessiva. Non mi piace prendermela con i giovani, che ho sempre difeso e difenderò e sono contento che Ottaviano sia un punto di ritrovo per tanti ragazzi. Ma le regole sono regole e il rispetto per gli altri è fondamentale”

L’estate ci saluta, in arrivo grandine e pioggia: scatta allerta meteo

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  Napoli – La Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un avviso di allerta meteo con livello di criticità idrogeologica per temporali di colore Giallo valevole dalle 10 alle 22 di domani, venerdì 17 settembre, sulle seguenti zone: 1 (Piana Campana, Napoli, Isole, Area Vesuviana), 2 (Alto Volturno e Matese), 3 (Penisola Sorrentino-Amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini), 4(Alta Irpinia e Sannio). Sono possibili precipitazioni repentine, e anche molto intense, fortemente localizzate. Tali fenomeni temporaleschi sono difficilmente prevedibili in termini spaziali e temporali poiché caratterizzati da una grande rapidità di evoluzione.   Per la zona 1 la Protezione Civile segnala precipitazioni anche intense, specialmente al confine con il Lazio. Proprio per la natura di tali fenomeni, anche connessi ai cambiamenti climatici, su tutte le aree interessate, è possibile che, contemporaneamente possano verificarsi, in singoli punti del territorio, anche grandinate, fulmini e raffiche di vento tali da determinare danni alle coperture, caduta di rami o alberi. La Protezione segnala, infatti, che le precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, in alcuni punti del territorio potrebbero essere anche molto intense. Si prevedono anche possibili raffiche di vento nei temporali.   A questo quadro meteo sono associati possibili fenomeni di impatto al suolo come: – Caduta massi ed occasionali fenomeni franosi, anche in assenza di precipitazioni; – Ruscellamenti superficiali con possibili fenomeni di trasporto di materiale; – Inondazioni delle aree limitrofe a corsi d’acqua anche per effetto di criticità locali (tombature, restringimenti, ecc); – Allagamenti di locali interra;ti e di quelli a pian terreno; – Scorrimento superficiale delle acque nelle sedi stradali e possibili fenomeni di rigurgito dei sistemi di smaltimento delle acque meteoriche con tracimazione e coinvolgimento delle aree urbane depresse; – Caduta di rami o alberi. La Protezione Civile della Regione Campania raccomanda agli enti competenti di prestare la massima attenzione alle aree interessate da incendi e ai territori fragili dal punto di vista del dissesto idrogeologico e di porre in essere tutte le misure atte a mitigare e contrastare i fenomeni attesi.