Boscotrecase senza storia, Carotenuto si conferma

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    BOSCOTRECASE – Elezione senza storia a Boscotrecase dove Pietro Carotenuto si è confermato sindaco con una percentuale davvero bulgara. A spoglio ancora in atto il primo cittadino uscente si attesta sul 70% con uno scarto importante rispetto all’avversario Aniello Federico. L’asse con il capogruppo regionale Pd Mario Casillo si conferma dunque un valore aggiunto per la coalizione di centrosinistra.    

Nola. Archeoclub d’Italia, Comune e Università Federico II insieme per il Dantedì

Riceviamo e pubblichiamo   Archeoclub d’Italia sede di Nola – Università Federico II di Napoli – Comune di Nola – portano il Dantedì nella città di Giordano Bruno! Venerdì 8 Ottobre – alle ore 17 – Chiesa di San Biagio. Flora Nappi Ambrosio (Pres. Archeoclub d’Italia sede di Nola): “Avremo grandi nomi, dopo l’inaugurazione con Gaetano Manfredi. Venerdì 8 Ottobre, presso la Chiesa di San Biagio, incontro con il prof. Andrea Mazzucchi”        “I 700 anni dalla scomparsa di Dante con un grande evento organizzato da Archeoclub d’Italia sede di Nola in collaborazione con il Comune e con il patrocinio morale dell’Università Federico Secondo di Napoli. Venerdì 8 Ottobre il Dantedì incontro con il prof. Andrea Mazzucchi, della Federico II di Napoli nell’ambito de “Le Parole dell’Inferno” presso la Chiesa di San Biagio.  Seguiranno altri due appuntamenti molto importanti con con il prof. Federico Ruggiero della Scuola Superiore Meridionale in “Il Dialogo di Dante con i poeti. A proposito di Purgatorio, il XXVI ed ancora Vittorio Celotto dell’Università Federico II di Napoli sul “XVII del Paradiso – La “Commedia” come profezia”. Sono eventi da non mancare. Vorrei sottolineare il come la rinascita in epoca pandemica coincida proprio con il 700esimo anniversario dalla morte del Sommo Poeta che ha consegnato in eredità un immenso patrimonio culturale, spirituale, linguistico, storico, filosofico ed umanistico ed umano”. Lo ha annunciato Flora Nappi Ambrosio, Presidente di Archeoclub d’Italia sede di Nola, nel napoletano.

Somma Vesuviana, cappella del Rosario, D’Avino:”Trovata la soluzione, a breve riprenderanno i lavori”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio Stampa del comune di Somma Vesuviana     Sergio D’Avino (Ass. ai Servizi Cimiteriali): “I lavori sull’antica cappella del Santo Rosario, al Cimitero, iniziati nei mesi scorsi e attesi da 30 anni, erano stati sospesi a causa di problemi strutturali, ma a breve riprenderanno”. “C’è una svolta per la Congrega del Santo Rosario al Cimitero di Somma Vesuviana. I lavori erano stati sospesi a causa di problemi strutturali alle murature. Infatti in seguito a delle verifiche, le murature spogliate dei marmi, erano uscite bagnate e sottili. Ora è stata trovata una soluzione che consentirà la ripresa dei lavori nelle prossime settimane”. Lo ha annunciato Sergio D’Avino, Assessore ai Servizi Cimiteriali del Comune di Somma Vesuviana. Lavori che erano iniziati nei mesi scorsi quando l’Amministrazione guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno era riuscita a sbloccare una situazione, quella relativa alla Cappella del Santo Rosario che durava da ben 30 anni! “Abbiamo sbloccato una situazione che durava da ben 30 anni. Il cimitero di Somma Vesuviana, venne inaugurato il 5 dicembre del 1839. Nel mese di Aprile, in seguito alla fase iniziale dei lavori di ristrutturazione della Cappella della Congrega del Santo Rosario – ha concluso D’Avino –  attesi da ben 30 anni, venne identificata anche la tomba del prestigioso filosofo italiano Francesco Montalto, confidente di Benedetto Croce. La stessa Congrega del Santo Rosario rappresenta una struttura antica risalente al XIX secolo. Dunque si tratta di lavori complessi. Centinaia di persone attendevano una risposta da ben 30 anni, in quanto possessori di loculi all’interno della Cappella del Santo Rosario. In Primavera era stato dato il via alle operazioni. Poi la scoperta dei problemi strutturali ed ora la soluzione trovata dalla ditta appaltatrice”.  

Fiorentina – Napoli, “punching…” (la nona dell’alieno Gennaro)

Sono Gennaro e oggi vi parlo di arte e storia. Firenze, lo sapete meglio di me, è un connubio tra arte, storia e meraviglia. Da quelle parti sono passati le più grandi menti creative, è nota in tutto il mondo per opere uniche, come il David oppure La Primavera o La Nascita di Venere. Apprezzo anche questo negli esseri umani, almeno in alcuni, il potersi eccitare per un quadro o una scultura, trovarci un significato, godere dell’armonia, delle forme, dei colori. Quando arrivi ad una consapevolezza così netta dell’Universo, come è avvenuto sul mio pianeta, tutto il resto perde di significato, la mia civiltà è una fredda macchina che prosegue il suo percorso senza guardare alle piccole cose del suo passato. Voi Terrestri lo fate, lo apprezzo. Penserete che voglio trovare un parallelo con qualche bella opera Fiorentina, ma vi sbagliate, oggi paragono il Napoli ad un oggetto che potete trovare in una palestra. In questo momento il Napoli non mi ricorda nessun bel quadro, nessuna scultura armoniosa, nessun palazzo fatto di colonne e ornamenti. A me il Napoli ricorda un “punching ball”. Lo colpisci e ti ritorna di nuovo tra le mani e ti può anche far male.

La partita con la Fiorentina è probabilmente la più complicata che questo Napoli ha affrontato in campionato. Dopo la mezzora, e il gol che ha visto gli azzurri fermi come dei birilli, non avrei scommesso nulla su questa squadra. Li ho dati per spacciati, in una situazione peggiore di quella nella quale si trova un viaggiatore dello spazio che si perde nell’oblio dell’universo profondo. E invece questo Napoli fa della pragmaticità la sua arma migliore, una delle sue armi più affilate. Subisce il gioco avversario, la pressione alta, non riesce mai a ripartire palla al piede. Ma poi, dopo il gol, lancio lungo di Fabian a cercare la corsa di Osimhen. Movimento tipico, calcia avanti che ci sarà il ragazzo che la prende. La nostra punta scappa lungo la giusta direzione, si fa stendere dall’avversario. Il rigore è cosa di Insigne, ma lo sbaglia, ci riprova sul rimpallo, ma è Lozano, da posizione defilata, a scagliarla alta e a gonfiare la rete. Le cose cambiano, la partita ritorna in pari, pian piano cambiano gli equilibri, il Napoli passa anche in vantaggio. Si inventa uno schema confusionario da un calcio di punizione. La difesa avversaria parte in ritardo, Rrahmani salta e insacca. Per il resto della partita, tra difficoltà e momenti più agevoli, il Napoli si difende e porta a casa questa insperata vittoria.

Il Napoli è un “punching ball”, viene colpito, va a terra, sembra che sia spacciato, inerme, sembra non potersi difendere, ma dopo ogni colpo ritorna su, sembra ancora inerme, ma ritorna ancora e ancora verso il suo avversario. Più forte viene colpito e più velocemente risale, fino al punto in cui colpisce il suo avversario, e ancora una volta, e infine vince. Sono sette le vittorie consecutive in campionato, il record di vittorie consecutive dall’inizio del campionato è vicino, ne basta ancora 1. Ma l’obiettivo non è certo un record di vittorie, almeno lo speriamo.

Assalto al distributore della farmacia, due porticesi fermati a Ercolano

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    ERCOLANO. Un fenomeno allarmante che stava prendendo piede e per il quale la Compagnia Carabinieri di Torre del Greco ha predisposto mirati servizi. Il furto dei distributori automatici presso le farmacie e le para-farmacie. Ignoti – con il favore delle tenebre – sradicando dal muro i distributori automatici rubavano tutto ciò che era al loro interno, soldi e prodotti. Un danno ingente visto che un distributore automatico del genere può valere fino a 40mila euro. A Ercolano i Carabinieri della locale tenenza insieme a quelli della stazione di portici hanno arrestato 2 persone. Si tratta di Ciro Trotta e di Antonio Giovanni Abbondante, rispettivamente di 44 e 21 anni. Sono del posto e sono già noti alle forze dell’ordine. I Carabinieri – impegnati in un servizio notturno ad hoc – li hanno bloccati a via Benedetto Cozzolino mentre stavano tentando di forzare un distributore automatico di una farmacia con un piede di porco e uno scalpello. I 2 hanno tentato di fuggire a piedi ma sono stati bloccati. Gli arnesi sono stati sequestrati mentre i 2 arrestati sono stati sottoposti agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

Madonna dell’Arco, proprietaria si ritrova ladro in casa: “Sono stati i minuti più lunghi della mia vita”

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  SANT’ANASTASIA – Qualche giorno fa a Madonna dell’Arco in pieno giorno è accaduta una vicenda che fa venire la pelle d’oca, ancora una volta: un ladro è entrato in un appartamento situato ad un secondo piano, proprio nel centro della città, e, credendo di essere solo ha iniziato a frugare in casa alla ricerca di soldi e oggetti di valore. Purtroppo però si è ritrovato faccia a faccia con la proprietaria di casa che era impegnata nelle faccende domestiche ed è dunque immediatamente scappato via. Fortunatamente non vi sono state aggressioni fisiche o ritorsioni, l’uomo non ha tentato di estorcere altro denaro alla donna che si è trovata a vivere una situazione estremamente forte dal punto di vista psicologico. “Io ero in casa mia, ho lasciato il balcone di una stanza aperto, dopo poco sono ritornata in quella stanza e quell’uomo era lì. È scappato quasi subito ma sono stati i minuti più lunghi della mia vita – racconta la donna ancora turbata dall’accaduto – ero da sola, i miei figli e mio marito non c’erano. Ho provato un terrore che non riesco a spiegare, paura per la mia vita, per una sua possibile reazione sconsiderata dopo aver capito che la casa non era vuota.” Per fortuna non si è verificata nessuna di queste ipotesi ma la paura in quegli attimi è stata davvero tanta.” È entrato nella mia casa, ha toccato le mie cose, ha rubato dei soldi, in pieno giorno, sono così arrabbiata e spaventata!” La donna ha prontamente allertato le forze dell’ordine denunciando l’accaduto e descrivendo ogni minimo dettaglio che ricordava. Nei prossimi giorni si procederà con la ricostruzione dell’identikit in quanto l’uomo era a volto scoperto, una scelta coraggiosa quella della signora che si dice pronta a fare qualsiasi cosa per consegnare il ladro nelle mani della giustizia: “Non voglio che accada ad altre persone e che queste provino la paura che ho provato io. Non siamo più liberi nemmeno di restare in casa nostra, ormai rubano a qualsiasi ora del giorno e della notte, noncuranti di tutto il resto. C’è povertà e questo lo capisco ma bisogna rispettare il prossimo sempre, rimboccarsi le mani e cercare altri modi per sopravvivere. Non è giusto che le brave persone debbano affrontare questi traumi e vivere nel terrore a causa di delinquenti che conoscono solo la malavita.”  

Generazione Z: vivere onlife

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La Generazione Z, in breve Gen. Z, è quella dei nati tra il 1997 e il 2012. Essa rappresenta, de facto, la prima generazione a non aver conosciuto un mondo senza tecnologie e ambienti digitali; un aspetto che incontrovertibilmente ha determinato un processo esistenziale totalmente differente dal passato. Successiva a quella dei Millenians, nati tra l’inizio degli anni ’80 e la metà degli anni ’90, la Gen. Z – o iGeneretion (a testimonianza della dimestichezza con dispositivi hi-tech) – comprende la fascia di ragazzi tra i 9 e i 24 anni. La Gen. Z è quella nata dopo l’affermazione del web e la  rivoluzione elettronica di consumo, vissuta quindi nell’epoca in cui i cellulari e i primi dispositivi portatili erano disponibili anche al grande pubblico. Per la Gen Z, così, il vero rito di passaggio dall’infanzia all’adolescenza è rappresentato spesso dal possesso di uno smartphone o di un cellulare dotato di connessione internet. Difficile pensare, allora, che qualsiasi azione quotidiana di questi giovanissimi non passi attraverso le tecnologie. La iGeneration sarebbe la prima per cui la distinzione tra online e offline – tra vita reale e vita virtuale – avrebbe perso di senso e la prima a vivere costantemente onlife. Numerosi studi hanno provato di volta in volta a identificare cosa facciano gli adolescenti in Rete e quali siano App e social che preferiscono. Un primo dato pervenuto dalla ricerca evidenzia come la Gen. Z eviti Facebook, preferendogli Instagram, Snapchat o TikTok, a causa della massiccia presenza di genitori e di adulti all’interno del social di casa Zuckerberg. L’immersione in questa epoca precaria e ancora di transizione, lontana dal modo obsoleto con cui proviamo a leggere il presente, non ci permette di comprendere se questa massiccia metamorfosi abbia più aspetti positivi o negativi. La strada che occorre intraprendere è quella dei dati, per evitare di prendere posizioni troppo generiche e assertive che potrebbero essere minate in breve tempo. Da un lato sembrerebbe che i componenti della Gen. Z siano più informati rispetto al passato, abbiano maggiore consapevolezza dei danni causati dall’alcool, dalle droghe e dal fumo; siano propensi ad un ambientalismo (almeno di facciata) attivo, al rispetto per la comunità LGBTQ e alla consapevolezza di vivere in un sistema globale etnicamente vario. Dall’alto lato, le referenze psicologiche segnano aumenti vertiginosi di ansie e depressioni, scaturite dalle iper-connessioni social che generano costantemente confronti e paragoni spesso dannosi per personalità più emotive. Si è, in altre parole, fin dall’adolescenza, catapultati in una competizione silenziosa su tutto: scuola, bellezza, rendimento, like, followers ed altro. Il riconoscimento di sé stessi passa per il consenso e quindi l’assenza di un “mi piace”, di una “reaction” o di una “condivisione” può essere causa di malessere. Dal punto di vista relazionale è la generazione che di frequente si dice il primo “ciao” su uno schermo e che pratica il sexting (sesso virtuale).

Neapolisant, fumata bianca: servizio riprende prima del vertice

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  Vicenda Neapolisanit, riprende il servizio. Incontro col sindaco Capasso, mercoledì vertice con l’Asl   La Neapolisanit ha ripreso il servizio di assistenza agli autistici e alle persone con disagio psichico, in attesa dell’incontro con l’Asl Napoli 3 che avverrà mercoledì 6 ottobre. A darne notizia è il sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che ha incontrato i vertici della struttura, insieme all’assessore alle politiche sociali Elena Picariello e al senatore Francesco Urraro. “Dall’incontro è emerso che c’è bisogno di una nuova progettazione, più efficace, rispetto ai servizi da fornire a chi è in difficoltà e alle persone con problemi di autismo in particolare. Mi auguro che la questione possa risolversi nel migliore dei modi, per il bene delle famiglie. Come amministrazione comunale continueremo a seguire da vicino la vicenda”, dichiara Capasso  

Caos a Volla: elettori filmano il voto, carabinieri sequestrano cellulare con video incriminato

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    Volla – A Volla non basta nemmeno la foto, fanno direttamente il video alla scheda col nome del candidato: due nei guai. A Volla i Carabinieri della locale stazione hanno denunciato a piede libero per violazioni alla legge che assicura la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali  due persone – hanno 25 e 38 anni. Il presidente del seggio ha sorpreso il 25enne mentre fotografava con il proprio smartphone la sua scheda elettorale che aveva appena contrassegnato. Sono intervenuti i Carabinieri. Nello smartphone anche la foto della scheda elettorale “compilata”  inviatagli a mezzo social dal 38enne. Il più grande dei 2 aveva pensato bene anche di filmare le fasi del voto. I cellulari sono stati sequestrati. Proseguono le indagini da parte dei Carabinieri per individuare eventuali altri responsabili.

“Non abbiamo cellulari: vanno in cabina e fotografano voto. Due traditi dal click

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  NAPOLI – Traditi dal click della fotocamera, denunciati dai Carabinieri.   Avevano immortalato la scheda elettorale Dovranno rispondere di violazioni alla legge che assicura la segretezza della espressione del voto nelle consultazioni elettorali. Si tratta di 2 persone già note alle forze dell’ordine, un 19enne di Chiaiano e un 42enne di Marianella. I presidenti di due seggi elettorali di Chiaiano e Piscinola hanno chiesto loro di lasciare, come previsto, qualsiasi dispositivo elettronico prima di entrare in cabina. “Non abbiamo telefoni addosso” avrebbero dichiarato. Nonostante le rassicurazioni, i due, una volta entrati in cabina hanno scattato una foto alla scheda elettorale. Senza premurarsi di silenziare lo smartphone, i “fotografi” sono stati traditi dal click virtuale della fotocamera, udito chiaramente dai componenti del seggio. I presidenti hanno così allertato i carabinieri del nucleo radiomobile di Napoli che hanno identificato e denunciato i due, sequestrando loro i cellulari.