Omicron dominante in Campania: saremo (quasi) tutti contagiati ma staremo meglio

La variante Omicron è destinata a diventare dominante in Italia. Sono tanti gli esperti che hanno affermato quanto la velocità di contagio con la presenza di questa variante sia aumentata e non di poco, motivo per cui nel giro di pochi mesi essa andrà a prevalere su Delta che fino a poco tempo fa era quella più diffusa. Già da ora circa il 30% di positivi in Italia risulta contagiato dalla variante proveniente dal Sudafrica che nel giro di pochi mesi ha letteralmente invaso quell’intera regione del mondo. In alcune regioni italiane più di altre, come ad esempio Campania, Lombardia e Toscana, sono infatti già tantissime le persone che hanno effettivamente presentato questa variante per cui circa la metà (se non di più) delle persone totali contagiate dal covid-19 presentano Omicron. Se da un lato però Omicron ha una rapidità di diffusione maggiore rispetto a Delta, dall’altro un’analisi pubblicata dal Financial Times sulla situazione sudafricana ha stabilito che questa variante ha provocato un minor numero di decessi e di ricoveri ospedalieri rispetto a tutte le altre varianti di covid-19 finora esistite. All’apice dell’ondata di Omicron, infatti, i ricoveri in ospedale sia nei reparti intensivi che sub-intensivi pare siano due terzi rispetto al livello raggiunto da Delta; inoltre i sintomi che le persone ricoverate in Sudafrica presentano sono mediamente più lievi, per cui le condizioni dei pazienti non sono gravi quanto quelle presentate con le altre varianti. Questa analisi non può che far ben sperare in merito ai decessi medi che sono avvenuti a causa del Coronavirus durante tutto il corso della pandemia fino ad oggi, soprattutto se si considera che in Italia si sta procedendo in questi con la somministrazione della tanto attesa terza dose di vaccino anticovid che resta comunque l’unico modo per difendersi da eventuali sintomi più o meno gravi che il virus potrebbe far manifestare.  

Sant’Anastasia, agevolazione TARI per imprese e famiglie

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Sant’Anastasia.           Il vicesindaco Mario Trimarco (Finanze, Tributi): “Esenzioni anche per le attività che hanno subito una chiusura forzata nella fase critica della pandemia” Il sindaco Carmine Esposito: “Durante questo periodo complicato abbiamo cercato in ogni maniera di stare accanto a famiglie e imprese e per la prima volta anche le attività possono richiedere l’esenzione”. “Anche quest’anno – spiega il vicesindaco Mario Trimarco – interveniamo, come nel 2021, sulla quarta rata Tari per le famiglie a basso reddito. Per la prima volta, la stessa misura è prevista anche per le utenze non domestiche che possono richiedere l’esenzione se hanno subito una chiusura forzata nella fase critica della pandemia o hanno registrato un calo di fatturato di almeno il 30% del 2020 rispetto a quello dell’anno precedente. Adottiamo, dunque, lo stesso criterio che lo Stato ha adottato nell’erogare i vari ristori destinati alle imprese. Sono provvedimenti a sostegno di famiglie e imprese, essenziali ora più che mai, in un momento in cui sappiamo bene che la pandemia non è terminata e l’emergenza economico – sanitaria continua a metterci alla prova giorno dopo giorno. A breve interverremo con nuovi provvedimenti per le fasce più deboli”. I criteri e le modalità di richiesta relativi alle agevolazioni Tari 2021 sono stati fissati con la delibera di consiglio comunale n.54 del 27 dicembre 2021. Per le utenze domestiche, l’ammontare del bonus sarà pari al bonus elettrico ARERA 2021, vale a dire: € 128,00 per le famiglie con 1-2 componenti; € 151,00 per le famiglie con 3-4 componenti; € 177,00 euro per le famiglie numerose con più di 4 componenti. Il bonus sarà riconosciuto ai contribuenti con ISEE 2021 non superiore a  € 8.265,00; a famiglie numerose, con più di 3 figli a carico, con ISEE 2021 non superiore ad € 20.000; a titolari di reddito di cittadinanza o pensione di cittadinanza. L’istanza andrà presentata mediante una delle seguenti modalità:
  • a mano presso il protocollo generale;
  • lettera raccomandata con avviso di ricevimento intestata a COMUNE DI SANT’ANASTASIA – UFFICIO TRIBUTI – Via San Francesco Saverio 1, 80048 SANT’ANASTASIA (NA);
  • via pec (protocollo@pec.comunesantanastasia.it).
La documentazione richiede il modello di domanda correttamente compilato secondo lo schema a disposizione sul sito ufficiale del comune (www.comune.santanastasia.na.it); Isee non scaduto alla data del 31 dicembre 2021 e copia di un documento di riconoscimento in corso di validità. Per le utenze non domestiche, i requisiti richiesti sono: possesso di partita Iva attiva alla data del 29 giugno 2021, un fatturato 2020 inferiore di almeno il 30% rispetto al fatturato totale 2019. “Un appello a chi debba richiedere informazioni – invitano il sindaco Esposito e l’assessore Trimarco – chiediamo di non recarsi di persona presso l’ufficio. Abbiamo messo a disposizione numerose modalità attraverso le quali sarà facile comunicare con gli addetti”. Si potrà infatti scrivere all’indirizzo di posta elettronica (antonioesposito@comune.santanastasia.na.it); contattare via Skype Il dr. Antonio Esposito – Sant’Anastasia; inviare un WhatsApp al n. 342.0639362 (si tratta di una utenza dati, per cui non sarà possibile effettuare telefonate e/o videochiamate, né inviare SMS).  La domanda andrà presentata entro il termine ultimo improrogabile di lunedì 31 gennaio 2022.  

Casa in fiamme a Portici, anziana salvata dai vigili del fuoco

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  PORTICI – Attimi di paura intorno alle 13 a Portici: fiamme, per cause in corso di accertamento, si sono sprigionate al quarto piano di un appartamento al Parco Manfrellotti di via San Cristoforo dove in quel momento era presente un’anziana che è riuscita a mettersi in salvo. Sul posto sono giunti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme, i carabinieri della locale stazione, la polizia Municipale e la polizia di Stato. L’incendio non ha provocato feriti.  

Napoli – Sampdoria, come un viaggio spaziale con il freno a mano (la ventisettesima dell’alieno Gennaro)

Ciao, sono Gennaro, il vostro amico alieno. Sapete che nello spazio, al di fuori dell’atmosfera terrestre, lontano da corpi celesti, non ci sono molecole e atomi, e quindi non c’è attrito? Se fornite un’accelerazione ad un corpo, questo si muoverebbe indefinitivamente, senza mai fermarsi, Quel principio, che voi chiamate di Inerzia, è pienamente verificabile in queste condizioni speciali. Quindi si potrebbe intraprendere un viaggio spaziale, semplicemente accelerando l’astronave, e questa si muoverebbe indefinitivamente a velocità costante. Quindi non ha senso parlare di freno, perché non c’è attrito, a meno che non si usino dei getti nella direzione opposta del moto per diminuire la velocità e fermare l’astronave.

Il Napoli torna al San Paolo, contro la Sampdoria. Domina l’incontro, non c’è praticamente storia. Ma sembra fare qualcosa di illogico, sembra fare un viaggio con il freno a mano tirato, domina, ne potrebbe fare più di 3, ma il risultato finale è striminzito, troppo. A Jesus viene annullato, giustamente, un gol. Ma per fortuna Petagna segna con una stupenda acrobazia e una conclusione intelligente. Il Napoli insiste, ma manca precisione. E’ un limite, che non costerà punti con la Sampdoria, ma che potrebbe pesare in altre situazioni. D’altronde, è già capitato di perdere punti con avversarie più deboli, per non aver messo in cassaforte il risultato. Felici della seconda consecutiva di Ghoulam, che non sfigura, l’attenzione di Lobotka in mezzo al campo, e un bravo al tanto bistrattato Petagna, lo vogliamo sulle figurine Panini.

Ci acconteniamo del risultato e di una buona prestazione, nonostante i gol siano chimere. Il Napoli ritorna a vincere al Maradona, e si prepara per la partita di Coppa Italia, possibilmente, senza alcun freno.

Cuore Vesuviano: antigenico gratis e molecolari a 3 euro per aiutare i positivi in difficoltà

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  BOSCOTRECASE – Due giornate di tamponi gratuiti e test rapidi ”sospesi” per chi non può permettersi di sostenerne i costi. Sono le iniziative adottate dal comitato della salute pubblica dell’area vesuviana che, in collaborazione con la sezione di Torre Annunziata  di Confcommercio e la farmacia Napolitano di Boscotrecase, ha programmato per sabato e domenica prossimi due giornate durante le quali verranno distribuiti i test rapidi molecolari a prezzo di costo (3 euro, ribattezzato tampone sociale) e saranno raccolti fondi (attraverso la formula del ”tampone sospeso”) per chi non può permettersi di sostenere i costi di acquisto. Inoltre nelle stesse giornate il test rapido antigenico di autovalutazione verrà eseguito gratuitamente da operatori sanitari volontari accreditati e il risultato sarà certificato ed inserito nella piattaforma regionale. Si parte sabato 15 gennaio alle ore 10 a Torre Annunziata, nella zona antistante il porto, in modalità drive test; domenica 16 gennaio, sempre alle 10, appuntamento a Boscoreale, a ridosso dell’ex ferrovia dello Stato, nei pressi dei locali oggi gestiti dall’associazione culturale ”La Stazione”. ”Il costo dei tamponi rapidi in autodiagnosi in Campania – spiegano i promotori dell’iniziativa – è da sempre a carico dei cittadini e spesso i test non vengono effettuati proprio per il prezzo degli stessi. Una famiglia con due figli adolescenti dovrebbe spendere circa 60 euro per verificare l’eventuale positività al Covid-19: non tutti sono in grado di sostenere questa spesa o aspettare i lunghi tempi dell’Asl”.

Coppie divise dal vaccino, boom di divorzi: “Lui è no-vax, lei è immunizzata”. E i figli?

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    Lui è contro il vaccino ma lei è a favore. Uno dei due ha anche perso il lavoro a causa della pandemia, i problemi di coppia si acuiscono e così la coppia finisce davanti all’avvocato. E’ un effetto collaterale del covid l’aumento delle richieste di separazioni che si sta registrando nel Casertano dove sono sempre di più anche i genitori che entrano in crisi quando si affronta il problema della vaccinazione dei figli. A lanciare l’allarme è l’avvocato matrimonialista Carmen Posillipo che ora è sommersa da richieste di separazione. Il legale fa anche sapere che la vaccinazione dei figli di coppie già “scoppiate” sta diventando motivo di dissidio al pari delle cause cosiddette classiche. Secondo i dati in suo possesso, a essere maggiormente contrari alla somministrazione del vaccino sono soprattutto gli uomini. “Non solo la sola a essere finita in questo vorticoso giro di istanze – aggiunge l’avvocato Carmen Posillipo – anche molti altri colleghi si trovano nella mia stessa situazione”. “Un tempo – spiega – si litigava per le vacanze, per la celebrazione dei sacramenti, per la scelta dello sport. In tempo di covid si litiga per il vaccino. ‘Avvocato, può chiedere al mio coniuge il consenso per il vaccino a mio figlio?’. Oppure ‘Avvocato, può rispondere al mio coniuge che io per il momento il vaccino ai miei figli non voglio farlo?’: queste sono le richieste che sono costretta a fronteggiare da inizio anno”, sottolinea la legale, “la richiesta per l’assegno unico e quella per il consenso al vaccino quest’anno vanno a braccetto. “Il virus – conclude laconica l’avvocato Posillipo – ci sta dividendo con il contagio, con la malattia e, purtroppo, con la morte. Adesso anche per questi ragioni…”.

I “mercati” della camorra dell’’800 nel racconto di Marcella Marmo

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La settimana scorsa ha lasciato la vita terrena Marcella Marmo, che ha insegnato storia contemporanea alla “Federico II” e ha fatto luce, con le sue ricerche e con i suoi libri, su aspetti poco noti del sistema sociale, politico e giudiziario in cui metteva radici la camorra napoletana dell’Ottocento, e sui “mercati” che i camorristi controllavano. Nel libro “Il coltello e il mercato-La camorra prima e dopo l’unità d’Italia” (2011)importanti pagine la Marmo ha scritto sugli “affari” (perfino la vendita dei cadaveri) e sulle “ruberie” di cui fu teatro l’ospedale “degli Incurabili”, il più grande dell’Italia del Sud. Significativo è il “ritratto” di Maddalena Dioguardi, “donna di camorra”.

Nel passaggio dai Borbone ai Savoia l’ospedale degli “Incurabili” divenne campo di battaglia tra opposte fazioni di infermieri, di medici e di fornitori: una battaglia combattuta con agguati, denunce, “libelli” anonimi, che sotto il colore della politica tentavano di nascondere, ma non ci riuscivano, la causa prima del conflitto, e cioè la gestione degli incarichi e degli appalti che “le vecchie e nuove élites di governo” non riuscivano a condurre con equilibrio. La Marmo sottolinea la nuova dimensione del ruolo di Gaetano Coppola, camorrista del quartiere Sant’ Antonio Abate, il quale non si limita a gestire, fin dagli anni ’50, l’appalto “di pezze e sfili”, ma nell’ ospedale “intrattiene relazioni sociali verticali, inconsuete per la camorra plebea di metà Ottocento e che prefigurano la “camorra amministrativa”, oggetto dell’inchiesta Saredo nella crisi di fine secolo.”.

Le relazioni “verticali” consentono al Coppola di controllare un gruppo di impiegati, tutti membri della commissione di verifica “dei generi immessi nello stabilimento”. Il cosentino Raffaele Paura, “farmacista appaltatore”, forniva all’ospedale i farmaci, ma “in misura eccedente le prescrizioni mediche”: i farmaci superflui venivano sottratti da infermieri e da impiegati, e rivenduti all’esterno. Una vera e propria “latronaia tra cuochi, sguatteri, assistenti ed intrusi, indisciplinata, audace, arrogante e disonesta” gestiva i rifornimenti di carne per la cucina dell’ospedale: era quasi sempre “carne fetida”, e una sentenza di tribunale del novembre 1867 confermò che i ladroni avevano portato nella cucina degli “Incurabili” carne marcia anche nei giorni del colera. L’analisi magistrale di un vasto corredo di documenti, in gran parte inediti, consente alla studiosa di scrivere che i giudici attribuirono la responsabilità dell’immondo affare “ai soli cuochi e sguatteri”, ma il direttore dell’ospedale non si sottrasse alle critiche “di una provata “massima oscitanza” e “scarsa vigilanza” nel presiedere la commissione di verifica, come altri servizi dell’ospedale”. Alcuni medici tenevano lezione di anatomia in casa propria e si procuravano i corpi di cui avevano bisogno presso le sale dell’ospedale, diventate “un vero macello dove da ogni ceto di persone si fa mercato di carne umana. Per sfuggire ai controlli “si intrigò per aprire una porta in pubblica strada, e ciò permise l’andirivieni vergognoso di becchini e di inservienti, che trasportavano cadaveri e pezzi di cadavere richiesti dai professori.. A prezzi crescenti, e “qualche volta anche con il permesso di chi dovrebbe avere interesse ed abominio contro sì nefandi abusi e l’offesa dignità della propria specie”.

Di questa offesa dignità parlava il dottor Napoleone Domenico Casilli, chirurgo degli “Incurabili” fin dagli anni ’40 e autore, nel novembre del’61, di un testo “sui disordini del servizio sanitario” dell’ospedale e su una “proposta di un organamento per rimediarvi”. Ricorda in nota la studiosa che già nei primi anni dell’’800 “il divieto della vendita dei cadaveri era presente nelle normative europee e ad esse dovette uniformarsi l’Inghilterra, a seguito della scandalosa diffusione di tale mercato”: un “mercato” che Jeremy Bentham cercò inutilmente di giustificare con un pamphlet pubblicato nel 1831.Nelle pagine dedicate a Salvatore De Crescenzo e a Ciccio Cappuccio, due capi storici della camorra, il metodo di Marcella Marmo manifesta tutto il suo rigore e la sua capacità di cogliere, anche nel linguaggio e nel corredo dei valori, le relazioni tra i singoli personaggi e l’ambiente, e di resistere al fascino del “colore” che non solo la “plebe”, ma anche giornali e intellettuali – si pensi a Ferdinando Russo – usarono per raccontare i due camorristi. Maddalena Dioguardi era la moglie di un camorrista importante, Antonio Peluso il “Catariello”. Durante il lungo domicilio coatto del marito Maddalena inviò una supplica alle autorità, come facevano i famigliari di tutti i coatti: ma, invece di appellarsi alle lacrimevoli ragioni della povertà, dell’innocenza del marito e degli affetti di famiglia, la moglie del “Catariello” comunicò al “Governo del Re” che qualcuno aveva promesso di aiutarla, ma aveva chiesto, in cambio, un “favore” che avrebbe distrutto il suo “onore di donna”. E forse proprio perché lei era bella, “molti della sezione Avvocata” avevano deciso di “aggravare la posizione del marito”. “Ritroviamo Maddalena, negli anni Settanta, a esercitare prostituzione e usura”. Dicono i documenti che il marito, tornato a casa dopo i non pochi anni trascorsi nel domicilio coatto, accettò senza eccessive proteste l’attività della sua signora. E nell’accettare violò un “comandamento” fondamentale del codice della camorra. Anche per i camorristi il danaro incominciava a guarire ogni ferita. Questa vicenda, che ricorda “il colorato e torbido mélo I guappi di Pasquale Squitieri”, ci dice quanto sia importante la “strada” aperta da Marcella Marmo per una comprensione vasta, profonda e rigorosa di quel complicato fenomeno che fu, ed è, la camorra.

Somma, Di Sarno blocca la scuola: stop lezioni fino al 19

COMUNICATO STAMPA   Emergenza Covid: ordinanza sindacale   Salvatore Di Sarno (sindaco Somma Vesuviana nel napoletano): “E’ di pochi minuti fa l’ordinanza firmata da me: sospensione fino al 19 gennaio 2022 (compreso) delle attività didattiche ed educative in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, nonché delle ludoteche e baby parking presenti sul territorio comunale di Somma Vesuviana”.   “Dai dati epidemiologici reperibili sulla piattaforma SORESA della Regione Campania si evince un quadro allarmante della recrudescenza del virus SARS-COV-2 nel territorio nolano, vesuviano, ivi compreso per il Comune di Somma Vesuviana, tenuto conto che nella settimana dal 3 al 9 gennaio 2022, il dato registrato per Somma Vesuviana dell’incidenza dei nuovi positivi a 7 giorni per 100.000 residenti è pari a 2679,97, ossia circa il doppio della media registrata per la Regione Campania nello stesso periodo di rilevazione (1.536,45); nella settimana dal 13 al 19 dicembre il dato rilevato era pari a 330,57, già superiore alla media regionale pari a 213,41. Inoltre la percentuale di nuovi positivi a sette giorni, nel periodo tra il 3 e il 9 gennaio 2022 è pari a 23,04%, a fronte del dato medio regionale che si attesta al 12,89%; – dagli ultimi dati forniti dall’ASL Napoli 3, aggiornati alla data del 6 gennaio 2022, emerge che una rilevante parte del numero dei positivi, pari a 222 è rappresentata da soggetti in età scolare. Dunque pochi minuti fa ho emanato l’ordinanza che prevede sul territorio di Somma Vesuviana la sospensione fino al 19 gennaio 2022 (compreso) delle attività didattiche ed educative in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private, nonché delle ludoteche e baby parking presenti sul territorio comunale di Somma Vesuviana, precisando che restano comunque consentite in presenza le attività didattiche destinate agli alunni con bisogni educativi speciali e/o con disabilità, previa valutazione da parte dell’Istituto scolastico delle specifiche condizioni di contesto e, in ogni caso, garantendo la continuità del servizio erogato”. Lo ha annunciato pochi minuti fa Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano.   “Inoltre alle ore 17 e 54 di oggi ho scritto al Ministro della Pubblica Istruzione, Patrizio Bianchi, chiedendo di riconsiderare la proposta di sospensione dell’anno scolastico – ha proseguito Di Sarno – con recupero a Giugno. Ho segnalato al Ministro che le scuole non hanno ancora le mascherine FFP2 e che c’è stata in questi giorni la sospensione momentanea della vaccinazione dei bambini dai 5 agli 11 anni sul nostro territorio a causa di un problema al Sistema informatico dell’Asl Napoli 3 Sud per i Distretti di Somma Vesuviana e Marigliano”.  

Coppietta rapinata al Granatello, 4 bloccati a Ercolano

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    PORTICI – Gli agenti del Commissariato di Portici-Ercolano, durante il servizio di controllo del territorio, su disposizione della Centrale Operativa sono intervenuti presso il parcheggio del Porto del Granatello a Portici per la segnalazione di una rapina. I poliziotti, una volta sul posto, sono stati avvicinati da una coppia che ha raccontato di aver subito una rapina da parte di quattro persone, una delle quali a bordo di un ciclomotore, allontanatesi a piedi in direzione di Ercolano. Poco dopo gli operatori, grazie alle descrizioni fornite dalle vittime, in via Consiglio a Ercolano hanno intercettato i quattro che, alla loro vista, si sono disfatti di due borselli e hanno tentato la fuga; due di essi sono stati bloccati mentre gli altri sono riusciti a dileguarsi. Gli agenti hanno però riconosciuto i due fuggitivi e li hanno rintracciati presso le loro abitazioni con ancora indosso i capi di abbigliamento corrispondenti a quelli utilizzati per commettere il reato; inoltre, nei pressi del parcheggio, hanno rinvenuto la moto utilizzata e abbandonata dopo la rapina. I quattro, un 21enne e un 17enne con precedenti di polizia e due 18enni, tutti di Portici, sono stati arrestati per rapina; infine, i borselli sono stati riconsegnati alla coppia mentre lo scooter è stato sequestrato.

Avella dalla storia millenaria e ricca di tipicità agroalimentari

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Il Sistema Irpinia nato per promuovere il patrimonio culturale e le eccellenze enogastronomiche del territorio irpino         Avella è una cittadina della provincia di Avellino, da cui dista poco più di venti chilometri, è conosciuta come Città d’Arte per le pregevoli rovine  fra cui i resti delle mura del castello medievale e le vestigia dell’anfiteatro romano, monumenti che vanno assolutamente visitati. L’area archeologica quale primo nucleo del Parco Archeologico dell’antica Abella, precedente  denominazione di Avella, racchiude l’unico monumento oggi aperto al pubblico della città della colonia romana. La costruzione dell’anfiteatro risale al I sec. a.C., esso   è situato poco lontano dal centro storico della città antica, dove sorgevano abitazioni del periodo sannitico. Nella piazza, ove sorge il palazzo baronale, si può ancora vedere l’antica struttura dell’anfiteatro raffigurata sulla base di una  statua di  età Antonina. Per la valorizzare del patrimonio culturale  in una logica di sviluppo del territorio è stata istituita dalla​ Provincia di Avellino la Fondazione Sistema Irpinia, presieduta da Donatella Cagnazzo. Per arrivare ad Avella con l’auto bisogna seguire l’autostrada A 16 in direzione Bari, uscire a Baiano, proseguire su SS 7 bis per 3 chilometri. Virgilio chiamò Avella  “malifera” per la presenza di alberi da frutto in grande quantità, pertanto le eccellenze agroalimentari del territorio sono note da tempi remoti, la più nota coltivazione è quella della nocciola.  Essa prende il nome proprio da questo comune, il nocciolo in lingua latina si chiama nux avellana. La collocazione del territorio è fra le più favorevoli per la coltivazione del nocciolo. La nocciola è il frutto per eccellenza che rappresenta la produttività e la cultura della città di Avella. Due sono le aziende agricole che operano la trasformazione delle nocciole: “Sodano” e “Noccioro”, la Noccioro (www.noccioro.it)  è a conduzione familiare, nasce negli anni ’40, fondata da Raffaele Maietta, che in modo lungimirante impiantò una coltivazione che in quel periodo era considerata marginale. Oggi l’azienda è guidata da Raffaele Maietta, nipote del fondatore, fautore della filiera corta, coltivando e trasformando il raccolto in semilavorati per pasticceria e gelateria, realizzando creme spalmabili artigianali con varie percentuali di nocciola. Alla Sodano Group (www.sodanogroup.it) l’amministratore Francesco Sodano ha così presentato la loro attività: «La nostra Azienda nasce come attività di trasformazione di nocciole e dei rispettivi semilavorati, granella di nocciole, farina di nocciole e pasta di nocciola,  nel tempo abbiamo provato prima a valorizzare la nocciola attraverso la produzione di una crema di nocciole priva di olio di palma e di grassi aggiunti e poi abbiamo provato a completare la gamma di prodotti con l’inserimento di altra frutta secca, prodotti spesso difficili da reperire ma sempre molto graditi». La Sodano produce prodotti dal gusto autentico e di qualità, valorizzando le bontà di un territorio vocato all’eccellenza. L’aglio orsino una ghiottoneria per gli orsi bruni L’azienda agricola “Il Moera” (www.ilmoera.it)  è nata nel 2010 come ristorante-orto, sorge ad Avella tra noccioleti, vigneti, oliveti, frutteti, allarga il suo orizzonte ai monti che circondano il suo territorio. Dal sottobosco i suoi preziosi frutti, Diana e Francesco invitano alla riscoperta del loro must, l’aglio orsino, detto anche aglio selvatico, utilizzato in varie pietanze,  dalle ottime proprietà dimagranti e disintossicanti. Gli orsi  bruni ne vanno ghiotti dopo il letargo invernale per riprendere la carica energetica.   L’Irpinia il granaio dell’Impero Romano   Il pastificio Imperivm, pasta fresca e cucina,  nasce dall’idea dello chef di Avella Francesco Pecchia, vincitore del premio E-Mac Professional. L’impero romano considerava l’Irpinia la propria riserva di grano. Negli anni l’oro giallo irpino è diventato un elemento indispensabile per la realizzazione del piatto mediterraneo d’eccellenza: la pasta. È dunque dalla storia e dalle radici di un territorio che vengono realizzati prodotti autentici del pastificio Imperivm.       Tre le  DOCG dell’Irpinia: Taurasi, Greco di Tufo e Fiano d’Avellino    A pochi distanza da Avella, a Parolise nel cuore dell’Irpinia,  vi sono le  Cantine La Marca, una storica realtà di viticoltori di origini napoletane. La famiglia la Marca produceva vino a Nola sin dagli anni ’50  Giovanni, figlio di Michele, è collaborato dalla figlia Giulia. Due i marchi: Terre del Principato e Cantina di Tufo, chiari riferimenti all’antica provincia di Principato Ultra che comprendeva il Sannio e l’Irpinia sino al napoletano. Il vero sapore dell’Irpinia è nei suoi salumi tipici Altra tappa gustosa si può fare alla braceria Muccio  che dal 1846 seleziona carne pregiata, preparando ottimi salumi. La cucina  del territorio rivisitata e i menu stagionali con proposte realizzate con materie prime di stagione e accuratamente selezionate è alla base della passione che si tramanda da più di 4 generazioni. Questi alcuni piatti in menù: ravioli di ricotta e crema di tartufo; zito al ragù; costolette di agnello di Carmasciano; filetto al tartufo nero di Bagnoli; caramellata con miele di castagno di lapio.   E per …finire in bellezza La Viziata Beauty di Marika Pellegrino (www.viziatabeauty.it)  produce  una linea di prodotti che mirano a soddisfare le  esigenze delle operatrici  “nails”. Prodotti unici, efficaci e soprattutto semplici da utilizzare. Tanto da scoprire ad Avella porta dell’Irpinia,  cultura e salubre gastronomia, rinomata per il patrimonio archeologico inestimabile che racconta le sue origini romane,  paesaggi e tradizioni, colline innevate,  boschi dove la natura non è stata violata.