Blitz Antimafia a Torre, 12 indagati: c’è pure sindaco. Perquisizioni anche a Somma

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    TORRE ANNUNZIATA  – Sono dodici gli indagati al Comune di Torre Annunziata nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia che ha portato questa mattina al sequestro di numerosi incartamenti e altro materiale e di diverse perquisizioni, svolte tra la sede dell’ente e le abitazioni e gli uffici privati di alcune delle persone interessate. Tra gli indagati anche il sindaco della città oplontina, Vincenzo Ascione (Pd). Stando a ciò che si apprende, i reati contestati agli indagati sono a vario titolo traffico di influenze e corruzione, e per alcuni concorso in associazione mafiosa. Stando a ciò che si apprende dall’agenzia Ansa, tra gli indagati figurano anche il presidente del consiglio comunale di Torre Annunziata, Giuseppe Raiola, l’assessore al porto Luisa Refuto, l’ex capo dell’ufficio Tecnico Nunzio Ariano e la consigliera comunale Maria Oriunto, cognata di un altro indagato a sua volta nipote di un uomo ritenuto killer del clan Gionta, sodalizio criminale attivo nella città vesuviana. Sempre nella giornata di oggi perquisizioni della Dda sono state effettuate anche nella città di Somma Vesuviana, nell’ambito della medesima attività. Il giallo della firma. Una firma falsa attribuita a un assessore su un atto deliberativo. Ruota attorno a quest’episodio l’ultima tegola abbattutasi sull’amministrazione comunale di Torre Annunziata e che dovrebbe essere collegata al blitz avvenuto oggi negli uffici dell’ente e – da ciò che si apprende da fonti investigative – anche nelle abitazioni di alcuni amministratori. Da quanto fa sapere la Procura di Torre Annunziata, i finanzieri del gruppo oplontino hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro probatorio, emesso proprio dalla Procura nell’ambito delle indagini sugli episodi corruttivi verificatisi in seno al Comune e per i quali è stato arrestato e risulta ancora indagato l’ex dirigente dell’ufficio tecnico dell’ente, Nunzio Ariano. ”Il provvedimento – spiega il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso – è finalizzato a sottoporre a sequestro l’originale di una delibera di giunta municipale, al fine di verificare, alla stregua delle indagini sin qui espletate, l’autenticità di una delle firme alla stessa apposte”. L’atto deliberativo si collegherebbe ad una vicenda corruttiva per la quale sono attualmente indagati l’ingegnere Ariano e l’imprenditore Amedeo Carluccio, relativo alla procedura di affidamento alla ditta dello stesso Carluccio dei lavori di pitturazione e manutenzione degli infissi dell’asilo nido di via Parini. Per questa vicenda Ariano, nei confronti del quale lo scorso ottobre era stata applicata la misura coercitiva della custodia cautelare in carcere, è tuttora sottoposto agli arresti domiciliari. Come detto, le indagini svolte successivamente all’applicazione di questa misura cautelare hanno fatto emergere indizi di falsità della firma di uno degli assessori che avevano presentato la bozza di delibera in giunta.

FreeSomma al sindaco: “Si apra una sede di Centro per l’Impiego a Somma Vesuviana”

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Riceviamo e pubblichiamo dal Il Movimento politico FreeSomma   Il Movimento politico FreeSomma propone, con una lettera indirizzata al Sindaco Di Sarno, di presentare la candidatura per l’apertura di una sede di Centro per l’impiego a Somma Vesuviana, partecipando alla manifestazione di interesse della Regione Campania. Il bando, recentemente pubblicato dall’Ente di palazzo Santa Lucia, è rivolto ai Comuni per l’individuazione e la candidatura di locali che possano ospitare Centri per l’impiego. “Abbiamo scritto al Sindaco chiedendo di mettere a disposizione un locale di proprietà comunale da adibire a CPI, in quanto la sede cui afferisce Somma Vesuviana è situata nel Comune di Marigliano e non servita da mezzi pubblici, difficilmente raggiungibile da gran parte della popolazione Sommese non automunita”: sottolinea Amalia Di Palma, Coordinatrice del Movimento FreeSomma. “È quindi necessario – prosegue la coordinatrice – rispondere, in modo concreto e compiuto, ai molteplici bisogni dei cittadini fornendo servizi adeguati e facilmente accessibili”. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)

Cerciello-Rega, chiesta conferma di un solo ergastolo

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    SOMMA VESUVIANA – “Confermare la condanna all’ergastolo per Elder, per Hjorth una condanna a 24 anni. E’ stato un delitto efferato, al limite della crudeltà”. E’ la richiesta fatta dal procuratore generale Vincenzo Saveriano nei confronti di Gabriel Natale Hjorth e Finnegan Lee Elder, nel processo d’appello per l’omicidio del vicebrigadiere di Somma Vesuviana Mario Cerciello Rega, ucciso con 11 coltellate a Roma nel luglio del 2019.

L’ATR riprende quota: “Ottime prospettive per Pomigliano”

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La joint venture formata da Leonardo e Airbus ha comunicato la tendenza produttiva e di mercato. Bortoli: “Ordini in crescita grazie ai nuovi investimenti tecnologici per il green”   POMIGLIANO D’ARCO – Tendenza produttiva in crescita e prospettive ottimistiche. E’ questo il messaggio comunicato l’altro giorno da ATR, il consorzio europeo che produce l’omonimo velivolo turboelica di collegamento regionale. Velivolo la cui fusoliera viene costruita nel grande stabilimento aeronautico “Leonardo” di Pomigliano. Intanto il consorzio parla di una “chiara tendenza al rialzo, con 31 consegne effettuate e 35 nuovi ordini ricevuti nel 2021”. Numeri che hanno avuto e che avranno conseguenze positive immediate sul ciclo produttivo degli impianti e in particolare della fabbrica ubicata nel Napoletano.   C’è un bilancio relativo all’anno scorso e che promette un futuro di ripresa a breve termine. ATR infatti lo scorso anno ha centrato diversi obiettivi. C’è stata innanzitutto la consegna di 31 nuovi velivoli in 5 continenti e di 10 velivoli di seconda mano. Nello stesso tempo si è verificata la firma di contratti per 35 nuovi ordini ed è stato introdotto il nuovo motore Pratt & Whitney 127XT, che riduce i consumi di carburante del 3%, garantisce un risparmio sui costi di manutenzione del 20% rispetto ai motori attuali e che diventerà lo standard sugli ATR 72 e 42. Di non poco conto, poi, l’annuncio di Air Corsica come cliente di lancio del nuovo PW127XT. Per non parlare della consegna del velivolo numero 1600 e della firma dell’ordine numero 1800. In fase di industrializzazione, inoltre, il lancio della versione “short take-off and landing”, cioè dell’ATR capace di atterrare e decollare con pista corta.   Movimenti anche sul fronte del mercato sostenibile. Firmata in questa direzione una lettera d’intenti con Braathens Regional Airlines e Neste per accelerare il processo di certificazione dell’aereo ATR con il 100% di Sustainable Aviation Fuel (SAF), il combustibile per aviazione sostenibile. Dulcis in fundo ATR fa notare l’apertura del Customer Experience Studio, completamente digitalizzato e connesso, il primo nel settore dell’aerospazio regionale. Stefano Bortoli, amministratore delegato di ATR, ha dichiarato di “aver visto una chiara tendenza di crescita nel 2021, con segni molto positivi di una lenta ma sicura ripresa del mercato. Questo – ha aggiunto Bortoli – non è dovuto solo al miglioramento delle condizioni di mercato, ma anche alla nostra risposta alle sfide imposte dalla pandemia. Siamo rimasti fedeli ai nostri valori, continuando ad investire nel nostro prodotto, offrendo soluzioni concrete e reali ai nostri clienti in modo che possano operare il velivolo attraverso il modello di business più sostenibile.   Il nostro team ha fatto un grande balzo in avanti verso l’aviazione regionale sostenibile con l’offerta di un motore migliorato e tracciando un percorso verso il volo con il 100% di carburanti sostenibili per l’aviazione Tutto questo contribuisce a rendere i servizi aerei più accessibili e più economici. Questo è lo spirito di ATR, i nostri valori: non smettiamo mai di lavorare per il nostro obiettivo di collegare le persone in modo sostenibile in tutte le regioni del mondo”. Il vertice di ATR ha anche espresso ottimismo sulle prospettive della compagnia a medio e lungo termine. Il mercato del trasporto merci è in forte crescita e la previsione di ATR è di una domanda di circa 460 velivoli cargo nei prossimi 20 anni per la categoria fino a 9 tonnellate. Un’altra potenziale fetta di mercato è quella della conversione di velivoli da passeggeri a cargo: la maggior parte dei 10 velivoli di seconda mano consegnati da ATR nel 2021 sono stati riconvertiti per operazioni di trasporto merci.      

Pomigliano, parcheggio trasformato in discarica: sequestro e sei denunciati

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  Polveri sottili di nuovo alle stelle. In città 18 sforamenti soltanto a gennaio. L’hinterland a nordest di Napoli sempre i vetta alla triste classifica dell’aria più inquinata   POMIGLIANO D’ARCO – Nella Terra dei Fuochi gli inquinatori non si fermano. Emblematica in questo senso è l’ennesima storia di abbandono e degrado emersa a Pomigliano, inquinatissima zona dell’hinterland orientale.  Qui un piazzale di cemento grande quasi quanto un campo di calcio, 80 metri di lunghezza per 50 di larghezza, è stato trasformato in una grande discarica abusiva. Un tempo questo piazzale, ubicato nell’area di masseria Papaccio, nei pressi del cimitero, veniva utilizzato come deposito di materiali per l’edilizia oppure come parcheggio per tir è camion. Poi però il poderoso cancello di ferro che lo chiudeva è sparito (si parla di un misterioso furto) e poco a poco il piazzale privato è diventato uno sversatoio fuorilegge, con accanto un condominio e alcuni caseggiati residenziali abitati da altrettante famiglie. Intanto la polizia municipale di Pomigliano ha sequestrato tutto. L’operazione è stata messa a segno dagli agenti diretti dal colonnello Luigi Maiello e coordinati dal tenente Giacomo Tranchese.   Il sequestro è stato convalidato dall’ufficio gip del tribunale di Nola. I poliziotti municipali hanno denunciato sei persone. Si tratta dei proprietari del piazzale. Sono ritenuti i responsabili del problema ambientale creato dallo scarico indiscriminato di scarti all’interno dell’area cementata ma rimasta incustodita e aperta a chiunque a causa della rimozione improvvisa del cancello. Sul posto la municipale ha trovato di tutto: scarti di lavorazione, bitumi, gomme, pneumatici, plastiche, elettrodomestici. La polizia municipale ha chiesto l’intervento dei tecnici del Comune per la caratterizzazione dei rifiuti rinvenuti sul posto. Ma quest’ulteriore rinvenimento di schifezze d’ogni sorta scaricate tra case e campi rappresenta solo la classica punta di un iceberg. Soltanto a Pomigliano sono numerose le aree in cui nel corso dei decenni è stato scaricato di tutto. Il codice geografico che indica la mappa degli orrori è caratterizzato dalla parola “masseria”, cioè da tutte quelle zone periferiche che un tempo erano floride campagne coltivate che avevano come punto di riferimento aziende rurali condotte da centinaia di contadini:  Masseria Castello, dove insiste una discarica interrata di 700mila metri cubi zeppa di veleni,  Ciccarelli, Fornaro, Chiavettieri.   Ma da queste parti c’è un altro ampio territorio molto inquinato, si trova al confine con Acerra. Porta un nome che suona come una beffa: “Aria di Settembre”. Qui è prevista la realizzazione dell’impianto comunale di compostaggio dei rifiuti organici. Intanto anche sul fronte dell’inquinamento dell’aria le cose vanno malissimo. Secondo la centralina di rilevamento della qualità dell’aria piazzata sul Comune di Pomigliano, a piazza municipio, qui si sono registrati nel solo mese di gennaio 18 sforamenti dei livelli di polveri PM10. Meno sforamenti, 15, ma sono sempre tanti, quelli rilevati fino a ieri dalla centralina dell’Arpac installata nella zona industriale. I comuni con l’aria più inquinata della provincia di Napoli restano purtroppo, nell’ordine, San Vitaliano, Acerra, Pomigliano, Volla e Casoria.

Blitz a Piano Napoli, 10 ordinanze per droga: 7 in cella

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  Boscoreale – Nel corso della mattina odierna, i militari della Stazione Carabinieri di Boscoreale hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di 10 persone, gravemente indiziate in ordine al reato di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L’attività di indagine, condotta dai Carabinieri e coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, ha disvelato l’esistenza di un’importante piazza di spaccio di sostanze stupefacenti, attiva all’interno del quartiere di edilizia popolare “Piano Napoli” di via Settetermini, nel comune di Boscoreale, capace di rifornire, durante l’intero arco della giornata, una pluralità di acquirenti provenienti dall’area metropolitana di Napoli e da province limitrofe, avvalendosi di una serie di pusher dislocati nei punti strategici del rione. Le indagini, iniziate nel mese di dicembre del 2020 e proseguite fino al marzo 2021, si sono giovate dell’impiego di apparecchiature tecnologiche per l’osservazione e il pedinamento degli indagati e hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei destinatari del provvedimento coercitivo in ordine ad oltre 100 episodi di spaccio. A riscontro delle condotte monitorate, nel corso delle indagini era già stata arrestata una delle persone raggiunte dal provvedimento restrittivo odierno, colta nella flagranza del reato di cessione di sostanza stupefacente, nonché erano stati sequestrati, in più riprese, circa 400 grammi di marijuana, 20 gr. di hashish e 5 gr. di cocaina, a riprova del carattere seriale e diversificato dell’attività di spaccio. Nel corso dell’esecuzione dei provvedimenti cautelari è stato sottoposto a sequestro preventivo anche un circolo ricreativo, gestito in assenza dei necessari titoli autorizzativi da uno dei destinatari del provvedimento, risultato essere uno dei principali luoghi di incontro per effettuare le ordinazioni e, in molteplici occasioni, le cessioni dello stupefacente. Per 7 degli indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 2 indagati l’obbligo della presentazione alla polizia giudiziaria e per 1 indagato il divieto di dimora nella Regione Campania.

Il vulcano dei veleni: scoperte sei discariche abusive alle pendici del Vesuvio

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  Ercolano – Sicurezza ambientale. Carabinieri sequestrano discariche abusive alle pendici del Vesuvio Lotta all’inquinamento ambientale per i Carabinieri della Compagnia di Torre del Greco. A Ercolano i militari della locale tenenza hanno setacciato le zone a ridosso del parco nazionale del Vesuvio. Lì, in contrada Castelluccio, i Carabinieri hanno trovato 6 discariche abusive. L’area – in via Castelluccio – ha una superficie di 500 metri quadrati. Al suo interno rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali pericolosi come scarti di lavorazione edile, vernici, guaine, mobili e parti di veicoli. Indagini in corso da parte dei militari per individuare i responsabili che, vista la consistenza dell’immondizia e la posizione in cui è stata rinvenuta, hanno probabilmente utilizzato camion o comunque mezzi muniti di cassone ribaltabile.

Mariglianella e la Giornata del ricordo: la memoria delle vittime delle Foibe

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Mariglianella.          Il Sindaco, Dott. Arcangelo Russo, ha recepito la nota del Prefetto di Napoli, Dott. Claudio Palomba, registrata in ingresso all’Ente Comune di Mariglianella con n. 1770 di protocollo del 7 febbraio 2022, inerente la ricorrenza della Solennità Civile del “Giorno del Ricordo” istituito con Legge n. 92 del 30 marzo 2004, “in memoria delle vittime delle foibe, dell’esodo dei cittadini italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia, nonché delle vicende del confine orientale italiano”.   Il Primo Cittadino ha dichiarato: «Per l’elevato valore civile e morale di tale ricorrenza, assicuriamo il nostro impegno a custodire e diffondere, soprattutto tra i giovani, la memoria di quei tragici eventi. Furono tanti i cittadini che vennero soppressi nelle foibe ed altri che furono obbligati nell’esodo dalle loro terre di origine. L’Amministrazione Comunale e l’intera Comunità di Mariglianella -ha concluso il Sindaco Arcangelo Russo- rendono omaggio alla Memoria delle Vittime di tanta violenza che ha segnato il secondo dopoguerra con l’auspicio che essa non si ripeta mai più».

I volontari del Corpo Ambientale Nazionale hanno giurato a Mondragone

La tutela del territorio e del patrimonio culturale fra i principali compiti   Il Corpo Ambientale Nazionale opera nell’ambito di convenzioni con le Amministrazioni regionali e comunali svolgendo attività sul territorio. Il servizio è svolto a titolo di volontario, in modo gratuito, in vari settori come ad esempio: aree naturali protette e oasi naturalistiche, tutela per l’ambiente e dello sviluppo sostenibile, tutela del patrimonio culturale, vigilanza ambientale, ittica, zoofila e zootecnica. Sabato 5 febbraio 2022, all’interno del piazzale del Comando di Polizia Locale di Mondragone (CE), i volontari del Corpo Ambientale Nazionale hanno prestato giuramento. Erano presenti all’evento: l’assessore all’Ambiente Avv. Maria Miraglia, che ha presieduto l’incontro, il vice Sindaco Avv. Francesco Lavanga ed il Comandante del Corpo di Polizia Locale il Maggiore David Bonuglia. Per il Corpo Ambientale Nazionale erano presenti: il Vice Presidente e Dirigente Nazionale Generale CA Cav. Giorgio Mais, il Comandante Interregionale Colonnello Savino Lattanzio, il Comandante del Comando Operativo Formazione e Reclutamento Maggiore Giovanni Paris. Il Colonnello Savino Lattanzio ha letto la formula del giuramento dinanzi ai vertici del comune di Mondragone. Questi i volontari del Corpo Ambientale Nazionale che hanno prestato giuramento: Guariglia Giovanni, Florentina Husu, Catalin Dumitru, Spataru Ion Catalin, Viorel Muntean, Paicu Valentina, Matteucci Gennaro, Milo Vincenzo, Napolitano Raffaele, Pavone Francesco, Buccinnà Giuseppe, Bonarrigo Giovanni, Marini Maurizio, Sisto Emiliano, Pezzola Fabio, Bernardo Immacolata, Di Lauro Alfonso, Manni Nazareno, Borzacchiello Cesare, Rubino Mauro, Del Vecchio Enza.   Il giuramento è terminato con la consegna delle Onorificenze da parte del Generale CA Cav. Giorgio Mais al Sindaco di Mondragone Dott. Virgilio Pacifico, al vice Sindaco Avv. Francesco Lavanga, all’assessore all’Ambiente Avv. Maria Miraglia, al Comandante della Polizia Locale il Maggiore David Bonuglia, al Comandante del COFRE Maggiore Giovanni Paris.   Le guardie ambientali saranno a presidio del territorio per la prevenzione e repressione dei reati ambientali, iniziando un percorso di tutela e salvaguardia dell’ambiente, della natura e degli animali. Una squadra di grande prestigio, guidata tra gli altri dal Maggiore Giovanni Paris e dal Maggiore Vincenzo Milo, coordinati dal Colonnello Savino Lattanzio. Una giornata storica quella di sabato scorso che segna l’inizio del sogno di rinascita di una terra spettacolare che merita di essere maggiormente conosciuta per le sue potenzialità. Giorgio Mais, alla fine della cerimonia, ha dichiarato: «Il Corpo Ambientale Nazionale è una bella realtà, con sacrificio e costanza stiamo crescendo al meglio per essere sempre operativi». Il comune di Mondragone va ad aggiungersi ad altri comuni che hanno già sottoscritto un contratto di convenzione con il Corpo Ambientale Nazionale, conferendo ai volontari la nomina di Agenti Accertatori di Polizia Amministrativa, ai fini delle numerose attività che svolgeranno da qui in avanti. Il compito degli Ispettori Ambientali sarà indirizzato prevalentemente alla prevenzione e accertamento e alle contestazioni in materia di illeciti ambientali, come l’abbandono di rifiuti, il mancato rispetto dei regolamenti e delle ordinanze sindacali sul corretto conferimento dei rifiuti, l’inosservanza dei regolamenti sugli animali da passeggio, nonché altre importanti attività per l’uso appropriato del territorio. L’attività in fase iniziale delle guardie ambientali verrà svolta da almeno due appartenenti al Corpo, per un monitoraggio e pattugliamento di tutto il territorio, distribuito su due volte a settimana, in sinergia tra il Corpo Ambientale Nazionale e l’ufficio Ambiente, per iniziare un processo di bonifica dei siti oggetto di abbandono di rifiuti. Ognuno sia parte di questo sogno. Harry di Prisco

La povertà della società vesuviana agli inizi del Novecento

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Nel 1909 Oreste Bordiga scrisse la relazione tecnica sulla Campania per l’”Inchiesta parlamentare sulla condizione dei contadini nell’Italia meridionale”. Egli osservò, tra l’altro, che “il feltro di pochissimo prezzo” indossato dai contadini di Terra di Lavoro ricordava “stranamente il copricapo degli schiavi nelle dipinture murali di Pompei”. I riferimenti a Somma, a Ottajano e a San Giuseppe. L’immagine di corredo è quella dello “Zappatore” dipinto da Marco De Gregorio.   La relazione di Bordiga è il ritratto significativo di un mondo immobile. Le donne si astengono quasi completamente dal vino: che non appare mai sulla tavola del bracciante e del salariato ad anno. I piccoli coloni , affittuari e mezzadri, bevono l’acquata, ma appena diventano, non diremo più agiati, ma meno poveri , passano immediatamente a consumare ogni giorno vino,  data l’abbondanza della produzione locale e il poco prezzo della medesima, per cui, ad esempio, nell’isola di Ischia si sono venduti vini bianchi a 10-12 lire l’ettolitro, mentre l’asprinio e il vino rosso della zona d’arbusto nel 1907 e 1908 scesero anche a meno di tal prezzo. Le osterie sono frequentate solo dagli uomini: una donna non vi entrerebbe nemmeno col marito, o con gli altri uomini di casa. Si sottraggono alla regola le donne perdute. Bordiga osserva che alle porte di Napoli e nel Nolano,  appena le comitive sono radunate attorno al tavolo dell’osteria, si inizia il tocco o passatella, e le bevute determinano frequenti e talora gravi risse, se pure esse non sorgono, come abbiamo detto, per l’eccitazione prodotta dal vino stesso, che aumenta la naturale impulsività del carattere degli agricoli . I contadini, nei giorni di lavoro, mangiano di mattina pane e frutta, a mezzogiorno pane e un piatto caldo,  per lo più di legumi all’ olio , e talvolta un pezzo di baccalà, e, sul tardi, ancora pane e latticini, e frutta. I maccheroni compaiono in tavola la domenica, nel pranzo di mezzogiorno: li seguono, raramente, braciole di maiale, e più frequentemente, melanzane, pomodori, insalate, formaggi: e, tra questi, ricotta e pecorino di Turchia. Una famiglia media di contadini, che Bordiga considera composta di 6 membri (i genitori, due adolescenti di età compresa tra i 12 e i 16 anni, due ragazzetti più piccoli), consuma, di cibo, lire 2, 70 al giorno, e, dunque, lire 985, 50 all’anno. Alla cifra bisogna aggiungere lire 40 per l’abitazione, lire 50 per gli abiti di adulti e di adolescenti, mentre i bambini si vestono  cogli spogli degli altri , e lire 24, 50 per l’illuminazione   e spese diverse:  in tutto circa lire 1100, a cui fanno fronte  i seguenti guadagni minimi: 250 giornate del padre alla media di lire 2 (lire 500); 150 della madre, alla media di lire 1, 10 (lire 165); 240 dell’adolescente maschio a lire 1,30 e 160 dell’adolescente femmina a lire 0,90 ( in tutto lire 456). Quando Bordiga conduce la sua inchiesta, le terre vesuviane vanno riparando, a fatica, i danni dell’eruzione. Intorno al vulcano già c’è una efficiente rete ferroviaria, e alcuni Comuni sono serviti dall’acquedotto, altri si apprestano a dotarsi di tale servizio. Da Resina a Ponticelli a Sant’Anastasia i contadini vivono nei bassi dei cortili, con il pavimento di calcestruzzo, il cui livello  non di rado è inferiore a quello esterno: i bassi prendono luce  dalla porta di entrata, o da una finestrella laterale. Infiniti sono i diritti in comune di forni, cortili, passaggi, latrine, pozzi e cisterne. In angoli nascosti vi sono le stalle, e, dove non lo vietano i regolamenti municipali, anche i porcili. Bordiga avrebbe voluto allegare alla relazione, come esempio, la mappa catastale di via Trentola a Resina,  lungo e stretto budello avente a dritta e sinistra numerosi cortili , che divenne tristemente famosa per le stragi che vi fecero le epidemie coleriche del 1884 e del 1887. Migliori sono le condizioni di Somma e di Ottajano, ove vigorosa è la classe dei medi proprietari terrieri,e di San Giuseppe, paese di agiati negozianti di bestiame . Ma quasi dovunque tutta la famiglia dorme in una sola camera da letto: in qualche comune del Nolano si è diffuso l’uso di costruire  vani terreni alti più di m.4,50, e di dividerli in due con un soppalco, che separi, durante le ore di riposo, i genitori dai figli. Le statistiche – assicura Bordiga- e le relazioni dei pretori escludono che tale promiscuità provochi corruzione e pervertimenti sessuali, anche se non si può negare che essa  uccida di buon’ora il sentimento di pudore nei ragazzi e nelle ragazze, tanto più che di frequente nella stagione estiva quelli di piccola età sono lasciati errare per la casa e il cortile e la via o nudi o coperti appena da una camiciola, che non giunge al di là delle reni.  L’ arredamento dei bassi non conosce variazione alcuna: un letto matrimoniale formato da due cavalletti senza testiere, e da due tavole su cui poggia quasi sempre un pagliericcio, raramente un materasso di lana; 4 lenzuola di canapa o di cotone, una coperta a colori, o un’ imbottita  di percallo rosso per l’inverno; 4 cuscini di capecchio e 8 federe; un cassettone di legno d’abete; una cassa per i panni, d’abete tinto, del valore di poco superiore alle 10 lire; uno stipo per le terraglie, che costa poco più di 15 lire; una madia, una tavola per portare il pane al forno, una cassapanca per la farina e per altre provviste; sedie, che costano meno di due lire l’una, piatti e vasi da cucina di basso prezzo: una coppia di sposi mette su casa con 350 lire, al più con 400.  Nelle case dei contadini meno poveri e dei coloni fittuari  si trovano lettiere di ferro e anche di bronzo, lenzuola di lino, materassi di lana, lastre di marmo sul ripiano dei canterani, e sui marmi statuette di santi, della Madonna, del Bambino, talvolta protetti da campane di vetro, e perfino, nelle casette nuove, armadi  per i panni con imposta a specchi .