Polveri sottili di nuovo alle stelle. In città 18 sforamenti soltanto a gennaio. L’hinterland a nordest di Napoli sempre i vetta alla triste classifica dell’aria più inquinata
POMIGLIANO D’ARCO – Nella Terra dei Fuochi gli inquinatori non si fermano. Emblematica in questo senso è l’ennesima storia di abbandono e degrado emersa a Pomigliano, inquinatissima zona dell’hinterland orientale. Qui un piazzale di cemento grande quasi quanto un campo di calcio, 80 metri di lunghezza per 50 di larghezza, è stato trasformato in una grande discarica abusiva. Un tempo questo piazzale, ubicato nell’area di masseria Papaccio, nei pressi del cimitero, veniva utilizzato come deposito di materiali per l’edilizia oppure come parcheggio per tir è camion. Poi però il poderoso cancello di ferro che lo chiudeva è sparito (si parla di un misterioso furto) e poco a poco il piazzale privato è diventato uno sversatoio fuorilegge, con accanto un condominio e alcuni caseggiati residenziali abitati da altrettante famiglie. Intanto la polizia municipale di Pomigliano ha sequestrato tutto. L’operazione è stata messa a segno dagli agenti diretti dal colonnello Luigi Maiello e coordinati dal tenente Giacomo Tranchese.
Il sequestro è stato convalidato dall’ufficio gip del tribunale di Nola. I poliziotti municipali hanno denunciato sei persone. Si tratta dei proprietari del piazzale. Sono ritenuti i responsabili del problema ambientale creato dallo scarico indiscriminato di scarti all’interno dell’area cementata ma rimasta incustodita e aperta a chiunque a causa della rimozione improvvisa del cancello. Sul posto la municipale ha trovato di tutto: scarti di lavorazione, bitumi, gomme, pneumatici, plastiche, elettrodomestici. La polizia municipale ha chiesto l’intervento dei tecnici del Comune per la caratterizzazione dei rifiuti rinvenuti sul posto. Ma quest’ulteriore rinvenimento di schifezze d’ogni sorta scaricate tra case e campi rappresenta solo la classica punta di un iceberg. Soltanto a Pomigliano sono numerose le aree in cui nel corso dei decenni è stato scaricato di tutto. Il codice geografico che indica la mappa degli orrori è caratterizzato dalla parola “masseria”, cioè da tutte quelle zone periferiche che un tempo erano floride campagne coltivate che avevano come punto di riferimento aziende rurali condotte da centinaia di contadini: Masseria Castello, dove insiste una discarica interrata di 700mila metri cubi zeppa di veleni, Ciccarelli, Fornaro, Chiavettieri.
Ma da queste parti c’è un altro ampio territorio molto inquinato, si trova al confine con Acerra. Porta un nome che suona come una beffa: “Aria di Settembre”. Qui è prevista la realizzazione dell’impianto comunale di compostaggio dei rifiuti organici. Intanto anche sul fronte dell’inquinamento dell’aria le cose vanno malissimo. Secondo la centralina di rilevamento della qualità dell’aria piazzata sul Comune di Pomigliano, a piazza municipio, qui si sono registrati nel solo mese di gennaio 18 sforamenti dei livelli di polveri PM10. Meno sforamenti, 15, ma sono sempre tanti, quelli rilevati fino a ieri dalla centralina dell’Arpac installata nella zona industriale. I comuni con l’aria più inquinata della provincia di Napoli restano purtroppo, nell’ordine, San Vitaliano, Acerra, Pomigliano, Volla e Casoria.

