World Tourism Expo, Cimitile al fianco di Nola e degli altri beni Unesco campani

Tra i siti e le città campane patrimonio dell’umanità anche Cimitile, con le sue basiliche paleocristiane, farà la sua parte al WTE di Padova. Non solo Festa dei Gigli. A rappresentare i beni culturali dell’area nolana al World Tourism Expo, dal 18 al 20 settembre in corso al Palazzo della Regione di Padova, c’è anche Cimitile con lo straordinario complesso paleocristiano delle basiliche. Il Salone turistico, che ogni anno si pone l’obiettivo di valorizzare i siti e le città inserite nelle liste dei patrimoni dell’umanità Unesco, per la prima volta ospita le bellezze del territorio nolano, che si affiancheranno ai più famosi siti di Pompei, Ercolano e del centro storico di Napoli portati, appunto, dalla Città Metropolitana. L’edizione 2015 del World Tourism Expo, infatti, apre le porte anche alle cosiddette “buffer zone”, le aree di interesse ai siti Unesco presenti sul posto: Cimitile con il suo parco archeologico, considerato una delle testimonianze più belle dell’arte paleocristiana in Italia, si è guadagnata di diritto un posto nello spazio espositivo dedicato. Per presentare il complesso delle basiliche al pubblico di tour operator e giornalisti che popoleranno la tre giorni padovana, il comune di Cimitile proporrà un video, con la regia curata da Thom Rever e la voce, su testi in dialetto napoletano di Angelo Giuliano, di Duilio Vaccari. “Si tratta di un’ occasione di grande importanza per la promozione delle basiliche paleocristiane – afferma il sindaco Francesco Di Palma – ringrazio quanti hanno collaborato al progetto, in primo luogo la Città Metropolitana. La nostra giovane amministrazione è impegnata in maniera attenta affinché questo straordinario sito possa essere per davvero conosciuto come merita”.

Pro Loco Ottaviano presenta “Mercatini al Castello”

La Pro Loco Ottaviano con i patrocini del Comune di Ottaviano e del Parco Nazionale del Vesuvio ripropone dal 5 al 20 Dicembre i “Mercatini al Castello”. L’evento è diventato da alcuni anni fiore all’occhiello e vetrina del Paese. Del resto, mai scenario così perfetto: le falde del Vesuvio innevato o quasi, un castello, quello Mediceo, imponente ai suoi piedi ricco di luci, odori, percorsi, un progetto di idee ed eventi che hanno fatto da cornice; la natura, la cultura, l’arte, la religione che si rincorrono, ecco tutto al posto giusto per rilanciare il turismo e le attività di commercio. Se poi c’è la possibilità di poter vendere ai piedi di un monte, in piccole baite di legno che riescono a suggestionare ancora di più i visitatori ancor meglio. Dopo il successo dello scorso anno che, con oltre 30mila visite, ha visto la kermesse imporsi come evento di riferimento dell’area vesuviana, la Pro Loco ripropone il progetto con lo scopo di allietare ed intrattenere la popolazione per riportare in paese quell’atmosfera gioiosa e luminosa propria del Natale, per creare il giusto spirito di avvento, esaltando i prodotti tipici locali e l’artigianato, preservando la tradizione degli antichi mestieri e promuovendo l’immagine del Palazzo Mediceo e di Ottaviano tutta. Saranno organizzate ciclicamente visite guidate nei siti di maggiore interesse, seguendo tour ed itinerari pubblicizzati e promossi mediante i maggiori canali mass mediali. Anche quest’anno verrà messo a disposizione dei visitatori un caratteristico trenino che attraverserà le principali strade del Paese, conducendoli al Castello dove saranno accolti da luminarie artistiche e giochi di luce. Saranno 80 gli espositori che andranno a circondare un palcoscenico di artisti di strada, concerti, cori, rappresentazioni teatrali e spettacoli natalizi. Mentre la scuderia avrà la stessa predisposizione del passato: destinata interamente a prodotti enogastronomici. Finalmente si avrà la possibilità di ammirare una stanza affrescata tenuta a lungo tempo in segreto, e saranno proiettate foto d’epoca e non del Palazzo, rivelando anche la parte abitata e arredata. Da lunedi 14 Settembre, fino a sabato 3 Ottobre, è possibile scaricare dal sito www.prolocottaviano.it nell’area download o dalla pagina facebook “Pro Loco Ottaviano”, il bando di partecipazione sia per gli espositori sia per coloro che volessero gestire le diverse tipologie di attività che caratterizzeranno le aree ristoro. Inoltre, per rafforzare la rete con le altre associazioni sul territorio e le istituzioni scolastiche, la Pro Loco Ottaviano metterà a disposizione gratuitamente di quanti ne facciano richiesta, una baita da destinare a gestione turnaria.

Neuromed: scoperti nuovi danni al cervello causati dall’ipertensione arteriosa

Usando una tecnica avanzata di Risonanza magnetica, i ricercatori dell’I.R.C.C.S. Neuromed hanno identificato, in persone ipertese, segni precoci di danno cerebrale. Lo studio è stato presentato ieri alla conferenza sull’ipertensione dell’American Heart Association, negli USA.   L’ipertensione arteriosa colpisce, danneggiandoli, diversi organi del nostro organismo. Uno di questi è sicuramente il cervello, dove può portare a deficit cognitivi anche molto seri. Ora uno studio condotto dal Dipartimento di Angiocardioneurologia e Medicina Traslazionale dell’IRCCS – L’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere ScientificoNeuromed di Pozzilli (IS) ha individuato in pazienti ipertesi l’esistenza di segni specifici di danno alla sostanza bianca del cervello, composta dalle fibre nervose che ne collegano le diverse aree. La ricerca, che è stata presentata ieri alla Conferenza Internazionale sull’ipertensione arteriosa della American Heart Association (Council on Hypertension), a Washington, ha usato una tecnica avanzata di risonanza magnetica chiamata “tensore di diffusione” (DTI). Chiamato anche trattografia, questo metodo, che analizza la diffusione delle molecole di acqua nei tessuti e ne individua anche la direzione del flusso, permette lo studio dettagliato delle fibre nervose in modo assolutamente non invasivo. “Esistono già metodi efficaci – dice Daniela Carnevale, ricercatrice dell’Università La Sapienza di Roma presso il Dipartimento di Angiocardioneurologia e Medicina Traslazionale dell’IRCCS Neuromed – per valutare il danno da ipertensione a livello di reni, occhi e cuore. Ma non per il cervello, se non quando il danno è ormai troppo avanzato. Così, attraverso la DTI, abbiamo voluto cercare un metodo per individuare i danni cerebrali che potrebbero aiutarci a prevedere l’insorgenza di demenze di origine vascolare”. Lo studio, che si è svolto su un campione di pazienti ipertesi e un gruppo parallelo di soggetti che presentavano una pressione arteriosa normale, ha concentrato l’attenzione sulle fibre nervose di sostanza bianca, che collegano le varie aree del cervello, il cosiddetto connettoma, valutando la loro struttura e la loro funzionalità. “Ci sono – spiega Carnevale – diversi studi sugli effetti dell’ipertensione sulla sostanza grigia (composta dai neuroni, ndr). Noi ci siamo focalizzati sulla sostanza bianca e su come questa mantiene connessioni funzionali tra diverse aree cerebrali”. Nessuna delle persone partecipanti alla ricerca mostrava alterazioni cerebrali nelle comuni risonanze magnetiche. Ma quando si è passati alla tecnica del tensore di diffusione le cose sono cambiate: gli ipertesi mostravano danni in alcune fibre nervose di sostanza bianca, tipicamente riconducibili a tratti del connettoma coinvolti nell’attenzione, nelle emozioni e nella memoria. Inoltre, sottoponendo i partecipanti a specifici test cognitivi, si è visto che le persone con pressione alta avevano sottili deficit nelle funzioni cognitive e nella memoria, anche se questo non influenzava lo svolgimento di attività relative alla loro vita quotidiana. “Secondo i nostri risultati – conclude la ricercatrice – la DTI fornisce un metodo efficace per valutare un danno cerebrale pre-sintomatico nelle persone ipertese. In questo modo, insieme alla somministrazione di test cognitivi, specifici per le demenze su base vascolare, ci permetterebbe di individuare le terapie più adatte per ridurne la progressione, prevenendo lo sviluppo di una demenza”.

Camorra: indagata la Paolino, presidente della commissione regionale antimafia. Il M5S: “si dimetta subito”

E’ la fedelissima di Mara Carfagna nell’agro nocerino sarnese. Le indagini puntano sul marito della consigliera regionale di Forza Italia, il sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti.      

La casa del sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti, e di sua moglie, la signora Monica Paolino, perito ragioniere e sesto consigliere regionale di Forza Italia per numero di preferenze alle ultime elezioni (13285 voti), è stata fatta perquisire dal dottor Vincenzo Montemurro, pubblico ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno. Montemurro vuole vederci chiaro proprio sul voto che ha portato Monica Paolino a tornare nel consiglio regionale per la seconda volta consecutiva. La Dda di Salerno sta spulciando tra le carte del comune di Scafati, analizzando appalti, consulenze, assunzioni. Intanto risultano iscritti al registro degli indagati i coniugi Aliberti-Paolino, la segretaria comunale del municipio di Scafati, che è di Aversa, e un componente dello staff di Aliberti. Dunque, è ben presto passato il recentissimo tempo degli entusiasmi per la signora Paolino. Appena due mesi fa la consorte del sindaco scafatese aveva dedicato la sua rielezione a Mara Carfagna distribuendo a destra e a manca lodi anche per il neo governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che nello stupore generale l’ha poi fatta nominare presidente nientemeno che della commissione regionale antimafia, tra le proteste del Movimento Cinque Stelle. Intanto ora i pentastellati chiedono la testa della Paolino. “La Paolino deve dimettersi immediatamente, senza aspettare neanche un secondo: abbiamo appena presentato una richiesta ufficiale firmata da tutti i nostri consiglieri”, annuncia intanto Vincenzo Viglione, consigliere regionale del M5S e membro della commissione anticamorra. “Che il presidente della Commissione Anticamorra – aggiunge Viglione – risulti indagata per il reato di voto di scambio politico-mafioso, se confermato sarebbe un fatto gravissimo, l’ennesimo oltraggio alle nostre istituzioni, tanto più grave in un momento in cui la violenza della camorra sta riesplodendo nelle strade campane”. Michele Cammarano, altro componente pentastellato della commissione regionale, continua spiegando di  “aver chiesto con forza che la presidenza della commissione andasse al M5S perché tra di noi non ci sono né indagati né condannati e perché per quel ruolo serve una figura non ricattabile e libera da condizionamenti. E invece il Pd – polemizza Cammarano – ha scelto di lavarsi le mani ed oggi è anch’esso responsabile di aver consegnato quella commissione a chi risulterebbe indagato proprio per reati legati alla camorra”. Ma è tutto il gruppo campano dei cinque stelle a concordare sul fatto che “Il M5S è l’unica forza di opposizione che può fare da argine alla criminalità, impedendo che entri nelle istituzioni. Alla luce di quanto accaduto – il messaggio del gruppo regionale – rinnoviamo la nostra richiesta di presidenza della Commissione Anticamorra e chiediamo alla maggioranza di assumersi la responsabilità di garantire che una commissione così importante sia affidata a chi non ha ombre e a chi porta avanti da sempre la battaglia per la legalità”.

Sant’Anastasia. Giunta Abete bis, nominato un nuovo assessore

Si tratta dell’architetto Stefano Prisco, ottavianese, già dirigente del Settore Tecnico presso i comuni di Casoria, Torre Annunziata e Palma Campania. Il sindaco Abete: «Persona di alto profilo professionale. Ancora qualche giorno e la giunta sarà completa». Novità dal fronte politico: entra nella giunta Abete Stefano Prisco, ottavianese, di professione architetto, vice-presidente della Provincia di Napoli nel 1985 e già dirigente del Settore Tecnico presso i comuni di Casoria, Torre Annunziata e Palma Campania. Va delineandosi, indi, la nuova giunta azzerata agli inizi dello scorso agosto e poi ricostituita dopo qualche giorno con la nomina di Carmen Aprea nelle vesti di vicesindaco e la riconferma di Fernando De Simone, Cettina Giliberti ed Armando Di Perna, il quale, però, ha rinunciato all’incarico presentando le sue dimissioni circa tre settimane fa. Manca ora solo un componente per completare l’esecutivo ed al momento il primo cittadino non ha ancora distribuito le deleghe. «Prisco è una persona di alto livello professionale e con un percorso politico di lungo corso – ha dichiarato il sindaco Abete ai nostri taccuini – Finalità ed obiettivi della giunta bis sono gli stessi che ci siamo posti in campagna elettorale: ripresa di tutte le opere pubbliche sospese e messa in cantiere di altre nuove. Non stiamo disattendendo niente e nessuno. Ho azzerato la giunta dopo un anno di amministrazione perché vedevo che era venuta a mancare la coesione che c’era inizialmente: qualcuno è stato riconfermato, qualcun altro, invece, no (Barra e Graziani, ndr)». «Ripartiamo con gli stessi obiettivi di sempre, nell’interesse dei cittadini – ha proseguito la fascia tricolore anastasiana – Prossimi obiettivi: portare al termine il piano delle opere pubbliche, varare il nuovo Bilancio quanto prima possibile e mettere in campo una serie di iniziative anche politiche per far conoscere alla cittadinanza tutto ciò che stiamo facendo e che purtroppo spesso o non viene detto o viene strumentalizzato in modo negativo». Il sindaco Abete al momento non scioglie alcuna riserva su chi possa essere il nuovo assessore al Bilancio, ma promette: «Ancora qualche giorno di pazienza: la giunta sarà completata e saranno assegnate le deleghe».

Nola: il risveglio del borgo di Cicala

I nolani tornano a Castel Cicala. Ma questa volta non per sfuggire alle invasioni barbariche come svariati secoli fa, ma per assistere all’evento “Il risveglio del Borgo” nell’ambito della manifestazione “Settembrarte”. L’evento culturale è promosso dall’assessore ai Beni Culturali del Comune di Nola, Cinzia Trinchese in collaborazione con l’associazione “Meridies”. Sabato 19 e domenica 20 settembre, a partire dalle 18:30 fino alle 22:30, la collina di Cicala si rianimerà ed il pubblico potrà immergersi in un’atmosfera medievale. Infatti, attorno alla cintura muraria che circonda il maniero, sarà allestito il mercato in “costume” con laboratori, danze, giullari e giochi di fuoco. All’interno della corte l’associazione “Corteo storico degli Orsini” di Nola e la “Compagnia della Rosa e della Spada” di Napoli metteranno in scena l’omaggio a Santa Lucia dei conti Orsini. La rappresentazione sarà preceduta da visite guidate, divise in tre turni (18.30, 20.00, 21.30), a cura dei volontari dell’associazione “Meridies”, che contestualizzeranno la rievocazione illustrando la tormentata storia della Collina di Cicala, tra splendore e decadenza. L’intera manifestazione in programma nel week-end si pone come fine quello di valorizzare uno dei luoghi più suggestivi del territorio. Perché se oggi Cicala è solo un’unità periferica, un tempo fu il cuore culturale della nolanità, tanto da raccogliere, durante il Medioevo, l’eredità dell’antico municipium in rovina. L’evento è gratuito. Per info: Associazione Meridies- 3274653901
La locandina dell'evento
La locandina dell’evento
 

A Volla il M5S presenta il nuovo punto d’ascolto “Antiequitalia”

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Il M5S di Volla, Domenica 20 settembre dalle ore 10.00, con la presenza del portavoce eletto al Senato Sergio Puglia, presenterà il nuovo “Punto d’Ascolto Civico”. Il Punto d’Ascolto Civico nasce sulla scia di una lodevole iniziativa partita dagli attivisti e cittadini di Cagliari, e in relazione alle molteplici cartelle vessatorie che i cittadini inermi ricevono. Il gruppo vollese ha ritenuto necessario organizzarsi insieme ad alcuni professionisti, che a titolo del tutto gratuito assisteranno coloro che sono in difficoltà. I cittadini che hanno dei dubbi sulle loro cartelle esattoriali, su quello che c’è scritto e su quello che gli viene contestato da un ente vessatorio come Equitalia, potranno recarsi in Via Sandomenico 3 a Volla, ogni mercoledì dalle ore 16.00 e parlare con gli attivisti e professionisti che si metteranno a disposizione per dargli un aiuto anche contro l’usura bancaria. A Cagliari in un solo mese di attività i volontari all’interno del centro sono riusciti a trattare cartelle per 3,5 milioni di euro che Equitalia chiedeva ai cittadini, sono riusciti ad aiutare queste persone proponendo sgravi fiscali per 411.000 euro, inoltre sono riusciti a trovare pagamenti non dovuti per 25.000 euro e sanzioni decadute per il totale di 26.000 euro. Insomma.. una vera Rivoluzione ! E’ bene ricordare che nei comuni dove amministra il M5S, EQUITALIA non c’è più, i sindaci hanno trasferito le competenze di questo mostro all’ufficio dei tributi comunali, mentre i Parlamentari del M5S hanno presentato una proposta di legge (Legge 2299)per la soppressione di questo mostro che prevedeva l’abolizione di Equitalia e il riassorbimento del personale presso l’Agenzia delle Entrate, ovviamente con voto contrario quasi di tutte le altre forze politiche. Noi attivisti ci siamo sempre stati e continueremo ad esserci, ma auspichiamo che i cittadini siano sempre più attivi e che non si arrendano di fronte a questi problemi, mai più suicidi. Per quanto concerne l’aumento sproporzionato della mensa scolastica, il gruppo del M5S di Volla in data 11 settembre con protocollo n°0017262 ha chiesto nuovamente un incontro con gli organi preposti al fine di chiarire alcune scelte apparentemente discriminatorie, ed in questa occasione ascolteremo ogni singola proposta che sarà utile e fattibile da sottoporre all’attenzione del Commissario Straordinario del Comune di Volla, augurandoci che presto si concretizzi. Nessuno deve rimanere indietro.

Presentata la Notte dei Ricercatori Neuromed 2015

Dopo il successo dell’edizione 2014, l’I.R.C.C.S. rilancia con tre giornate e così giovedì 24, venerdì 25 e sabato 26 settembre la grande festa della scienza aperta a tutti. Saranno tre le giornate che Neuromed dedicherà alla manifestazione “Notte europea dei ricercatori”, presentata oggi nel corso di una conferenza stampa nell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Pozzilli (IS). Studenti e cittadini saranno invitati a entrare in contatto con tanti aspetti diversi della scienza e della medicina, tutti accomunati da un unico concetto: la scoperta, e con essa la curiosità verso il mondo. E’ su questa base che ricercatori e medici Neuromed apriranno le porte dei loro laboratori, porteranno fuori tra i visitatori le loro apparecchiature. E così proporranno esperimenti da condurre insieme, oppure semplicemente scambieranno opinioni, o racconteranno di come hanno cominciato questo mestiere. Infine, forse l’aspetto più importante, racconteranno ai giovani studenti che il mestiere della scienza è prima di tutto avventura e meraviglia. Sullo sfondo il tema scelto per questa edizione: la luce. Un tema che richiama direttamente la decisione ONU di intitolare proprio il 2015 “anno internazionale della luce”. “Il successo dello scorso anno – ha detto durante la conferenza stampa il dottor Mario Pietracupa, Presidente della Fondazione Neuromed – ci ha spinti non solo a ripetere l’esperienza (che ricordiamo ci accomuna con centinaia di altri centri di ricerca in tutta Europa), ma a rilanciare su tre giornate. Per accogliere meglio studenti e cittadini, avere più tempo con loro, avvicinare ancora di più la scienza alla gente. Le richieste sono già tantissime, e siamo entusiasti di questa risposta da parte della popolazione”. Il Neuromed, come gli altri I.R.C.C.S. italiani, ha la particolarità dell’essere contemporaneamente centro clinico di eccellenza e centro di ricerca. E la Notte dei ricercatori conterrà entrambi gli aspetti. “La clinica – ha dichiarato il dottor Edoardo Romoli, Direttore Sanitario del Neuromed – porterà l’entusiasmo dei nostri medici, perché è nella natura stessa di un Istituto come il nostro il volere una forte osmosi continua tra laboratorio e società. La buona comunicazione tra scienza e cittadini facilita un avvicinamento che, con lo scambio di conoscenze che ne deriva, aiuterà anche la salute della gente”. “Scienza e tecnologia – è stato il commento del Professor Luigi Frati, Direttore Scientifico del Neuromed – fanno parte della vita di tutti i giorni. Eppure la nostra società ha un contatto modesto con la ricerca e l’innovazione. Ecco lo scopo principale della Notte dei Ricercatori: far in modo che la gente capisca che scienza e tecnologia sono qualcosa con cui conviviamo continuamente, e può essere alla portata di tutti. Il pubblico è spesso chiamato a fare scelte importanti nel campo dell’innovazione, ed è giusto che sia correttamente informato”. Il programma della manifestazione è vario e articolato. Le mattine di giovedì 24, venerdì 25 e sabato 26 settembre saranno dedicate esclusivamente agli studenti. Una vera e propria invasione annunciata, visto che si attendono oltre quattromila giovani provenienti da scuole di ogni ordine e grado del Molise e delle regioni vicine. Per loro una ampia offerta di conoscenza e curiosità, fatta di esperimenti, approfondimenti e piccole lezioni. Il pomeriggio e la sera delle tre giornate saranno momenti per tutti, giovani e adulti. Ancora i laboratori a fare da protagonisti, ancora i ricercatori, soprattutto i giovani, a disposizione del pubblico. E nella serata di venerdì uno sguardo al cielo, con telescopi e un planetario dove si svolgeranno lezioni di astronomia. Il tutto correlato da un programma di spettacoli, musica e intrattenimento. Per sottolineare ancora di più il carattere di festa dell’evento. La Notte dei ricercatori Neuromed vede il Patrocinio del Parlamento Europeo, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca, del Ministero della Salute, della Regione Molise, della Provincia di Isernia e del Comune di Pozzilli.   _flyers notte_NUOVO_T _flyers notte_NUOVO_T2
Conferenza stampa
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Furti nei musei, una terribile piaga

Sei corni di rinoceronte sono stati rubati al Museo Zoologico di Napoli. Non è il primo furto di questo tipo che si verifica nei musei italiani: i reperti vengono rivenduti al mercato nero Rubati, probabilmente per rivenderli al mercato nero come afrodisiaco. Sono spariti nella notte tra giovedì e venerdì scorso ben sei corni di rinoceronte al Museo Zoologico dell’Università Federico II di Napoli. Reperti dal valore inestimabile, risalenti a 200-300 anni fa. Due dei sei corni erano alti circa un metro, mentre un altro era posizionato sullo scheletro di un rinoceronte del ‘700. Così venerdì mattina, 11 settembre, il personale del Museo tornando a lavoro ha avuto un’amara sorpresa: ha scoperto le altane vuote e lo scheletro rovinato. Un duro colpo per chi, da anni, lavora impegnandosi per la rinascita e la crescita di un Museo storico così importante, con grande successo nonostante i tagli ai finanziamenti universitari. Negli ultimi anni infatti sono stati acquistati nuovi reperti, come un cucciolo di giraffa di Rothschild, risistemate le collezioni di ornitologia ed erpetologia, organizzata poi una mostra espositiva con i disegni dell’artista Umberto Catalano insieme all’Associazione ARDEA, sono state ospitate le mostre di fotografi naturalisti internazionali come quella di Simone Sbaraglia. Sono stati anche organizzati corsi e seminari, dedicati alla tutela dell’orso bruno o alla collaborazione attiva dei cittadini nella scienza, e mostre e premiazioni come quella del concorso nazionale Illustrare la Natura, sempre in collaborazione con ARDEA. Successi infilati uno dietro l’altro, grazie all’operato di Roberta Improta, responsabile del Museo Zoologico, e dalla direttrice del Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche Maria Rosaria Ghiara. E che stridono con la visione di un tale sfregio. Secondo le ultime ricostruzioni dei carabinieri, i ladri avevano un piano preciso. Sarebbero entrati nel complesso museale dall’ingresso del museo di Mineralogia, complice l’assenza di un allarme sempre per i tagli ai fondi. A quel punto sono arrivati al Museo Zoologico attraverso una porta comunicante, hanno attraversato i due saloni e hanno rubato i sei corni. Con tutta probabilità i corni trafugati, costituiti di cheratina e tessuto fibroso ricco di calcio e potassio, saranno triturati, polverizzati e rivenduti al mercato nero: secondo alcune leggende cinesi la polvere di questi corni sarebbe un potente afrodisiaco, altro che pillola blu. Ma il suo uso è diffuso in tutta l’Asia: in Vietnam ad esempio è usata per curare (ovviamente senza risultati) dal raffreddore al cancro terminale, o come ricostituente. E al mercato nero un grammo di questa polvere vale più della cocaina: circa 150 euro a grammo. Credenze e pratiche, però, che non giustificano la gravità dell’accaduto. Il mercato nero, alimentato dall’Asia, continua a essere il movente per questa tipologia di furti: una piaga che purtroppo coinvolge i musei di tutta Italia. Solo dall’inizio di quest’anno si sono verificati altri colpi simili: a gennaio ad esempio al museo di zoologia di Modena è stato rubato un altro corno di rinoceronte, a marzo invece a Pisa sono stati trafugati un corno e un dente di narvalo, il 3 giugno di nuovo un corno e un dente di narvalo questa volta nei musei dell’Università di Bologna. È andata male invece ai ladri che hanno rubato due corni, il 7 agosto al Museo di Storia naturale di Genova: i reperti in esposizione erano copie in gesso e polistirolo, mentre gli originali erano ben custoditi. Furti quindi probabilmente fatti su commissione, che forse riconducono a una rete internazionale.   LA NATURA NEL GOLFO http://ilmediano.com/category/la-natura-nel-golfo/

Il reportage: la devastazione del cimitero di Pomigliano

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  Più che un furto indiscriminato è stato un atto di teppismo. Parenti in lacrime. Una struttura allo sbando.          Nel cimitero di Pomigliano devastato da ladri teppisti forse l’immagine più toccante non è quella delle tombe distrutte a colpi di martello, delle fotografie divelte dalle lapidi, delle ossa e dei teschi venuti alla luce a causa dei marmi spaccati dalla furia notturna dei criminali. Forse l’immagine più toccante emersa ieri mattina è invece quella dei parenti in lacrime davanti allo scempio provocato da una delinquenza ormai totalmente priva di scrupoli. Parenti che non appena ricevuta la brutta notizia si sono precipitati sul posto per assistere alla brutta fine riservata alle tombe dei loro cari. Cittadini che presi dallo sconforto in molti casi si sono lasciati andare a un pianto dimesso e per questo motivo probabilmente più intenso, commovente.  Lacrime scaturite da una conta dei danni davvero impietosa. Il lato sud occidentale del cimitero vecchio, ubicato a pochi passi dallo svincolo Pomigliano Sud dell’asse mediano, è in ginocchio. Si arriva lì e la scena è tremenda: i coperchi di marmo delle tombe, decine di tombe, praticamente quasi tutti spaccati, sfondati, ridotti in pezzi. Malasorte anche per parecchie lapidi, tagliate, sfregiate: un’intera area di migliaia di metri quadrati sconvolta dalle martellate dei ladri. Ladri che pur di rubare tutto ciò che fosse di ottone o di rame, fioriere, cornici, iscrizioni, non hanno esitato a distruggere ogni cosa. Gli oggetti di metallo erano fissati ai marmi con dei bulloni per cui sono stati asportati a colpi di martello. Raccapricciante la situazione in cui versano alcune nicchie, che avendo perso la copertura in marmo, sfondata dalle martellate, adesso lasciano esposti all’aperto i resti di intere famiglie: ossa, teschi. “Sei anni fa qui hanno fatto la stessa cosa” – racconta sul posto un responsabile di alcune congreghe ubicate nel cimitero di Pomigliano – “e nel cimitero nuovo, che si trova proprio di fronte, dall’altra parte della strada, due anni fa hanno portato via anche le porte di alluminio”. Il “capolavoro” però risale all’ottobre del 2013, quando i carabinieri scoprono in una botola del cimitero vecchio un intero arsenale: fucili a pompa, a canne mozze, pistole, migliaia di proiettili. Tutte armi con matricola abrasa. ” No il custode  notturno qui non c’è – rispondono gli operai comunali del cimitero – c’è solo un custode diurno, che è in malattia  da mesi per una grave forma di diabete “. Ciro, così si chiama il custode, se la sta vedendo effettivamente brutta da molto tempo. Tempo fa gli è anche stata amputata una gamba. Da quando è in malattia nessuno lo ha sostituito, anche se i colleghi stanno tentando di organizzarsi alla meglio. L’emergenza principale però è quella delle scorribande di notte. Intanto c’è chi, come Dario De Falco, leader dell’opposizione pentastellata in comune, tuona contro la giunta Russo per “lo stato in cui è stata lasciata la polizia locale, priva di mezzi e di sostegno finanziario”. Ma c’è anche chi, dalla parte dell’amministrazione, replica duramente affermando che ” in casi del genere bisogna evitare lo sciacallaggio politico “. Punti di vista opposti sullo sfondo di un territorio che arretra, tra raid alle cose e alle persone, vessate da una serie di rapine a mano armata negli ultimi tempi. L’opposizione Pd sta preparando un dossier sicurezza. Lo ha annunciato Michele Tufano, capogruppo democrat in consiglio.