Più che un furto indiscriminato è stato un atto di teppismo. Parenti in lacrime. Una struttura allo sbando.
Nel cimitero di Pomigliano devastato da ladri teppisti forse l’immagine più toccante non è quella delle tombe distrutte a colpi di martello, delle fotografie divelte dalle lapidi, delle ossa e dei teschi venuti alla luce a causa dei marmi spaccati dalla furia notturna dei criminali. Forse l’immagine più toccante emersa ieri mattina è invece quella dei parenti in lacrime davanti allo scempio provocato da una delinquenza ormai totalmente priva di scrupoli.
Parenti che non appena ricevuta la brutta notizia si sono precipitati sul posto per assistere alla brutta fine riservata alle tombe dei loro cari. Cittadini che presi dallo sconforto in molti casi si sono lasciati andare a un pianto dimesso e per questo motivo probabilmente più intenso, commovente. Lacrime scaturite da una conta dei danni davvero impietosa. Il lato sud occidentale del cimitero vecchio, ubicato a pochi passi dallo svincolo Pomigliano Sud dell’asse mediano, è in ginocchio. Si arriva lì e la scena è tremenda: i coperchi di marmo delle tombe, decine di tombe, praticamente quasi tutti spaccati, sfondati, ridotti in pezzi.
Malasorte anche per parecchie lapidi, tagliate, sfregiate: un’intera area di migliaia di metri quadrati sconvolta dalle martellate dei ladri. Ladri che pur di rubare tutto ciò che fosse di ottone o di rame, fioriere, cornici, iscrizioni, non hanno esitato a distruggere ogni cosa. Gli oggetti di metallo erano fissati ai marmi con dei bulloni per cui sono stati asportati a colpi di martello. Raccapricciante la situazione in cui versano alcune nicchie, che avendo perso la copertura in marmo, sfondata dalle martellate, adesso lasciano esposti all’aperto i resti di intere famiglie: ossa, teschi. “Sei anni fa qui hanno fatto la stessa cosa” – racconta sul posto un responsabile di alcune congreghe ubicate nel cimitero di Pomigliano – “e nel cimitero nuovo, che si trova proprio di fronte, dall’altra parte della strada, due anni fa hanno portato via anche le porte di alluminio”.
Il “capolavoro” però risale all’ottobre del 2013, quando i carabinieri scoprono in una botola del cimitero vecchio un intero arsenale: fucili a pompa, a canne mozze, pistole, migliaia di proiettili. Tutte armi con matricola abrasa. ” No il custode notturno qui non c’è – rispondono gli operai comunali del cimitero – c’è solo un custode diurno, che è in malattia da mesi per una grave forma di diabete “.
Ciro, così si chiama il custode, se la sta vedendo effettivamente brutta da molto tempo. Tempo fa gli è anche stata amputata una gamba. Da quando è in malattia nessuno lo ha sostituito, anche se i colleghi stanno tentando di organizzarsi alla meglio. L’emergenza principale però è quella delle scorribande di notte. Intanto c’è chi, come Dario De Falco, leader dell’opposizione pentastellata in comune, tuona contro la giunta Russo per “lo stato in cui è stata lasciata la polizia locale, priva di mezzi e di sostegno finanziario”. Ma c’è anche chi, dalla parte dell’amministrazione, replica duramente affermando che ” in casi del genere bisogna evitare lo sciacallaggio politico “. Punti di vista opposti sullo sfondo di un territorio che arretra, tra raid alle cose e alle persone, vessate da una serie di rapine a mano armata negli ultimi tempi. L’opposizione Pd sta preparando un dossier sicurezza. Lo ha annunciato Michele Tufano, capogruppo democrat in consiglio.









