Sant’Anastasia. Antonio Sasso: «Carmine Capuano non riuscirà mai a volare alto»
L’ex assessore all’Ambiente, in una lettera in redazione, replica ad alcune dichiarazioni rilasciate dal consigliere Capuano su questioni legate alla giunta di Mario Romano.
Gentile Direttore de ilmediano.it,
ho da poco letto l’intervista «Un caffè con…Carmine Capuano» e desidero precisare alcuni punti che riguardano le motivazioni che Capuano attribuisce alla rottura del gruppo dei socialisti con l’amministrazione guidata da Mario Romano nel periodo 1995-1997.
Nell’intervista Capuano spiega che il motivo di quella scelta nacque con un problema di fertirrigazione legato all’allevamento dei suini. La stessa giornalista che conduce l’intervista, di fronte a questa motivazione, si mostra perplessa e con velata ironia insiste chiedendo “Cosa c’entrano i concimi?”, tanto bizzarra ed inaspettata appare questa argomentazione. Il motivo per cui intervengo non è quello di ricordare al Sig. Capuano come sono andati fatti che lui conosce molto bene e proprio per questo si appella a futili e inesatti episodi. Scrivo, invece, perché chi più di tutti avrebbe certamente voluto replicare a questo distorto modo di riportare i fatti, oggi non c’è più. Mi sembra doveroso, quindi, onorare la sua memoria cercando di ristabilire un briciolo di verità.
Scrivo anche perché ho partecipato attivamente a quella esperienza politica in qualità di assessore all’ambiente e ricordo molto bene le motivazioni politiche che portarono all’epilogo di quella esperienza, inclusi i dettagli sulla fertirrigazione. Cominciamo proprio dalla fertirrigazione per chiarire questo aspetto tecnico citato in modo vago e pretestuoso da Capuano. In quegli anni, era molto sentito il problema degli allevamenti suini per i miasmi che essi producevano. L’allevamento più numeroso era proprio quello dell’ex sindaco Augusto Amodio. La proposta di usare i liquami dell’allevamento, opportunamente fatti decantare in apposite vasche, non venne mai presa in considerazione dalla nostra amministrazione.
Ci stava a cuore invece risolvere con metodi moderni il problema, ovvero eliminare i cattivi odori e, al tempo stesso, salvaguardare l’attività di un’azienda importante per l’economia del paese. Lo sguardo venne rivolto all’Emilia-Romagna, una regione dove centinaia di aziende suine coesistono con i centri abitati con un impatto ambientale modesto. Ci mettemmo quindi in contatto con professionisti di quella regione che trattavano questo problema mediante specifici enzimi capaci di trasformare le molecole alla base del cattivo odore (ammoniaca, ad esempio). Venne così organizzato un convegno con questi esperti dove furono invitati tutti gli operatori del settore. L’incontro si tenne nella sala consiliare, era un sabato mattina e a casa dovrei ancora avere la locandina dell’incontro.
La partecipazione dei “politici” fu scarsa ma c’erano sia Capuano che Pone seduti da spettatori nell’ultima fila. Non dissero alcuna parola. Questi i fatti. Purtroppo non ci fu seguito a quel seme gettato in quel convegno perché l’amministrazione decadde poco dopo, ma non per colpa della fertirrigazione. I motivi non furono nemmeno un avvicinamento di Mario al movimento dei focolarini, come sempre riporta Capuano nella sua intervista senza spiegarne i contorni e le ricadute politiche. Anche la fuoruscita di Carmine Esposito e Rosanna Giordano, che indebolì da subito la maggioranza, viene citata da Capuano lasciando intendere una responsabilità di Mario. E’ utile allora anche per questo punto ricordare come nacquero queste due fuoruscite dalla maggioranza.
La fuoruscita di Rosanna Giordano fu principalmente legata ad una diversa visione sull’edilizia scolastica (almeno io ricordo questo). Il progetto originario di realizzare una nuova struttura per l’Istituto Pacioli nella zona adiacente all’ufficio postale di via Primicerio decadde con l’avvento dei vincoli paesaggistici. La nostra amministrazione colse al volo l’opportunità offerta dalla Provincia di finanziare la realizzazione di edifici scolastici a partire da edifici dismessi. La scelta cadde sull’ex fabbrica Costa anche per la posizione strategica nei pressi della stazione della circumvesuviana che consentiva di mettere a disposizione quella struttura ad un bacino allargato di studenti provenienti da comuni limitrofi.
Pensammo di fare una cosa positiva dando agli studenti di quell’istituto, che alloggiavano in edifici assai precari, una collocazione dignitosa seppur non ideale. Gli spazi a disposizione non consentirono di ricavare tutte le aule che necessitavano al Pacioli e, questa scelta, evidentemente, non venne condivisa dal consigliere Giordano. La storia di Carmine Esposito (dr. in cardiologia) fu invece diversa. Carmine era un consigliere attentissimo, forse l’unico che leggeva la documentazione che arrivava in consiglio comunale. Carmine era però prigioniero di uno spirito ipercritico che lo portò presto a non riuscire a coniugare la realtà politica con le sue esasperate critiche. Dopo anni ho avuto modo di chiarirmi con franchezza con Carmine con un atteggiamento di reciproca autocritica.
Veniamo invece al ruolo avuto dai socialisti nell’amministrazione Romano e, in particolare, al ruolo di Carmine Capuano. I due Carmine (Capuano e Pone) ebbero sempre un atteggiamento guardingo, come di chi non aspettava altro che le cose andassero male per porre fine a quella esperienza politica-amministrativa che, tra le tante difficoltà, macinava molte iniziative e assai apprezzate dai cittadini. Penso che scalpitassero perché, uno più dell’altro, bramavano per essere il prossimo sindaco di S. Anastasia. La questione edilizia fu però oggettivamente la questione centrale intorno alla quale si avvitò quell’esperienza politica. C’erano forti spinte per una ripresa degli insediamenti abitativi (in molti casi organizzate da cooperative) e Capuano era certamente uno di quei sostenitori. Ci fu addirittura una manifestazione con un corteo fatto da cooperatori e professionisti (cosa unica nella storia di S. Anastasia) che invocavano la ripresa edilizia.
La posizione della nostra amministrazione fu trasparente e lineare. Queste le motivazioni delle nostre perplessità.
La prima. I dati ISTAT riguardanti lo sviluppo demografico di S. Anastasia evidenziavamo che la nostra comunità aveva raggiunto oramai una saturazione del suo fabbisogno di vani abitativi. Quindi non esistevano le condizioni per nuove abitazioni.
La seconda. Il nostro territorio è a ridosso di uno dei vulcani più pericolosi al mondo intorno al quale decenni di scempi edilizi hanno prodotto una disordinata conurbazione, tra le più elevate d’Europa. Non volevamo che anche S. Anastasia si riducesse come Portici o Torre del Greco, aggravando il rischio Vesuvio. Su questo punto avevamo visto bene alla luce della Legge 21/2003 che anni dopo istituì la cosiddetta zona rossa. Questa legge, nonostante tutti i suoi limiti (primo tra questi la mancanza di un Piano Strategico Operativo che ristorasse i limiti imposti) ha però rappresentato un baluardo per mitigare l’erosione del territorio dovuto all’abusivismo, quest’ultimo supportato dalle nefaste politiche dei condoni.
La terza motivazione nasceva dal nostro progetto di sviluppo della città. Eravamo convinti che il Vesuvio non fosse soltanto un vulcano pericoloso ma anche una risorsa naturalistica eccezionale con potenzialità enormi per il turismo e per una agricoltura di qualità. Non a caso, proprio in quegli anni, venne creato il Parco Nazionale del Vesuvio, purtroppo mai decollato proprio per la miopia dei politici che non hanno voluto e saputo guardare nel Parco la chiave per disegnare uno sviluppo eco-sostenibile durevole del territorio. Le politiche di sviluppo edilizio, di recente evocate dall’ex-sindaco Carmine Esposito, provocano invece fiammate di benessere temporaneo ma non garantiscono alcun futuro.
Queste diverse e profonde differenze ci separavano dalla visione di altre componenti politiche di quella maggioranza. Nessuno vuole fare il panegirico dell’amministrazione Romano che come tutte le espressioni dell’attività umana fu caratterizzata da slanci di idealità ma anche da tanti errori. La coerenza (non la caparbietà) fu uno dei punti di qualità di quella esperienza politica. A Mario sarebbe bastato poco per rimanere in sella cedendo su alcune questioni, come appunto quella edilizia o aprendo il mercato delle poltrone degli assessorati. Anche dopo anni dalla fine di quella esperienza mi sono confrontato tante volte con Mario su questo punto e, almeno su questo, non ci sono mai venuti scrupoli per aver sbagliato, anzi eravamo orgogliosi per non aver ceduto.
Vorrei concludere questa mia riflessione tornando ad un passaggio dell’intervista di Capuano quando, sempre rifacendosi all’esperienza politica di Mario Romano, egli stesso ricorda che i socialisti erano percepiti come degli “appestati”. Poiché una simile sensazione nei suoi confronti è emersa anche nell’ultima campagna elettorale comunale dove il centrosinistra ha, con fermezza, lasciato fuori il partito socialista, Capuano dovrebbe anche chiedersi il perché di questo ostracismo nei suoi confronti.
Il motivo è il modo con cui Capuano concepisce la politica e le modalità con cui raccoglie i suoi consensi. Il suo trasformismo per gestire il potere lo porta ad acrobatiche giravolte dove lui stesso cade in palesi contraddizioni. Un esempio? Alcuni anni fa ci fu un incontro politico nella sala consiliare in cui si discuteva dell’atteggiamento dei socialisti (che erano ufficialmente all’opposizione) nei confronti dell’allora Sindaco Carmine Esposito. Ricordo perfettamente che Capuano, per giustificare il suo appoggio a quella amministrazione, si inerpicò dicendo che la stella polare dei socialisti era sempre stata quella di garantire prima di tutto un governo alla città perché (sue testuali parole) “meglio una cattiva amministrazione che un commissario prefettizio”.
A quell’incontro non era consentito intervenire ma alla fine mi avvicinai per fargli notare la palese contraddizione di essere stato proprio lui ad aver fatto cadere un’amministrazione “amica” per mettere la città nelle mani di un commissario. Oggi, dalla lettura che Capuano ci dà di quegli anni, capiamo che tutto ciò avvenne per dei puzzolenti concimi. Peccato che Capuano, politico navigato, non abbia tentato, almeno per questa volta, di volare alto.
Antonio Sasso
ex-assessore all’Ambiente Comune di Sant’Anastasia
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Gori, ancora un guasto improvviso: 150mila persone senz’acqua da ore
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L’acqua è andata via a mezzogiorno. Una grave carenza che si sta consumando sul territorio vesuviano con una puntualità mostruosa. Nel sito della Gori, la contestatissima società che gestisce l’acqua pubblica nelle province di Napoli e Salerno, il disservizio è stato da poco comunicato per una serie di comuni: “mancanza d’acqua a partire dalle 12 del 4 novembre e fino alle 12 del 5”. Comuni colpiti: Pomigliano, Casalnuovo, Castello di Cisterna, Sant’Anastasia, Pollena, Massa di Somma e San Sebastiano al Vesuvio. Motivo: “guasto improvviso”. La diramazione della condotta dell’acquedotto campano che serve questi comuni si è rotta nel territorio di Acerra. Nel frattempo attraverso i social network sono giunte diverse segnalazioni in base alle quali in nessun centro finora si è provveduto a inviare autobotti, soprattutto ovviamente in tutte le zone maggiormente colpite dalla siccità. Secondo quanto denunciato nel web nessuno si è nemmeno preso la briga di avvertire in modo adeguato coloro che non sanno o non possono collegarsi via Internet al sito della Gori, in particolare le persone anziane. La sensazione diffusa dunque è quella di un territorio che soffre di abbandono e di inefficienze continue. Intanto a Sant’Anastasia la situazione è per certi aspetti più grave. Qui infatti venerdì, 6 novembre, dalle 9 e 30 alle 14, ma stavolta per lavori di manutenzione già programmati, sarà di nuovo sospesa l’erogazione idrica nelle seguenti strade : via Ulivella, via Sant’Aniello, via Garibaldi, piazza San Francesco, via G. Ramarro fino al Largo Squarcessa compreso, via Sant’Eligio, via Padre Michele Abete, Via San Biagio a ponte, Via Padre Massimiliano Kolbe, Via San Francesco D’Assisi, Via Luigi Esposito, Via Pendinello, via Casamiranda, via Largo Donna Regina, Via Regina Margherita, via San Giuseppe, via Piazza Nuova, via Marconi, via Umberto 1, via A. Valentino, Vico Delle Rose,Via M. De Rosa, via Roma, via Mosè Coppola.
Ottaviano, 24 maggio 1935: il R. Ginnasio “A.Diaz” commemora gli ex alunni caduti nella Grande Guerra.
Giovani di Ottajano di San Giuseppe di Sarno di Isernia sacrificarono consapevolmente la vita in nome di valori che li avevano affascinati attraverso l’educazione costruita in famiglia e anche sui banchi del Ginnasio di Ottajano. Meritano di essere ricordati.
Non è un articolo, è una nota per la memoria. Nella seduta del Consiglio Comunale del 2 marzo 1924 – una seduta a cui dedicherò un intero articolo – il commissario prefettizio Nicola Bartolomeo notò, tra le altre cose, che “gli amministratori non hanno ancora segnalato alla pubblica benemerenza gli Ottajanesi che si immolarono per la Patria“. Nel 1935 il prof. Gaspare Caliendo, preside del Regio Ginnasio “ A.Diaz”, istituì un Comitato per onorare la memoria degli ex allievi caduti nella guerra del ’15- ’18: lo aveva promesso nel maggio del 1931, quando aveva premiato “per la prima volta” i migliori alunni del Ginnasio e aveva parlato del “Sentimento Nazionale nella storia e nell’arte italiana”. Facevano parte del Comitato, con il prof. Caliendo, il cav.avv. Pasquale Mazza, Podestà di Ottaviano, presidente onorario; il sig. Raffaele Nappo, ispettore di zona e presidente della Sezione Combattenti; il cav. dott. Angelo Annunziata, “ Sostituto Procuratore del Re (fratello di un Caduto)”; il prof. Donato Ambrosio, ordinario di lettere nel Ginnasio; il cav. dr. Pasquale Arpaia, giudice di tribunale e Presidente della Congregazione di Carità, il sig. Guido Battista, marescialo maggiore del Regi Carabinieri, il cav. dr. Giovanni Filippella, pretore di Ottaviano, il prof. Luigi Pisanti, “padre di un Caduto”, l’ing. Salvatore Scudieri, progettista della lapide. La lapide (v.foto) venne “scoperta “ il 24 maggio di quell’anno, il XIII nel calendario littorio. L’epigrafe era stata dettata dal prof: Caliendo: “ Caddero / in sublime olocausto / nella luce della gloria più pura / con la visione / di una patria più grande / quale sognarono nelle pensose aule / di / questa scuola / esempio e monito alle venture generazioni”. Seguiva l’elenco dei Caduti, che pubblico per intero, integrandolo con l’ indicazione del Comune di nascita, e del grado militare::
Ammendola Giuseppe, sergente di fanteria, di San Giuseppe Vesuviano; Annunziata Vincenzo, capitano medico, di Ottaviano; Boccia Alessio, soldato del 34° autoreparto, di San Giuseppe Vesuviano, Cangiani Antonio, caporale di fanteria, di Massalubrense, Cavallaro Giuseppe Camillo, soldato di Sanità, di Ottaviano; Cola Camillo, soldato di fanteria, di San Giuseppe Vesuviano; Curti Andrea, sottotenente dei bersaglieri, di Savigliano; Cutolo Ferdinando, tenente di fanteria, di Ottaviano; D’ Elia Cristofaro, sottotenente di fanteria, di Visciano, Giordano Ferdinando, cannoniere scelto della Regia Marina, di San Giuseppe Vesuviano; Giordano Luciano, caporale di fanteria, di Ottaviano; Giordano Vittorio, sottotenente del 23° reparto dei Bersaglieri di Assalto, di Terzigno; Lacava Teodoro, tenente pilota, di Isernia; Menichini Francesco, soldato di fanteria, di Sarno; Milone Alfredo, sottotenente di fanteria, di Sarno; Moscatiello Giovanni, tenente dell’ 11° Bersaglieri, di Cervinara; Nusco Luigi, tenente di fanteria, di San Gennaro Vesuviano; Pappalardo Raffaele, sottotenente di fanteria, di San Gennarello di Ottaviano; Pecoraro Alfredo, caporale di Sanità, sacerdote, di Palma Campania; Pennasilico Eduardo, tenente di fanteria, di Torre Annunziata; Pisanti Michele Diomede, sottotenente di fanteria, di Ottaviano; Quaranta Vitantonio, soldato di artiglieria, di Marano; Ungaro Antonio, tenente di fanteria, di Palmi; Urbano Alberto, sottotenente degli Alpini, di Margherita di Savoia; Visone Enrico, soldato di Sanità, di Ottaviano.
Alcuni di questi Caduti meritarono la medaglia al valor militare. Nell’ Albo d’Oro, pubblicato dalla casa editrice “Federico & Ardia”, venne inserito anche Losco Michele Giovanni, tenente di fanteria, di Poggiomarino. Aule del Ginnasio vennero intitolate a Cristofaro D’ Elia, Vittorio Giordano, Giovanni Moscatiello, Raffaele Pappalardo, Vincenzo Annunziata, Ferdinando Cutolo, Michele Diomede Pisanti.
Di questi giovani valorosi parleremo in una manifestazione che ho intenzione di organizzare per ricordare il loro sacrificio e per raccontare la storia, notevole, di Ottajano negli anni in cui essi frequentarono il Ginnasio. Meritano di essere raccontate anche le ragioni per cui il Ginnasio e un importante Circolo di Ottajano vennero intitolati a Diaz e perché il Duca della Vittoria volle onorare il Ginnasio, che un giorno avrebbe portato il suo nome, con due segni della sua stima: la lastra in bronzo con il Bollettino della Vittoria, e il cannone, che faceva parte del bottino di guerra. Ricordo a chi non lo sa che il bottino di guerra venne controllato da diversi arsenali, e che questo cannone porta inciso, all’interno della canna, il nome della città in cui venne, come dire, “neutralizzato” e da arma da guerra fu trasformato in oggetto ornamentale. E mi fermo qui: la gloria di questi giovani non può essere offesa dalla miseria delle chiacchiere.
Strappo a Palma Campania, cinque quadriglie lasciano il Carnevale. La replica della Fondazione: “Andiamo avanti”
È lite sull’organizzazione della prossima manifestazione, una delle più importanti della Campania.
Da un lato alcune Quadriglie, dall’altro lato la Fondazione Carnevale. Un muro contro muro che mina la serenità del Carnevale Palmese, una delle manifestazioni più importanti dell’intera regione. Cinque Quadriglie storiche di Palma, ‘A Livella, Amici di Pozzoromolo, Gaudenti, Monellì e Gruppo Storico degli Studenti, hanno revocato inderogabilmente ed irreversibilmente la loro iscrizione e la partecipazione al Carnevale Palmese 2016. “Serve il rispetto del regolamento vigente, sottoscritto da tutti i gruppi e dalla stessa Fondazione; di esibire nel miglior modo possibile al fine di mostrare a tutti quanto sia veramente bello e coinvolgente il Carnevale Palmese; di essere maggiormente coinvolti sulle modalità della sfilata e sull’esibizione dei canzonieri con un programma condiviso sin da settembre; trasparenza nelle modalità delle spese di organizzazione; una particolare attenzione sul rispetto delle norme che tutelano la sicurezza dei quadriglianti e degli spettatori nell’esecuzione degli spettacoli”, spiegano in un comunicato. E aggiungono: “Chi firma questo documento rappresenta quadriglie storiche ed ultradecennali di questo Carnevale, che, con grandissimo dolore e lungo travaglio interno hanno deciso di non far parte dell’edizione 2016. Quadriglie che erano pronte con temi, vestiti, maestri entusiasti e tante idee. Quadriglie che, come ogni anno, avrebbero sacrificato tempo e soldi per un solo tornaconto: la crescita del Carnevale Palmese. Senza fiducia, senza rispetto reciproco e senza trasparenza non si costruisce il Carnevale che noi sogniamo e non si fa il bene di Palma Campania”. La replica arriva a stretto giro e porta la firma di Daniele Rainone, il presidente della Fondazione Carnevale che, spiegando di parlare a nome di tutta la Fondazione, chiarisce: “Il Carnevale Palmese va avanti. A nessuno è concesso di fare il funerale ad una tradizione centenaria, che appartiene al popolo e che non è il capriccio di pochi intimi. Grazie al contributo ed al supporto di tutte le altre Quadriglie che hanno dato l’adesione per partecipare al Carnevale, la Fondazione pubblicamente si assume l’impegno di far in modo che il prossimo sia uno dei più belli Carnevali della storia”. Rainone sottolinea, inoltre, il lavoro fatto dalla Fondazione fino a questo momento: “In Europa le Quadriglie sono state ammesse a far parte del progetto “Ephemeral heritage of the european carnival rituals” promosso dall’Universitat Politecnica di Valencia finalizzato alla creazione di una piattaforma comune tra i più importanti carnevali d’Europa per diffondere gli eventi e creare collegamenti tra di essi, siamo in buona compagnia unitamente ai Carnevali di Valencia, Lisbona, Mainz e così via. Nel mondo, La Fondazione Carnevale, grazie anche al supporto di un giovane e brillante concittadino, il professor Giuseppe Sorrentino che pubblicamente ringraziamo, ha ultimato la domanda per iscrivere “Le Quadriglie” nella lista del patrimonio immateriale dell’Unesco”.
Ottaviano, De Magistris firma decreto per l’ok al Puc
Capasso: “Data storica, straordinario obiettivo”.
Il Sindaco Metropolitano Luigi de Magistris, ha firmato il decreto per la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania del Piano Urbanistico Comunale di Ottaviano.Trascorsi 15 giorni dalla sua pubblicazione, il Puc entra in vigore ed acquista efficacia a tempo indeterminato. Il Comune di Ottaviano ha, sino ad ora, affidato la disciplina edilizia ad un obsoleto Regolamento Edilizio approvato con provvedimento del Podestà nel lontano 1932.Solo ora e dopo anni di attesa si è dotato di una strumentazione urbanistica che attraverso regole certe permetterà lo sviluppo e la crescita ordinati del territorio.Dopo il tentativo di approvazione del Piano Regolatore Generale adottato nel 2002, la cui approvazione è fallita essendo stato restituito nel 2003 dalla Provincia di Napoli per chiarimenti e integrazioni, il Comune di Ottaviano, in conformità della Legge Regionale della Campania n°16/2004 ha deciso di affidare la Pianificazione territoriale a tre strumenti con diversi livelli di definizione delle scelte e diversi contenuti: Piano Urbanistico Comunale (PUC); Atti di programmazione degli Interventi (API); Regolamento Urbanistico Edilizio Comunale (RUEC).Il PUC di Ottaviano non prevede nuovo fabbisogno abitativo, essendo il territorio compreso nell’ambito della Zona Rossa a Rischio Vulcanico.I suoi punti qualificanti sono: la conservazione e riqualificazione dei tessuti esistenti e degradati; l’incentivazione alla realizzazione di standard qualitativi per soddisfare il fabbisogno pregresso e futuro; il contenimento del consumo di suolo agricolo ed infine garantire lo sviluppo economico attraverso la realizzazione di Ambiti di trasformabilità produttiva.
Commenta il sindaco di Ottaviano Luca Capasso: “Raggiungiamo un obiettivo storico, figlio dell’impegno di questa amministrazione ma anche dell’intero consiglio comunale e delle passate gestioni amministrative. Per la prima volta, Ottaviano ha uno strumento urbanistico e regole certe che consentiranno uno sviluppo armonico del territorio”.
Somma Vesuviana, i Fun House Project al teatro Summarte
L’evento sabato 14 novembre, quando la tribute band commemorerà i 50 anni dalla formazione dei The Doors
Continua il percorso di eventi per commemorare i cinquant’anni dalla formazione dei The Doors: Questa volta I Fun House Project, storica tribute band napoletana, approda al Teatro Summarte di Somma Vesuviana, grazie al supporto della Mostra Rock del Museo Pan di Napoli. L’obiettivo è quello di rendere omaggio alla band di Jim Morrison riproponendo i brani della mitica formazione di Los Angeles in modo molto fedele. Il concerto sara’ accompagnato da testi, storia, aneddoti a cura dei giornalisti Carmine Aymone e Michelangelo Iossa, curatori della Mostra Rock.
La serata, dedicata interamente agli anni ’70 ed alla band di Los Angeles, sara’ aperta da Audio Video & Mood, Selezione audio a tema, Installazioni, Esposizioni, Reading a cura di: Carmine Mangone, poeta e scrittore autore de “Infilare una mano tra le gambe del destino”, Francesco Napolitano che ci farà viaggiare attraverso la sua GalleryviSion, Muto’s VintAge che proporrà’ la sua VINTAGE ZONE, EX SALUMERIA “Rummeria” RON ZONE. Il tutto accompagnato dall’immancabile selezione musicale di E.R.A Setting.
Uno psicologo per combattere lo stress post-expo
“Expo è stato come un grande fratello e tornare alla vita normale potrebbe non essere facile”: parola di Eugenio Carducci che per l’occasione ha chiesto l’intervento di uno psicologo del lavoro
Sabato 31 Ottobre si è concluso l’evento del 2015, Expo. Sono stati sei mesi di intensi: innumerevole la forza lavoro impiegata per mettere in scena lo spettacolo dell’anno; numeri esorbitanti se si considerano le persone che si sono mobilitate da tutto il mondo per raggiungere il capoluogo lombardo; interminabili ore di fila per visitare i padiglioni. Insomma Expo è stato un evento unico soprattutto per noi italiani poichè per circa sei mesi e è stata Milano la culla di questa grandiosa iniziativa.
Adesso che è calato il sipario, per tutti coloro che hanno vissuto in quella realtà parallela per più di sei mesi, tornare alla vita normale non sarà facilissimo. Ecco allora che si è chiesto l’intervento di un esperto, uno psicologo del lavoro. L’idea è stata avanzata da Eugenio Guarducci, presidente di Eurochocolat. “Per chi ha vissuto questa esperienza intensa e totalizzante, questa dimensione di vita anomala, quasi irreale e assolutamente distante dalla normalità delle proprie specifiche vite” -ha affermato Guarducci- “le difficoltà sono dietro l’angolo e riprendere la vita reale e le passate abitudini potrebbe non essere così facile e scontato”. Effettivamente chi ha vissuto per sei mesi in una realtà parallela, quale quella di Expo, in cui hanno transitato milioni di persone appartenenti a culture ed etnie differenti, adesso, a manifestazione conclusa deve fare i conti con la vita di tutti i giorni e il ritorno non sarà del tutto semplice.
Lo psicologo e psicoterapeuta scelto per tale iniziativa è stato Pietro Bussotti. L’evento si svolgerà in tre giorni: Bussotti ascolterà gruppi di persone per le prime due giornate, rendendosi disponibile a colloqui individuali il 3^ giorno e ad eventuali ulteriori approfondimenti successivamente. L’iniziativa ha ricevuto il plauso non soltanto dei lavoratori di Eurocholat a cui l’iniziativa si rivolge in prima persona, ma anche dall’Ordine degli Psicologi della Lombardia perchè ha messo in primo piano il benessere psicofisico dei lavoratori e si è configurata come un’iniziativa molto all’avanguardia.
Nola, cambio di deleghe in giunta
Ad Antonio Manzi Polizia locale e Trasporti. Urbanistica in capo al sindaco: sarà affiancato da Angelo Siano.
Cambio di deleghe nella giunta comunale. L’assessore Antonio Manzi si occuperà di Polizia municipale e Trasporti. Urbanistica, Pianificazione ed Assetto del Territorio Tornano in capo al sindaco Geremia Biancardi che, come già fatto in altri settori, si occuperà direttamente delle questioni che riguardano il rilancio del territorio, affiancato dal consigliere comunale Angelo Siano.
“Nei prossimi mesi – spiega il sindaco Geremia Biancardi – daremo priorità ad un disegno di sviluppo più armonico, e sopratutto più adeguato ai tempi, della città ed é per questo che ho chiesto la collaborazione di Angelo Siano che per le specifiche competenze professionali, essendo architetto, saprà sicuramente apportare valore aggiunto ai progetti di rilancio urbanistico che intendiamo mettere in campo”.
Critiche in diretta alla città di Napoli, Il Comune querela Massimo Giletti per diffamazione
Luigi De Magistris, il sindaco di Napoli, : “il diritto di cronaca è stato immolato sull’altare dell’audience”.
La Giunta comunale di Napoli ha approvato una delibera con la quale si dà mandato all’Avvocatura del Comune di querelare per diffamazione Massimo Giletti e la trasmissione di Rai Uno “L’Arena”. Con la delibera si affida all’ Avvocatura di Palazzo San Giacomo il compito di presentare querela e di chiedere un risarcimento danni milionario da destinare al miglioramento dell’igiene urbana cittadina..
Intanto, Ieri pomeriggio ,De Magistris aveva anche informato Roberto Fico, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai, di aver scritto al presidente della Rai, Monica Maggioni, per manifestarle ” indignazione per come è stata condotta la trasmissione “L’Arena” dove la città di Napoli è stata denigrata e ne sono stati evidenziati i soliti stereotipi infamanti ” . Nella nota informativa a Fico, De Magistris aggiunge: «si è oltrepassato il limite del corretto diritto di cronaca e di critica – che è indispensabile in democrazia – che è stato immolato sull’altare dell’audience, senza alcun contraddittorio e con parole, pronunciate dal conduttore, diffamatorie ed offensive per il nostro territorio».
Da qui la decisione della giunta partenopea di querelare Giletti . In una nota stampa, il comune di Napoli specifica che con la delibera : “”si affida all’Avvocatura di Palazzo San Giacomo il compito di presentare querela e di chiedere un risarcimento danni milionario da destinare al miglioramento dell’igiene urbana cittadina. Si è così voluto interpretare il sentimento di indignazione che, in città, sui media e sui social network, si è diffuso da domenica sera dopo le denigratorie dichiarazioni del conduttore”
” Non lasciarti influenzare “: nell’Asl 3 scatta la campagna anti virus
Vaccino gratuito per determinate categorie di cittadini. Sinergia tra tutte le componenti sociali. Il vademecum igienico.
La stagione dell’influenza è ormai giunta e con essa scattano le piccole e grandi emergenze sanitarie e le contromisure da adottare. Ieri l’Asl Napoli 3 Sud, che ha sede a Torre del Greco e che comprende i territori vesuviano, nolano, stabiese e sorrentino ( oltre un milione di abitanti ), ha fatto partire la campagna per la prevenzione dell’influenza. Previste una serie di categorie di cittadini alle quali sarà offerto gratuitamente il vaccino antinfluenzale. Eccole: soggetti di età pari o superiore ai 65 anni, soggetti in età infantile di età superiore a 6 mesi e adulti di età inferiore a 65 anni affetti da malattie croniche a carico dell’apparato respiratorio (inclusa l’asma di grado severo, displasia broncopolmonare, fibrosi cistica, broncopneumopatia cronica ostruttiva ), malattie dell’apparato cardio-circolatorio comprese le cardiopatie congenite ed acquisite, diabete ed altre malattie metaboliche inclusi gli obesi e grave patologie concomitanti, malattie renali con insufficienza renale, malattie degli organi ematopoietici ed emoglobinopatie, tumori, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV, malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici, patologie associate ad aumentato rischio di aspirazione secrezioni respiratorie (es. malattie neuromuscolari).
È possibile effettuare la vaccinazione presso gli studi dei medici di base e dei pediatri di famiglia che aderiscono alla campagna, presso i centri vaccinali (l’elenco completo è consultabile sul sito www.aslnapoli3sud.it) del distretto sanitario di appartenenza. A ogni modo l’azienda sanitaria precisa che ” il successo della campagna è legato a doppio filo alla qualità e all’ impegno di tutti gli attori coinvolti nel programma di prevenzione “. Vale a dire i medici di assistenza primaria, le strutture convenzionate-accreditate, i pediatri di libera scelta, gli enti locali, le case di riposo, le direzioni scolastiche, i luoghi di culto, le farmacie del territorio, le associazioni di volontariato. Non solo vaccino dunque. Si tratta di assimilare nella quotidianità alcune semplici precauzioni, contenute in un piccolo vademecum predisposto dalla stessa Asl. La trasmissione dell’influenza infatti può verificarsi direttamente con le goccioline di saliva di chi tossisce o starnutisce, o indirettamente attraverso il contatto con mani contaminate dalle secrezioni respiratorie.
Quindi lavarsi le mani, coprirsi bocca e naso quando si tossisce o starnutisce, restare a casa in caso di influenza, specie in fase iniziale, sicuramente contribuisce a limitare la diffusione dell’influenza. Per ulteriori informazioni, oltre a consultare il sito aziendale www.aslnapoli3sud.it, è possibile rivolgersi al servizio relazioni con il pubblico chiamando il numero 081.849.0682 o scrivendo all’indirizzo e-mail: relazionipubbliche@aslnapoli3sud.it.

