Giovani di Ottajano di San Giuseppe di Sarno di Isernia sacrificarono consapevolmente la vita in nome di valori che li avevano affascinati attraverso l’educazione costruita in famiglia e anche sui banchi del Ginnasio di Ottajano. Meritano di essere ricordati.
Non è un articolo, è una nota per la memoria. Nella seduta del Consiglio Comunale del 2 marzo 1924 – una seduta a cui dedicherò un intero articolo – il commissario prefettizio Nicola Bartolomeo notò, tra le altre cose, che “gli amministratori non hanno ancora segnalato alla pubblica benemerenza gli Ottajanesi che si immolarono per la Patria“. Nel 1935 il prof. Gaspare Caliendo, preside del Regio Ginnasio “ A.Diaz”, istituì un Comitato per onorare la memoria degli ex allievi caduti nella guerra del ’15- ’18: lo aveva promesso nel maggio del 1931, quando aveva premiato “per la prima volta” i migliori alunni del Ginnasio e aveva parlato del “Sentimento Nazionale nella storia e nell’arte italiana”. Facevano parte del Comitato, con il prof. Caliendo, il cav.avv. Pasquale Mazza, Podestà di Ottaviano, presidente onorario; il sig. Raffaele Nappo, ispettore di zona e presidente della Sezione Combattenti; il cav. dott. Angelo Annunziata, “ Sostituto Procuratore del Re (fratello di un Caduto)”; il prof. Donato Ambrosio, ordinario di lettere nel Ginnasio; il cav. dr. Pasquale Arpaia, giudice di tribunale e Presidente della Congregazione di Carità, il sig. Guido Battista, marescialo maggiore del Regi Carabinieri, il cav. dr. Giovanni Filippella, pretore di Ottaviano, il prof. Luigi Pisanti, “padre di un Caduto”, l’ing. Salvatore Scudieri, progettista della lapide. La lapide (v.foto) venne “scoperta “ il 24 maggio di quell’anno, il XIII nel calendario littorio. L’epigrafe era stata dettata dal prof: Caliendo: “ Caddero / in sublime olocausto / nella luce della gloria più pura / con la visione / di una patria più grande / quale sognarono nelle pensose aule / di / questa scuola / esempio e monito alle venture generazioni”. Seguiva l’elenco dei Caduti, che pubblico per intero, integrandolo con l’ indicazione del Comune di nascita, e del grado militare::
Ammendola Giuseppe, sergente di fanteria, di San Giuseppe Vesuviano; Annunziata Vincenzo, capitano medico, di Ottaviano; Boccia Alessio, soldato del 34° autoreparto, di San Giuseppe Vesuviano, Cangiani Antonio, caporale di fanteria, di Massalubrense, Cavallaro Giuseppe Camillo, soldato di Sanità, di Ottaviano; Cola Camillo, soldato di fanteria, di San Giuseppe Vesuviano; Curti Andrea, sottotenente dei bersaglieri, di Savigliano; Cutolo Ferdinando, tenente di fanteria, di Ottaviano; D’ Elia Cristofaro, sottotenente di fanteria, di Visciano, Giordano Ferdinando, cannoniere scelto della Regia Marina, di San Giuseppe Vesuviano; Giordano Luciano, caporale di fanteria, di Ottaviano; Giordano Vittorio, sottotenente del 23° reparto dei Bersaglieri di Assalto, di Terzigno; Lacava Teodoro, tenente pilota, di Isernia; Menichini Francesco, soldato di fanteria, di Sarno; Milone Alfredo, sottotenente di fanteria, di Sarno; Moscatiello Giovanni, tenente dell’ 11° Bersaglieri, di Cervinara; Nusco Luigi, tenente di fanteria, di San Gennaro Vesuviano; Pappalardo Raffaele, sottotenente di fanteria, di San Gennarello di Ottaviano; Pecoraro Alfredo, caporale di Sanità, sacerdote, di Palma Campania; Pennasilico Eduardo, tenente di fanteria, di Torre Annunziata; Pisanti Michele Diomede, sottotenente di fanteria, di Ottaviano; Quaranta Vitantonio, soldato di artiglieria, di Marano; Ungaro Antonio, tenente di fanteria, di Palmi; Urbano Alberto, sottotenente degli Alpini, di Margherita di Savoia; Visone Enrico, soldato di Sanità, di Ottaviano.
Alcuni di questi Caduti meritarono la medaglia al valor militare. Nell’ Albo d’Oro, pubblicato dalla casa editrice “Federico & Ardia”, venne inserito anche Losco Michele Giovanni, tenente di fanteria, di Poggiomarino. Aule del Ginnasio vennero intitolate a Cristofaro D’ Elia, Vittorio Giordano, Giovanni Moscatiello, Raffaele Pappalardo, Vincenzo Annunziata, Ferdinando Cutolo, Michele Diomede Pisanti.
Di questi giovani valorosi parleremo in una manifestazione che ho intenzione di organizzare per ricordare il loro sacrificio e per raccontare la storia, notevole, di Ottajano negli anni in cui essi frequentarono il Ginnasio. Meritano di essere raccontate anche le ragioni per cui il Ginnasio e un importante Circolo di Ottajano vennero intitolati a Diaz e perché il Duca della Vittoria volle onorare il Ginnasio, che un giorno avrebbe portato il suo nome, con due segni della sua stima: la lastra in bronzo con il Bollettino della Vittoria, e il cannone, che faceva parte del bottino di guerra. Ricordo a chi non lo sa che il bottino di guerra venne controllato da diversi arsenali, e che questo cannone porta inciso, all’interno della canna, il nome della città in cui venne, come dire, “neutralizzato” e da arma da guerra fu trasformato in oggetto ornamentale. E mi fermo qui: la gloria di questi giovani non può essere offesa dalla miseria delle chiacchiere.








