Nola: ragazza aggredita a bastonate, gravissime le sue condizioni. Fermato il presunto aggressore.

La giovane colpita ieri con un bastone è in ospedale e le sue condizioni sono molto critiche. Ha 22 anni il presunto aggressore fermato dalla polizia. La polizia ha fermato, nel corso della notte, un giovane ritenuto responsabile della violenta aggressione, avvenuta a Nola, la cui vittima è stata una giovane donna di 26 anni, Leandra Romano. Il presunto aggressore, Pasquale Rubino, bloccato dagli agenti del commissariato dopo attività di indagine, sarebbe stato riconosciuto, anche da testimoni, come colui che in tarda serata, in via Onorevole Napolitano, una zona piuttosto centrale della cittadina, con un bastone, ha colpito più volte al capo e al corpo la ragazza. Non si esclude che quest’ultimo abbia avuto un complice. Leandra è stata dapprima ricoverata all’ospedale di Nola e, successivamente, trasferita al secondo Policlinico di Napoli, dove si trova nel reparto di rianimazione in gravi condizioni ed in pericolo di vita. Il movente non è stato ancora chiarito dagli investigatori. I parenti della vittima sono stati sentiti a lungo dagli inquirenti per capire se nelle relazioni della 26enne ce ne fosse qualcuna che potesse rappresentare una minaccia. (Fonte foto: rete internet)    

Napoli, riunione del Comitato d’ Ordine: rafforzata la sicurezza

Prefetto e componenti dell’organismo in visita al Consolato francese per esprimere solidarietà.

Misure di sicurezza ulteriormente rafforzate in un contesto nel quale sono state valutate su scala locale tutte le possibili situazioni di rischio in seguito agli episodi di Parigi. Questo l’oggetto di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto di Napoli, Gerarda Pantalone. Al termine della riunione il prefetto e gli altri componenti del Comitato si sono recati nella sede del Consolato per esprimere solidarietà al popolo francese. (Fonte foto: rete internet)

De Luca incontra console francese a Napoli

A Napoli tutte le istituzioni esprimono vicinanza e solidarietà al popolo francese. Il cordoglio del sindaco de Magistris e del Calcio Napoli.

Il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, questa mattina ha voluto incontrare il console francese a Napoli. “Al console francese Jean Paul Seytre ho espresso i sentimenti di vicinanza e solidarietà”, ha detto De Luca. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha scritto su facebook che Napoli è con la Francia. Anche il calcio Napoli ha espresso “grande vicinanza a chi è coinvolto in questo orrore”. L’istituto Grenoble di Napoli, intanto, oggi ha chiuso i cancelli. (Fonte foto: rete internet)

Napoli presenta: “Solchi sperimentali Italia”, un libro di Antonello Cresti

  Evento fissato per sabato 21 novembre (ore 18,00), alla Libreria UBIK di Napoli, in Via Benedetto Croce n. 28. Qui si terrà la presentazione del libro di Antonello Cresti “Solchi sperimentali Italia” (Crac Edizioni). Francesco Bellofatto e Alfredo D’Agnese racconteranno il volume, con gli interventi dell’ Autore Antonello Cresti e del Direttore di Konsequenz Girolamo De Simone, unico compositore ‘vesuviano’ inserito nell’ampia silloge (quasi 500 pagine) comprensiva di schede, foto, analisi e interviste a numerosi protagonisti della musica sperimentale italiana. Il volume è una guida alle musiche altre, e sta scalando rapidamente le classifiche di vendita, rappresentando un unicum nel panorama della proposta editoriale di settore. SOLCHI SPERIMENTALI ITALIA “tenta di riannodare fili nascosti per offrire la giusta visibilità a un panorama creativo di altissimo livello, capace di esibire assolute eccellenze nell’ambito dell’espressione musicale ‘altra’; un viaggio che inizia a metà anni Sessanta e che arriva ai giorni nostri dopo aver attraversato le zone più varie”. L’Autore, Antonello Cresti, è saggista, compositore e giornalista. Si è laureato in Scienze dello Spettacolo all’Università di Firenze. Si occupa prevalentemente di controcultura, musica underground, spiritualità, mondo britannico e pensiero anticapitalista, argomenti ai quali ha dedicato numerosi testi. Col collettivo Nihil Project ha pubblicato apprezzati album in ambito sperimentale. Collabora con un ampio numero di testate cartacee e web, tra le quali “il manifesto”, “Left”, “Rockerilla”. “Solchi sperimentali a Napoli” – Eventi Konsequenz sabato 21 novembre, ore 18, Libreria Ubik, Via B. Croce n. 28 Info: 3387907394. info@konsequenz.it www.masseriadeisuoni.org

Europa sotto attacco: sterminio a Parigi al grido di Allah. E’ l’11 settembre del vecchio continente.

0
Strage degli innocenti: 160 persone falciate da mitra, esplosivi e granate. Cinque terroristi islamici uccisi. Minacce dal web: “Roma sarà la prossima”.         Secondo quanto riporta Le Figaro intorno alle nove e venti di ieri sera almeno cinque sparatorie nel decimo e undicesimo arrondissement e alcune esplosioni nei pressi dello Stade de France hanno provocato un massacro di innocenti: circa 160 morti, 83 feriti gravi e 132 meno gravi. Cifre ancora provvisorie. François Hollande ha decretato lo stato di emergenza su tutto il territorio ed annunciato la chiusura delle frontiere: non accadeva dalla seconda guerra mondiale. E’ il primo attacco multiplo contemporaneo sul suolo europeo operato nelle strade di una sola città da forze estremistiche islamiche, probabilmente organizzate in cellule armate fino ai denti dall’Isis e da Al Qaeda. Undici anni fa c’era stato un terribile “prologo” con le bombe piazzate da Al Qaeda nei treni di Madrid: 195 morti. Intanto s’ ipotizza che l’azione di Parigi possa costituire la risposta ai primi bombardamenti di recente effettuati dalla Francia sul territorio siriano occupato dalle milizie della bandiera nera. Le sparatorie di Parigi sono state localizzate nel grande teatro Bataclan, ubicato nell’undicesimo arrondissement, all’altezza del bar La Belle Equipe, in rue de Charonne, davanti al bar Le Carillon, sulla terrazza della pizzeria ” A Casa Nostra “,  all’ incrocio tra rue Bichat e rue Alibert, davanti al ristorante Le Petite Cambodge, in rue Alibert, e in boulevard Voltaire. Intanto i fanatici estremisti minacciano un prossimo attacco nella culla della cristianità. ” La prossima sarà Roma “, il raccapricciante “refrain” proveniente dai tanti siti web dei fautori della jihad. Sequenze di terrore.
La presa degli ostaggi e quindi l’assalto nel teatro ” Bataclan “. C’erano 1500 persone all’interno della sala spettacoli, dove si stava tenendo un concerto di musica rock, quando alcuni terroristi hanno fatto irruzione. Testimoni hanno parlato di esecuzioni a sangue freddo di vittime passate per le armi, una alla volta. Alla fine c’è stato un assalto delle forze dell’ordine, poco prima dell’una di notte . Tre terroristi sono stati uccisi. Esplosioni allo Stade de France. Ci sono state tre esplosioni presso lo Stade de France, a Saint-Denis, dove si stava svolgendo la partita Francia-Germania. Due di queste sono state  causate da attacchi kamikaze. L’incontro  è stato interrotto e lo stadio lentamente evacuato. François Hollande, che stava assistendo al match, è stato fatto allontanare.
Il presidente visibilmente emozionato: ” Decine di morti e molti feriti “. François Hollande ha in tempi rapidi tenuto un discorso in diretta televisiva nel corso della quale si è dimostrato visibilmente scosso, ai limiti del pianto .Consiglio dei ministri straordinario tenuto in nottata. Hollande, il primo ministro Manuel Valls, il ministro dell’ Interno Bernard Cazeneuve e il ministro della giustizia Christiane Taubira si sono recati nei luoghi della strage. ” Siamo nel terrore ma dobbiamo reagire “, ha dichiarato il capo dello stato. Stato di emergenza in Francia, frontiere chiuse. Il presidente ha annunciato queste misure ” come reazione ad attacchi terroristici senza precedenti “. Hollande ha richiesto “rinforzi militari “. Oltre seimila agenti impegnati nella capitale.
La polizia raccomanda ai parigini  di non uscire di casa. La prefettura di polizia ha raccomandato su Twitter alle persone che si trovano nella regione parigina “di evitare di uscire se non per assoluta necessità “.
“La prossima città da colpire è Roma “. E’ la minaccia lanciata nel web dai siti degli estremisti islamici.
L’obiettivo dei terroristi è chiaro: aumentare l’escalation dello scontro tra occidente e mondo islamico monopolizzato dall’estremismo jihadista. Alzare il livello dello scontro contando sopratutto sull’esasperazione dell’odio popolare reciproco. La sfida, dunque, è questa: mantenere la calma su entrambi i fronti ragionando sulle azioni più efficaci in grado di sconfiggere per sempre il fanatismo, da qualsiasi parte esso provenga.
     

“La tomba delle lucciole”, di Isao Takahata: la protesta contro la ferocia della guerra.

Ventisette anni dopo la sua uscita in Giappone, arriva nelle sale italiane il complesso e straordinario lungometraggio di Isao Takahata: “La tomba delle lucciole”.

“La tomba delle lucciole”, opera del regista Isao Takahata,  uno dei pilastri dello Studio Ghibli, prendono avvio in una sera nel 1945, dopo la resa del Giappone alla fine della seconda guerra mondiale: in una stazio: il giovane Seita muore nella solitudine di una stazione ferroviaria. Il resto del film ci racconta, attraverso la tecnica del flashback, come si è giunti a questo stato di cose. Seita e Setsuko sono due bambini giapponesi che vivono in maniera abbastanza agiata, malgrado le privazioni provocate dalla guerra, nella città nipponica di Kobe, situata nell’isola di Honshu. Il loro padre, con grande orgoglio di Seita, è nella marina giapponese, così, quando la madre muore per le ustioni subite durante un violento bombardamento americano, i due bambini vengono presi in custodia da una lontana zia. La donna, però, con i suoi comportamenti privi di empatia, li costringe a cercare di sopravvivere da soli. In un primo momento, Seita e la sorellina godono la loro vita idilliaca nella nuova abitazione (una caverna), ma la dura realtà alla fine li travolge: Seita comincia a capire le difficoltà di prendersi cura di un bambino in giovane età quando sia il cibo che la compassione degli altri uomini sono scarsi. I due protagonisti sono impotenti dinanzi alla vita, sono vittime della guerra e della morte di ogni sentimento di solidarietà nel cuore dei loro concittadini: ne consegue che lo spettatore, dal primo all’ultimo minuto di proiezione, si sente oppresso dal peso dell’impotenza. Le urla e i pianti sono volutamente portati all’estremo per sottolineare con dirompenza il sacrificio di due vittime abbandonate a se stesse. “La tomba delle lucciole” è il frutto della straordinaria e attenta riflessione del regista giapponese Isao Takahata sull’impatto deformante che la guerra ha sull’uomo. La pellicola, apertamente antimilitarista, si basa su un romanzo semi-autobiografico di Nosaka Akiyuki -,che era un ragazzo, al momento delle bombe incendiarie: sua sorella è morta di fame e la  vita di Nosaka  è stata tormentata dai sensi di colpa. ll libro è ben noto in Giappone e avrebbe potuto facilmente ispirare un film live-action, difatti l’oggetto della storia non è il tipico materiale di animazione. Ma, malgrado ciò, per “La tomba delle lucciole,” pare che l’animazione sia stata la scelta giusta. Un film live action sarebbe stato gravato dal peso di effetti speciali, invece l’animazione delicata di Takahata permette di concentrarsi sull’ essenza della storia, e la mancanza di realismo visivo nei suoi personaggi animati mette lo spettatore in condizione di poter viaggiare più liberamente con la fantasia. L’animazione di Hollywood ha perseguito l’ideale di “animazione realistica” per decenni, anche se questo è un ossimoro, “La tomba delle lucciole”, invece, non tenta nemmeno di emulare il realismo di “Il re leone” o “Principessa Mononoke”, ma, paradossalmente, è il film d’animazione più realistico sia mai stato prodotto. Poter finalmente ammirare questo film nelle sale italiane, ben ventisette anni dopo la sua realizzazione, oltre ad offrire innumerevoli spunti di riflessione, fa sentire la mancanza della buona vecchia scuola d’animazione dello Studio Ghibli, ormai quasi del tutto soppiantata da tecniche più moderne e al passo con i tempi. Lo stile pulito ed evocativo di Takahata, per certi versi molto simile a quello dell’artista giapponese Hiroshige, ci ricorda, appunto, che l’animazione può  produrre effetti emotivi non riproducendo la realtà, ma elevandola e semplificandola. Gli effetti speciali sarebbero stati superflui. La storia di Seita e Setsuko non è raccontata come un melodramma, ma è presentata in maniera semplice e diretta, come nella tradizione della corrente neorealista. Uno dei più grandi doni del film è la varietà del ritmo: ci sono momenti di azione rapida, come quando le bombe piovono e la gente terrorizzata riempie le strade, e ci sono momenti di estrema quiete e di bellezza dirompentemente naturale. Una delle sequenze più significative è sicuramente quella della notte in cui i bambini catturano le lucciole e le usano per illuminare la caverna in cui vivono. Il giorno dopo Seita trova la sua sorellina sotterrare attentamente gli insetti morti immaginando la sepoltura della loro madre.

Il lungometraggio, però, non sfrutta i momenti d’azione, ma lascia il tempo per il silenzio e per meditare sulle singole scene: il risultato è un’avvolgente poesia dall’impatto visivo straniante.  

Somma Vesuviana, vandali riducono ad orinatoio il reparto riabilitazione dell’Asl

0
Scoperto l’ennesimo scempio, i responsabili dell’Asl si sono rivolti ai carabinieri. Monta la protesta dei cittadini.     Pochi giorni fa abbiamo pubblicato l’ennesimo articolo sull’inciviltà purtroppo imperante nei luoghi sacri, negli spazi esterni dei luoghi pubblici e non solo. Una lista infinita di danni alle cose e, per diretta conseguenza, disagi per i cittadini. Stamattina la lista dell’inciviltà si è allungata e questa volta (ma non è la prima) ad essere vandalizzata e umiliata è stata la sede dell’Asl di Somma Vesuviana.  Questa mattina gli operatori si sono trovati davanti una scena veramente riprovevole. Il reparto di riabilitazione è diventato un vero e proprio orinatoio! Documenti sparsi, suppellettili capovolte e un mare di acqua e di urine. I responsabili hanno provveduto a informare i carabinieri della locale stazione al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo. Nel frattempo che i carabinieri si stanno occupando del caso, non sono mancate le proteste di tanti cittadini che, dopo lunghi mesi di attesa, questa mattina si sono trovati di fronte ad una porta sbarrata. Nessuno, in particolare i familiari dei diversamente abili, sono disposti ad accettare il fatto che si tratti di una ragazzata e auspicano una severa punizione.  Su Facebook infatti, uno degli utenti, che da lunghi mesi attendeva un documento, ha voluto condividere in video la sua indignazione e la sua rabbia nei confronti dei responsabili dello scempio: «Ma che gente siete? Che razza di gente compie atti simili?” É il grido di chi, come tanti, quotidianamente deve combattere contro il destino e contro la logorante ed estenuante burocrazia sanitaria. Per non parlare dei disservizi e dell’incompetenza di tanti.  Se a questo si aggiunge anche il vandalismo degli irresponsabili, siamo davvero messi molto male  

Napoli: Premio di giornalismo “Francesco Landolfo” IV edizione. Tra i premiati il giornalista Francesco Gravetti

Mercoledì 18 novembre alle ore 11 si terrà la cerimonia di consegna del Premio di giornalismo “Francesco Landolfo” presso la sede dell’Istituto di cultura meridionale, in via Chiatamone 63 (Palazzo Arlotta), Napoli. Il Premio, alla sua quarta edizione, è in memoria del giornalista Francesco Landolfo, segretario dell’Ordine dei giornalisti della Campania, già vicedirettore del quotidiano “Roma”, fondatore e presidente dell’Arga Campania. Di seguito i premi assegnati dalla giuria: PREMIO (CARTA STAMPATA) ex aequo “Discarica illegale nel Parco, l’ombra dei cinesi” di Francesco Gravetti (Il Mattino – IlMediano.it) “Pomodoro col pizzo, così il piennolo batte i veleni della camorra” di Ciro Formisano (Metropolis) PREMIO (RADIO-TELEVISIONE) ex aequo “Spazzo e cammino” di Francesca Cicatelli (Radio Club 91) “Colture fuori suolo, la scienza che aiuta la natura” di Rossella Grasso (Inchiostro) Menzione speciale “Barcellona-Napoli, sviluppo e opportunità da valorizzare” di Marco Altore (Televomero) PREMIO (INTERNET E FOTO/VIDEO REPORTAGE) ex aequo “La scommessa del vigneto Sannio: dal fango alla smart viticulture” di Pasquale Carlo (Luciano Pignataro Wine Blog) “Le fragole campane sbarcano a Dubai” di Giovanni Francesco Russo (Teleclub Italia) Menzione speciale “Nel cuore della Terra dei fuochi la riserva naturale dove si salvano gli uccelli migratori” di Davide Savino (Roma online). Il premio è a cura dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, del quotidiano “Roma”, del Sindacato Unitario Giornalisti Campania e dell’Arga Campania. La giuria è composta dal presidente dell’Ordine dei giornalisti (Ottavio Lucarelli), dai direttori del quotidiano “Roma” (Antonio Sasso, Pasquale Clemente), dal segretario del Sugc (Claudio Silvestri), dai vertici di Arga Campania (Geppina Landolfo, Gianpaolo Necco).  
 

Sciopero degli studenti a Pomigliano: l’UdS organizza una giornata di lotta

Giovani contro il comune di Pomigliano: “No alle scuole nei palazzi privati e no al biogassificatore. Si alla legalità”. La giornata di sciopero degli studenti è stata indetta a Pomigliano per il prossimo venerdì 20 novembre. Dunque: soffiano venti di scontro politico e sociale nella città delle fabbriche in crisi, governata da Forza Italia.  Per questo motivo la componente pomiglianese dell’ UdS, l’Unione degli Studenti,  ha fatto la scelta di non concentrare i propri sforzi  nella protesta di stamattina consumata a Napoli contro il provvedimento governativo “La Buona Scuola”.  L’Uds di Pomigliano ha invece deciso nella direzione della contestazione territoriale per puntare sulla migliore organizzazione possibile di una vertenza tutta locale, dalle caratteristiche ben specifiche. La giornata di lotta verterà su tre temi strategici di questo territorio. Sull’ormai più che decennale progetto della Cittadella Scolastica, il cui mancato decollo costringe migliaia di studenti delle scuole superiori a continuare a  studiare in edifici privati inadeguati e carenti, privi di palestre e laboratori, i cui costi di affitto sono ormai insopportabili. Altro tema caldo è il biogassificatore (energia elettrica da ricavare attraverso il biogas dei rifiuti solidi urbani), che l’attuale amministrazione di centrodestra vuole realizzare nella periferia nord occidentale di Pomigliano ma che l’Uds non digerisce proprio. “Dulcis” in fundo c’è la questione della trasparenza di quest’amministrazione comunale alla luce del provvedimento dell’Associazione nazionale anti corruzione presieduta dal magistrato Raffaele Cantone. L’Anac di recente ha infatti ammonito la municipalità circa le modalità di un appalto, affidato a una ditta di San Cipriano d’Aversa, per la riqualificazione del centro cittadino. Ma cos’è l’Unione degli Studenti? L’UdS è un’associazione studentesca italiana di ispirazione sindacale confederata alla Rete della conoscenza. Fa parte dell’ OBESSU, rete che riunisce le principali associazioni studentesche presenti in Europa. I principi del movimento sono l’uguaglianza sociale, la democrazia, la laicità, la solidarietà e l’antifascismo. L’organizzazione è parte della sinistra sociale in Italia. L’associazione è aperta a tutti gli studenti che ne condividano i principi e i programmi, senza considerare differenze sulla religione, sull’opinione politica, sulla nazionalità, sulla professione o sul proprio orientamento politico – sessuale. Ecco i punti programmatici evidenziati dall’UdS in vista dello sciopero indetto per il 20: EDILIZIA SCOLASTICA: Il progetto della Cittadella Scolastica è stato approvato nel 2004 e prevedeva, come da progetto della società Gnosis S.P.A, un complesso di 7 edifici ellissoidali, 2 palestre e un auditorium. La struttura avrebbe dovuto ospitare nelle sue 100 aule l’Istituto Salvatore Cantone e l’Istituto Europa di Pomigliano. A distanza di ormai quasi dodici anni gli studenti dei suindicati istituti sono costretti a svolgere le attività didattiche all’interno di strutture in condizioni precarie. Strutture che, essendo edifici finalizzati alla civile abitazione, non sono adatte all’ utilizzo scolastico degli stessi. Anzi, tale condizione degli edifici porta disagi sia amministrativi che pratici per le scadenti dimensioni delle aule e le inagibilità di alcune parti degli edifici stessi, spesso anche sprovvisti di spazi di aggregazione, come gli auditorium, e di spazi per lo svolgimento di attività di laboratorio, scienze motorie ed attività extra-curriculari. Il progetto della ‘Cittadella Scolastica’ fu finanziata dall’ex Provincia di Napoli, attualmente Città Metropolitana, con una spesa di bilancio pari a 17 milioni di euro. Dopo quasi dodici anni non sappiamo ancora le sorti del progetto e non sappiamo che fine abbiano fatto i soldi previsti per il progetto. A fronte delle nostre richieste né l’attuale amministrazione, ne’ quella che fu autrice della delibera del progetto si sono preoccupate delle nostre problematiche in materia, ne’ tanto meno di risponderci. Inoltre, a fronte dei gravi problemi strutturali riscontrati all’interno degli edifici succursali degli istituti Imbriani e Serao, vogliamo che tali strutture vengano coinvolte in un’ espansione del progetto, che comunque è necessaria visto che gli istituti Cantone ed Europa non possono essere contenuti nel disegno del progetto attuale. Inoltre c’è da sottolineare che tutti gli Istituti sopra citati (ad eccezione delle sedi centrali degli istituti Imbriani e Serao) sono edifici affittati da privati ai quali la Città Metropolitana paga cifre spropositate. Vogliamo una revisione del progetto,vogliamo sapere che fine abbiano fatto quei soldi e vogliamo finalmente che il progetto parta! AMBIENTE: L’amministrazione comunale di Lello Russo sta portando anche avanti il progetto di costruzione di un biogassificatore nei pressi della scuola Imbriani! Ora, per quanto un biogassificatore abbia di sicuro dei vantaggi è comunque folle costruirlo nei pressi di una scuola, sia per motivi di sicurezza, sia per motivi di salute, sia perché avrebbe dei costi di produzione e di gestione altissimi. Dunque ci opponiamo fermamente alla costruzione di questo biogassificatore, dannoso in tutti i sensi. TRASPARENZA: Chiediamo una maggior trasparenza da parte dell’amministrazione comunale di Pomigliano D’Arco dopo quello che è successo con l’appalto di piazza Primavera, affidato irregolarmente a una ditta di San Cipriano d’Aversa e bocciato dall’autorità anticorruzione. Chiediamo inoltre chiarimenti  sulle presunte collocazioni abusive di prefabbricati commerciali nel viale Terracciano. (Fonte foto: rete internet)        

Ottajano, 25 gennaio 1927: il sindaco Pasquale Cola blocca, da solo, due cavalli imbizzarriti. … Ma non c’è  ancora Facebook…..

0
Il referto del dott. Andrea Nocerino. L’encomio solenne della Giunta. In due anni vengono calmierati nove volte i prezzi del pane, della pasta, delle carni pregiate e di “frattaglie e rigaglie”. Anche se ci fosse stato “fb”, Pasquale Cola non avrebbe suonato la grancassa. Erano passati quattro anni e qualche mese dalla marcia su Roma, e il sindaco si chiamava ancora sindaco, e negli atti pubblici il calendario non era ancora quello littorio. Il 25 gennaio 1927 il cav. Pasquale Cola, sindaco di Ottajano, “incurante della propria vita”, affrontò da solo, “in via del Rosario”, due cavalli imbizzarriti, che trascinavano in una “corsa precipitosa” un carretto “carico di circa 20 quintali di merci”, botti, tini, attrezzi agricoli. Erano le 9, “quando le vie sono più frequentate e gli alunni si avviano alle scuole”: solo il coraggio del cav. Cola, che riuscì a fermare i cavalli, evitò “ deplorevoli disgrazie” e permise al carrettiere di mettersi in salvo. Il dottor Andrea Nocerino, che visitò immediatamente l’amico sindaco, certificò che egli aveva riportato “ contusioni al torace, contusioni escoriate al palmo della mano sinistra, distorsione dell’anulare della stessa mano, contusioni escoriate alla faccia esterna della coscia guaribili oltre il 10° giorno, salvo complicazioni”. Alcuni cittadini, “presenti al fatto”, e tra questi il prof. Jaconangelo, tenente della “Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale”, diedero notizia dell’“atto coraggioso” del sindaco all’ Alto Commissario,  al cronista del giornale “Il Mezzogiorno”, “ che riportò l’accaduto” e all’on. Sanzanelli, il quale espresse in un telegramma inviato alla Giunta “ i sensi” della sua ammirazione” per il sindaco di Ottajano. Nella seduta del 1° febbraio gli assessori Raffaele Scudieri, “delegato a presiedere”, Saverio Scudieri, Raffaele Nappo e Paolo Pappalardo sentirono “il dovere” di attribuire al sindaco il riconoscimento “più alto”, “come viva espressione della parte eletta del paese”: questo nesso della “parte eletta” commosse a tal punto il segretario comunale, autore del verbale, che egli lo scrisse due volte. La Giunta deliberò all’unanimità di “esprimere al Sig. Sindaco un encomio solenne e di riferirne a S.Ecc. il Ministro degli Interni, per il conferimento di una onorificenza.”. In quel primo quinquennio il fascismo aveva già incominciato a mettere a punto i congegni della propaganda e i meccanismi della sua retorica di piazza e di balcone: ma, dopo aver letto tutti gli atti del sindaco Pasquale Cola che sono riuscito a trovare nel deposito delle carte dell’archivio storico di Ottaviano, sento di poter dire che egli non era tipo da suonar la grancassa e da usare in misura eccessiva il pronome “io”. Il cav. Pasquale Cola apparteneva a quel ceto liberale, concreto e riservato, che aveva contribuito a riportare in vita Ottajano, devastata dall’ eruzione del 1906. Tra il 1925 e il 1927 il sindaco Cola e gli assessori dovettero intervenire nove volte per calmierare i prodotti alimentari. L’elenco, il “mercuriale”, del 1925 ci dice cosa mangiavano gli Ottajanesi e quanto pagavano, per ogni Kg.: pane di secondo tipo, lire 2,15; pane integrale, lire 2,00; pasta di secondo tipo, lire 2, 95; pasta di primo tipo, lire 3, 05; pasta di “semola n.0”, lire 3,20. Carne di vacca: bollito tutta polpa, lire 12,40, arrosto di filetto, lire 13,40; costate, lire 13.00; ragù, lire 13,40. Carne di vitello: bollito tutta polpa, lire 14.00; arrosto di filetto, lire 15,00; costate, lire 14,50; ragù, lire 15.00. Frattaglie: trippa, lire 2,50; rognone (ognuno), lire 4.50; “cervella”, lire 4.00; fegato, lire 7.00; “mascariello”, e cioè la guancia, lire 6.00; lingua, lire 7.00; piede (ognuno), lire 2.00. Il capretto costava lire 13 al kg., l’agnello,  lire 12.00, l’agnellone,  lire 10,00; la sugna,  lire 11,50; il lardo con cotenna, lire 11.00; le “costatelle” di maiale, lire 12.00; la carne di maiale senza osso, lire 12,50. Nel 1947 la carne di maiale costava, a Ottaviano, lire 600 al kg. e la carne di vitello, lire 725. Bastano questi dati a farci capire quali siano state le vicende della lira, dei prezzi e dei salari tra il 1925 e il 1947. Pubblicherò altre carte sulla storia “ fascista” a Ottaviano: i documenti ci sono, bisogna saperli leggere. Tenterò di riuscirci.