Marigliano: lui la lascia, lei lo accoltella e poi tenta il suicidio. Morto 37enne, sergente dell’aeronautica Militare

La donna, subito dopo aver colpito il compagno, ha tentato di togliersi la vita recidendosi le vene dei polsi. Al momento è ricoverata presso l’ospedale di Nola ma non è in pericolo di vita. Stanotte i carabinieri di Marigliano e quelli della Compagnia di Castello di Cisterna sono intervenuti d’urgenza in via Campanella, allertati dai cittadini presenti. Raccapricciante la scena che ha accolto i militari al loro arrivo. A terra, senza vita, il corpo di Mariano Cannava, un 37enne Sergente Maggiore dell’Aeronautica Militare, oltre a quello dell’ex compagna Anna Cozzolino, coetanea della vittima, trovata esanime e con profonde ferite a entrambi i polsi. Dalle prime indagini è emerso che la donna ha accoltellato diverse volte Cannava nel corso di una lite scoppiata perché la 37enne non voleva rassegnarsi alla loro recente separazione. Subito dopo aver colpito il compagno la 37enne ha tentato di togliersi la vita recidendosi le vene dei polsi. È stata ricoverata presso l’Ospedale di Nola in stato confusionale ed è sotto vigilanza continua, ma non è in pericolo di vita.

Nola, rinviata la cerimonia di consegna Premio al Capo della Polizia di Stato Alessandro Pansa

Alla base del rinvio a data da destinarsi, impegni improrogabili del prefetto Pansa. La XVI edizione del “Premio Città di Nola”: il Giglio, simbolo di nolanità” in programma in Municipio alle 17 di oggi, lunedì 16 novembre, per il conferimento del riconoscimento al Capo della Polizia di Stato, Alessandro Pansa, è stata rinviata a data da destinarsi. Alla base del rinvio impegni improrogabili del prefetto Pansa determinati a seguito dell’attentato terroristico che ha colpito la Francia nei giorni scorsi. (Fonte foto: Rete internet)

Volla come le praterie del West. Una petizione popolare contro i disagi del traffico dei “Bisonti”

Vengono soprannominati “i Bisonti della strada” per la mole e per i rumori che producono quando si muovono, soprattutto a velocità sostenuta. A Volla la circolazione di questi tir enormi sta provocando non pochi disagi ai cittadini che hanno sottoscritto una petizione, per porre fine a tale scempio.   Volla è una delle città dell’area metropolitana di Napoli che ospita un numero cospicuo di  aziende che fanno  uso di “bisonti della strada”. A causa dello sviluppo selvaggio e abusivo della città,la maggior parte delle attività commerciali si concentra in aree abitate, facendo sì che  la circolazione di questi tir vada ad intralciare il traffico cittadino. Di bisonti della strada se ne vedono tanti che, a tutte le ore del giorno e della notte, nonostante i diversi divieti sparsi qua e là sul territorio, attraversano le strade urbane, alimentando  inquinamento acustico ed  ambientale e contribuendo al loro deterioramento fisico. Tra le strade maggiormente interessate da tale problema c’è Via Gramsci, i cui abitanti da diversi anni protestano contro il transito privo di regolamentazione di tali tir.  Lo hanno fatto in passato più volte attraverso la politica, ottenendo promesse puntualmente non mantenute. E allora i cittadini residenti a Via Gramsci (nei parchi Vulcano, Lipari e Smeraldo) ci riprovano, stanchi ed esasperati. Verso la fine dello scorso settembre hanno scritto al Comandante della Polizia Municipale e all’ARPAC sperando di essere ascoltati. La lettera di protesta, sostenuta da una raccolta di più di 60 firme corrispondenti più o meno ad altrettante famiglie, denuncia come la strada sia diventata “a grande densità di traffico, soprattutto di mezzi pesanti. Giorno e notte si assiste alla circolazione a velocità sostenuta di migliaia di veicoli, tra cui centinaia di tir. Questi passaggi a forte velocità, uniti alle accelerazioni continue e alla mole degli automezzi, fa vibrare le pareti dei palazzi, produce un frastuono che supera di gran lunga i minimi decibel consentiti dalla legge e fa sobbalzare i malcapitati abitanti che lamentano condizioni divenute invivibili, provocando oltretutto  disfunzioni uditive, disturbi dell’apparato cardiocircolatorio, gastroenterico e del sistema nervoso centrale.” Un altro pericolo segnalato dagli abitanti di Via Gramsci è quello della difficoltà che riscontrano nell’uscire dai garage dei parchi per immettersi in strada. Il comitato di cittadini quindi suggerisce tra le altre cose una “soluzione” tecnica per limitare i danni, quale l’istallazione di un autovelox che faccia finalmente rispettare i limiti di velocità, già indicati agli automobilisti dalla segnaletica stradale. Ad osservare le vie vollesi, non ci sono dubbi sul fatto che il transito di mezzi pesanti abbia contribuito al dissesto e alla quasi impraticabilità delle strade, tanto da far sperare che vengano presi presto provvedimenti. E di fronte a tale problematica, tornano alla mente le immagini di film americani datati, ma mai come ora attuali,  dove a farla da padrone erano le praterie attraversata da mandrie di bisonti, dal cui  passaggio scaturivano solo polvere e distruzione. Il passo tra la finzione e la realtà in questo caso è davvero troppo breve.

Marigliano: l’amicizia tra Francesco e Marta oltre ogni barriera

  Francesco Sena e Marta Osti li abbiamo virtualmente incontrati, ed un po’ conosciuti, seguendo le loro avventure attraverso i video postati sui social ed ascoltando il racconto di queste avventure in trasmissioni televisive quali “Le Iene” (Italia1) e “Il Mondo Insieme” (TV2000). Potremo incontrarli domani, martedì 17 novembre alle ore 18:30, nell’Aula Consiliare del Comune di Marigliano.

Francesco e Marta – che sono un apneista ed una psicologa affetta da una malattia rara chiamata Sma – si sono conosciuti al mare, sono diventati amici ed hanno partecipato al progetto chiamato “Anch’io posso” immergendosi insieme in piscina, lui cingendola in vita e tappandole il naso, lei affidandosi completamente al suo istruttore, al suo amico. Da qui, da quel momento, la nascita del nuovo progetto: fare insieme il cammino di Santiago. Ci sono riusciti e ce ne parleranno, ci racconteranno come la forza di volontà, la fiducia nell’altro e la tenacia possano farci compiere imprese impensabili.

“Mi ritengo fortunato e privilegiato per avere incontrato Marta, sinonimo di VITA, GRINTA e FORZA DI SPIRITO: E’ questo il messaggio più bello ed emozionante di tutta questa storia” queste sono parole di Francesco Sena. Per lui e per Marta: “La vita oltre ogni ostacolo”.

Il video di “Anch’io posso” https://www.youtube.com/watch?v=F2lI0u4BmiY

Storie di droga: dal Molise al parco Verde col bimbo di 10 mesi per comprare eroina

Marito e moglie molisani sono stati arrestati dai carabinieri a Caivano: nell’auto avevano 34 dosi di cobret. Il loro piccolo è stato affidato a dei congiunti.            Non ha assunto per nulla i connotati della gita turistica il viaggio in auto di oltre cento chilometri che i coniugi molisani Anselmo Patullo, di 23 anni, e Roberta Ferri, di 25, hanno affrontato sabato scorso con a bordo il loro bimbo di 10 mesi. La meta dei genitori dello sfortunato scricciolo non è stata una delle meravigliose località del golfo di Napoli. No, il loro capolinea è stato tutt’altro: è stato il parco Verde, cioè una delle principali basi di spaccio dell’hinterland napoletano. Qui, nel gigantesco ghetto della droga, Anselmo e Roberta, dopo essere partiti da Bojano, bel paesino di montagna abbarbicato sull’Appennino, hanno acquistato 34 dosi di cobret, l’eroina che si fuma, il veleno che una volta squagliato sull’alluminio produce dei fumi tossici in grado di stendere un toro. Ed è stato sempre qui che i due giovani genitori squinternati sono stati bloccati dai carabinieri. I militari non hanno potuto nascondere sconcerto e disappunto quando  hanno iniziato la perquisizione nella lancia Ypsilon in cui i due giovani stavano viaggiando. Nella vettura c’era infatti anche l’ignaro bambino, stranito nella sua stessa naturale innocenza. Alla fine i carabinieri della compagnia di Casoria hanno rinvenuto nascoste nella vettura le dosi di cobret. Anselmo è stato spedito nel carcere di Poggioreale e Roberta è stata inviata nel reclusorio femminile di Pozzuoli. Il bambino è stato affidato ad alcuni congiunti degli arrestati. Ma l’elenco della disperazione quotidiana  non è finito. Nell’ambito della stessa e più complessiva operazione i militari hanno arrestato per evasione degli arresti domiciliari un pregiudicato per spaccio, Giuseppe Massaro, 37 anni, di Cardito. E’ in attesa di rito direttissimo. Arrestato anche un pregiudicato per furto aggravato, Vincenzo Ciardi, 39 anni, anche lui di Cardito. E’ a Poggiorale. Denunciate inoltre, per procurato allarme, due donne, di 26 e 27 anni, rispettivamente di Napoli e di Caivano: avevano chiamato il 112 affermando falsamente che era in corso una sparatoria sul corso Umberto di Caivano. Denunciate infine altre tre persone sorprese a vendere sigarette di contrabbando.      (Fonte foto: rete internet)

Conte nemico? Che onore per Insigne. Intanto Lavezzi va a lezione da Di Natale

Il ct italiano, indagato per frode sportiva, critica il calciatore del Napoli: c’è da essere felici. Ezequiel Lavezzi, noto anche come il “Pocho” è stato avvistato a Udine. Cercava una libreria per comprare il libro di Antonio Di Natale, noto anche come “Totò”, intitolato “101 scuse per evitare le trasferte a Napoli”. Un libro che, per ovvie ragioni, ha avuto una distribuzione semiclandestina ma che in questo momento sarebbe utilissimo a Lavezzi. Pare, infatti, che l’attaccante argentino stia per indossare la maglia della Juventus. Proprio quella: la triste divisa bianca e nera, la maglietta meno fantasiosa della storia del calcio italiano, il simbolo della desolazione sportiva. È ipotizzabile, infatti, che se dovesse davvero andare alla Juve, il Pocho Lavezzi farà di tutto per evitare di venire a giocare a Napoli, anche perché da queste parti lui è ancora amato e non c’è peggior persona di un innamorato deluso. Figuriamoci se gli innamorati delusi sono 6 milioni (cioè i presunti tifosi del Napoli nel mondo). Il fatto è che il ragionamento sulle bandiere che non esistono più è banalissimo ma maledettamente vero. I pochi calciatori rimasti affezionati alla maglia bisogna tenerseli stretti, apprezzarli e ammirarli. Ecco perché i partenopei farebbero bene portare il dovuto rispetto a Lorenzo Insigne, napoletano sincero e appassionato, che da qualche giorno può appuntarsi al petto un’altra medaglia: è stato criticato dal ct dell’Italia, Antonio Conte. Un vero onore, essere criticati da uno indagato per frode sportiva (e già condannato dalla giustizia sportiva). Un vero onore non essere perdonati da uno che in passato, da allenatore delle maglie tristi, definì “né educato né garbato” Prandelli che aveva osato convocare Chiellini, reduce da un infortunio. Sia chiaro, Conte non ha mai nominato direttamente Insigne. Lo ha fatto intendere, come fanno i vigliacchi. NO ME TOQUES LA PELOTA http://ilmediano.com/category/no-me-toques-la-pelota/

Pd Campania: i big del partito per una nuova segreteria regionale

Si va verso “unità di crisi” regionale composta di 6 o 7 elementi. Una segreteria snella, di 6-7 elementi, che comprenda i big del partito in Campania e possa assumere rapidamente delle decisioni. E’ questa la prospettiva su cui sta lavorando in queste ore Assunta Tartaglione, segretario regionale del Pd in Campania, che prepara il nuovo esecutivo regionale dopo aver azzerato quello vecchio in seguito all’inchiesta che ha coinvolto il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. La nuova segreteria dovrebbe essere varata “a stretto giro”. (Fonte foto: rete internet)

A Volla presentato il progetto “Scuole Cardioprotette – un euro per la vita”

Sabato mattina, 14 novembre 2015, nell’auditorium dell’ICS Matilde Serao, in via Dante Alighieri la tappa del progetto “Scuole Cardioprotette – un euro per la vita”, che l’associazione di Protezione Civile Menaica sta promuovendo in vari comuni della Campania in collaborazione della Toscano Defibrillatori, con contributi simbolici di un euro. Il progetto promuove, visto l’obbligo di averlo nelle strutture dal 16 gennaio, l’uso dei defibrillatori nei luoghi pubblici e dove viene praticata attività sportiva. A fare gli onori di casa il prof Claudio Rullo, neo dirigente dell’I.C.S. M. Serao. Al tavolo della presidenza, a portare il loro contributo di professionalità e competenza specifiche, il cardiologo del territorio (ASL Napoli 3 sud distretto di Volla), Dr. Giuseppe De Cicco, il comandante dei carabinieri della stazione di Volla, Mar. Salvatore Manna, e Francesco Saverio Greco, responsabile dell’associazione di Protezione Civile “Menaica”. A fare da moderatore il prof. Vincenzo Sepe, responsabile della sicurezza dell’ICS M. Serao. Il Dr. De Cicco ha sottolineato quale sia il momento in cui è necessario agire nel caso ci si trovi di fronte ad un arresto cardiaco. Il cardiologo vollese, attraverso la proiezione di filmati divertenti, ideati da un medico americano che mima il moto cardiaco, utilizzando il suo corpo con gli arti superiori che hanno la funzione degli atri e quelli inferiori dei ventricoli, ha fatto vedere come si arrivi alla sincope passando per le aritmie. Per quanto riguarda l’intervento salvavita da attuare, il primo momento significativo, e il più immediato, è sicuramente il massaggio cardiaco, da solo, senza respirazione bocca a bocca, prima ancora dell’uso del defibrillatore, anche perché non tutte le aritmie vengono “guarite” dall’uso di quest’ultimo. Lo specialista ha inoltre sottolineato una particolare attenzione agli eventi di morte senza causa dei bambini. Spiega che l’episodio accende un campanello d’allarme, alzando le probabilità di malattie cardiache, essendo esse spesse volte di natura genetica. Il suggerimento è stato quello della prevenzione e del controllo di tutta la famiglia, esteso anche a largo raggio. Al convegno sono stati invitati i genitori di tutti gli alunni dell’istituto, ma era comunque aperto a tutta la cittadinanza. E’ stato sensibilizzato un pubblico più adulto in questa fase, ed è stata proposto ed annunciato per gli studenti un prossimo step, che prevede una dimostrazione pratica sull’esecuzione del massaggio cardiaco. L’intenzione certamente non è di spaventare i giovani, ma un minimo di conoscenza al pericolo, rende più consapevoli e stimolati a prevenirlo, perché molto spesso colui che non ha attenzione, fornisce un vantaggio solo al pericolo stesso.

Pomigliano, si mobilita il Pd renziano: riparte “La Città che Vale”

La sede dell’associazione è stata inaugurata stamattina da Vincenzo Romano, rivale di Michele Caiazzo alle primarie di marzo.         Stamattina, al convegno organizzato all’aperto nel parcheggio di via Leopardi da Vincenzo Romano (ormai rivale del gruppo egemone del Pd locale, guidato dall’ex, storico, sindaco bassoliniano Michele Caiazzo), erano  presenti il parlamentare Massimiliano Manfredi e il consigliere regionale Giuseppe Russo. C’erano anche il  sindaco Raffaele Russo, di Forza Italia,  e il presidente del consiglio comunale di Pomigliano, l’Udc ed ex socialista di un tempo Maurizio Caiazzo. Romano ha illustrato i motivi della ripartenza della sua associazione, “La Città che Vale”, la cui sede è stata inaugurata proprio stamane, in via Iasevoli. Nell’intervista che segue il quarantenne renziano illustra il suo punto di vista sulla situazione del Pd. Romano è uscito sconfitto per qualche voto alle contestate primarie di marzo, vinte da Caiazzo, nel frattempo divenuto consigliere comunale di opposizione a Pomigliano. Primarie il cui esito era stato messo in dubbio dalla segreteria napoletana democrat, retta da un altro renziano, Venanzio Capentieri. Romano, con questa ripartenza della Città che Vale che cosa intende fare? “La Città che Vale” è un’ associazione plurale, propositiva. Potremo presentare anche mozioni, interrogazioni consiliari, contribuire a rappresentare idee e progetti per lo sviluppo locale”. A ogni modo la sensazione è che voi renziani vi stiate apprestando a lanciare una nuova offensiva nei riguardi del gruppo egemone del Pd cittadino… “Non c’è nessuna etichettatura. Non c’è l’ambizione di essere alternativi o conflittuali nei confronti del partito. Vogliamo contribuire all’inevitabile ricostruzione del Pd dopo il suo collasso, un Pd commissatiato”. Si, va bene, Romano. Però anche lei sa benissimo che dopo le ultime amministrative, che hanno visto la pesante sconfitta del Pd, non c’è stato nessun commissariamento della sezione cittadina. Il segretario si è dimesso ma non  c’è stato un provvedimento della segreteria napoletana …. “C’è lo zero più assoluto, c’è il nulla, l’immobilismo. Ci sono solo dei consiglieri Pd eletti. Poi non c’è nulla. Oggi chiunque si può svegliare e fare qualcosa a nome  del Pd”.    

Ercolano, l’acqua privata

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L’acqua privata perché la si privatizza sempre più ma, al tempo stesso, la si priva al cittadino che rischia di perdere il suo diritto sacrosanto di usufruire di un bene essenziale. L’intervista al Consigliere Cozzolino del M5S.

La politica è mediazione, per lo meno quella ideale che si interpone tra i cittadini, che delegano la loro volontà e gli eletti. Questi dovrebbero farsi tramite e mettere in essere le istanze della società civile cercando di tradurre le richieste in un qualcosa che non vada in contraddizione con la legge e che non scontenti tutte le parti in causa. Spesso invece abbiamo l’impressione che stia accadendo l’esatto contrario, ovvero che ci si trovi davanti a una politica portavoce di quanto dettato dall’alto, da quei poteri forti, siano essi economici e finanziari, siano essi verticistici e localistici, e che spesso ignorano o minimizzano le conseguenze del loro agire su chi si aspetta ben altro comportamento. È in questi casi che si vede il vero politico, colui che ha la stoffa per amministrare la cosa pubblica, colui che oltre le chiacchiere e il distintivo, oltre a rispondere ai suoi referenti, sa offrire altro, sa osare altro.

Questo nostro discorso si lega anche a quanto accaduto in quel di Ercolano, là dove le opposizioni hanno provato a scardinare un sistema di cose che non tiene in conto dei bisogni minimi ed essenziali quali in primis l’acqua e per questo abbiamo sentito il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Gennaro Cozzolino.

Consigliere, ci spieghi cosa è successo giovedì con la vostra mozione. «La mozione parte dalla delibera regionale prodotta circa un mesetto fa, nella quale veniva disatteso tutto quanto veniva detto durante la campagna elettorale da De Luca ovvero il suo voler rivoluzionare il sistema idrico, attualmente privatizzato, il suo voler ridare potere in tal senso ai sindaci, il voler ridare spazio ai comitati, alla discussione e al confronto. Invece questa delibera regionale non risulta altro che essere la logica prosecuzione di quanto fatto da Caldoro e in senso peggiorativo e alla quale i comitati per l’acqua pubblica pure si erano opposti.»

Venendo invece ad Ercolano … «Nello specifico a Ercolano chiedevamo, così come era stato fatto anche presso altri consigli comunali come quelli di San Giorgio e Torre del Greco, l’impegno da parte dell’amministrazione, nella stesura di un documento da inviare alla Regione e dove ci si dichiarava non favorevoli alla delibera e questo lo si diceva ben coscienti dei reali limiti di un comune, il quale non può operare modifiche rispetto ad una legge regionale; ma si trattava solo di un documento politico, di contrasto a una delibera che andava in una direzione opposta a quella dell’acqua pubblica. In questa nostra mozione venivano sviscerati tutti quegli aspetti negativi che conducevano in una direzione opposta a quella dell’acqua come bene comune e dove si chiedeva alla Regione di mantenere gli impegni presi in campagna elettorale.»

E quindi, cosa è successo? «È successo che la maggioranza sta provando a smontare tutto, sostenendo che la mozione non poteva essere accolta. Ma questo è un atto gravissimo! Di accusa verso i capigruppo, e di accusa verso il presidente de Consiglio Comunale! Perché l’ordine del giorno viene fatto dalla conferenza dei capigruppo e viene convocato dal Presidente del Consiglio! Quindi, la maggioranza, dicendo quelle cose, sta affermando che i capigruppo e il Presidente non hanno avuto l’accortezza di studiare lo statuto e il regolamento consiliare, nel quale è ben specificato che cos’è una mozione. La mozione che abbiamo presentato non andava in contrasto con la legge regionale ma era un indirizzo politico, un documento che usciva fuori dal consiglio comunale. Tutto lecito! Tanto è vero che stava all’ordine del giorno.»

Ma se si trattava di un qualcosa di simbolico, di orientativo, se possiamo chiamarlo così, dov’era il problema? «Non saprei, del resto un indirizzo del genere è stato proposto anche a Torre del Greco. Ma lasci che le spieghi raccontandole quanto è accaduto ieri sera durante il Consiglio. Dopo aver letto integralmente la mozione c’è stato l’intervento del capogruppo del PD, Maddaloni, che sottolineava l’aspetto tecnico della mozione e specificando che non la si poteva votare perché ci avrebbe messo contro un delibera della giunta regionale e che proprio adesso si stava discutendo in Regione. Stavano cioè cercando di giustificare tecnicamente un loro voto negativo ma, a quel punto, le opposizioni, le minoranze, ma anche i sottoscrittori, tra i quali c’era anche un membro di SEL e dello stesso PD, hanno sottolineato invece la validità della mozione quale indirizzo politico da inviare alla Regione.»

Ma giusto per capire l’aspetto tecnico, tra le loro obiezioni qual era quella più rilevante? «Loro hanno insistito sul fatto che si trattava di un’ingerenza nella politica regionale, – tu ci stai chiedendo di sottoscrivere un documento che si oppone alla delibera regionale e non lo possiamo fare! – Ma non è così! È un’azione politica contro una delibera che non va nella direzione dell’acqua come bene pubblico.»

Quindi, senza nessuna infrazione alle varie normative consiliari … «Non è stata rilevata nessuna infrazione nei giorni precedenti, nelle ben due riunioni tenutesi tra i capigruppo consiliari, cosa che invece è accaduta nel Consiglio, ma c’è dell’altro! È stato proposto, dal consigliere Oliviero dell’UDC, un emendamento che escludesse quel passaggio della mozione e che superasse il problema rilevato dal PD, nell’emendamento proposto si andava ad eliminare la parte dove si citava la delibera regionale, ma il PD ha votato contro. Il problema era di per sé inesistente ma proprio per votare tutti assieme si era proposto quest’emendamento. Ma il PD ha votato contro l’emendamento, contro le partite pregresse, così contro l’emendamento che si opponeva al distacco dei contatori, avendo la maggioranza, il PD ha bocciato la mozione.»

Per quel che riguarda le cosiddette partite pregresse, a cosa si riferiva l’emendamento proposto? «Si proponeva di prendere posizione contro ciò che la GORI sta facendo contro la sentenza del TAR Campania che aveva annullato la riscossione delle partite pregresse.»

Sì ma siamo tutti in attesa del pronunciamento del consiglio di stato sulla questione. «Certo! Ma la GORI nel frattempo sta prendendo il 10% di quelle partite! Ma tornando a quanto accaduto ieri, la cosa più assurda è quella accaduta dopo la discussione, quando c’è stata la proposta di sospensione da parte del consigliere Miranda di Fratelli d’Italia, per permettere un confronto tra le minoranze e la maggioranza sugli emendamenti e sul problema tecnico sollevato dal PD, la proposta di sospensione è stata bocciata in aula e con il voto dello stesso presidente del Consiglio Comunale. Non è mai successo che il presidente del Consiglio, l’arbitro! Votasse contro una richiesta di sospensione, non è mai successo nella storia dei consigli comunali! Tre consiglieri di maggioranza avevano infatti votato per la sospensione ma, per riequilibrare quei tre voti fuoriusciti dalla maggioranza e portare a 12 il numero, come quelli dell’opposizione, ha votato contro e in quanto arbitro non lo potrebbe fare.»

A questo punto è possibile ipotizzare un conflitto d’interesse tra il sindaco e la sua posizione di avvocato della GORI? «Sì, mi risulta che nel 2014 ci sia stato un contratto di lavoro tra lo studio Buonajuto e la GORI e mi pare che nel 2015 ci sia un contratto in essere; non ho sollevato in consiglio quest’aspetto per non depotenziare la mozione che abbiamo proposto, una mozione di interesse comune che va al di là degli schieramenti politici, del resto è stata firmata anche da SEL, dal PD, da Area Popolare. Adesso, purtroppo, stanno tentando di ripulirsi la faccia cercando delle motivazioni infondate.»

Invece, il contesto locale, tra la società civile, che reazioni ci sono state? «C’è stato un segnale preoccupante; durante la campagna elettorale, quasi tutti i candidati a sindaco, io, Liberti e Buonajuto, abbiamo sottoscritto un documento di sostegno alla battaglia dei comitati dell’acqua, impegnandoci in prima persona. Purtroppo quelle promesse non sono stare mantenute. E il fatto stesso che tra i tanti cittadini intervenuti ieri sera ad assistere al Consiglio Comunale, non vi fossero i rappresentanti delle associazioni e dei comitati e degli altri sostenitori referendari è emblematico dello scoramento presente ad Ercolano.»