Marito e moglie molisani sono stati arrestati dai carabinieri a Caivano: nell’auto avevano 34 dosi di cobret. Il loro piccolo è stato affidato a dei congiunti.
Non ha assunto per nulla i connotati della gita turistica il viaggio in auto di oltre cento chilometri che i coniugi molisani Anselmo Patullo, di 23 anni, e Roberta Ferri, di 25, hanno affrontato sabato scorso con a bordo il loro bimbo di 10 mesi.
La meta dei genitori dello sfortunato scricciolo non è stata una delle meravigliose località del golfo di Napoli. No, il loro capolinea è stato tutt’altro: è stato il parco Verde, cioè una delle principali basi di spaccio dell’hinterland napoletano.
Qui, nel gigantesco ghetto della droga, Anselmo e Roberta, dopo essere partiti da Bojano, bel paesino di montagna abbarbicato sull’Appennino, hanno acquistato 34 dosi di cobret, l’eroina che si fuma, il veleno che una volta squagliato sull’alluminio produce dei fumi tossici in grado di stendere un toro. Ed è stato sempre qui che i due giovani genitori squinternati sono stati bloccati dai carabinieri.
I militari non hanno potuto nascondere sconcerto e disappunto quando hanno iniziato la perquisizione nella lancia Ypsilon in cui i due giovani stavano viaggiando. Nella vettura c’era infatti anche l’ignaro bambino, stranito nella sua stessa naturale innocenza. Alla fine i carabinieri della compagnia di Casoria hanno rinvenuto nascoste nella vettura le dosi di cobret. Anselmo è stato spedito nel carcere di Poggioreale e Roberta è stata inviata nel reclusorio femminile di Pozzuoli. Il bambino è stato affidato ad alcuni congiunti degli arrestati.
Ma l’elenco della disperazione quotidiana non è finito. Nell’ambito della stessa e più complessiva operazione i militari hanno arrestato per evasione degli arresti domiciliari un pregiudicato per spaccio, Giuseppe Massaro, 37 anni, di Cardito. E’ in attesa di rito direttissimo. Arrestato anche un pregiudicato per furto aggravato, Vincenzo Ciardi, 39 anni, anche lui di Cardito. E’ a Poggiorale. Denunciate inoltre, per procurato allarme, due donne, di 26 e 27 anni, rispettivamente di Napoli e di Caivano: avevano chiamato il 112 affermando falsamente che era in corso una sparatoria sul corso Umberto di Caivano. Denunciate infine altre tre persone sorprese a vendere sigarette di contrabbando.
(Fonte foto: rete internet)







